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Sotto alla Corona

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Se avete voglia di parlare o se sentite che qualcosa che scrivo vi tocca da vicino, non siate timidi e mandatemi due righe... Scrivete a thequeenfather@me.com Mi fa sempre piacere!

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Dear all,

I hope you had a wonderful Christmas this year, and that you have celebrated it like me, with sobriety, austerity and poverty in your hearts....... WHATEVER!!!!!!! This is The Queenfather.com, not The Pauperfather.com! And forgive me the arrogance, I'm still a bit hangover. It turns out that mixing flu medicines with champagne has quite a side effect.....
Anyway, I leave you with a link to my second interview for an Italian web magazine. I did try to translate it for you with 'Google Translate', but the damn thing this morning is not working, so I was hoping you guys could figure out a way to do it ( and maybe let me know so I can post it in english for all the monolingual folks out there.....).

My best wishes to you all for a quick digestion!

Qx





Ciao a tutti!

Scusate per il mio prolungato silenzio, ma casa mia è stata trasformata in un ospedale di recente. Ho un marito e un figlio, entrambi a letto con l'influenza, una tonnellata di shopping natalizio ancora da fare e due gatti che mi odiano perché continuo a dimenticare di comprare le loro crocche preferite. Quindi perdonatemi se ho un po' trascurato questo mio blog ..... Nel post seguente, vorrei dimostrare come un pomeriggio perfettamente banale può trasformarsi in un vero incubo (o Soap Opera). Il progetto era semplice: far mangiare Gabriel, poi uscire di casa presto per far benzina, e poi portare Gabriel al play-group. Avevo programmato tutto alla perfezione. Avevo fatto a Gabriel uno dei suoi piatti preferiti del momento (pasta con le lenticchie) per garantire che il pranzo andasse liscio, ero anche riuscito a farmi una doccia la mattina presto, con Gabriel che continuava a infilare la testa dentro e fuori della cabina della doccia per assicurarsi che io fossi sempre lì (anche se mi puo' sentire, dal momento che sotto la doccia canto sempre...), ero perfino riuscito a riordinare la casa prima di sedermi per il pranzo. Ho pensato, "E' sempre un bordello trovare parcheggio in South Kensington nel primo pomeriggio, in questo modo ho il tempo per fermarmi a fare benzina e far avanzare un quarto d'ora per cercare parcheggio prima dell'inizio del play-group...". Ero cosi' compiaciuto delle mie capacita' organizzative multilivello. Ok, ok ... Smettetela di ridacchiare cinicamente.... E' quasi Natale! A meno che il Natale non vi faccia lo stesso effetto che fa a me. Ovviamente, se non avete bambini piccoli e state facendo tutto da soli, non potete capire il senso di 'realizzazione' che si può provare quando anche la più piccola cosa si risolve perfettamente quando ne avete più bisogno. Purtroppo pero', malgrado l'inizio positivo ed incoraggiante, quello si sarebbe rivelato un pomeriggio piuttosto accidentato. La prima parte del mio piano era andata bene, eravamo in macchina abbastanza presto, Gabriel si era addormentato quasi istantaneamente appena messo nel suo sedile. Stavano anche dando la mia canzone preferita alla radio "Want you to make me feel, like I'm the only girl in the world....", benedetta sia Rihanna e i suoi fianchi a tronco... Ha un viso splendido però, lo ammetto... Allora, eravamo per strada, Gabriel addormentato, con la bocca aperta, e io, che mi sbattevo nella musica come un epilettico. Una volta arrivati al distributore di benzina, mi sono assicurato che il piccolo mostro fosse davvero addormentato, ho preso il mio portafoglio, ho chiuso l'auto, ho fatto il pieno e mi sono avviato a pagare. Prima che mi chiamiate Britney, o qualcosa del genere, vorrei sottolineare che sì, ho lasciato Gabriel in macchina, ma il distributore di benzina che uso è molto piccolo, così posso monitorare costantemente mio figlio, anche mentre faccio la fila per pagare. Quel giorno sarebbe stato uguale, tranne che per una cosa: quando venne il mio turno, frugando nel portafogli scoprii che avevo dimenticato la carta di credito. Le altre quindici carte che avevo, non erano mai state usate prima e non ne avevo il codice PIN.

"Oh, merda!" Ho esclamato e la signora dietro di me tossi' in segno di disapprovazione."Che problema c'e' amico?" il ragazzo indiano alla cassa mi fa. "Oh cazzo ...... Non ci posso credere ..." Rispondo io e la signora dietro di me, ora positivamente alterata, prende a sbuffare in segno di protesta per il mio linguaggio colorito. "Non ho la mia carta!" Lo guardo io con aria assente. "Puoi farmi firmare se uso un altra delle mie carte? Non ho il codice PIN..." Chiedo al ragazzo."No, non si puo', devi avere un codice PIN", dice lui semplicemente, senza guardarmi. "Oh .... ma ... ma ... Puoi provare a passare questa carta e vedere cosa succede?" Dico io, con un tono implorante. "Quello che accadrà è che la macchina ti chiederà di digitare il codice PIN, tu non ce l'hai, e così dovrò annullare la transazione e far aspettare tutte queste persone nel frattempo..." Dice lui, indicando la fila dietro di me, dove la signora era stata affiancata da altre quattro persone. Tutti che guardavano l' orologio sul muro roteando gli occhi, chiedendosi quanto mi ci sarebbe voluto per andarmene. "In questo caso devo tornare a casa e prendere la mia carta.... Mi ci vorranno solo alcuni minuti..." Propongo io. "Bello, fai il serio... Perchè non vai al bancomat di fronte a ritirare del cash con cui pagare?" Suggerisce lui. Che volpe. "Perché avrei ancora bisogno di un cazzo di PIN code! E non ho ce l'ho!" quasi gli urlo. La signora dietro di me stava ancora schiarendosi la voce in segno di protesta e mi fa scattare:"Vuoi una mentina per quella gola?" Le dico, stizzito. Lei distoglie lo sguardo, arrossendo. Il tizio dietro il bancone pero' non aveva intenzione di collaborare: "Abbassa le penne! Sei in torto! Hai fatto il pieno e adesso non vuoi pagare!" mi grida in faccia, mentre la gente intorno a me mormora in accordo. "Cosa vuol dire che io non voglio .... Ok ... Bene ... Se la metti cosi', mi dispiace ..... Che cosa vuoi che io faccia, allora? Auto lavaggio fino a quando ho finalmente pagato i miei debiti?" ridacchio io

"Non apprezzo il tuo tono. Ti suggerisco di chiamare qualcuno che venga e pagare, altrimenti non puoi andare. Stai cercando di farmela sotto il naso. Ci sono gia' passato sai?". Conclude lui, respingendomi con un gesto della mano a voler dire 'spostati che ho altri clienti da servire'. Non credo che io sia mai arrossito così tanto nella mia vita. Il mio viso si era ridotto ad una tale sfumatura di porpora che neanche avessi sofferto ipotermia ...O un ictus. Afferro il cellulare e chiamo Steven. Lui era in Germania, bloccato in una riunione, così sapevo che non avrebbe risposto, a meno che non avessi usato il mio trucco 'speciale': se è urgente, chiama a raffica fino a che non risponde. Che genio eh? E infine mi risponde. "Che cosa sta succedendo? È tutto ok?" sussurrò al telefono: "Sono nel bel mezzo di una presentazione!"

