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"Parigi Parigi, che bella cittá, mezz'ora sott'acqua e perfetta sarà..."
Sono le parole del mio prossimo singolo in uscita alla Conad, Leclerc e Dar Purciaro in novembre.
No dai, sul serio.
Ieri ho sbroccato. Di nuovo.
Perché io questo faccio a Parigi. Altro che andare in bicicletta con le baguettes sotto le ascelle.
Io a Parigi sbrocco di continuo.
"Datte 'na calmata!" dite? Leggete qua.
Situazione: domenica pomeriggio, io, il maritone, il Tappo ed i nonni, tutti al parco a prendere il gelato. Parc Monceau, qui dietro. Il parco 'bene' di Parigi. Iddio gli mandi una paralisi.
Quanto puó essere complicato prendersi un gelato con la famiglia? No voglio dire, il massimo dell'imprevisto che uno si possa aspettare é la fila generata da un ordine per 6 persone, o magari l'irritazione del parente vecchietto e un po' sordo che dopo mezz'ora di indecisione tra il cioccolato ed il caffé (manco fossero la stessa cosa...) finisce che ti chiede la fragola, poi vede il cono e ti fa notare che non lo può mangiare sennò i semini gli si infilano sotto alla dentiera facendolo bestemmiare di dolore.
Ma siamo a Parigi.
Le vostre complicazioni qui si perdono sul radar e si sa, a questa città piace sorprendervi, con una trombosi.
Qui é tutto un altro livello e la logica, nonché le leggi della fisica che regolano tutto il creato, sono nulle.
Come Carla Bruni e la sua chitarra.
Dicevo, faccio la fila per il mio turno, tengo bene a memoria l'elenco dei gusti ordinati dalla tribù e mi assicuro che nessuno mi passi avanti (che fanno presto a dire che gli italiani fanno la fila a gomitate... Qui ci prendono una pista.)
"Bonjour! Vorrei quattro coni, uno fragola/vaniglia e panna, uno fragola/limone e panna, uno cioccolato/vaniglia e panna e uno fragola/vaniglia/pesca e niente panna. Eppoi anche un ghiacciolo all'arancia per favore."
"Umpf. Me li ridice?" risponde il tipo, un ragazzotto corto e largo, con un'espressione di fastidio sul viso che gli avreste riposizionato i connotati a capocciate.
"Ok, glieli dico uno per volta man mano che li fa, cosí la aiuto un po'anch'io" azzardo con un sorriso amichevole e gentile.
"No, me li ridica insieme che facciamo prima, é il mio lavoro, me li ricordo, non ho bisogno del suo aiuto grazie..."
Quindi ripeto tutto, trattenendo la voglia di sputargli in faccia le tonsille ancora infette che ho in gola (sono come due cricetini pelati e morti, appena dietro l'ugola, indi il gelato per alleviare il dolore...).
Poi il tipo mi fa:
"La panna... Cosa intende per panna ( in francese 'crème fouettée')?"
"La panna... Sapete quella cosa bianca che si mette sul gelato?"
"Ah! Intende forse la Créme Chantilly?"
"Boh, sí, in Italia non ci mettono la Chantilly sul gelato, ci mettono la panna montata semplice, quindi pensavo che...."
"Qui non siamo in Italia..." interrompe lui.
"Maddai? Scherza? Quanto cavolo devo aver camminato oggi pomeriggio? Ci metta pure la Chantilly allora e vive la France..."
Continuo io cercando di mantenere la calma
"La Chantilly la deve pagare a parte come supplemento però..."
"Bene, faccia pure i coni s'il vous plait..."
"Eh ma sono 75 centesimi di supplemento l'uno...."
"OK, ACCETTO! DOVE DEVO FIRMARE PER AVERE 'STI CONI?"
Ovviamente il tipo ci mette 12 anni a fare un cono perché continua a dimenticarsi i gusti, neanche pippasse antrace.
Alla fine, appena prima del cambio di stagione, ci riesce.
Per ultimo mi passa il cono da tre gusti (tre palle di gelato, ognuna grossa come una mela, una sull'altra...) che era alto come mio figlio e difficilissimo da mangiare senza farlo cadere.
Azzardo una richiesta
"Potrebbe darmi un bicchierino di carta per favore?"
"Perché?"
"Beh, vede, questo cono é alto come un condominio, se mi dà un bicchierino ne metto un po' dentro e me lo mangio col cucchiaino..."
"Eh ma il cono glielo ho fatto come mi ha chiesto lei... Doveva pensarci prima... Io glielo volevo dire che tre gusti sono troppi per quel cono lí..."
Mi parte un trombo a rotta di collo direzione cervello.
"Ma io sono imbecille, non se ne é accorto? Le pare che se fossi stato normale avrei passato gli ultimi 40 minuti a parlare con lei di gelati e creme Chantilly? Me lo dá 'sto bicchierino o no?"
"Non posso. Sono contati. Se vuole il bicchierino mi deve ridare il cono, io sposto il gelato nel bicchierino e lei lo paga a parte come gelato in coppetta..."
Mi cascano le emorroidi al suolo, tintinnando come monetine.
"Sta scherzando? Ho pagato giá un cono da tre gusti, al limite le pago il bicchierino...."
"Il bicchierino non ha prezzo, non posso darglielo senza gelato dentro, é contro le regole... E sta anche creando una lunga fila, quindi si decide per favore?"
Mi giro e noto con sommo rammarico che le due persone dietro di me si erano moltiplicate ed ora erano un discreto gruppetto di famiglie in attesa di essere servite.
Il tipo dietro il bancone mi guarda con aria di sufficienza. Avete presente quello sguardo che vi fa rizzare i peli sul collo e vi fa venir voglia di strappare a qualcuno la colonna vertebrale e picchiarcelo?
Ecco, quello.
Allora ho sbroccato, ma invece di cimentarmi in interventi di chirurgia spinale sul posto, mi son limitato a mollare tutto il cono sul bancone (sopra ai soldi che avevo appena sborsato...) e mandarlo 'affanculo'.
In Italiano.
Ragazzi quanto suona bene il vaffanculo.
Tondo, sodo e pieno. Soddisfacente come un bel piatto di spaghetti con la pummarola.
Ci puoi sempre contare sul vaffanculo, primo perché è liberatorio come un esorcismo di Don Milingo, poi perché il vaffanculo è come 'Coca-Cola' nel mondo! Facile da pronunciare in ogni lingua e tutti sanno cosa vuoi dire.
Pure i giapponesi.
La cosa scioccante é che nessuno si é neppure scomposto, neanche il tipo al bancone dei gelati che si è trovato di fronte un sorbetto alla carta moneta, roba che a Londra sarei finito a terra con due poliziotti intenti a slogarmi entrambe le spalle.
Io invece ero un mucchietto di nervi e bestemmie e mi é roduto il sedere tutto il pomeriggio.
Per di più ero l'unico senza gelato, ecco.
Però ho fumato come un detenuto nel braccio della morte.

