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Sotto alla Corona

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Ci sono giornate in cui la pelle è sensibile a tutto. Diventa elettrica. Solitamente dopo un periodo passato a denti stretti, a raccontarsi balle ed a crederci. A far finta che niente è cambiato, che tutto continua per il meglio, che tutto è esattamente come te lo aspettavi, un periodo passato a voler essere accomodante quando in realtà vorresti prendere il mondo a pugni in faccia.
E non è colpa di nessuno.
Un sabato pomeriggio iniziato con le migliori intenzioni e finito a camminare sotto la pioggia, con un Nano che continua a calciar via la cappottina antipioggia del passeggino ed a strillare.
Un pomeriggio di girovagare senza sapere dove andare, litigando, rimpiangendo, accusando le nostre reciproche mancanze.
Strade sconosciute.
Strade deserte.
Parigi durante il weekend è un cimitero.
Incredibile, ma è cosí.
Lo scenario ideale per girovagare a piedi senza meta ed esplorare.
Invece ci fa sentire ancora più isolati.
Fuggiti da una casa che non ci accoglie per gettarci nelle strade di una città ancora estranea.
Anche l'albergo dove alloggiavamo regolarmente un tempo, durante il nostro amoreggiare spensierato, ci rifiuta un tavolo per un caffè, giusto per uscire dalla pioggia.
"Spiacenti, non c'è posto per un passeggino..."
Ogni locale chiuso per i festeggiamenti del 14 luglio e noi imperterriti a cercare un posto decente dove passare un paio d'ore entriamo in uno Starbucks.
Scalcagnato, disordinato ma accogliente.
Poi, dopo due macchiati ed un muffin alla banana ci rimettiamo per strada a camminare. A familiarizzare con la zona.

E giù pioggia, l'unica cosa che ci auguravamo di aver lasciato alle spalle con questo trasferimento.
Ci manca Londra.
Ci manca casa.
Ci mancano le nostre cose, i nostri amici, i nostri vecchi ritmi.
Siamo soli.
Poi, per caso, entriamo in un minimarket miracolosamente aperto. La strada è deserta, la pioggia pesante ed imperterrita.
"Cosa ci facciamo qui?"
"Non ne ho idea... Sempre meglio che stare a casa..."
Girovagando tra i banconi di frutta e verdura, giusto per perdere tempo, Gabriel inizia di nuovo a sbraitare indicando qualcosa che non ho notato.
Un intero allestimento di alimentari dedicato all'Inghilterra.
Ha riconosciuto le gelatine di frutta Hartleys (quelle che zia Angela gli prepara ogni volta che andiamo a pranzo a casa sua...), la salsa HP barbecue (quella che usiamo in estate, sul terrazzo, quando arrostisco la carne sulla griglia...), il thè PG Tips (il preferito di nonno Bill...), addirittura i dadi da brodo che usavamo a casa ed una valanga di altri prodotti che, più di ogni altra cosa, gridavano CASA!

Non so come sia accaduto che in un'intera via deserta, l'unico negozio aperto fosse proprio quello. A volte penso che qualcuno ci abbia voluto rincuorare.
Ci siamo ritrovati lí davanti, come tre profughi, col sorriso che andava da un orecchio all'altro a riempirsi le mani di casa.
Di Londra.
Gabriel felice di aver trovato le sue gelatine preferite, Marito felice di aver trovato i suoi cereali per la colazione.
Per me non c'era niente.
Solo la soddisfazione e la serenità di vedere i miei due uomini finalmente entusiasti.
Quella era la cosa di cui avevo più bisogno.

