Seguimi Via Mail!

Sotto alla Corona

My photo
Se avete voglia di parlare o se sentite che qualcosa che scrivo vi tocca da vicino, non siate timidi e mandatemi due righe... Scrivete a thequeenfather@me.com Mi fa sempre piacere!

Search

Loading...

Blog Archive

Archivio Reale


(Nota dell'autore: questo post rappresenta un'illustrazione delle meccaniche inerenti alla maternità surrogata negli Stati Uniti e si basa ESCLUSIVAMENTE sulla mia esperienza personale. Cerco di dare un quadro onesto di cosa comporti un percorso del genere e volutamente ometto i toni romantico/melodrammatici o gli aspetti appartenenti ad un'etica che può essere più o meno personale. Apprezzo quanti di voi si sentano contrari alla maternità surrogata, ma ribadisco che questo post contiene informazione precisa e dettagliata su costi e pratiche che sono inevitabili e non vuol essere lo start-up di un dibattito su moralità, bioetica e diritti umani. Detto questo, la componente umana di tutto il procedimento è ENORME e FONDAMENTALE e vi invito a non sottovalutarla solo perché non esposta qui sotto.)


Salve a tutti!    (Read this post in english)

Con l'imminente "Alternative Family Show" in settembre, ho pensato di fare luce sulle  tribolazioni che alcuni di noi devono sopportare per raggiungere l'obiettivo finale di avere un figlio.
Mi è stato chiesto da uno degli organizzatori di scrivere un post contenente informazioni dirette e semplici sulla maternità surrogata e l’ovodonazione negli Stati Uniti, così come la ho vissuta io, con la speranza di poter aiutare altre coppie di aspiranti genitori, gay ed etero.
(Per maggiori informazioni sul seminario, visitate questo link:
http://www.alternativefamiliesshow.com/)
Quindi, dicevo, 'Una ricetta Di Famiglia'.
Mmmhh .... vediamo .... Come ogni ricetta, ognuno di noi ha un modo diverso di cucinarla, non tutti i gusti sono uguali, facciamo tutti delle piccole modifiche per assicurarci che il piatto finale sia un successo.
Mi limito a raccontarvi come noi siamo arrivati al piatto finale, in modo da fornirvi una migliore comprensione del lavoro e delle difficoltà del percorso.
Sto per parlarvi di una "maternità surrogata a triangolo", che differisce dalla  “maternità surrogata diretta" nel fatto che la madre gestazionale non è la madre biologica, ma si ricorre  all’ovodonazione di terze parti. 
In definitiva questo tipo di maternità surrogata, semplifica molto le legalità per i futuri genitori, dal momento che la mare gestazionale non ha alcun legame genetico col nascituro.
Maternità Surrogata all'Estero, Ingredienti Principali:
Un'Agenzia affidabile di maternità surrogata: nel nostro caso, abbiamo fatto qualche ricerca online e optato per i servizi di CSP (Center for Surrogate Parenting). Hanno una sede a Encino, California, Los Angeles ed un altro ad Annapolis, nel Maryland. Quest’ultima sede è sicuramente più adatta per coppie europee, in quanto è più vicina e aiuterà con la spesa per i voli a lungo andare.
Dal momento che noi siamo una coppia gay però, abbiamo trovato più rassicurante lavorare in California, dove le leggi riguardanti la maternità surrogata sono più indulgenti ed il sistema è in generale più favorevole alle famiglie omosessuali che altrove negli Stati Uniti.
Il compito principale dell'Agenzia è quello di mettervi in contatto con potenziali mamme-surrogato. Ora, state tranquilli, secondo il modus operandi di CSP, non otterrete MAI di poter scegliere un surrogato.
È infatti lei che sceglie la coppia.
Lo fa con l'aiuto del 'portfolio di coppia' che dovrete mettere insieme.
Il portfolio è creato in forma di libretto, più o meno artistico, a secondo della sensibilità e gusto della coppia, dove si parla di voi come coppia, della vostra vita, le vostre rispettive famiglie e così via.
Il profilo deve assolutamente includere delle foto! L'agenzia richiede di produrre almeno 5 copie che saranno inviate a tutte le candidate a diventare la vostra mamma gestazionale (anche se i candidati veri e sono proprio i futuri genitori...). 
Poi si aspetta.
Nel nostro caso, abbiamo presentato il nostro portfolio nel settembre del 2007 e già da novembre abbiamo ricevuto una proposta da un surrogato candidato dell'Illinois. 
Dopo aver consultato il nostro avvocato però (ve lo presenterò più tardi), siamo stati informati del fatto che le leggi che governano la maternità surrogata in Illinois non sostengono le famiglie gay, pertanto ci è stato consigliato di lasciarla andare. Così abbiamo fatto.
Poi, nel febbraio 2008, siamo tornati di nuovo a Los Angeles per incontrare il nostro secondo aspirante surrogato , una bella signora di Los Angeles. 
Bingo! :0)
Altre cose che dovete sapere circa il lavorare con questa agenzia sono:
-Dovrete pagare mensilmente una consulente psichiatrica che 'segue' l'intero processo ed è lì per dare consigli (la nostra ci ha solo fatto incazzare, dal momento che era totalmente distaccata dalla realtà e dai nostri bisogni ed apprensioni di aspiranti genitori, in balìa di tante persone dall’altra parte dell’oceano... Rendo?). 
La consulente segue anche il surrogato in tutte le delicate fasi della gestazione e si assicura che il benessere psicologico del surrogato è rispettata da tutte le parti. L'intenzione è buona. Nel nostro caso, ci saremmo potuti risparmiare un bel po’ di dollari. Ma vabbè.
-Dovrete depositare una quantità abbastanza ingente di denaro nel conto bancario dell’ agenzia, creando così un fondo finanziario da cui tutto verrà pagato (fatture mediche del surrogato, le spese di viaggio per ogni check up, il pagamento mensile per l’obbligatoria assicurazione sanitaria, i costi di farmaci e procedure mediche e alla fine la quota del surrogato).
