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Sotto alla Corona

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Sapete qual é il problema?
Non ti rendi conto, ma fai presto l'abitudine a guardare la vita dall'alto di una situazione familiare appagante, o dall'alto di una relazione stimolante, o dall'alto di una situazione finanziaria tranquilla.
Fai presto l'abitudine a guardare le cose dall'alto.
Dall'alto hai piú controllo, dall'alto vedi piú lontano e ti senti più al sicuro.
Poi da un giorno all'altro ti ritrovi a guardare le cose dal basso, ed é un trauma.
Perché dover ricominciare dal basso é sempre dura.
Perché quando sei in basso ti calpestano più facilmente e facilmente sei ignorato.
Perché la situazione in famiglia é ancora alla ricerca di un equilibrio, perché la tua relazione al momento é solo una patetica imitazione di quello che era appena sei mesi fa, perché i soldi non sono di grande compagnia.
Allora ti avveleni ogni giorno di più, ti emargini ogni giorno di più, ti frustri
ogni giorno di più fino a scoppiare.



Non é Parigi. Siamo io e Parigi che non ci prendiamo.
Non so più bene di chi sia la colpa. Mi aspetto troppo? Il fatto che io venga da una cittá come Londra, dove si respira il mondo e mi ritrovi in una cittá che si sente invece al centro del mondo e che, con tanto di mura ben alzate, bada bene a non contaminarcisi, non aiuta.
Giorni fa abbiamo salutato i nonni all'aereoporto. Il Tappo che zompettava trastullato da Daddy, io un cumulo di macerie e di lacrime.
Rieccomi da solo ad affrontare tutto.
Tutto cosa poi?
Tutto. E comunque troppo.
Di lí a due giorni mi sono ritrovato per strada sotto al diluvio, con un pargolo urlante nel passeggino mentre rifiutava di tenere il parapioggia a posto, un ombrello in bilico sulla spalla, il telefono incollato all'orecchio durante l'ennesimo scazzo col commerciante imbecille di turno (ricordate la lampada? Ecco, quella...) e la busta della spesa che decide di sfondarsi in mezzo al marciapiede.
Non mi sono mai sentito cosí in basso. Cosí privo di controllo. Cosí patetico.
Regina un par di palle.
Porca troia.
Tempo di merda, commercianti di merda, mio figlio mi odia, la spesa é sparsa dovunque sul marciapiede pieno di merda di cane e mio marito é in ufficio ed è sempre incontattabile.

Carico alla meno peggio quello che posso nell'esiguo cestino del passeggino, lascio il resto per terra senza nemmeno guardare. Ignorando la gente che cerca di farmi notare che ho lasciato metá spesa sul marciapiede.
Voglio solo scappare.
Voglio tornare a casa e chiudere la porta.
Esausto dallo scompisciamento a cui si é abbandonato, il Tappo si addormenta prima di arrivare a destinazione.
Grazie Signore, o a chi per te. Mi posso sbracare senza filtro.
Infilo tutto nell'ascensore, Tappo, passeggino, ombrello, incerata, buste varie, e chiudo la porta.
Nella quiete di quel metro quadrato, al centro di una delle più caotiche cittá del mondo, anonimo come il pixel buio che neanche noti sullo schermo del computer, mi lascio andare ad un pianto ridicolo. Ho il viso bagnato di pioggia, l'acqua nelle scarpe, le mani che tremano ed il naso che gocciola.
Piango come un vitello.
Tre piani in ascensore non bastano ed arrivo davanti alla porta di casa in uno stato pietoso.
Sapete quando vi sentite come un uovo sodo in gola che non va né su né giú?
Cerco le chiavi in tasca e noto una lettera che la portiera ha lasciato sul tappetino. É un biglietto di auguri.
Riconosco la grafia. É di mia cognata.
Ho un lampo al cervello.