Siamo nella più bella città del mondo.
O almeno così ci dicono.
Tutti.
Tutti quelli che sognano di evadere dalle loro vite, fuggire dai loro abitacoli soffocanti nei 40º di estate. Tutti quelli che "...e io che devo dire? Beati voi!"
Tutti quelli che "...magari potessi! Di cosa ti lamenti?"
Tutti quelli che "...siete fortunati. Vi invidio!"
Tutti quelli che non sanno, che non immaginano quanto sia difficile ricostruire tutto intorno a te per essere felice.
"Casa è dove siete tutti e tre, uniti, insieme"
Balle.
Casa è il nido che ti protegge, il giardino in cui poter veder sbocciare i frutti dell'impegno e dell'amore.
Casa è quello spazio che ti sta a pennello e che è stato plasmato dai tuoi gusti per accogliere te con tutti i tuoi difetti.
Casa è fatta delle comodità che parlano di te come persona e di quello di cui hai bisogno.
Casa è l'odore che ti appartiene. Ti definisce.
Tanti non si rendono conto che anche al centro di Parigi c'è il deserto; un deserto di giornate sempre uguali da riempire in qualche modo. Lo sforzo di chi viene da fuori e cerca di farsi spazio tra gli ingranaggi che fanno girare questa meravigliosa città.
Mentre cerco di fare mia una casa che non mi appartiene e carico e scarico lavatrici di biancheria che non ho comprato, né scelto, mi sforzo di
trovare una dimensione che mi abbracci.
Mi scontro ogni giorno con una mentalità che mi sfugge, alla costante ricerca di un'empatia che non fa parte della cultura nazionale, evidentemente.
Li chiamiamo stronzi i Parigini, ma forse sono solo onesti e non sentono di doverti sorridere se non ne hanno voglia, né tantomeno cercano di essere affabili con un totale sconosciuto.
Lo capisco pure come atteggiamento, lo dico sul serio.
A volte però, io di quel sorriso ne ho bisogno, anche solo per coltivare l'illusione di essere finalmente a casa.

Allora sfogo la mia frustrazione su una dieta che mi fa riscoprire il gusto di poter cambiare e su un compagno che dopo 14 ore di lavoro al giorno è costretto a dedicare ogni briciola dell'energia che gli rimane a chi lo aspetta a casa.
Un bambino che vuole giocare al campeggio in salotto.
Un adulto che invece vuole litigare.
Porte sbattute, voci alterate, fronti corrugate.
Lo spazio tra noi che si riempie di stress e stanchezza e la città delle luci che improvvisamente si fa buia.
Allora vuoi scappare, vuoi tornare a casa, vuoi dar fuoco a Parigi con la tua rabbia.
Poi la mattina, mentre fuori il cielo è livido e la pioggia imperversa contro i vetri delle finestre, ritrovarsi davanti ad una tazza di caffè, a voce bassa, per non svegliare il cucciolo.
"Andrà tutto bene vedrai!"
E quell'abbraccio che è come un bozzolo in cui ritrovo il lusso di poter essere fragile e smettere di fingere.
Allora mi sento stupido, egoista, debole.
In un mondo che ti vuole indistruttibile mi ritrovo umano.
Fuori piove ancora, ma in qualche modo, dentro è spuntato il sole.

E quello è lo stesso dovunque andiamo.





TQF xx



40 comments:

dabogirl said...

andrà tutto bene.
Queste parole sono musica e anche io chiedo spesso di sentirle.
Andrà tutto bene.

L'Albicocca said...

Non immagini nemmeno quanto di me, di noi (io, marito e 2 bimbi)ci sia in questo tuo post... io stessa non avrei saputo scrivere cio' che sento da un po'... sono 3 anni che per inseguire un sogno abbiamo lasciato il nostro nido (a Genova) per tornare a Benevento (nè Londra, nè Parigi)... mio marito è ancora a GE in attesa di trasferimento, la nostra nuova casa ancora non è pronta... ci vediamo pochissimo... tante cose da fare... Un mese fa per consolarmi mi sono comprata un servizio di piatti nuovo (da 12)... per metterlo in soffitta (quella di mia suocera)... in attesa di avere di nuovo la 'mia' cucina!
E poi le tue ultime parole:
<<"Andrà tutto bene vedrai!"
E quell'abbraccio che è come un bozzolo in cui ritrovo il lusso di poter essere fragile e smettere di fingere.>>
mi sono rimaste dentro... perchè è e-s-a-t-t-a-m-e-n-t-e come mi sento ogni volta che torna qui mio marito e mi abbraccia... senza parlare!
Che bel post! Grazie!

Silvia gc said...

Anche Londra non era casa tua.

patama' said...

Una delle cose peggiori quando stai male è proprio avere intorno gente che dice che in realtà sei fortunato, che c'è chi sta peggio di te. Quello purtroppo è sempre vero, ma ogni tanto un "chissenefrega" ci sta proprio

Silvia gc said...

(troppo sintetica, aspetta che amplio il concetto) nel senso che c'è stato un giorno in cui anche Londra non era casa tua ed eri estraneo...
Datti il tempo di ricostruire, la casa e le relazioni. Ci vuole tanta pazienza...