-La quantità di fondi che l’agenzia richiede è solo indicativa. Molteplici tentativi di ottenere una gravidanza risulterà in più medicine e più spese mediche. No è inconsueto dover rifornire il conto ad un certo punto. 
-Come coppia proveniente dall’estero abbiamo cercato ripetutamente di ottenere informazioni circa luoghi di soggiorno, alberghi, vicinato e le potenziali difficoltà legali che portare a casa il bambino avrebbe potuto comportare.
Nessuna di queste richieste sono state mai soddisfatte con una risposta da parte dell'agenzia. 
"È ancora troppo presto" o "Non siamo a conoscenza di eventuali problemi con l'immigrazione ...  Ad ogni modo, quando è il momento vedremo cosa fare..". 
Questo atteggiamento ci ha lasciati abbandonati a noi stessi, con un bambino appena nato e solo 3 settimane per risolvere tutte le pratiche necessarie per portarlo a casa. Praticamente un inferno!
Tutto ciò che abbiamo scoperto, lo abbiamo fatto da soli. Compresa l'assicurazione sanitaria senza la quale negli Stati Uniti non si fa niente. 
Ma proprio niente!!
Assicurazione sanitaria che copre la maternità surrogata: ora, questa è difficile. L'agenzia non aveva idea di cosa suggerirci dal momento che eravamo una coppia estera. 
Fortunatamente l’assicurazione personale del surrogato (MRMIP) avrebe coperto lei e la sua degenza in ospedale (risparmiandoci il dover pagare per un’assicurazione parallela alla sua che avrebbe dovuto essere in atto da almeno 10 mesi pre-parto per garantire il pagamento delle procedure mediche... Un casino....), ma per il nostro bambino abbiamo dovuto sottoscrivere con un altro assicuratore sanitario per coprire i suoi primi 90 giorni negli Stati Uniti. 
Siamo andati con Bupa International, ma ora hanno smesso di offrire copertura per maternità surrogata, quindi davvero non so cosa suggerirvi. Qualcuno ci ha parlato di Lloyds of London, ma è necessario controllare.
Tenete a mente, l'assicurazione sanitaria è di fondamentale importanza e, se non la avete, i costi possono essere molto, molto alti. 
(Sappiamo di una coppia che si è ritrovata a dover sborsare $ 250,000 per l’ospedalizzazione dei loro gemelli nati prematuri...). 
Inoltre, la maggior parte degli assicuratori vi chiederà che la polozza sia in atto per un periodo minimo di almeno 10 mesi prima della nascita del bambino.
Così, non appena iniziate il percorso, a volte anche mesi prima di raggiungere una gravidanza (perché ovviamente non saprete quando succederà ...), assicuratevi di attivare una polizza che copra i bambini nati attraverso la maternità surrogata. Non si può fare a nome del  bambino, dal momento che lui/lei non è ancora nato e tecnicamente non esiste, quindi si dovrà fare a nome vostro  assicurandovi che coprirà anche il vostro bambino nato tramite maternità surrogata.
Steven ha finito per avere due assicurazioni contemporaneamente, quella che ha normalmente tramite il lavoro e quella necessaria per il bambino. 
Roba da matti.
Un affidabile agenzia di Ovodonazione: nel nostro caso, dopo due tentativi falliti con la nostra prima agenzia (EDI, Egg Donor Inc.), abbiamo utilizzato i servizi di EDSI (Egg Donation and Surrogacy Institute), i cui uffici sono a Los Angeles. 
Abbiamo incontrato la nostra donatrice attraverso EDSI.
Nota: per quanto riguarda l’ovodonazione devo sottolineare quanto segue.
Potrebbe sembrare a voi, aspiranti genitori, che la vera battaglia sarebbe quella di trovare una madre surrogata, ma in realtà, la vera difficoltà sorge quando si avvia la ricerca di una donatrice di ovuli.
Sì, è vero, troverete comodo il fatto che la maggior parte delle agenzie di ovodonazione posseggono un database online di informazioni sulle donatrici che, una volta effettuata la registrazione, è possibile scrutare a sazietà.
Spesso però, la ragazza su cui riversate tutte le vostre speranze, magari non è disponibile, non è idonea alla donazione o totalmente diversa dalle foto quando si incontra di persona (se si vuole. Noi abbiamo insistito per incontrare tutte le nostre candidate, lo abbiamo ritenuto fondamentale). 
Per non parlare delle truffe delle modelle, ragazze di bell’aspetto in posa sul website solo per attirare i clienti!
Uno schifo, ma c'é sempre uno sciacallo pronto a monetizzare sui drammi altrui.
Nel nostro caso, la prima donatrice, dopo aver pagato per lo screening genetico (sì, dovrete pagarlo voi, dal momento che nessuna delle ragazze viene con la garanzia di non essere affetta da problemi genetici .....), è diventata inadatta alla donazione dal momento che le sue ovaie hanno risposto male alla stimolazione ed erano diventate policistiche. Succede. 
Quindi abbiamo dovuto cancellare il ciclo e, siccome noi non volevamo aspettare un altro anno perchè la condizione si normalizzasse, abbiamo dovuto pagarle la compensazione contrattuale per ‘ciclo interrotto'.
La seconda donatrice non ha funzionato perché dallo screening genetico si è scoperta la presenza della ‘Sindrome della X Fragile’ nella sua famiglia .
Un altro crepacuore ed altri sei mesi di attesa.
Abbiamo quindi cambiato agenzia e, grazie alla EDSI, abbiamo trovato la nostra donatrice perfetta.
Vi suggerisco vivamente di inziare la ricerca della vostra donatrice presto. Datevi più di un’opzione...
Non mettete tutte le uova nello stesso paniere! (Scusate, non ho saputo resistere .....)

