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Sotto alla Corona

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Dio che palle Gennaio!
Ancora soffro i postumi dell’ingozzata natalizia e ultimamente mi entra solo la vasca da bagno...
Poi vabbè, il massimo è quando la barra automatica del parcheggio del supermercato si alza quando gli passi davanti a piedi perchè pensa che sei una Fiat Multipla, ma lasciamo stare i miei drammi (oggi il mio corpo è 20% acqua e 80% margarina).
Riflettevo qualche giorno fa, vedete come va la vita? 
(ok.. la mia è andata a sbraco con l’ultimo pandoro strafogato delle Tre Marie: Maria Grassa, Maria Zozza e Mariammazzata...)
Appena si è grandi abbastanza da poterci confrontare con i nostri coetanei, ecco che iniziamo a mostrare i nostri giocattoli: io ho la macchinina rossa fiammante e la tua invece è un cesso. 
Tiè.


Poi iniziamo a fare a gara a chi cresce di più, più in fretta, a chi corre più veloce, a chi salta più in alto.
Poi a gara per vedere chi è più forte.
Poi iniziamo (noi maschi) a fare a gara a chi ha più barba o peli sulle gambe. 
Poi arriva la gara del rimorchio, della prima sigaretta, e la gara di chi fa sesso per primo (per poi raccontare poi agli altri com’è...).


Poi la gara di chi prende la patente per primo e di chi ha la macchina più bella (si torna indietro con le macchine... Sempre giocattoli... Boys will be boys...), poi la gara per chi prende la maturità e la laurea coi punti più alti (vedete? ritorniamo a quando si faceva a chi era il più forte...), poi a chi ha il lavoro più figo e ben pagato ( tornando alla gara di chi corre più veloce o salta più in alto...) ed infine si ricomincia a parlare di peli ed a fare a gara a chi quei peli e quei capelli se li tiene dove dovrebbero essere, invece di vederseli sparire dalla testa ed apparire nel naso e nelle orecchie.
(poi dice perché ti metti le miccette in ogni orifizio e ti dai fuoco...)

Poi vabbè, si arriva a 75 anni e si fa a gara a chi ha più acciacchi e deve morire prima.
Non scherzo.
In certi casi ci si litiga pure un posto sul traghetto di Caronte.
Dai su... Avete presente quelle vecchie di paese che si offendono se state peggio di loro?
Che per ogni mal di testa che avete, loro hanno un embolo al cervello e per ogni vostro raffreddore loro hanno il polmone d’acciaio in salotto?
Ma io dico, quanto siamo scemi.
Durante le feste natalizie ho avuto il piacere di ospitare i miei genitori ed il mio esilarante suocero, ed è stato il casino.
No perché mio padre non dice mezza parola neanche sotto tortura, ma mia madre ti attacca la pippa in italiano e poco gliene frega se non capisci.
Lei per farti capire usa ogni mezzo a sua disposizione: dal gesticolare, al mimo, fino alla danza interpretativa di Kate Bush, Lindsay Kemp e Pina Bausch.
Non provate neanche a dirle della vostra emicrania. Lei c'ha le corna.

