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Sotto alla Corona

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Salve cari...

Nessuno ti dice mai fino in fondo a cosa vai incontro quando decidi di diventare genitore e suppongo che in un certo senso il bello sia proprio questo.
Scoprire cosa significa e cosa comporta avere figli e scoprirsi nel frattempo.
Certo, le abbiamo sentite tutte:
"I figli danno soddisfazioni!"
"Ti amano incondizionatamente!"
"Un genitore non sará più solo..."
e svariati altri luoghi comuni che fanno sempre ridere.
Cosa succede però quando le cose vanno storte, vostro figlio sembra pianificare la vostra lenta estinzione, quando sembra odiarti e cogliere ogni occasione per asserire la sua volontá a colpi di crisi isteriche, schiaffi e morsi?
Sta succedendo a me.
Il mio cucciolo é sempre stato 'leggermente' incazzoso e volitivo, lo amo pure per questo, ha un caratterino tutto suo.
Ultimamente però é come avere un sedicenne nel corpo di un treenne.
É tutto un NO, un battere i piedi, un grido, una rivolta.
Non vi nascondo che ne sono profondamente avvilito ed imbarazzato. Non posso fare a meno di pensare che sia colpa mia, in un certo senso lo è. Forse il mio umore ultimamente gli si appiccica addosso.
Aggiungete a questo, la mia difficile relazione con Parigi.... Una cittá bellissima e spietata che si diverte a prendermi in giro, ed avete il quadro.
Non é uno dei miei periodi migliori, né come persona, né come genitore, né come scrittore.
Avete notato quanto ci metto ad aggiornare il blog ultimamente? Una vergogna.