-Un buon avvocato specializzato in embriologia e le legalità che governano la maternità surrogata. Abbiamo utilizzato i servizi di Andrew Vorzimer, di Vorzimer Massermann, ad Encino, Los Angeles.
Non date per scontato che l'avvocato che scegliete sappia assolutamente tutto sulla legge che regola l'immigrazione nel vostro paese. 
Il vostro bambino avrà bisogno di tutti i documenti di viaggio in modo da riportarlo a casa! Investigate, parlate con il consolato del vostro paese a Los Angeles, fate domande e siate pronti per le complicazioni. 
Io vi consiglio di utilizzare i servizi di un’agenzia per la velocizzazione delle pratiche relative al passaporto.
Queste agenzie hanno accesso diretto agli uffici consolari e, purché si disponga di tutti gli incartamenti necessari, possono procurarvi tutti i documenti di viaggio entro pochi giorni per una cifra relativamente bassa.
-Un chirurgo specializzato in embriologia e medicina riproduttiva: Abbiamo usato uno dei migliori a Beverly Hills, il dottor Mark Surrey, presso il Centro di Roxbury Drive. Si occupa della fecondazione, del trasferimento degli embrioni e del primo check up (di solito tutti gli altri check up vengono effettuati presso l'ospedale...).
Per quanto riguarda l'ospedale e la levatrice, il surrogato di solito sceglie un ospedale che  le rimane comodo e abbastanza vicino a casa ed un’ ostetrica ed un chirurgo che magari conosce o con cui ha lavorato in precedenza. 
È davvero la sua scelta.
A partire dal check-up del terzo mese, tutto il successivo monitoraggio sarà effettuato in ospedale e non più presso la clinica di embriologia che avrete scelto voi.
-Un conto bancario americano:Non è necessario, ma è consigliabile e conveniente.
Aiuterà moltissimo a velocizzare le cose, specialmente quando le medicazioni vengono rilasciate solamente dietro pagamento e i pagamenti internazionali possono richiedere giorni per essere completati. Non avrete tempo da perdere, vedrete....

Gli ingredienti principali sono tutti elencati sopra, ma c'è molto di più coinvolto nel percorso.
I soldi per esempio!
Ogni partito di cui sopra richiede la vostra sottoscrizione ai loro servizi ed il pagamento di una parcella. Subito.
Noi, tra una cosa e l'altra, siamo andati a Los Angeles otto volte nel giro di due anni. Il che costa denaro. 
L'hotel, il viaggio da e per l'ospedale per i check ups (un'ora e mezza di auto fuori da Los Angeles, il Loma Linda Hospital). 
Aggiungete al costo di farmaci, procedure, pratiche d’ufficio.
Infine, il costo delle tre settimane dopo il parto che abbiamo dovuto passare in California. Sono costate soldi.
Se dovessi fare una stima di quanto penso avrete bisogno, potrei solo dirvi che avrete bisogno di più di quanto pensate. 
Le cose possono andare male, i tempi possono allungarsi e i fondi bancari a volte spariscono prima di arrivare al traguardo. 
Datevi sempre un buon margine.
Assicuratevi di controllare e ricontrollare con tutte le parti coinvolte, sia le fatture che le stime, non cercate di accorciare le cose.
Non abbiate paura della montagna di scartoffie che vi aspetta ogni sera a casa.
Ed è una vera montagna.
Ricordate sempre che siete in un paese straniero, che potreste non conoscere a sufficienza ed è preferibile essere sicuri ed informati, piuttosto che preoccupati ed impauriti quando vi dovreste godere i primi momenti da genitori. 
Fidatevi di me, io ci sono passato!
Tutti i miei migliori auguri di buona fortuna in quella che sarà sicuramente la cosa più grande che potrete mai fare nella vostra vita.
Con Affetto
QF x
P.S.
Ovviamente, quanto sopra è un prodotto della mia esperienza con la maternità surrogata negli Stati Uniti. 
I miei consigli sono validi solo se state pensando di avere un bambino surrogato negli Stati Uniti. Devo aver omesso alcune cose, ma non esitate a chiedere ciò che vi viene in mente e farò del mio meglio per rispondere.

