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Sotto alla Corona

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                                                                                     (Read this in English)

E dai che pure quest’anno l’estate ce la siamo laciata alle spalle.... 
Che spalle.
No dico, ma si può lasciare Roma con 39.5º e rientrare a Londra con 15º?
Dite che non mi dovrebbe prendere un colpo per lo sbalzo termico (che manco tra Marte e Venere tutta ‘sta differenza...) e rimanere secco appena uscito dall’aereo, accasciato sul trolley di Gabriel?
Dite che almeno uno straccio di polmonite/tosse convulsa/crisi epilettiche da ipotermia non mi arriva?
Bah.
Per farla breve comunque, ‘arieccheme’, reduce da due settimane romane e due giorni parigini a Disneyland che mi hanno segnato dentro (e fuori... Vedi ‘Casa Stregata’... Altro che Disney, manco fosse stata ideata da Romero, cciloro....).
Siamo stati benedetti dal tempo, che è stato a dir poco sensazionale per tutta la durata della nostra permanenza. 

Il profumo del cotone al sole


Abbiamo pranzato e cenato ogni giorno in giardino, Gabriel ha fatto il bordello con la piscinetta gonfiabile (...l’acquapark, come lo chiama nonna, ma gli effetti speciali li fa lei, in piedi su una sedia con l’annaffiatoio a pioggia su G dentro la piscina.... Troppo creativa!), e io ho un po’ staccato la spina dal tran-tran di tutti i giorni.
Poi vabbè, due giorni a Disneyland in balia dei francesi che ( per carità, li adoro, ma sono riusciti ad ammazzare tutta la magia di Disney con la loro... Francesità.... In poche parole, mi hanno fatto incazzare di brutto.... Poi vi dico....) mi hanno rimesso ‘a paro’ coi livelli di stress che ero riuscito a ridurre, ed ora eccomi qua: maritone a Milano per lavoro, pupo a nanna e io a rubare quelle due orette per scrivere qualcosa di sensato.


Nonna e gli effetti 'Aquapark'...

Ovviamente, come forse alcuni di voi avranno già letto dal post di Nina Cerca, c’è stato anche modo di conoscere di persona una delle mie colleghe bloggarole, appunto Nina, (che poi il suo vero nome è Adolfa, ma ha capito che per esigenze di marketing Nina suona meglio..... Dai che scherzo... Siete tutte galline!  XD).
Incontro arrangiato così su due piedi, senza pensarci. 
E tutto ad un tratto Nina ed il suo Lui erano in giardino a bere il caffè con noi. 
Con 2000º all’ombra.
Non credo di poter aggiungere molto di più al post di Nina senza incorrere nell’adulatorio (sei più figa tu, no sei più figa tu dai....), però che cavolo Nina! 
Almeno tu provaci comunque!
Steven è un pezzo d’omo che ‘quanno ce vò ce vò’ e io sono ‘sudato, con le occhiaie e il passo stanco di chi dorme poco’ (...o di chi c’ha l’anca de cartapesta???).
Malimorté Nina... 
Poi si lamenta che non le ho servito il dolce. T’è annata bene col caffè guarda!


Cocomero Pop


No dai, seriamente, è stato uno di quegli incontri che ‘devono succedere’ ed io e Steven ci siamo scontrati con una delle tante realtà ‘anomale’ che fanno ancora discutere in Italia. Quella delle coppie ‘diversamente fertili’ (per usare una definizione di ‘conio ninesco’....).
Ed è stata davvero l’accoppiata col botto. 
Doppio misto.
A noi ci manderebbero al rogo perchè abbiamo avuto l’audacia di avere un figlio, loro li lapiderebbero in piazza perchè hanno la sfortuna di non averlo ancora e la sfacciataggine di voler provare la fivet.
Ma cose dell’altro mondo.