"Io sono tenuto in ostaggio PRESSO LA STAZIONE DI BENZINA! Il tizio non mi lascia andare finche' non pago per la benzina e non ho la mia carta .... Pensavo di averla, ma non ce l'ho .... Cosa devo fare? " Gli vomito giu' per il telefono senza fermarmi a respirare.

"Che cazzo dici? Scherzi?"

"Beh .... Perché? Ovvio che no!!"

Steven radunò tutta la sua pazienza e rispose con calma: "Perche' non gli proponi di lasciargli la patente di guida come prova della tua buona fede, poi torni a casa, prendi la carta e lo vai a pagare...." conclude lui, in tono condiscendente. "Ma ci ho provato .... lui pero' ..." Provo a rispondere io, ma Steven bruscamente taglia la mia frase in mezzo: "Risolvi il problema! Devo andare!" e riattacca.

Grande! Ho pensato. Lo stronzo indiano crede che io sia un truffatore, mio marito pensa che io sia uno stronzo e tutto quello che volevo fare era fare il pieno.Torno timidamente dal cassiere: "Ok, ascolta, che ne dici se io ti lascio la mia patente di guida, mentre torno a casa? Potrebbe andare?" Suggerisco al tipo, sforzandomi per mantenere un tono paziente.

"Facciamo cosi': tu mi lasci il tuo portafogli e i documenti dell'auto, poi puoi andare a casa a prendere la carta" dice lui, poggiando le mani sul tavolo e sporgendosi in avanti verso di me, cercando di sembrare intimidatorio. Io neanche penso a protestare e gli consegno tutto, in cambio della mia libertà.Volevo solo scappare da tutti quegli sguardi. "Testa di cazzo ..." gli mormoro io con un sorriso entrando in macchina. Lui scuote la testa. Ok, ero di nuovo nella mia auto, Gabriel era ancora addormentato, avevo appena mancato l'appuntamento col play-group e stavo tornando a casa per prendere la carta.Vorrei precisare che, tipicamente, non sono una mammoletta.Voglio dire, una situazione come questa, mi avrebbe fatto ridere, prima di tutto, ma, forse a causa della mancanza di sonno che mio figlio mi impone recentemente, o forse perché sono generalmente esausto e subisco il lavaggio del cervello da parte di tutti i cartoni animati che sono costretto a guardare.... Insomma, ero un fascio di nervi a fior di pelle. Mi sono buttato nel traffico di Chelsea guidando come Barbie sotto acido, clacson a cannone, gesticolando e ripetendo a me stesso "Testa di cazzo.... Testa di cazzo... Testa di cazzo...".Arrivo a destinazione e inizio a rovistare in giro per casa, con una mano sola (Gabriel è tra le mie braccia, ancora addormentato!!!). "Testa di cazzo.... Testa di cazzo.... Testa di cazzo...". Finalmente recupero la carta da una tasca della giacca, riesco a mettere Gabriel nel suo sedile senza svegliarlo e mi rimetto sulla via del ritorno alla stazione di benzina in 5 minuti. Barbie sotto anfetamine. Signora Sfortuna pero' decide di trattenersi un po' più a lungo, come se volesse vedere quanti imprevisti avrei potuto gestire senza sbracarmi. Appena svoltato in Sloane Avenue, dove si trova il distributore di benzina, noto una macchina della polizia ferma sul lato della strada. Uno dei poliziotti era appoggiato sul cofano. Un'immagine insolita nel centro di Londra. Io rallento prontamente per evitare di essere fermato. Non ho patente, documenti... Niente! Il poliziotto si mette in mezzo alla corsia e mi fa segno di accostare. "Porca troia!" Sussurro, diventando viola ancora una volta.

Continua ...

Q


Hi All!