38 comments:

la tina said...

non è nei miei programmi QF, ma se mai mi venisse in mente di fare un'esperienza simile credo che mi affiderei a te per consigli, aiuto pratico, consolazione nei momenti di down e un bel brindisi, pupo in braccio, al momento della vittoria!!
sei proprio un grande. tu e steven avete fatto qualcosa di stupendo. se un giorno deciderai di far leggere questo post a gabriel, secondo me apprezzerà tantissimo tutto questo.

Silvia said...

Beh una cosa che Gabriel non potrà mai rinfacciarvi sarà la frase abusatissima dai bambini "non mi avete mai voluto bene..."
A parte gli scherzi, siete stati dei grandi, io solo a leggere il vostro iter mi sono presa l'ansia...
Spero che le mie ovaie decidano di ricominciare a funzionare entro qualche anno o mi toccherà pure a me fare tutti sti casini per il pupo...

Lefroy said...

Vorrei tanto avere un figlio, anzi anche di più. So che sarà difficile, purtroppo, ma sono convinto che ne varrà la pena. I soldi, però, sono sempre soldi, e credo che un'altra difficoltà stia proprio nel superamento, da parte della coppia, del "travaglio" che ci hai descritto , che ne deve uscire unita. Complimenti per avercela fatta! Tra le cose che però mi spaventano c'è il fatto di scegliere la donna, proprio fisicamente, spero non si basi su un catalogo! mentre mi rassicura la mappatura genetica. Per quanto riguarda l'inseminazione vera e propria, come ci si organizza? il seme lo si dona entrambi o solo uno? E in caso fosse solo uno il donatore di sperma, l'altro partner diventa comunque ed effettivamente padre?
Tralascio naturalmente il malcontento di vivere in Italia, dove ancora una volta, prima vengono i problemi economici. Rischierei di essere noioso... Good night!

Asa_Ashel said...

Ho letto con molta curiosità e attenzione tutto il post, e la prima cosa a cui ho pensato è stata:" e poi c'è gente che ha il coraggio di dire che queste sono soltanto scelte egoistiche".
I passaggi che si è costretti a vivere per arrivare alla fine di questo percorso, sono tali da spaventare e far desistere chiunque non sia più che deciso su quello che sta facendo.
Non si può dire altrettanto di tutte quelle persone che mettono al mondo figli senza la minima consapevolezza di quello che stanno facendo.
Ricordo ancora quando in Italia c'è stato il referendum che riguardava la fecondazione assistita, un sacco di persone se ne sono praticamente fregate di votare perchè davano per scontato di avere comunque dalla loro parte la buona sorte e dell'argomento e di tutte le problematiche correlate non si sono minimamente informati.
Avete tutta la mia ammirazione per quello che siete riusciti a fare, certo, dispiace avere la conferma che in qualche modo il discrimine economico può fare la differenza ma non è sicuramente una colpa che posso imputare a voi.
e guardando le foto del piccolo Gabriel e le storie di "ordinaria quotidianità" di cui ci rendi partecipi non posso che pensare che ne sia valsa la pena fino in fondo.

Marica said...

in sole tre settimane siete riusciti ad ottenere il passaporto? wow!
ma cosa sono queste agenzie di velocizzazione pratiche? hai per caso qualche links o qualche nome? (potrebbe servirmi...)

altra domanda: ma davvero si sceglie l'ovodonatrice in base all'aspetto fisico? :-/
la medical health history? e il quoziente intellettivo? :-/

The Queen Father said...

Marica, no no... Non lo ho mai detto.... Non si scelgono le donatrici SOLAMENTE in base all'aspetto fisico. Ovvio, quello è il primo biglietto da visita, la 'copertina'.... Capisci? Ogni donatrice ha un profilo su cui sono mostrate le caratteristiche etniche, i traguardi accademici, le aspirazioni ed inclinazioni. Per quanto riguarda il profilo prettamente genetico, quello viene creato grazie ad un esame di laboratorio purtroppo a carico dei futuri genitori (e costa un botto!). Quindi succede spesso che la donatrice, carina, intelligente 'perfetta', possa avere (come successe a noi...) una forme latente di 'Sindrome della X Fragile' o altre caratteristiche che la rendono non idonea alla donazione.......

Per il discorso passaporto, noi abbiamo usato George a 'Global Visas', lui opera su tutto il territorio di Los Angeles ed in tre giorni (dopo che la nostra prima application era stata rifiutata!!!) ha ottenuto tutto!
Il suo cellulare è 001 (310) 645 2293.