Grazie Parigi, se continui cosí finisco in galera, e da ora in poi solo Haagen Dazs.


'Rifanculo.


TQF xx


P.S.
Ovviamente la reazione di tutta la famiglia è stata "Ma datte 'na calmata!". Ecco. Stronzi, voi il gelato almeno lo avete mangiato.


53 comments:

FrancescaV said...

tanta solidarietà O.O (e Haagen Dazs tutta la vita, almeno quando si sta in Francia)

Biancume said...

No vabbè Tu il gelato glielo dovevi spiaccicare in faccia
Comunque concordo come un vaffanculo nessuno può

dabogirl said...

ecco, io sul "datti 'na calmata" della famiglia avrei sbroccato a tremila, peggio che con quello str...ano del gelataro.

fenice7810 said...

Santo cielo!
Da prendere baracca e burattini e scappare senza voltarsi indietro!
Per consolarti, sappi che qui a Roma mi succede di continuo. L'ultima con un barista che non ascoltava come volessi il caffè (un semplice caffè d'orzo in tazza piccola con latte freddo).
Alla fine sembrava la scena di Lino Banfi in "Vieni avanti, cretino", hai presente? Manco gl'avessi chiesto "un caffè con utopia"!
IMHO sei sempre più bravo, Marco! Mi sa che Vanity te fa bene.

Saretta

Starsdancer said...

Hai aspettato anche troppo per quel vaffa ;)

Sheireen said...

Probabilmente avrei reagito allo stesso modo.. e non ti preoccupare, mica è Parigi, eh! Lo stronzo al bancone lo trovi, ahimè, un po' ovunque! :)

phrolivina said...

Regina, tesoro... Vieni a trovarmi a Milano: che anche qui gli stronzi si sprecano, ma io ho fatto dei corsi ormai quasi quadri-cennali (ussignur, che vecchia...) di risposta a tono.
E cmq, i gelatai sono dei frustrati. Secondo me perché devono lavorare mentre tutti sono in vacanza...
Pensa che l'altro giorno il gelataio di fianco alla scuola ha fatto piangere la mia bambina di quattro anni perché lei voleva il fiordilatte ma lo chiamava panna e lui a sindacare sul nome giusto. E dalle 'sto c***o di fiordilatte dicendo "Ecco la tua panna, bambina", o anche stando zitto, che tanto lei manco se ne accorge! E invece no! 'sto st****o... Sai com'è finita? gran casino e gelato gratis per tutta la famiglia!
Vieni a seguire un corso della zia Phra, che già lo so che sei portato!

