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Natale è fuori dai coglioni, l’albero pure. Tutti gli sbrilluccichini sparpagliati in giro per casa sono stati risucchiati con dovizia dal mio implacabile aspirapolvere. 
Tutto è a posto. 
Tutto è calmo.


J.Martin 'The Destruction of Herculaneum'


  Sono tutti partiti.
I nonni alla volta di casa loro, a Roma, il maritone alla volta dell’ennesimo meeting de ‘sta fava.
Secondo me lavora per la CIA e non mi ha mai detto niente. 
Rieccomi qui, un po’ più acciaccato del solito, perché mi ci ero abituato ad avere casa piena di gente sapete?
Il dejà vu di un'altra serata passata a scrivere fino a notte fonda mentre Stalin se la dorme della grossa.
Buonanotte per telefono al marito in un altro paese ed una serie di ore vuote da riempire di quel poco di sanità mentale che mi resta.
Fatene tesoro che mi sa che siamo agli sgoccioli.


Ci siamo conosciuti 11 anni fa, maritone ed io. 
Io appena 26enne, lui 30.
Due ragazzini innamorati.
Cupido non ha avuto alcun ritegno e ci siamo innamorati come succede nei film di Tarantino: sbattendoci il cranio contro.
Abbiamo girato il mondo, abbiamo collezionato pezzi di arredamento nelle nostre scorribande oltreoceano, abbiamo collezionato ricordi di cene a lume di candela sulle spiagge deserte di Bali, di stelle osservate col telescopio sulle spiagge delle Mauritius.
Abbiamo fatto l’amore col rumore delle onde oceaniche a Santa Monica, ci siamo baciati sotto le palme della giungla, sfuggendo alle zampe curiose di innumerevoli scimmie in Indonesia.
Ci siamo corteggiati a colpi di mazzi di rose rosse mandati nei reciproci uffici almeno una volta alla settimana.
E poi il teatro, le gallerie d’arte, le serate benefiche di gala. 
Io sempre al suo fianco. 
Fiero come un pavone. 
Devoto come un cane.
Fiumi di champagne e gli interni di innumerevoli auto guidate da chauffeur.
Ho addirittura comprato lo smoking perché avevo già speso un mutuo per affittarne uno ogni volta.
Una vita splendida.
Una vita da Cenerentola.


J.Martin 'The Plains of Heaven'



 E poi?
Poi abbiamo deciso di voltar pagina. Abbiamo deciso di lasciar che la coppia maturasse.
Abbiamo deciso di diventare genitori.
E sono arrivate le notti insonni, sono arrivati quei cinque chili di troppo che gridano inutilmente per essere bruciati in palestra.
Sono arrivate le occhiaie permanenti, le rughe, i capelli bianchi e la stanchezza cronica che ti altera i connotati e ti fa sembrare sempre triste.
E un po’ lo sei, perchè ti manca quello che eri.
È arrivato l’isolamento forzato di una grande città che rende i rapporti umani sempre più difficili. 
Sempre più superficiali.
Sono arrivate le ansie e le responsabilità e la schiacciante scoperta di non essere più il ‘numero uno’, ma un factotum nel mondo che un tempo era tuo, ma che ora appartiene a tuo figlio e lui lo vuole tutto.
E quel letto che ha visto la passione soffocare sotto ad una montagna di peluches.
Cosí, tra una nottata ed una visita dal pediatra, le mani hanno smesso di cercare la pelle, e le labbra hanno smesso di cercare le labbra.
Ogni fibra del nostro corpo dedicata alla celebrazione della paternità ed alla incessante richiesta di attenzione da parte di nostro figlio.
Il tempo libero offuscato dalla spossatezza fisica e mentale.
Ci siamo ritrovati qui quando è arrivata la paura.
La paura di sentire l’uomo che ami allontanarsi sempre di più.
La paura di vederlo scivolare tra le tue dita.
L’imbarazzo di dover pianificare anche quello che, un tempo, godeva di un certo livello di spontaneità.
E non ha più lo stesso sapore e devi abituartici.
Perché c’é sempre un altro viaggio di affari, c’è sempre un’altra notte insonne a separarci.
Dicono che avere un bambino rafforza il legame della coppia, ma non sono d’accordo.
Avere un bambino è la prova del 9.
È mettere il tetto sul castello di carte, e ti fa pregare che la base sia solida. 
Perché nessuna coppia mette mai in dubbio di farsi in quattro per il loro piccolo, eppure ignorano un’altra parte importante: farsi in quattro l’un per l’altro/a.
Ci si sacrifica sempre volentieri per i figli, illudendosi del fatto che siano gli unici ad aver bisogno di sicurezza, affetto, cura, comprensione, serenità.
Avere un figlio a tempo pieno ti ammazza psicologicamente, e senza il costante appoggio e la comprensione di un partner si è destinati ad affondare.