QF x

P.S.
Per altri indirizzi e contatti, cerca su google 'Passport Expedite Agencies'. Fammi sapere se hai bisogno di altro. xxx

Marica said...

ho capito, l'aspetto fisico e' la copertina, ma poi ci sono altre cose.. menomale! :-)

oh, grande, grazie mille, ora me lo cerco e me lo salvo (per il futuro).
noi ora siamo negli usa e siamo nel percorso adozione... ma so gia' che dopo che qualcuna ci avra' scelto e dopo che il bambino sara' nato, bisognera' aspettare 6 mesi per finalizzare l'adozione, poi aspettare tra i 2 e i 12 mesi per il certificato di nascita, e poi aspettare credo altri 2 o 3 mesi per il passaporto... quindi se la parte burocratica riusciamo invece ad accelerarla sarei ben contenta, che magari i nonni il bambino vorrebbero vederlo prima che faccia un anno :-)
grazie mille

erik said...
This comment has been removed by a blog administrator.
Anonymous said...

non mi piace non mi piace non mi piace non mi piace: pagare perchè una, per soldi, si lasci bombardare le ovaie di ormoni, ovaie che poi diventano policistiche, pagare un'altra perchè si tenga in utero tuo figlio, scegliere da un catalogo quella che risulta più intelligente, che ha raggiunto gli obiettivi....che mercificazione della vita, del corpo umano....come quello di comprare un rene da una persona che te lo vende per bisogno...mi dispiace non riesco ad accettarlo. liberi di farlo, se la legge lo consente in qualche parte del mondo. questo articolo lo titolerei "c'ho i soldi e me lo posso permettere tiè"

The Queen Father said...

@Anonimo (almeno il nome lo potevi mettere...), ringrazio Dio che me lo son potuto permettere. Ogni giorno. L'infertilità, di qualunque origine sia, si combatte a mazzette di banconote. Quello che tu vedi come una mercificazione della vita (come se esistesse prezzo adeguato per gesti del genere...), io la vedo come un'espressione di altruismo e generosità.
Ma magari il coglione sono io che mi ostino a vedere il buono in tutto. Forse dovresti scrivere tu un articolo in merito e dare a tutti una bella lezione.
Mettici il nome però.

TQF

The Queen Father said...

@Anonimo (almeno il nome lo potevi mettere...), ringrazio Dio che me lo son potuto permettere. Ogni giorno. L'infertilità, di qualunque origine sia, si combatte a mazzette di banconote. Quello che tu vedi come una mercificazione della vita (come se esistesse prezzo adeguato per gesti del genere...), io la vedo come un'espressione di altruismo e generosità.
Ma magari il coglione sono io che mi ostino a vedere il buono in tutto. Forse dovresti scrivere tu un articolo in merito e dare a tutti una bella lezione.
Mettici il nome però.

TQF

Anonymous said...

A D O Z I O N E

dabogirl said...

Fosse semplice, l'adozione, caro anonimo... E peraltro come se, negli stati uniti, non ci fossero le stesse selezioni anche sugli adottandi... Detto questo, come Marco sa, anche io ho delle perplessità sull'intero iter (ma non barriere: io personalmente non me la sono sentita di subire il bombardamento d'ormoni, ma se c'è chi lo fa, ben venga... Come pure non ho fatto lo screening genetico di mia figlia, ma molte donne invece lo fanno, quindi è uguale...) ma non penso d'aver la soluzione in tasca. Ognuno ha la sua via, per reagire alla sterilità di coppia. Magari una volta che non sto col cellulare espando la questione, ma la frase "eh, però, perché non adottano?" come se fosse una cosa semplice (per due omosessuali, per giunta) mi pare una boutade.

Anonymous said...

è la solita storia: sfruttamento di altri, come la prostituzione, come comprare un rene, come farsi fare un bambino su misura (ma sano mi raccomando!! che non abbia qualche tara genetica!!!)
negli States possono adottare anche i singles e mi sembra più che giusto che ci siano dei controlli: si parla di vite umane....è solo la mia opinione, quello che ho pensato leggendo il racconto sopra riportato...bada bene non ho detto i gays non possono allevare un figlio, questo non lo penso affatto. quello che penso è che nessuno (single, coppia etero o gay) dovrebbe scegliere su di un catalogo una madre, un utero e ordinare un bambino

dabogirl said...

Caro Ano (visto che il nome non te lo dai tu, faccio come mi pare)
- l'amniocentesi è legale: vuoi vietarla? Io no. Io non l'ho fatta perchè non mi andava di rischiare una gravidanza così tanto voluta e disperata, MA sapevo anche che non avrei abortito in nessun caso, quindi non aveva senso farlo; esiste però l'aborto terapeutico, e quindi chi si sentisse di affrontarlo, e sentisse di affrontare il rischio dell'amniocentesi, perchè no?

E allora, che senso avrebbe mettere "al mondo" un embrione nel modo che ha descritto Marco, se poi la sua gravidanza si sarebbe dovuta interrompere successivamente per problemi genetici?

sì, negli states possono adottare anche i single... IN ALCUNI STATI, ma vanno tutelati entrambi i genitori e il figlio, che entra in una famiglia con due genitori, non in una famiglia con genitore single.

I controlli cui accennavo io comunque, riguardano il bambino (cioè lo scegli in dettagli che in italia non son possibili, direi giustamente - non parlo di dettagli macro tipo etnia o salute, parlo di cose piccole, tipo colore di occhi, capelli, attitudini...) non i genitori.

In italia, dove si fa di tutto per non dare in adozione i bambini (29 coppie in attesa per ogni bambino adottabile, inclusi quelli "a rischio giuridico") una coppia omosessuale non avrebbe chance.

Parola di Laura said...

