Seguimi Via Mail!

Sotto alla Corona

My photo
Se avete voglia di parlare o se sentite che qualcosa che scrivo vi tocca da vicino, non siate timidi e mandatemi due righe... Scrivete a thequeenfather@me.com Mi fa sempre piacere!

Blog Archive

Archivio Reale


Dovete sapere che c'è una fila di case popolari di fronte al retro della mia abitazione.

Non sono come i brutti alveari a cui siamo abituati, perennemente addobbati con mutandine jumbo-size e le canottiere del nonno, stese ad asciugare tutto l’anno ..... Questa è Chelsea per l'amor del cielo!

Sono abbastanza carine.

Ora, prima di iniziare ad accusarmi di essere uno snob o, peggio, lasciate che vi dica!

Quando sono arrivato a Londra 13 anni fa, e prima di fare fortuna grazie alla mia straordinaria bellezza (???), ho vissuto in una casa popolare, o ‘Tower Block’ nella zona est di Londra.

Per ben 4 anni!

Non c'è assolutamente niente di bello da poter dire di quegli edifici.

A parte il fatto che l'affitto era a buon mercato e che il mio appartamento al 21mo piano mi garantiva una splendida vista su tutta Londra e il Tamigi, il posto era costantemente profumato di curry e ‘ascelle cariche’.

Personalmente, non sono mai stato in grado di distinguere l’uno dall’altro odore.

Le scale, gli ascensori, la lobby .... Certi giorni arrivavo al lavoro con un odore addosso che neanche se mi fossi fatto il bagno in una vasca di ragu’.

Inoltre, il mio eau de toilette, non si e’ mai mescolato bene con le cipolle ....

Quindi posso dire quello che voglio perché io ci sono passato ok? Sono un sopravvissuto.

Beh, dicevo, c'è questa vecchia signora che vive dall'altra parte della strada in detta casa popolare, la si puo’ intravedere dietro alle tendine grigiastre di pizzo, perennemente in agguato, sempre all’erta, che sbircia fuori o rientrare a casa alle 7.00 del mattino da messa, vestita di tutto punto con guanti bianchi, borsetta e cappello.

Sta sempre in finestra a monitorare il viavai del quartiere e, quando ceniamo in terrazza, il giorno dopo lei può tranquillamente elencare tutte le portate, nell'ordine in cui sono state servite, il vino che abbiamo bevuto e l’ora a cui siamo andati a letto.

Tutto questo nonostante il fatto che la mia terrazza è al terzo piano mentre lei si trova al piano terra, e che quando ceniamo all'aperto, e’ sempre a lume di candela.

La tipa o possiede poteri soprannaturali o un paio di occhiali a raggi infrarossi e, conoscendo la persona, la seconda possibilita’ probabilmente non è così esagerata.

Sembra anche conoscere tanti dettagli di quello che facciamo durante il giorno, se abbiamo preso la macchina grande o quella piccola, con quanto shopping siamo tornati e così via.

Quando io e Gabriel siamo tornati in Italia per sei settimane questa estate, la signora ha anche avvicinato Steven chiedendogli se stava bene e come stava affrontando la separazione!! Non sto scherzando!

"Oh, mio caro .... Deve essere così terribile ...." si avventò su Steven alle sette e trenta del mattino, mentre lui era in rotta per l'ufficio

"Cosa?" risponde lui, corrugando la fronte

"Essere abbandonato dai tuoi ragazzi ... Hai tempo per una tazza di tè?" gli offre poi in un sussurro, accarezzando il suo braccio in modo paternalistico,

"Oh! Ah, sì, mi mancano un sacco .... Ma li raggiungo la prossima settimana!" Steven sorride

"Che cosa e perché? Hai voglia di una tazza di tè?" dice lei sgranando gli occhi

"Che cosa vuol dire perché?" Steven era perplesso, cercando ancora di ignorare il suo invito

"Stai andando a cercare di convincerlo a tornare? Suvvia, prendiamoci una tazza di tè ..." continua lei avvicinandosi

"Che cosa sta dicendo? Sono andati in vacanza .... E non ho tempo per il tè, grazie ... devo andare al lavoro adesso ...." e cosi’ dicendo, Steven se la scrolla di dosso e sale in macchina.

Ovviamente, questo non la convince affatto, e trascorre il resto dell'estate a chiedere in giro di noi, se qualcuno aveva sentito nulla, se avessi portato via il bambino .... Ci hanno anche detto che ha provato ripetutamente a bussare alla nostra porta di casa per vedere se eravamo tornati!

La donna è molto interessata….