The Queen Father said...

Silvia, per fortuna che hai ampliato.... Non vedo l'ora di venire a Roma. Ne ho un gran porco bisogno!
Ultimamente poi la pazienza mi sfugge proprio come concetto... xx

The Queen Father said...

Silvia, per fortuna che hai ampliato.... Non vedo l'ora di venire a Roma. Ne ho un gran porco bisogno!
Ultimamente poi la pazienza mi sfugge proprio come concetto... xx

Biancume said...

se solo potessi abbracciarti

Anonymous said...

Mi dispiace che tu ti senta cosi. Forse il tempo atmosferico non ti ha aiutato e non ti ha accolto come meritavi, con un sole che sarebbe stato sinonimo di un sorriso e di belle passeggiate.
Il mondo intero è casa nostra, se lo vogliamo e penso che tu stia solo attraversando un momento di sconforto : passare tutte le giornate con il bambino, con poche interazioni ed attività fra adulti non fa di certo benissimo. Dovresti trovare il modo di staccare un po'. Di farti dei nuovi amici.
Immagino che anche Londra non fosse, all'inizio, casa tua. Cerca di mantenere il controllo e di non lasciarti prendere dallo sconforto, cerca di rammentare come ti sentivi nei tuoi primi passi da londinese e vedrai che riuscirai a guardare avanti. Penso che tu, Marito e G abbiate una grande possibilità : vivere in una città nuova, che è pronta ad accogliervi, basta volersi fare accogliere. You know what I mean ? Focalizzarsi su quanto i parigini siano stronzi non ti aiuta in niente, se non ad aumentare un livore che forse è dovuto ad altro (certo, permettimi di dirti che perdere 5 kg in meno di 10 giorni ti avrà intaccato un po' il morale).
Insomma, cerca di vedere il lato positivo della situazione che stai vivendo, perché struggersi e incavolarsi è davvero uno spreco di tante energie che potresti impiegare in altro. Hai la fortuna di non dover lavorare, di non doverti preoccupare di tante cose, allora lanciati in questo nuovo mondo, la città è tutta là che aspetta te (e tuo figlio !).
Se piove, prendi passeggino e infilati in un museo, in una biblioteca di quartiere dove organizzano sempre tante attività per bambini e anche per genitori e dove potrai fare nuove conoscenze. Insomma, non ti conosco ma sembri una persona con tanta energia e volontà di cercare e scoprire. Non smettere proprio ora e sopratutto, non infilarti in un tunnel di negatività, non fa bene a te, a tuo figlio e manco al maritozzo che porello lavora tutto il giorno.

Per quanto riguarda la casa, ovvio che vivere in un appartamento temporaneo non è sinonimo di casa nostra, ma perché non prenderla come una vacanza? o cominciare a cercare la vostra vera casa? magari puoi iniziare visitando quartieri che ti potrebbero interessare, scoprire angoli di Parigi che ancora non conosci.

Mi permetto di dirti tutto cio' perché ho vissuto in varie città ed ho avuto anche io, come tutti, momenti di sconforto. Poi ti basta avere un'abitudine, anche banale (che so scambiare due chiacchiere con il panettiere o appendere un quadro in casa) e poco a poco le cose cambiano.
Un giorno un amico mi disse che quando arrivi in un posto nuovo non puoi pensare di trovarci già le radici, devi aspettare che esse crescano, che buchino il terreno e che piano piano possano aiutarti ad essere più stabile all'interno di un nuovo paesaggio.
Sei un uomo di mondo TQF, non dimenticarlo :)

un abbraccio e scusa per la lunghezza del commento.

PS uno di sti giorni ce lo facciamo un caffé, eh !

Tom

Patalice said...

...devi fare incetta di muffin...
magari al cioccolato... dicono che sull'omore abbiano più appelle...

The Queen Father said...

Siete tutti carinissimi e sinceramente mi sento un po' un coglione adesso che ho riletto il post. È un post scritto di getto, sincero, che parla di momenti passeggeri, ma reali.
Conosco la pazienza, l'ottimismo e lo spirito di iniziativa, ma a volte devo abbandonarmi allo sconforto, sennò esco di testa.
Non sono Pollyanna.
A volte non va, non mi va e non c'è niente da fa.
TQF X

mafalda said...

Ti abbraccio. Un po' anche la dieta forse mette di malumore... però l'amore risana tutto!

