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I merli del vecchio castello, Capranica
Sono quasi giunto alla fine della vacanza pasquale romana.
Tutto è iniziato con i migliori presupposti per una permanenza rilassante e rigenerante, condita dall'abbondante cucina di mamma e dal clima mite che invitava ad indossare le maniche corte sebbene la primavera fosse solo agli inizi.
Nel mio cervello avevo pianificato tutto, ma facciamo tutti così prima di partire per le vacanze no?
Invece, oltre alla varicella del Tappo che ci ha fatto 'bruciare' una settimana tra pomatine e sciroppi, ci son stati altri sviluppi di tutt'altra natura (e dei quali vi darò dettagli più in là...) a sconquassare il soggiorno e la psiche del qui presente.
Bizzarro come uno possa re-inventarsi una vita tra sudore, lacrime e sangue, riscoprirsi capace di crescere, cambiare, scoprire e poi avere tutto gettato in aria con giocoso abbandono dal Destino che ti dice "Adesso prova a fare questo..." ed ammicca, come se sapesse già quale sarà l'esito dell'impresa.
Temo che dovrò rimanere sul vago per ora, nulla è certo, nulla è definito, l'unica sicurezza è quella mano che bussa alla porta e non la smette.
Il cambiamento che vuole entrare a tutti i costi, ma che prima o poi si romperà le scatole di bussare e passerà ad un'altra porta.
Il problema nasce qui: apriamo o no?
Ed una volta aperta la porta cosa succederà? In fondo adesso stiamo così comodi nella difficoltà ormai accettata di una situazione che potrebbe senz'altro essere migliore... Stiamo così comodi nella nostra routine che nel suo caos ci è così familiare.....
Insomma, stiamo così bene nel nostro casino.



Uno dei tanti vicoli del borgo

Ma saremmo degli imbecilli a credere che questo sia il meglio che possiamo avere, saremmo degli imbecilli a confondere quello che ci è familiare con quello che è migliore ed a impedire che il cambiamento faccia il suo lavoro per paura di dover ricominciare da capo. Paura di lasciare tutti troppo indietro.
Parlo di tutti noi. Di tutti voi.
Di chiunque abbia aspirazioni. Di chiunque si trovi a dover prendere delle decisioni difficili ma necessarie.
Avete presente la differenza tra la pasta scrausa del discount e la Barilla?
No, no! Non che io voglia far pubblicità alla Barilla, neanche la compro, se è per questo pure la De Cecco è buona (fermo restando che semmai volessero buttare da queste parti un bell'assegno per la pubblicità...). Ma, per dire, conoscete quelle marche di pasta scritte in Babilonese che costano 10 centesimi e riempiono milioni di carrelli ogni giorno, grazie all'attrattiva del prezzo, poi le buttate nell'acqua bollente e si trasformano in polenta in dieci secondi? Della serie "Amore, per i rigatoni vuoi il cucchiaio o la cannuccia?".
Ecco, la vita io la sto riscoprendo così.
Ti abitui a mangiare pasta scotta, giusto perché è conveniente, finché non arrivi a credere che non esista di meglio, poi un giorno arriva la possibilità di scoprire che dietro l'angolo (..o forse un po' più lontano...) esista una vita migliore, ma la paura ti tiene bloccato a quel tavolo, di fronte a quel piatto di colla ed hai bisogno di tutte le tue forze per alzarti ed allontanarti da quello che conoscevi e che per così tanto tempo ti ha confortato e dato sicurezza.
Poi, come una folata di vento dalla finestra, arriva l'innegabile verità.
Una vita di qualità, che valga la pena di esser vissuta, deve rimanere al dente e farti lavorare, perché, signori miei, un conto è alimentarsi con la cannuccia, un altro è mangiare a quattro palmenti ed usare tutti i denti che abbiamo in bocca, e che sono lí per un motivo preciso: mordere, masticare e ricominciare.

Palazzo Farnese, Caprarola
La vita deve sorprenderti con il cambiamento, con la richiesta di elasticità, con la varietà delle sue dimensioni.
Me lo ripeto da qualche settimana, eppure ogni volta che quella mano bussa alla porta, dentro di me tremo. Ed è paura.
Ma passiamo ad altro.... Ho scoperto con sommo orrore che la tartaruga dei miei genitori, che si chiama Gaetano, è il Rocco Siffredi della comunità tartarughesca ed ha sempre voglia.
Voi direte "Eeehhh che sarà mai...." Beh, aspettate un secondo... Avete mai visto una tartaruga che si ingroppa il vostro piede quando siete seduti in giardino, come farebbe un cane in calore?
Ecco. Appunto.
Mamma ha avuto l'idea di procurargli tre (no, dico TRE!) femmine, chiedendole in prestito a conoscenti, per placare i suoi 'ismi' ormonali, e 'ste poracce sono terrorizzate da questo mandingo libidinoso e spietato che appena le vede le inchioda a manetta. Quindi passano il tempo nascoste tra la cicoria.
Praticamente stiamo gestendo un harem, stiamo supportando un sistema che si basa sull'abuso, il machismo e la violenza.
Ma che ridere.
Allego anche il filmato, di cui vi prego di ignorare i miei commenti. Non ho saputo cancellarli. Pensavo di mettere una colonna sonora tipo "Je t'aime, moi non plus..." di Gainsbourg, ma faceva troppo porno, quindi ho optato per la versione originale e incensurata coi gemiti di Gaetano, che fa tanto 'Quark-incontra-Emmanuelle L'Antivergine' (notevole è la lingua pendula dello stallone, che fa tanto hard-core. Poi dice che mi spaccio bene per uno normale....). A giudicare dalla fatica che deve fare per rimanere 'on top' e da quanto quella deficiente che gli sta sotto si dimena, suppongo che anche Gaetano sappia cosa significhi 'una vita la dente'.



