4.4.14

Quei maschietti con la gonna...

Facendo seguito alla recente battaglia sulla 'Teoria dei Generi' e sulla sua temuta introduzione a scuola, battaglia che imperversa ovunque a comprovare che proprio quando pensi che l'imbecillità abbia un limite, arriva qualcuno che lo salta con l'asta, mi son preso la briga di sniffare in rete alla ricerca di informazioni al riguardo.
Ho evitato come la peste, l'acne e le mucche pazze ogni forma di invettiva religiosa, ogni plauso 'progressista', ed ogni opinione di parte legato alla famigerata Lobby Gay (che avete rotto le palle con 'sta storia della Lobby Gay. I gay stanno sotto monarchia e siamo tutti regine. Ok?)
Dicevo, ho cercato del materiale 'neutrale' che spiegasse come le cose siano cambiate in anni recenti e come lo 'status quo' legato all'identità di genere di maschietti e femminucce non sia poi così radicato quanto uno potrebbe pensare.
Il post è liberamente tratto ed estrapolato da un articolo sullo Smithsonian Magazine una pubblicazione online che io apprezzo moltissimo per forma e contenuti.
Ogni generazione porta con se una nuova definizione di maschile e femminile che si manifesta invariabilmente attraverso l’abbigliamento dei bambini.
Prendete per esempio la bambina ritratta nella foto qui sopra: siede compostamente ed indossa un vestitino di cotone bianco, tiene in mano un cappellino a tesa larga con piume di marabú e porta ai piedi delle scarpine in vernice. 
I capelli sono lunghi e sciolti sulle spalle.
Se incontraste una bambina vestita cosí per strada oggi, dapprima vi guardereste intorno alla ricerca della signora Rottermeyer e del calesse, e poi la ammirereste nella sua bellezza diafana e graziosa.  
Una bambolina.
27.3.14

In trincea!

No, no…. Cosa avete capito?
La trincea è esclusivamente metaforica.
Prima di tutto perché a me in mimetica non mi ci vedrete mai e vestito di rosa mi ammazzerebbero da lontano al buio, senza passare dal via e senza ritirare le 20.000 lire, secondo perché ne ho le palle piene dell'Italia che fa un passo avanti grazie agli sforzi, l'impegno, il duro lavoro di organizzazioni come lo UNAR, dapprima col beneplacito del Consiglio dei Ministri, e poi ne fa dodicimila indietro, sotto la pressione dell'unica vera lobby che esiste in Italia: i catto-benaltristi.
Abbiamo perso una grossa occasione per debellare bullismo, omofobia e razzismo nelle scuole. Abbiamo privato i nostri figli della possibilità di crescere e di essere cittadini del vero mondo, della vera società. Una società che va ben oltre le schiere di veline/calciatori/preti che rappresentano lo sprofondo culturale italiano, così accettato da tutti.
I libretti educativi dello UNAR destinati ad essere utilizzati nelle scuole, seguendo precise direttive nazionali ed internazionali, sono stati ritirati. Sono scomparsi. Bombati.
C'è gente che pensa che l'omosessualità possa essere imparata sui banchi di scuola.
C'è gente che vede in questo importantissimo tentativo di migliorare la nostra società, una macchinazione dai toni sulfurei, mirata al pervertimento delle naturali inclinazioni di ognuno di noi.
Tre libretti che avrebbero potuto iniziare a fare la differenza per chi, alla fine di un anno scolastico di bullismo, vede solo un metro di corda come alternativa.
Io ve li metto tutti e tre qui a fianco, con la speranza di aiutare chiunque abbia deciso che il silenzio è inattività e che l'inattività non cura nessun male sociale.
Scaricateveli, leggeteveli, fateli leggere.
Proponeteli ai vostri figli ed ai loro insegnanti. Decidete voi, come genitori, se i vostri figli siano pronti a sentir parlare di omosessualità e diversità come varianti del comportamento sessuale e non come soggetti da barzelletta.
Decidete voi se i vostri figli abbiano più bisogno di imparare a difendersi dai bulli o di eliminare la necessità di difendersi.
Decidete voi che tipo di società volete per i vostri figli, ma non illudetevi! Loro non aspetteranno nessun libretto, nessun referendum, nessuna predica per seguire le inclinazioni proprie della loro natura: etero, gay, lesbiche, transgender, bisex.
Un giorno, da adulti, si comporteranno di conseguenza, alla ricerca di quella validazione e felicità che SENTONO come un diritto, e le conseguenze potrebbero non piacervi.
Non lasciate che un' iniziativa che ha richiesto tanto duro lavoro e che ha dato tanta speranza ad una moltitudine di individui (non solo gay), possa essere insabbiata dietro ad una stupida schermaglia ideologica degna della Russia di Putin.
Voglio dire… PUTIN!!

Grazie!