Anonymous said...

Non sei un coglione, voyons ! sei sincero e il tuo fan club (di cui faccio parte e che tifa attivament per te), ti ama anche per questo : perché sei sincero e reale (benché tu sia una regina, of course). Mettere su carta i propri pensieri, belli o brutti che siano, ti aiutano a vedere le cose da un altro punto di vista, quindi ben vengano i post di questo tono.

Quindi, oggi c'è il sole, che farai di questo bel lunedi ?

Tom

The Queen Father said...

Se sua nanezza imperiale si dà una mossa andiamo a fare un po' di shopping per le vacanze e poi Parc Monceau. Tu?

Il Grillo Artista said...

Mi hai commossa, quasi fatto piangere, un po' perché ho rivisto il nostro trasferiemento a Dublino di 3 anni fa, un po' per la paura del trasferimento in Francia che ci aspetta tra qualche mese... Voglia di cambiare ma anche stanchezza nel dover ricominciare tutto d'accapo.
Anch'io il mio sole ce l'ho a fianco, che mi sostiene.
E non a caso appena trasferiti qui mi ha regalato un magnete da frigorifero, cosicché lo potessi avere davanti tutti i giorni quando lui é fuori a lavoro, che dice:
CASA É DOVE SONO GLI ABBRACCI!

Siamo comunque fortunati io e te, noi non ci trasferiamo e basta, noi muoviamo una famiglia!

Simo

Vale said...

..si ma occhio a non dar fuoco anche alla casa con quelle candele accese nella libreria :))
un abbraccio

francesca r. said...

capisco in pieno.
quando ci siamo trasferiti qui (che non è parigi, che è a solo tre ore di macchina dalle nostre famiglie eccetera eccetera) mi è preso lo sconforto perchè comunque, uscendo di casa, non conoscevo nessuno e mi sentivo ingoiata dalla routine e dal tutti i giorni io-e-il-figlio-il-figlio-e-io.
a me servivano due cose: una era staccare e non vedere il bambino per un po' di tempo, anche solo un'ora, anche solo il tempo di andare in piscina e fare un po' di vasche senza dover pensare a cambiarlo, dargli la colazione, preparargli la pappa eccetera. un momento in cui potevo pensare solo a me, lobotomizzarmi, far morire inutilmente neuroni contando le vasche e le bracciate... cose così.
la seconda cosa che mi serviva era conoscere gente. e magari tuo figlio può aiutarti in questo. magari se lo porti in qualche ludoteca, o posti dove ci sono altri bambini e genitori puoi fare amicizia no? a me sinceramente questa seconda cosa è riuscita meno, perchè sono parecchio timida e raramente attacco bottone con gli altri genitori (o comunque raramente vado oltre "quanti anni ha?"), ma magari tu sei più bravo e riesci a vincere la stronzaggine naturale dei parigini... :-)

Viola said...

vedrai che sarà diverso quando avrai nuovamente una casa tua, e inizierà la scuola: nuove amicizie, nuovi interessi, un po' più di tempo per sé e di nuovo le proprie cose.
Devi stringere i denti fino a settembre, ma per fortuna intanto vieni a Roma!!!
Prova a fare un giro a Saint-Germain-des-Prés: lì le persone sono più socievoli. Che ne diresti poi di qualche gita? Lì vicino c'è Chartres, con la sua cattedrale: dentro sembra una faggeta dei Cimini. Oppure Giverny, con i meravigliosi giardini di Monet.
Con due o tre ore, poi, potete arrivare ad Honfleur, dove c'è una chiesa fatta solo di legno, un romantico porticciolo e un hotel con gattini di legno ovunque.
Oppure arrivate a fare una passeggiata a Saint Malo e dormite nel minuscolo Logis De Broceliande (otto camere con vista sull'oceano, praticamente la locanda di Oceano Mare)...se vuoi posso continuare....

Ma perché tutte le estati dei grandi cambiamenti piove?

Bimbo cercasi said...

Piccola lacrimuccia di una che trasloca ogni anno e non riesce mai a trovare la sua dimensione, la sua casa...mi ripeto sempre che casa siamo noi due, ora noi tre, fra un po' noi quattro, ma crederci non è così semplice.

Viola said...

Anche un giro a Rouen...

ugainthesky said...