Anonimo (potresti anche mettere un nome di fantasia..che ne so...pinco pallino), io in tutto questo articolo non ho mai percepito la sensazione di mercificazione. Io credo che quando si parla di figli e dell'essere genitori è troppo facile dire "non puoi avere figli, adotta!", anzi mi sembra davvero superficiale anche pensarlo. si può essere d'accordo o non d'accordo ovviamente sulla maternità surrogata, si può constatare che non tutti hanno la possibilità economica per farlo, ma perchè ridurre tutto all'immagine piuttosto riduttiva e credo anche molto lontana dalla verità, "scegliere un utero su un catalogo?

Anonymous said...

mi dispiace io la vedo così e la sento così, rispetto le vostre opinioni e penso che quel bambino sia fortunato e amato, ma è stato "ottenuto" con metodi, che a me , ripeto a me, non piacciono, non reputo etici. è il solito vecchio discorso: il fine giustifica i mezzi? scusate non avevo capito che bisognasse inserire solo commenti pro e non contro ;-)

Anonymous said...

l'aborto terapeutico e le indagini prenatali sono state introdotte per la tutela emotiva e psichica della madre biologica

dabogirl said...

ano, fai benissimo a metterli contro, anche se sarebbe meglio farlo meno "a gamba tesa, come il tuo commento delle 21:14, ecco, così si parla meglio.

The Queen Father said...

Anonimo ascolta, capisco le tue perplessità di fronte ad una tematica del genere, d'altronde è inevitabile: se alla procreazione viene meno l'atto sessuale e quindi la componente più facilmente identificabile con 'amore tra due persone', si rimane con una provetta piena di seme ed una ciotolina di ovuli. Capisco che ogni concezione idealmente dovrebbe avvenire tra le lenzuola, o dietro ad una macchina parcheggiata nei boschi, o sotto le stelle sulla spiaggia. Non abbiamo tutti questo lusso che molte coppie eterosessuali prendono per scontato. Ti garantisco comunque che il desiderio, il dolore, l'amore smisurato che motiva un gesto del genere sono gli stessi ( o forse anche maggiori, dal momento che il percorso della maternità surrogata è molto più accidentato e tortuoso di una bottarella col marito o con suo fratello...). Ognuno ha il diritto di raggiungere la genitorialità con i mezzi che ha a disposizione. Non penso spetti a nessuno decretare come una coppia 'diversamente fertile' possa concepire. Rimaniamo nell'ambito del legale, ovvio. Per quanto riguarda l'etica, la cosa che mi sembra ti dia fastidio è l'aspetto economico, ma i trattamenti medici hanno un costo. Spesso un surrogato deve prendere congedo di maternità dal suo lavoro per un anno e va quindi rimborsata, spesso anche suo marito ha bisogno di starle accanto e va rimborsato per lo stipendio perduto. Sono solo esempi per farti capire che questa gente non si sta arricchendo vendendo neonati in giro. Stanno aiutando tante coppie a concepire e meritano un applauso, non il biasimo, di nessuno, neanche il tuo. Vorrei poterti far vivere i momenti bellissimi che abbiamo vissuto noi grazie a questa donna meravigliosa. Per quanto mi riguarda, il suo gesto non ha prezzo. Per l'adozione poi, non fa per noi. Per un cumulo di motivi che, se sai cosa comporta l'adozione, conoscersi già. Ma mi irrita che venga spiattellata in faccia ad ogni coppia che non può concepire, come se il loro dramma debba per forza trasformarsi in un debito sociale "Non puoi concepire? Allora adotta.". Apprezzo i tuoi commenti, ma se hai letto davvero l'articolo, hai anche letto che niente e nessuno viene scelto da un catalogo. Meno che mai la mamma surrogata. È lei che ha scelto noi.

TQF

Anonymous said...

non ho offeso nessuno e non ho parlato in maniera aggressiva, ho solo detto che a me non piace non piace e non piace e ho spiegato il perchè. Se uno che ha un'idea contraria viene bollato come aggressivo....bè allora evviva l'aggressività ;-) e poi non mi sembra che il nostro padrone di casa sia un campione di savoir faire e di dolcezza nell'esprimere le sue opinioni..

Anonymous said...

TFQ: non biasimo la donna che ha portato per 9 mesi in seno vostro figlio, aveva bisogno di soldi e lo ha fatto e voi avete sfruttato questo suo bisogno di soldi. Non venirmi a dire che una lo fa per portare un pò di gioia in coppie non fertili perchè non ci crede nessuno. D'altronde tu stesso dici "...debba per forza trasformarsi in un debito sociale". Nessuno si porta il figlio di un altro in grembo per pura umanità o per debito sociale. C'è una domanda e c'è un'offerta...qualcuno l'accetta, qualcuno no. Sono del parere che se non sei fertile puoi farti bombardare tu di ormoni non pagare un'altra per farlo, e se non puoi farti bombardare di ormoni, come mi sembra sia il tuo caso o quello di tuo marito, bè si cercano altre strade. Perchè cercare la propria soddisfazione, sulla pelle di altri (anche se profumatamente pagati) è aldifuori della mia mentalità.Ripeto della mia mentalità

The Queen Father said...

