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Secondo voi io, come gay, marito e padre, come dovrei sentirmi leggendo lo sfacelo di articoli che circolano in rete sui funerali di Lucio Dalla?
Sconvolto?
Amareggiato?
Incazzato nero?
Offeso?
Allora non mi conoscete bene, e vi scuso pure, dal momento che tutto quello che sapete di me lo leggete su queste pagine.
No, in realtà mi son messo a ridere.
Adesso non infierite, non intendo fare commedia di quella che è  una grossa perdita a livello artistico per i più, ed una tragedia a livello umano ed affettivo per i pochi fortunati che vantavano di far parte della famiglia dell'artista bolognese.
Però è una comica.
I gay contro la chiesa.
La chiesa contro i gay.
Ci risiamo. Che palle.
E pensare che Lucio si teneva entrambe i mondi dentro in perfetto equilibrio. Al punto da essere definito un "omosessuale cattolico represso" da alcuni dei suoi illustri colleghi, come Aldo Busi, paladino dell'omosessualità urlante e dissacrante ( e poco elegante, aggiungo io...).
Non sono mai stato un fan di Lucio, conosco a malapena due canzoni, anche se una di queste mi fa letteralmente venire i brividi per il suo profondo lirismo:
"E noi due qui distesi a far l'amore, in mezzo a questo mare di cicale, questo amore piccolo così, ma tanto grande che mi sembra di volare, e più ci penso, più non so aspettare..."

 Non ho mai seguito la sua carriera e conosco pochissimo della sua biografia artistica e personale, ma ho sempre avuto l'impressione che Lucio (perdonatemi sia voi che lui, dovunque ora si trovi, se uso il suo nome di battesimo, ma scrivere in continuazione nome e cognome mi dà fastidio...) fosse stato una persona che diceva una parola e ne pensava tre.
Era fondamentalmente una persona riservata col coraggio e la grande saggezza di tenersi stretta la sua fede sorprendentemente NON a discapito della sua sessualità.
Si definiva cattolico senza riserve.
Non so come vivesse il rapporto tra omosessualità e fede, sinceramente non ha neanche senso andare ad analizzarlo. Lucio aveva decisamente trovato un equilibrio tra questi due pianeti che vogliamo perennemente inconciliabili.
Presumo che non praticasse l'astinenza sessuale e, seppure evitando di pubblicizzare la propria sessualità, non ha mai neanche negato di essere gay.
Perché signori miei, si può essere gay anche senza volersi sbattezzare, o mettere la bandierina arcobaleno fuori dalla finestra.
Sessualità e religione tenute lontano dalla sfera del politico e vissute intimamente, con riservatezza.
L'unica malta che forse potrebbe tenere insieme questi due mattoni: la riservatezza.
Voi la chiamate ipocrisia, io la chiamo 'sopravvivenza' e coerenza con noi stessi.
La chiesa non abbraccerà mai l'omosessualità. Sarebbe una contraddizione in termini.
Però si può scegliere di vivere la propria sessualità con decoro, riservatezza e la certezza (speranza?) che agli occhi di Dio siamo tutti esattamente uguali, a dispetto di quello che i dogmi di alcune religioni possano far pensare o di quello che certe correnti di pensiero vorrebbero trasformare in legge.