Lo so che vi ho frantumato uteri e testicoli con le mie lagne, ma mi hanno detto che gli sfigati fanno audience, quindi butto la corona e mi metto il grembiulino da serva, lurido di sugna ed orina, mi metto in ginocchio sullo sterco, sguazzo nella mia pozzanghera di liquami esistenziali e mi faccio pure un piantarello che ultimamente mi servirebbe proprio.
O almeno mi serviva, fino a ieri.
É infatti successo qualcosa che mi ha profondamente scosso.... Una di quelle coincidenze che ti fanno rabbrividire e sorridere.
Se non lo sapevate già, sono un po' fissato con il 18mo secolo francese, in particolare con la vita alla corte di Versailles ed il periodo che va da Luigi XIV fino allo sfigatissimo Luigi XVI (e consorte debitamente 'accorciata' sulla ghigliottina).
Sono anni che divoro libri, assisto a lezioni, seguo interventi di storici e scrittori (come durante una lezione alla Wallace Collection con Dame Antonia Fraser, nota biografa di Maria Antonietta, che non ne poteva piú di sentire la mia voce e si limitò a dirmi "Fai tu le domande per tutti stamattina?").
Ecco, avete un'idea.
Giusto ieri mattina, una mattina grigia e piovosa che mi prevedeva in pigiama sul divano tutto il giorno a deprimermi, il mio amico Eric, che ora lavora per una enorme fashion house a Dubai, mi manda un messaggio su FB: "..allora quanto offri?"
Non capivo a cosa si riferisse.
Poi lui mi spiega: "C'è un'asta da Drouot con dei pezzi appartenuti a Maria Antonietta, tra cui un paio di scarpe... DEVI andare! E fammi delle foto!"
La mostra dei pezzi inizia alle 11.00 e sono giá le 10.15.
Perdindirindío.
Mi catapulto fuori dal pigiama e sotto la doccia in due nanosecondi.
Arrivo davanti all'Hotel de Drouot alle 10.57, giusto in tempo per assistere alla carica dei giapponesi.
Un mare di gente sotto il metro e mezzo di altezza che si accalca di fronte alle saracinesche elettroniche del locale in fase di apertura, pronti al saccheggio.
Alcuni di loro con delle immagini di Maria Antonietta in mano.... Cioé, un concerto di Lady Gaga proprio.
Solo che io, dall'alto del mio snobismo (più affettato che reale poi....), mica posso correr dietro ad una smandrappata qualunque.
Mi faccio largo tra la folla di nani con i miei fedeli scafandri a cannone. Ascolto questo pezzo di Rameau, uno dei preferiti di Sua Maestà.
Non con il discreto godimento di una regina, ma come un teppista, a cannone, attirando gli sguardi pieni di disapprovazione dei giapponesini.
Mi sento euforico.
Non so per quale motivo, invece di fare la fila per le scale mobili con gli altri, mi metto a correre su per le scale come un pazzo.
E qui il destino mi sorride.
A causa del peso di tutta quella gente, la scala mobile si blocca e io mi ritrovo davanti alle porte della sala n.4 da solo.
Faccio parte del primo gruppo di persone autorizzate ad entrare.
10 per volta.
Solo 10.
I giapponesi smadonnano (o meglio, sconfuciano....) nella loro maniera cortese e passiva, che non sai mai se ti stanno dicendo buongiorno o se stanno maledicendo te, tua madre e i meglio mortacci vostri in carriola. Arrigató a te e tu' sorella.
Ma sticazzi, sono primo in fila.
Mi ritrovo in una stanza enorme ricoperta di velluto rosso. Il contrasto tra la mezz'ombra dell'atrio e la luce abbagliante dei faretti che illuminano l'ambiente all'interno mi fa socchiudere gli occhi per un momento.
Siamo solo in 10.
Mi sento privilegiato, fortunato.
Fuori é uno sbraitare di giapponesi, giornalisti ed amatori di arte.
Le porte si chiudono dietro di me e con gli occhi inizio a cercare tra le varie vetrine.
Tazze, piatti, argenteria, ventagli, immagini, miniature, medaglie.... Tutti cimeli appartenuti alle varie famiglie reali di Francia, da Luigi XV (che era pure un gran bono...Da giovane intendo... Poi si é preso il vaiolo ed é morto in puzza, ma vabbè...) fino a Napoleone III.
Ma dove sono gli effetti personali della mia grande vecchia amica?
In un angolo mi accorgo di una teca di vetro di sicurezza. In disparte, fuori dall'accozzaglia di ninnoli che attraggono il folto del gruppo.
Lí dentro, immerse nel sonno dei secoli, le vedo dal vivo per la prima volta.
Un paio di diminutive scarpine di seta, taglia 36.5.
La seta a righe verdi, rosa e panna, il nastro arricciato sul decolleté, il fiocco ormai assottigliato dal tempo che ha perso il suo colore.
Mi guardano.
Come mai nessuno sembra accorgersi della loro presenza? Come mai non c'é la fila di fronte a questo prezioso cimelio?
Ancora Fortuna che sorride?
Mi precipito e, con grande sorpresa, ho il fiatone per l'emozione.
