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Sotto alla Corona

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Una volta ero schivo.
Cercavo a tutti i costi di evitare la gente nel paese. Evitavo i posti dove i giovani si riunivano: i muretti, i giardini, le panchine.
Per me erano zone minate da evitare per evitare il ridicolo e l'umiliazione.
Sapete, essere il frocetto del paese comporta un certo corredo di complicazioni a livello sociale ed un certo tipo di effetti a livello psicologico.
Adistanza di anni, tornare qui ogni estate in vacanza, mi spinge sempre a fare il confronto tra la mia realtà internazionale, incasinata, eccitante, destabilizzante, euforica, ricca ed a volte spaventosa, con l'immobilità del paese.
Il confronto mi fa sorridere.
Devo dire che però anche qui le cose sono cambiate.
Tanto per cominciare, il progresso è arrivato sgocciolando fin quaggiù. Le vecchie che portavano al collo gli occhiali con la catenella, adesso ci portano il cellulare, che, spesso, suona a ritmo di samba.
Internet imperversa nelle case con risultati più o meno comici (il ripetitore del segnale di Vodafone è alimentato da un generatore a benzina e quando questa finisce, rimane un buco nel web grande quanto il sedere di Nigella finchè qualcuno non si decide a riempire il serbatoio...).
Nei negozi puoi pagare con la carta, poi presenti un'American Express e tidicono che quella no, non la prendono
"Ma... Avete la vetrofania sulla porta!"
"Ah no... Quella è solo una decorazione... Amex qui non la prende nessuno."
Bah.






I giardinetti pubblici che mi hanno visto giocare, rincorso dai miei amichetti (in un tempo in cui i figli erano figli di tutti e pure la vicina di casa di tua zia si sentiva in dovere di romperti i coglioni se ti comportavi male o facevi giochi pericolosi...), adesso sono monopolio di extracomunitari e zingari dove la lingua italiana è un esotismo lasciato alle minoranze.
Manipoli di tipi New Age in file regolari sul prato, tutti con la gamba alzata tipo 'cane che fa pipí', mentre seguono le istruzioni del maestro di Tai Chi ascoltando Enya da un mangianastri che tiene l'anima coi denti. Ma c'è crisi.
Come sappiano cosa sia il Tai Chi poi, o Enya se è per questo, per me è uno shock. Ma vabbè, evviva il progresso.
Magari sono io ad essere troppo snob.
Da schivo che ero comunque, eccomi in piena estate, a camminare per le vie del paese in maglietta, pantaloncini, infradito e cuffie stereo grosse come uno scafandro (la mia nuova fissa, le Monster Beats.... Perché io ho le fisse...) con la musica che mi esce dal naso.
Mi fermo, guardo il sole e sorrido a me stesso.
"Questo pezzo mi fa morire!" e canticchio senza pensare a chi mi sente per strada.
Un tempo non mi sarei mai permesso una tale audacia.
La gente si ferma, mi osserva, mi riconosce.
"Oh... Ma tu sei..."
E con la frase a mezza bocca si rituffano nelle loro vite di supermercatini locali, lavoretti locali, impegni locali.
Mi riconoscono sul serio?




Sono quello che ha sposato un uomo.
Quello che ha fatto un pozzo di soldi.
Quello che ha avuto un figlio come ha fatto Ricky Martin.
Quello che ha avuto un figlio DA Ricky Martin.
Quello che è amico con Madonna.
Quello che ha spopolato all'estero.
Quello che si è comprato la Gucci ltd e adesso fa il miliardario in una villa rosa shocking su una collina ad Hollywood.
Quello che dicono che forse, magari, mi hanno detto che, ho sentito che, raccontano che.
Sono io.
Si ricordano tutti di chi ero, speculano tutti su chi sono.
Godo.
Col tempo ho imparato a far sí che le chiacchiere lavorassero a mio vantaggio.
Ma si ricordano di come ero trattato?
Non voglio ammorbare nessuno con le mie tirate, il passato è passato, ma a volte il passato torna a guardarti in faccia con occhi spenti.