J.Martin 'The Last Judgement'



 In un mondo di mammiferi dove la monogamia è una scelta, purtroppo sempre più contro natura, la progenie comporta un notevole livello di complicazioni per ogni coppia.
Certo, se fossimo come i leoni, allora sarebbe tutto più facile. 
Lui ti ingravida, poi tu partorisci e te lo tiri su da sola e sticazzi se lui, appena dopo che tu hai partorito, inizia a trombarsi le altre leonesse del branco invece di stare sotto l’albero a fare il papà.
Lo accetti.
È naturale.
È facile.
Ma stiamo parlando di esseri umani che vogliono restare insieme, che si amano e che hanno bisogno di alimentare diversi fuochi per far funzionare le cose ed essere felici.
Perché una relazione che non ti rende felice diventa una prigione.
E dentro ci languisce più gente di quanto non pensereste.
E quei fuochi hanno bisogno di carburanti diversi per bruciar via le insicurezze.
Perché, pensate che bisogna essere donne per farsi le paranoie?
Le insicurezze di noi uomini sono forse anche più complicate, perché tendiamo a viverle condite coi sensi di colpa.
La colpa di essere fragili invece che ‘maschi’.
Saró troppo grasso? Mi son lasciato troppo andare? Ho forse sempre le palle girate?
Non gli ‘ispiro’ più? Non mi desidera più?
Fino a ‘Oddio, mi farà mica le corna?’
Sí, ci passiamo anche noi.
Delirio di insicurezze.
Depressione.
Solitudine.
Ansia.


J.Martin 'The Great Day of His Wrath'




Poi è arrivato quello di cui avevamo davvero bisogno: il tempo di ricordare chi siamo.
Cogliendo l’occasione di avere i nonni qui con noi, abbiamo mollato il pupo, spalancato gli armadi, scelto i capi più belli e le scarpe più eleganti.
Abbiamo prenotato il nostro ristorante, il nostro tavolo di sempre.
Abbiamo lasciato le macchine a casa e ci siamo buttati nel traffico come un tempo, cercando un taxi, mano nella mano.
Abbiamo cenato a lume di candela, facendoci piedino sotto al tavolo ed ammiccando l’uno all’altro come due pischelli in preda ad una tsunami di ormoni.
Abbiamo passeggiato sotto la pioggia, stretti sotto ad un unico ombrello e parlato per ore di tutto, di noi, di domani.
Ma MAI di ieri.
Questo è importante.
Domani.
Perché domani vogliamo essere ancora insieme.
E le insicurezze che si sciolgono come neve al sole, e quella ruga in mezzo alla fronte, profonda come il tuo stupido senso di colpa , che sparisce dietro ad un immenso sorriso.
E poi la Tate Gallery, alla nuova mostra ‘Apocalypse’ di uno dei miei pittori preferiti, John Martin.
Seduti di fronte ad un gigantesco trittico “The Plains of Heaven - The Last Judgement - The Great Day of His Wrath”.
I sedili che vibravano, squassati dal rumore del terremoto che urlava dagli altoparlanti.
Una terribile, splendida e vivida rappresentazione di tre capolavori.
Ed in mezzo a quelle urla, quel rumore di pietre spaccate e disperazione, noi seduti vicini vicini, nel buio assordante, mano nella mano.
Seduti di fronte all’apocalisse, trovare la consapevolezza che il nostro amore sopravviverà e che in mezzo alle incertezze, alla frenesia di una vita che sembra volerti fare a pezzi, noi due, senza esserci mai persi di vista, quel pomeriggio ci siamo ritrovati.