LaRobi said...

".. a questa città piace sorprendervi, con una trombosi." ....ahahhaahahahah...Sei mitico! :)

Barbara Rodeschini said...

mi fai troppo ridere! se ti può consolare io quest'estate dopo aver ordinato vaniglia e cioccolato per il nano al gelataio stordito spagnolo mi sono girata e dietro c'era- ussignur- Claudia Shiffer con 200 tra figli e nipoti che, con fare glaciale, ha sibilato one lemon...mmm...volevo piangere :)

Ale [Tredici] said...

Ho riso come un deficiente :P
Però hai anche descritto così bene la situazione che mi sono anche incazzato: adesso odio i gelatai francesi. Per colpa/merito tuo sono gelataiofrancesfobo.

La Chantilly sul gelato?! O.O

Daniela... said...

a parte che la baguette sotto l'ascella mi schifa da paura....non riesco a capire perchè gli hai lasciato il gelato, uno solo intendo.
IO glieli avrei lasciati tutti quanti accompagnati da un vaffanculo ciascuno.
Sei il mio idolo.

lauretta said...

massima stima per il vaffanculo liberatorio!!!

veru said...

Se ti consola io ho mandato affanculo il tizio delle poste irlandesi che continuava a ridere mentre io sbroccavo dopo l'ennesimo pacco non consegnato.

Anonymous said...

come dice la Littizzetto ci sono cose che si risolvono solo con un "vaffa"...per il resto ti segnalo una ricerca di qualche tempo fa sulle frasi apparentemente innocue utilizzate nella vita quotidiana, in grado di far sbroccare anche un bradipo che sta per addormentarsi e, indovina, la prima in assoluto, per mancanza di rivali è... "stai calmo!" :DDDD (e comunque poco prima di "non hai capito!" ...mi sto incazzando solo a scriverle O_o)...comunque vabbè che gli stronzi sono un po' ovunque eccetera, ma il prototipo dello stronzo parigino fa davvero scuola :) xxx Laura

Robin said...

Dio, hai trovato il gelataio più sgodo della città! O_o
Non c'è che dire, i francesi sono decisamente customer oriented ;)
Mi ricorda che in Francia (non solo nella capitale!) quest'anno ho fatto una fatica a farmi scaldare i panini... Se loro lo hanno pensato freddo non c'è verso che lo infilino nel forno! Di solito io taglio corto e chiedo subito se quel panino lo possono scaldare: se brontolano rispondo che allora non m'interessa. In genere funziona ;)
P.S. Anche io a Parigi ho scoperto che la Chantilly è la panna montata!

Olòrin said...

meno male che io a Parigi ci vengo ad ottobre...almeno non mi tocca lo sbrocco per il gelato...ma tanto un fanculo glielo sparo a qualche parigino!

Aspirantemamma said...

ios to ancora pensando alle tue tonsille come criceti morti buhuahuahuhuhaaa

Anonymous said...

In pratica la Chantilly é la panna montata con lo zucchero. Nei libri di cucina degli anni 50 la chiamano cosí. :-)

Elle

Laura Di Agabito said...

Grande Marcoooo!!! so cosa significa aver a che fare coi francesi....presuntuosi e arroganti come pochi!!!io oltre al vaffa glielo avrei spiaccicato in faccia il gelato!!! sai mi mette un po' pensiero venire in vacanza a Parigi...dovrò documentarmi su Haagen Dazs....

Fjunur said...

Proprio non ti piace Parigi, eh?
Comunque il vaffa funziona davvero dappertutto, anche qui in Africa, non credevo...

Mamma Che Paura! said...

Dio come hai ragione: il vaffanculo è l'aspirina di nervi e troppo hai resistito. Cmq sei come me: anhe io quando sbrocco contro la mia natura sto male.

Pier(ef)fect said...

se continui così ti prenderanno come testimonial del marchio di sigarette che fumi...
ma come ce la si mette la crema sul gelato? cioè la panna è soda e composta, la crema devi praticamente succhiarla come brodo prima di ritrovartela sulle scarpe. Ok, i francesi non sanno fare gelati e nemmeno commessi che fanno gelati.

lady said...

e vaffa sia (le emorroidi come monetine....!!!)

Shunrei said...

