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Eh sí! La notizia è finalmente ufficiale! Ci trasferiamo a Parigi!
Il primo istinto è stato quello di telefonare al mio amico del cuore M che ci ha vissuto per due anni.

"È fatta! Ci trasferiamo!"
"NO! Giura! Ma lo sai che son tutti stronzissimi a Parigi?"
"Oddio no... Non mi dire... Quantifica... Quanto stronzi?"
"Come te la quantifico la stronzaggine scusa?"
"Boh... In una scala da uno a dieci... Onestamente però dai..."
"Mmmhhhh.... Sono parecchio fastidiosi..."
"Fastidiosi come? Come un mal di testa?"
"No, di più..."
"Come la piorrea?"
"Forse più come una colica renale...!"
"CAZZO! Ma ci hai vissuto per quasi due anni..."
"I due anni più miserabili della mia vita... Che non ti ricordi? Vivevo con Melina-nome-der-cazzo e le carline..."
"Oddio... AHAHAHA!! È vero! La schizzata con le cagnette brutte come la Versace... Come si chiamavano?"
"Boh... Io le chiamavo Tapy e Mesky... Corto per Tapina e Meschina... Ma che gliele avrei buttate nella Senna per dispetto guarda..."
I parigini mica saranno davvero così stronzi...
Oddio, ditemi che non sono così stronzi.
(Eh ma sapessero che cancro si stanno mettendo in corpo....)
Comunque la notizia del trasferimento è arrivata come una vera e propria liberazione. Alcune di voi sanno che c'era la possibilità di trasferirsi ad Hong Kong (Silvia mi ha pure messo sul treno quel pomeriggio, dopo la 'telefonata che voleva cambiare una vita' e ricorderà che faccia avevo...) e sanno pure che io ero nel panico più totale, perché io in un paese dove c'è bisogno di affiggere cartelli col divieto di sputare per terra non ci voglio vivere.


