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Sotto alla Corona

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                                                                             (Read This in English)


Quanto mi piace la cameretta di Gabriel...

È un luogo così sereno. Oggi ci ho passato del tempo, a spolverare e mettere via tutte le sue cosette stirate. Così, tra un pantaloncino ed una magliettina, ho anche avuto modo di riflettere su quanto segue, e perdonatemi se vi ammorbo o se pensate che le foto non c'entrano un cavolo col post. C'entrano perché ero lì ok? 
E vedrete che non ero neanche solo in quella stanzetta azzurra. Ma ci arriveremo.

Finalmente qualcuno ha avuto le palle di chiamare le cose col loro nome. 

Quant’è vero che Cicciolina è una porca, io un sodomita e Berlusconi un figlio di puttana, ecco che finalmente il Papa è accusato di crimini contro l’umanità.
Come lo chiamiamo? 
Che ne dite di ‘corrotto’? 

(Mi limito a questo termine perchè sto facendo uno sforzo a non usare parolacce quando scrivo, e ne ho già sparate 2).
No perchè come lo definireste uno che insabbierebbe pure Giuda Iscariota con tanto di cappio ed albero, se mai fosse stato un prete cattolico anzichè un apostolo ebreo di quel tipo di Nazareth che fece tanto scalpore?


Dai su, abbassate le croci ed i rosari, non sono posseduto (credo... anche se ogni tanto vomito verde...), nè tantomeno infedele. 
Anzi, se proprio ve lo devo dire, ho il sangue che mi esce a fiotti dal naso ogni volta che Ratzy ne combina una delle sue, proprio perchè mi sento tradito. 
Proprio perchè ho fede.
Badate bene, non fede nella ‘chiesa, una santa cattolica apostolica, professo un solo battesimo per il perdono dei peccati...’ e chi più ne inventa, più ne inserisca dopo i puntini.
No. Io credo in Dio.
Ci credo da sempre.


A differenza di quanti pensano che un omosessuale crede solo in Dolce e Gabbana, nei bibitoni di proteine post-workout e nei bonazzi palestrati che si porterebbe a letto, io vi dico, dalla stanza tutta rosa dell' omosessualità stereotipata, io credo.
Purtroppo tutte le preghiere che io abbia mai conosciuto appartengono alla fede cattolica, insegnatemi da mio padre, quando ci coricavamo insieme, mentre mamma finiva di lavare i piatti della cena, io un bimbo di appena tre  quattro anni.
L’unica cosa che mio padre mi abbia mai insegnato. 
Le preghiere.
Forse è per questo fatto, per questo loro carattere di quasi ‘eredità’, che io mi sia ostinato fino ad un po' di tempo fa, a ripeterle tutte le sere, dentro di me, ad occhi chiusi, poco prima di cedere al sonno.
Forse è per questo che doverle rinnegare di fronte alla grande ipocrisia ecclesiastica, di fronte alla vergogna, all’insulto, all’oltraggio, mi è costato tanto.

Ed è stato come tradire non un solo padre, ma due. 

Io non credo in una chiesa santa cattolica vattelapesca. Non ha nulla di santo.
Io non credo nell’immacolata concezione. (Decretata a tavolino nell‘800...)
Io non credo nel concetto di uno e trino o ‘tre per uno’ che fa tanto supermercato.
Io non credo nell’autorità arrogata del Papa, nè in quella del clero.
Io non credo nella gerarchia della spiritualità, perchè penso ci sia più santità negli occhi di un bambino che in tutti i testi sacri del mondo.
A cosa credo?
Credo in quello che non vedo, ma che sento. Credo nell’amore per mio figlio, nell’amore per il mio compagno, nell’amore che ci unisce, che ci fa funzionare e che rimane l’unica arma a nostra disposizione contro i riti, i dogmi, le gerarchie, il sangue, i chiodi, le spine, il peccato, la dannazione, i vangeli, i comandamenti ed il rogo ideologico che brucia da sempre in Piazza San Pietro.

L’amore.
L’amore che spazza via la fede?
Ma cos’ è la fede se non amore?
Come l’amore, la fede è qualcosa di intangibile che sfugge alla gabbia della razionalità, eppure si sente.
Come l’amore, la fede tende a mettere i paraocchi e ad imprigionare se non la si riceve con la mente lucida.
Come l’amore, la fede può smuovere le montagne, divenire il movente dei crimini più efferati ed ispirare le menti più brillanti.
Però come l’amore, la fede non dovrebbe essere imposta, perchè non decidiamo mai di chi innamorarci, eppure raramente decidiamo a cosa credere.
Ce lo ritroviamo tra capo e collo, eredità di famiglia, simbolo di tradizione ed ignoranza. Frutto dell’inerzia e non dell’ispirazione.
E poi, quando capita che qualcuno come me inizia a farsi tante domande, a trovare tante risposte ed a tirare le somme, ecco che la Chiesa grida alla crisi.
Non esiste più la fede, i banchi alla domenica sono semivuoti. 
Nessuno vuol più farsi prete, la vocazione è in declino.

Dio è morto.
No.
Dall’alto dei vostri altari incensati, dei vostri baldacchini dorati, dei vostri balconi di marmo ascoltate ed abbiate paura.
Dio non è morto. 
Quella che sta morendo è la vostra visione di Lui. La vostra idea di quello che Lui potesse volere per l’umanità. 
Quello che sta morendo è l’inutile castello di carte che avete costruito in nome Suo. 
La presunzione.
La morte di una religione forse rappresenta l’unica liberazione della divinità dalle grinfie degli uomini.
Hanno preso Dio, Gesù e compagnia bella e ne hanno creato un immenso macchinario di porpora e d’oro. Un club esclusivo. Un partito politico. Un’entità dalle ricchezze quasi incalcolabili.


