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Ecco, vedete?
Sono in ritardo col post di questa settimana... Maledetto trasloco.... Se continuo così, il mio Klout score andrà sotto zero e ogni volta che accenderò l'Ipad, il vuoto cosmico mi succhierà la faccia contro lo schermo...
Ma che difficile ambientarsi in una nuova città.... Avoglia a farsi seccare la lingua con la erre francese.
La mia prof mi diceva "Devi cantare Rien de Rien fino a esserne stufo per imparare a muovere la lingua correttamente ed evitar che ti si secchi la bocca..."
Professoré, io qua canto fino a farmi venire il sangue dal naso e le emorroidi, ma dopo 5 minuti sputo sabbia.
Che palle.
Parigi è meravigliosa, ma ancora non è casa. Sarà che l'appartamento per ora è una di quelle sistemazioni temporanee super-comfort per famiglie in espatrio, già arredato, completo di posate e lenzuola in cotone egiziano, accappatoi in morbida spugna, wi-fi, TV ultrapiatta ed il tostapane finto retro super tecnologico.
Sarà il servizio di piatti e bicchieri senza personalità e l'odore di parete imbiancata di fresco, sarà che andiamo avanti a DVD e fra un po' Dumbo ce lo bruciamo perché gira a manetta anche tre volte al giorno e ci manca tanto la nostra bella TV britannica, insomma, per ora mi sento ancora ospite.
Uno di quegli ospiti che, a dispetto di quanto vi prodighiate per farlo sentire a casa, soffre ancora di nostalgia.
Se poi aggiungete il fatto che maritone è a 4000 per il nuovo lavoro ed è occupatissimo (adesso quando lo chiamo mi risponde direttamente la sua nuova assistente che già mi sta sul cazzo quando dice "Je vais controler s'il peut prendere le telephone..." e io che in Italiano le ringhio "A stronza, per me la telefonata la prende SEMPRE sennò vengo giú e faccio un casino che al confronto la presa della Bastiglia è la fiera della porchetta di Ariccia!!!" tra i denti, ovvio...), vi fate un'idea.

Poi, a rincarare la dose di scazzo, il Tappo che pesa come un asino morto e che si ostina a voler essere portato in braccio ovunque, ed eccomi qui. Leggermente frustrato e sderenato, o sderené, per dirlo alla francese.

Oggi però la grande svolta. È arrivato (in 24 ore!!!) il nuovo passeggino e il Signore, nella sua infinita bontà ( o forse si è rotto i coglioni di tormentarmi e adesso si diverte con qualcun altro...), ha fatto sí che Gabriel se ne innamorasse.
Ci siamo buttati subito al parco.
Che meraviglia che è Parc Monceau! Certo, non sarà Holland Park, ma c'è da dire che questi bambini francesi sono davvero super-friendly!
Giusto oggi pomeriggio G si è sbattuto a destra e a manca rincorrendo un po' questo, un po' quello.
Poi mi è venuta l'idea del cavolo.
C'erano alcuni bambini che si rincorrevano brandendo delle pistolette di plastica (e qui mi ricollegherei ad un mio prossimo guest-post sulla Violenza che apparirà online a breve, ma non è stato ancora pubblicato, quindi portate pazienza.... Poi vi posto il link...). Dicevo, alcuni bimbi si rincorrevano con delle pistolette di plastica colorata e G, che voleva a tutti i costi giocare con loro, si ritrova in mano una 'pistola' fatta da me medesimo con due pezzetti di legno ed il manico di una busta di plastica ( praticamente era una croce impugnata tipo pistola e non sapevi se il tappo rincorresse i bimbetti per sparargli o per sottoporli ad un esorcismo... "Eeeeesci da queeesto cooooorpo..." Non ho mai riso tanto.)
Poi vabbè, per quanto amichevoli i francesini possano essere, sono sempre bambini e parigini, quindi tendenzialmente stronzi e G si è ritrovato fuori dal gruppo perché non aveva, secondo loro, una pistola adeguata.
Ma ditemi voi.
"Ce n'est pas un pistolet!" (quella non è una pistola!).
Gli occhioni tristi e confusi di mio figlio sono stati troppo e mi è partito l'embolo. Non sia mai che mio figlio venga schifato perché non possiede il giusto materiale balistico.
"Mezze seghe senza immaginazione... Adesso vi faccio vedere io..."