Ma mi ci vedete in mezzo ad uno spartitraffico all'ora di punta, con lo smog che si attacca al viso come cerone grigio e le buste della spesa, mentre faccio lo slalom sugli scatarri dei cinesi?
No dico, all'inferno ci voglio andare da morto... Preferisco mille volte le carline orrende.
Poi infatti è arrivata l'opzione-Parigi! Un lavoro fantastico per lui, una città a metà tra le terre natíe di entrambi. Sembra un compromesso più che ragionevole no?
La mia cara bellissima Parigi!
L'Arc de Triomphe, Le Musée Carnavalet, Le Louvre et oh-la-la! Une baguette s'il vous plait che c'ho 'na fame che sembrano due.....  Un ritorno alla mia patria spirituale perché sí, sono fissato con tutto quello che fa Rococó, Neoclassico, Maria Antonietta e compagnia bella.
Ammazzateme. Gay e stereotipo, che volete di più? I bigodini? Allora metto pure quelli.
Tiè.
Ma soprattutto ho nostalgia del vecchio continente, dei suoi usi e costumi, della sua luce decadente e delle sue rughe.
Hong Kong non mi avrebbe solo portato lontano dalla famiglia e da casa, ma lontano da tutto quello che sono: una creatura europea al 100%.
Ovvio, Londra è comunque casa, lo è stata per gli ultimi 15 anni e mi mancherà un casino. Penso che mi mancherà soprattutto la gentilezza delle persone, che anche quando non ti conoscono, ti sorridono.
A Parigi infatti sembra che questa regola non trovi applicazione.
No, per dire, oggi è venuta a vedere casa mia (per affittarla) una tipa proprio di Parigi, col ragazzo belga (un figo!) ma così stronza che nel giro di due minuti la avrei presa a sberle con le carline e mi sarei pomiciato il ragazzo per farle dispetto.
Quindi sapete, un po' di cagotto ce l'ho.
Spero con tutte le mie forze che Parigi si rivelerà altrettanto accogliente e familiare quanto Londra perché in fondo, mentre il maritone è impegnato col suo nuovo lavoro della madonna, toccherà a me 'fare casa'.
E non mi riferisco solo al carico della lavatrice da stendere (festoni di mutande sul terrazzino che le devono vedere dal campanile di Notre Dame...).
Parlando di casa, la nostra è sul mercato per essere affittata, e giusto ieri mi ha regalato una sorpresina.
Non so se conoscete la cantante Leona Lewis, la conosco a malapena io, ma ieri mattina mi si è presentata con l'agente immobiliare ed il suo manager per vedere l'appartamento.
Il tipo dell'agenzia non mi aveva detto che si trattasse di una persona famosa, limitandosi a descriverla come qualcuno che lavora nell'ambiente della musica (e io pensavo "ecco, un'altra zoccola minorenne che si sbatte qualche direttore della BBC..."), invece, aprendo la porta di casa (io in tuta coperta di patacche e con la barba di due anni...) mi trovo lei davanti e la prima reazione è stata un udibilissimo
"OH SHIT!"
Ma lei, bellissima, altissima,timidissima e tutta beige si limita a sorridere ed entra, facendo un giro per casa, seguita in processione dal suo piccolo entourage.
Vabbè, finisce che a lei la casa piace tantissimo, ma l'ingresso non è abbastanza privato (dal momento che già si era creato un nugolo di 'spettatori' dall'altra parte della strada...), quindi no grazie.
"No mamma, alla fine non la ha presa perché dice che l'ingresso non è abbastanza privato..." racconto io a Nonna Mimí subito dopo al telefono
"Che? Ma che purciara! Dicesse che non se la può permettere che ci fa più bella figura...."
"Mamma, questa è una cantante internazionale, i soldi non sono un problema, fidati..."
"E chi sarebbe? Lina Lusi chi? Ma chi la conosce.... Dove la trova n'artra casetta bella come la tua? Con tutte le comodità! Pure la lavastoviglie c'hai! Embé, quando va a fare la spesa che si mettesse le mascherine come buonanima di Michael Jackson no? 'Sta deficiente..."
"Mamma, ma calmati.... Hai litigato con papà di nuovo?"
"No... Anzi, adesso che ci penso quasi quasi è pure ora che gli do una scrollata..."
Vabbè. Loro si amano, davvero.
Comunque qui per ora è un andirivieni di potenziali affittuari, ne vedo di ogni.
Dalle celebrities, alle riproduzioni non autorizzate delle Kardashians (due sorelle nane arabe coi capelli ossigenati ed i fianchi a terrazza che mi hanno infestato casa di Louis Vuitton e profumo indelebile e non la smettevano più di accarezzare i gatti e parlare al cellulare...), agli italiani 'fortunati' trasferiti all'estero per lavoro che si sorprendono quando dico loro di essere il proprietario e non l'attuale affittuario ("Maddai! Il proprietario? Sul serio?") e mamma dice che è perché c'ho la faccia da poveraccio, come papà... Fino alle parigine bastarde stranamente munite di ragazzo appetibile che mi mettono paura con la loro stronzaggine made in France.
Insomma, una situazione surreale.
È carino comunque che tanti di voi si prodighino in 'in bocca al lupo' e siano così ricettivi al mio entusiasmo. Peccato che ci sono altri che non la pensano come voi.
"Ah, ma scusa, lui cambia lavoro e ti costringe a trasferirti a Parigi? E tu cosa sei? Un pacco?"
"Certo che adesso dovrai ricominciare tutto da capo... Il bimbo sarà traumatizzato dalla terza lingua..."
"Madonna mia! Ma siete pazzi? I parigini sono parenti stretti del demonio...."
Insomma, c'è stato chi si è fatto sentire in toni meno 'incoraggianti'.
Allora mi son messo a pensare.
Ho meditato sulle cose che si fanno per amore, per la famiglia (che è la stessa cosa) e sulla libertà a cui si rinuncia in nome del 'NOI'.
La libertà.
Ah! Che bella parola.
Che grande illusione.
Sí perché è vero che si nasce liberi, ma è altrettanto vero che questa libertà non è un assoluto, uno status, ma un bene di scambio.
Il più prezioso bene di scambio che possediamo.
Ne paghiamo un pezzetto alla volta durante la nostra vita, ne abbiamo pagato un po' (a fondo perduto) a quel ragazzo bastardo che ci ha spezzato il cuore, un altro pezzetto ai nostri genitori che vogliono solo che noi siamo felici e che ci struggiamo a lasciare indietro ogni volta che partiamo, ne doniamo un bel pezzo all'uomo (o donna) della nostra vita, ed ogni giorno che passa ci mettiamo in discussione e cerchiamo di crescere insieme e di venirci incontro sempre forti di quella libertà che abbiamo ancora e che concediamo così generosamente.
Ne regaliamo a piene mani ai figli, alle loro esigenze, alle loro richieste e pretese. Al loro bisogno di amore incondizionato e di essere sempre al primo posto.
Ne concediamo appena un pezzettino a noi stessi, mascherandola stupidamente da egoismo, ogni volta che diciamo di no, ogni volta che ci prendiamo cura di noi stessi.
Perché la libertà fine a se stessa non ha senso.
La libertà fine a sé stessa è un deserto ed il grande lusso che abbiamo è poter scegliere per cosa barattarla.
La libertà trova scopo solo quando è investita in qualcosa o in qualcuno che amiamo, perché possiamo illuderci di essere liberi, ma in realtà siamo tutti schiavi, ed il cuore è il nostro carceriere.
Sta a noi decidere se vogliamo esser schiavi della paura che non dà frutti o di qualcosa di fertile.
È un po' come se fossimo in gabbia, ma sempre con le chiavi in tasca. 
È il voler essere in quella gabbia che fa la differenza, e rendersi conto che non è una gabbia, ma il nostro scopo.
È nella nostra natura raggrupparci in arcipelaghi nel grande oceano della vita.
Alcuni si illudono di mantenere la propria libertà facendo capo solo a se stessi rimanendo isole, senza rendersi conto che se questa libertà non è investita, è inerte e priva di valore.
Allora invece prendiamo decisioni anche contrarie al nostro immediato interesse, ci imbarchiamo in avventure di cui faremmo volentieri a meno, allettati da una vita in pantofole più consona al nostro carattere, ci assumiamo enormi responsabilità barattando le emozioni di una vita piena con qualche manciata di libertà.
Non sono il pacco di nessuno, ma ho uno scopo nella vita che trascende il ME e l'IO.
Il mio scopo si chiama NOI e quel NOI sarà dovunque la vita ci porterà INSIEME.
E sarà bellissimo.