"Il bicchierino non ha prezzo..."... sì, e per tutto il resto c'è MasterCard!
Santiddìo, hai fatto bene sì!
Se penso al gelataio qua in piazza che quest'estate ha regalato il primo gelato a mia figlia (quando gli ho chiesto il conto e mi sono accorta che non aveva conteggiato la coppettina monogusto di yogurt, ha detto che non doveva aver nulla per quella), piglio su e vado a fargli un monumento...

Anonymous said...

la Chantilly sul gelato???!? baci..simona

poison said...

Tu avrai sbroccato. Ma io mi sono vista la scena e ho riso come un'idiota.
E se fossi stata in fila dietro di te ti avrei pure applaudito.
Secondo te io continuo ad amare Parigi perchè non ho mai azzardato l'acquisto di un gelato?

Radicalchoco said...

Hahahha! A ma solitamente va il sangue al cervello col primo stronzetto che incontro in pre ciclo, e la mia family mi dice che esagero, ma capisco la frustrazione! Almeno ce l'hai mandato e che liberazioneeee!!!!!



Radicalchoco
Stoprendendolarincorsa.wordpress.com

Cappuccino e Baguette said...

Che belle le qualità dei francesi. Il garbo, il farti sentire inadeguato in ogni occasione, darti del "rital" (perché questo si saranno detti, dopo il meritatissimo vaffanculo), la chantilly e soprattutto la flessibilità (vedi bicchierino).

I francesi sono flessibili come una stele di granito conficcata in una colata di cemento e malta. Gli dovrebbero dare un sussidio, perché davvero, è un handicap.

Ed è anche uno dei motivi per cui vado in una gelateria di italiani. Oltre al fatto che odio le pallette, lo schifoso gelato francese e pagare un cono 5 euro.

kikka said...

beh pure tu: e prima la panna e poi il bicchierino?... povero gelataio... muahahah!!
altro che vaffa... io gli avrei detto "mio caro i coni li rivuoi uno per uno o tutti insieme?" e glieli avrei tirati in testa!!!...
e quando ce vo' ce vo'!!

Mo' said...

Senti, non voglio fare chi capisce, ma una mia amica di Parigi chiama la panna chantilly, cioe' loro quella che noi chiamiamo panna montata la chiamano chantilly....magari l'equivoco viene da qua.... mi hai fatto ridere! xxx

mariella s said...

Ogni volta che ti leggo, mi girano ad elica le palle (che non ho) perchè capisco perfettamente la rabbia inconsulta nei confronti dei parigini.
Stronzi, supponenti e veramente imbecilli, soprattutto con gli italiani.
Sei sicuro che non avesse capito la tua nazionalità?
Perche ti sarai accorto che appena capiscono di avere a che fare con un italiano il loro comportamento peggiora a vista d'occhio.
Hai tutta la mia stima, è il vaffa è stato troppo poco!

Elegraf said...

sempre pensato che i francesi non mi stanno mica tanto simpatici.....
Io avrei sbroccato prima e ancora di più al "datte na calmata..."...sbrocco per molto menooo..tanta solidarietà

divinaringhio said...

Solo i francesi riescono a chiamare con nomi diversi le stesse cose, tanto pe dasse delle arie....ma soffocarlo con la chantilly?
ma quanto è bello il vaffanculo liberatorio? meraviglioso.
Ma quando ti lasciano in pace, mio diletto?

Un bacio
Divina tua

Paola said...

devo smettere di leggerti in ufficio... mi prendono per matta perchè ho le lacrime agli occhi! io cmq l'ho sempre detto che i francesi non li reggo.

Anonymous said...

Bè, mò te faccio rosicà. Sabato sera, Roma, Via dei Coronari, Gelateria del Teatro. Posto carinissimo, gelato squisito, ragazzo che ci ha servito gentile e sorridente (e pure bello, tiè!)serata meravigliosamente calda, tante persone in giro, turisti con la faccia felicemente da ebete tanto è bella Roma! Abbasso Parigi e i parigini, gli esseri più antipatici sulla faccia della terra!
Luciotta

P.S. ma se io non sono un blogger che profilo devo mettere per non apparire come "anonymous"?

la Fede said...

maaaaama mia ma quanti ne ho detti di questi vaffanculo in 10 anni a Parigi? Ma come ti capisco? La loro è una logica ottusa e psicorigida che certo, farà funzionare il Paese, ma per noi italiani creativi e fuori dalle righe, è insopportabile. Il vaffanculo è la nostra unica salvezza. Peace :)

Mum 'n' Roll said...

Che dire.. Fantastique!

Doubleface said...

Beh il vaffa ci stava tutto.. però pure 'tacci tua, per completare il quadretto. Sicuramente gli avi c'entrano, giusto per andare a colpo sicuro.