Sorry for my prolonged silence, but my house it's been turned into a hospital recently. I have one husband and one son, both in bed with the flu, a ton of Christmas shopping still to be done and two cats that hate me because I keep forgetting to buy their favourite treats.
So, forgive me for neglecting this little blog of mine.....
In the following post, I will demonstrate how a perfectly mundane afternoon can turn into the stuff of nightmares (or Soap Operas...).
The plan was easy: feed Gabriel his lunch, then get out of the house early to fill up my car with petrol on the way to the toddler play-group.
I planned it to perfection. I made Gabriel his favourite dish of the moment (small pasta with lentils) to ensure the lunch would go smoothly, I also managed to have a shower early in the morning, with him popping his little head in and out of the shower cubicle to make sure I was still there (although he can hear me as I always sing my heart out under the shower...), and even tidied up around the house before sitting down to lunch.
I thought, "It's always a nightmare trying to find parking in South Kensington in the early afternoon, this way I make time to stop at the petrol station and still have a spare fifteen minutes to look for parking before play-group starts...". I was very pleased with my multitasking-self.
Ok, ok... Stop sniggering now, you cynical lot.... It's almost Christmas you know? Unless Christmas has on you the same effect it has on me.
Obviously, unless you have small children and you are doing everything on your own, you don't understand the sense of achievement you can experience when even the smallest thing falls into place when you need it most.
Sadly, I was in for a bumpy afternoon.
The first part of my plan went ok, we were in the car early enough, Gabriel nodded off almost instantly as soon as I put him in his car-seat. They were even playing my favourite song on the radio "Want you to make me feel, like I'm the only girl in the world....", bless Rihanna and her waist-less figure... She has a gorgeous face though, I'll give her that....
So, we were on our way, Gabriel asleep, his mouth open, and me, shimmying to the music like an epileptic.
As I pulled up into the petrol station, I looked back to make sure the little master was indeed snoozing, I grabbed my wallet, locked the car, filled up the tank to capacity and made my way towards the desk to pay.
Before you call me a Britney, or something along those lines, let me point out that YES, I did leave Gabriel in the car, but the petrol station I go to it's very small, so I can constantly monitor my son, even as I queue up to pay.
That day was going to be no different, except for one thing: when my turn came, I rummaged inside my wallet to find that I had forgotten my debit card. The only other fifteen cards I had, had never been used before and I never had the PIN code for any of them.
"Oh shit!" I just belted out, the lady behind me coughing in disapproval
"What's wrong mate?" the indian guy at the cash desk asked me
"Oh fuck......I can't believe it..." I just replied, the lady behind me now positively huffing and puffing away in protest to my colourful language.
"I don't have my card!!" I looked at him blankly and he returned my look, with just as much blankness.
"Can you make me sign if I use another of my cards? I don't have the PIN code..." I asked the guy
"No, we don't have the facility here, you have to have a PIN code" he simply said, without looking at me this time
"Oh.... But... But... Can you try swiping this card through and see what happens?" I said, with a pathetic imploring tone in my voice
"What will happen is that the machine will ask you to enter your PIN code, you don't have it and so I will have to cancel the transaction and keep all these people waiting in the process..." he pointed at the queue behind me, the woman behind me was followed now by another four people, all looking at their watches and rolling their eyes, wondering if I was going to take
forever.
"In that case, I will need to run back home and get my card.... It will only take me a few minutes.." I enticed
"Mate, be serious.... Why don't you just go over the road to the cash-point and withdraw some money to pay me with?" he suggested
"BECAUSE I WOULD STILL NEED A GODDAM PIN CODE AND I DONT HAVE IT!" I now almost yelled at him. The lady behind me was clearing her voice in protest and made me snap
"DO YOU WANT A MINT FOR THAT THROAT OF YOURS?" I said.
She looked away, red-faced.
The guy behind the counter wasn't having any of it:
"DON'T YOU GO ALL SHIRTY WITH ME MATEY! YOU ARE AT FAULT! YOU FILLED UP YOUR CAR AND NOW DON'T WANT TO PAY FOR IT!" he snapped in my face, the people around me murmuring in agreement.
"What do you mean I don't want to.... Ok... Fine... I'm sorry..... What would you have me do then? Wash cars until I finally paid my dues?" I sniggered
"I don't appreciate your tone. I suggest you call somebody to come over and pay for your petrol, otherwise you can't go. You are trying to pull tricks on me. I've seen it before." he concluded dismissing me with a gesture of his hand that said 'move to one side, I have other customers to attend to'.
I don't think I have ever blushed so much in my life. My face turned such a deep shade of purple that you would think I had suffered frost-bite...
Or a stroke.
I grabbed my mobile and called Steven at once. He was in Germany, stuck in a meeting, so I knew he was not going to pick up, unless I activated my 'special' trick: if it's urgent, keep calling until he picks up. Smart uh?
And pick up he did.
"What's going on hun? Is everything ok?" he whispered on the phone "I'm in the middle of a presentation!!"
"I AM BEING HELD HOSTAGE AT THE PETROL STATION! The guy wont let me go until I pay him for my petrol and I don't have my card.... I thought I did, but I don't.... What do I do?" I blurted out without pausing for air.
"ARE YOU FUCKING SERIOUS?" he snapped at me
"Well....Why? OF COURSE I AM SERIOUS!" I retorted
Steven gathered all his patience and replied calmly: "Just propose that you leave him your driving licence as proof of your good faith, then go home, get your card and go back and pay the man...." he concluded, sounding patronising
"But I did try.... he just won't..." I tried to reply, but Steven sharply cut my sentence in a half:
"Deal with it! I need to go now!" and hung up
Great! I thought.
The indian asshole thinks I'm a crook, my husband thinks I'm an asshole and all I wanted to do was fill up my car with petrol.
I sheepishly made my way back to the cashier:"Ok, listen, what about if I leave you my driving licence whilst I am gone? Would that work for you?" I suggested to the guy, struggling to maintain a patient-sounding tone.
"I tell you what, leave me your whole wallet and the car documents, then you can go home and get your card." He said, putting both hands on the desk and leaning forward towards me, trying to look intimidating.
I didn't even think about protesting and handed over everything he asked in return for my freedom. I just wanted to get away from all those stares.
"You are such a dick-head..." I mumbled to the guy with a smile as I left the premises and made my way to the car.
He just shook his head.
Ok, I was back in my car, Gabriel still asleep, I had just missed play-group and was on my way home to get the card.
I must say, I know I might sound camper than a row of pink tents at times, but I am really not such a pansie. I mean, a situation such as this, would make me laugh, first and foremost, but, maybe because of the lack of sleep I have been enduring lately, or maybe because I am generally exhausted and brainwashed by all the cartoons I have been watching, I was a bag of nerves.
I zoomed through the Chelsea traffic driving like Barbie on acid, honking, gesticulating and chanting to myself "Dick-head... Dick-head... Dick-head...".
I made it home and started rummaging around the house, one handed (Gabriel was in my arms, still asleep!!!).
I finally retrieved the card from a jacket pocket, I managed to put Gabriel back in his car-seat without waking him up and was on my way back to the petrol station within 5 minutes.
Barbie on speed.
But then, Lady Bad Luck decided to stick around a bit longer, as maybe she wanted to see how much I could handle without crumbling like Gwyneth Palthrow's Oscar speech.
As I turned into Sloane Avenue, where the petrol station is, I noticed a police car stationed on the side of the road. One of the policemen was leaning on the bonnet. It was an unusual sight in central London.
I promptly slowed down to avoid being stopped, but it didn't work. The guy just stepped into the street and signalled me to pull over.
"Fuuuuuuuuuuuccckkkkkk!!!" I whispered..... Turning purple once again.

TBC...


Q

Just found this interesting article....


Cosmic Log - Mice created from two dads


Q



Ciao a tutti,

Sono sicuro che alcuni di voi di voi hanno subito del bullismo da adolescenti, in qualche forma e in una certa misura. Sono sicuro che ormai avete superato le lacrime e la vergogna e la rabbia che vi ha causato. Sono sicuro che avete perdonato coloro che vi hanno tormentato e reso la vostra vita una miseria. Sono sicuro che tutti voi siete in un posto molto migliore ora. Sono sicuro che tutti voi avete trovato l'amore e la felicità che sembrava così impossibile da raggiungere quando eravate spinti a terra.
Sono sicuro che la sofferenza ha contribuito a rendervi gli individui compassionevoli che siete oggi.
So che là fuori, un adolescente LGBTQ è disperato e vuole porre fine alla sua sofferenza. So che là fuori, un adolescente LGBTQ sente di non poter parlare con nessuno. So che là fuori, un adolescente LGBTQ preferisce morire piuttosto che vivere.
Quell'adolescente potrebbe essere uno dei nostri figli.So che questo deve finire.