I parigini si dessero fuoco.



TQF xx








51 comments:

andrà tutto bene said...

che meraviglia tqf. Buttarti a capofitto in qualcosa di nuovo, con le persone che ami. è un'opportunità troppo grossa per non essere vissuta al 100%! grandissimi in bocca al lupo. condivido pienamente ogni singola parola e no, non sentirti mai pacco. Ma che roba assurda!!!
Però purtroppo è vero: i parigini sono stronzi. I francesi in geneale, eh. ma i parigini di più. tieni duro! :)
vedrai che andrà tutto bene. ti abbaccio

Michela A. said...

E' venerdi mattina e il bilancio non si chiude da solo! ma il tuo nuovo post... il capo alla scrivania fronte la mia mi guarda compiaciuto, è convinto che il mio viso impegnato sia frutto di lavoro integerrimo... mah!... Ti adoro TQF, Little G. ha un'opportunità enorme con la terza lingua, altro che difficoltà, gli state regalando il futuro :-) e tu... avrai mille mercatini da spulciare, mille avventure da vivere... La libertà è tutto e niente, la solitudine non concede libertà...

laura b said...

TQF,ever so right to the point...ho vissuto 9 anni a Londra e non l'avrei mai lasciata...soprattutto non per tornare in Italia..ma quando incontri l'amore della tua vita cheffai?dici di no??Londra è sempre nel cuore ma sono certa Parigi ti sorprenderà,e chissene dei francesi,se non ti sorridono o son antipatici..tu sei una meteora e stai per cambiare la tua vita e quella di molti altri per seguire il tuo scopo che è quello di sempre meno persone, NOI..e magari farai tuo scopo quotidiano quello di farti sorridere da almeno una persona...io lo faccio qui a Modena, lavoro duro,ma dà soddisfazioni..a tute l'or o come diavolo si scrive...Parigi è bellissima <3

Faith said...

Andrá tutto bene, vedrai! I parigini non sono questi mostri, hanno certamente la puzza sotto il naso, ma giá visto che mastichi il francese sará piú facile!! E poi ormai a Parigi ci vivono solo gli italiani ;-)

pentapata said...

Sarà bellissimo! e sarete ancora più belli diciamo beaux.
il pacco de che?! ma va la.

ma il trilinguismo è un problema da quando?

luciebasta said...

Alè! E non mi toccate la regina che faccio un macello... In bocca al lupo, caro: andrai alla grande!

sononera said...