TQF xx




P.S.
Due parole riguardo John Martin che ha fatto da sottofondo a questo post: fu un pittore romantico (oltre che inventore ed ingegnere civile...) che ha operato durante la prima metà del 19mo secolo. Trovò il successo grazie alla tematica biblico-catastrofica della maggior parte dei suoi dipinti, di fronte ai quali è impossibile non rimanere a bocca aperta ( e la società del tempo fece proprio questo, mentre i critici lo snobbavano per 'mancanza di sincerità'). Un po' per lo sgomento, un po' per la loro terribile bellezza.
Ispiratore di registi quali Cecile B. De Mille per 'I dieci Comandamenti' e Roland Emmerich per '2012'.
Le foto che ho pubblicato qui non rendono affatto l'idea della grandiosità delle opere. La maggior parte è infatti di dimensioni enormi e per poter davvero assaporare a fior di pelle l'emozione di assistere a questi eventi mitici e terribili, uno dovrebbe, come ho fatto io, starci davanti.



48 comments:

Parola di Laura said...

trovo questo post davvero eccezionale e anche se mi piaci sempre questo lo rileggerò per assaporarlo meglio!sono contenta di aver trovato questo blog...bravissimo!!!

Mia said...

Quanto sei dolce.... ma il tuo maritino è una copia del mio? Mi sa che io e te facciamo la stessa vita Marco. più ti leggo e più mi sembra di leggere me stessa....

Mo' said...

Meraviglioso TQF

Sara Zambrin said...

Già già già...farò leggere questo post a mio marito e lo metto in classifica fra i migliori del 2012, perché di fondo entrambi avete voluto riprendere quegli spazi.

A volte la coppia crolla perché solo uno dei due comprende l'importanza del riscoprirsi coppia, l'altro è talmente appagato dal rapporto con i figli da dimenticare tutto il resto....

... e non è detto che si tratti della mamma ;)

supermambanana said...

"la stanchezza cronica che ti altera i connotati e ti fa sembrare sempre triste" - lo sai che era una cosa che giuravo a me stessa non sarebbe mai successa a me, fra le tante, lassa' perde i chili di troppo o i capelli bianchi o che, ma la faccia triste e sempre incazzata di mamma mia, no, quella non la volevo. Magari va accettata pure quella.

Anyway.

Ti regalo il motto dell'anno di una blogger che leggo sempre ('povna) e che mi sono mandata a memoria e adottato per me per il 2012. Il motto e' "Viaggiare nel tempo e' per i vili (sottotitolo: buona la prima)".

PS: forget the big city, vieni su nel nord-ovest, che si sta bene, gli scousers sono praticamente gli italiani d'inghilterra

Alice nella Milano delle meraviglie said...

I tuoi post sono sempre grandiosi! Ti leggo sempre volentieri!

Brunascripta said...

Sono cresciuta a suon di pregiudizi contro i gay. E ora ringrazio per averti incrocrociato nella mia strada; piú ti leggo e piú mi sento legata alla tua figura e piú vorrei leggerti.
Acutissima riflessione, non posso che condividere e sperare che lo leggano tanti.

Nuvole Gialle said...

Ogni volta che ti leggo mi sembra di essere lì con te. Questa volta ero in mezzo a tutti e due alla Tate (Modern o Britain?) e ho sentito una dolcezza infinita. XXX

seya said...

Bellissimo post. L'invidia provata nel leggere la "vita da Cenerentola" è stata superata dalla consapevolezza che siamo tutti spaventati per il domani, specialmente se si è in una coppia. Ma sono felice che tuo marito sia per te un sostegno! E che tu abbia avuto modo di riscoprirlo!

