23.11.14

Il Post Senza Corona


Carissimi! 

Voi credete che in questi cinque anni di blog io abbia solamente insegnato qualcosa agli altri? 
Vi sbagliate.
Ho imparato più di quanto non abbia preteso di insegnare. Ho imparato tantissimo su me stesso e sulle mie dinamiche interiori.
Questo è scaturito dal costante confronto con voi tutti, è stato l'effetto della mia campagna di onestà a favore delle realtà genitoriali diverse, e non saprete mai fino in fondo quanto vi sia riconoscente.
Ho iniziato a scrivere durante una pallosa sera di novembre 2009, sentendomi una mosca bianca, cercando di superare il senso di isolamento che la condizione di genitore a tempo pieno a volte comporta.
Ho fatto bene.
Mi ritrovo esattamente dove speravo di essere: nell'ordinario/straordinario mondo di tantissimi papà e tantissime mamme che condividono i miei malumori, le mie paure, le mie speranze. Un mondo di sentimenti ed istinti prima di tutto, in cui la sessualità è parte di chi siamo e non CHI siamo.

8.11.14

Chi dovrebbe pagare?


Su questa vicenda ci sto rimuginando da mesi. La ignoro o oso scrivere un parere, a costo di risultare impopolare, o peggio, stronzo?
Tanti dubbi gravitano intorno alla faccenda, le poche sicurezze sono contestabili.
Le fazioni però si sono comunque schierate, non facendo appello all'evidenza, secondo me, ma ad un senso di rabbia e diffidenza nei confronti delle istituzioni che trova radici ben oltre questa tragedia.
Un ragazzo di 31 anni è morto durante la custodia cautelare. Un ragazzo di 31 anni, affidato alle forze dell'ordine ed alla sanità pubblica, è morto dopo 7 giorni. 
Era il 2009.
La sentenza del 31 ottobre scorso, scagiona tutti gli imputati, ed è furore.
Sto ovviamente parlando del caso di Stefano Cucchi.
Le foto del cadavere scheletrico, coperto di ecchimosi, le avete viste tutti. C'è chi dice che sia stato malmenato, chi dice sia caduto dalle scale. Altri denunciano omissioni di soccorso, altri ancora giurano che fu lo stesso Stefano a rifiutare cibo e cure.
Tanta nebbia.
Tanta rabbia.
Tanti personaggi che (come nel caso di Giovanardi) non perdono l'occasione di entrare a piedi pari nel pantano mediatico e sollevare ancora più fango (che certa gente l'unica onda che sa cavalcare è quella di un maremoto di merda...)
Gianni Tonelli, segretario generale del sindacato di polizia Sap, osserva che

“In questo Paese bisogna finirla di scaricare sui servitori dello Stato le responsabilità dei singoli, di chi abusa di alcol e droghe, di chi vive al limite della legalità. Se uno ha disprezzo per la propria condizione di salute, se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze. Senza che siano altri, medici, infermieri o poliziotti in questo caso, ad essere puniti per colpe non proprie”.

12.10.14

Fiori dal Fango


A causa dei tristi eventi legati alla tragedia di Napoli ed all'ondata mediatica che l'accaduto ha provocato, ho passato questi ultimi giorni a rimuginare di abusi, bambini rovinati, adulti infami e rivolte popolari. Ho cercato di porre un confine tra l'amore viscerale di un genitore e la sua incapacità di ammettere quando il figlio è un mostro.
Ho avuto modo di osservare come le reazioni giustissime della gente, di fronte a tanta malvagità ed idiozia, possano portare all'ulteriore frazionamento e divisione di una società che ha disperato bisogno di unità e che non riesce a trovarla nemmeno catalizzando all'unanimità i sentimenti più forti.
Forse siamo disegnati così, forse non siamo fatti per darci la mano unendo rabbia alla rabbia e fare di una tragedia un esempio comune da cui imparare qualcosa. Forse non siamo fatti per la solidarietà nello sgomento, nella furia, nel dolore.
La rabbia non unisce mai nessuno, o comunque non unisce mai nessuno a lungo. Prima o poi la massa inferocita inizia a divorare se stessa.
E siamo tutti vittime.
15.9.14

Di gessati, grembiulini e modelli da seguire


Lettrice: Ciao, vorrei farti una domanda, se ti va rispondimi, grazie. Ho letto che prima di avere il bambino avevi un lavoro nella moda e poi per scelta hai lasciato per meglio seguire il bimbo. Spero di aver ben compreso. La mia domanda è la seguente: non pensi che darai una visione distorta del tuo ruolo al bimbo? Un papà lavora e un papà sta a casa a fare la "mamma" che si occupa della spesa, del cibo, delle pulizie e del bimbo ... A me, donna post-femminista sembra così limitante e riduttivo come ruolo ... Io sono una mamma di tre figli, me ne sono occupata come meglio sapevo e potevo fare ed ho sempre lavorato anche fuori casa, ho due maschi e una femmina, loro sanno che è importante l'indipendenza economica e la realizzazione di se al di la dei ruoli e degli stereotipi. Sai perché te lo chiedo? Perché vedo fare questa scelta alle classi medio-alte, scelta che prima era obbligatoria per le donne e successivamente riservata ai ceti bassi, ma il messaggio è così retrò ... Forse ti darà fastidio questa mia domanda-parere, ma se hai qualche minuto da dedicarmi nella risposta ne avrei molto piacere. Grazie, ciao.

TQF: Ho fatto quello che è meglio per la mia famiglia. Non dimenticare che abbiamo impiegato 3 anni per raggiungere una gravidanza. L'idea di rimanere a casa con mio figlio è stata lampante. Ovvio, poterselo permettere aiuta parecchio.
1.9.14

Capriccio


L'ennesima porcheria di Fratelli d'Italia (a fianco) è un furto d'autore, dal momento che la foto usata per la loro discutibile campagna è di Oliviero Toscani e che questo si è già mosso per querelare i furbacchiotti (leggi decerebrati) che l'hanno utilizzata decontestualizzandola e senza permesso.
Ma al di là di queste facezie (voglio dire, stiamo parlando del partito di La Russa e Meloni... I cartoni animati proprio) fatemi sputare 'sto rospo che ho in gola.
A prescindere dalle facce torve da tossicomani dei modelli in foto (a me danno questa impressione, pure vero però che non ci potevano mette Ricky Martin), che capita ad hoc in questo ennesimo tentativo di demonizzare le coppie gay, mi soffermo sullo slogan.

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