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Sotto alla Corona

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Ok, ok scusate se ritorno sull’argomento con una postilla, ma vedete? La mia logorrea è cosí cronica che cercare di contenerla mentre scrivo significa omettere cose che poi voglio dire.
Nello specifico, quando pensiamo a Gesù, immaginiamo un uomo TOTALMENTE rimosso dalla sfera del fisico e del carnale dell’esistenza umana.
Ce ne ricordiamo solo quando pensiamo alle sue sofferenze ed al supplizio della crocifissione.

Sangue e dolore.

Questo è il risultato di secoli di dogma cattolico martellato nei nostri cervelli. 
Il corpo che soffre e non gode. Il corpo come veicolo di mortificazione per raggiungere 
l’ esaltazione dello spirito ai danni della carne.
Mi spiego.
Offrire al pubblico l’immagine di un uomo da adorare (sebbene illuminato, saggio, fantasticamente avanti e moderno per i suoi tempi) significava dare alle masse l’ispirazione di pensarsi ‘divini’ e capaci di ‘divine ispirazioni’.




Voglio dire, se anche un carpentiere ebreo riesce ad illuminare il mondo con il suo pensiero, forse questa è una cosa alla portata di tutti.
Forse Dio è alla portata di tutti (tornando ad un punto già  esposto nel mio post principale).
Ma questo significa che la parte istituzionale della religione diverrebbe obsoleta.
Tutti possiamo raggiungere il divino, senza l’intervento mediatico della chiesa.
E quel Costantino che, ancora di più che un uomo religioso, era un grande pragmatista, l’aveva capito subito.
Non poteva dichiarare il cristianesimo ‘religione di stato’ e scatenare orde di sedicenti nuovi Gesù. 
Divide et impera. 

Mica cazzi.

Allora hanno fatto di un carpentiere un semi-Dio. Hanno messo Dio così in alto da non essere raggiungibile se non attraverso gli ingranaggi dell’ecclesia e così è stato fin dall’anno 325 (data dell’inizio del Concilio di Nicea). 
Gesù entra in concilio come carpentiere in carne, ossa ed illuminazione e ne esce come un essere soprannaturale.
Finisce che Gesù era com’era e diceva quel che diceva mica perchè usava il cervello ed il cuore che abbiamo tutti. 
None.
Era più figo degli altri perché era figlio di Dio. E poi era nato da una vergine (altro concetto inserito a tavolino). Ed era un asceta mai toccato dalla lussuria.

In ogni caso, sempre per non cedere alla logorrea (ma mi sa che è tardi ormai...), recenti studi teologici hanno provato esaustivamente che Gesù non si è MAI pronunciato in materie riguardanti il sesso e la sessualità degli individui.
L’unico discorso riconducibile ad una sua presa di posizione nei confronti del sesso riguarda l’adulterio e lo scioglimento del matrimonio (pratica comune nella società ebraica del periodo).

Gesù non approva il divorzio a meno che non sia causato dall’infedeltà di uno dei coniugi.
Basta.
Punto.
Oltretutto, sempre mettendo da parte l’aspetto paranormale del personaggio, Gesù, un ebreo ‘speciale’ di 2000 anni fa, probabilmente aderì lui stesso alle norme sociali dell’epoca in fatto di matrimonio e famiglia.

Un uomo sui 30 anni e scapolo era una cosa quasi inaudita. 
Molto probabilmente aveva una moglie e dei figli. 
Ma questo è un aspetto troppo umanizzante e, degli 85 vangeli (conosciuti) scritti sulla sua vita, ne furono pescati e ‘approvati’ solo 4. 
Quelli che avvaloravano la tesi del Gesù divino. Quelli che non accennano né ai suoi fratelli e sorelle, né al fatto che avesse una moglie.
Una vera ‘informazione di parte’ non trovate?

Secondo me la posizione di Gesù verso la sessualità era quella di un saggio, non di uno ossessionato col peccato (come la Chiesa Cattolica), e questo perché il suo rapporto con la carnalità della vita era sano e schietto.
Per questo non esistono documenti in cui ne discute. 
Non sembra porsi il problema. E perchè avrebbe dovuto?
Il sesso fa parte della vita, fa parte della nostra umanità. 
Sta a noi scegliere di non esserne corrotti e di non strumentalizzarlo per corrompere.

La prostituta che viene salvata non commette un peccato perchè fa sesso con molteplici partner in sé e per sé, ma perchè cosí facendo degrada se stessa e la sua natura. 
Pecca contro se stessa.
Punisce se stessa attraverso il sesso. Strumentalizza il sesso per corrompere.
E Gesù la salva da sé stessa (e da chi era pronto a lapidarla come ‘schifo sociale’).

