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La stagione dei Gay Pride è finita.
A meno che io non mi sbagli e rimane ancora il 'Gay Pride della Città del Vaticano' con il suo mix di clero e banchieri incartati di soldi, è davvero finita.

I lustrini e i coriandoli sono stati spazzati dalle strade.
I boa di struzzo ritornano a languire negli armadi, accanto alle parrucche di poliestere ed al vestito da Jessica Rabbit col reggiseno imbottito.
Il costume da poliziotto sexy rimane piegato nel cassetto assieme alle manette di peluche ed alla pistola giocattolo.
Da domani si torna al lavoro. Chi in giacca e cravatta, chi in jeans e maglietta, chi al lavoro non ci va ma si rimetterà sui libri a studiare per finire quella tesi di laurea. 
In bocca al lupo!
Eh sì, la stagione del Pride è finita. Per fortuna.

Devo scrivere qualcosa? Meglio di no va...

Mi distanzio intenzionalmente dal Pride perchè non credo che alcuni suoi aspetti mi rappresentino.
Non voglio essere un traditore della mia “Patria Culturale”, ma alcuni soggetti li prenderei a schiaffi.
Hanno un giorno solo all’anno, dove possono scendere in piazza numerosi tutti insieme e veramente mostrare qualcosa che il mondo non ha mai visto prima e cosa fanno?
La baraccata. 
Che è ESATTAMENTE quello che ci tirano addosso da anni.

Non vi infiammate di rimprovero nei miei confronti, vi prego. Io non riesco a mandare giù il fatto che, per esempio, Giuseppe, 28 anni, impiegato alle poste, gay fino al midollo spinale, ragazzo medio che cammina per strada ascoltando il suo Ipod mentre torna a casa, fa la spesa al Super Discount, che vive con Mario da 6 anni, anche lui tipo regolare, pizzetto e occhiali, impiegato alla regione ed appassionato di musica jazz,  decide proprio per il Pride di vestirsi da.... non lo so... ditemelo voi.... un pantaloncino di vinile ed un collare borchiato con gli anfibi ed il moroso che lo porta a spasso come fosse un cane. 

Mi sa che mio figlio rimane a casa a guardare i cartoni....


È questa la tua parte migliore Giusè?
È questo il tuo Gay Pride? 
A me fa rabbia.

Guardate, sono gay anch’io che più gay non si può, nel mio caso forse è pure infettivo e contagioso tipo Ebola,  ho sposato un uomo ed ora ho anche un figlio.

Vorrei che Giuseppe mi spiegasse come faccio io ad illustrare a mio figlio il decoro e la dignità della sessualità di un individuo (etero o gay) con questi esempi che ‘dovrebbero’ rappresentare la mia categoria??
Come faccio ad insegnargli l’importanza di essere padrone del proprio corpo e del rispetto che esso esige quando Giuseppe è a quattro zampe, mezzo nudo, al guinzaglio, mentre il suo compagno lo porta a spasso al Pride?

Voglio dire, avete DAVVERO qualcosa da dire durante il Gay Pride o è solo una scusa per scoprire le chiappe palestrate (e non... ahimè...) e dare al pubblico quello che già si aspetta da noi?
Chi ci pensa ai nostri figli ed alla loro dignità? 
Mi è stato fatto osservare che da genitore gay, dovrei portare mio figlio al Pride ed aggiungermi al coro.
Ma siete fuori?
No dico, a 'sto punto gli compero un DVD porno e facciamo prima.


Apprezzo il messaggio, ma la postina se poteva pure vestì...


Ci stiamo già spancottando il sedere cercando di convincere il mondo che siamo famiglie normali e che non siamo vestiti di pelle nera e borchie, e questi che fanno? 
Stronzi.

Non mi dite che sembro Madre Teresa che mi incazzo, ma io dico, se ti vuoi vestire da mignotta sadomaso e dare il peggio di te sui carri per fare dispetto al Papa (più che legittimo tra parentesi...), o fare prendere un colpo a tuo padre che ti ha gonfiato di botte appena scoperto che eri gay, capisco la rabbia e la voglia di rivincita.

Ma non avete altro da dire? Non avete altro da mostrare?