Seya

PS: Adoro Martin! L'ho scoperto anni fa leggendo e appassionandomi a Milton (Lost Paradise).. Accidenti che invidia non poter venire a Londra per vedere la mostra!

Clo said...

Tieni duro, stringi i denti, guarda avanti. Insomma, prima o poi (credo) andrà tutto meglio. Io ho un uragano di cinque anni e tra me e suo padre va di lusso se si fa sesso una volta al mese.....

Deb said...

Mi diverto molto a leggere i tuoi post divertenti, ma quelli come questo, dove arriva in punta di piedi tutta la tua dolcezza, la tua fragilità, l'immenso amore di cui sei capace, mi colpiscono in pieno petto e mi commuovo. Amo quel che scrivi e come lo scrivi..

sononera said...

Certo che capita. Uff. Moltissimo, e credo che queste cose qui accadano a coloro che si amano sul serio, scandagliandosi reciprocamente giorno dopo giorno. Noia, frustazione, depressione, apatia, sospetto. Ci sono passata e continjo a passarci anche io, all'interno di un matrimonio che amo così, e voglio a tutti i costi rimanga imperfetto. Sono questi i momenti di crescita veri, sono questi i momenti che ti fanno succedere le cose belle. Tipo andare a quella mostra e guardarsi negli occhi e stringersi le mani come il primo giorno. Io amo quando accade. E ti ringrazio per averlo raccontato anche qui. Sei speciale, come sempre.
Solo che io di fare un figlio, ho tanta paura. Voi invece no, e questo vi rende doppiamente grandi.

Amammuzza said...

Ti sto facendo un lungo applauso!!!
Questo post e' meraviglioso.

la tina said...

marco, sono felice che vi siate ritrovati. fino a metà post ero lì che pensavo no cazzo, dai, non perderti così, non ti abbattere.
sono davvero contenta per voi.

ti abbraccio.

dabogirl said...

uh bene, speranza. Ci vuole, per iniziare il 2012.

Pentapata said...

sto scolpendo la tua statua equestre.

Anna Disorganizzata said...

i figli sono la prova del nove, è vero! ed io non penso che ci sia coppia che non ha avuto uno scossone da questo...anche piccolo...! ma superata la prova.....si è piu' forti!
Bellissimo leggerti....

ilmiomondonuovo said...

E poi a un certo punto trovi un uomo che descrive esattamente come ti senti. Meraviglioso, grazie.

SuPeRaNa said...

è vero la stanchezza, la quotidianità la routine giocano dei brutti scherzi ai pochi neuroni sani che vagano nel limbo..capita tantissimo anche a me. e poi senti la mancanza di quei gesti che appartengono alla storia della coppia.. e diciamolo.. non è male ogni tanto affidare il pargolo ai nonni agli zii e passare un momento solo a due, fare qualcosa di carino insieme.

cily75 said...

Gran bel post. Io con l'uomo sbagliato non l'ho superata la crisi. Ma ora ho l'uomo giusto e ti dico che i figli è vero, sono la prova del 9. Una di quelle cose che ti riduce alll'osso, tira fuori la sostanza: o funzioni o no. E tu l'hai descritta la sostanza, e allora in bocca al lupo, tenete duro!! L'ottimismo vince sempre!!

monica - pontitibetani said...

Se non ci fossi bisognerebbe inventarti/vi ...
trovo incredibilmente importante leggerti (e "leggermi" .. leggendo le tua parole), ma risulta ancora più facile accettare quello che dici, perchè tu sei uomo, che se fossi donna quel che dici mi sembrerebbe quasi scontato. invece no, ti leggo, ci penso e ci ripenso. lo misuro su di me, e trovo che mi appartiene.
oppure è che scrivi molto bene. non so.
ma fa bene al mio cervello e al mio cuore.

Anonymous said...