Immaginate il nostro stupore quando, una volta tornati dopo 6 settimane, continuavamo ad imbatterci nei vicini preoccupati che ci chiedevano se stavamo bene, se stavamo cercando di far funzionare le cose ecc..

Ci credete?

Nemmeno io!

In un'altra occasione, la stessa signora ficcanaso mi ha raccontato di una sua vicina che le piace 'tenere d'occhio', perché soffre di una lieve forma di Alzheimer e vive da sola.

A quanto pare, dopo non averla vista ne’ sentita per due giorni, la mia vicina ha chiamato la polizia supplicando gli ufficiali di sfondare la porta per scoprire cosa era successo.

"Ti sto dicendo che sento l’odore… E non e’ fresco! FORZA GIOVANE!" Raccontava di aver gridato all'ufficiale riluttante.

“Se non entriamo adesso, in una settimana sara’ la poveraccia ad uscire… Da sotto la porta!”

Ovviamente il povero uomo aveva insistito sul fatto che, solo perché non aveva visto la vicina in due giorni, non vuol dire che la poveraccia fosse appesa al soffitto in vestaglia, giusto?

Ma lei ha insistito e, dopo aver sfondato la porta, hanno trovato la povera vecchia signora mezza nuda, in stato di shock, coperta di lividi e di ogni tipo di escrezione corporea.

Era caduta dalle scale, si era rotta il bacino e la spalla ed era così debole e disidratata che non poteva nemmeno muoversi.

Era sul pavimento da due giorni.

Vedi? L’essere ficcanaso salva la vita.

"Oh mio Dio! Poteva essere morta!" esclamo sgranando gli occhi

"Oh no mio caro ..." mi risponde lei in tono risoluto "La vecchia scopa è così testarda che non sarebbe davvero andata ad ingrassare i cavoli cosi’ facilmente…." conclude ridendo.

Devo ammettere, la prodezza della mia vicina non era del tutto sgradevole. L'ho trovata divertente e, in un modo strano, quasi confortante.

Mi spiego.

Sono cresciuto tra le colline della campagna romana, in un villaggio che conta (compresi cani, gatti e animali da cortile) quasi 7000 anime, anime che si conoscono tutte benissimo tra di loro. Sanno tutto di tutti, chi fa cosa, chi se la fa con chi e chi non se lo fa nessuno….

Ho insistito su questo punto gia’ abbastanza in vecchi post. Lo so, smettetela di sbadigliare.

La cosa un tempo mi dava fastidio, ma devo dire che, sapere che i miei genitori anziani vivono là, circondati da gente che li conosce da una vita e che sa tutto di loro, è una sensazione rassicurante. So che sono protetti.

Esempio: mia mamma ha bisogno di fare la spesa, ma papà e la sua vecchia auto (una Fiat 500 che tiene l’anima coi denti…) non si vedono ancora, che problema c’e’? Lei va a piedi, perché tanto sa che qualcuno che le darà un passaggio lo incontra.

Astenetevi dal pensiero di mia mamma come un autostoppista scavezzacollo.

E’ una donna rispettabile! Si imbattera’ comunque in un "Tal dei Tali", che la conosce e che sarà lieto di dare a lei ed al suo carico un passaggio.

Qui a Londra non accadrebbe mai! Ma credo che in ogni grande città sia la stessa cosa.

Così, quando succede una cosa del genere, quando qualche vicino oltraggiosamente ficcanaso cerca di farsi I fatti miei, mi fa sentire come se io non fossi trasparente, e la gente veramente nota quello che sta succedendo nella mia vita.

Da quando abbiamo avuto Gabriel, mi trovo ad essere paranoico su cose a cui non ho mai nemmeno pensato prima. Una di queste cose è la mia paura di morire.

Beh, non la paura della morte stessa, anche se, ora che finalmente riesco di nuovo ad entrare nei miei jeans taglia 30, morire sarebbe uno spreco, bensi’ la paura di ciò che potrebbe succedere al mio piccolo.

Il mio compagno Steven viaggia molto per lavoro, lui è il nostro super eroe ed e’ un papà ed un marito molto devoto, ciononostante, io e Gabriel passiamo un sacco di tempo da soli e qualche volta non posso fare a meno di pensare a ciò che potrebbe accadere se dovesse 'prendermi un colpo', forse nel sonno, o magari mentre cucino il pranzo di Gabriel ....

Chi verrebbe a buttare giu’ la mia porta? Chi verrebbe a salvare mio figlio?

Mi troverebbero sul serio mezzo mangiato dai miei gatti con mio figlio in uno stato di shock e denutrizione?

