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Sotto alla Corona

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Ero indaffarato con mio figlio G, 16 mesi, ed il suo pranzetto a base di pasta con broccoli, spinaci e pollo (tutti cucinati da zero, perché sono un vero e proprio Bree Van De Kamp di “Casalinghe Disperate” se non lo sapevate ... Magari pero’ senza le manie di precisione.... No, vabbe’… Ho pure quelle ... Pero’ non ho I capelli rossi e non indosso I collier di perle…), quando ho notato una piccola rivoluzione in TV....

Durante una puntata di "Humf" (uno dei cartoni preferiti di G ...), il protagonista, un esserino peloso che dovrebbe essere un maschietto, insisteva a voler giocare a 'principesse' con la sua amichetta Loon, perche’ anche ad Humf “piaceva sedersi su una montagna di cuscini come una principessa, almeno quanto piaceva a Loon”.

Benedetta ingenuita’.

Pensavo che il risultato di questa richiesta sarebbe stato un categorico “NO!”, dal momento che i maschietti devono giocare a fare i maschietti e non le principesse (almeno ai miei tempi era cosi’…), ma stavo per essere piacevolmente sorpreso.

“Certo Humf!” il suo papà gli risponde “puoi essere ciò che vuoi!”.

Che meraviglia!

Non tanto per l’inaspettato affronto al dogma dei ruoli legati alla sessualita’ di un individuo (dopo tutto, una principessa sarà sempre femmina, e un principe maschio ... Grazie a Dio ... O a Pippo Baudo…), ma per il riconoscimento della libertà educativa che ogni bambino dovrebbe avere di esplorare la loro fantasia ed il proprio mondo lontano dai fumi nocivi dei parametri e dagli standard prefissati.

Mentre nel cervello mi stavo godendo questo piccolo trionfo, un’altra cosa mi e’ venuta in mente.

Una domanda che pende sulle teste di tutte le coppie gay con figli e che rischia di smorzare i nostri spiriti.

"Ci pensiamo alle difficoltà che i nostri ragazzi dovranno affrontare crescendo in una società di famiglie eterosessuali?"

Naturalmente ci potrebbero essere difficoltà e barriere da infrangere.

Quello che mi stupisce e’ che tanta gente si aspetta che una coppia gay, o comunque un qualunque altro nucleo familiare ‘anomalo’, rinunci ad avere figli in luce delle difficolta’ che la societa’ promette loro ogni giorno.

Ma ascoltate.

I nostri figli, come i vostri, sono pionieri, stanno plasmando il futuro della società.

Pensate un atttimo, all'inizio del secolo scorso, negli Stati Uniti, avreste detto ad una coppia di colore di non avere figli, ma di pensare invece alle difficoltà che avrebbero dovuto affrontare crescendo in una società bianca ed ostile?

Vi avrebbero di sicuro risposto parlandovi della speranza che avevano nel cuore. La speranza che nella società del futuro, i loro figli non avrebbero dovuto sopportare lo stesso disagio e le stesse ingiustizie.

Avreste detto, neanche quarant'anni fa, ad una coppia interrazziale qui a Londra di non avere figli, ma di pensare alla difficoltà di crescere in una società di "bianchi o neri"?

Anche loro vi avrebbero parlato della speranza che avevano nel cuore. La speranza che, nella società del futuro, i loro figli non avrebbero dovuto essere trattati in modo diverso a causa del loro "background etnico misto".

La società attuale è cambiata molto, ora viviamo in un mondo multi-culturale, in una società multi-razziale.

Per alcuni di noi, la speranza rimane la stessa.

Quando il presidente Obama salì sul palco per il suo primo discorso presidenziale, molti dei membri neri del pubblico piangevano lacrime di gioia.

Pensavano ai tempi in cui i loro genitori dovevano battersi anche solo per entrare in un edificio universitario o in qualsiasi altra struttura pubblica mirata al servizio della parte bianca della società.

Allo stesso modo, quando guardo mio figlio, mi commuovo a pensare ai tempi in cui essere omosessuale era un reato penale punito con la reclusione.

Penso a tutte quelle persone che hanno dovuto sopportare i manganelli della polizia che rompevano loro le ossa, la folla beffarda, i ministri recriminanti della chiesa, l'indifferenza dei politici.

Guardateci adesso.

Qui nel Regno Unito noi coppie gay possiamo sposarci, abbiamo la possibilita’ di adottare e perfino di avere figli attraverso la maternità surrogata (anche se ancora il siistema legislativo che circonda la maternità surrogata ha bisogno di un sacco di lavoro ...).

Indiscutibilmente, abbiamo fatto passi da gigante.

Grazie agli sforzi e al coraggio di tutti gli uomini e le donne che non hanno mai avuto paura di mettersi in gioco, di essere giudicati, di essere ridicolizzati.

Anche loro hanno sperato.

Ci hanno spinto in avanti.

Quello che una volta era percepito come un attacco alla società, alla moralità ed alla decenza, ha invece contribuito a costruire tolleranza e comprensione.

Quello che un tempo è stato considerato un atto di distruzione dei valori della società, si è rivelato invece un’impresa di costruzione.

La costruzione di un ponte tra il fanatismo e la natura umana.

Quindi, ancora: "Ci pensiamo alle difficoltà che i nostri ragazzi dovranno affrontare crescendo in una società di famiglie eterosessuali?"

Certo che ci penso, non sono un imbecille o un illuso.

Gli ostacoli sono ancora lì, ma so anche che sono lì per aiutarci a creare un futuro migliore.

Per tutti.

Un bambino come il nostro, nato dalla speranza, non può che essere un regalo per una società di sedicenti giusti e cosi’ malata

di egoismo.

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