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Sotto alla Corona

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Chi ha detto che la Philadelphia con la marmellata vanno da Dio? 
Ecco, fatela mangiare a lui allora, perché a me fa schifo.
Giusto una cosa che ho provato poco fa con sommo disgusto. Ma senza divagare, lasciatemi affondare fino alle ginocchia nel mio post di questa settimana.
Come accennavo nel mio post precedente, oltre alle due settimane romane, ci siamo fatti anche un paio di giorni a Disneyland. Io sinceramente mi sarei risparmiato la fatica, d’altronde G ha appena due anni e non è che gliene freghi molto della differenza tra Disneyland e casa.
No vabbè, questa è una cazzata. 
La verità è che cercavo di evitare a tutti costi di andare da qualsiasi parte che non offrisse la possibilità di cucinare per G, dal momento che è un bambino dai gusti difficili in fatto di mangiare e non lo accontenti con un pezzo di pizza o un panino.
Ma ho ceduto alle pressioni del mio coniuge.

“Eddai! Vedrai che ci divertiremo! Che sarà mai una notte in albergo? Mica andiamo all'inferno... È un albergo a cinque stelle!!” mi fa,
“Ma gliela posso fare un po’ di minestrina in albergo? Secondo te mi mettono un fornello da campo in camera e mi passano pure le pentoline di latta? No perchè in quel caso siamo a cavallo...” rispondo io sarcasticamente.
Ovviamente il risultato della nostra conversazione è stato il seguente: io sono paranoico e impedisco alla famiglia di passare due giornate indimenticabili a Disneyland. 
Sono egoista, manco di immaginazione e di spirito di avventura. Due giorni in albergo non sono la fine del mondo, due giorni senza pasti cucinati da me forse a G farebbero bene, giusto per dargli modo di provare cose nuove.
Io sono una checca isterica e devo morì.... 
No, vabbè, questa l’ho aggiunta io, ma ci saremmo arrivati.
Quindi sono filato a fare le valigie col cuore in bocca e l’intenzione di portarmi dietro anche la cucina, giusto per sicurezza.
Mio figlio Gabriel è un tesoro, è vispo, intelligentissimo e affettuoso, ma in fatto di mangiare mi fa cagare sangue. Mangia, sí, ma a quale prezzo!
Solitamente il momento del pranzo o della cena a casa nostra vede la tavola apparecchiata, Gabriel seduto tutto sorridente col bavaglino ed il piattino davanti, Steven seduto, senza bavaglino e col piattone davanti ed io con le galosce, l’impermeabile, il lanciafiamme, i nanetti equilibristi, i funamboli, le donne barbute, la frusta ed il cucchiaino in mano pieno di pappa.
“Amore! Amore guarda papà! Guarda come faccio..... Ooooops!” .... Niente.
“Amore! Amoretto, guarda che carino Thomas il trenino... Apri ‘sta cazzo de bocca..... AAAmmmmmmm....” ... Niente.
“Amore, guarda! Papà si cosparge di kerosene e si da fuoco! Guarda amore! Guarda che fiammata eh! WWWHOOOOOMMMMM!!! Apri la bocca...... Braaaaavo!”. 

Secchiata d’acqua per spegnere i capelli ancora in fiamme e si ricomincia.
Coff... Coff...
Insomma, far mangiare Gabriel è un lavoraccio che posso fare a casa mia o a casa dei miei (dove solitamente lascio l’onere a mamma ed al suo circo a vapore....).
Ma mi ci vedete al ristorante di un albergo di lusso a fare ‘ste scene?
E dai.... In ogni caso siamo andati. Per precauzione io avevo anche preparato dei mini sandwiches col prosciuttino e la philadelphia, diversi vasetti di yogurt, dei formaggetti perfetti per essere trasportati e consumati ‘on the go’ e gli immancabili Plasmons. Tutta roba facile da rifilare al pargolo in caso di rifiuto delle pietanze che gli avrei offerto. 
Un airbag alimentare.
Il viaggio di due ore e mezzo in treno neanche mi preoccupava. Non si trattava di un treno Eurostar regolare, pieno di businessmen in giacca e cravatta attaccati al Blackberry che ti danno le occhiatacce ogni volta che il piccolino frigna.
Era un treno Disney! Fatto apposta per Disneyland e zeppo di bambini in vari stati di euforia e scompisciamento.
Per una volta non mi dovevo vergognare.