Intanto Rameau continua a suonare e lo metto a tacere per rispetto, togliendomi le cuffie.
Le orecchie mi fischiano un po', intorno c'é solo un sommesso mormorío, la vista di quelle scarpine mi ipnotizza e la stanza intorno a me pian piano scompare.
In un attimo sono sopraffatto da immagini di balli al lume di candela, risate, frusciare di abiti di seta attorno a mobili pregiati di squisita bellezza, il gorgogliare di fontane nei giardini, lo scintillare di lampadari di cristallo, l'odore di gelsomino, lavanda e rosa, la giovinezza spensierata ed incosciente, l'amore, il dolore, la speranza.
Il mondo di una donna, duecentotrentasette anni fa.
"Meravigliose vero?" mi chiede il ragazzo in completo blu accanto alla teca, scuotendomi dalla mia trance.
"...non ho parole..." balbetto io, sforzandomi di sorridere, quando invece avrei voluto sciogliermi in lacrime.
Non chiedetemi perché.
"...sarebbe bello poterle toccare...." dico io, senza nemmeno guardarlo in faccia.
Poi la sorpresa.
"Aspetti un attimo... Non si potrebbe, ma visto che è il primo e c'é poco pubblico.... Velocemente peró, prima che rientri il curatore...."
Non ho fatto in tempo ad elaborare quelle parole che mi ritrovo la scarpine in mano.
Leggerissime eppure enormi nel loro peso.
Emanano un odore dolciastro di antico. La mia mano trema.
I miei occhi scorrono avidamente su ogni dettaglio... Sui colori della seta ancora vividi e brillanti al di sotto del fiocco, al riparo dalla luce.
Immagino i passi di questa donna, reale e mitica allo stesso tempo... Immagino la persona in carne ed ossa che le ha indossate. Osservo la suola, é consumata ma non tantissimo.
Deve averle indossate forse un paio di volte ed al chiuso, sui parquet di Versailles.
Posso sentire il rumore discreto di quei tacchi echeggiare nelle stanze monumentali.
Sono trasportato indietro nel tempo e l'emozione mi dà alla testa facendomi diventare ancora piú temerario.
"....posso....posso fare delle foto.... Per ricordo?" chiedo con un filo di voce
"Basta che non usa il flash o se ne accorgono tutti..." mi risponde il tipo sorridendo.
Non saprò mai perché ho avuto questa possibilità. Ancora non ci credo.
Son le foto che vi metto qui.
Le ho fatte con gli occhi gonfi di lacrime, come uno scemo.
Le mani che non la smettevano di tremare.
Poi il suono inclemente della campanella annuncia la fine della nostra visita. Avanti con i prossimi 10.
Le scarpine son tornate nel loro reliquiario ad osservare me ed i secoli in silenzio.
Vivere un'eternità di sentimenti in un minuto.
Il cuore che viaggia oltre il reale.
Mi sono sentito svuotato di ogni emozione, leggerissimo eppure appesantito.
"Grazie signor...?"
"Ludovic! Mi chiamo Ludovic.." risponde il ragazzo mentre ci diamo la mano.
Esco dalla stanza stordito, incapace di pensare. Mi guardo indietro, appena in tempo per sbirciare le scarpine che son tornate a sonnecchiare oziose nella loro teca, prima che vengano inghiottite dalla folla.
Sparite per sempre.
Ho tenuto in mano le scarpe di Maria Antonietta.
Da lei cedute in regalo nel 1775 ad uno dei suoi servitori, la regina (da poco in realtà, neanche un anno...) aveva appena 20 anni e non aveva idea della tragica sorte che la avrebbe aspettata 18 anni più tardi.
Allora era piena di speranza, piena di vita, di giovane incoscienza.
Anche lei in un paese non suo, afflitta da solitudine e dalle macchinazioni di una corte che ha sempre mostrato diffidenza nei suoi confronti.
Vittima di pettegolezzi che andavano a costruire il personaggio della regina nell'immaginario comune.
Un'altra persona che vuole 'far parte' di un ambiente a lei estraneo ed ostile.
Ora più che mai la capisco. Capisco le sue fragilità e le ragioni dei suoi errori.
Perché di errori ne ha fatti, come donna, ancor prima che come regina.
Ho tenuto in mano quelle scarpe... Per un momento, la mia storia e quella di Maria Antonietta si sono incrociate. Cosí per caso.
Forse un piccolo regalo da parte di questa cittá che mi sta facendo impazzire.
Un piccolo gesto che mi ha ricordato le mie passioni, i miei interessi, tutti dimenticati per correre dietro ad una vita che si ostina a non piegarsi al mio volere.
Un piccolo benvenuto da parte di questa donna che, pur non essendo neanche francese, incorpora l'essenza della Francia e di Parigi e la moltitudine delle loro contraddizioni.
Un gesto che forse dice, più di ogni altra cosa, "Andrá tutto bene... Stai solo attento a non perdere la testa..."
E stupidamente sorrido e le credo.