Andrà tutto bene, amo'.:-)

francesca r. said...

no, no, non c'è niente da fare, mi piaci troppo!!! :-)
questa frase:"La libertà fine a sé stessa è un deserto ed il grande lusso che abbiamo è poter scegliere per cosa barattarla" è mitica e coglie in pieno quello che penso...
quanto a Parigi: lo dicono tutti che sono snob e stronzi ma... vuoi mettere? è bellissima, stratosferica, la migliore, io darei qualche dito (dei piedi) per viverci... godetevela e in bocca al lupo!!!

p.s.: non potresti mettere una telecamerina nascosta e riprendere quelli che vengono a vederti casa? daii.....

Chiara said...

Quindi io sono proprio l'unica ad aver commentato l'eventualità di Hong Kong con un "che bello!"? Immagino cosa devi aver pensato... E vabbè, sono contenta per voi. Concordo sull'osticità del parigino medio, ma a Parigi conosco almeno un prete gesuita davvero simpatico.

Paleomichi said...

maccheppalle, io mi trasferisco a Londra (già mi immaginavo la scena: ti incontro per caso da qualche parte e ti chiedo "eschiusmi, ariù de quiin fader? cheniù meik mi en autograf??") e tu a Parigi?
A parte gli scherzi, a Parigi ci ho vissuto e ci vado spesso, e la adoro. La città è meravigliosa, e i francesi personalmente mi stanno troppo simpatici.
Credo che il problema con i francesi si ponga perché sono oggettivamente diversi da noi. Per dire: all'università in Italia se c'è un Erasmus tutti cercano di conoscerlo, di farsi i fatti suoi, di chiedergli cose. In francia tu sei Erasmus, saluti e NESSUNO ti risponde. Per le prime tre settimane. Poi quando decidono di risponderti il giorno dopo ti invitano a casa loro per una settimana.
Voglio dire, noi siamo amiconi subito, loro sono molto più ritegnosi, per cui se all'inizio ti butti troppo gli pare strano. Quando poi hanno deiso che gli stai simpatico (ci vuole un po' di tempo, mica per te, per tutti,è proprio fisiologico) allora sono splendidi. Certo, sarebbe ilcaso di imparareil francese perchè con l'inglese non vai troppo lontano, ma per uno che sa bene l'italiano non è un'impresa impossibile. Togliti dalla desta i pregiudizi (ma che te lo dico a fa') e goditi la ville lumiere (mi raccomando il museo Rodin) che sarà uno spasso. Se può farti comodo qualche informazione o altro mandami pure una mail a paleomiki chiocciola gmail punto com. Ecomunque non ti salvi, se ti becco a Parigi l'autografo te lo chiedo in francese :P

Aspirantemamma said...

Hai perfettamente ragione, condivido in pienissimo il tuo ragionamento sulla libertà. E poi diciamocelo, ti porta a parigi, mica a Calcutta! Poteva andare molto peggio, coem diceva quello PARIGI VAL BENE UNA MESSA!!!!!

Fra said...

In alcuni pezzi di questo post, quando parli della libertà fine a se stessa, mi hai fatto riflettere un sacco e quasi commuovere. Tu hai una sensibilità incredibile e, inoltre (cosa bellissima, secondo me) sai anche esternarla (non è da tutti)! :)
In bocca al lupo, davvero.
Ma sono certa che andrà benissimo, perché "casa" è dove ci siete voi.

Giulia said...

Caro TQF....ma che SPETTACOLO!!andrà tutto bene, ne sono straconvinta, perchè credo fermamente che le belle persone si portino dietro e trovino sempre cose positive...=) diciamo pure che i francesi non siano le persone piu simpatiche del mondo ma a voi chevvemporta?? Dritta a babordo per mirabolanti avventure insieme....e sorriso di sole stampato in faccia!!!

coccinella said...

Io a Parigi ci sono stata qualche mese, e si', sono irritanti. Ma con un po' di ironia ne caverai interessantissime storie per il tuo blog! :) buona nuova vita!!!

mafalda said...

Io la penso come te: quando si ha la fortuna di essere parte di un noi, si sta insieme, ovunque la vita ci porti.
Un abbraccio e buon inscatolamento!
(Epperò, la Leona...)

patama' said...

Parigi è sempre Parigi e in caso di sconforto puoi sempre darti allo shopping...se vuoi anche per me!

hip108092 said...

Non ho mai commentato, ma ti leggo spesso. E' un post tremendamente attuale per me, e mi hai commosso. Grazie, e ovviamente tanta stima da parte mia per voi due.