Secondo me Lucio era una persona felice ed equilibrata, forse soprattutto perché non ha mai permesso a nessuno ed a nessuna istituzione di frapporsi tra la persona che sentiva di essere e l'amore che sentiva di dare.
Il suo compagno, Marco, accanto al monolito di dolore che gli pesa sul petto, ha la grande fortuna di essere stato amato da questo poeta della canzone italiana.
Peccato che questo aspetto sia stato volutamente ignorato durante la cerimonia.
Ma d'altronde cosa vi aspettate? Stiamo parlando di un'istituzione fondata su dettami vecchi di oltre duemila anni.
Non ce lo dimentichiamo.
Se io mi fossi trovato nella posizione di dover rispettare la volontà del mio compagno defunto ed organizzare un funerale cattolico, avrei mentito anch'io in faccia a chiunque pur di esaudire il suo desiderio.
Volete che io dica che sono suo cugino?
Il suo amico del cuore?
Il collaboratore domestico che per anni gli ha pulito casa?
Il bambinaio che ha cresciuto nostro figlio?
Bene.
Dirò quello che volete, per amore suo, e non della chiesa.
Tanto nella bugia che esce dalla mia bocca la chiesa troverà la sua vergogna e l'idiozia di un'istituzione che sempre più difficilmente trova posto nella società moderna.
A me poco me ne frega del panache o di accontentare le varie comunità assetate di uguaglianza.
Il lutto ed il dolore sono fatti personali.
Le vere esequie, il vero addio, la canzone più bella che io possa cantare ed il dolore più lacerante che io possa provare, avviene tutto dentro di me, in silenzio.
E lo sento solo io.
Il resto è pubblicità.
Il resto è un rito non sorprendentemente adattato a martellate per accomodare un 'cliente' scomodo.
Scomodo per chi poi?
Credete davvero che se Lucio fosse stato apertamente gay gli avrebbero negato il funerale in chiesa?
Dai su.
E poi scordatevi che il veto ad usare le sue canzoni avesse a che fare con la natura dei suoi testi.
In chiesa si suona solo musica sacra.
Punto.
Guardate, lo sapete che io sto sempre pronto con la motosega per fare a pezzi preti, suore, papi e compagnia bella appena aprono bocca e mi escludono dalla lista degli eletti da Dio, ma questa volta devo spezzare una lancia in loro favore.
Anche loro sono vittime del sistema in fondo, anche se scelgono di buttarcisi dentro a piedi pari.
Scusatemi tanto, ma avete mai sentito cazzata più grossa di "Odia il peccato e non il peccatore?"
E cosa vi aspettate da un'istituzione che si fonda su queste perle di saggezza?
E cos'è il peccato?
Un diavoletto rosso che gira per strada pronto a farti sbandare dalla 'retta via'?
Favole da strumentalizzare per dare la colpa ad altri delle nostre debolezze o meschinità e per misconoscere la meravigliosa e terribile fallibilità della natura umana...
Non esiste il peccato come  entità, così come non esiste il male o l'amore come esseri più o meno fisici..
Esiste solo la natura umana in tutta la sua sconvolgente varietà e capacità di 'sentire', in tutta la sua bellezza ed il suo orrore.
Non usciamo da una scatola con il codice a barre dello Spirito Santo sul collo.
E che palle.
Veniamo al mondo nei modi più disparati e viviamo la vita in modi altrettanto vari.
La chiesa non riesce ad abbracciare questa realtà dal momento che non si può perseguire la varietà con la staticità del dogma, o la natura evolutiva della società con la tradizione più inflessibile.
Mi sembra logico, lo sanno pure loro e secondo me se ne rammaricano pure.
Il mondo non è stato creato per i cattolici, almeno quanto non sia stato creato per i gay.
Ma ci stiamo tutti dentro e ci appartiene.
Al di là degli schemi che rendono tollerabili le diversità trasformandole in anomalie da catalogare e sebbene alcune istituzioni religiose si arroghino il diritto di 'tradurre' per le masse quella che pensano sia la volontà di Dio, c'è gente, come Lucio, che mantiene il suo dialogo personale con la fede ed abbassa la testa e la mano volentieri, pur di non perdere il posto in chiesa.
Perché per loro è importante.
È un po' la storia del bambino che viene maltrattato dal padre ma non trova il coraggio di denunciarlo o scappare di casa perché gli vuole bene.
Perché è il suo papà.
La chiesa non ci tratta tutti allo stesso modo, eppure in molti abbassiamo la testa e continuiamo a presentarci ogni domenica, forse anche sentendoci fortunati di farne parte.
Io purtroppo non ho questo talento.
È un po' quello che fate tutti, voi che fate sesso prima del matrimonio, vi scopate la segretaria o la cognata, o il cugino di vostro marito, e non pagate le tasse, o dichiarate meno di quanto possedete o massacrate di botte la vostra compagna o i vostri figli o avete abortito o vi masturbate ad un passo dalla cecità...
Eravate tutti lì in chiesa a commuovervi perché Marco non riusciva a parlare per il pianto che gli strozzava la voce o a scandalizzarvi perché la chiesa non ha sbandierato a tutti che era il compagno di Lucio ed ha invece deciso di chiamarlo "collaboratore ed amico".
Bravi.
Indignatevi pure.
Ma invece di raccontarvi cazzate sulle virtù del cattolicesimo, vivete la vostra relazione col divino come vi detta il cuore, non la Bibbia ed ascoltate la vostra coscienza, se ne avete.
C'è fin troppa gente che la mette da parte in nome di Dio.
Detto ciò, io non ho ancora capito bene se a Marco fosse stato espressamente richiesto di non specificare il tipo di relazione che lo legava a Lucio, rimane comunque un peccato che alla fine di una vita vissuta con gioia tra sessualità, fede e poesia, Lucio ed il suo vedovo si trovino a dover pagare alla chiesa il dazio del silenzio.
Un silenzio che però, e qui torno al fatto che mi sia venuto da ridere, corrode SOLO la chiesa stessa mostrandone l'arcaica mancanza di umanità, a prescindere da chi di questo silenzio abbia fatto richiesta.
Da vero signore Marco ha liberato le rondini, lasciando che la chiesa si desse la zappa sui piedi.