Parola di regina.



TQF xx








43 comments:

sensorario said...

No freaking way!!!

Chiara said...

Forza Marco, andrà tutto bene!
Bellissime le scarpe ed esaltante l'esperienza di toccare un pezzo di storia e di anima.
Ti bacio

Rouges said...

Grazie! <3

Pretty in Mad said...

tanto ammore per questo post!

Pretty in Mad said...

PS: erano in mio numero lo sapevi?

Biancume said...

Ma Ludovic sarà stato Parigino? perchè in tal caso ha riscattato tutti i sopprusi subiti fino ad ora ;-) Comunque la tua emozione rende sempre tangibile quanto bello tu sia

arianna said...

wow! non ho questa passione per Maria Antonietta, ma percepisco ugualmente la tua emozione. una bella botta di vita in questo periodo un po' critico.
ps: tutti i bimbi intorno ai tre anni hanno questa fase, dovrebbe fermarsi ai terrible two, ma a me sembra che almeno un annetto di proroga se lo prendano tutti! :)

Bietolina said...

Ho sognato un po' grazie! (mi sono pure scordata che mio figlio treenne ieri sera mi ha detto "prendimi il ciuccio, muoviti!!! A volte mi sento davvero una mamma mooooolto imperfetta)

Ila79 said...

wow... sei riuscito a trasmettermi tutta l'emozione dell'attimo magico in cui le hai avute fra le mani. Io - come direbbe un noto creatore di scarpe - little obssessed with shoes, ti ringrazio per questo regalo condiviso.

Morna said...

O.mio.Dio. Hai toccato le scarpette di maria Antonietta?? No giuro, mi sento male. Io minimo me le sarei infilate ai piedi e sarei saltata dalla finestra. Che meraviglia, che sogno, che invidia. Già i luoghi storici mi fanno sognare, pensare ai passi che hanno accarezzato quei pavimenti ancora perfetti, ai corpi che occupavano quei letti ancora perfetti, agli occhi sui quadri ancora perfetti...beh, è così emozionante da togliere il fiato. Ma toccare con mano la Storia... accidenti.

L'Albicocca said...

Mi chiedevo come avessi avuto le foto che ieri ho visto su fb..... Le hai fatte tu!!!! Wow!!!!!

Cristina said...

Bellissimo post.. Scarpine fantastiche da tuffo al cuore e nella storia. Ho sempre provato pena per Maria Antonietta, i cui errori secondo me sono stati in buona parte indotti da una corte che lei era incapace di gestire perchè vi ci era stata lasciata sola troppo giovane e troppo fragile.. Per quanto riguarda il pupo, vedrai passerà.. E' una fase, una fase di sfida. Sta cercando di capire fino a che punto può spingersi con i suoi no e quel suo pestare i piedini. Fatti valere! Non è facile essere fermi e comprensivi quando il nanetto (o la nanetta come era nel mio caso anni fa) ti fanno salire il livello di isteria al limite del tollerabile. Ma alla fine si ritrova l'equilibrio. Ricordo una volta, eravamo davanti alle strisce pedonali di un incrocio da paura. Lei si pianta e dice "no mano, io so andale da sola" E scarta e strappa e quasi mi scappa e io la afferrò me la butto letteralmente in spalla come un sacco di patate e lei si mette a strillare come una sirena no, no e poi...aiuto... Io continuo imperterrita fino a casa di mamma, lungo il viale la gente mi guarda con preoccupazione e sì anche con quell'aria del guardalamadrechenonsacomesitrattaunbimbo.. Mia madre è scesa pure giù temendo che l'adorata nipote si fosse ferita. Quando siamo entrate dalla porta ha smesso all'istante. L'ho messa giù, l'ho guardata fissa e le ho detto:
- "Non lo fai più?"
Lei ha tirato su con il nasino e ha detto piano con gli occhietti bassi
- "No,scusia mami, non lo facio più.."
E questo è solo un episodio :)

pentapata said...

quello deve annà all'asilo e tu a lavorà o in palestra o dove te pare ma abbandona la casalinghitudine parentale.

Cappuccino e Baguette said...

E' difficile spiegare quello che si prova quando si ha tra le mani qualcosa con una lunga storia che non ti appartiene. Il fascino che emana un oggetto antico che il destino ha catapultato nella tua vita improvvisamente, come se fosse destinato a te. Ho imparato che è una cosa che sanno apprezzare in pochissimi. Per lo più, quelli che per me sono oggetti di grande fascino, per il resto del mondo sono solo "roba vecchia".

Mi fa piacere leggere di qualcuno che si emoziona così tanto di fronte a certe cose e mi fa sentire meno sola. ;-)

E comunque la vita è maledettamente infame: proprio quando sei arrivato al momento di rinunciare, quando ti schiaccia in fondo, in un angolo, ti porta improvvisamente in alto, con momenti come questi e ti costringe (per fortuna) ad andare avanti.

Passerà. Potranno essere ostili Parigi, il Nano, i gelatai, i venditori di lampade, ma passerà. ;-)

Pier(ef)fect said...

sono estasiato! anche a me pensare a quell'epoca mi ha fatto da sempre sognare!

Claudia Pierantoni said...

Non te l'aveva detto nessuno che dai terribili due in poi è sempre peggio? La colpa è nostra solo fino ad un certo punto: sono loro che tentano di affermarsi. E secondo me è pure un buon segno, che magari questa tenacia la mantengano anche al di fuori delle mura domestiche, riuscendo a farsi rispettare da chiunque, nella vita.

thebrunette said...

