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Povero Dante...

Trovarsi con le porte delle scuole sbattute in faccia in nome della tolleranza.
E pensare che L'Inferno è sempre stato una mia passione al liceo.... Al punto da farmi seriamente dubitare la necessità di farlo seguire da due schiacciapalle come Il Purgatorio ed Il Paradiso....
Dai, ammetetelo, il primo cantico della Divina Commedia è dove la festa impazza....
Il resto è un'orchestrina di paese che non caga nessuno.
È anche vero però che de gustibus...
E poi 'sta famosa lonza che Dante incontra nella selva oscura, e noi idioti giù con le domande sceme "Ma la lonza non è un salume tipo la bresaola professó?"
Benedetti giovinastri.

Comunque, capisco la perplessità a livello didattico di fronte a certe tematiche affrontate (meglio dire illustrate) dal signor Alighieri, antisemitismo, omofobia, islamofobia.... Quello che non capisco è come ci siano arrivati solo adesso... Voglio dire, La Divina Commedia è stata scritta quasi 800 anni fa, il prodotto di un mondo bianco e cristiano (che tanto doveva alle influenze dell'Islam, soprattutto per quanto riguarda l'innovazione scientifica e la medicina, ma lasciamo stare...) che si riteneva il centro dell'universo e il rappresentante di tutto ciò che esisteva di buono, civile e giusto.
Cosa vi aspettate?
Non è un mistero che allora la chiesa avesse aspirazioni imperialistiche sulle altre culture del mediterraneo (le Crociate sono ancora appena dietro l'angolo...), non è un mistero che si facesse costantemente a capocciate con mori e saraceni sempre alle porte della nostra preziosa Europa, o che migliaia di ebrei fossero stati trucidati in terra santa.


La Divina Commedia è forse il prodotto più fedele al suo tempo, un periodo in cui tutti gli 'ismi' di cui si riempiono i giornali oggi (appunto antisemitismo, razzismo ecc...) erano il pensiero e la realtà corrente ed accettata.
Ricordiamoci che tra il tredicesimo ed il quattordicesimo secolo è quando impazzano istituzioni come l'inquisizione, quando si soffrono i postumi delle crociate e la conseguente demonizzazione dei 'saracini' e dei 'giudei' che ancora ci accompagna.
La Divina Commedia illustra un pensiero che non può né deve essere decontestualizzato, al rischio di trasformarlo in un'istigazione all'odio.
L'opera è prima di tutto un monumento all'umanità di un tempo e ci aiuta a capire i meccanismi della mente sociale che fu.
Eliminarla con la censura mi sa di criminale.
Un po' come eliminare dai libri di storia il nazismo e l'Olocausto.
Anche quello è stato il frutto di un pensiero di parte, marcio e pericoloso, ma c'è stato, e nel suo orrore ci insegna qualcosa.
Ci insegna di cosa siamo capaci e da dove veniamo.
La storia, e ancor di più, l'arte, è piena di iconografie irrispettose verso omosessuali, ebrei, arabi o neri.
A volte i toni sono scioccanti nella loro nonchalance espressiva.

'Rogo di Giudei' Hartmann Schedel, Norimberga
Vi racconto alcune curiosità.
Nell'iconografia occidentale per esempio, quando si rappresentavano i 'neri', anche in tabelle di anatomia comparativa che li mettevano a confronto con la razza europea (sono come noi?), i soggetti bianchi erano sempre decorosamente coperti: nella loro nudità le donne erano sempre raffigurate con capelli o mani a coprire le parti intime, i neri invece, da veri 'selvaggi', erano mostrati integralmente, specialmente le donne.
Un po' come si mostrano degli esemplari esotici alla fiera delle curiosità.
Gli omosessuali invece, o sodomiti, venivano maggiormente rappresentati nel contesto biblico di Sodoma e Gomorra: una massa di uomini e donne percossi da una pioggia di fuoco e solitamente come monito e deterrente verso i simpatizzanti.
Voglio dire, certi concetti appartenevano alla maggioranza bianca e cristiana.
Punto.
I concetti di omofobia, antisemitismo, islamofobia e razzismo invece appartengono al nostro tempo.