Santa pace... Dite che ha dei figli?


Che poi il 90% dei partecipanti non ha neanche la metà della trasgressione che mettono in mostra durante il Pride. 
O forse, più semplicemente sono persone come me, che certe cose le lasciano al privato.
Non che io mi addobbi in quella maniera.... Staremo scherzando. 
Sai che mortadella... Ma vabbè.

Mi da tutto di ipocrisia.
E per una volta, non mi sento di recriminare contro tutti quelli che dicono che il Pride è una baraccata.
Di certo lo sembra, a discapito del messaggio.
Il mondo pensa che noi gay siamo esseri promiscui per eccellenza, che andiamo in giro vestiti come un fumetto di Tom of Finland e che siamo ossessionati dal sesso.
Logico che questi sono stereotipi che fanno ridere e che sono falsi. 
Ma guardando alcuni aspetti del Pride non si direbbe.
Dite che sono bacchettone?
Magari sì, un pochino, in fondo rimango un italiano DOC, ma sono convinto che il peggior nemico dei gay, a volte sono i gay stessi, e quando c’è l’occasione di fare la differenza, bisognerebbe avere il buon gusto di rimettersi la maglietta (..e i pantaloni) e mostrare tutta quella dignità che purtroppo a volte non ci viene attribuita. 

In fin dei conti anche a me rimane difficile prendere sul serio uno che mi vuole parlare di uguaglianza e di diritti e di tolleranza e di politica mentre, a quattro zampe cerca di sniffarmi le scarpe.

Meditate gente, meditate.

Adesso vado a togliermi i bigodini che mi è venuto il mal di testa.
QF
P.S.
Permettetemi di precisare che non sono stato posseduto dallo spirito di Buttiglione. Ho fatto quattro chiacchiere con mia madre e semplicemente, parlando del ‘Gay Pride’ mi ha detto “Mamma mia che porcheria.... Ma voi  (intendendo io e mio marito...) non siete così.... Perchè tutti quei bei ragazzi si conciano così? Ma si comportano così normalmente?”
“Mamma, che ne so.... Certo che no...”
“E perchè scelgono un giorno così importante per tante persone per dare quello spettacolo? Io se facessero la marcia delle casalinghe mica mi metterei a tette di fuori.... Avrei troppo da dire....”
Mettetece ‘na pezza.

17 comments:

Nora said...

Hai scelto una bellissima parola, non più alla moda: "decoro". Da trasmettere a tuo figlio.
Sono assolutamente in linea col tuo pensiero e non mi è sfiorato neppure un secondo che fossi posseduto dallo spirito di Buttiglione (Oh my God!). Mi dispiace tanto perché queste scenette sono proprio controproducenti e svilenti, paradossalmente possono rafforzare lo stereotipo.

Buon fine settimana!

Owl said...

Hai ragione.
Non mi sembri per niente bacchettone.
E' una questione di scelte e possibilità. Anche secondo me ci sarebbe così tanto da dire e da fare che non si dovrebbe avere il tempo neanche di pensare di mettersi il collarino.

Spezzo un'unica lancia (e non vuol dire che giustifico). Se il discorso si fa serio, nei toni e nei modi, l'evento perde di visibilità (visto che mandria di guardoni si è divenati in genere nel mondo) e allora piuttosto che l'indifferenza, che se ne parli anche se contribuisce nel rafforzare falsi stereotipi.

Condivido il post perchè mi è proprio piaciuto.
'Notte!

E va bene così... said...

mi piace moltissimo questo post, riesce a rendere chiari alcuni concetti che mi giravano in testa.
io, di principio, rispetto tutti e raramente mi infastidisco.
ma, lo ammetto, rispettare diventa a volte guardare da lontano, con indifferenza. non farsi domande, non cercare risposte, pensare semplicemente che non ti riguarda. e non è da persone intelligenti.
mi piace il tuo blog :)
giuppy

Asa_Ashel said...