I miei aguzzini.
I bulli che un tempo hanno distrutto la mia adolescenza.
Sono ancora tutti qui. Ciondolano negli stessi bar, barcamenandosi tra precarietà, abuso di sostanze non del tutto stupefacenti ( visto che i risultati sono tutt'altro che tali...) e tacche sul codice penale.
I bulli di ieri che diventano i rifiuti sociali di oggi.
L'ignoranza mascherata da fighezza è una madre traditrice che prima o poi abbandona i propri figli.
Per strada.
In clinica.
In galera.
Mi guardano camminare al sole, a testa alta ed abbassano gli occhi quando mi giro a sorridere.
Perché io sorrido a tutti.
Hanno la mia stessa età, eppure hanno in faccia e sulle spalle il doppio dei miei anni.
Sono impacciati nei modi, cercano di abbozzare un sorriso, una pretesa di amicizia e giovialità.
"Che fine hai fatto? Quanto tempo..."
E gli occhi, un tempo accesi dalla superbia, dall'ignoranza e da quella cattiveria che appartiene ad un'infanzia priva di innocenza, adesso sono opachi, come biglie di vetro consunte dagli anni.
I bulli di un tempo, che misuravano la loro maschia supremazia sulla pelle di uno come me, adesso non hanno neanche il coraggio di guardarmi in faccia mentre mi stringono la mano.
Balbettano imbarazzati.
Si ricordano ancora veramente di me?



Credo di sí.
Credo anche che però ignorino le ferite che mi hanno causato e che ho dovuto curare con anni di ottimismo ed energia.
Il bullismo rovina delle vite.
Non sottovalutate questa piaga. Mai.
La mia unica colpa era quella di voler giocare con le bambole e di essere più delicato nei modi degli altri miei colleghi maschi.
Questa cosa mi aveva automaticamente garantito il posto di zimbello e Punch Ball locale.
Il brutto è che finisci con l'accettare la tua condizione.
Poi dici basta, riempi una valigia e te ne vai lontano a fare la tua metamorfosi.
Il bruco che si trasforma in una bellissima farfalla.
Meglio essere i genitori del bullo o del bambino sempre in lacrime?
Chi fa il miglior lavoro?
Vostro figlio vi dice tutto?
Vi fidate delle istituzioni che dovrebbero assicurare il benessere e lo sviluppo intellettuale e psicologico dei vostri figli?
Sottovalutate le cose con un'alzata di spalle ed il retorico "Sono bambini..."?
Il bambino vittima di bullismo è l'adulto insicuro e rancoroso di domani.
Non dimenticatevelo.
Vorrei poter abbracciare tutti i bambini ed i ragazzi che soffrono di questo male. Vorrei poter raccontare loro la mia storia e far loro capire che poi tutto passa.
Vorrei far capire a tutti i bulli che il mondo non appartiene, ne mai apparterrà al più forte, al più temuto, al più violento.
Il mondo appartiene al più tollerante, al più intelligente, al più umano.
Perchè è solo grazie all'umanitá, alla tolleranza ed all'intelligenza che si può sperare di avere braccia abbastanza grandi e forti per poter abbracciare il mondo intero.
Le ferite poi, quelle restano sempre visibili, ma si rimarginano, grazie al tempo.
Quel gran Galantuomo.


TQF xx

49 comments:

Mo' said...

Si! Il tempo e' galantuomo Marco...Baci al nano.

Clo said...

Si vabbè, ma mò che ti sei comprato la Gucci Ltd non è che magari fai il 50% di sconto sulle borse per le tue sostenitrici?
P.S.: Salutami Madonna e falle gli auguri per il suo compleanno da parte mia.

CristinaG. said...

Siediti sulla riva del fiume e aspetta: vedrai passare il cadavere del tuo nemico.

Ilaria e Dintorni said...

Un bellissimo post, che mi ha commosso! Un grido di speranza per tutti quei bimbi, (il mio compreso) che stanno rischiando giorno dopo giorno di arrendersi a credere che solo i più cinici, spietati e crudeli vincono! Grazie x questo post!

diana said...

Bene w la testa alta ed il coraggio di dire "eccomi ho vinto io e vi mostro come sto"!
BELLA SCELTA RICKY MARTIN! ;)

Phrolivina said...

Massimo rispetto.

Roberta said...

Ministro dell'Educazione subito!

Katja said...

Bellissimo, bellissimo post. Un po' mi ci sono rivista, anche io sono al paesello per le vacanze, e molte delle tue sensazioni le condivido.
Il tempo è galantuomo indeed.

Laura Di Agabito said...