Claudia said...

Io tutta questa stronzaggine parigina non l'ho mai esperimentata. Al massimo ti correggono se gli storpi l'idioma, o gli viene un attacco apoplettico se sbagli a scegliere il vino dal menù. Forse quello che noto rispetto a Londra e' una carenza di liquidità, una certa resistenza borghese, ma avrai cultura, beaute', ottima cucina (mangiare fuori costa di piu' che a Londra), moda e un comodo Eurostar per rimettere piede a Londra. Gil angli - forse per l'odio atavico - dicono che I parigini sono motto rude. Io sono abituata alla ruvidezza dei Romani, percio' nella mia scala di valori un parigino potrebbe essere un romano che se la tira, hahaha!

Livia said...

Ma dai! Mia sorella vive lì da 6 anni ed avendo totalizzato ormai 9 o 10 visite lì (dall'ultima ne sono tornata martedì) posso dirti tante cose...
Quello sui parigini puzzoni è uno stereotipo. Ne ho sempre trovati di gentili e anche il tizio che mi sono portata appresso l'ultima volta è rimasto piacevolmente sorpreso. Ovviamente, qualche stronzo/a lo troverai però :)
La cosa più insopportabile secondo me è il clima: fa freddo e piove 10 mesi all'anno, quindi fai provvista di ombrelli, k-way e piumini. Londra comunque mi sa che è un buon vaccino!
Parigi è molto ma molto cara: occhio alle spese! Purtroppo è per questo (e per potersi permettere una casa più grande) che mia sorella a breve si trasferirà a Tolone :(
Sono sicura che te ne innamorerai, per qualsiasi cosa scrivimi e cercherò di risponderti anche ricorrendo a mia sorella.
Bon voyage!!!

Anonymous said...

EVVIVA!!!! Ma dai, vuoi mettere Parigi con la sua bellezza, il sole, i musei e chi più ne ha più ne metta, contro la possibilità di trasferti ad Hong Kong dove avresti visto solo facce gialle con le mascherine per non intossicarsi e tutti in fila come formiche!!!
I Francesi??! ..E chissene.. perchè non sanno quanto siamo snob noi capranichesi quando ci impegnamo!! ..Vai Marco! Sono ,anzi, siamo (insieme a Joi e Chicca)convintissimi che ti ambienterai splendidamente e che G. imparerà il francese prima che non si dica.Une bonne vie à vous et à vos proches avec toute l'affection. Je t'aime - mamanLu

Owl said...

In bocca al lupo, mi sa che te lo avevo già scritto anche su fb. Parigi sarà lieta di averti invece.

Grazie per questo post.

Cristina said...

Mia figlia ottenne non molto tempo fa mi ha chiesto: è difficile il francese? Mamma posso impararlo? Perchè questo improvviso desiderio? Perchè a Parigi parlano francese e quando sarò grande ci voglio andare e capire quello che dicono! Andrà benissimo, sarà una straordinaria esperienza e sì lo stereotipo sui francesi esiste, ma esiste anche quello sugli italiani.. Piacere di averti incrociato in rete, io sono Cristina e, se ti va, il mio blogghetto si trova qui: http://udinelamiacittaenonnapina.blogspot.it/

pentapata said...

Claudia scusa ma un romano che se la tira non è un milanese? :-)

scusate sono idiota, 'nfatti vivo in campagna

silbietta said...

Che voglio dire, i parigini saranno pure quello che sono, ma vuoi mettere con chi si devono scontrare?
Secondo me te li bevi in 5 minuti netti, altrochè!
Per chi ti dice che il figlio si traumatizza con un'altra lingua...lassa sta...è tutta invidia!
In bocca al lupo per tutto!! :)

Chiara73 said...

I parigini so' quello che so'... ma tu ti avvicini sensibilmente ai nostri lidi!! E ora posso pure pensare: "che che vo'? Mo facciamo un salto a Parigi a trovare..." e chi vado a trovare, The Queen Father o la Reine Père?!?
Vabbè, resta il fatto che ti avvicini.. vuoi mettere?!!?

Biancume said...

