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Sotto alla Corona

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Ciao a tutti!

Scusate per il mio prolungato silenzio, ma casa mia è stata trasformata in un ospedale di recente. Ho un marito e un figlio, entrambi a letto con l'influenza, una tonnellata di shopping natalizio ancora da fare e due gatti che mi odiano perché continuo a dimenticare di comprare le loro crocche preferite. Quindi perdonatemi se ho un po' trascurato questo mio blog ..... Nel post seguente, vorrei dimostrare come un pomeriggio perfettamente banale può trasformarsi in un vero incubo (o Soap Opera). Il progetto era semplice: far mangiare Gabriel, poi uscire di casa presto per far benzina, e poi portare Gabriel al play-group. Avevo programmato tutto alla perfezione. Avevo fatto a Gabriel uno dei suoi piatti preferiti del momento (pasta con le lenticchie) per garantire che il pranzo andasse liscio, ero anche riuscito a farmi una doccia la mattina presto, con Gabriel che continuava a infilare la testa dentro e fuori della cabina della doccia per assicurarsi che io fossi sempre lì (anche se mi puo' sentire, dal momento che sotto la doccia canto sempre...), ero perfino riuscito a riordinare la casa prima di sedermi per il pranzo. Ho pensato, "E' sempre un bordello trovare parcheggio in South Kensington nel primo pomeriggio, in questo modo ho il tempo per fermarmi a fare benzina e far avanzare un quarto d'ora per cercare parcheggio prima dell'inizio del play-group...". Ero cosi' compiaciuto delle mie capacita' organizzative multilivello. Ok, ok ... Smettetela di ridacchiare cinicamente.... E' quasi Natale! A meno che il Natale non vi faccia lo stesso effetto che fa a me. Ovviamente, se non avete bambini piccoli e state facendo tutto da soli, non potete capire il senso di 'realizzazione' che si può provare quando anche la più piccola cosa si risolve perfettamente quando ne avete più bisogno. Purtroppo pero', malgrado l'inizio positivo ed incoraggiante, quello si sarebbe rivelato un pomeriggio piuttosto accidentato. La prima parte del mio piano era andata bene, eravamo in macchina abbastanza presto, Gabriel si era addormentato quasi istantaneamente appena messo nel suo sedile. Stavano anche dando la mia canzone preferita alla radio "Want you to make me feel, like I'm the only girl in the world....", benedetta sia Rihanna e i suoi fianchi a tronco... Ha un viso splendido però, lo ammetto... Allora, eravamo per strada, Gabriel addormentato, con la bocca aperta, e io, che mi sbattevo nella musica come un epilettico. Una volta arrivati al distributore di benzina, mi sono assicurato che il piccolo mostro fosse davvero addormentato, ho preso il mio portafoglio, ho chiuso l'auto, ho fatto il pieno e mi sono avviato a pagare. Prima che mi chiamiate Britney, o qualcosa del genere, vorrei sottolineare che sì, ho lasciato Gabriel in macchina, ma il distributore di benzina che uso è molto piccolo, così posso monitorare costantemente mio figlio, anche mentre faccio la fila per pagare. Quel giorno sarebbe stato uguale, tranne che per una cosa: quando venne il mio turno, frugando nel portafogli scoprii che avevo dimenticato la carta di credito. Le altre quindici carte che avevo, non erano mai state usate prima e non ne avevo il codice PIN.

"Oh, merda!" Ho esclamato e la signora dietro di me tossi' in segno di disapprovazione."Che problema c'e' amico?" il ragazzo indiano alla cassa mi fa. "Oh cazzo ...... Non ci posso credere ..." Rispondo io e la signora dietro di me, ora positivamente alterata, prende a sbuffare in segno di protesta per il mio linguaggio colorito. "Non ho la mia carta!" Lo guardo io con aria assente. "Puoi farmi firmare se uso un altra delle mie carte? Non ho il codice PIN..." Chiedo al ragazzo."No, non si puo', devi avere un codice PIN", dice lui semplicemente, senza guardarmi. "Oh .... ma ... ma ... Puoi provare a passare questa carta e vedere cosa succede?" Dico io, con un tono implorante. "Quello che accadrà è che la macchina ti chiederà di digitare il codice PIN, tu non ce l'hai, e così dovrò annullare la transazione e far aspettare tutte queste persone nel frattempo..." Dice lui, indicando la fila dietro di me, dove la signora era stata affiancata da altre quattro persone. Tutti che guardavano l' orologio sul muro roteando gli occhi, chiedendosi quanto mi ci sarebbe voluto per andarmene. "In questo caso devo tornare a casa e prendere la mia carta.... Mi ci vorranno solo alcuni minuti..." Propongo io. "Bello, fai il serio... Perchè non vai al bancomat di fronte a ritirare del cash con cui pagare?" Suggerisce lui. Che volpe. "Perché avrei ancora bisogno di un cazzo di PIN code! E non ho ce l'ho!" quasi gli urlo. La signora dietro di me stava ancora schiarendosi la voce in segno di protesta e mi fa scattare:"Vuoi una mentina per quella gola?" Le dico, stizzito. Lei distoglie lo sguardo, arrossendo. Il tizio dietro il bancone pero' non aveva intenzione di collaborare: "Abbassa le penne! Sei in torto! Hai fatto il pieno e adesso non vuoi pagare!" mi grida in faccia, mentre la gente intorno a me mormora in accordo. "Cosa vuol dire che io non voglio .... Ok ... Bene ... Se la metti cosi', mi dispiace ..... Che cosa vuoi che io faccia, allora? Auto lavaggio fino a quando ho finalmente pagato i miei debiti?" ridacchio io