Là fuori, dove la vita si evolve al sole, tra la gente in tutta la loro diversità, Lucio cantava e canta ancora.
Voi dite pure quel che volete.

Buon riposo Lucio.


TQF xx


P.S.
Non mi pronuncio neanche sugli articoli al vetriolo apparsi in merito su Pontifex: un sito che più di ogni richiesta di silenzio, infanga il nome di tutta la 'Santa' Romana Chiesa. Amen.

22 comments:

anto i viaggi di maya said...

credo che tutto si riassuma nella tua frase "Tanto nella bugia che esce dalla mia bocca la chiesa troverà la sua vergogna"

Mammachetesta said...

Sai che non concordo con molto di quello che pensi, ma su tanto altro sì e questa sicuramente è una contraddizione in termini...ma io sono una persona piena di contraddizioni :-D
Solo due cose:
1. il senso della frase "Odia il peccato ma non il peccatore" è nel senso di non dimenticare mai che ogni uomo o donna hanno in sè il seme del bene e che anche se sbagliano il nostro compito è di continuare ad amare ogni uomo o donna semplicemente perchè esistono (d'altronde è il principio della riabilitazione che DOVREBBE essere lo scopo della detenzione)
2. ho sentito un'intervista a Radio 24 fatta a un amico di Lucio e Marco (gay anche lui ma on ricordo il nome perchè quando lo hanno detto la nana ha urlato "Mammaaaaaaaaaa!") che ha dichiarato di aver scritto lui il discorso compreso il termine "Amico e collaboratore" ed era anche piuttosto arrabbiato per le polemiche. Poi non so in che termini sia stata messa la cosa eh...so solo quello che lui ha detto.

The Queen Father said...

In realtà in questo post non prendo una posizione precisa. Quello che sottolineo è che si tratta di una tragedia personale si cui alcuni si ostinano a far polemica con molto poco buon gusto. Non so da dove origini il discorso di Marco e non so se lui sia stato presentato come "collaboratore ed amico" (mi sembra che la seconda ipotesi sia quella più veridica ed origine della polemica...), ma credo che ognuno abbia il diritto di essere omosessuale, sessualmente attivo e cattolico. Questo vien visto come un atto di ipocrisia ed è questo il grande circo.
Lucio ha fatto i cazzi suoi, ha amato chi voleva ed ha pregato il Dio che sentiva appartenere alla sua vita. Tutto qui. Il resto è Aldo Busi.
Per quanto riguarda "Odia il peccato e non il peccatore" capisco il suo significato e valore umano, ma non sono d'accordo quando viene applicato
all'omosessualità.
Essere gay non è un peccato.
Ma torniamo sulle stesse questioni.
Che palle.