(Che poi mi ci rode pensare che nella tragedia I miei gatti si riempiono la pancia e mio figlio no…. Mmhh, terro’ I gatti sotto chiave, per precauzione….)

Mamma mi dice che se inizio a pensare a tutte le cose che possono andare male, alla fine mi tiro pazzo.

Dice anche che alla gente non gli ‘prende un colpo’ cosi’, come niente fosse, e che io ho solo 35 anni (... ma guarda Steven Gately poveretto... Riposa in pace...).

So che ha ragione, eppure, non sono in grado di mettere insieme un buon piano di emergenza in grado di coprire questa eventualità cosi’ spiacevole.

Forse ho solo bisogno di stringere le chiappe sperare che non accada mai.

In qualche modo, cercare di insegnare a Gabriel a comporre il numero di emergenza 999 a 17 mesi sembra fuori luogo, allora che faccio?

Beh, cerco di ignorare il problema.

Esco con mio figlio, per quanto possibile, prendiamo lezioni di ‘primi passi’ insieme, socializziamo con altri detenuti

( oops…intendevo dire con altri genitori che stanno a casa...) e cerco di incoraggiare lo sviluppo di buone relazioni di vicinato.

Io cerco di rimanere in buoni termini con i piu’ ficcanaso di loro e di soddisfare la loro curiosita’ con la banale semplicita’ della mia vita.

So che può sembrare tutto come un delirio paranoico, ma forse sono proprio come qualsiasi altro genitore che, per cause puramente logistiche, non può contare su un affidabile sostegno della famiglia immediata ed a volte entra nel panico, cercando di trovare un piano d'emergenza.

La linea di fondo è, nessun uomo e, più sicuramente, nessuna famiglia è un'isola. Non può essere.

Quindi, Dio benedica i miei vicini ficcanaso che sfondano le porte solo per assicurarsi che sei ok, benedica mia cognata per essere pronta a guidare per ore come una maniaca attraverso tutta Londra ogni volta che ho bisogno di lei e che benedica i miei nuovi amici e i loro pargoletti urlanti, perché sono sempre lì a ricordarmi che, anche con 4 ore di sonno per notte e con una faccia da Dario Argento, non sono solo…

Benedicili soprattutto perché confermano che, anche quando si passano i 35 anni, si e’ sempre impegnati, si va di corsa e a volte non c’e’ proprio la voglia di socializzare, è ancora possibile trovare persone nuove con cui si ha molto in comune, anche se è solo la paura e la paranoia di cui ci vergognamo di parlare.

Q

4 comments:

sicampeggia said...

Un giorno, nostro figlio aveva poco più di un anno, mio marito ed io ci trovammo a fare un viaggio in auto verso un luogo dove non eravamo mai stati, era per questioni di salute quindi avevamo lasciato il bimbo dai nonni. Ebbene scoprimmo poi che entrambi ci eravamo trovati a pensare la stessa cosa: evitare il più possibile di viaggiare insieme così, in caso di incidente, uno dei due sarebbe sopravvissuto! Si, naturali paranoie genitoriali. Tuttavia coltivare cordiali rapporti col vicinato è, per i bambini, positivo di per se, li aiuta a sentire familiare il posto dove vivono, lo colora emotivamente, vicine ficcanaso comprese.
E poi ti tornerà utile quando avrai bisogno dei classici "dieci" minuti tutti per te.
Ciao.

The Queenfather said...

Ehi Ciao!
Grazie per il commento e per esserti presa la briga di leggere il mio post (lunghetto eh?).
In ogni caso, mi fa piacere sapere che non sono l'unico genitore paranoico in giro..... :0)
Se ti fa piacere aggiungiti come follower!

Grazie ancora e a presto!

Marco

Mammamsterdam said...

In effetti con un sacco di altre mie amiche che come me non hanno la famiglia vicino (eh, ste famiglie migranti nelle grandi città) ci facciamo vicendevolmente il mutuo soccorso figli. Penso che quando gabriel comincerà ad andare a scuola, se scegliete quella vicino casa, ti cambia tutta la dimensione di socialità, i bambini cominicano ad andare a trovare gli amici, dormire lì o invitarli a casa, si cambia vita. Ma quando sono ancora così piccoli mi posso immaginare la preoccupazione, evidentemente si rimuove tutto perché io non ricordo momenti simili, ma forse li ho avuti.

(Quello per cui invece ti odio proprio è che tu sei rientrato nei jeans 30, io non ci riuscirò mai).

The Queenfather said...

Eh bella mia!

Guarda, con sei mesi di fame ce l'ho fatta..... Adesso mi butto un bel trancio di torta col the'.... Alla faccia dei jeans!

Bacio,

Qx