Riconosco in toto la mentalità provinciale, piatta e becera del paesino italiano...anch'io Marco nel mio piccolo (niente di paragonabile alla tua lotta certo!)ho dovuto sopportare sguardi fulminanti e parole bisbigliate dietro perchè undici anni fa scelsi di non sposarmi nonostante fossi incinta!!!!Credimi, un'eresia per quei tempi...nessuna mai si era permessa di farlo...sei matta?...sono andata contro tutti, il parroco, i parenti, le vecchie del paese, mio padre...............a distanza di anni per me ed il mio compagno non è cambiato niente, mentre ho assistito alla separazione di diverse coppie unite da un matrimonio "forzato"....hai la mia massima stima e il mio rispetto per tutto il tuo travagliato percorso e credimi ho braccia abbastanza grandi e spalle forti per poterti abbracciare di nuovo e dirti che questa mentalità provinciale comincia proprio a starmi stretta...e a darmi la nausea....mi piacerebbe davvero incontrarti prima che riparti e trascorrere ore in tua compagnia...abbiamo tante cose da dirci e da ricordare (cinque anni di liceo insieme ti sembrano pochi!!!). Ti mando un bacione grande ed uno al piccolo Gabriel!

Claudia - La Casa nella Prateria said...

E' la prima volta che ti leggo e questo post mi ha toccata moltissimo. Mio figlio crede che non avrà mai una fidanzata perché a scuola qualcuno lo prende in giro per le "macchie" che ha in faccia (le lentiggini!)...

norma jane said...

Ciao. Ieri in spiaggia un gruppo di bambini di circa 6-7 anni "giocavano" alla lotta. Peccato che le mazzate le prendeva sempre uno solo: in sette a menare questo ragazzino. Davanti agli occhi di tutti.
E anche di un paio di genitori che erano lì.
Io ho chiesto:
"ma sono i vostri figli? Ma li lasciate fare questi giochi? Non vi vergognate?" (non ho molti peli sulla lingua)
Mi hanno risposto:
"perchè che male c'è? sono tutti amici stanno solo giocando!"

tutti dicono che sia normale che i maschi siano violenti e "giochino" a giochi violenti. Ma io non sono per niente d'accordo.

Paradossalmente anche grazie al loro bullismo hai avuto la spinta per andare a fiorire altrove.
Complimenti caro, soprattutto per aver fatto un pozzo di soldi. ;)

ugainthesky said...

L'ignoranza mascherata da fighezza...
Quantoc'è di vero in questa affermazione ...
Peccato che x certe ferite nn ci sia chirurgia che tenga... Saranno passati vent'anni ma ricordo bene la faccia di quello che durante una "vasca " sul corso mi si para davanti e mi fa "ammazza quanto fai schifo". La mia colpa? Essere in sovrappeso ..
La cattiveria e il disgusto nn lo dimenticherò mai..
Forse xche ancora sono quella 14 enne insicura...
Post meraviglioso che rende benissimo la situazione...
Cammina a testa alta anche x me!!!!

Francesca said...

Io e lui abbiamo fatto otto anni di scuola assieme. Lui aveva me e pochissimi altri, come amici. Passare i pomeriggi a casa sua, a giocare, era bellissimo. Si giocava con le barbie, e con i vestiti di sua madre. Organizzavamo piccole sfilate nel corridoio. Io ero un po' il suo angelo custode, che lo difendeva con le unghie e con i denti contro i bulletti di turno. Io ero il suo punto di riferimento, sempre. Qualche anno fa ha cambiato città per inseguire uno dei suoi sogni, lavorare come costumista in teatro. E' scappato da una città che non gli era amica. Poi e' ritornato, da vincitore. Ha aperto un negozio di abiti da sposa, ha organizzato sfilate. Era felice. Io lo ero molto orgogliosa di lui. Il piccolo e brutto anatroccolo sfigato e pure gay, preso in giro da tutti, era diventato un meraviglioso cigno. Sei mesi fa un male stronzo l'ha portato via. Non l'aveva detto a nessuno, nemmeno a me. Ha lavorato fino a tre giorni prima di morire. Non passa giorno in cui io non pensi a lui. Tu mi commuovi e mi fai ridere con i tuoi racconti, sempre. Tu sei una farfalla fantastica. E sono certa continui ad esserlo anche lui, da lassu'.