Durante le nostre escursioni paesane, ho avuto modo di passeggiare con la mia famiglia di fronte all'edificio scolastico del paese, proprio sotto le finestre della mia prima aula. Non ho saputo resistere ed ho sbirciato dentro, immaginando l'odore del gesso e della lavagna, e dei colori ancora freschi sul cartoncino appeso al muro con le puntine.
Ho pensato alla stranezza della vita. Secondo voi avrei mai immaginato che, in trent'anni tempo, sarei passato di fronte a quelle finestre con un marito ed un figlio?
E poi il sorriso che mi ha regalato passar di fronte ai finestroni della palestra scolastica. Il linoleum verde del pavimento che è ancora lo stesso, e se ne avverte l'odore anche da fuori (se uno appiccica il naso alla finestra come un maniaco... Come ho fatto io...). Mi è venuta in mente l'immagine di un gruppo di bambini durante l'ora di educazione fisica, intenti a dividersi in due squadre per il gioco della bandiera.
E, come in un intervento di pulizia etnica, si formavano due file di bambini: quelli atletici, fighetti e popolari che facevano squadra da una parte, io e le mezze seghe sovrappeso dall'altra.

Palazzo Farnese, dettaglio
Una ventata di ricordi.
Poi la ciliegina sulla torta è stata una bellissima serata con mio fratello. Vabbè, non è proprio mio fratello, ma è come se lo fosse, dal momento che ci conosciamo come due vecchie scarpe nello stesso paio e ci capiamo al volo, solo con un'occhiata.
I progetti, le amarezze, le paure, le risate di pancia ed una scalinata di pietra, nel cuore di una Viterbo splendidamente medievale e deserta, con due birre e dodicimila sigarette.
Abbiamo ancora 16 anni, ci vogliamo ancora un mare di bene.
Son fortunato.
Ed ora il cumulo di roba da piegare e mettere in valigia, le cose da stirare, le persone da salutare e le lacrime da inghiottire, ancora una volta, perché succede così quando si vive con il cuore a metà tra due paesi, quando tra queste due metà ci sono tre ore di aereo, quando si sa che forse queste metà saranno sempre separate.
Ma forse, il fatto che siano distanti tra loro, rende solo possibile metterci in mezzo più gente a riempire il vuoto.
Adesso scappo che devo iniziare l'operazione di recupero giocattoli in ogni 'orifizio' della casa.
Ci sentiamo da Londra.
Una volta che ho smesso di piangere.
No dai, però una ciucciatina alla canna del gas la darò di sicuro.
Vi lascio con una sequenza un po' ad minchiam di foto scattate qua e là. Un patch-work di immagini di viaggio.
Un po' come questo post.


Mwah!

TQF xx


P.S.

Messaggio per Adora83 che mi ha gentilmente scritto una mail dicendomi che scrivo solo una marea di cazzate: questo blog è mio, lo scrivo io, lo gestisco io (con l'aiuto di Barbie, Ken e Padre Pio... E fa pure rima!!). Se non ti interessa puoi non leggerlo. Anzi, ti invito a NON leggerlo, ma a dedicare un po' di tempo allo studio della grammatica.
La punteggiatura e sintassi della tua mail sono agghiaccianti. Zuccona.


Lago di Vico



Lago di Vico


Palazzo Farnese, giardini


Palazzo Farnese, loggia


Palazzo Farnese, loggia


Palazzo Farnese, giardini


17 comments:

Palmy said...

Bel resoconto... le foto sembrano scattate in Marocco!!!!

Mariantonietta said...

No dai, dire a te, che sei uno dei blogger più innovativi e interessanti che scrivi cazzate, daaaaai....ma come si fa!

Cmq leggerò più i tuoi post romani, specie quelli con le foto: ho vissuto due anni a Roma e mi fai venire voglia di tornare e invece non posso!!

Uffa, ecco, uffa....

Ondaluna said...

Questo post è incantevole e magico.
Non commento spesso, e quindi sai che il mio non è un compiacimento amichevolmente adulatorio, di affiliazione o quant'altro.

Il cambiamento, la flessibilità, l'adattamento, e le due facce della medaglia della crescita umana : paura e coraggio.

La gratuità delle offese, sul web come nella vita, mi spiazza sempre: quando si invita qualcuno a non farlo, quello in genere si appella a quella libertà di opinione che viene lesa nello stesso identico momento in cui con il nostro giudizio accusiamo, denigriamo, offendiamo l'Altro.