Resta il fatto che queste persone sono la minoranza rispetto a tutte quelle che vi partecipano, io le ritengo tutt'alpiù inopportune nel senso che non è quello il contesto ideale per esprimersi in quel modo.
Trovo semmai scorretto che i Media diano sempre e solo risalto a questa "nota piuttosto colorata" all'interno dei Gay Pride, facendo passare l'assunto, nella mente delle persone che non vi hanno mai partecipato, che i gay siano solo così.
Perdonami la franchezza ma credo che i bambini siano quelli che si scandalizzano di meno di fronte alla nudità, certo, ci faranno caso e porranno domande com'è giusto che sia ma, passato la sorpresa del primo momento verranno distratti da altre cose, dalle bandiere colorate al movimento in marcia allegra delle persone.
Io parto dall'idea che il Gay Pride dovrebbe essere una partecipazione di supporto e visibilità e, di conseguenza, anche una festa. La lotta per i diritti si deve portare avanti tutti i giorni dell'anno.
Pur non avendo mai commentato ti leggo con piacere da un po' di tempo, quindi so benissimo che non sei nè moralista nè bacchettone, il mio intervento non voleva essere polemico ma portare un punto di vista ulteriore alla questione.

The Queen Father said...

Asa, grazie del commento e del supporto. Più che alla nudità io mi riferisco ai toni volutamente 'a tinte forti' che, come dici tu, sono del tutto inopportuni. Non reputo i display di nudità o di situazioni 'scabrose' un mezzo di espressione. Solo un desiderio di scioccare, e quando questo diventa più forte del bisogno di dire qualcosa, beh, la lotta è persa. La stampa poi deve sempre scegliere gli aspetti più ruvidi di ogni situazione. Dunque perchè darle munizioni da usare contro la causa? Grazie di nuovo di essere qui con noi!

Nina said...

Arrivo. Tardi ma arrivo. Concordo con quello che scrivi, sto imparando a conoscerti e sicuramente moralista e bacchettone sono due termini che non associo alla tua persona.
In questo caso è vero, sembra prevalere più il bosogno di provocare e di dar spettacolo di sè, ma solo di una parte di sè, ovviamente. Non so con quela scopo, non credo sia solo uan questione di visibilità perchè questa si ottiene anche solo unendo le forze e uscendo in strada. Credo anche io che sarebbe più producente ed efficace sdradicare certi luoghi comuni sul popolo gay, piuttosto che aimentarla così e mi riferisco a una certa immagine (ormai ammuffita eppure non ancora estinta) che viene automaticamente associata alla parola gay: bnuffone, diverso, ossessionato dal sesso e dai piaceri della carne. Paradossalmente sarebbe molto più d'effetto se a sfilare fossero persone vestite in modo "ordinario", diciamo così...perchè è vero che ci si abitua a tutto, anche al peggio, che ormai non fa più scandalo. E' molto più scandalosa la verità quando si fa principio di vita, quella che non viene sbattuta in faccia, che non è plateale, perchè non ha bisogno di essere urlata. Credo molto nel potere dell'esempio, un po' come tu e tuo marito: guardate come viviamo, ciò in cui crediamo, quel che desideriamo trasmettere a nostro figlio...in questo modo dimostrate che un altro punto di vista, un altro mondo, è possibile. Non c'è bisogno di mettersi nudi e inscenare uno spettacolo, una piazzata...la vera spettacolarità sarebbe veder sfilare persone che mettono in mostra la loro umanità, i loro desideri, i loro bisogni, il loro diritto a un posto nella società. Quello che sono, veramente però.

Silvia said...

Mi hai rubato le parole di bocca...
Mio padre è un tipo all'antica e quando gli parlo dei diritti degli omosessuali mi risponde "come posso permettere allo stato di dare la responsabilità di costruire una famiglia a uno vestito come le peggio baldracche?" e sinceramente non posso dargli torto...
Insomma loro fanno il gioco degli omofobi che li ritengono esseri promiscui, basterebbe che i Gay Pride fossero pieni di gente come te, magari con figlioletti al seguito che dimostrano il vostro "successo educativo"...
Per altro è una anomalia tutta italiana, ho visto il gay pride di Amsterdam l'anno scorso... c'erano si i gay vestiti con le piume ecc ma c'era anche il carro-barca [la parata era sul fiume Amstel] con persone che innalzavano striscioni contro la discriminazione e la persecuzione della comunità LGBT che avviene nei paesi dell'est europa.
Quindi non sei bacchettone, difendi solo la tua reputazione di gay [anche io,studentessa in medicina, mi incazzerei se ci fosse gente che dipinge la mia categoria come una massa di imbecilli...]e dai una tua opinione sulla risoluzione della problematica discriminatoria.