Canicola

Sono felice di sapere che il nostro incontro abbia trasmesso a Nina  ed al suo Lui una gran voglia di ottimismo, perchè se è vero che i miei occhi sono un po’ ‘sfranti’ dalle nottate e dal caldo, gli occhi di Nina sono gli occhi di chi piange spesso. 
Due occhi così, su un viso ed un sorriso solare come il suo, sono del tutto fuori posto. 
E poi la sua delicatezza, la dolce richiesta di Nina “Posso prendere in braccio Gabriel per sentire quanto pesa?”, le carezze di Lui alla testolina di Gabriel.....
Posso solamente immaginare l’amarezza che viene generata da tanta felicità, quando questa appartiene ad altri. 
Lo dico onestamente. Ci sono passato e non mi vergogno di dire che ho invidiato anch’io.
L’invidia è orribile, ma è umana ed è sorella della disperazione: due cozze da mettere sotto con la macchina dovunque le incontrate.
Abbiamo parlato di fecondazione eterologa, assistita, omologa, cosmologa, ipnotica, morammazzata e tutte le sue varianti, e per una volta non abbiamo dovuto fare i disegnini né tantomeno menzionare Ricky Martin (che ha semplificato non poco le delucidazioni che devo costantemente dare alla gente....).
Per qualcuno, oltre che per noi, (e Ricky...) i bambini si fanno proprio così.


Acquerello

E quelle parole, il nostro racconto di quella gravidanza raggiunta dopo anni di attesa, assorbito, succhiato, goduto parola per parola come solo chi cerca un po’ di speranza potrebbe fare.
Mia madre a raccontare di come mi ha ‘preso’ (concepito...), ed io a rabbrividire cercando di eliminare dalla mia mente l’immagine di lei col cuscino sotto alla schiena e le gambe per aria.
Certe cose non le devo sapere dai. 
Ecchecazz....
E mio padre seduto al tavolo ad annuire ogni volta che si parlava di ovuli, sperma, donazione, criopreservazione.... 
Come se stessimo a parlare del concime per i pomodori.


L'oro Segreto


Ma in fondo stavamo concimando.
Stavamo ‘fertilizzando’ le speranze di una coppia meravigliosa che un giorno proverà la nostra stessa gioia di avere dei figli.
La nostra storia che, invece di essere un fenomeno da baraccone, è diventata un seme di speranza ed ispirazione.
Un grande regalo per chi, come me, ancora ha la coda di paglia di chi è stato cresciuto come cattolico ed a volte pensa che un giorno dovrà fare i conti con l’Onnipotente per l’arroganza di aver voluto vivere come tutti gli altri. Aver voluto una famiglia, frutto dell’amore, ancora più che di un’eiaculazione andata a segno.
Magari è stato proprio Dio (per usare il suo nome comune...) a metterci di fronte a Nina e Lui con la nostra storia. Un modo per dire loro “Vedete? C’è speranza per tutti! Adesso datevi da fare che avete pianto abbastanza e dalle lacrime non cresce niente!”.
Ed è il tipo di scossa che io voglio dare loro. 
Coraggio! Andate! Provate!
Non voglio assolutamente sminuire la sofferenza ed il dolore di chi come Nina cerca da tempo, ma sono consapevole del fatto che quando ci concentriamo sui nostri fallimenti, dimentichiamo quanto siamo eccezionali. Nina ed il suo Lui sono davvero due persone speciali, io voglio che se ne ricordino e che onorino questa realtà con una bella dose di ottimismo.
Siamo stati assorbiti dalla conversazione senza aver neanche il tempo di pensare a fare due foto ( giusto per farvi vedere che non ero né sudato, né con gli occhi gonfi.... Sai mò quanto me dura ‘sta cosa..... Eeehhhh!!), nè tantomeno a tirare fuori dal frigo il trifle che avevo fatto appositamente per l’occasione.
Se adesso pensate che io sia un padrone di casa pulciaro vi scuso anche. 
Datemi del pulciaro quanto vi pare, ma le occhiaie, dopo che spendo un mutuo in creme, esorcismi e sacrifici umani, proprio no dai....
E comunque ben trovati, adesso scappo che il Fürer si è svegliato con le madonne, e so’ incazzate e con gli occhi gonfi pure loro.
Cremina?

Baci!

QFx
P.S.
Apparentemente per le occhiaie e le borse sotto gli occhi fa benissimo la crema per le emorroidi. 
Che con la faccia da culo che ho è il minimo che io possa aspettarmi di comprare per il viso...