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Sotto alla Corona

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Ce l'abbiamo fatta!

Siamo entrati a casa nuova appena sabato, milioni di scatole da aprire, miliardi di oggetti da collocare al loro posto ( e io vorrei guardà in faccia la volpe che mi ha imballato gli occhiali da sole con i barattoli di pelati... Sí, mi son portato dietro pure quelli e non mi chiamate purciaro che mi offendo...).
Niente telefono, niente internet, niente TV.
Immaginate il panico di avere il mio primo articolo pubblicato su Vanity Blog (il blog di Vanity Fair) e di non poter controllare né i commenti né le reazioni....
Abbiamo passato tre giorni di fronte ad un Ipad con Dumbo (ma che Iddio lo maledica, lui e tutto il circo dei nani...) e Tinkerbell. Il cellulare che prende solo tra salone, sala da pranzo e libreria, ma dall'altra parte della casa le tacche vanno sotto zero. Del tipo che non è che non hai campo, piuttosto il telefono inizia a succhiarti le onde Teta del cervello nel tentativo di rimanere in vita.
Comunque siamo dentro e siamo strafelici!
Niente vicini molesti, musiche assordanti o vecchiacci putrefatti alla porta. Abbiamo calma, luce e tanto spazio.
Siamo a casa.
Proprio a causa del recente arrivo, sto assaporando le gioie della Francia che lavora: i suoi spedizionieri, i suoi elettricisti, i suoi imbianchini, i suoi tecnici per la connessione telefonica ed i suoi incaricati delle consegne.
Notate il leggero sarcasmo nel mio tono?
Ecco. Domattina vado a comprarmi una pistola sparachiodi da tenere a portata di mano.


Allora, qualora vi trovaste a considerare la possibilità di trasferirvi a Parigi, sappiate che qui:
- se il pacco che vi deve essere recapitato a casa (per la cui consegna a domicilio avete pagato con 15 litri di sangue) è ritenuto troppo pesante, ve lo lasciano in strada, oppure, come è successo a me, all'ufficio postale. Ovviamente senza farvi la cortesia di menzionare di QUALE ufficio postale si tratti, ignorando il fatto che Parigi sia un momentino più grande di Spezzano della Sila.
- se il tipo che vi viene a consegnare gli elettrodomestici (senza i quali non potrete neanche bollire un bicchiere d'acqua da tirargli in faccia) ritiene che una consegna al terzo piano sia del tutto inammissibile (perché lui poraccio c'ha l'ulcera perforante, l'occhio pigro e lo scolo), semplicemente se ne va. Fatti vostri.
- se prenotate la visita a domicilio di un falegname che vi ripari un mobile danneggiato durante il trasporto dal negozio, a spese del negozio tra l'altro, questo vi si presenta SENZA ATTREZZI. Della serie 'L'uomo che sussurrava ai cassetti'. Ma l'animaccia sua.
- se prendete un taxi e vi capita il tassista cinese, potete contarci che vi frega. Allora per andare da casa al negozio di tappezzerie, una distanza coperta normalmente in 10 minuti, vi ritrovate in Costa Azzurra per un caffè prima di acquistare le tende. Che mi starebbe pure bene, se avessi tempo. Poi certo, al limite il caffè me lo prendo con chi dico io, non con un tassista cinese che suda al gusto di cipolla.
- se il servizio che vi è stato reso è ritenuto di qualità scadente e ve ne lamentate con i responsabili, non aspettatevi la reazione di ogni essere umano che sappia cos'è la dignità. A questi non gliene può fregà de meno. Piuttosto si adoperano con impressionante zelo a biasimare qualcun altro per la loro mancanza (il collega imbecille, il traffico assurdo, la suocera bastarda). Ne fanno un'arte. Poco importa se tutto quel che volete sia farvi togliere la lavatrice dall'ascensore in cui è stata incastrata, le loro storie le dovete ascoltare. È la prassi.
- se volete acquistare dei mobili, o lampade, o qualsiasi oggetto di arredo che non sia 'stile moderno' (che a me non piace per gnente), cambiate città. Qui il moderno va alla grande. È ovunque. Vuoi perché gli appartamenti haussmaniani sono già monumentali di per sé, vuoi perché Ikea qui spopola, vuoi perché i Parigini hanno le 'tasche a chiocciola' (leggi: sono tendenzialmente purciari), per trovare qualcosa che non sia acrilico/acciaio/vetroresina/polipropilene cotto a legna, uno deve fare i salti mortali.
- quando siete per strada non abbiate l'arroganza di pensare che, solo perché all'attraversamento pedonale l'omino verde si accende invitandovi ad attraversare, possiate farlo senza rischiare di baciare gli pneumatici di qualcuno. La logica stradale a Parigi non ha valore. Il rosso, il verde... Sono solo colori che stanno bene a pochi.
- la burocrazia francese è l'equivalente dei logaritmi che abbiamo studiato al liceo: lunga, complicata e (per il 90%) totalmente inutile. Esempio: se vi chiedono le ultime 3 buste paga e voi lavorate in Francia da giugno pensate "Grande! Ne ho giusto 3: giugno, luglio ed agosto!". Illusi senza arte né parte.
Quelle non sono le ultime 3, ma le PRIME 3. Non vanno bene.
Basitevi pure.
Vi dico questo: quelli che dicono che Parigi è una città chic sono gli stessi che dicono che a Londra c'è sempre la nebbia: vivono da 20 anni in un seminterrato buio con 37 gatti, una mamma impagliata e giocano tutto il giorno a Farmville.