Per questo non credo che l’omosessualità sia un’ offesa di fronte a Gesù o a Dio. 
Tutto quello che nasce dall’amore e dal bene non può che essere un trionfo per entrambi.
In fondo se la nostra vita e quello che siamo lo dobbiamo a Dio, quello che scegliamo di diventare è come lo ripaghiamo per il suo dono.
E basta.




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11 comments:

supermambanana said...

Una volta incontrai uno che mi disse piu' o meno che pensare che il Budda non sia in ogni (e intendo OGNI) cosa che esista non e' che uno sminuire il Budda stesso (lui lo disse molto meglio, ma capisciamme').

Buon Natale, Marco, ho adorato entrambi i post, se Cristo non e' cosi' come dici tu saro' molto molto delusa :-)

PS: non trovi anche tu che alla periferia di Roma si viva molto molto meglio?

Nuvole Gialle said...

Sottoscrivo l'ultima frase in pieno!
Come siete belli in quella foto! X

mammapappa said...

mi viene in mente "il vangelo secondo Gesù Cristo" di Saramago, uno dei libri più belli che abbia mal letto!!!

Mammachetesta said...

Non posso dirti che con questo concordo.
Nel senso che Sono cristiana e cattolica e per me Gesù Cristo è il Messia, figlio di Dio ecc...
Concordo col fatto che probabilmente da ebreo osservante a 30 anni era sposato con figli ma ti faccio notare che i Vangeli si riferiscono chiaramente ai suoi fratelli (che poi la Chiesa dica che "fratello" e "cugino" in ebraico erano lo stesso è un altro paio di maniche...lasciamo perdere va'...).
Il che non esclude affatto quello che dici in tuuuutto il resto del post.
SU quello di ieri avevo tentato di scrivere un commento e a 'sto punto lo riporto qua (che ieri mi si era bloccato il telefono mentre postavo): anni fa il diacono della mia parrocchia (per me un secondo padre) andava regolarmente a fare visita a un ragazzo omosessuale che stava morendo di AIDS ed era assistito dal suo compagno. Parlandone con noi ci disse che raramente aveva visto un amore così grande fra due persone resistere in una malattia tremenda come l'AIDS (sapeva bene di quel che parlava visto che aveva da poco perso un nipote che amava come un figlio per questa malattia).
Ci disse testualmente "L'amore è amore...in qualunque modo si manifesti".
Detto questo veniamo alla questione figli e cerco di sintetizzare il mio (illuminatissimo e fondamentale) pensiero andando per punti:
1. credo che un buon genitore sia un buon genitore e basta
2. credo che i figli non abbiano scompensi a crescere con una coppia di genitori dello stesso sesso
3. credo che ne sia la prova il fatto che esistono tanti padri o madri omosessuali che sono ottimi genitori
4. non sono favorevole all'adozione da parte di coppie omosessuali, in particolare di bambini sopra i due anni (sotto i due anni credo che non sia particolarmente diverso da avere i genitori naturali omosessuali) perchè da questa età i ricordi si fanno più concreti ed essendo la nostra società SECONDO ME (e solo secondo me) non pronta a gestire con amore queste situazioni, si potrebbero accumulare due traumi successivi: una situazione di origine spesso drammatica e una situazione adottiva che per quanto gestita con amore dai nuovi genitori viene resa traumatica dal "contorno sociale"
5. la questione "utero in affitto" credo non la digerirò mai, ma so anche che è una mia incapacità, una mia forma di profondo egoismo perchè non capisco come si possa portare dentro di sè un bambino 9 mesi e poi consegnarlo ad altri senza spezzarsi dentro. Ma questo prescinde dal discorso etero-omo e mi fa più che altro pensare di essere una persona piccola ed egoista perchè io non ci riuscirei.
Spero di essermi espressa in modo chiaro (la sintesi è andata a farsi friggere!) e di non aver offeso nessuno.

The Queen Father said...

@MammaCheTesta, non hai offeso nessuno! Nella maniera più assoluta. In fatto di adozioni la questione si complica dal momento che la prassi non è delle più semplici ed abbiamo intenzionalmente optato per la maternità surrogata come soluzione più adatta a noi come persone.
Non ci sentivamo pronti ad attraversare mesi di affidamento senza garanzie. Sono in parte d'accordo con te sul fatto delle adozioni da parte di bimbi più grandi di due anni da parte di famiglie omosessuali. Ma questo atteggiamento è applicabile anche ad adozioni da parte di singles o di coppie di razza diversa da quella del bambino. In ogni caso, un bimbo di età superiore ai due anni che si trova ad essere adottato dovrà far fronte ad un cumulo di traumi che gli altri più piccoli evitano grazie alla mancanza di ricordi del vissuto precedente a cui paragonare la 'nuova situazione'. Quello che mi disgusta è il fatto che la società in questi casi diventi un aggravante della situazione e non un veicolo di confronto, accettazione e 'normalizzazione' per il piccolo.
Ti ringrazio del tuo commento!
TQFx

The Queen Father said...