Io vivo in Francia ma non a Parigi e trovo che la reputazione dei francesi sia peggiore di come siano in realtà. Tuttavia è possibile che i Parigini facciano storia a sè. Siamo vicini ma diversi, non c'è dubbio, loro non sono il massimo dell'accoglienza ma nè più nè meno di tante città italiane.
La storia del "Pacco" associata alla decisione di cambiare paese per seguire il proprio compagno la sento ogni volta che qualcuno decide di non dividere la propria famiglia. Che noia, abbiate almeno un pò di fantasia usate quantomeno un sinonimo: non sarai mica una lettera, una raccomandata, un piccione viaggiatore?,
La tua descriozione della libertà è commovente.
Io sono sicura che ci metterai un attimo a conquistare Parigi e soprattutto noi saremo più vicini :-D

Why said...

Ecco, dopo un finale così lirico e invidiabile farti sapere che a hong kong hanno anche cartelli che vietano di fare sesso in funivia non suona tanto bene...!
In bocca al lupo, a tutti voi 3. Sarà bellissimo!

Ale [Tredici] said...

Io penso invece che non ci sia modo migliore di barattare la propria libertà che quello che stai facendo tu.

Ho ventitré anni e il mio bicchiere di libertà già svuotato per metà. Perché quella metà di liquido è andata sprecata, rovesciandosi in lavori sbagliate, ragazzi sbagliati, scelte sbagliate.

Non sai quanto, in questo momento, vorrei qualcuno che mi garantisse che c'è tutta quell'altra metà che sarà... spesa bene.

In bocca al lupo per il trasferimento

M di MS said...

Marco, che vita da romanzo!
Ti leggerò avidamente, a Parigi fari il botto. Mi aspetto reportages super esaurienti sulla città, gli abiti e...i francesi!

Good luck!

P.S.: e quel discorso sulla libertà...pienamemte d'accordo.

The Queen Father said...

@ Ale [Tredici] ma perché pensi che quella libertà sia un bene finito? Il bello è proprio che non viene mai meno, non c'è limite a quanta ne possiamo concedere. L'unico ostacolo che ci fa credere il contrario è la disillusione, la delusione ed il pessimismo di chi si è bruciacchiato le dita con la realtà. Abbiamo sempre il lusso di poter ricominciare!
Grazie di esser passato di qui, e grazie a tutte voi, lettrici e supporters sfegatate! Se mi fanno incazzare a Parigi, vi convoco e famo un casino!

TQF xx

i d e a said...

IO NON SO CHIEDERE L'AUTOGRAFO IN FRANCESE!

The Queen Father said...

@ Idea: "Ma Reine, puis-je avoir votre autographe s'il vous plaît?" (inchino...) ;0)

TQF xx

Viola said...

Senti, Hitler riuscì ad entrare a Parigi il 14 giugno 1940, con l'intenzione di raderla al suolo, tanto la odiava (Parigi era il simbolo della libertà e della resistenza al nazismo).
Ma Parigi era talmente bella che l'architetto di fiducia di Hitler, Spear,lo convinse a non distruggerla. Proprio guardando il panorama dal Trocadero, sembra che abbia detto:

"Non era bella, Parigi?...Mi son chiesto spesso se non dovremmo distruggere
Parigi. Ma quando Berlino sarà finita, Parigi non sembrerà che un' ombra.
Perchè distruggerla, allora?"

Insomma, credo valga la pena viverci!

ero Lucy said...

Io ti odio. Ma non potevi scrivere 'sto post ieri, no? Cosi' oggi ti citavo, guarda qua che meraviglia che hai scritto.
Il succo e': benvenuto nel club di Eva contro Eva, dove come ti muovi hai torto. Avevo bisogno del tuo commento saggio e super partes. Ora che faccio? Ti cito lo stesso? Intanto fanculo ai parigini.

bianca said...

Parigi è bellissima. Io ci sono stata solo come turista ma c'è una cosa che ripeto sempre: è l'unica (!) città in cui un ragazzo vedendomi in difficoltà col valigione sulle scale della metro si è offerto di aiutarmi. E senza secondi fini, perché poi se n'è andato e ho fatto giusto in tempo a ringraziarlo. Quindi secondo me i parigini non sono così terribili. E poi il cibo è buono e ovunque, vi troverete bene!
Sono d'accordo sul discorso della libertà, poi certo, devono essere decisioni prese assieme, ma mi sembra scontato.

vivix beatrix said...

Tu mi fai morire dal ridere!!!

vivix beatrix said...