Sapete che durante il Rinascimento, attraverso poi il Barocco e giú fino agli inizi dell'800, esistono simboli consistenti in pittura, su come certe etnie vengono rappresentate?
Cioè, se è vero che la versione dei santi cristiani 'alla bizantina', in toga o himation, sopravvive fino ai giorni nostri, grazie all'estetica greco-romana di cui la chiesa si è appropriata e vantata, è anche vero che solitamente i 'turchi', e qui uso un termine che esula dal contesto geografico per abbracciare tutte le etnie del medioriente, venivano altrettanto stereotipati : col turbante, i pantaloni gonfi, il baffo feroce, la scimitarra e, ancor più sorprendentemente, abbigliati di stoffe a righe o a scacchi che rappresentavano, allegoricamente, il 'male', il 'bizzarro', lo 'strano' contrapponendo i due colori bianco (bene) e nero (male).
Non sono favole.
È storia del costume, storia dell'arte, storia dell'umanità.
Altrettanto sorprendente è come gli ebrei vengano rappresentati in alcune miniature di manoscritti medioevali del nord europa e del nord Italia, con il corpo umano e la testa di topo, o di maiale, o di scimmia.
Allegorie di avidità, ingordigia e disonestà. Devo aggiungere altro?
Anzi sí, devo!
Sapete meglio di me che gli amanuensi e i traduttori di tutto lo scibile contemporaneo erano tutti membri del clero (indi manipolazione e monopolio della cultura europea), quindi vien da sé tirare la conclusione che i sentimenti antisemitici erano decisamente presenti all'interno della più grande fabbrica di cultura contemporanea: la chiesa!
Più precisamente, rispetto all'Islam, la cultura dominante occidentale si è sempre dimostrata molto diffidente, dall'epoca delle Crociate fino ai giorni nostri.
Arrosto di Sodomiti sotto le mura di Zurigo, da un manoscritto rinascimentale, XV sec.


Ad esempio, il termine 'maomettano' è un'invenzione dispregiativa che colloca l'Islam al livello di una qualunque eresia o setta e non di un'altra religione, così privandolo del suo valore e, pertanto, della sua pericolosità.
Per questo Dante pone Maometto ed Ali nella profondità più infima dell'Inferno, condannati a venire sistematicamente spaccati in due. Maometto è l'impostore e non ci son mezze misure.
Nell'ottica dantesca non ha senso dargli una possibilità di valere e l'ottica dantesca riflette il contemporaneo.
Eppure Saladino è nel limbo dei valorosi non cristiani. Dante, al di là della crudeltà e durezza contro gli avversari che i tempi avevano imposto a questo stratega, gli riconosce grandezza e valore, in quanto Saladino non eccede mai nell'efferatezza e nella crudeltà gratuita.
Vedete quanto era moderno ed onesto Dante in fondo?
È in quest'ottica che dobbiamo tenere in considerazione quando ci avviciniamo ad un'opera come La Divina Commedia.
Se ancora ci preoccupiamo dell'effetto che un'opera scritta 800 anni fa possa avere sulla mente dei sedicenni (ai miei tempi la Divina Commedia si iniziava a studiare al triennio del liceo, non so se questo sia ancora il caso...), forse è perché dubitiamo della loro apertura mentale e della validità degli insegnanti.

Io personalmente ricordo che durante la lettura del canto XV e la storia di Brunetto Latini, ci furono un paio di episodi in cui mi vennero fatte delle battute circa la mia presunta inclinazione sessuale, ma quello era il risultato di un paio di compagni di classe stronzi, non era colpa di Dante.
Cioè, a me successe anche durante la proiezione di 'Mery per Sempre' durante l'assemblea di istituto.
La madre degli imbecilli è sempre incinta e non hanno bisogno della Divina Commedia come fonte di ispirazione.
Voglio dire, puoi guardare un Rubens e dire che sono tutte obese cellulitiche, o puoi ammirarne la morbidezza e la sensualità delle forme che hanno una loro bellezza soprattutto se inserite nel loro contesto storico, dal momento che allora la donna magra stava solitamente morendo di fame.
Senza poi contare, per tornare a Brunetto Latini, che Dante in vita ebbe un forte legame con Brunetto il quale fu suo guardiano dopo la morte del padre.
Dante, nell'Inferno, ne parla come un maestro ed il tono è pieno di pathos e rispetto. Dante amava Brunetto, ma per amor di coerenza (una virtù che ancora sfugge a tantissimi italiani) lo mette tra i sodomiti, dal momento che quello era il 'vizio' per cui il sig Latini era conosciuto nella Firenze dell'epoca.
"M'insegnavate come l'uom s'etterna..." dice Dante, chiaramente riconoscente verso il suo maestro.
A trovarne di omofobi che hanno questo riguardo verso gli omosessuali.....