Comunque non mi perdo d'animo.
Sotto alla corona c'ho un cranio di travertino e prima o poi dovrò entrare nel sistema.
Di panza o di culo.


TQF xx

39 comments:

Anonymous said...

è sempre un piacere leggerti !

penelope said...

Inzomma, par dura da digerire, nonostante tutto 'sta Parigi..

mammafelice said...

Comunque a Spezzano della Sila non ti ci avrei visto male :D

veru said...

Sta storia maledetta dei postini capita pure a Dublino: non arrivano perché il pacco pesa troppo o è troppo ingombrante e passano solo per lasciarti scritto dove devi andare a ritirare tutto. Quando ti incazzi come una iena ti rispondono "ah, italians" e a quel punto tu ti incazzi ancora di più perché aggiungono il carico dicendoti che sei una fannullona e che siccome c'hai marito porta lui a ritirare le cose e non rompere. Però c'abbiamo i tecnici di tutto lo scibile che sono dei mostri ed organizzatissimi, altro che la Sip e l'Ama! Buona nuova vita! :D

luciebasta said...

sembra quasi di essere en italie....che figata, rabbrividiamo
Che ridere !l'uomo che sussurrava ai cassetti!

Ale [Tredici] said...

Bene, mi hai totalmente smontato l'idilliaca idea che mi ero fatto di Parigi (ma non dei parigini...). Meglio così: se vengo, arrivo preparato!

pentapata said...

se venivi a spezzano sila c'avevo 'n cuggino falegname...

Debbie said...

peccato non averti scoperto prima! meglio tardi che mai. crazy for you;)

Faith said...

Benvenuto a Paris!

Io em ne vado tra 3 settimane e torno a Londres... Non posso dire che mi dispiaccia! Per carita, Paris é bellissima, ma i Parigini sono troppo Italiani (della peggior specie) per i miei gusti!

Rory said...

Mia cugina si è trasferita a Parigi 2 giorni fa e dovrà starci un anno. Mò le invio questo post via mail così le salvo un pò l'ulcera. :-)

L'Albicocca said...

Credo che almeno mezza dozzina di tue frasi... le adatto... e me le uso....
Tanti tanti auguri per il vostro nuovo nido!!!
PS da provincialotta italiana (non cattolica): ma lì, appena entri in casa nuova... il parroco per la benedizione, bussa?!?!?!

Rouges said...

Come scrissi ieri in un post... "la burocrazia (di qualunque nazione) ci uccide. Di noia e nervoso sicuramente!"

Aspirantemamma said...

Io sono cappottata dal ridere solo leggendo il titolo.

mammamsterdam.net said...

Io te l'ho detto che dovevi venire ad Amsterdam. E farti fare tutto dall' impresa slovacca come abbiamo fatto noi. e che tu non mi dai mai retta (mo se mi dici che il giardinetto della foto è la vista del cavedio da casa tua, vengo a trovarti).

Susibita said...

Malimortè, che merviaglia il cortile interno.
Buon inizio di nuova vita à Paris. Per tutti e tre ovviamente =)!

Susibita

Fjunur said...

La casa pare davvero bella (con qualche foto in più, alla faccia della privacy, tolgo il 'pare'...), complimenti!
Per i parigini, vanno capiti; magari ci vuole un manuale grosso come l'encicolpedia britannica, ma prima o poi troverai la chiave di lettura.
La storia dei semafori è assolutamente vera: quest'estate ho rischiato più di una volta di lasciare un bambino zerbinato sulle strisce...
Non scoraggiarti; ce la farai!

verdeacqua said...

non mi fai pena neanche un pò perchè il tuo nuovo appartamento mi sembra una favola! e io non sono per niente invidiosa!!!! cmq come su vanity anche qui, grande, come sempre!

forsemisbaglio said...

titolo da applauso!
sei una regina.
r

The Queen Father said...