È il nostro ottavo anniversario di matrimonio.
Ce ne siamo dimenticati entrambi.
È come uno schiaffo.
E smetto di piangere.
Apro la porta mentre tiro su col naso.
Trovo lui in piedi in mezzo al foyer.
Mazzo di rose in una mano, bottiglia di champagne nell'altra. Il sorriso di sempre, quello che mi fa tremare le ginocchia.
I miei occhi si colmano di nuovo e riesco solo a balbettare "I'm sorry... I forgot..."
Mi prende il viso tra le mani.
"Perché hai gli occhi rossi?"
Il muro dentro crolla di nuovo ed é una tsunami di lacrime.
"É tutto un casino... É tutto sbagliato... Io non... Non.... Non ho mai dimenticato il nostro anniversario... Mai..."
Mi sorride dolcemente, come se fossi un bambino.
"Oh come on.... Secondo me stai facendo abbastanza... Non sei tu a dover ricordare le rose... Credimi."
E mi stringe forte, come se sapesse che quella era la cosa di cui avevo più bisogno.
Poi siamo scappati a Londra. Siamo qui ora, per il weekend.
Bella, bellissima Londra.
É come se non la avessimo mai lasciata.
Eppure nel mio cervello noi due siamo ancora lí, abbracciati in quel foyer
a Parigi.
Le mie rose in un vaso sul tavolo del salone.
E la sorpresa di sentire che, attraverso tutti i chilometri, profumano di casa.


TQF

43 comments:

Silvia gc said...

Accidenti... sai che avete dimenticato il Tappo nel passeggino? Al ritorno vi aspetterà la Gendarmerie per incriminarvi per abbandono di minore... però chissenefrega! Buon anniversario e buona Londra.
Diventerà casa pure quell'altra, ne sono certa

cowdog said...

questo post punge dentro. mi ritrovo spesso come te - in macerie, in lacrime - ora che abbiamo ricominciato in un'altra nazione, ancora una volta. ogni giorno un problema, a volte anche solo un malinteso che fa bruciare. ogni giorno a chiedersi se ne valga davvero la pena.
pero' poi ci sono quelle rose nel foyer.

ero Lucy said...

Si', c'e' tanta expatitudine in questo post, anche se sono anni che vivi all'estero, ma credo che ricominciare in un'altra citta' ti ricatapulti in dinamiche vecchie, e nuove. Che bello pero'. Mi hai tanto commossa, grazie.

seya said...

Grande tuo marito in queste cose! Comunque, scusa se mi impiccio, ma il Tappo non è grandicello per il passeggino? Io non ho figli quindi la mia è solo una considerazione senza esperienza alle spalle..
In ogni caso, buona Londra!

Chiara said...

Buon anniversario, Marco. Non è facile per nessuno. Mi hai ricordato i molti pianti che mi sono fatta io, per strada (abito al primo piano, l'ascensore non lo uso). Poi passa. I figli crescono, la vita scorre. Goditela.

SemplicementeBlu said...

ti leggo in silenzio da un pò...
sai riportare le tue emozioni in una maniera sconvolgente, leggendoti mi si appiccicano addosso e mi sembra di sentirle.
tanti auguri a voi e buon week end!
un sorriso

Mariella S. said...

Sto piangendo, ma che cretina che sono.
Auguri Marco a tutti e due.

E un bacino a tappo.

Ale [Tredici] said...

Che bello, QF.
Ti leggo, forse con una puntina di invidia (e il che è tutto dire vista la traumaticità del post) ma sono anche molto, moltissimo felice per te. Intanto goditi questa parentesi nella vostra Londra e poi piano piano a Parigi si ricomincia: un pochino ci vuole ma poi andrà benissimo e sarà tutto deliziosamente rosa.

Uffi, che palle quando mi emoziono per 'ste cose! #duroepuroforevah

sternflammende said...

Parigi è una bellissima città nella sua spietatezza. Due anni fa feci domanda per concludere il mio percorso universitario nell'uni più selettiva di Francia, l'ENS. I mesi precedenti mi ero persino presa la briga di prendere un cazzo di Dalf C1, diploma linguistico facoltativo ma apprezzato. Non passai nemmeno il primo turno di sélection internationale. Da allora è guerra con il giglio di Francia e con le rose di Versailles,
Non so come si faccia a compiacere una cortigiana così esigente. Sono però contenta che tu sia riuscito a trascorrere un weekend "where you belong".

Sternflammende aka @angiehanami

Viola said...

Auguri a entrambi, un abbraccio

phrolivina said...

Ieri il mio amore mi ha regalato questa http://www.youtube.com/watch?v=aMawfL1lE4k .
E io oggi la regalo a te.