Insomma, se la mente è 'gobba' tenderà ad interpretare tutto storto. Rendo?
Forse si dovrebbe lavorare su quel problema.
Forse si dovrebbe cercare di sensibilizzare i giovani e gli studenti proprio attraverso opere che mostrano quanti passi avanti sono stati fatti riguardo i diritti dell'uomo, l'uguaglianza...
Vi siete dimenticati i mori del rococó, che adornano lampade, carte da parati e tavolini da cucito, o gli schiavi raffigurati in svariati monumenti all'imperialismo colonizzatore dell'occidente?
E tutti i dipinti settecenteschi che ritraggono il fior fiore della nobiltà con i loro piccoli servitori neri, addobbati come oggetti di lusso?
Vogliamo abbandonarci ad una nuova ondata di iconoclastia allora?
E poi, se vogliamo davvero parlare di omofobia e antisemitismo, perché non parliamo della Bibbia?
varrà la pena di riscrivere alcuni passaggi? Magari solo quelli che condonano la schiavitù e l'omofobia?
Oppure vogliamo mandare in orbita quella imbecille di Mara Bizzotto della Lega Nord (che già è il club delle cazzate di per sé, ma che trova radici nel nostro tempo..) che dice che "La famiglia omosessuale non esisterà mai"? Oppure vogliamo mettere al rogo Vittorio Sgarbi, che fa dell'insulto ai danni di chiunque una professione profumatamente pagata?
Qui non esistono scuse, non esistono alibi. Il pensiero di questi signori non risale a 800 anni fa, e grazie alla TV entra in casa di tutti, grandi e piccoli, senza il supporto mediatico di insegnanti progressisti ed accorti.
Cosa vogliamo fare?
Mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi ed eliminare tutto quello che va contro i moderni ideali di rispetto e tolleranza per amore del politically correct?
E cosa otterremmo?
Un paese più civile o un paese di eterni bambini che non sanno più pensare con la loro testa e che non sanno più da dove vengono?
No.
Non toglietemi Dante dalle scuole, preoccupatevi solo di far capire ai lettori che, al di là dell'innegabile valore artistico ed umano dell'opera, questa contiene un punto di vista, e che, sebbene questo non appartenga più al mondo in cui viviamo, offre innegabilmente degli spunti di riflessione che aiutano a crescere.
In fondo si va avanti perché ci si pone delle domande, non perché si bruciano i libri.
"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza" (Dante, Inferno, XXVI)

TQF xx


P.S.
Scusate se vi ho scioccato con il tono accademico di questo post, nel prossimo vi prometto che raddoppierò le dosi di improperi per vostro diletto. Ora ho il mal di testa da letteratura. Come al liceo.






18 comments:

Anonymous said...

TU SEI ARTE!!!
Anna

Fra said...

Non potevi esprimere meglio un concetto! Complimenti vivissimi per il tono accademico, ma mai noioso, usato in questo post! :)

Parola di Laura said...

bello, come sempre del resto!!
ps. ho visto il video di ieri su Sgarbi e dirti che ho riso con le lacrime è riduttivo!

cily75 said...

e allora un commento serio: mi piace un sacco come scrivi e come riesci a digredire di storia e filosofia con tale nonchalance. Oltre al fatto che sono molto vicina al tuo punto di vista, che ogni prodotto umano vada inserito nel suo contesto innanzitutto o si pecca di superficialità. Insomma, complimenti!!

i d e a said...

sei fantastico, davvero.
io sono all'ultimo anno delle superiori e ho avuto il grandissimo dono di un professore che non solo conosce bene la Divina Commedia, ma sa anche trasmettere la sua passione a noi.

Beh, tutto quello che hai scritto è vero, ma è vero anche che il più grande critico della Chiesa è Dante stesso: non a caso, nel canto XXXIII del Purgatorio viene definita 'puttana'. Non a caso Bonifacio VIII è stato piazzato all'Inferno. Come tu dici, è un punto di vista: ma è un punto di vista molto meno parziale e scorretto di quanto solitamente si pensi.

Oh.
Adesso mando il link di questo post al mio prof, così magari riesco a rimediare quel mezzo punto in più per arrotondare il voto, che non fa mai schifo :D

Biancume said...

io lo penso spesso che un pò di te nelle classi italiane farebbe un gran bene.

The Queen Father said...

@ idea, non sai l'immenso piacere che provo nel trovare il tuo commento! Accanto all'onore che mi fanno i miei lettori abituali, trovare la partecipazione di un 'addetto ai lavori' in età da liceo, che scrive quello che tu scrivi non può che darmi ragione: i giovani sono brillanti, degni di fiducia e capaci di usare la loro mente per vedere al di là dell'immediato. Ti auguro di completare i tuoi studi con grande successo!
Che scuola fai?
Mi piacerebbe pensare di poter arrivare col mio blog anche tra i banchi di scuola e trovare tolleranza ed intelligenza umana oltreché accademica!
Un abbraccio!