Vorrei dire a tutti quelli che ti hanno messo l ansia con stupide frasi del tipo " non sei un pacco" oppure " il suo lavoro? E i tuoi bisogni?" ecc che in una coppia non ci sono i bisogni del singolo, ma decisioni comuni, scelte ponderate di un percorso insieme. Inoltre bisogna considerare che tu hai la fortuna di poter crescere tuo figlio, senza dover andare a lavorare, proprio grazie al lavoro di tuo marito, moltissime persone , me inclusa, questa possibilità non ce l hanno, per cui smettiamola con le menate mentali e apprezziamo le cose positive che abbiamo nella nostra vita, incluso un marito con un lavoro che lo soddisfa e che permette alla sua famiglia di vivere più che dignitosamente!

L' officina di un sogno said...

Scusa se mi ripeto, ti trovo veramente stupendo, gran affabulatore, rimango incollata a bermi tutto ciò che scrivi, sei divertente e allo stesso tempo di grande spessore, che dote che hai! Sono sicura che nella fantastica Ville Lumiere non rimarrai isola a lungo, sei fatto per
socializzare. In bocca al lupo. Eli

Lucy Van Saint said...

Sei un uomo fortunato, sappilo. Parigi è la città più bella che esista. Beati voi! :-) E insegnate il francese al piccoletto.

Viola said...

http://www.youtube.com/watch?v=OQJ3-YexJtw&feature=youtube_gdata_player
Hihihihi

Chiara said...

Mio marito li chiama "i tuoi amici francesetti di merda"! Eppure prima o poi lo convincerò a venire a Parigi con me o almeno a farmici venire da sola per... Tre settimane?
I parigini non sono più stronzi dei veronesi, questo è sicuro, il pane è buonissimo e poi voui mettere la tipa della boulangerie che dice "Madame, vous désirez?"... Oddio che nostalgia! Mi raccomando solo una cosa: la stanza per gli ospiti!

Amedeo said...

In ordine:

1. Auguri, e congratulazioni per il maritone!
2. Odio il marmocchio che si ritroverà con 3 lingue senza farsi il culo come noi miseri studenti di lingue -.-"
3. Parigi? La adoro, mi sento sempre a casa. E' straordinaria, vedrai. Ammetto, però, che il commento dei miei amici che ci hanno vissuto per almeno qualche mese è: "Stupenda, ma senza parigini". Generalizzando, ovviamente, i parigini somo deliziosi con: con chi parla francese, con chi non rompe li coglioni per informazioni stradali metà inglese/metà francese storpio, con le persone discrete e di forma. Odiano le pacchianità e le pecionate alla carlona. Ecco.
Vedrai: sarà stupendo.
4. NOn sei felice che sarà più facile vedersi?! (Sì, parlo di me e voi, sì.) Ci capito di più a Parigi!
5. Lassa perde i commenti stronzi - se fossi una donna forse tutti darebbero per scontato che tu andassi. Sono felice che finalmente qualcuno mi esprima questi bei pensieri: la bellezza della libertà sta nella scelta di investire le proprie energie su qualuno o qualcosa, dire "Punto tutto su X. Vediamo come va."

In bocca al lupo!

ps: Leona Lewis?! Ma quanti sordi c'hai?! A 'nvedi.

Caterina said...

Fidanti che il piccolo con le tre lingue non avrà nessun problema. Nostra figlia è nata negli Stati Uniti da mamma italiana e papà americano. Poi però ci siamo dovuti trasferire in Cina per due anni quando lei ne aveva otto. E quando dico Cina, non intendo Shanghai, ma una città relativamente piccola in provincia dove i bambini urlavano terrorizzati "Stranieriiiiii" e le adolescenti volevano toccare le braccia pelose del marito.
La piccola è stata quella che ha accusato meno i colpi. Io disperata, il marito incazzato nero dalla mattina alla sera, lei che ha imparato la lingua e si è integrata perfettamente.
Ora fortunatamente siamo tornati negli States e abbiamo assunto una baby sitter cinese per farle praticare ancora la lingua.

Viola said...

Be', che onore: dovete andare a vivere a Parigi e vi tolgono dalle balle Sarkò&Carlà. I vostri diritti dovrebbero essere, per fortuna, più tutelati ora

Anonymous said...