P.S. Il Tappo non ti odia. E' scombussolato quanto te dal cambiamento; ti sente nervoso e diventa nervoso a sua volta. Bada, non ti sto dando la colpa! E' che i bimbi sono empatici e cercano di adattarsi a noi nel modo che gli sembra più consono... Lo spiega bene Jesper Juul in "Il bambino è competente".
Da noi ogni cambiamento (dal più piccolo al più grande) significa mesi di notti insonni... Dai, facciamo a gara di chi odia di più chi?

Radicalchoco said...

Sono sciolta e con gli occhi lucidi. Auguri ragazzi! godetevi il we a Londra!Un abbraccio

Biancume said...

Quanto di me io rileggo in te a volte mi impressiona. Auguri

patama' said...

Il profumo delle rose é arrivato fin qui. Auguri. La " merde" fa nascere delle rose forti e meravigliose.

Gina Barilla said...

Forse non è Parigi. Ma il cambiamento. L'ennesimo dopo aver vissuto per un periodo la sensazione di "casa" ed essertici trovato bene.
Ogni luogo è impenetrabile se noi non vogliamo davvero entrarci. Ogni inizio è in salita. Ogni nuova sfida è sfibrante.
Affronta un problema per volta. E non importa se manca qualche particolare alla casa, c'è tempo per ogni cosa. Prendi spazio per scoprire chi sei tu a Parigi, chi sei tu come genitore di un bimbo che cresce e cambia in continuazione, chi sei tu come compagno.
Buon anniversario!

diana said...

mai letto niente di vero e commuovente....rose e champagne e un uomo che ti capisce al volo.
Buon anniversario...ed è vero tu stai già facendo tanto!

Anonymous said...

ti leggo da poco, sei vero e scrivi molto bene! grazie per le tue belle storie...detto questo : prendilo solo come un momento, sfogati, di tutto...e poi ricomincia, col sole, col bimbo, con marito e casa, e pensa( banalmente ma poi non troppo) che siete sani e in forze per godervi ed " attaccare" qualunque citta' , anche una stronza come parigi!!( e vincere, of course)

La solita said...

Se dopo otto anni riesce ad essere ancora così meravigliosamente Principe Azzurro, credo che non ti ci vorrà molto per recuperare la tua regale posizione "dall'alto". La spesa su un marciapiede pieno di cacca sotto la pioggia metterebbe a dura prova chiunque :D!
Buon anniversario e felice weekend a Londra!
p.s. Tuo figlio non ti odia, credimi!

Robin said...

Aaawww, con un marito così tu piangi? Io e il mio compagno non sappiamo neanche quando è il nostro anniversario e non me lo sono mai trovato all'ingresso con rose e champagne... Adesso l'uovo sodo a metà ce l'ho io ;)

Emy said...

quoto Patamà!

sono commossa, Marco. Ti auguro il meglio, che le cose vado per il meglio anche lì a Parigi. Sii ottimista! E piangi di più se serve ;)

tanti cari auguri :) w daddy che riesce a sorprendere!

thecatisonthetable said...

Alla fine del post proprio come te nell'ascensore: piango come un vitello.

Ma tu ti rendi conto dell'effetto che fanno le tue parole sulla gente? Forse se partissi da questo il tuo mood migliorerebbe...

Keep strong: praticamente non ti conosco, ma mi sembra una bella persona. Bellerrima, se posso. :-)

Rouges said...
This comment has been removed by the author.
Rouges said...

Auguri di <3

thebrunette said...

Troppo romantico!!!
Auguri...

Ladybug said...

Ecco, mi sono commossa... Buon anniversario QF. :*

Cappuccino e Baguette said...

Ho provato questa esatta sensazione venerdì sera. Alla fine della settimana, dopo lo sciopero dei treni nei tre giorni in cui facevo la pendolare con Monaco, dopo 10 ore in piedi, il conducente dell'autobus che mi lascia sotto la pioggia ed il ritorno a casa, senza ombrello, sotto il diluvio universale. In ascensore, mentre vedevo la mia immagine stravolta e gocciolante nello specchio, mi sono detta: la Francia mi odia, è evidente.

E poi ho pensato che NO, non gliela darò mai vinta. MAI.

P.S.= Il tappo non ti odia. La tua famiglia ti ama, è evidente almeno quanto il fatto che Parigi è una stronza.
P.S.2= Goditi Londra! ;-)

pentapata said...

tuo marito tiene dei corsi per altri mariti? no? dovrebbe.

pentapata said...

tuo marito tiene dei corsi per altri mariti? no? dovrebbe.