Claudia said...

Mi è venuto in mente un articolo che avevo letto riguardo alla cosiddetta Sindrome di Parigi, identificata dallo psichiatra Hiroaki Ota. In breve, una percentuale di turisti giapponesi in visita nella Ville Lumiere subisce un profondo shock culturale, grazie alla rudezza con cui vengono trattati dai francesi. Alcuni dei malcapitati, vengono addirittura rimpatriati con sintomi di esaurimento nervoso. È che un giapponese, difficilmente ti manda affanculo, per eccesso di educazione e autocontrollo. Perciò, evviva il gelato spalmato sul bancone!

patama' said...

O porca miseria, mo' mi sono innervosita, già prima di iniziare la giornata....ma vaffanculo va' ;-p

Gina Barilla said...

Io ho imparato a mettere bigliettini con piccoli pensieri personali poco educati su tutte le macchine parcheggiate male, che rendono difficile il transito ad una povera mamma taccata e passegginata, a chi ha il SUV e il cervello grosso come un fagiolo e non sa guidarlo... beh, son soddisfazioni. Anche se la soddisfazione più grande, quella di vedere la faccia e la reazione di chi legge il biglietto, non l'ho ancora avuta.
Complimenti per il coraggio.. io non l'ho mai avuto.. e avrei tanto tirato più di un vaffa..

Ondaluna said...

Io lo avrei fatto "paro paro". Solo molto prima, e per molto meno :-D

THEPOCKET MAMA said...

Odio quel tipo di persone. Ti guardano dall'alto verso il basso pensando di essere migliori di te. Forse gliel'avrei spiaccicato in faccia il gelato! ciao, Laura

thebrunette said...

Sono finita sul tuo blog dando un'occhiata ai "prescelti" di Spora per "farci le scarpe"... ^^
E ora non riesco più a smettere di leggerti...
...io l'ho sempre detto...Parigi è meravigliosa,...peccato i parigini ( quelli no!!!)

Encrenoire said...

Ohmygosh, ADOROTI!

Francesca said...

Mi fai troppo ridere, ma ridere di pancia. E questa e' una cosa bellissima!! E poi, vogliamo parlare del fatto che disegnerai un paio di scarpe per la Spora? Ma lo sai che quando ha chiesto consigli su chi avrebbe potuto far parte del team, io ho fatto il tuo nome? :-) E ora solo troppo felice di sapere che ti ha scelto!
Grande!

Alessandra said...

Quello che abbiamo capito è che se qualcuno entra nel tuo blog alla ricerca di aneddoti romantici su Parigi, può scordarseli :D

E poi ho una curiosità. Ma il gelataio tra il "Mi ridice i gusti per favore?" e il "No, me li ridica tutti insieme perché è il mio lavoro e non ho bisogno del suo aiuto", ha perso la memoria (e qualche neurone)?

AAH, LE CONTRADDIZIONI!

http://almenounmilionediscale.blogspot.it/

indechiffrable said...

Leggere il tuo blog insieme alla persona che amo e ridere di gusto fino a non sentire più gli addominali... fantastico.

sternflammende said...

Madonna che violenza fisica e verbale mi ispira questo ragazzotto. Neanche fosse il maitre di un ristorante di Ducasse! Cavolo, sta dietro il bancone di un baracchino del parco. Beh, penso che con quell'atteggiamento non si creerà mai una clientela fidelizzata, tant pis.

Anya said...

Regola numero 1: non sorridere mai prima di loro.
Regola numero 2: non fare battute se non ne fanno loro.
Regola numero 3: non siamo in Italia, sono stronzi e antipatici
Regola numero 4: keep calm, ti abituerai!

Medelea said...

Comunque quella che noi chiamiamo panna, che è quasi sempre zuccherata, in Francia si chiama chantilly. La crème fouettée è senza zucchero e non ho mai sentito nessuno chiederla a Parigi su un cono gelato. Perché noi italiani siamo tanto arroganti da pensare di essere i più simpatici e i più istruiti? Vivo a Parigi da tre anni e mezzo e mi ci trovo benissimo. Penso che i pregiudizi non aiutino nessuno. Come detto da qualcun altro, persone antipatiche e persone simpatiche ce ne sono ovunque. Io comunque noto tanta arroganza negli italiani che arrivano qui. I loro atteggiamenti a volte danno fastidio a me che francese non sono.

L. said...

Mi sono pisciata sotto dalle risate............ semi vede qualcuno mi prende per pazza, con tanto di lacrimoni agli occhi per il troppo ridere!

Raviz Zivar said...

Roso