Ti ci vedevo bene con le treccine da Pollyanna xo!
Vedrai che andrà tutto bene... Dopo tutto credo che anche l'arrivo di G sia stato destabilizzante no? Nn era una nuova città ma una nuova famiglia eppure... A distanza di tre anni sei ancora qui! Vivo e con 5 chili di meno!!!
Mi hai fatto tornare anche voglia di riportare un po' di ordine nella mia vita! Ho ricominciato la dieta sa?
Xche forse è vero che mettendo un po' di ordine dentro di noi poi alla fine si riesce a rimettere un po' di ordine anche intorno...
E poi vuoi mettere la soddisfazione di svegliarti un giorno e renderti conto di avercela fatta??? Anche stavolta che proprio pensavi di nn averne le forze, anche stavolta che sembrava peggio, anche stavolta nonostante la stanchezza dell'ennesima volta??xche x ora è un'altra prova ma sono sicura che presto diventerà un altro successo!
Un abbraccio forte forte!

La Regina delle Nevi said...

Ti leggo da un sacco di tempo.
Ogni volta sono risate spensierate... ma questa volta è stata empatia. E questa mi ha portato a rispondere, a commentare. Ti vorrei dire che le cose possono migliorare, che sentirai quella città sempre più tua,è tante altre amenità di cui so che nei perfettamente conscio anche tu.
Però quello che ti voglio dire è che sei - da quel poco che ti conosco leggendoti - una persona con le palle, e hai la forza di affrontare un cambiamento così grande perché nella vita hai rischiato, ti sei buttato, hai amato e hai fatto in modo di realizzare quello che sei. E sei una gran persona, lasciatelo dire!

Un abbraccio

La Regina delle Nevi said...

Uff quanti errori... ho scritto di getto, e mi sono lasciata trasportare dalle emozioni, senza badare alla tastiera! ;)

Cappuccino e Baguette said...

Leggere questo post mi riporta a qualcosa di molto familiare.

L'entusiasmo della nuova avventura che si spegne sulle difficoltà. Il bisogno di avere una casa, non solo fisicamente. Lo stress e la messa in discussione di un rapporto che era ormai consolidato e rodato. I francesi e la loro stitichezza affettiva.

Ma soprattutto la voglia di dare una mattonata sulle gengive a quelli che...

Io non lo so come ce la fai senza carboidrati.

Elegraf said...

uff pensa che io lo sconforto ce l'ho anche qui..e il mio più grosso trasferimento dopo sposata è stato..cambiare stanza, visto che vivo nella casa che era dei miei, e da 35 anni cambio solo stanza.
E abito in un paese che quando esci non incontri nessuno, e il massimo della vita è uscire sul balcone alla sera e guardare le macchine che passano, per carità, a Milano penso morirei, ma quando sei giù ti sconforta un po' tutto. Poi tutte le mattina c'è un tenero abbraccio che ti aspetta e domani c'è il sole. Vedrai andrà tutto bene

Mia said...

Macchè coglione! Guarda che non è per nulla facile mollare tutto e ricominciare! I momenti di sconforto ci sono ed è giusto viverli fino in fondo. Anche questo aiuta!!!!
Forza che sennò prendiamo tutti un aereo e veniamo a Parigi e poi fatti tuoi, ti avverto!!! ;)

Mo' said...

Altro post da quotare. Spot on Marco. Avrei tanto voluto conoscerti (Io abito a Londra adesso).
Ma parliamo un po' di questi francesi.....ma come sara' che, esattamente come dici tu, MANCANO TOTALMENTE di empatia?!!! Ti abbraccio. Anche Steven e Nano.

sfollicolatamente said...

Dove c'e' Marmite, c'e' casa :-)
Ma anche no, dai.
Pure a me mancano i sorrisi falsi qui in Italy.
Vedrai pero' che goduria quando riuscirete a dedicarvi un mini break a Londra, sara' tutto piu' verde, piu' Georgian, piu' uggioso, piu' tutto. Fino ad allora, tieni duro xxx

mammadifretta said...

e capisco anche la lavatrice che non hai scelto nè comprato.
A bologna da 3 mesi, abbiamo lasciato per scelta il sole di Plaermo, il mare. E delle mattine ti svegli e ti affacci alla finestra e ti sembra tutto piatto.
Ma la felicità va conquistata, ovunque tu sia.
Noi l'abbiamo fatto per far crescere la pupa con più possibilità e fuor da una mentalità che non ci appartiene.Però manca la casa con i mobili scelti da me, con la mia lavasciuga, il mio bluray,i miei libri e i contenitori sotto il letto. Coraggio, andrà tutto bene.

verdeacqua said...

ti leggo per la prima volta... che bellissima scoperta!