TQF

dabogirl said...

Scusa Marco, ma l'amore tra i due non è stato ignorato durante la celebrazione, il confessore di Lucio Dalla ha nominato Marco direttamente durante l'omelia, facendo accenno al suo dolore ("è crudele la morte, vero Marco?"); non solo, ma hanno lasciato che Marco parlasse di Lucio e del loro amore, e non è cosa comune l'elegia del defunto durante una celebrazione.

E comunque, come dici tu, le chiacchiere stanno a zero: la celebrazione cattolica l'ha voluta Lucio (.........ho scoperto in questo frangente che era sostenitore dell'Opus Dei e ancora non me ne capacito, non per altro, solo che non me l'aspettavo da lui; come pure molte posizioni "forti" contro l'aborto) Marco l'ha seguito, il celebrante era confessore e padre spirituale di Lucio di sicuro, ma forse di entrambi, a giudicare dall'affetto con cui si è rivolto ad entrambi durante l'omelia.

Quindi nessuno ha mentito.

I preti lo sapevano, da molto prima di noi.

E la scelta di chiamarsi così rispetta il fatto che mai, da 8 anni in qua, si siano presentati ufficialmente come compagni di vita.
(parentesi: come scrivevo altrove, ancora non mi capacito della mia incoerenza... in una coppia etero, 37 anni di differenza m'avrebbero fatto gridare alle olgettine, ai girolimoni, ai cercasoldi, alla crisi di mezza età... invece qua niente. Ipocrita, io)

Quindi, dovremmo rispettare Marco e Lucio, in primis...


In tutto questo io ancora mi chiedo perchè Dalla abbia scelto di non tutelare economicamente il suo compagno di otto anni (se effettivamente come pare era tale... loro hanno scelto di non parlarne mai, e noi dobbiamo adeguarci)

dabogirl said...

Rispetto alla diatriba "cattolicimaledelmondo" :-) vs. omosessuali... come sai (credo)io come parte del mio percorso spirituale di donna incazzosa e avida di informazione e comprensione, ho approfondito molto la questione e non è affatto semplice... anche se devo dire che nelle posizioni ufficiali si sono molto ammorbiditi rispetto al secolo scorso, quindi continuo a sperare che alla fine la questione teologica si risolva.

perchè è tutta una questione teologica su cui lavorano fior di teologi, per dirimerla...

c'è da dire però che non si può attribuire ai soli cattolici l'omofobia e l'assurdo rifiuto del matrimonio per gli omosessuali:

il matrimonio omosessuale è proibito persino in Paesi dove l'ateismo è imposto dallo stato, e in Paesi dove ci sono altre religioni dominanti, non la cattolica.

Quindi parlare solo di ipocrisia cattolica per dirimere la questione, mi pare riduttivo.

Rispetto alle tue attribuite ipocrisie di tutti i cattolici (me compresa, thankyouverymuch, mo' vado a cercare la segretaria da farmi) come dici te... sono questioni di coscienza, e ognuno ha la sua, e come non ci si deve permettere di giudicare chi ha una sessualità diversa dalla propria, sarebbe carino non (pre)giudicare chi ha una religione diversa.

dabogirl said...

parlando di ipocrisie: l'omosessualità non è peccato. E' peccato solo fare sesso omosessuale. No dico, eh, che soluzione, eh?!

(queste sono le cose su cui mi arrabbio un casino io, e mi ritrovo a dover approfondire le questioni per percorso spirituale/penitenza)

quasimamma said...

