Seguimi Via Mail!

Sotto alla Corona

My photo
Se avete voglia di parlare o se sentite che qualcosa che scrivo vi tocca da vicino, non siate timidi e mandatemi due righe... Scrivete a thequeenfather@me.com Mi fa sempre piacere!

Search

Loading...

Blog Archive

Archivio Reale



Le Bon Marché
Salve mamme, papà e ladri di bambini...
Mi trovo al parco, il Tappo è in catalessi nel passeggino nuovo (sempre sia lodato...) e io al riparo dalla canicola (oggi ci saranno 30 gradi...) sotto ad un enorme Ginkgo.
Mi guardo intorno.... Dovreste vedere alcune delle mamme qui oggi.... Sembrano uscite dal Country Club, tutte in lino senza una grinza, ballerine, occhiali da sole formato piadina e 15 nannies al guinzaglio a testa.
Magari hanno pure il coraggio di lamentarsi di quanto dura sia la maternità.
Adesso gli tiro il passeggino col Tappo dentro.
E comunque si son date da fare, dal momento che ognuna si scarrozza in media tre pargoli (ce ne è una con cinque!!!) che rappresentano l'augusta e privilegiata gioventù parigina, nei loro calzoncini bianchi, nelle loro polo blu e camicette a righe, nei loro nastrini tra i capelli. Bimbi da catalogo.
In Chelsea era un carnaio di nomi come Toby, Felix, Thomas, Chloe, Pippa (tacete, cretini) e Francesca. Qui invece sono circondato da Philippe, Vadim, Auguste, François ( e fin qui va bene ) poi arrivano le bimbe con nomi come Aline, Aurélia, Celeste e Colombe. Vi sembrerebbe strano chiamare una bimba colomba (picciona!), ieri invece ho conosciuto un fiore di bimba che indossava un abitino in cotone vichy, a piedi nudi nella sabbiera, con una manciata di boccoli biondi che ha spazzato via tutto il pollame.



Ecco, vedete?
Sono in ritardo col post di questa settimana... Maledetto trasloco.... Se continuo così, il mio Klout score andrà sotto zero e ogni volta che accenderò l'Ipad, il vuoto cosmico mi succhierà la faccia contro lo schermo...
Ma che difficile ambientarsi in una nuova città.... Avoglia a farsi seccare la lingua con la erre francese.
La mia prof mi diceva "Devi cantare Rien de Rien fino a esserne stufo per imparare a muovere la lingua correttamente ed evitar che ti si secchi la bocca..."
Professoré, io qua canto fino a farmi venire il sangue dal naso e le emorroidi, ma dopo 5 minuti sputo sabbia.
Che palle.
Parigi è meravigliosa, ma ancora non è casa. Sarà che l'appartamento per ora è una di quelle sistemazioni temporanee super-comfort per famiglie in espatrio, già arredato, completo di posate e lenzuola in cotone egiziano, accappatoi in morbida spugna, wi-fi, TV ultrapiatta ed il tostapane finto retro super tecnologico.
Sarà il servizio di piatti e bicchieri senza personalità e l'odore di parete imbiancata di fresco, sarà che andiamo avanti a DVD e fra un po' Dumbo ce lo bruciamo perché gira a manetta anche tre volte al giorno e ci manca tanto la nostra bella TV britannica, insomma, per ora mi sento ancora ospite.
Uno di quegli ospiti che, a dispetto di quanto vi prodighiate per farlo sentire a casa, soffre ancora di nostalgia.
Se poi aggiungete il fatto che maritone è a 4000 per il nuovo lavoro ed è occupatissimo (adesso quando lo chiamo mi risponde direttamente la sua nuova assistente che già mi sta sul cazzo quando dice "Je vais controler s'il peut prendere le telephone..." e io che in Italiano le ringhio "A stronza, per me la telefonata la prende SEMPRE sennò vengo giú e faccio un casino che al confronto la presa della Bastiglia è la fiera della porchetta di Ariccia!!!" tra i denti, ovvio...), vi fate un'idea.



"Aspettatevi un periodo di transizione.... Sapete, trasferirsi in una nuova città, in un paese che non è il vostro, comporta una certa flessibilità ed un periodo di assestamento che puó essere piú o meno lungo..."