Col pupo sotto braccio a mò di baguette e la croce in mano, marcio a grandi passi verso il chiosco di lecca-lecca e giocattoli all'ingresso del parco.
"Ce l'avete una pistola? Voglio una pistola.... Datemi una pistola! Per mio figlio.... Giocattolo intendo..."
faccio al commesso che , atterrito, aveva pronto il dito sul bottone dell'allarme per la polizia.
Dieci minuti più tardi siamo di ritorno nell'area giochi con un pistolone grosso quanto un lancia razzi che fa un casino della Madonna con tutte le luci colorate e gli effetti sonori tipo techno-rave di Guerre Stellari.
"Vai a farla vedere ai tuoi amichetti tesoro..."
Grande successo.
Avreste dovuto vederle le merdine snob che facevano i turni per sparare col bazooka di G e lui in mezzo, contento come una Pasqua, con tutti quei bimbi intorno.
Mi sembrava di guardare le comiche.
Gabriel che corre con la pistola, si ferma di botto davanti ad una bambina molto più grande di lui, le spara, lei stando al gioco, strilla come se avesse davvero ricevuto un pallettone in faccia gettandosi a terra e G che corre da me in lacrime spaventatissimo, come per dire "Papá, ho trucidato una, scappiamo..."
(...ma lei era un'attrice che levatevi...)
Lo avrò traumatizzato?
Pure questa di ansia mi devo mettere addosso?
Resta il fatto che la pistola è stata prontamente 'donata' ad uno dei bimbi del parco, dal momento che G non ne voleva più sapere.

Ne è uscita fuori una lezione di vita gratis: le pistole fanno male. Ammazzare la gente non va bene, anche se si tratta di francesi e soprattutto se stai cercando di fare amicizia.
Ho pure sanguinato 8 euro per quella pistola di plasticaccia, che poi uno si meraviglia che la Cina è l'economia più stabile del mondo...
Sono comunque contento che G abbia deciso che quel giocattolo non faceva per lui, rimettendosi a correre a mani vuote, fregandosene delle pistolette degli altri.
Quindi sí, pistole ed esorcismi a parte, ci stiamo muovendo verso la direzione giusta. Se va tutto bene mi ritroverò con un figlio pacifista ed una 'erre' francese che a Edith Piaf le dovranno venire le ragadi per l'invidia....
Magari non succederà la prossima settimana, o il prossimo mese, ma non vedo l'ora di poter chiamar Parigi "casa".
Tutti abbiamo bisogno di una casa.
Anche una regina.




À bientôt!

TQF xx



28 comments:

Aspirantemamma said...

No, ma l'aneddoto della pistola è eccezionale, sto morendo da ridere! Hai fatto bene, benissimo, alla faccia del boicottaggio dei prodotti cinesi e delle armi e dei giochi di platica....quando ci vuole ci vuole!

Anonymous said...

All'inizio, quando ero una studentella squattrinata, facevo la babysitter a due bambini francesi. Uno dei due era una specie di censore morale e passava il suo tempo a redarguire gli altri bambini, tipo "lo sai vero che non puoi salire sullo scivolo al contrario?", "non si lancia la terra", "non è consentito arrampicarsi su quella staccionata" e altre cose del genere. Pareva un 80enne che passava i pomeriggi a rompere i cojoni a tutto il parco. Quindi a volte, un po' di sana (?) e liberatoria iulenza fa bene, poi vedi che G ha deposto degnamente le armi.

Non abito molto lontano da te, chissà se un giorno, prima che io abbandoni gli escarpins e le parapluie di pizzo per il museo della patata (inteso come tubero, eh), ci vedremo e faremo conoscenza ?

Buone cose !

Tom

Ladybug said...

Stavo resistendo benissimo, ma arrivata a "Papá, ho trucidato una, scappiamo..." sono proprio scoppiata a ridere. Ora che stavo scrivendo un contratto non ci crederà più nessuno.
Devo smettere di leggerti in ufficio!