In generale posso dire di non essermi pentito di aver ceduto. Disneyland è davvero un posto magico, ma l’albergo, fatevelo dire, il Disneyland Hotel si può anche evitare.
Per carità, la struttura è magnifica, le stanze sono sufficientemente lussuose per un cinque stelle, ed è a 10 metri dall’ingresso del parco.
Il servizio però è un altro paio di maniche ed è curioso come in un albergo creato intorno alle fantasie dei bambini (anche la carta da parati è ricoperta di personaggi Disney), la direttrice del check-in sembra una che i bambini li usa come concime.
Snobberie a parte, io dico solo questo: quando io, cliente, chiedo qualcosa e tu mi fai sentire
come se ti rompessi i coglioni, mi sa che tanto 5 stelle non sei. Tutt’al più sei una stronza francese, e le cinque stelle te le puoi mettere nel derrière... 
E merci beaucoup, bastarda.
Siete avvertiti.
Le mie ansie si rivelarono non del tutto infondate, con risultati comici...
La stessa sera a cena, eravamo al ristorante principale dell’albergo, famoso tra i piccoli per la presenza di diversi personaggi Disney in giro tra i tavoli.
Io che faccio i salti mortali per fare mangiare a Gabriel almeno una forchettata di pasta al sugo e tutti i miei tentativi che vengono sabotati a turno da Paperino, poi da Pippo, poi da Topolino e Pluto.... 
Ogni volta che un Cristo di animale era in sala, ecco che dovevo smontare il seggiolone, togliere il bavaglino a G e fargli la foto col personaggio di turno.
Ovvio che alla fine, quando ero quasi riuscito a mettergli in bocca un pezzetto di prosciutto, ecco Cip e Ciop, e io mi faccio uscire dalla bocca “Ahò e che cazzo! Ma tutti qua dovete stà? Mi fate dar da mangiare a ‘sta creatura?” e la signora al tavolo vicino che si piscia dalle risate perchè, ovviamente, era italiana.....
“Eh, ma qua non si vien miga per mangiare!” mi fa lei tutta pimpante, con un bell’accento veneto e due figlie ormai adolescenti ed autonome...
“Vero signò? Io sto qua per fare il circo sa? Che ha capito? La Disney paga pure a me sa? Vuole vedere come mi dò fuoco nel vano tentativo di far mangiare mio figlio? Brutta cazzona impicciona? EEHHH???” 
No, sul serio... Le ho solo sorriso, mandandola affanculo tra i denti. 
Quando sono in ‘feeding-mode’ sono una cagna da battaglia. Lassateme perde. 
E tu, Paperino!! Vaffanculo dall’altra parte della sala che me lo distrai. Ti chiamo io cazzo!!
Ma che ci posso fare? Io se G non mangia non sto tranquillo, è sempre stato così ed il mantenimento di un peso corporeo regolare e sano per la sua età, è il frutto della perseveranza di un papà che gioca a dadi con la sua igiene mentale e perde ogni volta.
E pensare che io da piccolo mi mangiavo pure i sassi.

Ah! Benedetti quei genitori che tirano su i figli a monnezza! Pizza, patatine, cioccolata, caramelle.... Io per voler essere puntiglioso e fare le cose per bene mi sono dato la trebbiatrice sui piedi.
La prossima vita col cavolo che mi faccio fregà.