Grazie al Trevor Project


Q.

Nota: "LGBTQ" sta per Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender, Questioning youth.


Hi all,

I'm sure that most of you have experienced bullying as teenagers, in some form and to a certain degree. I'm sure that by now you brushed away the tears and the shame and the anger it caused you. I'm sure you've forgiven those who have put you down and made your lives miserable. I'm sure you are all in a much better place now. I'm sure that you've all found the love and happiness that seemed so impossible to reach when you were pushed to the ground.
I'm sure that the suffering has contributed to make you the compassionate individuals you are today.
I know that somewhere out there, a LGBTQ teenager is desperate to end the suffering. I know that somewhere out there, a LGBTQ teenager feels like he can't talk to anyone. I know that somewhere out there, a LGBTQ teenager prefers to die than live. That teenager could be one of our children.
I know that this must and will stop.

Thank you to the Trevor Project.


Q



Ecco una bella ricetta piccante per l'inverno, ma perfetta anche quando fa caldo... La chiamo "Quasi Tailandese" perche' non e' basata sulla cucina tailandese, ma piu' sulla mia interpretazione della medesima, sono cosi' creativo... Faccio quasi schifo.... :0) Di nuovo, una ricetta perfetta per i papa' che si rompono le scatole a misurare e pesare gli ingredienti. In mezz'ora la cena e' pronta. Spero sia un successone! E poi il salmone fa bene!
Allora, ti servono:
2 Filetti di salmone fresco, con o senza pelle
1 spicchio d’aglio
1 pezzo di zenzero sbucciato, grande quanto un police
1 o 2 Peperoncini Freschi Piccanti
1 Mazzetto di Cipollina (in italiano credo la chiamino anche 'cipolla d'inverno')
1 Tazza di Riso Basmati (ma va bene anche un comune riso arborio cotto tradizionalmente...)
1 Cucchiaino di Burro
1 Lime
Sale, Pepe ed Olio Extra Vergine d’Oliva

Procedimento:
Iniziate col salare e pepare I filetti di salmone, lasciandoli da parte.
Come cuocere il riso basmati:
In una pentola mettete il riso e sciacquatelo sotto il rubinetto con abbondante acqua fredda, finche’ l’acqua non rimane limpida e l’amido in eccesso e’ andato via.
Coprite dunque il riso con un dito di acqua fredda, aggiungete il pezzetto di burro, un pizzico di sale e mettete sul fuoco a fiamma media coprendo la pentola con un coperchio.
Il segreto sta nell’azzeccare la giusta quantita’ di acqua per la cottura del riso: se e’ troppa, il riso verra’ appiccicoso, se e’ troppo poca, occorrera’ aggiungerne durante la cottura per assicurarsi che il riso non bruci e possa cuocere bene.
In linea di massima, per ogni tazza di riso io aggiungo 2 tazze d’acqua. Ma seguo la regola del “dito d’acqua” ad occhio ormai.
La cottura del riso impieghera’ circa 10 minuti. Controllate periodicamente, assaggiate e separate i chicchi con una forchetta una volta che l’acqua di cottura e’ evaporata.
Tagliate la cipollina a rondellette e tenete da parte.
Buttate nel frullatore l’aglio, lo zenzero ed i peperoncini, riducete in poltiglia il tutto.
Mettete in una padella o casseruola un po’ d’olio (circa due cucchiai…) e mettete a rosolare l’aglio/zenzero/peperoncini a fiamma media.
Quando la miscela e’ ‘imbiondita’, aggiungete I filetti di salmone con la parte salata e pepata in giu’. Rosolate per 10 secondi quindi girateli da ogni lato e ripetete finche’ tutti i lati dei filetti sono ‘sigillati’ (questa operazione aiuta a preservare il contenuto d’acqua nel pesce ed a tenerlo morbido durante la cottura).
Aggiungete quindi la cipollina, coprite la padella ed abbassate la fiamma. Cuocere per 10 minuti.
I filetti sono cotti, quindi toglieteli dalla padella badando bene di lasciare in padella tutto il condimento, e metteteli da parte.
Nella padella adesso troverete una salsetta oleosa, profumata e piccante. Buttate in padella il riso gia’ cotto e mescolate sulla fiamma bassa per fargli assorbire il tutto. Aggiustare di sale e pepe, aggiungete una spremuta di Lime e mettere su un piatto ovale di portata con I filetti di salmone sopra, anch’essi irrorati con il succo del Lime.
Potete servire questo piatto con dello yogurt bianco intero salato da parte (smorza il piccante e rinfresca la bocca) e un bel bicchiere di Pouilly Fume’ .

Buon Appetito!
Q

A nice winter warmer recipe! I call it "Mostly Thai" because it's not really based on a thai dish, but more on my take on thai cuisine.... I am so very creative, it's sick.... :0) Once again, perfect for daddies that don't want to fuss around measuring stuff.... In about half an hour, dinner is served! I hope you'll enjoy it!
You will need:
2 fresh salmon fillets, with or without skin
1 clove of garlic
1 piece of peeled ginger, the size of a thumb
1 or 2 fresh chillies
1 bunch of Spring Onion
1 cup of Basmati Rice
1 teaspoon of butter
1 Lime
Salt, Pepper and Extra Virgin Olive Oil
Procedure:
Start by sprinkling salt and pepper over the salmon fillets, leaving them aside.
In a pan put the rice and rinse it under the running tap with cold water, until the water remains clear and the excess starch is gone.
Then cover the rice with about a finger of cold water, add a bit of butter, a pinch of salt and place over medium heat by covering the pot with a lid.
The secret is to get right the amount of water, if it's too much, the rice will be sticky, and if it’s too little, you will need to add it during cooking to make sure the rice does not burn and can cook properly.
In general, for every cup of rice, I add 2 cups of water. But I follow the rule of the "one finger of water" to eye now.
The cooking of the rice will take about 10 minutes. Check it regularly, taste and fluff the grains up with a fork once the cooking water has evaporated.
Chop the spring onion and set aside.
Throw in a blender the garlic, ginger and chili, mince everything to a pulp.
Put in a pan a little extra virgin olive oil (about two tablespoons ...) and add the garlic/ginger/peppers over medium heat.
When the mixture is 'browned', add the salmon fillets with the 'salt and pepper' side downward. Saute' for 10 seconds and then turn them on each side and repeat until all sides of the fillets are ‘sealed’ (this helps to preserve the water content in the fillets and to keep them from overdrying during cooking).
Then sprinkle the spring onion all over, cover the pan and lower the heat.
Cook for 10 minutes.
Once the fillets are cooked, remove them from the pan, taking care to leave in the pan all the cooking oils, and set them aside.
What you will find in the pan now is a fragrant and spicy ‘goo’. Throw the cooked rice in the pan and mix up over a low flame to absorbe the goo.
Season with salt and pepper, add a squeeze of lime and, if needed, some little olive oil. Then put on an oval plate with the salmon fillets, also sprayed with the lime juice.
You can serve this dish with some white salty yogurt or, even better, some tzatziki ( it softens the spicyness and refreshes the mouth) and with a nice glass of fragrant Pouilly Fume’.
Buon Appetito!
Q