Sei meraviglioso. *_*

patama' said...

ho appena messo in branda la piccola e alla scena dell'esorcismo non ce l'ho fatta e ho riso. Si è svegliata, je te hais!

Elena e Manuele said...

"Ammazzare la gente non va bene, anche se si tratta di francesi"
aaaaaaaaaaaaahahahahahhahahahahhahahahahahhaha

Rory said...

Che splendide le foto!
Hai instagrammato? :-))

Murasaki said...

Quoto Ladybug: io stavo scoppiando quando ho letto "Eeeeesci da queeesto cooooorpo".

:D

la mamma di zanna bianca e piedi neri said...

Credo che comprare una pistola se non si è convinti del tipo di gioco sia un errore ma pure io l'ho presa ai miei topi...li amiamo tanto e di vederli emarginati da piccoli stronzetti per scelte ideologiche nostre non se ne parla..non ce la possiamo fa'..i miei però ci giocano beati..spero solo che presto non sia emarginato per gli abiti firmati..cambierà amici sennò!!!!!

Ale [Tredici] said...

Io ho riso per tutto il post. Sei fantastico.

E poi mi è venuto da pensare che probabilmente la televisione o il servizio di piatti senza personalità non fanno una casa. La casa vera la fate tu e G e 'maritone'.

Ecco, mo' sono un po' giù, invidio la tua felicità. Chissà che un giorno...

Abbraccio! Anche a Gabriel hippie version :)

Patalice said...

...dai che ho lo stomaco in subbuglio da virus...
adooooro!

The Queen Father said...

@ Ale [Tredici], invidi la mia felicità? Perché pensi sia superiore o più completa della tua? Guarda, formarsi una famiglia significa scambiare un certo tipo di complicazioni con altre... La felicità è negli attimi, non è una condizione permanente!! Io a volte invidio i single che pensano solo a divertirsi! Vedi com'è? L'erba del vicino.... Se comunque trovare un compagno è quello che vuoi, ti auguro con tutto il cuore di trovarlo! magari smetti di cercare e aspetta che sia LUI a trovarti! xxx

The Queen Father said...

@ Rory, uso instagram ed unamanciata di altre applications, ma non svelerò mai il mio segreto!!! ;0)

@ Tom, mandami una mail e ci incontriamo tout de suite!

@ la mamma di zanna bianca ; vedi che ci capiamo? Per quanto riguarda gli abiti firmati mio figlio è intoccabile! Con due papà gay, lui il fashion lo trincia! ;0)

Mammocchia said...

No.... ma te sei un tajo!!! :-))) Io ogni volta mi spalmo sulla scrivania dalle risate... ebbene sì, ti leggo in orario d'ufficio, pensa che tristezza altrimenti queste ore in mezzo a 'sta gentaglia!

anto perni i viaggi di maya said...

io non penso che sarei corsa a comprare una pistola solo perchè ce l'hanno tutti e la mia bambina non è gradita con la sua pistola handmade. Sicuramente non è facile vederli tristi perchè magari non accettati, e so già che sarà dura nel momento in cui si confronterà con i compagni di scuola, ma dalla mia esperienza diretta posso dire che anche certe frustrazioni passano, e si impara a giocarsi altre carte per "piacere" ai propri simili. Io l'ho scoperto da sola sulla mia pelle perchè non avevo dei genitori attenti a questo genere di cose, mi vietavano le cose e basta... ma penso che i nostri figli abbiano qualche fortuna in più per affrontare i momenti di emarginazione, grazie alle nostre spiegazioni (o tentativi di spiegazioni...)
Per il resto, è andata bene comunque, visto che si è stufato da solo. Non nego che anche il metodo "prova pure, (tanto poi vedrai che non è tutta sta figata)" mi va a genio.
Attendo il post sulle armi... argomento interessante e già motivo di ansia prima ancora che si presenti il periodo. un abbraccio

vivian said...

città e casa nuova. coraggio tanto e voglia di cambiare meno? questione di tempo forse. però per te e per il 'tappo' una lettura pacifica http://www.corraini.com/scheda_libro.php?id=648
e forse anche un posto dove sostare ogni tanto (in caso vi servisse un rifugio da un eventuale -attacco-francese...)
http://www.104.fr/les_espaces/equipements/la_maison_des_petits.html (una mia amica dice che è un bel posto davvero)

Rouges said...

