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Sotto alla Corona

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Se avete voglia di parlare o se sentite che qualcosa che scrivo vi tocca da vicino, non siate timidi e mandatemi due righe... Scrivete a thequeenfather@me.com Mi fa sempre piacere!

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Il mio post della scorsa settimana (sí, quello sulla grondaia...), oltre che a diventare il più letto e commentato (al momento ha raggiunto quasi 3000 visualizzazioni, il che mi fa pensare che forse avrei dovuto impostare tutto il blog in chiave ginecologico/ostetrica e ora forse avrei il mio divanetto rosa su Canale 5), mi ha aperto gli occhi su una cosa.
Accanto a molte delle lettrici che si sono divertite leggendo (e questo era l'unico scopo del post) ed hanno saputo apprezzare la componente informativa del contenuto (perché accanto all'umorismo c'è anche informazione), ci sono state diverse signore che si son fatte rodere l'utero di fronte a quello che è stato definito maschilismo.
Un maschilismo ostentato nel voler trattare di un così delicato argomento, in chiave umoristica, pur essendo uomo.
Adesso, prima che chiunque si riconosca in queste parole si faccia venire di nuovo gli sturbi, lasciate che vi tranquillizzi: so che si trattava di parole scherzose senza malizia, non mi sono offeso un granché, ma le posizioni prese da alcune sono reali ed eccole qui.
"Questo è territorio femminile".
"Questo non è uno spazio in cui la tua presenza è opportuna".
"Non hai la vagina, quindi taci".
(Ma io mica parlo con la vagina.... Perché voi sí?)
Al di là della mia opinione riguardo la libertà di parola ed il sacrosanto diritto di poter scrivere quel che mi pare (senza deliberatamente offendere o sminuire nessuno e sempre cercando di supportare i miei sproloqui con un minimo di documentazione), queste considerazioni, oltre che a lasciarmi un vago sapore amarognolo in bocca, hanno innescato un processo mentale.
C'è un confine ben preciso tra l'uomo e la donna, un confine da cui non possiamo prescindere.
Sconvolti dalla mia scoperta? Ci credo.
Dovevate esserci quando ho scoperto l'acqua calda.
Grande festa.
No dai, sul serio.

Ma che vi pare?
Adesso perché uno è uomo dovrebbe abbassare il capo con deferenza di fronte a tematiche tipicamente femminili? No, cioè, IO che per socializzare con altri genitori (in genere si è sempre trattato di genitrici...) bloccati a casa con prole dispotica, mi son sorbito ore di conversazioni su capezzoli doloranti, spaccati, purulenti, capezzoli mancanti, invertiti e dispari.
Da indossare al collo...
IO che ho dovuto assistere a dibattiti sulla presunta 'mancanza di tono', durante il rapporto, delle pareti vaginali post-partum e i vari discorsi conseguenti:
Femmina A: "Mio marito non sente più niente!"
Femmina B: "Ok, ma tu senti qualcosa?"
Femmina A: "No, io in genere dormo.."
IO che durante l'ora della pappa al play-group ho assistito con dignità e compostezza (e non mi faccio chiamare Queen per niente...) all'apparizione simultanea di dodicimila tette bianchicce e rigate di vene bluastre come il gorgonzola e con capezzoli ridotti come fichi secchi, e IO lí col biberon, lottando contro il mio senso di inadeguatezza e la voglia di sbirciare tutte quelle mammelle pendule....
Insomma, quando tutte le mie amichette fanno comunella e parlano di trucchi, tette, reggiseni, coito interrotto, orgasmi da schizofrenica, frustate, scambi di coppia e rapine a mano armata, io non mi tiro mai indietro.
Cerco di partecipare.
Perché?
Come perché? Brutti molliconi, ma perché sono un femminista e sono curioso!
Eppoi perché l'universo femminile è molto più vasto, complesso ed interessante di quello maschile.
A noi ci intortano con una cravatta e del dopobarba ogni Natale.
Due coglioni da circo.



