29.7.14

Cartoline dal diluvio...

Eccomi!

Regina snaturata che lascia sul blog un buco di quasi due mesi che in confronto quello nell'ozono è casa di Topo Gigio. Ho avuto un monte da fare… Maritone col nuovo lavoro sta viaggiando tantissimo (ora è in Asia) e mi sono trovato in una spirale di playdates, pic-nics e compleanni (che poi cazzo, ma tutti a giugno/luglio 'sti figli li fate nascere?).
Inoltre ho avuto i lavori in casa per più di un mese e sono estatico nel poter dire che la cucina è finita, sempre quella, maledetta bastarda di cucina che se fosse una donna sarebbe la Santanché come minimo, tanto è stata riadattata, ripezzata e ricucita, è finita! A differenza della Santanché però, non sembra una battona da Grand Hotel ed è venuta proprio bene.
Malgrado la latitanza bloggarola, ho postato diversi updates sulla pagina TQF di Facebook, anzi, vorrei ringraziarvi tutti per essere così numerosi!!!
Ci siamo scannati sui vaccini (i pro, i contro e i chissenefregatantodovemomorí), e ancora ricevo email recriminatorie, perché io apparentemente non posso essere parziale e non posso vittimizzare nessuno.
11.6.14

Le mani nei capelli

Margherita ha sette anni, è una bambina vivace ed intelligente.
È naturalmente curiosa ed esuberante, ma sempre corretta ed educata.
Margherita va a scuola, perché deve, anche se ne farebbe volentieri a meno.
La legge glielo consente, perché deve, anche se ne farebbe volentieri a meno.
Il suo colore preferito è il verde, colore che si intona perfettamente ai suoi capelli.
I capelli di Margherita rappresentano l'unica cosa che la poverina dovrà soffrire per tutta la vita.
Sono rossi.
Margherita è infatti nata da una coppia di genitori che, contrariamente ai dettami della legge ormai in vigore e della morale, hanno entrambe i capelli rossi.
E le lentiggini.
La mamma di Margherita si chiama Elena, ha 32 anni, insegna inglese ai ragazzi del Liceo Scientifico ed ha i capelli rossi come il rame.
Il papà di Margherita vive in Italia da 15 anni, si chiama Sean ed è irlandese. Lavora per una multinazionale americana, ha 37 anni e, pure lui, ha i capelli rossi, ma più chiari di Elena.
3.6.14

Di Zigomi e di Corna

Uh, allora, da dove incomincio?
Ah sí, dalle vacanze del tappo. Un' intera settimana con papà suo, a far casino in giro per Londra.
Che uno dice "Portateli ai musei 'sti regazzini che così crescono infarinati di bello e di cultura.." ma anche no.
Soprattutto quando si tratta di un cinquenne col senso dell'umorismo di Lucifero che si nasconde al British Museum e ti fa collassare dall'ansia.
Niente di che, era a tre metri di distanza da me, dietro al sarcofago di granito nero al piano terra e io già mi vedevo sulla BBC in cardigan e perle a piagne il fritto in diretta "Ridatemi mio figliuuuoohohohoooohooo!"
La cazziata che ha preso è stata immortalata in un bassorilievo ora esposto nella sala dei Babilonesi.
Ho anche avuto modo di confermare, con una certa soddisfazione, la sempiterna imbecillità di certe donne che, vedendomi col Tappo, non si fermano al complimento di routine al pargolo, ma incalzano con domande a cazzo.
Le mie preferite?
"Che bello, è suo? Non le somiglia per niente.."
"Quanto sei bello! Mamma dov'è?"
A quel punto io divento cagna imperiale da guerra e le faccio rimanere di merda
"Si è suicidata…"
"Sta in galera…"
"È in fin di vita all'ospedale…"
"È stata rapita dagli alieni e quando è tornata sembrava Barbapapà."
21.5.14

La Panza Racconta: Storia dell'Abbigliamento Pre-Maman.

Era il 1986.

Festival di San Remo. L'anno della famosa 'bomba' di Loredana Berté che canta 'Re' in un miniabito di vinile nero con panza da nono mese posticcia appiccicata sopra.
In Italia è scandalo, che a noi lo scandalo ci piace, ci fa dimenticare la bancarotta morale in cui annaspiamo da cinquant'anni.
Poi vabbè, trent'anni dopo arriva Lady Gaga con un vestito di coratella di abbacchio e nessuno fa un fiato.
Pah.
Loredana in stile simil-gravido è, ancora oggi, l'unica immagine sanremese bruciata nella mia retina come neppure i lepidotteri inguinali di Belen.
Era ritenuta una cosa sconcia esibire cosí spudoratamente un pancione in un contesto aggressivo e trasgressivo come una performance rock.
Anatema!
La panza era da nascondere dietro ad un tendone di cotone a fiorellini, o almeno cosí era stato fatto per tanto tempo, ma quel costume così sproporzionatamente assurdo per gli schermi italiani della metà degli anni '80 tradiva un profondo cambiamento nel tessuto sociale, nel mondo delle donne e della società. Un cambiamento che, seppure non subito, avrebbe visto la luce appena cinque anni più tardi. E brava Loredana. Che moderna.
Ma partiamo dall'inizio.
2.5.14

Rientro

"Tienilo fermo che è bagnato e mi scivola… Dai ADESSO! Ma che fai? Il buco… Ma non lo vedi il
buco? Cazzo è grosso così! FORTE! SPINGI! No… NOOOO adesso lo rompi… AHIA! Mi hai ci hai preso dentro le dita… Ma sei impedito guarda…"
"Mamma, perdío quanto è difficile infilare 'sto cassetto del ghiaccio nel frigo? Ti ho detto: stringi le manigliette da ambo i lati, infili prima la parte superiore e la parte inferiore fa 'click' da sola… Cioè, mi pare di stare a parlare al telefono coi cerebrolesi…"
"È TU' PADRE CHE NUN CE VEDE! Io lo lascio smontato fino a che non vieni giù, poi ci pensi tu semmai… E CHIUDI 'STO FRIZZER CHE ME STA A VENÍ A PORMONITE!"

Smettetela di grattarvi la testa.
Prima del trasloco dal Purgatorio a Londra ho mandato ai miei il mio bel frigo americano di rappresentanza che a casa qui in Inghilterra non sarebbe manco entrato dalla porta.
Immaginate un armadio 4 stagioni di acciaio, che fa il ghiaccio, la granita, filtra l'acqua, ti mette in comunicazione coi defunti e ti dà pure i numeri per tutte le ruote del lotto.
Ecco, quello lí.
80 metri cubi di tecnologia coreana.

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