L'ho letto tutto d'un fiato Marco, lo faró leggere sl maritozzo, non c'é un parola di quanto hai detto in cui non mi ritrovi, Davvero imperdibile, un abbraccio impetuoso
Trinitypat

mammapappa said...

chapeau! questo post mi/ci coglie in un momento in cui ci sentiamo anche noi così, solo che abbiamo anche un altro pupo di 8 mesi. E' vero, ci si annulla e si fa di tutto per loro, senza pensare di dover dare attenzioni anche alla persona con cui li hai fatti. Ma è il momento. Una fase anche questa. E' nelle piccole cose poi che si ci ritrova, magari una sera che si riesce a cenare insieme dopo che loro sono a nanna, o davanti a dvd un pomeriggio o come avete fatto voi. O anche quando si è tutti insieme sul tappeto a giocare. :)

Owl said...

mannaggia a te che mi hai fatto piangere.

Anonymous said...

Bimba di 6 mesi. Zero uscite tra me e il mio compagno in 6 mesi. Non una pizza, un cinema solo per noi due. Niente. Nemmeno una serata a guardarci un film sul divano. Perchè lei non dorme mai se non con me accanto. L'adoro, è la cosa più bella della mia vita, ma mi manca il mio rapporto di coppia, le piccole cose che facevamo prima tra di noi. Trovo assurde quelle coppie che fanno figli per salvare il rapporto, perchè hai ragione da vendere: i figli sono la prova del 9 e se non si è più che solidi, il rapporto te lo distruggono, sicuramente non lo salvano!!! Francy

Fra said...

Questo post è fenomenale. :)

Chiara said...

Anche se sono la tua consulente coniugale :-) ti ringrazio per questa lezione d'amore che mi hai dato. La coppia che aspetta un figlio spesso sottovaluta, com'è anche normale, lo stravolgimento che sta per arrivare... E quasi sempre i genitori dimenticano di essere stati prima una coppia e si perdono per un po'. Anche a noi è successo, è stato doloroso, lo è ancora a volte perché si arriva a sera prosciugati di ogni energia, incapaci anche solo di scambiare due parole sul divano. E anche noi eravamo quelli che "a noi non succederà mai". E però se la coppia C'È si ritrova, da qualche parte: hai ragione tu, non nei ricordi di quello che ravamo, ma in quello che SAREMO.

Anonymous said...

11 Gennaio 2012

Ciao Marco, ho letto e riletto il tuo post sull'Apocalisse! Quanta tristezza leggo nelle tue parole! Sono sicura che è colpa del "dopo Natale" quando tutto finisce e si ritorna alla normalità, quando il nostro aspirapolvere ha risucchiato "fino all'ultimo sbrilluccichino"....e allora io ti dedico questo bellissimo brano tratto da "Il Profeta":……..”Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore:
Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.
Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa.
Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.
Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,
Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.
Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro,
Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.
E siate uniti, ma non troppo vicini;
Le colonne del tempio si ergono distanti,
E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.”
Con l’affetto di sempre, Mamma Lu
Kahlil Gibran

The Queen Father said...

Grazie a tutti del vostro input e della delicatezza con cui sfogliate queste pagine.
Sono compiaciuto del fatto che così tante di voi si senta chiamata in questione quando si affrontano tematiche del genere. Siamo tutti fragili, tutti esigenti, tutti bisognosi di stabilità e spaventati dal futuro...
La fortuna è trovare quella persona che non ha paura di attraversare l'arido terreno del dubbio e delle insicurezze con voi, e penso che molte di voi la abbiano già trovata.
Un ringraziamento speciale a Mamma Lu, una donna con due palle così ed un gran cervello, che mi ha visto crescere e che mi ha sempre accolto nella sua famiglia come fosse stata la mia. Donne come Mamma Lu alzano la media degli standard dell'universo femminile, per quello che pensano e per come si rimettono in piedi da sole.
La ammiro tantissimo.
E poi è pure un gran pezzo de gnocca, si può dire? Dai, si può si può...
xxx

The Queen Father said...