I merli del vecchio castello, Capranica
Sono quasi giunto alla fine della vacanza pasquale romana.
Tutto è iniziato con i migliori presupposti per una permanenza rilassante e rigenerante, condita dall'abbondante cucina di mamma e dal clima mite che invitava ad indossare le maniche corte sebbene la primavera fosse solo agli inizi.
Nel mio cervello avevo pianificato tutto, ma facciamo tutti così prima di partire per le vacanze no?
Invece, oltre alla varicella del Tappo che ci ha fatto 'bruciare' una settimana tra pomatine e sciroppi, ci son stati altri sviluppi di tutt'altra natura (e dei quali vi darò dettagli più in là...) a sconquassare il soggiorno e la psiche del qui presente.
Bizzarro come uno possa re-inventarsi una vita tra sudore, lacrime e sangue, riscoprirsi capace di crescere, cambiare, scoprire e poi avere tutto gettato in aria con giocoso abbandono dal Destino che ti dice "Adesso prova a fare questo..." ed ammicca, come se sapesse già quale sarà l'esito dell'impresa.
Temo che dovrò rimanere sul vago per ora, nulla è certo, nulla è definito, l'unica sicurezza è quella mano che bussa alla porta e non la smette.
Il cambiamento che vuole entrare a tutti i costi, ma che prima o poi si romperà le scatole di bussare e passerà ad un'altra porta.
Il problema nasce qui: apriamo o no?
Ed una volta aperta la porta cosa succederà? In fondo adesso stiamo così comodi nella difficoltà ormai accettata di una situazione che potrebbe senz'altro essere migliore... Stiamo così comodi nella nostra routine che nel suo caos ci è così familiare.....
Insomma, stiamo così bene nel nostro casino.



Salve gente!

Pensavate che fossi schiattato sotto una valanga di uova di cioccolata vero? O forse calpestato a sangue da una mandria di agnellini inferociti?
Ammazza che stronzi. Ne avete di fantasia...
E a proposito di fantasia, mentre lavoro al post vero e proprio che racchiude le mie ultime scoperte e perplessità, nonché illuminazioni sulla mia condizione umana, vi lascio questa chicca.
Una delle favole di nonna Maria. 
Mia madre non mi ha mai rifilato storielle prefabbricate in franchising di Cappuccetti Rossi, Pollicini o simili. Lei è una alternativa.
Le favole le inventava e le inventa ancora per mio figlio.
Certo, i risultati son quelli che sono e i riferimenti a personaggi realmente (o irrealmente...) esistiti non è affatto casuale, ma che vi devo dire?
Signor Perrault, ci faccia causa, tanto lei è morto e noi non c'avemo 'na lira.

Riposino pomeridiano di sua nanezza reale, lui sul letto con nonna Maria, io alla scrivania che navigo il web con le lacrime agli occhi dal ridere.


"Dai chicco, nonna ti legge una storia..." e prende il libricino di Thomas il Trenino.
"Ah, ma questo è in inglese... Vabbè, nonna te ne dice una che conosce lei, che con l'inglese mi parte la dentiera..."
Ecco.
Addio.




La Varicella del tappo è in fase di prosciugamento... Le bollicine si son trasformate in crosticine facendomi sperare che forse a breve si potrà giocare al sole.
Grazie anche a tutte le devote lettrici che mi hanno consigliato meraviglie come il Tanno Hermal.
Secca tutto. Chissà se funziona anche con le cognate scassapalle...
Le mie tonsille hanno ceduto alle minacce di gargarismi all'acqua raggia e si sono ridimensionate, così come la febbre che è sparita.
Insomma, sembra che ne stiamo uscendo fuori.
In compenso mi sto godendo un po' l'atmosfera paesana.
Le vecchie dal macellaio che invece di dirti cosa vogliono, ti dicono prima cosa non possono mangiare
"Ah! Che belle sarcicce, peccato che nu le pozzo magnà... C'hai pure la trippa fresca... Peccato che nu la pozzo masticà... C'hai pure er fegato... Peccato che me se ripropone... C'hai pure..."
"SIGNÓ, c'avemo tutto. Che poi magnà?"
"Famme du' fettine de vitella va, ma fine eh... Fiiiiine fiiiine come l'ostia che sò sdentata e se le gnótto (inghiotto ndr) sane m'arivié la gastrite..."
Meraviglia!
Ma a questa chi cazzo la scioglie la mattina?
"Adelina, embè piatele tu e sarcicce che c'hai i denti bboni, guarda che sò belle eh...."
"Ma a me e sarcicce numme piaceno..."
"Embè? Fattele cor sugo che ammazza er sapore de porco no?"
Ma io dico, una si sta a fa i cazzi suoi e questa vuole che ti compri le salsicce e che te le fai col sugo?
Santa Pace.