P.S:conosci "gino e l'alfetta" di Silvestri? "un giullare,un fenomeno da baraccone"...

Nina said...

@Silvia "e lo tollererai solo in televisione".

The Queen Father said...

@Silvia, mi hai perso con la storia dell' Alfetta.... Gnurant io? ;0)

QF xxx

P.S.
Ovvio che l'onnisciente Nina sa di cosa parli.... Adesso mi spiegate.... x

dabogirl said...

ho partecipato a un gay pride anni fa. Ero dietro un gruppo in giacca e cravatta che aveva dei cartelli al collo con scritto "il tuo impiegato di banca" "il tuo medico" "il tuo salumiere" e via dicendo.

Ecco. Questo tuo post mi fa riflettere molto. Forse quei ragazzi erano meno appariscenti, ma forse, han colto meglio l'essenza del pride.

alessia said...

l'anno scorso sono stata al "vero" gay pride.. sì insomma proprio quello di ny! Mi sono divertita, emozionata.. sì c'erano delle persone un po' "inguardabili" a volte.. ma tante altre mi hanno davvero lasciato un segno dentro.. E mi sono sorpresa anche nel veder sfilare tanti eterosessuali con i figli al seguito. Mi sembrava di stare in un paese civile.. per la prima volta. Mi sono sempre chiesta perché alcune persone remassero contro la loro stessa comunità esibendo una estrema volgarità. Così adesso riconosco nelle tue parole i miei pensieri, le mie domande senza risposta..

Franka Blond said...

Ci sono persone che non hanno il coraggio di dire ai propri figli che tu sei spostato con un altro uomo con il quale hai avuto pure un figlio, esattamente per lo stesso motivo per il quale giudichi tu il Pride: perchè poco decoroso e poco dignitoso della sessualità altrui.
Gli stupidi vedono solo quello che vogliono vedere. Un pride in giacca e cravatta non cambierebbe nulla. Che poi il Pride non sia la soluzione a tutti i problemi sono d'accordo, l'orgoglio va dimostrato nella vita di ogni giorno sul campo.
Io al Pride ci vado con i miei amici, in jeans e maglietta, assieme a un sacco di persone, il 90% come me in jeans e maglietta. Non lo guardo dalla TV non lo leggo sui giornali. È vero anche che spesso i peggiori nemici dei gay sono i gay stessi: sono i gay che danno dei froci agli altri, o quelli che bollano una manifestazione composta da migliaia di persone (normali) come una baracconata solo perchè ce stanno due trans con le tette al vento! Per me è più importante educare al coraggio e alla comprensione delle diversità e non al "decordo" che 50anni fa la tua situazione era tutt'altro che decorosa. Che poi i Pride che si tengono all'estero fanno impallidire in fatto di trasgressione quelli Italiani, ma qua in Italia, nonostante la loro morigeratezza, stiamo ancora con le pezze al culo e non ci sto a dare la colpa al fatto che durante un pride qualcuno gira col culo scoperto!

Claudia Pierantoni said...

penso esattamente lo stesso. più che pride mi pare esibizione di volgarità, assolutamente inopportuna ed offensiva per tutti.

PIM PrettyInMad said...

ho sempre pensato questa cosa e sapere che la pensi anche tu mi ricusar.. mi era venuto il dubbio di poter essere affetta da omofobia senza rendermene conto. invece son dei pagliaccioni (a volte anche un po' disgustosi) per davvero!

PIM PrettyInMad said...
This comment has been removed by the author.
PIM PrettyInMad said...

no vabbè oggi non so scrivere!!! era RINCUORA la parola giusta! (oh, per una volta che ti commento un post faccio il macello!!!)

Silvia A. said...

Ecco meno male che lo dice uno come te, perché se lo d esse una come me, passerebbe per bacchettona omofobica stronza. E invece è la verità: il buon gusto e l'intelligenza non hanno colore nè sessualità.