Ovviamente, col Natale alle porte, non potevo resistere alla tentazione di fare un po' di iconoclastia.
Non che io sia un bastian contrario di preso punto, ma sabato scorso, a pranzo con dei cari amici, e' uscita fuori una considerazione piuttosto interessante. Adesso, non voglio dire che questa sia del tutto originale, forse ho di nuovo scoperto l'acqua calda, ma sapete che vi dico? Qualcuno l'avra' pure scoperta l'acqua calda a sua volta, tanto tanto tempo fa, e forse si e' battuto/battuta (sono per la parita' dei sessi e profondamente convinto che le donne siano piu' intelligenti degli uomini...) la mano in fronte. Cosi' come ho fatto io due giorni fa.
Dunque, immaginate duemila e dieci anni fa: anno zero.
Da qualche parte in medio oriente, tra palme da dattero ed olivi e' mezzanotte. Animali da cortile e uomini fissano in silenzio il cielo blu della notte cosparso di stelle, dove un astro, molto piu' grosso e luminoso degli altri, si e' appena fermato dopo un lungo tragitto attraverso la volta celeste.
Sembra voler indicare qualcosa.
All'orizzonte che sbiadisce come un acquerello, un tintinnio di campanelli annuncia l'arrivo di tre personaggi venuti da molto lontano. Tre vecchi imponenti dall'incedere regale, coperti di stoffe preziose e carichi di doni.
Chiedono in giro di un bambino, forse gia' nato. Lo chiamano il re dei re. Lo cercano seguendo la stella che ora sembra essersi fermata.

Ok, Ok.... Ferma il nastro....

Nove mesi prima, una giovane fanciulla non riesce a prendere sonno. E' una notte d'inverno, la luna piena rotola lentamente nel buio freddo della notte e la ragazza non riesce a dormire.
Poi si alza di scatto, allarmata dalla presenza di un bellissimo giovane nella sua stanza. Vestito di luce, dal viso sfolgorante che le dice
"Sei la prescelta dal Signore.... Porterai in grembo suo figlio..".
La fanciulla abbassa la testa con deferenza, accettando il suo destino. Sara' la madre del figlio di Dio.
Adesso, noi cattolici chiamiamo questo avvenimento "Immacolata Concezione", ma in realta', se ci risparmiamo, per una volta, il tono teatrale e volutamente ieratico, stiamo parlando di una cosa che fa attualita' piu' ora che duemila anni fa: la maternita' surrogata! Gesu' e' stato il piu' famoso bambino della storia nato tramite maternita' surrogata. Un profeta fatto in provetta ma senza provetta (solo Dio poteva riuscirci...).
Suppongo che il fatto che la fanciulla fosse Maria e che il 'commissionante' fosse Dio fa un po' chiudere entrambe gli occhi a tutti, compreso il papa.
Ovviamente, il fatto che la nostra mamma surrogata fosse una donna americana di 30 anni e che i commissionanti fossimo noi, coppia gay, ci garantisce invece l'invito della chiesa all'apertura di ogni possibile girone infernale.
Hey! Ma Gesu' e' dei nostri pero'! Ve lo siete dimenticato?
Allora diciamo cosi': anche mio figlio e' nato tramite immacolata concezione, ma spero proprio che non si metta in testa di salvare nessuno dai peccati perche' veramente non ne vale la pena.
Tanto non impariamo mai.
Che ognuno salvi le proprie chiappe.
Dite che pecco di superbia?

Q


Of course, with Christmas approaching, I could not resist the temptation to indulge in a little iconoclasm.Not that I'm a pathological contrarian, but last Saturday, over a lovely lunch with some dear friends, I bashed my face against a rather interesting perspective.

Now, I do not mean that this is completely original, I may have discovered hot water all over again, but you know what? Someone would have had to discover hot water for the first time a long time ago, and maybe he/she (I am all for the equality of sexes and strongly believe that women are more intelligent than men…) smacked his/her hand on the forehead. Just like I did two days ago.

So, imagine two thousand and ten years ago: Year Zero.

Somewhere in the Middle East, among date palms and olive trees, it’s the midnight. Farm animals and men observe in silence the night sky dotted with stars, where one star, much bigger and brighter than the others, it’s just stopped after a long journey across the blue.It seems to be pointing at something.

On the horizon, fading like a watercolor, a jingle of bells announces the arrival of three men that came from far away. Three old men, imposing, their countenance royal, covered with precious fabrics and bearing of gifts. They ask around about a child, perhaps already born. They call him the king of kings. They’ve been traveling following the star that now seems to have stopped.

Ok, Ok .... Stop the tape ....

Nine months earlier, a young girl cannot sleep. It's a winter night, the full moon rolls slowly into the cold darkness of the night and the girl cannot sleep. Then she jumps up, alarmed by the sudden presence of a handsome young man in her room. Dressed in light, radiating glory from his face that says to her:

"You are the chosen one. You shall carry in your womb the Lord’s son....". The girl lowered her head respectfully, accepting her fate. She’ll be the mother of the Son of God.

Now, we Catholics call this event "Immaculate Conception", but in reality, if we skip, for once, the solemn and deliberately theatrical tone, we are talking about something that has more tongues wagging now than it had two thousand years ago: surrogacy! Jesus is the most famous baby born through surrogacy in history. A prophet that was conceived in a test tube without the tube (…but only God could do that ...).

I suppose that the fact that the girl was Mary and that the intended parent was God Himself gets some recriminating folks to close both eyes, including the pope. Obviously, the fact that our surrogate mother is an American woman of 30 and that we, a gay couple, are the intended parents, warrants the invitation from the church to the opening of every circle of hell.

But hey! Don’t forget that Jesus plays for our team! I mean, my son’s team. He was a surrogacy baby!

I can proudly say that my son too was born through Immaculate Conception, but I hope he will not try to save anyone from original sin 'cause it’s really not worth it. We never learn. Let everyone save their own butts.

Am I sinning of pride?