Io sono una cattolica un po' atipica. So che la Chiesa su certe posizioni non potrà mai fare un passo indietro (purtroppo). Io ho le mie contraddizioni ma fondamentalmente la rispetto.
E mi sembra che anche a Lucio Dalla la cosa andasse bene così.
E allora perchè gli altri devono scassare le balle???
Uno deve per forza essere obbligato ad andare in giro a sbandierare di essere gay?
E Il suo compango deve per forza dire: guardate che noi stavamo insieme non eravamo solo amici? Ma saranno fatti loro come decidono di vivere! E non sta agli altri giudicare se quello che fanno sia giusto o meno.

Anonymous said...

Mi piace molto leggere quello che scrivi perchè io, intimamente, non ho a che fare nè con Dio nè con la Chiesa, nonostante ciò quando il Papa fa le sue esternazioni ( e dietro i vari Bagnasco e compagnia)mi salta sempre la mosca al naso e non è che mi incazzo, mi va proprio il sangue al cervello. Trovo eccezionale la lucidità e la calma con cui affronti questi argomenti e ragioni sulla fede. Per me il problema è che vivo in Italia e sono obbligata a sopportare una valanga di minchiate, l'ultima era quella sulle "coppie non sposate che minano la dignità dell'uomo". I miei figli non li faccio nemmeno avvicinare a una Chiesa, io ci sono andata (poco, il minimo sindacale...)da bambina e poi ho dovuto fare un faticoso percorso di allontanamento prima di sentirmi completamente libera, quindi preferisco che loro, in caso scoprano la fede da adulti, facciano il percorso inverso. Grazie per aver condiviso le tue riflessioni. Valeria

Owl said...

L'importante è indignarsi per qualcosa. Lo hanno scritto saggiamente a me in un commento e io lo rigiro a te a commento. Indignazioni e diatribe inconsistenti che si alimentano di se stesse. Inutili e fastidiose. Il pregiudizio strisciante di chi dice di nonavere pregiudizi. Mi ci arrovello da un po' su sta cosa.

Bel post, come sempre.

Son d'accordo con Dabo in molte parti dei suoi commenti. Ho assistito in parte e la cosa sembrava lampante, sotto gli occhi, a me è parso, non giudicanti di alcuno.
Poi finisce tutto, apri un giornale ed è polemica.

"Ma come, io lì non mi sono accorta di nulla, non mi sono scandalizzata per nulla?!?!"

Ecco questa è stata la sensazione.

Raffaella said...

per me hai ragione tu!
che palle!!!!!
non si può fare un passo avanti e cento indietro!!
e soprattutto condivido che è una "tragedia personale si cui ALCUNI si ostinano a far polemica con molto poco buon gusto".
Rest in peace Lucio!

El_Gae said...

La cosa più brutta è che tutti ne parlano ora che è morto quando lui, da vivo, gestiva tutto con molto garbo. Dopotutto nessuno a mai chiesto a Guccini o a Morandi di confermare il proprio orientamento sessuale o religioso e, sono certo, nessuno si metterebbe a pontifexare dopo la loro morte su questi orientamenti.
In generale la chiesa indietro. Conosco un sacerdote illuminato che organizza percorsi di spiritualità per omosessuali. Cosa serve? Ho detto io. Non possono fare gli altri percorsi, la spiritualità è diversa tra omo ed eterosessuali? No, mi ha detto. Ma è un messaggio chiaro, di apertura. Se voglio posso andarci anch'io a quei gruppi.
P.S. Mio cognato ci ha fatto il coming out la settimana scorsa... siamo un po' in crisi... avevo quasi voglia di scriverti.

Mammachetesta said...

Ah beh, questo è ovvio (almeno per me lo è!).
Concordo con ogni parola!

The Queen Father said...

@el gae, e perché non mi hai scritto? Se posso aiutare in qualsiasi modo ne sarei onorato ed orgoglioso. Non farti problemi e scrivimi.
Il servizio è gratuito... XD. XD. XD

TQF

El_Gae said...