Lamentele a parte (sto sempre a rompere le palle, scusate...), il resto della permanenza è stato una baraonda di giostre, code allucinanti e shopping sfrenato, ma anche nella mischia più fitta (tipo la sera per la parata...) l’atmosfera spensierata e festosa non è mai venuta meno di fronte allo stress, e la cosa più evidente in questa esperienza è che i bambini più belli, più sorridenti e più capricciosi a Disneyland sono proprio gli adulti.
Ho visto mamme litigare con le figlie perchè queste ultime erano sfrante dalla stanchezza di gironzolare e fare la fila, ma le mamme erano ancora gasatissime e volevano andare a tutti i costi sulle montagne russe di Indiana Jones, o a prendere il thè nella ‘Capanna di Cenerentola’, o andare alla ‘Taverna di Mangiafuoco’ a vedere lo spogliarello di tutti i principi azzurri della Disney.
No dai, questa è una bugia.... Ma ci starebbe bene...
E poi di fuori, mentre fai la fila, passerebbe Crudelia Demon (altra alcoolizzata ormai dall’altra parte della cirrosi epatica che non dà segni di voler tornare), con vassoi carichi di cocktails....
E poi il sole... La musica di innumerevoli caroselli carichi di bambini, il profumo dello zucchero filato e gli angoli appartati e tranquilli, dove sedersi e guardare tutto dall’esterno, come fosse un gigantesco caleidoscopio sempre in movimento.
Disneyland, a parte il mio scetticismo e la paranoia da genitore iperprotettivo, ha vinto, ed ha lasciato un po’ di polvere di stelle sui miei capelli. O ciò che ne resta (dei capelli intendo...).
Tra un mini-panino ed un vasetto di yogurt comunque ce la siamo cavati e, dopo due giorni, siamo tornati a casa carichi di tutti i personaggi concepiti da Walt Disney, tazze, magliette, peluches, giocattoli. 
Praticamente ora potrei aprire una piccola succursale di Disneyland qui a Chelsea, dove l’unica attrazione sarei io. 
“L’uomo che ti lega al seggiolone e si dà fuoco per farti mangiare”. 
Praticamente un lungo tunnel dell’orrore. Mi finanziate?
;0)
TQF x

14 comments:

Pentapata said...

e averceli babbi come te! rassegnati sul cibo pensa la prima volta che lo vedrai addentare u na schifezza. Pur'io gli ho sempre preparato tutto mai toccato omogeneizzati industriali, non beve succo o altre bibite, in compenso volessi spedirmi fish&chips anche vecchie di tre giorni le gradirebbe, che ci vuoi fare? va così.

la tina said...

ma qf non ti facevo così preso male per le pappe di gabriel!!! dai su, come andrà all'asilo inizierà a scambiare le tue curatissime merendine five star fatte in casa con i panini alle schifezze degli amichetti... non t'angosciare!!!
una mia amica se ne sbatte che a figlia mangi o no, se non mangia dice bella serena "si vede che non ne sente il bisogno!"
boh, non so. in ogni caso, mi hai fatto venire voglia di andare a disneyland *__*

Nuvole Gialle said...

Hai tutta la mia solidarietà! Vedrai che crescendo, migliorerà. Ma mi dirai "Tesò, ce ne vuole a crescere. io l'incubo del cibo lo vivo ora!!!"
L'asilo aiuterà di sicuro e alla fine riuscirai anche a riderci sopra. Tra ieri e oggi, alla mensa, la mia si è mangiata pomodori e carote che a casa schifa alla grande. Alla domanda "Ma perché qui si e a casa no?" la risposta è stata "perché quelle di casa sono troppo cattive!" Capito, la stronzetta...
Figli ingrati, noi ci sbattiamo e loro si vendono alla prima cuoca sciattona che incontrano...
Se vuoi ti spedisco del pesto che fa resuscitare i morti!!!

Nina said...

Mi fai morire! I tuoi racconti così vividi, le tue ansie gemitoriali. Sai che mi hai fatto venire in mente? No non lo dico sennò ti inc..inalberi! vabbè un accenno, così ci capiamo solo io e te sweety ;)

Nina: - Posso andare a vedere Gabriel tutto gnudo mentre fa la doccetta? -

La tua risposta.

Ci siamo capiti vé? ^^

The Queen Father said...

"No dai, che sennò inizia e chi lo sente poi...."
Risposi una cosa del genere, ma poi si è rivelato una sola e ti ha pure sorriso e fatto ciao con la manina....
Eh sí.... Ho bisogno degli psicofarmaci.