Q


This is the english translation of my first italian interview. The interviewer, Mr. Cristiano Camera, is an italian journalist and a proud father himself.
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"Our children, like yours, are pioneers. They are shaping the future of society."
These are the words, full of optimism, that I read in the blog ‘The Queenfather’. Who is The Queenfather? He is an Italian full-time dad who lives in London. He is married to another man with whom he has an 18 moths old son born through surrogacy.
Marco, that's his name, struck me for the great clarity and confidence that become apparent when he talks about fatherhood and homosexuality:
"Is there is a limit to the love and enthusiasm towards our children - he says - dictated by the sex of the parent? Is being a loving father no longer enough? Where are the boundaries between what a father should do and what a mother should do? Isn’t being a parent just…. being a parent?”
These are questions that I have been asking myself ever since I myself became a father, questions that Marco was able to answer in a concise and clear manner. So I contacted him to know him a bit better and he told me a little of his life: he is 35 years old and has been with the same person, married six years ago, for ten years.
Their son Gabriel was born a year and a half ago in California by means of surrogate motherhood.
"I became a full time dad - he says - since our son was born, but I used to work European Visual Director for a famous Italian fashion house. I organized events, trunk shows and press events. "
"If there is a distinction, do you feel more like a mother or a father?", I ask, wanting to understand if he referred himself to a parental model in particular.
"Sorry, but please allow me to laugh (ah ah ah). Your question does not mean much. What does it mean ‘to feel more like a mother or a father’? I am a parent, like everyone else. I mean, ok, I'm a man, so yes, ideally I would fit better into the schematic of the father, but this remains as a simplistic definition, considering the social and cultural profile this figure enjoys, especially in Italy. Let's say that I am ... a modern dad. Or a dad who works hard. A dad who cooks, washes, irons, scrapes himself out of bed three thousand times during the night to cuddle the baby who’s going through the nightmare of teething; a father who spends his days playing on the floor, or at the park for a walk with his baby. A father who cares, gets excited and anxious. A father who loves. All in all, I’m not very different from you I suppose. In retrospect, I think your question is dictated by the stereotypes about which I often talk (and gossip ...) in my blog: mom at home being a housewife and bring up children, dad at work and therefore naturally more detached from the everyday adventure which is the family, although he is very devoted to his role of 'provider'. In any case, ww all have our job within the couple and the family. It 's a team effort. "
"Do you socialise with other gay and lesbian parents, with your son? Or heterosexual parents?"
"Living in the UK, we are fortunate to be surrounded by an extremely heterogeneous society in all respects. In our circle of friends we have several gay couples with children, heterosexual couples, interracial and single-parent families. The view that we offer to our son will grant him an overview of the family as a social entity, and expose a reality which is very different from the Italian one. Here in the UK each family unit has its validity, its rights and its place in civil society. Regardless of the gender or number of parents present. "
"Maybe now it's early - given that your son is still very small - but how will you explain to him the presence of the mother (woman) in other families?"
"As I said above, it will be explained that in some families there is a mother or a father only, or two parents of 'different colors' or are adoptive families. The main difference is that our son will grow up knowing he is not the only person in the world with two same-sex parents. This knowledge helps to solve many problems and to put the concept of normality within a situation sometimes perceived as 'abnormal' from the outside. I remember very well how important it was for me to be consistent with the social standard (at least before the rebellion of adolescence, when I was doing everything to be different from others ...). The fact is that the social standard here in UK does not really exist, at least not in the same form it is perceived in Italy. Luckily. "
"What do you wish for your child and how do you think society will evolve with the emerging new figures of homosexual parents?"
"I hope he will grow up with the courage to be himself, without compromises and be loved, happy and fulfilled. I hope to teach him how to be a person full of compassion for others and depth of thought, a member of society that can make a difference. How will society evolve? Well, I do not really know. It is certain, however, that the reality of gay families is helping all the other 'non traditional' families to emerge from the shadow and claim the same respect and the same rights enjoyed by the others. I hope we will all come to see that there is much to be learnt from others and from those who live in situations different from our own. Prejudices chop off everybody’s legs. Society does not change by itself, it changes because there are elements within that lead the change. We all, as parents, have the opportunity to change society through our children, by teaching them tolerance, respect and the value of healthy principles, beyond all dogmas prefabricated by religion. Love and respect your fellow man, not because it was preached by Jesus or Mohammed or the Papa Smurf, but because it’s just right, humane and beautiful"
But the most beautiful things on his son and his relationship with him, Marco writes them in his website:
"A child like ours, born out of hope, can only be a gift to a society so ridden with egoism" .
"As a man, a father and a homosexual, I know I'm doing the best I can and I know that what my son shows me every day it’s constant proof that I'm doing great!"
"I'm trying to be a good parent, a loving and caring father, a role model for my son, an inspiration and an educator. I am giving my son the love that was given to me by my parents. "


This is the website where Cristiano Camera, an italian journalist and also author of the blog www.figliopadre.com chats with me about my experience with gay parenthood.
It's in italian, so, if you are interested and cannot speak the language, have no fear , as I will be adding shortly the english translation during Gabriel's nap.....

Q


http://www.paternitaoggi.it/public/post/i-nostri-figli-sono-pionieri-stanno-plasmando-il-futuro-della-societa-885.asp




Questa della Torta alla Banana è una delle mie ricette preferite! Il mio piccolo la adora, perche' è spugnosa, dolce e si taglia bene a dadini per le piccole mani!
In piu' so che non ci sono dentro delle porcherie perche' l'ho fatta io!!!
Provate per credere!

Inoltre, per noi papà incasinati, non c'è da pesare o misurare niente, nessuna confusione e praticamente niente disastri in cucina da dover pulire dopo... Basta mischiare tutti gli ingredienti (in circa 5 minuti!) , cuocere per circa 45 minuti e mangiare!
Più facile di cosi' sarebbe vergognoso!

Allora, ti servono:

1 tazza di Olio Extra Vergine di Oliva
1 tazza di zucchero
4 uova intere
2 tazze di Farina
1 cucchiaino di lievito in polvere
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di estratto di vaniglia (facoltativo)
1 cucchiaino di cannella
1/2 cucchiaino di sale
4 banane mature



Preriscaldare il forno a 180 gradi centigradi
Separare le uova
Mescolare tutti gli ingredienti liquidi con lo zucchero e i rossi d' uovo
Mescolare gli ingredienti secchi
Aggiungere le banane schiacciate
Montare gli albumi 'a neve' e aggiungere alla miscela (il punto è quello di mantenere la 'neve' spumosa, per aggiungere alla miscela piu' aria e conferirle spugnosita', quindi uniteli con delicatezza cercando di non smontarla troppo...)
Versare il composto in una tortiera imburrata e infarinata e cuocere per circa 45 minuti.

