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Sotto alla Corona

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Passate le nuvole, la pioggia, le rotazioni testicolari e la depressione. A Parigi è arrivato il sole.
Bello, schietto e secco.
30 gradi e salutami a soreta.
Poi vabbè, ho prenotato il biglietto per venire a Roma e questo ha notevolmente migliorato il mio umore. Cosí come lo shopping forsennato a cui mi sono dedicato con zelo.
Sarò materialista, ma come mi cura un pomeriggio di shopping, manco l'imposizione delle mani di Padre Pio.
Vi avevo detto che ho scoperto il profumo più sublime del creato?
In realtà tutti i profumi di Le Labo sono spettacolari.
Son fatti a mano con ingredienti naturali provenienti da Grasse, capitale del profumo nel sud della Francia, e vengono mescolati di fronte a voi mentre aspettate. Il mio preferito al momento è Fleur d'Oranger 27 che, miracolosamente (e chi si intende di profumi mi capirà al volo..), cattura alla perfezione l'elusivo profumo del fiore d'arancio naturale. In esclusiva da Colette.
E no, non pio 'na lira da nessuno.
Malfidati.
Una chicca ( e io una checca, ma lo sapete già, quindi sorvoliamo..).
Oggi mi gira bene, mi sento positivo e sono giunto ad una conclusione: se non la smetto di auto-sabotarmi la vita qui finisce male.
Quindi eccomi per strada, con gli occhiali da sole e più leggero di 8.5 kg ( grazie alla Dukan che tanto avete schifato, infedeli e pusillanimi....) e Parigi mi sembra un giardino.
Penserete "Ammazza oh... Questo c'ha gli sbalzi di umore che manco uno che sta sotto litio... Lo scorso post se voleva ammazzà, mó va in giro a fa la matta..."
Gretini.