QF x

Chiara said...

Psicofarmaci no, ma una due giorni di deregulation sì... Io ero come te fino ai 2 anni del primo figlio, poi mi sono dovuta piegare: fino ad allora niente patatine, nè caramelle, nè cioccolato e lui non ne soffriva e non chiedeva. Poi intervengono nonni e altre calamità che introducono una marea di schifezze, che poi lui continua a chiedere... Per il resto, da quando mi sono stufata di cucinare 3 menu (1 per i genitori, uno per Rocco, e uno per Daria finchè mangiava papponi), si mangia tutti uguale, chi c'è c'è e se non ti piace salti e passi al pasto successivo (in questo sono molto meno aniosa di mio marito che gli allunga sottobanco dei pezzi di pane). Per l'alimentazione sana e un menu equilibrato, invece, c'è l'asilo ;-)
Ah! bellissime le foto e fanculo i francesi.

pretty in mad said...

HAHAHAHAHHAHAHAHAAHHhahhahahahahhahahahahhHAHAHAHHAHAHAHhhahahahahahhahhHAHAHAHAHAHAHAHAAHHhahahahahhahahhAHHAHAHAHAHHAHAHH!!!!!!

Silvia gc said...

Me li ricordo i minipanini per supportare il digiuno del pranzo... eeeehhhh se me li ricordo.... li ricordo come l'odore del kerosene...
Ti svelo un segreto: a un certo punto gli si apre lo stomaco e devi dargli da mangiare col forcone da fieno per evitare che ti mordano una mano... Accadrà, sembra strano ma accadrà... Resisti.

Owl said...

Eh, ho le lacrime per le risate!
Per il resto... già sai, hai qui con te miss paranoiasulcibo 2011 (anche 2010 e un pezzo del 2009)
Niente schifezze, cucinosoloiochesenononmangia... che già è piccolo e cresce poco... quelle cose lì insomma. Le hai raccontate meglio tu :-)

BNC said...

me fai ammazza!
e sembra quasi di essere li con voi
1) io = a chiara, fino a due anni niente schifezze poi ho dovuto cominciare a cedere almeno qualche volta, ora se ogni tanto si pranza con gelato e patatine me ne faccio una ragione
2) mi hai convinto a portare le papole a Disneyworld, pensavo che i tre anni di papolagrande fossero troppo pochi ma adesso ogni dubbio si è dissolto. ps. Forse io sono una di quelle mamme che si gaserebbe più delle papole ;-)
3) gira gira i francesi non si smentiscono mai! se penso che per i prossimi due anni andremo a vivere oltralpe VOGLIOMURI'

PAMEN said...

Ragazzi, mentre cerco di riprendermi dalle risate devo dirvi che, secondo la mia Bibbia genitoriale, che è UPPA (un pediatra per amico) unico periodico scritto dai pediatri e privo di pubblicità, l'ansia genitoriale sul cibo è una sega mentale rischiosa, foriera di un rapporto malato e ansioso col cibo. Se il tema vi interessa leggetevi "Il mio bambino non mi mangia" di Gonzales, che dovrebbero rendere obbligatorio ai corsi preparto!!

Silvia said...

“Amore, guarda! Papà si cosparge di kerosene e si da fuoco! Guarda amore! Guarda che fiammata eh! WWWHOOOOOMMMMM!!! Apri la bocca...... Braaaaavo!”.

Rido da 10 minuti buoni....

Speedy Mamy said...

quasi mi hanno beccata ridere,quasi mi sono uccisa dal ridere!

per fortuna tra un pizzicotto, un mozzicarmi il labbro e puntarmi la mina sulla mano.. ce l'ho fatta, il capo non mi ha beccata (come suo solito anche solo per uno starnuto innocente,reale e lavorativo).
beh... pero' corto sto post.. semplicemente bellissimo.. e sopratutto la mia forse meta prossima vacanza!
:-)

Anna said...

Te l'ho scritto anche su fb: mi sembrava di vedere mia mamma quando le mie figlie erano piccole! Stesso delirio ^___^