Però mi firmo sempre, vero Cinzia?
TQF

Marica said...

tempo fa mi ero iscritta a questo post, che ora sembra tornato vivo :-)
vista la piega che hanno assunto i commenti, vorrei lasciare due paroline.
1 - si fa presto a dire adozione, ma non sempre e' la soluzione: dipende se si vuole fare e se si puo' fare e come si puo' fare; in italia per adottare sembra si debba essere dei santi o giu' di li, in UK non so come sia la situazione... negli USA non ci sono discriminazioni di nessun tipo, bisogna solo dimostrare che si e' in grado di crescere un bambino dal punto di vista economico e psicologico,, l'unica cosa e' che non credo si possa venire "da turisti" ed adottare un bambino;
2 - non e' vero che l'adozione costa poco, di certo costa (molto) meno della surrogacy, ma un tot di soldi bisogna spenderli, purtroppo e' cosi' (a meno che non si voglia adottare un bambino con special needs... questa cosa e' molto triste, ma purtroppo e' cosi' e non ci possiamo fare nulla)
3- non tutti riescono a diventare genitori semplicemente sbottonandosi i pantaloni... e non sta a nessuno giudicare la strada che si decide di abbracciare per poterlo diventare; anche io non ricorrerei mai alla surrogacy, per motivi miei, cosi' come non ricorrerei mai all'aborto per esempio... ma riconosco il diritto degli altri a farlo, non sta a me giudicare.

Franci Officina Mumtrioska said...

è da ieri sera che cerco di commentare.... mi sento così ignorante, che mi sembra che tutto quello che ho da dire sia scontato e stupido.
Una cosa sola ho capito però: che a prescindere dal metodo che avete scelto, non si può parlare di mercificazione.
Questa parola mi mette i brividi.
La vendita dei bambini è un'altra cosa.
Esiste certamente, ma non si può assolutamente dire che la vostra esperienza abbia alimentato uno sporco commercio, perchè è della vostra esperienza che stiamo parlando.
Ti ho sempre detto che non ci capisco ancora molto, forse non ho nemmeno un'idea definitiva, ma sono certa che vostro figlio sia stato un bambino amato ancor prima che fosse nato e a prescindere da come siate diventati genitori trovo scorretto giudicare e provocare anzichè magari cercare di comprendere.
Uno può anche dire che non è d'accordo, ma deve avere l'umiltà di capire veramente, senza pregiudizi ma considerando oggettivamente un'insieme di elementi.
Io lo ripeto, mi sento piccola piccola di fronte a discorsi così grandi.
Spero che le critiche possano sempre essere costruttive, che possano servire a persone come me, a capire meglio e mi auguro inoltre che le persone non commentino a priori solo per fare del male.

Anonymous said...

la differenza è che nell'adozione, nell'adozione legale, si pagano le scartoffie e non la famiglia o il bambino. in tutta la procedura complessa che ci ha spiegato TQF si pagano pezzi di persone umane: l'ovulo di una donna, ottenuto tramite ormoni iniettati artificialmente (di certo non positivi per la salute della donna) e l'affitto di un utero (di certo non positivo per la salute psichica della portatrice). è questo che non mi piace e non mi convince. ripeto non voglio ferire nessuno.ognuno è libero di fare le sue scelte, legali, e negli Usa è legale farlo, quindi non biasimo nessuno. come dice Marica negli Usa l'adozione è facilmente attuabile anche per una coppia di gay. e poi mi interrogo sul futuro del bambino così "creato": sicuramente voi sarete seguiti da uno psicologo e vi ha già detto come parlarne al bambino, come di solito si fa con le adozioni...conosco parecchie coppie amiche che hanno adottato e sono stati formati sul come e cosa spiegare al bambino, perchè naturalmente non bisognerà nascondergli nulla...

The Queen Father said...

Quindi, considerando quanto hai appena scritto, un iter di maternità surrogata che non comporti remunerazioni di nessun genere per te è più accettabile? No, per capire.
Considera pure che essere una mamma surrogato negli USA è una professione vera e propria che è regolata da un apparato legislativo specifico. Non si tratta di sfruttare la miseria di una donna del terzo mondo che ha bisogno di sopravvivere. Si tratta di donne, mogli, madri, casalinghe che, consapevolmente, lo fanno per lavoro. Il nostro surrogato ha affrontato ben 4 gravidanze, di cui due sue e due 'professionali'. Non è per tutte, lo so, ma ringrazio il cielo che esistono queste persone. Lo stesso si dica per le ovodonatrici. Poi ovvio, come ogni sistema a norma di legge, esistono i vari abusi e soprusi, ma non è questo il caso.

Anonymous said...

bella domanda la tua TQF, non sono riuscita a darmi una risposta mi sono solo detta "non chiederei a nessuna altra donna di farlo nè per denaro nè per solidarietà umana" e quindi non so rispondere alla tua domanda. come donna non lo chiederei a nessun altra donna, ecco. ora mi fermo qui, ho letto or ora le 5 righe scritte sopra da te come nota dell'autore. confesso che non le avevo notate, e vedo che non vuoi discussioni bioetiche su questo post. avevo frainteso, pensavo che fosse un post di discussione, invece era un semplice post di relazione di un fatto. adìos amigos

The Queen Father said...