Grazie! Ma firmati no? Cosí ti mando una rata del mutuo a casa per premio! X

The Queen Father said...

Col trattore di Barbie Iveco...

The Queen Father said...

Uomo avvisato....

The Queen Father said...

Si chiama mica Giuseppe?

The Queen Father said...

Adesso ti devi leggere TUTTO dall'inizio... Forza, poi ti interrogo....!! xxx

The Queen Father said...

Decisamente no... Oltretutto secondo me si presenterebbe pure lui senza attrezzi....

cily75 said...

sempre pensato io che tutta sta parigi.... ;PPP ma se lo sanno che sei su Vanity dici che un occhio di riguardo no???? 'sti provincialotti... tsè

Robin said...

Il trasloco è uno dei cambiamenti che suscitano più entusiasmo (soprattutto quando ci si trasferisce in una bella casa ;))
PERO'... Ci sarà pure un motivo se dalle mie parti un tempo si diceva "ti venisse un trasloco"!

Bimbo cercasi said...

Mi hai fatto davvero morire dal ridere!! Conosco poco Parigi, ma credo ad ogni singola sillaba!
PS: anche io quando trasloco mi porto tutto, anche il sale, figurarsi se lascio i pelati ;))

Anonymous said...

ops,la firma, rifaccio :
è sempre un piacere leggerti !
LaAle

Pier(ef)fect said...

a quanto ho visto il tuo post sul blog di Vanity è piaciuto, ed è piaciuto pure a me che ho iniziato a farti pubblicità nemmeno stessi dando via il tuo corpo a gratis XD
comunque non ho intenzione al momento di trasferirmi in Francia, ma ne terrò presente :D

mariella s said...

Parigi non vale i parigini.
Fattene una ragione e compra la pistola sparachiodi!

GAB said...

ah, ok, allora non solo i baresi sono daltonici davanti a un semaforo!
gli angoli che hai fotografato sono spettacolari!

Mamma Che Paura! said...

Beh l'appartamentone' fico e parigi pure. Mi sembra comunque una bellissima novita'!

Anonymous said...

Ti adoro!!!!!!!!!!!!!! E menomale che non avevo mai sognato di vivere a Parigi!!!

Castagna sloggata

ugainthesky said...

Ma com'è che poi so sempre gli italiani ad essere denigrati???
Questi so piu infidi!!! Si nascondono meglio!!!!
Se solo sapessero chi sei!!!!!


Bel post qui e pure di li!!!!

womanworkermommy said...

Fantastico! Pare che tra Parigi e Bari le uniche differenze siano la torre Eiffel e il mare :)

newmoon35 said...

Ciao!Arrivo dall'articolo su Vanity Blog. Davvero Bello.
Così casco qui...e rido!Così impariamo a denigrare gli italiani.
Però l'appartamento è davvero bello..e quel cortile interno.....

divinaringhio said...

God save the queen dai parigini!

suona malissimo, ma poveretti...e si danno pure un sacco di arie 'sti stronzetti.........!

Quanto li ooodio......Ricordo certe lettrici all'università...mamma che purciare...Mi hanno scroccato tanti di quei caffé! Alla faccia di Charles e dei Fleurs du Mal!

tieni duro...che la reggia è veramente splendida! al limite vi barricate in casa e li aspettate con l'olio bollente...

Un bacio a te, maritone e nanoreale!

Chicca

Cappuccino e Baguette said...

Firmo e sottoscrivo il post nella sua interezza. E pure li meglio mortacci.

E per l'arredamento ho trovato la salvezza: affogo con immenso piacere nei Brocantes e vide-greniers. Ancora non ho avuto il coraggio di darmi all'usanza francese di caricarsi i divani e le cose lasciate per strada (buttare i comodini in stile per il sostituirli con quelli in PVC, non lo capirò mai...), ma non si sa mai.

Spora von Paris said...

Ma come! Io ho sempre fatto tutto in tre secondi!
Tesoro mi spiace, potevi far mettere telefono e adsl telefonando qq gg prima. Son gente organizzata: si prenota tutto.
(e mi raccomando non rimanere mai mai mai senza chèques, ci puoi pagare anche la baguette)