Ce la vedete che cerca di spiegare a mio suocero (mezzo cieco porello...) il decalogo di acciacchi suoi e di mio padre? 
“Vedi Bill? Io mica ci posso fare cosí....” (movimento ‘su e giù’ dell’avambraccio che ricorda un po’ il gesto che fareste dal finestrino a quello che vi taglia la strada....). “C’ho un’artrite che me se porta via guarda...” (con espressione da maschera teatrale greca mirata a conveire il senso di dolore).
“Poi ogni tanto mi sento come se qualcuno mi avesse ficcato un coltello in mezzo alla schiena, allora faccio un po’ di posturale...” ( e lei giù a mimare la coltellata dietro la schiena con mio suocero che la guarda con gli occhi a mezz’asta e la bocca aperta.. Della serie “Ok, questa è sociopatica e va assecondata...”).
Se avessi tolto il sonoro a quel dialogo, sarebbe venuta fuori una vignetta in cui la signora dice al signore che è un segaiolo, gli sgrana gli occhi e poi lo minaccia di piantargli un coltello sulla schiena.
Santa pace.
E vi pare che mio suocero si fosse rassegnato ad essere da meno? Dopo la mia precipitosa traduzione del gesticolare mammesco (fatta in fretta giusto per evitare che finisse davvero in una spremuta di sangue), lui che fa?
Infila la mano nel suo borsone da weekend e, con l’aria solenne di chi pensa ‘Mó te frego io..’, tira fuori un tupperware grosso così, diviso in scomparti, pieno zeppo di pasticche multicolore. Ogni colonna del tupperware un giorno della settimana, ogni riga una fascia oraria.
Cioè, lui in una settimana si sgranocchia una farmacia intera.
“E poi si lamenta che sta per morire!” mia mamma insinua alzando il sopracciglio “Bill! Co’ tutte ‘ste caramelle quanno te fracichi? Qui me sa che ce sotterri a tutti....”.
Traduco eufemizzando: “Bill, con tutte queste medicine ringiovanirai, altro che invecchiare!”
“Pensa che c’è mia cognata che è come te! Ogni pizzico di mosca prende una medicina... La pasticca pé dormí, la pasticca pe' andà al bagno, la pasticca pe' l’ansia, la pasticca pe' la pressione, poi quella pe' la depressione, e quella pe' l’ossa... Ma dico io! Che volete rimané in giro a a fà seme come le zucche?”
Traduco io: “Pensa che anche mia cognata si prende tanta cura di se stessa, e fa bene. Ad una certa età bisogna stare attenti e volersi bene perché si diventa fragili...”
Poi vabbè, lei che mi chiede “Ma come glielo chiedo quali pasticche deve prendere stasera?”
“Mamma, ma che ti frega adesso? Si dice ‘Which Ones’...” rispondo io
E lei parte in quarta: “Bill, uicciuà? Uicciuà Bill? BILL UICCIUÀ?” scuotendo la scatola di medicinali come fosse stata un paio di maracas.
Uicciuà.
Quasi napoletano, altro che inglese.
E più lui non capiva, più lei alzava la voce.
“Devi stà attento stasera a cena che non vedi che panza Bill? Qui tocca mettersi a lattughina e riso in bianco eh...” continua l’assassina.
“Mamma, ma che cavolo dici?” protesto io
“Embè? Perché? Il cristiano deve starci attento no? Sennò che le prende a fare tutte ‘ste pasticche?”
Traduco io: “Bill, ti trovo bene! Sei più robusto dell’ultima volta! Ti tratti bene a tavola!”
Grazie a Dio, dopo cena, con generose secchiate di alcool, si sono un po’ azzittiti tutti.
Il pasto abbondante che aveva rimpinzato gli stomaci e rallentato i cervelli.
Non quello di mamma.
“Ahó, Bill, ma tu col diabete che cavolo te bevi?”

Eh ma allora ditelo...
TQFx




21 comments:

Parola di Laura said...

ma bellissimo il nuovo blog!!!!
un pezzo stupendo come sempre e quanto è vero che fanno a gara sugli acciacchi! Per ora a casa mia vince mio padre con un'operazione a settembre, ma è sempre una gara telefonica a chi soffre di più ahahahha

Biancume said...

L'attesa ne è valsa la pena Bello ed elegante come te
ma soprattutto voglio conoscere tua madre ;)

Sara said...

Sei un adorabile genio e vorrei leggere tutte le mattine le tue "avventure". Anche il mio lui ti adora, a volte mi chiama solo per avvertirmi che hai scritto un nuovo post...
Sara

biancamora said...