Ma Gesù era il figlio di un falegname. 

Come si arriva, in duemila anni di storia, da quella grotta da qualche parte a Betlemme, con gli spifferi, gli animali e la povertà più squallida, alle grandiose stanze dorate del Vaticano?
Come ci siamo fatti irretire dall’illusione che queste due realtà abbiano delle fondamenta in comune?

Ecco che mi esce di nuovo il sangue dal naso.
Corro a mettere due tampax. Un attimo.
Dai, lasciamo stare.
Per ora fatemi pregare quel Dio che so che mi ama ed approva, mi appoggia nelle mie scelte e ride delle mie battute, come ogni padre premuroso farebbe con suo figlio.

Sapete, quando metto Gabriel a nanna il pomeriggio, ed abbasso le tapparelle, e tutto diventa silenzioso ed ovattato, nella penombra della sua stanzetta, vi assicuro che Dio c’è.
Vi assicuro che è lì. Io credo in Lui.
QF x

Finally someone had the balls to call a spade a spade. 
As true and clear as the fact that Cicciolina is a slut, I am a sodomite and Berlusconi is a son of a bitch,  finally the Pope is accused of crimes against humanity.
How can we call him?
How about 'corrupt'? 
(I limit myself to this term because I'm making a conscious effort not to use profanities when I write, and I've already shot 2).
I mean, how would you would call someone that would cover up even Judas Iscariot, his noose and hanging tree, if he ever had been a Catholic priest, instead of a jewish apostle to that guy from Nazareth who caused such a stir?
Come on, put down the crosses and rosaries. I’m not possessed (albeit occasionally I do puke green stuff...), nor am I an infidel.
In fact, if you must know,  I get blood gushing out from my nose every time Popey Guy gets in the headlines, because I feel betrayed.
Because I have faith.
Mind you, not faith in the 'one holy catholic apostolic Church, I acknowledge one baptism for the forgiveness of sins ...' and so on, and the more you invent, the more you can add after the dots.
No. I believe in God
I’ve always believed.
Unfortunately all the prayers I have ever known belong to the Catholic faith.
They were taught to me by my father, when we used to tuck ourselves in bed together, while mom finished washing the dinner dishes, and I was a child of just three or four years of age.
The only thing my father ever taught me.
Prayers.
Maybe it's because of this, for this character of almost 'inheritance', that I stubbornly insisted with repeating them every night, inside me, eyes closed, just before falling asleep. Until a while ago.
Maybe that's why having to give them up in front of the great ecclesiastical hypocrisy, in the face of shame, insult, outrage, it cost me so much.
It felt like betraying not one, but two fathers.
I do not believe in one holy catholic church whatever. There is nothing holy in it.
I do not believe in the Immaculate Conception. (Established in the 19th century by vote...)
I do not believe in the concept of a 'three for one' that spells so much ‘supermarket’.
I do not believe in the authority of the Pope, nor in that of the clergy.
I do not believe in the hierarchy of spirituality, because I think there is more sanctity in the eyes of a child that in all the sacred texts of the whole world.
What do I believe in?
I believe in what I can’t see, but I can feel. I believe in my love for my son, my partner, my family, that love that unites us, makes us strong and that remains the only weapon available to us against  all the rituals, the dogmas, the hierarchies, the blood, the nails, the thorns, the sin, the damnation, the the Gospels, the Commandments and the ideological  pyre that is always burning in St Peter’s Square.
Love.
Love that sweeps away Faith?
But what is faith if not love?
Like love, faith is something intangible that escapes the cage of rationality, yet we feel it.
Like love, faith tends to put the blinders and imprison us, unless it is received with a clear head.
Like love, faith can move mountains, can become the motive of the most heinous crimes and inspire the brightest minds.
But like love, faith should not be imposed, because we do not choose who to fall in love with, but we rarely choose what to believe in.
It gets given to us, between head and neck, as a family legacy, a symbol of tradition and ignorance. 
The result of inaction and not of inspiration.
And then, when it happens that someone like me starts to ask so many questions, to find many answers and sum it all up, here is that the Church cries to the crisis.
There is no longer faith, the pews on Sunday are half-empty.
No longer wants to become a priest, vocation is in decline.
God is dead.
No.
From the top of your lauded altars, canopies of gold and marble balconies, listen and be afraid.
God is not dead. What is dying is your vision of Him.
Your idea of what He might want for humanity.
What is dying is the unnecessary house of cards that you have built in His name.
With presumption, not knowledge. 
The death of religion is perhaps the only liberation of divinity from the clutches of man.
They took God, Jesus and company, and have created a vast machinery of purple and gold out of it.
An members club.
A political party.
An entity of almost incalculable wealth.
But Jesus was the son of a carpenter.
How did we get there in two thousand years of history? 
From a cave somewhere in Bethlehem, with drafts, animals and the most squalid poverty, to the great gilded rooms of the Vatican?
How did we get ensnared by the illusion that these two realities have a basis in common?
Here again I get a nosebleed.
I need to put two tampons in. Wait a minute.
Never mind. I shall say no more.
For now, let me pray to the God who loves me and I know that approves and supports me in my choices, like any loving father would do with his son.
And when I put Gabriel to bed in the afternoon, and I lower the blinds, and everything gets quiet and muffled, into the soft, cool shade of his room, I assure you that God exists.
I assure you He is there. I believe in Him.
QF x