TQF xx

24.3.14

Svegliatevi Bambine!

Primavera!

La sentite pure voi? Dai, anche se siete restii a lasciar andare quel cappotto di cotica che c'avete siliconato sulla schiena, avrete sicuramente assistito allo spuntare improvviso di mille unghie ingiallite dei piedi a far bella mostra di sé dai sandali aperti.
Avrete notato con sorpresa e roseo stupor l'apparire discreto di ascelle allo stato brado e schiene d’angora che ammiccano da canotte in viscosa... Qui a Parigi la scorsa settimana è stato un tripudio di umanità incolta.
Ammazzali che schifo.
Dio benedica i turisti, che voi pensate che con 20 gradi si buttano dentro alle fontane solo a Roma. Invece no.
Ma passateci dal ferramenta a tagliarvi quelle unghie, e date una bruciata a quei peli superflui, che alla fine l’unico omo che doveva puzzà (parecchio pure) era quello erectus, ma ci siamo evoluti un attimino.
Cioè almeno io.
Io sono in preda allo scompiscio più totale, tra le temperature in aumento e l’avvicinarsi del trasloco. Cammino per strada con un sorriso che attira gli sguardi irritati degli aborigeni. La gente che sorride per strada qui a Parigi è socialmente inaccettabile, come le trainers.
A me poi questo periodo dell’anno dà un carica assurda ed inizio già a pensare all’estate, quando sogno di potermi crogiolare al sole come i ciccioli di maiale in padella.
Barbie Tempura di Mammelle proprio.
12.3.14

Per fare un tavolo ci vuole solo un fiore?

La vergogna mia.
Non scrivo dal 18 febbraio.
Barbie Illusione di Multitasking proprio.
Eh ma all'attivo c'ho un sacco di robetta!
Allora, breve vacanzetta a Roma: fatta.
Influenza intestinale del Tappo, cum diarrea, cum vomito, cum febbre, cum naso tappato: fatta (contemporaneamente alla vacanzetta, che poi dice che non faccio multitasking. Statece.)
Visita a Londra per finalizzare la scuola nuova di sua Tappezza: fatta.
Incontro/summit con altre bloggarole favolose: fatto (sia a Roma che a Londra, che qui siamo internescional, il Mammacheblog io lo porto in tournée…).
Sí insomma, non sono stato con le mani in mano, ed il momento 'clou' deve ancora venire con l'imballaggio di tutti i miei averi ed il conseguente trasloco internazionale per il quale un po' a dire il vero fremo, dal momento che sarà gestito ed organizzato da un team francese. Volente o nolente nelle loro mani devo rimettere il mio spirito.
Speriamo non leggano il mio blog.
Semmai vedeste due bei divani bianchi di lino in mezzo allo spartitraffico di Place de Clichy, saprete che è andato tutto a puttane e che il blog lo leggono eccome.
Mi sto anche mobilitando per donare un sacco di roba che non voglio portarmi dietro (vecchi vestiti, scarpe entrambe da adulto e bambino e giocattoli vari) e devo dire che non è facilissimo qui a Parigi. A Londra facevo un paio di viaggi al Charity Shop e finiva lí. Qui sto contattando delle organizzazioni a questo scopo: una in supporto dei rifugiati afgani di Parigi, l'altra più generica che si chiama 'Emmaus' che si occupa della raccolta di tutto e della sua distribuzione e vendita a scopo benefico. Se avete altri contatti vi prego di fornirmeli.
18.2.14

Ritratto in Nero

Lo scorso weekend è stato uno di quelli da urlo, e per tutti i motivi sbagliati.
Marito malato in casa, Tappo irrequieto che quando stai male diventa un aguzzino senza pietà, casa come un quadro di Pollock (che voi conoscete solo la versione Instagram, ma vi giuro che due giorni fa c'avevo Basra…) e io con lo stesso sangue freddo e la risolutezza di Fracchia.
"PAPÀ PLAY WITH MEEEE!"
"AMORE, CAN I HAVE SOME WATER?"
"PAPÀ PLAY WITH MEEEEE!"
"AMORE, CAN I HAVE SOME ASPIRIN?"
"PAPÀ YOU ARE BAD! I'M NOT YOUR FRIEND!"
"AMORE CAN I HAVE MY INHALER?"
Io in ginocchio davanti alla lavatrice aperta, traboccante di panni bagnati da stendere, in pausa spirituale di raccoglimento, giusto per resistere all'impulso di ficcarci dentro Tappo e Maritone e fare il ciclo lungo con centrifuga a dodicimila giri al minuto.
Ma chi cazzo sono io?
Dove sono?
Cosa voglio?
Chi è questa 'gente' che continua a volere delle cose da me, a volere il mio tempo e la mia attenzione?
Come mi sono fatto incastrare tra una vagonata di Lego ed una di panni zozzi?
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