Io su queste cose sono fuori dai giochi... In famiglia mia cerchiamo di minimizzare sempre qualsiasi cosa che abbia a che fare con la salute, alcune volte con esiti disastrosi...
Però per equilibrare le cose ho un marito che pare sempre da ricovero. Ha il suo giro fisso di medici, prende le sue brave pozioni e si rigira spesso e volentieri brontolando per casa.
Purtroppo ha solo 30 anni e per fortuna lavora tutto il giorno! ;)
Tua mamma comunque è mitica!

Ondaluna said...

Senza parole. Stupendo. :-)

Mia said...

Un applauso a tua madre!!! Mi ha fatto morire!!!!
bello il nuovo vestitino!!!!

Murasaki said...

Molto più lineare ed accessibile... bel lavoro!

Antonella said...

Senti, prima di ogni post così, dovresti mettere un cartello ATTENZIONE, perchè se rido con le lacrime agli occhi la mia collega difronte capisce che non sto lavorando....;)

Silvia gc said...

Questo post però andrebbe aggregato al nostro blogstorming del mese sulla competizione!
E poi tua madre andrebbe scritturata per una tournè, ma quella è un'altra storia

mammapappa said...

madò tua mamma mi ricorda troppo mia zia giuseppì di Testaccio! è un mito!
e tuo suocero... mia mamma pasticcomane!
ma dove l'hai scovata la vecchina unicorno!!!!!?????? sono morta!

Pentapata said...

prima di tutto, le faccio i complimenti per la carta da parati della nuova casa, molto bella! e poi che dire mia prozia ti avrebbe mostrato la cicatrice dell'asportazione del rene....'spettiamo de rivacce prima de criticà che io me sento portata al " uh signora mia nun po' sapè "

Nina said...

E io che la conosco rido ancora più de core! Mi pare di vederla, troppo forte mamma tua :)
Anche io apprezzo le modifiche, mi piace di più così il tuo blog :D
Well done!

seya said...

Ma dove le trovi certe foto?! Sono impressionanti, comunque tua madre, gia' mi stava simpatica dopo il post di twilight, ma credo che qui stia raggiungendo il livello di Mito! Mi mancano un po' le rose dello sfondo ma trovo la grafica molto piu' pulita! Felice del tuo ritorno!

Seya

mafalda said...

Quello che scrivi mi è sempre garbato, con la veste nuova mi piace ancor di più :)

Amedeo said...

E io mo dovrei studia'? Se, vabbè, lallero, chi ce la fa? Io sto a morì dalle risate.

vivix beatrix said...

adoro il tuo blog, adoro la tua storia, ti adoro perchè hai le p..e, e soprattutto mi fai morire dal ridere....

ps ti ho "richiesto" su Instagram, esco come Viviana Plch vivixbeatrix, accettami se ti va, tanto ti leggo lo stesso pure se non mi accetti!

Baci

Fra said...

che sagoma tua mamma!!!

ugainthesky said...

Mai avuto a che fare con una quasi centenaria?
"nonna e' morto tizio.. Aveva 88 anni..." " poverello l'era giovine!"
Invece l'altra ha sempre la stessa risposta anche se lei si e' tolta un callo e a te hanno amputato un arto "eh ogni casa c ha lo male suo!"
Ps. Post e blog D E L I Z I O S I

Clo said...

Anvedi tu madre! Uno spasso..

Anonymous said...

Sto piangendo dalle risate!! Qualsiasi cosa scrivi, riesci sempre a farmi piangere...:)Tua madre è un mito. Ciao! laPiri

Anonymous said...

……”e sembrava che dopo aver lasciato il pupo all’asilo io avessi potuto reinventarmi la vita”.
Ecco!! Bravo!! Reinventati la vita! Riprenditi i tuoi spazi! Tutti siamo passati per una scuola materna (te la ricordi Suor Ester???!)
Il tuo G. un giorno saprà con certezza di aver avuto un genitore che, oltre a non avergli fatto mancare tutto il suo affetto, è anche riuscito a continuare a realizzare i suoi sogni e le sue ambizioni. I tuoi sogni e le tue ambizioni di oggi saranno il suo orgoglio di domani!
Con l’affetto di sempre, mamma Lu