Pier(ef)fect said...

vivo in un paese, ma ho avuto la fortuna di non essere vittima di bullismo o quanto meno non fisico. Non so perchè ho avuto questa "fortuna" ( che dovrebbe essere normalità) però c'erano sempre dei ragazzetti che si sentivano superiori a modo loro, sfotticchiavano. Io sono stato abbastanza forte a sopportarli, ma ripeto, non erano troppo molesti. Tuttavia vederli oggi sempre uguali, con le loro maglie sempre più unte, le loro pance sempre più grasse, la loro incapacità crescente di parlare in italiano corretto, e guardarti con aria di rispetto, mi fa sentire decisamente meglio...

ero Lucy said...

Il cadavere e' gia' passato, per rispondere ad uno dei primi commenti. Quell'amaro delle prime esperienze non te lo togliera' nessuno, ma oggi puoi guardarli con occhi diversi. Conosco perfettamente quei piccoli vicoli, quella gente consumata, quella disillusione negli occhi che c'era gia' a quindici anni. Grande tu.

Bimbo cercasi said...

Ogni paesino è uguale, io non ho subito forme violente di bullismo, semplicemente sono sempre stata un outsider e infatti sono l'unica che non vive ancora lì a distruggersi nei bar e a girare sempre con le stesse persone. Ho viaggiato, conosciuto posti diversi, aperto la mente...Quindi outsider e contenta di esserlo! Non è che mi fai conoscere Ricky Martin che vorrei riportarlo dalla parte delle donne?!?!

Emy said...

gran bel post. :*

Rouges said...

Chapeau!

PAMEN said...

Comunque vorrei spezzare una lancia a favore del sedere di Nigella
che se capita qui poi ci rimane male ;-)

cily75 said...

. Io ci penso sempre a queste cose, con un figlio timido e un'intelligenza spiccata, che ha una dialettica da liceale a 7 anni. E mi chiedo se saprò dargli i giusti strumenti. Poi scopro che lui da solo pare sia considerato molto carismatico dai suoi compagni proprio per la sua intelligenza e la sua ironia. E allora tiro un sospiro di sollievo, per questa volta. Ma ti penso spesso, e mi auguro che in tanti possano poi vantare la tua forza e il tuo carattere per arrivare dove sei tu, uomo equilibrato, brillante e ironico. Di nuovo, chapeau.

Girandola Precaria said...

Bellissimo post.
Anche io vittima di bulli, quando ancora non si chiamava così, fortunatamente solo un anno. Anno di transito: migrante dal meridione al nord, e un nord solitamente accogliente. Ma due compagni di classe mi hanno preso di mira tutto l'anno, spesso con botte, e le maestre (soprattutto quella con meno polso) lasciavano fare. Mi ricordo la paura anche solo quando quel compagno si alzava dal banco, in classe, l'incapacità di far comprendere ai miei quanto fosse grave quel che succedeva, lo sbalordimento per una maestra che ha visto che mi mollavano un pugno all'uscita di scuola e ha solo commentato "poverina".
Ora non so cosa facciano, né dove siano; capisco che erano probabilmente a loro volta vittime di violenza, forse in casa; provo un rancore fortissimo per quegli adulti che non hanno saputo proteggermi; desidero con tutta me stessa che mia figlia non debba mai subire qualcosa di simile.

Anna said...

Bello, bellissimo questo post che mi ha commossa nel profondo. Sono mamma di quattro figli e, no, non mi fido delle istituzioni e lo so che i miei figli non sono protetti dalla cattiveria e dall'ignoranza. In questo momento ti bacerei, Marco! Sei un grande!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

meripopp said...

post commovente e...troppo vero...

Starsdancer said...

bellissimo post :) è purtroppo troppo vero..

Lauretta said...

ti leggo da un po' ma non ho mai commentato (mea culpa :))...
questo post è splendido!
Io ho un figlio di 2 anni e mezzo e il bullismo è una delle mie più grandi preoccupazioni, da qualsiasi lato lo si guardi... sia dalla parte della vittima che del carnefice... come (quasi) ogni genitore spero di dargli i giusti insegnamenti/strumenti per essere una persona buona

Anonymous said...