Questo lo scrivo a te, caro Marco, come spero a tutti quelli che passano da qui e hanno voglia di "perdere" o "impiegare" il loro tempo a leggere le mie parole.

SI dice (credo Kant) che "la libertà di ognuno finisce dove comincia quella dell'altro", ma questo viene spesso tradotto con un anarchico principio "fancazzista" (si può scrivere fancazzista?).

Posso odiare la carbonara come la peste in terra, ma non disprezzo chi la mangia con gusto, perché chi non guarda al di là del proprio naso si ferma a guardare la carbonara nel piatto, chi va oltre invece vede la felicità di chi sa godere di qualcosa di buono.

E con questo mi scuso per lo sproloquio, e ti invito ad andare avanti, e ad inseguire il tuo sogno. Buon-blog.

Vale said...

Due gocce di bromuro a Gaetano no???troppo simpatico come sempre.

Biancume said...

La prima parte del tuo post me la sono sentita cucita addosso, l'ho vissuto parola per parola, paura per paura, esitazione alternata a slancio per le lunghe settimane che hanno preceduto la decisione di venire in Francia. Sono poco incline ai cambiamenti e allh'inizio ho odiato tutto adesso, però, sono contenta di essere qui perchè la vivo come un'opportunità di mangiare la pasta al dente ;-)
ps. che pomatina hai usato per la varicella
ps. non devi mancare così a lungo

Parola di Laura said...

io sto sintonizzata e aspetto gli sviluppi ;)
i tuoi post sono sempre belli, ma mi chiedo se una cosa non piace perchè scomodarsi a leggerla?mah...

ero Lucy said...

Mi hai fatto troppo ridere, ma veramente Gaetano fa quei versi??? :DD
A parte sorprendermi ogni volta del fatto che meta' blogosfera che seguo ha vissuto a quattro metri da casa mia, e poi dici tutto il mondo e' paese, io adoro quelle sorprese destabilizzanti che dopo il panico iniziale spalancano un mondo di possibilita'. Spero che la tua abbia a che fare con quello che mi hai scritto pochi giorni fa :)
Ti abbraccio.

p.s. le hai regalato 'sto quarto d'ora di notorieta', ora si sentira' realizzata.

Eli said...

Anche io avevo un gaetano che 'rincorreva' la sua donzella per tutto il giardino!! Ma le femmine sono tutte culone?? Anche la mia era il doppio di lui!!

Ciao
eli

Fra said...

Questa che dice che tu scrivi solo cazzate deve avere qualche problema o avercela con te per qualche motivo... tu scrivi dei post meravigliosi, oltre a quelli che fanno morire dalle risate. :)
p.s. l'accoppiamento delle tartarughe è davvero da morire!! :)

patama' said...

Ho sempre amato le tartarughe come esseri arcani, mitici e distaccati.....fino ad ora! Ma che razza di versi fa Gaetano!? Risparmia sul gas e sei giù di morale manda il loop questo video!

pretty in mad said...

COMUNQUE HAI LA VOCE DI UNO CHE AL MASSIMO AVRA' 25 ANNI. ECCO. amamami.

Anonymous said...

Gibran, che tu conosci bene, dice che “la tempesta è capace di disperdere i fiori ma non è in grado di danneggiare i semi”….questo per ricordarti che in ogni cambiamento può esserci una tempesta iniziale, ma i vostri semi sono così sani e forti che impiegheranno pochissimo tempo a tirare fuori delle radici resistenti per aggrapparsi alla terra.
Buon rientro a Londra a te e alla tua troupe. Un grosso bacio a Gabriel e Steven.
Con l’affetto di sempre. Mamma Lu

L' officina di un sogno said...

Tu scrivi dei post meravigliosi, seguirti è un vero piacere. Eli.

D. said...

Ti leggo da un po', la tua intelligenza, la genuinità e l'ironia nel raccontare e raccontarti è davvero invidiabile.
Oggi per me è una giornata da dimenticare, ci sono i cocci della mia storia sparsi qua e là ed io ferma che aspetto di svegliarmi.
Ho letto il tuo post e mi sono sentita bene per un paio di minuti.
Mordere, mangiare, ricominciare.

Grazie di cuore :)

Ti abbraccio forte (permettimi)

D.

Irene said...

Bellissimo post come sempre! Grazie di avermi regalato dele belle sensazioni. Bacione
Ire

Irene said...

Bellissimo post come sempre! Grazie di avermi regalato dele belle sensazioni. Bacione
Ire

Anonymous said...

Ciao,ti ho "scoperto" da un paio di giorni e ti sto "leggendo" tutto!! Io sono di solito un fan silente un po' in tutti i blog, non perchè non abbia nulla da dire, ma perchè penso sempre che altri siano più bravi di me ad esprimere anche il mio pensiero. Ti scrivo solo per chiederti il permesso di usare un paio di tue frasi. In questo momento così tanto significative per me. Grazie per saper tradurre in parole tanti miei pensieri e per tutte le risate che mi fai fare.
Daniela