Giulia said...

:') ma così non vale .......l'uovo sodo in gola ora ce l' ho io...

sononera said...

Questo è amore

Francesca said...

Non credo sia solo colpa di Parigi, bensì del cambiamento, e del fatto che hai tutto sulle tue spalle, le magagne e i capricci del Tappo te li devi sbrigare tu.
Passera', eccome se passera'.
Vedrai che Parigi riuscirà a farti sorridere ogni giorno. Pensa alle scarpe di Maria Antonietta. Vedi? Sta cercando di farsi amare.
Un abbraccio...mi hai commossa con questo post. Sei una bella persona :-)

Anonymous said...

il primo tonfo al cuore è stato quando ho letto "Poi da un giorno all'altro ti ritrovi a guardare le cose dal basso, ed é un trauma", perchè è quello che sta succedendo alla mia famiglia, ora.
il secondo quando ho letto "mio figlio mi odia" e nel mio caso sono due, hannibal e cannibal.
e infine quel "io e parigi non ci prendiamo" e l'ovosodo che anni fa cercavo di mandar giù camminando per quelle strade è tornato al suo posto, all'idea che forse è a parigi che dovremo tornare per cominciare a vedere di nuovo le cose dall'alto.
madò, il mio primo commento ed è subito un lamento.
vergogna per me.
tu sei bravissimo, invece.
France

Castagna said...

Che bel post. Anche io e l'Uomo abbiamo festeggiato il nostro ottavo anniversario di matrimonio, il 23. E, beh, arriva dopo la crisi del settimo anno. O forse durante. Ma siamo stati felici come due ebeti per 48 ore, solo perchè c'era questa ricorrenza.
Siete belli. Ce la farai.

Mamma Che Paura! said...

alla fine è così, la persona conta. Anche se il posto ti rifiuta, c'è la persona e questo ti basta.

Mariella S. said...

Ma non ci racconti nulla del we?

divinaringhio said...

Marco, che tenerezza....mi hai commossa profondamente!
(evvabbé che con tutti gli ormoni che circolano, mi basta il labrador cucciolo della pubblicità della carta da cesso e sono finita...)...Ma che belli che siete.
Tuo marito è un uomo prezioso. Riconosco in lui la tenerezza e l'empatia del mio, di prezioso marito. Sei stanco e hai tutti i diritti di scordarti dell'anniversario.
Felice di leggere il bell'epilogo della fuga romantica a Londra.
Un bacio, piccolino, da me e dal mio mirtillo

Chicca

Bimbo cercasi said...

Io sono così incasinata ogni giorno, con la differenza che ho ben due figli che mi odiano e non vivo all'estero, ma comunque in una città che non sento mia e in cui purtroppo starò troppo poco tempo per farla diventare tale.
Buon anniversario!

Ostuni Magazine said...

Bon courage! Ti capisco eccome sono una expat, seppur in terra italica, migrata sull'asse nord-sud e non è facile per nulla. Goditi il marito e il pupo, se sei elettrifrizzante lo è anche il piccolo. Un abbraccio

Nina Cerca said...

Marco, porcazzozza...mi spiace tanto saperti così giù...ma passerà, ne sono certa, supererete anche questa e sarete ancora più forti, gagliardi e tosti!
Tieni duro cherie :*

Spora said...

Che bello lui!
e comunque ti vengo in prontosoccorso spora dal 19 al 23 e ti porto fuori io nella mia Paris che ti fa sentire bene, ok? Giuro, comincerai ad apprezzarla.
Resisti! <3

Girandola Precaria said...

Capisco benissimo il momento di sconforto, ma sei molto fortunato ad avere un uomo così al tuo fianco...

Sheireen said...

Mi hai emozionata un sacco.. siete dolcissimi! :)

Fenice said...

Sei un uomo fortunato, Marco.
Nonostante tutto: nonostante le batoste prese quando eri piccolo al paesello, le difficoltà nell'avere una famiglia, Parigi che sembra non amarti e le merde di cane sul marciapiede.
Sei un uomo fortunato e, come mi senti dire una volta: il destino è nelle mani degli Dèi, il che non è mai stata una grande referenza.
Indi, a 'sti Dèi gli piaci, e tanto.
Un abbraccio da Roma

Saretta