...Per chi non avesse capito, Mamma Lu è l'autrice del commento qui sopra e mi conosce MOOOOOOOLTO bene...

Elena e Manuele said...

metto un segnalibro in questa pagina, perchè è così vera, sincera ed educativa.

Max Dejavù said...

Noi ci ritroviamo pienamente in queste parole...
La parte dell'innamoramento iniziale avremmo potuto scriverla noi... giusto omettendo qualche cosetta tipo le Mauritius, i pezzi di arredamento, Bali, Santa Monica, la giungla, l'Indonesia, le serate benefiche di gala e i fiumi di champagne... ahahaha ;)

TQF è un post splendido!!! :) Complimenti... ma questo te l'avevo già detto ieri sera...

pollywantsacracker said...

Credo sia la prima volta che ti commento, è colpa dei brividi e delle lacrime agli occhi, e se ci conoscessimo meglio ti direi che sei un po' stronzo a farmi piangere ;)
Mi sento proprio empatica. Un po' mi viene da pensare all'ultima volta che sono stata alla Tate, che ho visto Gilbert and George, era il 2006, ma non c'entra nulla.
Poi perché ci pensavo anch'io, l'altro giorno, non ai leoni ma ai ricci. Leggevo con le bimbe un libro sugli animali (che cosa vintage!), e alla pagina sui ricci, diceva che il papà vive in un'altra tana (e ingravida un sacco di ricce, dico io!). A noi sembrava fico essere come i ricci. Però quanta sofferenza che ho passato (e nascosto), prima di essere una riccia abbastanza felice. Ma mi sa che tu il tuo leone non lo vuoi mica lasciare andare, quindi stringilo forte, e quei nonni, che vengano più spesso :)

biancamora said...

Avevo scritto un commento lungo lungo ieri, ma poi mi si è impallato il computer e il nano si è svegliato e ho dovuto rimandare...

Comunque sia, oggi mi sento più sintetica e meno amante del rischio dato che il piccolo sta grugnendo nel letto e mi sa che è prossimo al risveglio...

Ti ringrazio per questo meraviglioso post, come tante altre mi sono rivista in quello che hai scritto e sto vivendo giorno per giorno i momenti tristi, i momenti di stanchezza e tutto quello che può portare l'essere genitori.
Ma io mi sono incastrata nuovamente con le mie stesse mani con il nano bis, ma lo abbiamo voluto e ora stiamo nella fase in cui il tempo per noi, per la coppia è un lontano miraggio.

Io mi ripeto spesso come un mantra che è un momento e che passerà...
Spero di reggere io con mio marito questo periodo tosto e spero di riuscirlo a fare ricordando ciò che è stato, godendo delle bellezze di avere dei piccoli cuccioli d'uomo in casa e guardando con fiducia al domani che sarà più ricco di tempo per noi.

Attendo con trepidazione il tuo prossimo post!

A presto!

Waiting said...

Discorso tra me e Lui pomeriggio del primo gennaio direzione casa dei nonni. Lui: però quest'anno lo facciamo un altro figlio"
Io: " Nel caso non l'avessi capito non mi fido di me e te come coppia. Prima di Giada eravamo perfetti insieme. Invidiati.Adesso non siamo nulla di ciò che eravamo e quello che siamo adesso non va"
Questo per dire che è vero: i figli mettono a dura prova una coppia ed io non lo so se le fondamenta del mio castello reggono ancora.

The Queen Father said...

@Waiting, ma allora cosa facciamo? Quando la terra trema sotto ai piedi e minaccia di distruggere tutto quello che abbiamo costruito cosa facciamo? Assistiamo alla devastazione o compiamo il più grande gesto d'amore concepibile e ci spezziamo la schiena per tenere le pareti in piedi?
La differenza sta nel fondo.
Voler restare insieme nella consapevolezza che le cose potrebbero anche non cambiare mai.
Nella speranza che l'amore che ci lega impedirà al tetto di crollarci in testa.
Per questo investiamo tutti noi stessi in qualcosa che purtroppo non dà mai sufficienti garanzie: matrimonio, famiglia, coppia.
Le cose si costruiscono in due, ed in due si distruggono.
Grazie del tuo prezioso e personale commento.

ugainthesky said...