Cinzia, la nota dell'autore è stata aggiunta stamattina. Mi son reso conto che tutto l'articolo un po' offre il mio fianco a diversi attacchi e vorrei evitare di finire sul rogo come lo "sfruttatore delle donne in crisi". Voglio informare ed offrire un servizio a coppie che magari vogliono intraprendere questo cammino. Per il dibattito ci saranno altri posts, più focalizzati sull'aspetto umano della maternità surrogata. Intanto ti ringrazio di esser passata di qua, anche se con l'intenzione di restare anonima
Peace.

Donna con Fuso said...

un ottimo post molto dettagliato e utile.
io vivo a Ny e fatico a trovare informazioni così precise qui!
bravissimo!
ps: mi piace molto anche il tuo nickname!
:)

The Queen Father said...

@ Donna con Fuso: mi fa piacere! Ultimamente offro consigli anche per telefono!!!!! ;0) Lo scopo di questo articolo è proprio fungere da supporto per chi avesse intenzione di intraprendere questo cammino.

TQF xx

TheDreamer said...

Ciao QF,
innanzitutto hai tutta la mia stima per il coraggio e la determinazione che avete avuto nel raggiungere questo traguardo e spero un giorno di poter fare altrettanto. Sono piuttosto giovane, 23 anni, ma io e il mio compagno ci stiamo pensando sin da ora... meglio essere preparati!
Il tuo racconto mi ha lasciato però perplesso su alcune cose: a quanto ho capito, molti aspetti li avete curati voi stessi, da quelli assistenziali a quelli legali. Leggendo di alcune agenzie, ho capito che offrono un servizio a 360° che include oltre la madre surrogato, anche la ovodonazione, i programmi assicurativi, le spese legali, psicologi, oltre a provvedere loro stessi per i passaporti. A carico del cliente restano solo i viaggi e l'alloggio e l'avvocato opzionale in Italia, mentre il team di legali in america è a carico dell'agenzia. I costi indicativi vanno da 80mila a 150mila $. A quanto ho capito dal tuo racconto, la vostra agenzia non è una di queste: vi siete rivolti ad una agenzia per la surrogazione, un altra per l'ovodonazione e scelto voi medici ed avvocati. Quindi mi chiedo se sapevate di queste agenzie, se non vi siete fidati o se semplicemente avete preferito fare da voi contenendo i costi. Grazie e ancora complimenti!

The Queen Father said...

Ciao The Dreamer!
In realtà non esistono agenzie che coprano i costi come pensi tu. Ogni agenzia che esiste sul mercato fa solo da tramite. Spetta a te creare un trust fund (un conto insomma) con abbastanza fondi da permettere all'agenzia di coprire i vari costi. Alcune agenzie offrono solo assistenza relativa alla madre gestazionale, altre offrono anche un servizio di ovodonazione. Alcune non hanno un apparato legale per se ma lavorano in genere con un ufficio legale con cui hanno rapporti professionali solidi e stabiliti. L'assistenza a 360 gradi come pensi tu è un miraggio. La verità è che, soprattutto quando si tratta di coppie non americane, tante delle cose le scoprite strada facendo.
L'ammontare che riporti è abbastanza accurato, ovvio, può variare, ma non di molto.
Se hai domande più specifiche non esitare a scrivermi via mail.

TQF xx

The Queen Father said...

Alcune Precisazioni: gli aspetti assicurativi non sono di responsabilità dell'agenzia. Una coppia (come voi) non americana, non potrà sottoscrivere un'assicurazione sanitaria americana, le cose si complicano. L'agenzia non potrà darvi altro che informazioni relative a procedure assicurative locali. Dovete infirmarvi voi.
La scelta del medico: solitamente l'agenzia consiglia un medico con cui lavora d'abitudine. Per il surrogato invece, la scelta di ospedale, ostetrica e ginecologo spetta a lei. Dipende da dove vive e dal personale medico con cui preferisce lavorare.
Ogni agenzia promette un'esperienza perfetta e liscia come l'olio. Fate attenzione!!!! Mentono! Gli imprevisti di fronte ai quali l'agenzia alzerà le spalle non mancheranno.

TQF xx

Delfina said...

Ciao, grazie per aver raccontato cosi bene il vostro percorso per diventare genitori. Solo una domanda: perche` hai scelto di parlare della portatrice chiamandola "il surrogato" visto che per forza di cose e` femmina?

The Queen Father said...

Ciao Delfina, si puó chiamare "madre gestazionale' o 'surrogato'. Come sostantivo 'surrogata' non esiste. Un po' come dire "Maria é il capo del gruppo".
Francisca é stata il nostro surrogato, o madre gestazionale.

Tutto qui. ;0)

Delfina said...

Grazie, ho avuto il piacere di conoscere una di queste donne straordinarie e pur avendo avuto la fortuna di poter portare in grembo mio figlio, ci tengo molto a parlare di surrogacy in modo adeguato e il piu` chiaro possibile.
ciao
Delfina

Anonymous said...

Ciao The Queen Father,
sono una tua ammiratrice e vorrei solo aggiungere la nostra esperienza in materia di MS
L'agenzia alla quale noi ci siamo rivolti si occupa sia di reperire il surrogato, ha un suo database con ovodonatrici e il titolare è un avvocato e si occupa della parte legale.
Fanno praticamente quasi tutto in casa!
L'Agenzia organizza il tutto ma, sono d'accordo con te che si tutela in ogni modo per non essere responsabile nel caso in cui le cose non andassero liscie come l'olio.
ciao Manu