Ah, ecco, temevo di non poter pagare la parcella ;)

cily75 said...

ci sarebbero un mondo di cose da dire ... MA da ex cattolica che è diventata ex proprio per tutto quello che tu con molta semplicità esprimi in questo post, ti dico che hai ragione. Gli ipocriti non sono coloro che cercano di essere fedeli al loro credo (che ce lo ricordiamo? dovrebbe essere quello di Cristo, che di cose ne ha dette neanche tantissime e anche molto chiaramente ma nonostante questo se le sono scordate quasi tutte) ma quelli che vogliono evangelizzare il mondo con dei credo che trasudano incoerenza perchè neanche loro li sanno rispettare. Io dico spesso che prima o poi Gesù Cristo riscenderà in terra a dire "non avete capito un cazzo, mò ve lo rispiego" perchè andatevelo a leggere il Vangelo, quello che lui ha detto e fatto e ditemi voi se davvero si può credere che un uomo possa essere condannato perchè ha amato. Se si può parlare di amore sbagliato. Ma... sono molto sensibile a questo argomento... e di solito mi si gonfiano le narici quando ne parlo. Quindi...qui ti dico solo che, come sempre, sei un grande uomo.

mafalda said...

Sei una gran persona. Speravo sinceramente che scrivessi il tuo punto di vista su Lucio. Per me è come se fossero morti i Puffi: è stato parte integrante della mia infanzia, e ti dirò di più: quando a tre anni chiesi ai miei genitori cosa volesse dire nel verso dell'"anno che verrà" "e si farà l'amore, ognuno come gli va", loro mi risposero semplicemente che ci sono uomini che si innamorano di altri uomini e donne che si innamorano di altre donne, e nella mia mente fu tutto limpido.
Per quanto riguarda l'orientamento affettivo e religioso, dovrebbero far parte della sfera privata di una persona, ma spesso così non è. Dalla era gay? Fatti suoi! E anche a Versace, che lo era dichiaratamente, sono stati fatti funerali religiosi. Penso che conti più il singolo uomo di chiesa piuttosto che la chiesa nel suo complesso.

Anonymous said...

Gli attimi che legano per sempre il destino di due amanti non li puo' cancellare nessuno e chi resta non si cura del giudizio altrui quando perde meta' del suo cuore!

Fra said...

Scrivi troppo bene! Forse te l'ho già detto altre volte, ma non posso non ripeterlo. :)
Per il resto... concordo con te.

Castagna said...

Ascolta "Domani" e dimmi, a proposito di lirismo.

Ciao

pollywantsacracker said...

Io sinceramente capisco che Dalla non abbia sbandierato il suo orientamento, e capisco anche che fosse cattolico. Voglio dire, la fede è talmente irrazionale che le contraddizioni ci stanno tutte. Quello che non capisco è la posizione di un'istituzione nella quale gli omosessuali sono sovrarappresentati. Se si accettassero sarebbero veramente una lobby gay fortissima :)

Ad ali spiegate said...

è un discorso così vasto... in ogni caso posso solo dire che mi mette assoluta tristezza quando l'intera essenza di una persona si riduca ad un'unica 'etichetta' (perchè di questo si tratta)... in questo caso all'etichetta 'omosessuale'. Sinceramente bisogna essere capaci di andare oltre e non fermarsi all'etichetta.
Ma posso darti ragione sugli aspetti stridenti e ipocriti della chiesa e dei cattolici, così come per l'ipocrisia dei benpensanti perbenisti che fanno e dicono cose opposte... insomma di chi parla bene e razzola male...e questo al di là del credo religioso.

patalice said...

io ho pensato a Dalla come ad un'anima che lasciava la terra in modo indipendente dal suo orientamento sessuale, e credo che se la sua volontà fosse quella di un estremo saluto nella Casa del Signore, quello è stato il luogo giusto... che i gay si possano offendere o debbano rabbrividire davanti al mancato outing, o alla volontà di essere vicinii ad una fede, diffidente al loro modus vivendi, è cosa sciocca oltremodo!