Bello.
E perfettamente intonato al periodo che sto vivendo.. Neo mamma della piccola pippi..
E' vero che i figli sconvolgono la coppia..e nn solo..bisogna anche fare i conti con una te stessa cambiata.. La gravidanza, i chili in più, la maternità .. E poi la faticosa avventura dei primi mesi del cucciolo..
Si rischia di perdere di vista il proprio compagno e anche lui rischia di essere risucchiato troppo dalle nuove responsabilità di padre..
E l'amore nn hA solo a che fare con il cuore.. Ci vuole anche tanto impegno.
Ho fatto leggere il tuo post anche a lui. Poi abbiamo spento la tele, messo a letto la pippi e ci siamo fatto una lunga chiacchierata sotto le pezze.. Intanto x cominciare a ritrovarsi va bene anche questo .
Xche a due mesi dalla nascita della piccola sembra di essere ritornati indietro , sembra di aver perso gli equilibri raggiunti in qst 8 anni di vita insieme ..
Ma ci amiamo e stiamo cercando di nuovo di farci spazio in qsta nuova vita a tre.. Un po' di spazio solo x noi due!

Anonymous said...

Sei il Marco di sempre!!! Ma va bene così!Ed è questo che fa di te una persona unica e speciale.
Leggere tutti questi commenti è per me come tornare indietro di quaranta anni (tanti ne sono passati dal giorno del mio matrimonio!!!)Rivivo tutte le ansie e le paure che mi hanno accompagnato per lunghi periodi della mia vita, anche in considerazione al fatto di avere avuto un marito come il tuo, sempre in giro per il mondo!Quante volte ho avuto paura di non farcela!Quante volte ho avuto paura di perderlo! Quante volte mi sono sentita vulnerabile!... e così potrei elencare un milione di altre "quante volte..." Credevo che le cose fosssero cambiate nelle giovani coppie, o almeno questa è l'idea che mi ero fatta. Ma ahimè, l'amore continua ad essere quel castello di sabbia dove anche la più piccola onda può scalfire le fondamenta!Vorrei dire a te, Marco, e a tutte queste tue giovani ammiratrici, che la scoperta del vero amore avviene proprio nel periodo in cui cominciano i cambiamenti. D'altronde non si può pensare di vivere mano nella mano adottando il motto "due cuori e una capanna" per tutta la vita!!I disagi fortificano l'amore (se di vero amore si tratta!) Lo scoprire, giorno dopo giorno, che anche sacrificando qualche coccola e rinunciare ad una cena al ristorante a lume di candela può aiutare a crescere i nostri cuccioli come noi vogliamo è sinonimo di grande amore. Così, forza ragazzi !! Per aspera ad astra!! (tradotto: DALLE ASPERITA' ALLA LUCE!)
Un forte abbraccio con l'affetto di sempre, Mamma Lu

Tata said...

Chapeau.
Davvero!

Francesca O.M. said...

Purtroppo o per fortuna, la sofferenza nella mia vita ha sempre avuto un significato profondo e il retrogusto è sempre stato quello della rinascita.
La sintesi di tutto quello che voglio dire io la vedo nell'ultimo commento di Mamma Lu: "la scoperta del vero amore avviene proprio nel periodo in cui cominciano i cambiamenti." e ancora "dalle asperità alla luce" questo per me vale per ogni cosa che la vita mi propone.
Credo che valga sempre la pena provare a ritrovare la serenità e il sorriso, molte volte basta poco, anche solo un cambio di prospettiva; a volte ci vuole di più, ma il tentare non è mai vano per come la vedo io.
Per cui faccio i miei migliori auguri alla tua Famiglia e anche un po' alla mia.

ugainthesky said...