Rouges said...

Mi hai fatto piangere e mi ha fatto bene...mi serviva un pretesto e l'ho trovato. Grazie........! Ce la farò io, ce la farete voi, perchè ce lo meritiamo.
Un abbraccio.

Wonderland said...

"Tutti quelli che non sanno, che non immaginano quanto sia difficile ricostruire tutto intorno a te per essere felice."

Darling, e chi può capirti meglio di me?
Serve un po' di tempo, molto ottimismo e la 'lente' puntata sugli obiettivi giusti. Quelli più belli. Perché Paris è bellissima, e voi sarete felici.

Robin said...

Oh, mi piace quando leggo post così VERI! Hai ragione su tutto, perchè un trasloco può essere anche un trauma e per creare un nido serve tempo!
Nonostante le enormi differenze tra le nostre esperienze, capisco tutto terribilmente bene

P.S. condivido anche le lamentele sul tempo parigino che non ha aiutato la mia breve vacanza. Inutile dire che Versailles è stata rimandata alla prossima volta :/

The Queen Father said...

Chiaruzza, grazie... Se mai vorrai farti in giro da queste parti sarai la benvenuta!
Robin, ma che palle! Ci contavo che mi avresti detto che meraviglia che era Versailles!!! :0( Magari si va la prossima volta insieme!
xx

Alessandra said...

Sono andata via di casa qualche anno fa, per motivi di studio. Ed è stata un'esperienza traumatica. Lo so, lo fanno tutti. Non è niente di eclatante e, anzi, per molti è un nuovo inizio. Ma io non mi sentivo e non mi sento a casa. Ho la persona che amo accanto a me, ma a volte sento che non basta. Ed entrambi viviamo la stessa situazione. Per quanto la presenza l'uno dell'altra ci dia forza, la mancanza di casa si sente. E per me casa è passeggiare per le strade in cui sono cresciuta, frequentare i miei luoghi, raggiungere la spiaggia in pochi minuti. Ma soprattutto sono loro: i miei amici, i nostri amici. Così lontani, così necessari. E si sa, le distanze sono difficili da colmare e spesso creano strappi irreparabili nei rapporti. I mesi passano e io continuo a sentire la mancanza. Ma manca poco al ritorno a CASA... :)

Ps: sono stata a Parigi quest'anno e me ne sono innamorata. E' davvero magica. Ma è proprio vero che puoi cambiare città, spazi, cieli.. Ma se non stai bene dentro, è difficile trovare sereno fuori.

http://almenounmilionediscale.blogspot.it/

Nina said...

E pensare che quel 14 luglio ero davanti alla tivvù, sfilavano le immagini dei festeggiamenti a Paris e io ero lì che pensavo a te e mi chiedevo: chissà come sta Marco? Chissà cosa sta facendo adesso? E oggi ho letto e ho scoperto e mi dispiace sentirti così spaesato, disorientato e solo. Il motivo per cui tanta gente non lascia le radici, per cambiare vita e stato, pur lamentando enormi limitazioni dove vive, è proprio per il timore di ritrovarsi a vivere quel che vivi tu, voi. La paura de rimpianto, di guardarsi indietro e scoprire che la nostalgia è più forte di tutto.
Ma passerà, si tratta di ricostruirsi nuovi equilibri e per quello ci vuole tempo. Avete messo in gioco tutto e non è da tutti.
Voglio dirti coraggio, unirmi al coro di chi ti scrive che andrà tutto bene.
Anche a Londra lamentavi solitudine, non scordarlo, è l'altra faccia della medaglia, purtroppo. L'inizio è la parte peggiore, il bello arriverà dopo ne sono certa.
E comunque non sono sparita, sono sempre qui, sai dove trovarmi, sono io che non so dove trovare te, vagabondo! Il mio nuovo numero ce l'hai e se hai voglia di due chiacchiere (sempre se hai ancora la tariffa agevolata) chiama pure :)
Besos :**

Giuseppe Maria Carola said...