La scoperta dell'acqua calda.
Tutte le persone con cui stiamo lavorando al momento, dalla relocation agency all'agenzia immobiliare, dalla fioraia al ragazzotto del negozio di elettrodomestici, sembrano essere d'accordo su questo punto.
Flessibilità.
Io peró, che non sono una cannuccia, né tantomeno riesco più a toccarmi la punta dei piedi dal 1982, ho un limite e ieri sera lo ho superato abbondantemente.
Come vi dicevo nel mio post precedente, per ora viviamo in un appartamento temporaneo appena fuori dagli Champs Elysées. Sembra quasi impossibile che un tale carnaio sia appena dietro l'angolo, con il suo continuo andirivieni di gente, quando la nostra strada è cosí tranquilla....
L'appartamento si trova in un bellissimo palazzetto della metà dell'800 con cortile a sampietrini e cancello in ferro battuto, è tranquillo, pieno di luce e dotato di ogni comfort ( anche l'acqua calda, basta accendere lo scaldabagno.....).
L'unico problema è che siamo capitati proprio sotto all'appartamento di un figlio di papà ( i genitori sono i proprietari del palazzo...), che si sta dando alla pazza gioia da ieri sera a colpi di techno/house sparata a cannone da due speakers sicuramente poggiati sul pavimento immediatamente sopra ad una delle nostre camere da letto.
Primo: chi cazzo la ascolta piú la techno/house?
Secondo: adesso salgo, ti strappo le carotidi a morsi e ti ci frusto.
Terzo: vedi secondo.
Dopo aver tentato invano di bussare sul soffitto con il manico della scopa, quasi fino al punto di farci il buco, siamo stati costretti a spostare i letti nella seconda camera che, fortunatamente, è una tomba.
Il tutto alle una del mattino (si dice così? 'Le una' del mattino? Boh....)




Salve! Anzi, bonjour à tous! 

Siamo appena arrivati a Parigi: nuova casa, nuova città, dodicimila valigie, due adulti sudati come la mortadella lasciata al sole ed un treenne posseduto dal demonio.
Scarpinata fino al Monoprix sugli Champs Elysées con 28 gradi (eh già, TQF vive appena fuori dall'avenue, anche se temporaneamente... È un continuo bordello di gente, ma come esordio parigino non c'è male....), disfatto le valigie, cucinato un piatto di pasta e, dulcis in fundo, niente acqua calda stasera e aspettiamo il tecnico per domattina.
Quindi, bollito le pentole d'acqua sui fornelli come si faceva ai tempi di Maria Antonietta (che mi starebbe pure bene per amor di teatro, ma sono una creatura del 23mo secolo io...) ed eccomi qui. Pulito ed esausto.
Vi lascio con questo post fotografico un po' anomalo.
La prima parte raffigura la mia ultima giornata a zonzo per Londra, mi sono concesso una passeggiata al Brompton's Cemetery, che ho sempre voluto visitare.
Lo trovo stupendo.
Rappresenta forse la fine di un periodo nella mia vita, magari è per questo che le immagini sono cupe e gotiche, ma trovo nascondano un grande romanticismo.... Che ne dite?

La seconda parte invece rappresenta il mio arrivo a Parigi, le prime cose che ho visto e fotografato. La mia casetta e tutta la malinconia che ancora mi tormenta.
Sono stanchissimo, quindi vi saluto e  mi metto a nanna che domani festeggiamo (per la seconda volta...) il terzo compleanno del Tappo.
In questo periodo di transizione sarete la mia ancora! 

Bisous!

TQF xx
Ore 08.30.

Mi trovo seduto sul treno Eurostar con direzione Parigi. Fuori c'è un sole splendido ed il caffè di fronte a me dondola e ammicca nella tazzina.
Sono sfranto dal sonno, giusto ieri sera G ha deciso di avere gli incubi e di svegliare tutti ogni 15 minuti. Poi la sveglia alle 6.00 del mattino è stata una mazzata sugli stinchi.
Comunque eccoci qui, il nano con i nonni a Londra e io col maritozzo a fare un giro di ricognizione nella nostra nuova città.
Oggi ci danno l'appartamento temporaneo, quello in cui staremo finché la casa di Londra sará affittata e noi potremo cercare un appartamento definitivo di 12.000 metri quadrati con piscina, campo di fave, mulino a vento e canile.
Dal momento che gli animali non sono ammessi nell'appartamento provvisorio, ieri ho finalizzato la pensione per i miei due gatti, Rocco e Lily, che dovranno rimanere a Londra finché la nostra sistemazione Parigina diventi definitiva, quindi si faranno un paio di mesi in quello che è l'equivalente del Four Seasons per felini.
Mortacci loro. Alla fine del trasloco pure i gatti arriveranno a Parigi totalmente rilassati e io saró una montagnola di sterco in ciavatte.
Mi guardo intorno nel vagone di prima classe ( perché da vera regina io cosí viaggio, o in prima o mi portate a spalla...).
Alla mia destra ci sono due tipi business in completo grigio, col laptop aperto ed il telefonino che squilla fino a perdere la voce, ma stanno giocando a Tetris.
Il vero spettacolo è di fronte a me.