"Non apprezzo il tuo tono. Ti suggerisco di chiamare qualcuno che venga e pagare, altrimenti non puoi andare. Stai cercando di farmela sotto il naso. Ci sono gia' passato sai?". Conclude lui, respingendomi con un gesto della mano a voler dire 'spostati che ho altri clienti da servire'. Non credo che io sia mai arrossito così tanto nella mia vita. Il mio viso si era ridotto ad una tale sfumatura di porpora che neanche avessi sofferto ipotermia ...O un ictus. Afferro il cellulare e chiamo Steven. Lui era in Germania, bloccato in una riunione, così sapevo che non avrebbe risposto, a meno che non avessi usato il mio trucco 'speciale': se è urgente, chiama a raffica fino a che non risponde. Che genio eh? E infine mi risponde. "Che cosa sta succedendo? È tutto ok?" sussurrò al telefono: "Sono nel bel mezzo di una presentazione!"

"Io sono tenuto in ostaggio PRESSO LA STAZIONE DI BENZINA! Il tizio non mi lascia andare finche' non pago per la benzina e non ho la mia carta .... Pensavo di averla, ma non ce l'ho .... Cosa devo fare? " Gli vomito giu' per il telefono senza fermarmi a respirare.

"Che cazzo dici? Scherzi?"

"Beh .... Perché? Ovvio che no!!"

Steven radunò tutta la sua pazienza e rispose con calma: "Perche' non gli proponi di lasciargli la patente di guida come prova della tua buona fede, poi torni a casa, prendi la carta e lo vai a pagare...." conclude lui, in tono condiscendente. "Ma ci ho provato .... lui pero' ..." Provo a rispondere io, ma Steven bruscamente taglia la mia frase in mezzo: "Risolvi il problema! Devo andare!" e riattacca.

Grande! Ho pensato. Lo stronzo indiano crede che io sia un truffatore, mio marito pensa che io sia uno stronzo e tutto quello che volevo fare era fare il pieno.Torno timidamente dal cassiere: "Ok, ascolta, che ne dici se io ti lascio la mia patente di guida, mentre torno a casa? Potrebbe andare?" Suggerisco al tipo, sforzandomi per mantenere un tono paziente.

"Facciamo cosi': tu mi lasci il tuo portafogli e i documenti dell'auto, poi puoi andare a casa a prendere la carta" dice lui, poggiando le mani sul tavolo e sporgendosi in avanti verso di me, cercando di sembrare intimidatorio. Io neanche penso a protestare e gli consegno tutto, in cambio della mia libertà.Volevo solo scappare da tutti quegli sguardi. "Testa di cazzo ..." gli mormoro io con un sorriso entrando in macchina. Lui scuote la testa. Ok, ero di nuovo nella mia auto, Gabriel era ancora addormentato, avevo appena mancato l'appuntamento col play-group e stavo tornando a casa per prendere la carta.Vorrei precisare che, tipicamente, non sono una mammoletta.Voglio dire, una situazione come questa, mi avrebbe fatto ridere, prima di tutto, ma, forse a causa della mancanza di sonno che mio figlio mi impone recentemente, o forse perché sono generalmente esausto e subisco il lavaggio del cervello da parte di tutti i cartoni animati che sono costretto a guardare.... Insomma, ero un fascio di nervi a fior di pelle. Mi sono buttato nel traffico di Chelsea guidando come Barbie sotto acido, clacson a cannone, gesticolando e ripetendo a me stesso "Testa di cazzo.... Testa di cazzo... Testa di cazzo...".Arrivo a destinazione e inizio a rovistare in giro per casa, con una mano sola (Gabriel è tra le mie braccia, ancora addormentato!!!). "Testa di cazzo.... Testa di cazzo.... Testa di cazzo...". Finalmente recupero la carta da una tasca della giacca, riesco a mettere Gabriel nel suo sedile senza svegliarlo e mi rimetto sulla via del ritorno alla stazione di benzina in 5 minuti. Barbie sotto anfetamine. Signora Sfortuna pero' decide di trattenersi un po' più a lungo, come se volesse vedere quanti imprevisti avrei potuto gestire senza sbracarmi. Appena svoltato in Sloane Avenue, dove si trova il distributore di benzina, noto una macchina della polizia ferma sul lato della strada. Uno dei poliziotti era appoggiato sul cofano. Un'immagine insolita nel centro di Londra. Io rallento prontamente per evitare di essere fermato. Non ho patente, documenti... Niente! Il poliziotto si mette in mezzo alla corsia e mi fa segno di accostare. "Porca troia!" Sussurro, diventando viola ancora una volta.

Continua ...

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