Io di solito la faccio cuocere per più tempo, dipende da quanto pesante è la miscela, il che può variare con la dimensione delle banane che usate .... Così, dopo 45 minuti, verificare rapidamente se la torta e' cotta infilando al suo centro la lama di un coltello. Se la lama esce pulita, allora è pronta, altrimenti infornate di nuovo per qualche minuto in piu'!

Buon Appetito!


Q


This is one of my favourite cake recipes of all times! My little one loves it, cause it's spongy and sweet, but you know there is no crap inside cause you've made it.... Try it out!
Plus, for us daddies on the go, there is no measuring, no fuss and virtually no mess... Just toss all the ingredients together in about 5 minutes, cook for about 45 minutes and eat!
Any easier than that and It would be baking itself!

So, here it goes:

1 Cup of Extra Virgin Olive Oil
1 Cup of Sugar
4 Whole Eggs
2 Cups of Plain Flower
1 Teaspoon of Baking Powder
1 Teaspoon of Bicarbonate of Soda
1 Teaspoon of Vanilla Extract (facultative)
1 Teaspoon of Cinnamon
1/2 Teaspoon of Salt
4 Ripe Mashed Bananas



Pre-Heat the oven to 180 degrees centigrade (gas mark 5)
Separate the eggs
Mix all the wet ingredients with the sugar and the egg yolkes
Mix in the dry ingredients
Add the mashed bananas
Beat up the egg whites till they form soft peaks and add to the mixture by "folding them in" rather than mix them in (the whole point is to keep the whites frothy, to add air to the mixture and give it fluffiness, so don't be rough...)
Pour the mixture in a buttered and floured cake tin and bake for about 45 minutes.

I usually bake it for longer, it depends on how heavy the mixture is, and that can change with the size of the bananas you use.... So, after 45 minutes, quickly test the cake by pearcing it in the centre with a knife blade. If the blade comes out clean, then it's ready!

Buon Appetito!


Q




Dovete sapere che c'è una fila di case popolari di fronte al retro della mia abitazione.

Non sono come i brutti alveari a cui siamo abituati, perennemente addobbati con mutandine jumbo-size e le canottiere del nonno, stese ad asciugare tutto l’anno ..... Questa è Chelsea per l'amor del cielo!

Sono abbastanza carine.

Ora, prima di iniziare ad accusarmi di essere uno snob o, peggio, lasciate che vi dica!

Quando sono arrivato a Londra 13 anni fa, e prima di fare fortuna grazie alla mia straordinaria bellezza (???), ho vissuto in una casa popolare, o ‘Tower Block’ nella zona est di Londra.

Per ben 4 anni!

Non c'è assolutamente niente di bello da poter dire di quegli edifici.

A parte il fatto che l'affitto era a buon mercato e che il mio appartamento al 21mo piano mi garantiva una splendida vista su tutta Londra e il Tamigi, il posto era costantemente profumato di curry e ‘ascelle cariche’.

Personalmente, non sono mai stato in grado di distinguere l’uno dall’altro odore.

Le scale, gli ascensori, la lobby .... Certi giorni arrivavo al lavoro con un odore addosso che neanche se mi fossi fatto il bagno in una vasca di ragu’.

Inoltre, il mio eau de toilette, non si e’ mai mescolato bene con le cipolle ....

Quindi posso dire quello che voglio perché io ci sono passato ok? Sono un sopravvissuto.

Beh, dicevo, c'è questa vecchia signora che vive dall'altra parte della strada in detta casa popolare, la si puo’ intravedere dietro alle tendine grigiastre di pizzo, perennemente in agguato, sempre all’erta, che sbircia fuori o rientrare a casa alle 7.00 del mattino da messa, vestita di tutto punto con guanti bianchi, borsetta e cappello.

Sta sempre in finestra a monitorare il viavai del quartiere e, quando ceniamo in terrazza, il giorno dopo lei può tranquillamente elencare tutte le portate, nell'ordine in cui sono state servite, il vino che abbiamo bevuto e l’ora a cui siamo andati a letto.

Tutto questo nonostante il fatto che la mia terrazza è al terzo piano mentre lei si trova al piano terra, e che quando ceniamo all'aperto, e’ sempre a lume di candela.

La tipa o possiede poteri soprannaturali o un paio di occhiali a raggi infrarossi e, conoscendo la persona, la seconda possibilita’ probabilmente non è così esagerata.

Sembra anche conoscere tanti dettagli di quello che facciamo durante il giorno, se abbiamo preso la macchina grande o quella piccola, con quanto shopping siamo tornati e così via.

Quando io e Gabriel siamo tornati in Italia per sei settimane questa estate, la signora ha anche avvicinato Steven chiedendogli se stava bene e come stava affrontando la separazione!! Non sto scherzando!

"Oh, mio caro .... Deve essere così terribile ...." si avventò su Steven alle sette e trenta del mattino, mentre lui era in rotta per l'ufficio

"Cosa?" risponde lui, corrugando la fronte

"Essere abbandonato dai tuoi ragazzi ... Hai tempo per una tazza di tè?" gli offre poi in un sussurro, accarezzando il suo braccio in modo paternalistico,

"Oh! Ah, sì, mi mancano un sacco .... Ma li raggiungo la prossima settimana!" Steven sorride

"Che cosa e perché? Hai voglia di una tazza di tè?" dice lei sgranando gli occhi

"Che cosa vuol dire perché?" Steven era perplesso, cercando ancora di ignorare il suo invito

"Stai andando a cercare di convincerlo a tornare? Suvvia, prendiamoci una tazza di tè ..." continua lei avvicinandosi

"Che cosa sta dicendo? Sono andati in vacanza .... E non ho tempo per il tè, grazie ... devo andare al lavoro adesso ...." e cosi’ dicendo, Steven se la scrolla di dosso e sale in macchina.

Ovviamente, questo non la convince affatto, e trascorre il resto dell'estate a chiedere in giro di noi, se qualcuno aveva sentito nulla, se avessi portato via il bambino .... Ci hanno anche detto che ha provato ripetutamente a bussare alla nostra porta di casa per vedere se eravamo tornati!

La donna è molto interessata….

Immaginate il nostro stupore quando, una volta tornati dopo 6 settimane, continuavamo ad imbatterci nei vicini preoccupati che ci chiedevano se stavamo bene, se stavamo cercando di far funzionare le cose ecc..

Ci credete?

Nemmeno io!

In un'altra occasione, la stessa signora ficcanaso mi ha raccontato di una sua vicina che le piace 'tenere d'occhio', perché soffre di una lieve forma di Alzheimer e vive da sola.