Father,anche io ho subito questo trattamento dei bulli. Perchè grassa,con gli occhiali,perché non rispondevo mai...li ho rivisti dopo anni,molto più caruccia e hanno faticato a riconoscermi. Saluti e sorrisi glieli avrei messi su per il culo,ho passato 4 anni di inferno e spesso mi sento ancora quella ragazzina lì.
Quando ho saputo di alcune sfighe capitate a queste persone ho avuto un brivido di piacere, ma tutto sommato devo concordare che essere felici della propria vita è la migliore vendetta.

Daria

forsemisbaglio said...

bellissime le tue parole.
le condivido tutte, una per una.
tuo figlio è un bambino fortunato.
un abbraccio virtuale.
roberta

forsemisbaglio said...

bellissime le tue parole.
le condivido tutte, una per una.
tuo figlio è un bambino fortunato.
un abbraccio virtuale.
roberta

CherryBlossom said...

Anche al mio paese c'era un gruppetto del genere e, pensandoci bene, c'è ancora, dato che stanno ancora tutti li, a ciondolare tra il baretto e la piazza.
Retrospettivamente posso dire che il problema di queste persone, per loro stessa ammissione già all'epoca, e' che hanno passato il periodo più bello delle loro vite alle scuole medie. Passate quelle, e con loro le prime esperienze col sesso, le droghe, la loro personalissima firma di potere, il resto della loro vita e' stato grigio esattamente come se l'aspettavano. Del resto non hanno mai avuto il coraggio di usare la propria testa, ne' tantomeno di andarsene, consapevoli che fuori dal branco non sono nessuno e forse segretamente spaventati che il resto del mondo sia popolato da persone esattamente come loro, bulli che li metteranno sotto non appena metteranno il naso fuori dalla cricca del quartiere. Sicuramente all'epoca hanno reso la vita un inferno a un sacco di persone e oggi, se ti rivedono in giro una volta ogni uno o due anni, hanno pure la faccia di tolla di far finta di esser sempre stati tutti amici. Pero' oggi e' impossibile non provare almeno un po' di pena per loro.

Anonymous said...

Mi hai veramente commosso riportando a galla ricordi di solitudine e cattiveria che ho vissuto sulla mia pelle. Hai ragione da vendere
TopoMaga

allafinearrivamamma said...

ciao.
questo atteggiamento del piccolo paese vale sempre, verso chiunque. Vale per la ragazzina cicciottella, che per il ragazzo timido. Vale per la secchiona e per il bambino genialoide. E' il comportamento spavaldo del gruppo, che in realtà come quelle dei paesi e della provincia si formano con più facilità, perchè il gruppo, si sa, si forma prima ai giardinetti pubblici, piuttosto che al bar, mentre invece nella grande città mi pare davvero difficile, se non altro non in maniera continuativa.
Per anni ho attribuito importanza a questi atteggiamenti, e per anni questi hanno condizionato le mie scelte, la mia vita, e mi hanno fatto sentire inferiore. Poi si cresce. Io ci sono rimasta a vivere nel piccolo paese, pur lavorando a Roma, e l'ho preferito all'indifferenza della città. Ho scelto io l'indifferenza a certa gente, facendomi ogni anno più forte, coraggiosa, indipendente dalle male lingue che continuano, volendo. Ma me ne frego, il più possibile. Mi prendo solo quello che il bello del piccolo paese riesce a darmi, e non è poco, di questi tempi.
Anna

Castagna said...

Se mi autorizzi, quando a scuola mi si presenterà il prossimo caso di bullismo, vorrei leggere questa pagina ai ragazzi. Fammi sapere.

The Queen Father said...

@ Castagna, ovvio che sí. Mi piacerebbe però conoscere le reazioni...
A tutti gli altri, grazie! Di cuore! I vostri messaggi sono come tanti abbracci.

TQF XX

Moky said...

Bellissimo post! Hai toccato tantissimi argomenti. Una mia amica mi ha segnalato il tuo blog... devo dirle "grazie" subito!! :)

Elegraf said...

Bellissimo post. Mio figlio è un bambino dolce e delicato che guarda Heidi e non ama i gormiti..per ora ha 5 anni, voglio insegnargli a rimanere cosi ma a testa alta e a difendersi dai bulli. Spero di farcela nel modo giusto.

Vale said...