Mio nipotino ha sei anni ed è il reuccio/tiranno di tutta la big family sin da quando è nato, se non si fa come vuole lui...sono cavoli!Urla e piange che nemmeno la sirena dell'autoambulanza ti sfonda i timpani così!I nonni gliela danno vinta perchè lo temono, i genitori gliela danno vinta perchè ne hanno le scatoline piene, io invece...NO, gli dico NO, e piangi almeno ti liberi i polmoni stellina!
Credo sia un modo per affermarsi, per sfidare l'autorità, per vedere fin dove li facciamo arrivare...si, infatti il limite...lo dovremmo stabilire noi, poi crescono e sono cacchi sennò!!!

sternflammende said...

Ciao Queenfather!
Ammiro il rococo che impera nel tuo post e nelle fotografie che lo corredano: mi ricorda le atmosfere di Sensualità a Corte e Lady Oscar.
Per quanto riguarda il piccolo nerone, penso che due scappellotti non possano nuocergli.

Sono quella che hai definito sosia di Uma Thurman su twitt, angiehanami

barbara78e said...

ora...
non volermene, ma...
sinceramente...
A ME DELLE SCARPE DI MARIA ANTONIETTA NON ME NE PUO' FREGAR DI MENO!!!

eppure sei riuscito ad emozionarmi...
e per un attimo penso ai miei di cimeli...
al lavoro che ho fatto nel cercare e restaurare foto vecchie di famiglia.
immaginavo come fossero quelle persone, la loro voce, il loro incedere...
guardavo quei volti e mi chiedevo quali sogni avessero, quali dubbi, quali paure...

Non c'è niente da dire: riesci a catturare chi ti legge.
CHAPEAU


p.s. per il pupo, tranquillo: sarà sempre peggio... AHAHAHAHAHAH
ma quando sarete più tranquilli tutti, si calmerà pure lui.

Barbara-senza-cucina-da-agosto-e-con-tre-marmocchi-di-cui-uno-di-5-mesi-in-dentizione...

divinaringhio said...

E' bellissimo scoprire di avere in comune con te questa passione. Ho passato anni a tentare di afferrarne l'essenza delicata, fragile, triste. E' stata odiata, vituperata, mal compresa. Era comunque un personaggio difficile da riabilitare, impossibile npn adorare. Ti invidio profondamente!!! Non fatico a creder che avessi gli occhi pieni di lacrime e il cuore gonfio per questo inaspettato regalo!
Sii forte e saldo come sei, andrà tutto bene!
Un bacio
Erika

Ladybug said...

Ok, capisco l'emozione per le scarpe... Ma il vero miracolo è stato Ludovic! Pensaci!

Giorgia Percosasiamonati said...

scarpe da favola, concordo, e a proposito del pupo non ho esperienza diretta, ma houna nipote di due anni e mezzo con l'umore sincronizzato con la madre (mia sorella più grande)... dunque: tu donare amore e serenità al pupo, lui ricambiare te delle stesse cose :)
e a parte questi dettagliucci mi corrrre l'obbligo di farti i complimenti per il blog :)

Robin said...

Oh, quale onore regina padre! Sono emozionata per te :)
Comunque Antonia Fraser non è stata solo l'(ottima) biografa di Maria Antonietta: non hai letto il libro sulle sette mogli di Enrico VIII? Non è da meno!

Claudia said...

C'erano effetti del mio amico N? :)

Marina - La mia vita semplice said...

hanno un fascino enorme, ma sai che a me fanno un po' impressione sapendo come poi è andata a finire?

patama' said...

Se la tua queen d'elezione è Maria Antonietta non affliggerti di essere a Parigi. Rassegnati è il karma!

Viola said...

Marco, sei consapevole del fatto che la carenza di carboidrati dà depressione? non sto scherzando, è fisiologico: forse in questo momento non aiuta

violadive said...