Non intervengo quasi mai, ma sento di poterti tranquillizzare rispetto a Parigi, io ho un marito francese e ci ho vissuto con bimba piccola circa 4 anni, la città è stupenda, per essere una capitale non è poi cosi caotica e i parigini nel mio ricordo non sono cosi stronzi, o forse mi ero abituata....
Poi anch'io da circa 4 anni seguo il marito nei suoi spostamenti lavorativi e come te mi ritrovo con due figlie piccole a "fare casa", non è sempre facile è un lavoro in se e condivido pienamente quello che dici quando parli di libertà personale e di scelte sul come e cosa farne.
Non cambierei la mia vita di viaggi e traslochi con bimbe trilingui al seguito per nulla al mondo, tuo figlio non avra alcun problema ad adattarsi, se siete felici voi lo sarà pure lui.
In bocca al lupo o come dicono i francesi "merde" (non si risponde nulla, mi raccomando!!)
Elinda

Nina said...

Maròòòòò me l'ero perso sto post! Queen ma è incredibile, sono giorni che ho una nostalgia di Paris e se ti vai a leggere il mio status di oggi su FB ne hai la conferma! Poi mi dico oh, fammi fare un salto dalla Regina Padre che è da un po' che non mi faccio viva e cosa ti trovo? Un post su Paris!!! Mo svengo!
Sono felicissima per te, per voi, a dispetto di tutto quel che si dice sui Parigini, a dispetto del fatto che odio il francese e non capisco una parola, quella città mi è entrata nel cuore. E' viva, elegante, culturalmente attiva...certo anche lì hanno le loro sporche abitudini (puzza di pipì un po' ovunque)...ma basta turarsi il naso, che sono più i pregi... io spesso ci penso come potenziale meta.
Auguri Queen, di tutto e per tuttooooo!!!
Ti dedico questo pezzo, che è da stamattina che me lo ascolto in loop. Così capisci come sto messa ;)))

http://www.youtube.com/watch?v=ryAW5FVGprw

Anonymous said...

bello, bello, bellissimo! E' una ripartenza, con tutti i problemi e le difficoltà che questo comporta, ma siete il vostro NOI e questo è tutto...il cucciolo sentirà il cambiamento, forse, ma avrà una fantastica opportunità che non è da tutti e rappresenta una ricchezza enorme! In bocca al lupo (e un po' di invidia sana, concedimela, per questo solido noi e per la situazione)
Eria

gloriainthemoon said...

Ciao, ti seguo dal famoso post sulla coppetta mestruale e ATTENZIONE, sto per diventare una coppettata pure io!! Ci riflettevo da un po' ma dopo il tuo post ho deciso che dovevo provare! ;) E lascia stare quelle che non capiscono l'ironia! Era stupendo e l'ho fatto leggere a tutte le amiche che potevo e tutte si sono fatte mucchi di risate e qualcuna ha pure imparato qualcosa di nuovo, divertendosi! Come ti dicono in molti sei davvero molto bravo a esternare le tue emozioni e la parte sulla libertà che scrivi qui mi ha spinta a scriverti perchè è proprio un argomento a cui sto pensando in questi giorni e mi trovo davvero d'accordo con te...solo che in questo periodo non sono così brava a spiegarmi! Mi toccherà rubarti le parole! ;) Sono sicura che, con il tuo modo di fare e di affrontare la vita, Parigi sarà casa tua come lo è stata Londra. :)

Ad ali spiegate said...

Anche se non è il post più recente non posso fare a meno di dirti che adoro come scrivi; che ho copiato la tua riflessione sulla libertà nel mio libretto sul quale appunto tutte le frasi che incontro nella lettura dei libri; che non bisogna fare di ogni erba un fascio; che un po' vi invidio (Parigi la trovo molto affascinante); che magari avessi avuto modo di imparare tre lingue da piccola e non da ultimo un gran in bocca al lupo per l'imminente trasloco!
Kiss - baci - bisous!!

divinaringhio said...

A Paris!!!!!!
che val bene una messa come disse qualcuno...
Vale la pena anche con i cagoni di parigini , che notoriamente sono stronzi ma ci si può convivere...
Sarà strepitoso. Il marmocchio "plurilingue" e il maritone impegnato, la luce decadente e la libertà che ognuno si porta dentro...
basta guardare le foto di Ninamia per amarla alla follia...
Io la adoro...ma essendo bilingue parto in supervantaggio...non faccio testo.
Ma chi ti ferma a te? e daje annamo a conquistalla, sta cittadella....

Chicca

Meelat said...

Ti ho scoperto da poco... Ma non ti lascio più! Bravissimo!