Ciao, seguo il tuo blog da tanto ma è il mio primo commento. Ogni tuo post sarebbe da commentare ma dato che la maggior parte delle volte in cui leggo sono in ufficio, per un motivo o per l’altro non riesco mai a scriverti.
Stavolta però lo faccio lo stesso, perchè tengo molto a dirti che per la tua capacità di saper far ridere a crepapelle e di commuovere un attimo dopo, per la tua ironia, per il tuo modo di scrivere, per le tue idee e per come le esponi, e per mille altri motivi che ora (essendo in ufficio appunto) non riesco a scrivere come vorrei, tu sei un esempio, anzi l’esempio di uomo che vorrei che il mio bimbo di 10 anni avesse sempre presente.

Ciao ciao, un abbraccio!
Vale

mammamsterdam.net said...

e allora dillo che mi snobbi x Madonna, per la madonna

Olòrin said...

ciao...
auguri per la nuova casa e in bocca al lupo per tutto!
Ho letto oggi il tuo articolo su vanity fair blog e, è il caso di dirlo, chapeau!!!
Ti inserisco nella mia blogroll...spero ti faccia piacere :D

Marco Scala said...

I bulli di ieri che diventano i rifiuti sociali di oggi.
L'ignoranza mascherata da fighezza è una madre traditrice che prima o poi abbandona i propri figli.
Per strada.
In clinica.
In galera.

Sante parole e bellissimo post.
Il valore della testimonianza nei confronti dei grandi e dei piccoli e incommensurabile. Bravo Marco.

fenice7810 said...

Leggo solo ora il tuo post, in una mattina in cui sto facendo una sorta di "Maratona TQF".
C'è così tanto dentro ogni tua parola. Un "tanto" che sono riuscita a sentire.
Grazie, bellissimo post. Ma proprio tanto.

Saretta

D. said...

Senza i bulli di ieri probabilmente non vivresti mai nella tua villetta rosa shocking. O te la saresti costruita da solo?

Il problema del bullismo colpisce prima di tutto i bulli stessi che, stai attento, non sono e non diventano i rifiuti umani che tu hai descritto. Sembra che questo tu non riesca a coglierlo ed emani sentenze sul bullismo quasi fossi un paladino della giustizia. Ostentando la tua superiorita` (quale poi?) odierna cerchi di nascondere il tuo rancore e le tue insicurezze, delle quali ancora, a quanto leggo, sei schiavo.

Probabilmente dovresti uscire dal tuo snobbismo attuale e documentarti un attimo su come gira il mondo, non solo il tuo, per capire che anche altre persone, non solo quelli che hanno passato le tue sventure, hanno bisogno di aiuto e conservano sempre una propria dignita` (incredibile poi bollarli per il comportamento che hanno tenuto da bambini).

The Queen Father said...

Ciao D. Non so come prendere il tuo commento perché il tuo tono é molto ambivalente.... Voglio dire, dici che sono snob, ci posso stare, sono insicuro e pieno di rancore, lo dico sempre, ma il fatto di dovermi documentare su come gira il mondo per poter dire che i miei bulli si sono trasformati in rifiuti sociali non ha senso. É la realtá.
É ovvio che esistono bulli con fior di quattrini e lauree in ingegneria ed astrofisica che oggi vivono in super attici in centro e vanno a messa tutte le domeniche, per caritá, hanno meno scuse per il loro comportamento, ma esistono. Nel mio caso peró, i fighetti di ieri sono gli inetti di oggi. Cosa vuoi che ti dica? Che devo comprendere le loro problematiche? Che eravamo bambini? Ma a 15, 16, 17 e 18 anni siamo ancora bambini o siamo giovani adulti pieni di malizia e ignoranza?
Dimmi tu.
Le mie insicurezze me le porto a spasso tutti i giorni, cosí come le mie ferite, con rancore e con orgoglio, perché io sono emerso, col fiato corto e gli occhi sbarrati, ma sono emerso, loro sono affondati. Tutti.
La mia superioritá dici? Intendi quella che nasce dalla consapevolezza di esser riuscito a costruire la vita che sognavo a dispetto degli ostacoli che mi son stati SEMPRE messi davanti? Ci puoi giurare che c'é, e ti dico di piú: davanti ad individui del genere, la puzza sotto al naso me la potró sempre permettere.
Ma suppongo capiresti meglio cosa voglio dire se fosse la tua pelle ad avere i segni del passato.


Un abbraccio!

TQF x

Cristina said...