Ciao Marco, sono nuova di qui ma mi sono letta quasi tutto il tuo blog (nelle lunghe pause notturne passate ad allattare il mio piccolino). Mi hai colpita, divertita ed emozionata e vorrei ricambiare consigliandoti un libro bellissimo x noi genitori:Il linguaggio segreto dei bambini di Tracy Hogg (c'e' anche quello sui neonati, davvero illuminante). Coraggio che sei un papa' straordinario e in cuor tuo sono certa che lo sai, devi solo tenerlo a mente. Un abbraccio, Silvia

lauretta said...

non riesco neanche ad immaginare l'emozione che puoi aver provato, ma voglio credere che questo episodio ti servirà per guardare Parigi sotto un'altra luce... per la tua serenità e quella della tua famiglia!!

E tra l'altro sono proprio il mio numero mannaggia ;)

Sheireen said...

Che post fantastico.. è stato bello leggere finalmente di belle emozioni sul tuo blog, di recente un po' giù... Dai che le cose migliorano sempre alla fine ;)

Bimbo cercasi said...

Non so perchè ma mi hai commosso. Forse perchè la mia vita è talmente incasinata adesso che uno spiraglio sul futuro servirebbe anche a me...

Pixel, Monsters&Co. said...

Io ci credo alle correlazioni tra gli eventi: e questo è un chiaro segno! secondo me diceva di non perdere di vista quello che eri e quello che sei, tenere sempre vive le tue passioni e, appunto, NON PERDERE LA TESTA! insomma Marie Antoinette ti ha avvertito... non seguire le sue ORME ;)

Francesca said...

bellissimo post;-)) e una meravigliosa scoperta il tuo blog!

Fra said...

WOW! Anche io sono affascinata da quel periodo storico e da Versailles in particolare...
E la tua foto allo specchio è bellissima!!

Castagna said...

"I giapponesi sconfuciano" mi ha ribaltato!!!
E Ludovic non è certo parigino. Secondo me è provenzale. A parte ciò, prima ancora di leggere la tua descrizione delle scarpe... la foto sola mi ha fatto venire le lacrime agli occhi. Non ho particolare passione per Maria Antonietta, ma ragazzi, insegno storia, e un pezzo di storia così...
Mi fa lo stesso effetto del diario della principessina russa, fermo al giorno prima della strage di Ekaterinenburg, che ho visto a una mostra. E poi sono bellissime, come scarpe.

Ale [Tredici] said...

Gli sfigati faranno anche audience ma non avranno mai la soddisfazione che si trae dall'incontrare uno come Ludovic!

Che bello che deve essere poter toccare qualcosa del proprio mito, comunque. Felicissimo per te! :)

Ad ali spiegate said...

Emozionata per cosa scrivi e per come scrivi...

Encrenoire said...

Ti amiamo uguale, anche con il segno delle pedate del treenne in faccia. Tranquillo (almeno tu).

Gloria said...

Che meraviglia! Di lavoro io restauro per cui mi passano per le mani oggetti che hanno secoli e sì... capisco benissimo perché hai chiesto di poter toccare le scarpe, è il contatto fisico della tua mano con l'oggetto che crea la magia, che connette davvero il passato e il presente. Vuoi mettere?
Ma secondo me se qualcuno che non deve vederle trova queste foto Ludovic non se la passa tanto liscia... :)

Spora said...

E TU NON MI UOTSAPPI IN DIRETTA AMME, TU?

DIOMIO DIOMIO DIOMIO DIOMIO

quanto le hanno fatte?

ero Lucy said...

Meraviglia di post!

E il tappo e' cosi' perche' ha tre anni. Rassegnati. E a tredici sara' identico, come ora che ne ha tre. Bacio.

luci said...

Ciao Marco. Ricordi il mio trasferimento a Milano? Beh, per me fu abbastanza traumatico perchè i Milanesi, con noi del sud, sono un pò come i Parigini!! Mi ci volle tanto tempo, ma poi trovai tante di quelle cose da fare e tanti tantissimi veri amici che, a distanza di tanti anni, mi sono ancora vicini. Vuoi mettere Milano con Parigi?? Permettimi un consiglio: trova una brava baby sitter per Mr. Tappo e pensa un pò più a te stesso: Vedrai che farà bene per entrambi! Un bacio - mamma Lu

diarialaskani said...

Sono qui con gli occhi lucidi davanti alla scrivania dell'ufficio, appena svegliata da un sogno ad occhi aperti... dura tornare alla realtà dopo questo bagno di suggestioni ed emozioni. grazie!