Ciao TQF, è da tanto che non ti leggo (ho un po' trascurato il blog, ehm), ma eccomi di nuovo a leggere delle tue esperienze ed avventure :)

Mi spiace che ti senta spaesato... Non so, ultimamente ho conosciuto diverse persone che da Londra si sono trasferite altrove e hanno TUTTE super-nostalgia... Sarà che Londra non si può comparare? Magari è fisiologico... Ad ogni modo, è solo questione di tempo, come tutti ti hanno fatto notare. Ed è una questione di spirito piuttosto che di città/nazione/quartiere/quello che sia. Ci si può sentire soli e spaesati anche vivendo nella stessa città da anni e conducendo la stessa vita di sempre (no, non sto parlando di me a Ffm lol).
Passa, e nel frattempo no si può che aspettare. Sentirsi un po' giù, in questi casi, non fa male, anzi secondo me aiuta, perché poi ci si rende conto che non si può bruciare la giornata con l'umore sotto zero e si reagisce. Datti tempo e goditi Parigi (e comunque non sei a Noto, sei a Parigi, cacchio :D)

In bocca al lupo per tutto! :*
Pepello

Street View said...

Leggo sempre e commento mai. Mi sembra il momento di iniziare.
Vivo da 4 anni a Padova per studiare, sono partita a 19 anni con tanta voglia di crescere ed imparare a vivere, consapevole che non sarebbe stato facile.
All'inizio ho ingranato, complice un'aula di 200 persone nella mia stessa situazione di totale spaesamento. Poi ho iniziato a lavorare in una palestra di ginnastica artistica perchè mi mancava lo sport che ho praticato per 12 anni.
Sono riuscita a tessere una rete di relazioni che mi sembrava duratura e stabile. Nel giro di due mesi, l'anno scorso ho litigato con le mie amiche, non ho passato gli esami che volevo passare e mi hanno fatto una lavata di capo a lavoro perché le bambine pensavano più a parlarsi male alle spalle che ad allenarsi e non hanno reso come dovevano.
Nonostante la presenza del mio ragazzo, mi sono resa conto che intorno a me c'era sempre più vuoto, dove prima pensavo di avere dei cuscinetti che avrebbero parato una caduta che sapevo sarebbe arrivata.
Sono caduta e i cuscinetti non c'erano.
Gli esami hanno continuato ad andare male e le litigate con i miei si sono moltiplicate a dismisura.
Nonostante questo sto cercando di riprendermi, sto dando l'antiruggine alle mie capacità sociali e cambiato metodo di studio.
A tre esami dalla laurea e con la tesi a metà, posso dirti con sicurezza che a volte basta solo fare un sorriso di più per far cambiare le cose, anche con i parigini stronzi!

PS: il mio prof di psicologia clinica diceva sempre che fosse stata reale Pollyanna avrebbe sofferto di gravi problemi, perché il suo ottimismo è eccessivo e nega la realtà dei fatti, non la accetta(psicologia spicciola alla Freud). Ogni tanto fa bene confrontarsi con i propri limiti

Ad ali spiegate said...

La vita va in alto e poi in basso.
E' sempre un piacere leggerti anche se sempre dopo tempo dai tuoi post.. sono sempre in ritardo ;)
Ho cambiato città anch'io di recente, di certo non un cambiamento così 'chilometrico' come il vostro... hai attraversato la Manica cavolo, sei passato in un'altra nazione, guidavi dalla parte opposta ;) ... di certo ci vuole tempo.. tanto tanto... ma ... poi si riesce.
L'avevi già affrontato in passato, giusto?
Poi hai vicino a te i tuoi due tesori, possono essere i tuoi fari per orientarti. Eppoi forse se riesci a trovare persone con interessi in comune per ricrearti quella rete di amicizie che ti danno sicurezza e attenzioni ti può aiutare a completare il quadro!
Ti... anzi vi auguro ogni bene e di superare insieme questi momenti di sconforto quanto mai naturali.

Anonymous said...

"Casa è dove siete tutti e tre, uniti, insieme"
Balle.
Quanto è vero! Io sono tre anni che vivo in una squallida città di provincia, di quel meridione che avevo lasciato a gambe levate e provo le tue sensazioni ogni singolo giorno che passa e mi imbruttisco sempre di più. Riguardo le mie foto passate e quelle di adesso e vedo solo occhi che non trasmettono piu' neanche un velo di gioia.
Sicuramente per te sarà diverso, certo Londra è Londra ma sono certa che anche Parigi ti regalerà belle emozioni.