Altroché se i problemi delle giovani coppie sono gli stessi!anche se spesso vedo coppie arrendersi alle prime difficoltà .. A volte penso sia una questione di idealizzazione.. La vita di coppia nn un film con la parola amore nel titolo. Richiede impegno. Capita che si debba faticare xche nn sempre il cuore e la mente si capiscano al volo ma qualche volta i sentimenti vanno anche compresi per essere vissuti nel modo giusto. Magari ne riparleremo tra una ventina d'anni che ora le mie sono solo teorie e osservazioni!

Anonymous said...

Io provo a darti un consiglio: trovatevi una baby sitter di fiducia e concedetevi un bel po di tempo per voi due, soli. Io l'ho fatto e ti assicuro che e' meglio per tutti: per il bambino (che vede i genitori piu' uniti) e per la coppia.
D

Vita di mamma said...

"Assistiamo alla devastazione o compiamo il più grande gesto d'amore concepibile e ci spezziamo la schiena per tenere le pareti in piedi?" dici tu. Ecco, me lo sto chiedendo anche io oggi. E non so darmi risposta o forse ho paura della risposta perché ho il sospetto che la schiena me la spezzerei solo io. E il cammino va fatto in due, l'unione la devono volere i due.

Silbietta said...

E' la prima volta che ti commento, anche se ti leggo spesso, e giuro che, appena smetto di piagnucolare (ma di nascosto, se no il mio di marito pensa sul serio che ho finito di rincitrullirmi) l'applauso te lo faccio con la hola. Momenti del genere arriviamo a passarli tutti prima o poi. E' difficile riuscire a descriverli così bene come hai fatto tu. Chapeau.

Cappuccio e Cornetto said...

Bellissimo post. Bellissimo rapporto. Anche io ci credo e combatto scavando oltre la stanchezza e il sonno e le routine. Perchè io voglio Lui, e solo con Lui voglio veder crescere la Gnoma. Perchè amo ritrovarlo e ritrovarci in uno sguardo di "quelli" mentre sbrighiamo faccende, perchè basta una serata fortunata con un pò di tempo libero e la voglia di avere voglia. Perchè cambia la rotta ma non dove vogliamo arrivare. Perchè questo è il bello del viaggio. Ed è molto molto bello leggerlo cosi come lo hai scritto tu, e ricordarselo. Buon viaggio allora!

Ad ali spiegate said...

Stupendo post! Stupende le tue parole e le emozioni che straripano dalle righe!
Riflette di sicuro quello che capita alle coppie con figli, non posso dirlo per esperienza diretta ma solo come testimone oculare.
Spero un domani, se mai ci sarà un pupetto, o meglio in ogni caso, indipendentemente dall'esistenza futura di un pupetto, di essere capace di vivere un rapporto di coppia forte, intenso e travolgente; di riuscire a ritrovarsi come un tempo; di essere capaci di progettare il domani insieme; di continuare a scegliere ogni giorno il compagno che cammina al nostro fianco al di là delle paranoie, delle difficoltà, della routine, della noia,....così come avete fatto voi due!
Un applauso a voi due, anzi più di un applauso... :)

patama' said...

Ah però che vita, quella precedente( la tua più della mia per la verità). Ah però che vere verità in quella attuale( prosciugata completamente alla disperata ricerca di uno spazio vitale....MIO). Ah però che fatica (salite che sembrano scalate). Ah però....che bello ( se riesci ad arrivare in cima, poi scivoli ridacchiando giù dalla discesa)... E poi si ricomincia.

Anonymous said...

Grazie per aver scritto questi post così divertenti (gli altri) e seri (questo)! Vivendo una relazione a distanza (beh... ci vediamo nel fine settimana) anche io alle volte mi sorprendo in certi pensieri.
E grazie anche di avermi fatto conoscere John Martin (sbaglio o è del mondo gay avere una certa fissa per "l'apocalittico sfacelo di tutto e di tutti"?) Al primo posto per me c'è però Joseph Wright of Derby! (sono un inguaribile ingegnere con la fissa per la Storia della tecnologia!)
Buona vita!