7.12.14

L'Incontenibile Bellezza dell'Essere


Sí, questo post è una marchetta, lo dico, lo urlo e non me ne vergogno. 
Perché?
Perché dopo aver visto quello che l'ufficio marketing di questo brand è stato capace di organizzare (guardate voi stessi qui), credo sia doveroso inchinarsi di fronte alla creatività ed all'ironia nell'affrontare un argomento piuttosto imbarazzante e personale, da cui l'hashtag #solotusaiche.
Sí dai, ho fatto una ricerca per amore di documentazione e mi sono fatto un giro online a proposito di incontinenza maschile e del marketing a questa associato, ed ho trovato foto di campagne pubblicitarie con bonazzi da zompo e da scavalco, sorridenti e fighi da sbracamutande.
Tutti però inquadrati a mezzobusto.
La mia mente bacata quindi viene presa dalla ridarola immaginando l'inquadratura a campo pieno, l'immagine onesta, in cui il figo sorridente e lievemente brizzolato (immaginate un frullato di Richard Gere, George Clooney ed Elsa di Frozen) indossa in realtà un maxi pannolone.
Ma mettetelo pure in foto! Per uno cosí, che mi guarda cosí, che mi sorride cosí, cavolo il pannolone me lo metto pure io. Con le ali proprio, così ci faccio il parapendio mentre me lo sbaciucchio.
'L'unica cosa incontenibile è la tua passione!' (prenda nota Signor Tena, questo slogan è una figata col fischio e col botto. Li vede i Parà che si buttano dall'aereo in pannolone, tenendosi per mano e guardandosi negli occhi? Altro che flash mob.)
3.12.14

Aggiungi un Poshto a Tavola Pt.2


Per giusta misura, mi trovo a dover condividere con voi, miei carissimi lettori, un piccolo decalogo sulle regole del bon ton per il perfetto ospite. Sí, perché anche se tanti di voi sono solo scrocconi che a cena dagli altri ci vanno senza mai contraccambiare (sappiate che all'Inferno c'avete già la panchina col nome, vicina alla mia... ma io sto più in alto... c'ho la capanna da guardaspiaggia tipo Baywatch, che io só Regina pure laggiù...), tanti adorano ANCHE invitare gente a cena.
Io sono tra quelli.
Mi piace ricevere amici ed organizzare una bella serata. Ovvio, un tempo capitava con maggior frequenza (quando dico 'un tempo' mi riferisco a quel periodo della storia di ogni genitore, ormai appartenente al regno del mito, insieme agli unicorni, ai nani ed alla Minetti che non fa i bocchini,  che io chiamo BK, ossia Before Kids).

1.12.14

Aggiungi un Poshto a Tavola...


Dicembre.

Si apre ufficialmente il mese degli inviti a cena e a me prudono le mani dal bisogno di scrivere una
piccola lista di suggerimenti per l'occasione.
Sí, perché non è tanto difficile organizzare la cena perfetta, quanto essere l'ospite perfetto. Modestamente io di cene, pure di rappresentanza (chiedete a quella secca cor ciuffo canuto) ne ho organizzate e ne ho scroc  vi ho preso parte da invitato.
Insomma, stateme a sentí che potrebbe tornarvi utile.
Premessa: la parola OSPITE è enantiosemica.
No non è un malaccio, brutti gattacci di vicolo che non siete altro, ma vuol dire che ha due significati opposti. Infatti designa sia chi ospita, sia chi è ospitato.
Se qualcuno offre di essere il vostro ospite non sta esibendo una gran faccia da culo autoinvitandosi a casa vostra.
Giusto una piccola precisazione linguistica che fa tanto bon ton.

(Sí, l'ho cercato su Google.)


23.11.14

Il Post Senza Corona


Carissimi! 

Voi credete che in questi cinque anni di blog io abbia solamente insegnato qualcosa agli altri? 
Vi sbagliate.
Ho imparato più di quanto non abbia preteso di insegnare. Ho imparato tantissimo su me stesso e sulle mie dinamiche interiori.
Questo è scaturito dal costante confronto con voi tutti, è stato l'effetto della mia campagna di onestà a favore delle realtà genitoriali diverse, e non saprete mai fino in fondo quanto vi sia riconoscente.
Ho iniziato a scrivere durante una pallosa sera di novembre 2009, sentendomi una mosca bianca, cercando di superare il senso di isolamento che la condizione di genitore a tempo pieno a volte comporta.
Ho fatto bene.
Mi ritrovo esattamente dove speravo di essere: nell'ordinario/straordinario mondo di tantissimi papà e tantissime mamme che condividono i miei malumori, le mie paure, le mie speranze. Un mondo di sentimenti ed istinti prima di tutto, in cui la sessualità è parte di chi siamo e non CHI siamo.

8.11.14

Chi dovrebbe pagare?


Su questa vicenda ci sto rimuginando da mesi. La ignoro o oso scrivere un parere, a costo di risultare impopolare, o peggio, stronzo?
Tanti dubbi gravitano intorno alla faccenda, le poche sicurezze sono contestabili.
Le fazioni però si sono comunque schierate, non facendo appello all'evidenza, secondo me, ma ad un senso di rabbia e diffidenza nei confronti delle istituzioni che trova radici ben oltre questa tragedia.
Un ragazzo di 31 anni è morto durante la custodia cautelare. Un ragazzo di 31 anni, affidato alle forze dell'ordine ed alla sanità pubblica, è morto dopo 7 giorni. 
Era il 2009.
La sentenza del 31 ottobre scorso, scagiona tutti gli imputati, ed è furore.
Sto ovviamente parlando del caso di Stefano Cucchi.
Le foto del cadavere scheletrico, coperto di ecchimosi, le avete viste tutti. C'è chi dice che sia stato malmenato, chi dice sia caduto dalle scale. Altri denunciano omissioni di soccorso, altri ancora giurano che fu lo stesso Stefano a rifiutare cibo e cure.
Tanta nebbia.
Tanta rabbia.
Tanti personaggi che (come nel caso di Giovanardi) non perdono l'occasione di entrare a piedi pari nel pantano mediatico e sollevare ancora più fango (che certa gente l'unica onda che sa cavalcare è quella di un maremoto di merda...)
Gianni Tonelli, segretario generale del sindacato di polizia Sap, osserva che

“In questo Paese bisogna finirla di scaricare sui servitori dello Stato le responsabilità dei singoli, di chi abusa di alcol e droghe, di chi vive al limite della legalità. Se uno ha disprezzo per la propria condizione di salute, se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze. Senza che siano altri, medici, infermieri o poliziotti in questo caso, ad essere puniti per colpe non proprie”.

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