Ma vi scuso se pensate cosí. Considerate lo scorso post come una nuvola passeggera.
Comunque avete ragione.
Partire dal presupposto che i parigini sono stronzi non mi aiuterà, devo invece seguire il consiglio del mio vecchio amico M (già apparso su questo blog in diversi posts a dare il peggio di sé...)
"Essere a Parigi per ora è un po' come quando vai in Marocco e sei femmina e sei fondamentalmente zoccola ma ti devi coprire da testa a piedi per non finire lapidata in strada... Un po' come trovarsi negli spogliatoi dei maschi, dopo l'incontro di calcetto della scuola (durante il quale hai cercato di startene in disparte evitando la palla come l'Ebola) mentre loro parlano di quanto sei sega e di figa e  tu vorresti solo sparire...  Adesso sei lí, devi sopravvivere in qualche modo, quindi, fino a che non riuscirai a chiamare Parigi 'casa', invece di vedere i parigini come stronzi, vedili come strani. Pure buffi in fondo. E fattici due risate..... "
Ok. Proviamo a spostare il punto di vista su un altro angolo.
Entro nel Virgin Megastore degli Champs Elysées, Tappo collassato nel passeggino, fuori 30 gradi.
Mi faccio un giretto alla ricerca di un paio di cuffie da portarmi in Italia e sono confuso dalla quantità di modelli disponibili.
Mi guardo intorno alla ricerca di un commesso che possa consigliarmi.
Incrocio lo sguardo di una tipa col cartellino al collo ed il gilet rosso da Protezione Civile, ovviamente impiegata della Virgin. Le sorrido, le faccio un cenno con la mano e lei, prontamente, si volta dall'altra parte e si dirige in direzione opposta ignorandomi.
STRON STRANA!
Adesso ti sistemo io.
La rincorro e la tocco sulla spalla con due dita.
Lei si gira come se prima non mi avesse visto e fa senza sorridere (leggi: già scocciata) "Bonjour!"
Per giusta misura, io le chiedo di mostrarmi ogni modello e di spiegarmi le caratteristiche tecniche di 'Beats By Dr Dre' e paragonarle alle cuffie professionali di 'Sennheiser'.
Lei sempre più livida del fatto che io continuavo a farle ripetere le stesse cose, fingendo di non capire né l'inglese né il francese.
Io che mi ostinavo ad ignorare tutti i suoi sbuffi, occhiatacce ed il modo brusco con cui trattava la merce che tradiva la sua frustrazione.
Dopo tre quarti d'ora era sfinita e io avevo la faccia dolorante nel cercare di non ridere.
Ovvio che non ho comprato una mazza da quella. Piuttosto vado a comperare l'oppio dai terroristi.
La ho lasciata lí, a rimettere a posto una ventina  di cuffiette.
Brutta stron strana!
Poi vabbè, il momento clou è stato nella boutique di Marc Jacobs, in Rue de Montpensier. Sono andato a comprare ciabattine infradito di gomma per le vacanze e, come ogni cliente che si trova di fronte ad un muro di magliette piegate in ogni colore a €15, ho iniziato a curiosare e a spiegarne qualcuna per vedere la taglia.
Alla seconda maglietta che spiegavo, una commessa sulla ventina, secca come un ombrello chiuso e con un taglio di capelli che sicuramente è trendy, ma che a me sembrava il risultato di una scommessa persa, si fa avanti dicendomi in tono brusco "Invece di fare disordine (!!!), chieda a me. Ci penso io a mostrarle cosa vuole..."
"Ah... Scusi... Dunque, vorrei vedere questa, questa verde, quella arancio e la bianca.... La grigia e la rossa e pure questa gialla e questa verde acqua mi piace tanto.... Ma avete pure le polo! Allora anche questa, e questa e questa.... "
"Guardi che non c'è bisogno di aprirle tutte... Basta che ne apre una per la taglia...."
"Eh no bella mia... 'Magliette a 15 euro' significa che al produttore cinese costano appena 2 euro e quindi non ce ne sono due uguali... Poco me ne frega se sono di Marc Jacobs. Vede queste due medie? Le sembrano uguali tra loro? È ovvio che sono state tagliate con un coltellino di plastica da pic-nic, da qualche minorenne sottopagato che abita in un hangar nella Cina rurale, che magari va in giro col tuo stesso taglio di capelli...."
Le dico velocemente in inglese, sovrapponendo i due capi per mostrarle la ovvia differenza in larghezza e lunghezza.
La tipa stava per cagarsi addosso dalla rabbia, ma ha avuto il buon gusto di darmi ragione.
Che poi voglio dire, sei una commessa? E allora che ti aspetti di fare in un negozio di abbigliamento, a parte presentarti al lavoro con i capelli da sopravvissuta di Chernobyl?
Dopo una buona mezz'oretta passata a decidere taglia e colore di ogni capo, finisce che non mi piaceva davvero nulla ed ho preso solo le 4 paia di ciabattine dalla collega giapponese, infinitamente più graziosa di lei.
Secondo me la strana è ancora lí a piegare magliette.
In definitiva però M aveva ragione.
Sono strani, non sono facili per niente e possono essere decisamente intimidanti.
Ma a me che mi frega?
Li sommergo di magliette da piegare e pace.
Almeno finché non mi sdraiano di mazzate.
Adesso però ho solo una cosa in testa: ROMA!

Ci risentiamo di là!



Amovi.

TQF xx




23 comments:

Anonymous said...

Ah 'moviti! Quando sei a Roma? Mannaggia me perdo l'incontro co la Regggina, so bloccata col tutore nel nord-est italiota! Che poi vabbè,me frega niente se nun me volevi incontrà, io me buttavo nella mischia delle amiche feisbucchiane romane e te corcavo d'abbracci!
E comunque quando uno è stronzo, c'è poco da fà. E' stronzo e basta. Aj voja a dì che è strano.
Pat(la viterbese)

Pippi said...

Amoti...ma Fleur d'orange costa una fucilata!!!

biancamora said...

Ecco... Se passi per Roma non provarci a mettere a soqquadro il nostro negozio! :)
Ironia a parte, mi pare un buon approccio a Parigi. Partire con l'idea che siano tutti str***i non aiuta di certo, meglio prenderli per strani e passarli al setaccio, prima o poi qualcuno di normale arriverà!
In bocca al lupo!

norma jane said...

Lo shopping è la somma cura, anche ai parigini str***

dabogirl said...

commesse romane, occhio alle magliette a 15 euro.
Chè un uomo sotto gli effetti nefasti da dieta Dukan si aggira tra gli scaffali. E' pericoloso.

Ale [Tredici] said...

1. Mi hai fatto scompisciare, come al solito
2. Tappo è quello lì in foto? Ma è... ♥ !
3. Io quando inizio a dire 'stronza' e poi mi accorgo che non posso permettermi una tale confidenza finisco col sberciare la parola e viene qualcosa tipo "Str...ega!". Però anche 'strana' è un valido sinonimo!

Rouges said...

Quanto ho ancora da imparare da te...!