P.S. Dimenticavo di toccare l'argomento 'utero in affitto'!! Ho sempre detto e sostenuto che non è qualcosa per tutti.
Alla pari con chi dona il sangue, gli organi, o la sua vita ad opere di bene.
Mettere il proprio corpo a disposizione dei non fertili è qualcosa che deriva da un grande altruismo, ancor di più che da un business.
Concorderai con me, non c'è prezzo per un gesto del genere.
Noi siamo riconoscenti del fatto che al mondo esistano donne capaci di tanta umanità e generosità.
Ma, come ripeto, non è per tutti ed esprimere un'opinione contraria ad un gesto del genere di sicuro non è imputabile ad egoismo.
Se fossi donna, non credo lo farei neanch'io, e non ho problemi a dirlo.

The Queen Father said...

@MammaCheTesta, scusa se ritorno a commentare, volevo farti una domanda.
Quando dici di essere Cristiana e Cattolica quindi credi che Gesù sia ecc... ecc..., ci credi in quanto Cristiana Cattolica o ci credi perché secondo te è la spiegazione più plausibile? E di conseguenza, crediamo in quanto aderenti ad una particolare religione o viceversa ci riconosciamo naturalmente attratti da un credo specifico sulla base delle nostre convinzioni personali?

Vorrei conoscere la tua posizione su questo punto.

TQF

Nina said...

Che poi Dio fece l'uomo a sua immagine e somiglianza, cioè lo fece divino. Ho sempre percepito la divinità come qualcosa di interno a me, una parte di me, per cui non fosse necessario un intermediario, con cui comunicare liberamente. Diciamo come un potenziale, insito in ognuno di noi. Poi alcuni lo integrano, in alcuni si manifesta e in altri no.

Vita da Papà said...

Toc toc... E' permesso? Provo a dire la mia.

Dunque, per i credenti Gesù è vero Dio e vero uomo. Che sia stato uomo non ci piove, che invece sia Dio, bé, bisogna crederci.

L'unica fonte "la più diretta possibile" da cui attingere per saperne un po' sulla sua vita sono i vangeli e le lettere di Paolo che sono stati scritti dopo più di una ventina d'anni dalla sua morte.

I Vangeli sono stati scritti proprio per non disperdere il messaggio "originale" di Gesù che col tempo rischiava di perdersi o di venire interpretato in vari modi. Di Vangeli ne sono stati scritti a decine, ma solo 4 sono stati accettati perchè sembra fossero i più "fedeli" al suo messaggio anche se destinati a comuntà diverse e per questo con sfumature diverse.

Ora, questi vangeli non sono sorti "dal nulla", ma dopo la morte (e per chi ci crede risurrezione) di Gesù i primi "cristiani" celebravano l'eucaristia e ricordavano le sue parole e i suoi gesti dell'ultima cena ("fate questo in memoria di me") fino ai nostri giorni.

Quindi le fonti per "capire un po' meglio" Gesù sono la scrittura e la tradizione della chiesa. Ovviamente più passa il tempo e più le cose si incasinano, ma il messaggio evangelico lo hai sintetizzato tu bene nel precedente post.

Che Gesù sia il Figlio di Dio non è una speculazione teologica, ma lo ha detto lui (oltre a tutti gli altri discorsi e azioni rivoluzionarie che lo hanno portato a morire in Croce). Poi ci si può credere o meno, per carità.

Quello che la Chiesa cerca di fare (a volte riuscendoci altre volte meno) è salvaguardare quel messaggio e portare l'uomo a Cristo e alla salvezza. Essendo fatta di uomini, ogni tanto gli uomini possono anche sbagliare.

Basta non diventare integralisti né dall'una né dall'altra parte e lasciare aperta la porta della ragione per tentare di illuminare un po' la fede (Credo ut intelligam diceva Sant'Agostino).

Spero di non averti battuto in logorrea, ma non ne sono sicuro. :) Complimenti per il blog. VdP

The Queen Father said...

VdP, ma che piacere ospitare uno che crede di superarmi in logorrea! Scherzi a parte, grazie del tuo bell'intervento! Sono d'accordo con le tue precisazioni, ma rimango molto diffidente circa il ruolo della chiesa e l'immensa distanza che, come istituzione, la separa dal messaggio originale di Cristo.
Ma questa è una mia opinione.
TQF

Antonella said...

Sono d'accordissimo sulle tue conclusioni! Dio è amore e tutto ciò che è amore lo rispecchia! Sta a noi capire i suoi doni e farli fruttare. ^_^