A quanto pare, dopo non averla vista ne’ sentita per due giorni, la mia vicina ha chiamato la polizia supplicando gli ufficiali di sfondare la porta per scoprire cosa era successo.

"Ti sto dicendo che sento l’odore… E non e’ fresco! FORZA GIOVANE!" Raccontava di aver gridato all'ufficiale riluttante.

“Se non entriamo adesso, in una settimana sara’ la poveraccia ad uscire… Da sotto la porta!”

Ovviamente il povero uomo aveva insistito sul fatto che, solo perché non aveva visto la vicina in due giorni, non vuol dire che la poveraccia fosse appesa al soffitto in vestaglia, giusto?

Ma lei ha insistito e, dopo aver sfondato la porta, hanno trovato la povera vecchia signora mezza nuda, in stato di shock, coperta di lividi e di ogni tipo di escrezione corporea.

Era caduta dalle scale, si era rotta il bacino e la spalla ed era così debole e disidratata che non poteva nemmeno muoversi.

Era sul pavimento da due giorni.

Vedi? L’essere ficcanaso salva la vita.

"Oh mio Dio! Poteva essere morta!" esclamo sgranando gli occhi

"Oh no mio caro ..." mi risponde lei in tono risoluto "La vecchia scopa è così testarda che non sarebbe davvero andata ad ingrassare i cavoli cosi’ facilmente…." conclude ridendo.

Devo ammettere, la prodezza della mia vicina non era del tutto sgradevole. L'ho trovata divertente e, in un modo strano, quasi confortante.

Mi spiego.

Sono cresciuto tra le colline della campagna romana, in un villaggio che conta (compresi cani, gatti e animali da cortile) quasi 7000 anime, anime che si conoscono tutte benissimo tra di loro. Sanno tutto di tutti, chi fa cosa, chi se la fa con chi e chi non se lo fa nessuno….

Ho insistito su questo punto gia’ abbastanza in vecchi post. Lo so, smettetela di sbadigliare.

La cosa un tempo mi dava fastidio, ma devo dire che, sapere che i miei genitori anziani vivono là, circondati da gente che li conosce da una vita e che sa tutto di loro, è una sensazione rassicurante. So che sono protetti.

Esempio: mia mamma ha bisogno di fare la spesa, ma papà e la sua vecchia auto (una Fiat 500 che tiene l’anima coi denti…) non si vedono ancora, che problema c’e’? Lei va a piedi, perché tanto sa che qualcuno che le darà un passaggio lo incontra.

Astenetevi dal pensiero di mia mamma come un autostoppista scavezzacollo.

E’ una donna rispettabile! Si imbattera’ comunque in un "Tal dei Tali", che la conosce e che sarà lieto di dare a lei ed al suo carico un passaggio.

Qui a Londra non accadrebbe mai! Ma credo che in ogni grande città sia la stessa cosa.

Così, quando succede una cosa del genere, quando qualche vicino oltraggiosamente ficcanaso cerca di farsi I fatti miei, mi fa sentire come se io non fossi trasparente, e la gente veramente nota quello che sta succedendo nella mia vita.

Da quando abbiamo avuto Gabriel, mi trovo ad essere paranoico su cose a cui non ho mai nemmeno pensato prima. Una di queste cose è la mia paura di morire.

Beh, non la paura della morte stessa, anche se, ora che finalmente riesco di nuovo ad entrare nei miei jeans taglia 30, morire sarebbe uno spreco, bensi’ la paura di ciò che potrebbe succedere al mio piccolo.

Il mio compagno Steven viaggia molto per lavoro, lui è il nostro super eroe ed e’ un papà ed un marito molto devoto, ciononostante, io e Gabriel passiamo un sacco di tempo da soli e qualche volta non posso fare a meno di pensare a ciò che potrebbe accadere se dovesse 'prendermi un colpo', forse nel sonno, o magari mentre cucino il pranzo di Gabriel ....

Chi verrebbe a buttare giu’ la mia porta? Chi verrebbe a salvare mio figlio?

Mi troverebbero sul serio mezzo mangiato dai miei gatti con mio figlio in uno stato di shock e denutrizione?

(Che poi mi ci rode pensare che nella tragedia I miei gatti si riempiono la pancia e mio figlio no…. Mmhh, terro’ I gatti sotto chiave, per precauzione….)

Mamma mi dice che se inizio a pensare a tutte le cose che possono andare male, alla fine mi tiro pazzo.

Dice anche che alla gente non gli ‘prende un colpo’ cosi’, come niente fosse, e che io ho solo 35 anni (... ma guarda Steven Gately poveretto... Riposa in pace...).

So che ha ragione, eppure, non sono in grado di mettere insieme un buon piano di emergenza in grado di coprire questa eventualità cosi’ spiacevole.

Forse ho solo bisogno di stringere le chiappe sperare che non accada mai.

In qualche modo, cercare di insegnare a Gabriel a comporre il numero di emergenza 999 a 17 mesi sembra fuori luogo, allora che faccio?

Beh, cerco di ignorare il problema.

Esco con mio figlio, per quanto possibile, prendiamo lezioni di ‘primi passi’ insieme, socializziamo con altri detenuti

( oops…intendevo dire con altri genitori che stanno a casa...) e cerco di incoraggiare lo sviluppo di buone relazioni di vicinato.

Io cerco di rimanere in buoni termini con i piu’ ficcanaso di loro e di soddisfare la loro curiosita’ con la banale semplicita’ della mia vita.

So che può sembrare tutto come un delirio paranoico, ma forse sono proprio come qualsiasi altro genitore che, per cause puramente logistiche, non può contare su un affidabile sostegno della famiglia immediata ed a volte entra nel panico, cercando di trovare un piano d'emergenza.

La linea di fondo è, nessun uomo e, più sicuramente, nessuna famiglia è un'isola. Non può essere.

Quindi, Dio benedica i miei vicini ficcanaso che sfondano le porte solo per assicurarsi che sei ok, benedica mia cognata per essere pronta a guidare per ore come una maniaca attraverso tutta Londra ogni volta che ho bisogno di lei e che benedica i miei nuovi amici e i loro pargoletti urlanti, perché sono sempre lì a ricordarmi che, anche con 4 ore di sonno per notte e con una faccia da Dario Argento, non sono solo…

Benedicili soprattutto perché confermano che, anche quando si passano i 35 anni, si e’ sempre impegnati, si va di corsa e a volte non c’e’ proprio la voglia di socializzare, è ancora possibile trovare persone nuove con cui si ha molto in comune, anche se è solo la paura e la paranoia di cui ci vergognamo di parlare.

Q