Ma che meraviglia...tutto! Il racconto, le foto, Parigi...TU, anzi VOI! :)

francesca r. said...

io avevo iniziato a scompisciarmi già da "eesccciiii da questo corpoooo"... immagina il resto!!
comunque in bocca al lupo e coraggio, che se ti fossi sentito a casa, dopo così poco tempo, saresti stato superman, altro che una regina!!

Bimbo cercasi said...

Mi piace davvero molto quello che scrivi e come lo scrivi, quindi se non ti dispiace ti inserisco tra i blog da seguire :)
Buona avventura parigina!

The Queen Father said...

@Bimbo Cercasi, benvenuta e grazie! x

màrcel said...

prima volta che ti leggo... riso parecchio, grazie

Starsdancer said...

Tu est magifique! e quando avrai la erre francese perfetta a forza di cantare rien de rien sarai il mio mito :D anche la mia prof diceva la stessa cosa della tua!! ahahahha

Anonymous said...

Mi fa ridere la parte: `Ammazzare la gente non va bene, anche se si tratta di francesi...` :-DDDDDDDDDDDDDDDDDDD

Sissi975 said...

Bellissime le foto e da morire l'aneddoto sulla pistola :D
X il resto ti capisco, sono mamma da 20 giorni, da 1 mese traslocata di casa e città ma il bello è anche questo no?
Un abbraccio sissi

TrinityPat said...

Porta pazienza, l'arrivo in una nuova città ha sempre qualcosa di magico con un pizzico di tristezza, è difficile lasciarsi alle spalle il consolidato, ma è la nuova avventura che giorno per giorno si costruisce che è lo stimolo. Magari per ora non hai molti amici, ma piano piano, lasciati incantare dalla scoperta, degli angoli e dei vicoletti e dei negozi etti, approfitta delle nanne in passeggino ....e quando ti aprirai alla città arriveranno anche l'ex amis. Un forte abbraccio

TrinityPat said...

Les amis, acc al correttore automatico mbriaco.
Datti degli obiettivi a tema: la journée existentialiste (e ti vesti di nero col baschetto); la journée di cinema, e giù a scovare i film e a rivedere i luoghi (il mondo di amelieo un americano a Parigi ) a.s.o. Xxx

Anonymous said...

Sono d'accordo con TrinityPat, per sentirti a casa (o più a casa di quanto già tu ti possa sentire) potresti cercare di darti delle piccole routine. Se hai delle passioni, puoi cercare se esse hanno una declinazione concreta (in città tutto è possibile, as you know); ami il cinema? la cinemathèque diventerà la sua seconda dimora ed ogni mercoledi ci potresti portare G per il cine-goûter (anche al Forum des images fanno un sacco di cose). Ami l'arte? al Pompidou fanno sempre degli atelier per bambini (cosi come in tanti altri musei parigini). Preferisci la cucina? sicuramente ci saranno degli atelier di cucina (magari anche con pargoli annessi). Ricorda che Parigi è la patria dei bambini, di attività e di cose per loro e per i genitori ce ne sono sempre e cio' ti potrebbe dare la possibilità di conoscere tanta gente. Insomma, immagino che ora sia il momento "turismo e riscoperta della città", ma vedrai che piano piano troverai cio' che i tuoi nuovi concittadini chiamano "repères"

PS, se ti piace l'arte orientale, nel XVI trovi un incantevole museo (Musée Guimet) che ospita la più importante collezione di arte orientale al mondo. Hanno un'ottima programmazione, anche per i bambini, te lo consiglio caldamente (sono di parte ma merita !)

M

un abbraccio

Pier(ef)fect said...

ma perchè non conoscevo questo blog?? perchè? ah?? ufff
*_* che tenero Gabriel che ha già capito quant'è brutto fare del male :3 un saluto e in bocca al lupo per la tua vita a Paris :D

SuSter said...

Scorro all'indietro gli ultimi post perchè a quanto vedo mi sono persa qualcosa... a quanto vedo mi sono persa più di qualcosa! Parigi? Oh, cacchio! Mi sono persa qualcosa sì!