Pier(ef)fect said...

quindi la terapia d'urto consiste nel fare shopping, trattando le commesse stronze, perchè quando una è stronza, è stronza, c'è poco da fare, come delle pungiball? bello. *-*

Anonymous said...

Oh che bello, un post resolutivo e bello deciso ! cosi ti vogliamo :)
E' uscito il sole, sei uscito anche tu dal tuo bozzolo !

In ogni caso, hai pienamente ragione, le commesse di Parigi sono in generale abbastanza frustrate, per non parlare della grande maggioranza dei camerieri e baristi.
Tuttavia, quando hai a che fare con gente cosi, la tua gentilezza ed il tuo charme da english gentleman li spiazzerà, provare per credere ! Di fronte ad una persona affabile e cortese, questi elementi, spiazzati da una reazione aggrazziata alla loro maleducazione, risponderanno con un attitudine positiva... almeno, a me funziona !

Bon courage !

Tom

Mia said...

bravo!!!!

Biancume said...

Io voglio venire a far shopping con te ma soprattutto guardare compiaciuta il momento in cui li lasci a piegare magliette. Dai un bacio a Roma da parte mia e salutami mammà :)

Robin said...

Mi annoto questa variante del "str" ehm "strano". Vuoi mai che funzioni anche qui in Italia, non solo coi Parigini?
Ma le infradito le hai prese rosa e violette? Sembrano delle Big Babol ;D

mafalda said...

Sei Grande :)

Fra said...

"Brutta str... ana!!" :)))
Una volta a Parigi, sono entrata in una (non ricordo se era panetteria, salumeria, boh, ma poco cambia) affollatissima e, mentre mio marito stava in coda (da bravo), io mi sono avvicinata al bancone per vedere che c'era da mangiare (che ci dovevamo preparare anche alla traduzione maccheronica dall'italiano ad un misto inglese-francese che ha fatto storcere il naso a tutti i parigini incontrati in quel viaggio)... mentre mi avvicinavo al banco, un tizio strANO mi ha rimproverata aspramente accusandomi di voler saltare la fila... siccome non sapevo (e non so) mettere due parole in fila in francese, non ho detto nulla a mia discolpa, mi sono limitata a indicare il marito in coda e sono tornata mogia mogia accanto a lui... Devo dire che gente simpatica ne abbiamo incontrata poca in quel viaggio. Ma ci hanno fatto fare un sacco di risate, alla fine.

patama' said...

certo che se vuoi sai essere stranissimo! ;-p

francesca r. said...

lo stro...strana te lo frego, così almeno posso dire parolacce e offendere la gente senza paura di essere diseducativa o che poi il nano glielo vada a ridire!!
gabriel è bellissimo e buon ritorno a roma!! :-)

Anonymous said...

Che ti devo dire? Grazie mille per le risate mattutine, che in genere la mattina c'ho un muso..
deb

GAB said...

anche io userò la tua terapia, perché pure qui alsud sono spesso molto...come dire...parigini!
buona giornata!

Smemory said...

Cavolo!Sei il terrore delle commesse!Devo imparare da te assolutamente,perche' io ne esco sempre sconfitta e infatti mi fanno odiare lo shopping...che poi forse e' meglio cosi' per il mio portafogli...

Francesca said...

Felice di leggerti cosi carico e positivo!
Io comunque insisto: tu hai un senso dell'umorismo fantastico, dovresti assolutamente scrivere un libro! E in tempi non sospetti lo dissi anche a una certa Wonderland....io c'ho fiuto, ragazzo! Hehehehe ;-)
Un bacio.

forsemisbaglio said...

oddio... non è che le commesse romane proprio brillino per simpatia ed efficienza... in più hanno anche la gomma in bocca fissa modello Jessica.
però i romani anche se sono stronzi almeno ti fanno ridere. e decisamente non hanno un mood stitico stile parigino.
e poi qui a roma ha piovuto un paio di giorni e ora si respira un po' di più. la sera soprattutto.
e poi quando roma inizia a svuotarsi è ancora più bella di sempre.
e poi... vabbè ma tu sei romano, che te lo dico a fa'?
ti aspettiamo
:*
roberta

Alessandra said...

Hai avuto il coraggio che io tante volte cercavo di fronte a commessi che tutto vorrebbero fare nella vita tranne che il loro lavoro.. e te lo fanno capire alla perfezione.

Quando ci vuole, ci vuole :)

http://almenounmilionediscale.blogspot.it/

Comfort_noise said...

Magnifica vendetta! ^_^