Che bene mi ha fatto leggere il tuo post. Grazie. Sento molto questo problema del bullismo perchè purtroppo bimba ne è stata vittima l'anno scorso ed è stata dura farle riprendere fiducia in se stessa. Ma il fatto mi ha fatto molto pensare. I bulletti possono essere davvero crudeli ed è terribile pensare che se ai miei - non troppo lontani- tempi li incontravi alla scuola media ora cominciano già alle elementari o peggio all'asilo..

Milena said...

caro o cara D... sbagli di grosso! Il discorso di QF non era per generalizzare... ha raccontato la sua esperienza! E sempre senza voler generalizzare ti dico che chi è un bullo da ragazzo (non parliamo di bambini) è cmq una persona che non rispetta gli altri... che non rispetta chi è diverso... e non si parla solo di omosessualità, ma di colore della pelle, estrazione sociale, gusti diversi, qualsiasi cosa... C'è chi viene bersagliato perché grosso, alto, brutto,...
Forse a questi ragazzi non è stato insegnato il rispetto per gli altri dai propri genitori... non so! Forse devono passare loro dalla parte delle vittime prima di capire... Qualche ex bullo che adesso è il peggiore degli sfigati lo conosciamo tutti mi sa... E quelli che continuano a fare i bulli sono ancora più sfigati!
Mi auguro che la generazione dei nostri bambini sia più fortunata... l'altro giorno mio figlio cercava di farmi capire chi era la sua compagnia che si chiama Stella... mi ha detto di tutto: dal contrassegno che ha all'asilo, a come si veste, colore e taglio di capelli, persino il colore degli occhi... proprio non me la ricordavo... poi ad un tratto il flash: era l'unica bambina di colore della classe! Ma non gli è neanche venuto in mente di dirmelo.. x lui è più che normale... come è normale che 2 uomini o 2 donne possano sposarsi! Un giorno me l'ha chiesto e gli ho risposto di sì se si amano. Niente di sconvolgente... E se mai un giorno sarà un bulletto vorrà dire che avrò fallito io!

Silvia Rin. said...

Bellissima risposta Marco. Non capisco assolutamente il senso della prima frase scritta da D. che comunque, a mio avviso, ha esageratamente proiettato su di sè semplici constatazioni di un diario riferito a specifiche persone in uno specifico luogo. Seguono poi parole che sono come carezze per chi utilizza la cattiveria come riscatto.
Quindi tutti noi non possiamo che apprezzare queste riflessioni poichè probabilmente vittima di almeno un bullo ne siamo stati in molti...a meno che non eravamo noi il bullo. Vero D.?

Lalique said...

Caro D, dobbiamo forse ringraziare le cicatrici che ci lascia un misero bullo come strumento ultimo und efficacissimo di formazione? Fondiamo il club della frustata benefattrice? Dai su.

debbie said...

Io credo che D. volesse dire che i bulli stessi sono vittime di situazioni disagiate fin da bambini e che il loro comportamento deriva da abusi, violenze psichiche o fisiche, indifferenza familiare, abbandono...A volte non è visibile, ma i bulli, anche i ricconi, sono i primi ad essere rifiutati da un sistema familiare o sociale. NOn credo si nasca cattivi, ma credo che ci siano persone come TQF in grado di risorgere da situazioni di sofferenza ed altre inette, capaci solo di seminare dolore credendo inconsciamente di risanare le proprie ferite. Fossi al tuo posto, QF, continuerei a testa altissima,perché non sono le persone vittime di bullismo che devono preoccuparsi della psicologia del bullo... Quando D. dice:
"cerchi di nascondere il tuo rancore e le tue insicurezze, delle quali ancora, a quanto leggo, sei schiavo" mi chiedo se queste parole siano rivolte a te o a se stesso...forse un ex bullo che si è sentito incompreso e, a sua volta, vittima di qualcun altro? abbandonato? ferito? chi lo sa...
Io rispetto ogni singola parola che dice, avverto la tua sofferenza, il tuo sforzo e la tua meritata, conquistata, riconosciuta e grandissima dignità.
ps: mio figlio di tre anni, guardando la foto del tuo profilo, dice: mamma, perché quel signore si copre la faccia?
"Non si sta coprendo la faccia, amore, sta ridendo come un pazzo" gli dico.
"E perché si copre mentre ride?"
NO comment.

DEBBIE said...

intendevo: ogni parola che DICI

Giupy said...

Bellissimo post! niente da aggiungere..