TQF

francesca r. said...

sono d'accordo con Idea sul fatto che dante è molto meno "inserito nel suo tempo" di quanto si creda... io non sono più in età da liceo (sob!) ma ad ricordo benissimo che il prof ci spiegava come, ad esempio, si capisce benissimo l'ammirazione che Dante ha per Ulisse, che pure è giù giù in fondo all'inferno, o quanto condivide dei sentimenti (e delle sofferenze) di Paolo e Francesca. Dante vive nel medioevo, per cui non può fare altrimenti che mettere questi personaggi all'inferno (già era stato bandito dalla sua città, gli ci mancava solo una scomunica), ma non è detto che condivida tutto quello che il suo tempo accetta e propugna...

secondo me tutto (o quasi) sta ai professori, a come spiegano e contestualizzano un autore...e lo stesso vale per i filosofi, fisici, scienziati... altrimenti diremmo che anche aristotele era un deficiente e non va studiato, dato che pensava che la terra fosse piatta e oggi per fortuna sappiamo che non è così (anche se ancora da qualche parte non ne sono convinti!!)

ugainthesky said...

Concordo con la Necessaria contestualizzazione di determinati fatti. Che dirti anche Gesù x i suoi tempi era un sovversivo! Professava un credo diverso da quello ufficiale e s'accompagna a prostitute. Detto oggi pare una bestemmia!
Bel post! Sono mancata un po' e Ho rischiato di perdermi la fioritura dell'arte!

Claudia said...

Bellissimo post! Riguardo "i dipinti settecenteschi che ritraggono il fior fiore della nobiltà con i loro piccoli servitori", ti consiglio - se già non l'hai fatto - un giretto nella mostra di Zoffany alla Royal Academy. A presto!

The Queen Father said...

Conosco Zoffany e la sua 'analisi' della società settecentesca, ma non ho mai avuto l'idea di andarmelo a spolpare alla RA... È in permanente o solo un'exhibition temporanea? Ci andiamo insieme?
Grazie della dritta!
Un giorno DOBBIAMO prenderci un thé alla Wallace Collection, la mia seconda casa....

TQF xx

seya said...

Bellissimo post, davvero.
Io non ho mai amato Dante (tranne l'inferno che mi ha fatto sbellicare dal ridere) ma devo solo ringraziare il cielo di aver avuto una professoressa fiorentina doc che ha contestualizzato l'autore e l'opera in maniera perfetta..classe mia era piena di caproni belanti però nessuno, ancora adesso, rischia di dire idiozie alla "togliamo Dante dalle scuole"..
Santa Norcia!

Seya

Claudia said...

E' una mostra temporanea, fino al 10 giugno. Si, dai, organizziamoci presto, anhe per il gentrified tea alla Wallace Collection xxx

patalice said...

...la visione cattedratica di dante, che dai in questo post è dissacrante... bella ma per chi, come me, ha tanto amato quel guelfo di Alighieri definire la sua opera ominia poca cosa rispetto al primo capitolo dell'inferno, è un colpo all'anima...
http://te-lo-dice-patalice.blogspot.it/

The Queen Father said...

@ patalice, mannò dai... Che colpo all'anima! Semplicemente trovo l'Inferno molto più stuzzicante. Magari anche Dante era cosciente dell'attrazione che questo cantico rappresentava all'interno dell'opera, forse riconoscendo quella componente voyeuristica della natura umana e dei suoi lettori, che sii affollano più numerosi a guardare chi viene punito e perché, piuttosto che ad ammirare chi è più in alto nelle sfere celesti... Rimane comunque un mio pensiero e l'espressione di un gusto personale.
Grazie del tuo commento!

TQF xx

patalice said...

ci mancherebbe...
ero ironicissima... e detto questo anche io ho una predilizione per l'inferno, perché come tutti gli esseri umani, amo attardarmi davanti agli incidenti stradali ad esempio... siamo le peggio cose ;-)

Anonymous said...

Sono una (relativamente nuova) lettrice silenziosa che legge i tuoi post e le tue opinioni condividendole senza mai commentare.

Benché tu scriva ogni volta di cose interessanti e di argomenti che mi stanno particolarmente a cuore, oggi ho proprio voglia di farti i complimenti. Per tutto. Per come scrivi, per cio' che scrivi, per cio' che fai ma sopratutto per cio' che sei. Uomo coraggioso e perseverante nel mezzo di tante avversità. Marito attento ed affettuoso. Padre semplicemente meraviglioso.

Ti faccio tanti auguri per tutto, dal profondo del cuore... e chissà che un giorno a Londra non ci si incontri davvero.

Tom

Paleomichi said...

è un post bellissimo...