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Sotto alla Corona

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Prima o poi doveva succedere.
E meno male.
Prima o poi dovevo soccombere al fascino di questa città, così complicata e così bella. In 15 anni di Londra mi ero dimenticato dell'autunno, della sua dolcezza, della sua gloriosa decadenza.
Lo ho ritrovato qui, tra i rami del ginkgo che fa da padrone un po' ovunque con l'oro delle sue foglie in questo periodo.
È un po' come una seconda fioritura, come un addio sfacciatamente lussuoso... Anzi, un arrivederci.
E la luce! La luce orizzontale dell'autunno che io amo. La sua malinconia e la sua bellezza.
Parigi in autunno splende come mai.
Ok, basta con la lirica, guardatevi le foto che vi racconto il mio nuovo dramma.
Il Tappo ha deciso di regalarci due weekends memorabili. Il primo, due venerdì fa, ci ha fatto correre al pronto soccorso con un testicolo gonfio come un mandarino. La diagnosi estemporanea di Google: testicolo torto. PORCA TROIA! Quando sei nuovo in città e non sai neppure dove andare a comperare il pane, il panico di dover cercare assistenza d'emergenza c'è, ve lo assicuro. Io poi sono uno che dà il meglio di sé nelle crisi.
Ma siamo a Parigi. Figuratevi se potete fare una telefonata, parlare con due persone diverse nello stesso istituto ed avere informazioni coerenti.... (il primo tizio mi aveva addirittura detto che a Parigi il pronto soccorso non esiste.... Povera Lady Diana insomma.)

Ci siamo precipitati all'ospedale Robert Debré perché hanno un pronto soccorso esclusivamente dedicato ai bambini.
Una struttura situata nella temibile Sgurgora parigina e nella cui sala d'aspetto sembrava di essere ad Addis Abeba.
Poi dice che ti senti gli occhi addosso.
Malgrado le apparenze poco incoraggianti però, schiaffo in bocca alla gretina che è la regina, abbiamo ricevuto supporto a 5 stelle. Siamo entrati alle 10.00, saltato la chilometrica fila (si va per ordine di gravità e non di arrivo...) per le 10.20 avevamo già visto il dottore e cercavamo di convincere Sua Tappezza a fare pipí nel barattolino.
"Guardi, la prima pipí che fa non la prenda, serve quella di mezzo... E badi a non contaminarla con quella che fa alla fine, che tende ad essere più forte..."
"Ma che ti ci devi condire l'insalata perdio?" gli avrei voluto chiedere... Parlava come fosse aceto balsamico.
Invece mi limito.
"Dottore, è grassa se riesco a non fargliela fare per terra... Se la raccolgo con la cannuccia al limite va bene?"
"Allora vuole che gli mettiamo la taschina sul pene? Così quando la fa, la fa e non va persa..."
"Ma.... Non voleva solo la spremitura di mezzo?"
"Vero. Vabbé, lo tenga nudo in sala d'aspetto e appena la fa si precipita..."
"Dottore, se lo tengo nudo in sala d'aspetto con il testicolo di Godzilla in vista, lo traumatizzo a vita. E qualche altro poveretto pure... Già siamo gli unici pazienti pallidi, mi sa che siamo abbastanza evidenti. "
Insomma, un paio di ore dopo, Tappo mi prende per mano (dopo aver bevuto una damigiana di liquidi, tra acqua e succhi di frutta...) e mi dice "Papà, toilet please...".
Andiamo in bagno e, senza fare una piega, ne fa un po' nel water, un po' nel vasetto ed il resto addosso a me (ma per colpa mia che gli ho tolto il vasetto da sotto per non 'contaminare' il tutto con la posa...Diocristo che cazzate...).
Dalle analisi appare tutto regolare, niente testicolo torto, niente infezione batterica. Si tratta di un virus, quindi sciroppino antidolorifico e pace.
Torniamo a casa, il Tappo con un bel lecca-lecca per esser stato bravo, io con una gamba dei jeans pisciata, per esser stato demente, maritone col blackberry inchiodato al lato della testa.
Lo scorso venerdì invece Gabriel decide di mettersi a correre con daddy in giro per casa (che pure quell'altro deve prendere tante di quelle sprangate sulla schiena che manco cristo lo sa...) e di schiantarsi di testa contro la gamba di teck del lettone. Proprio sullo spigolo.
Un bernoccolo grosso come un bignè uscito di botto. Era come assistere a quelle metamorfosi da film dell'orrore. Sapete quando alla bambina de 'L'Esorcista' si gonfia la gola? Ecco, uguale.
"ODDIO! Gli è scoppiata una vena sotto pelle!!! ODDIO IL LIQUIDO! GUARDA IL LIQUIDO!"
Dice maritone andando in tilt.
"Adesso ti ci affogo nel liquido se non la smetti!" e io subito col ghiaccio ed il succo di frutta, per tutti e due che erano sbiancati come i Volturi di Twilight.
Tutti in pigiama ci fiondiamo dalla pediatra più vicina (il caso ha voluto che mi informassi in merito dal mio farmacista appena quel pomeriggio! Poi dice 'sesto senso'...).
È una perla: parla inglese (così il monolingue che ho sposato capisce), riceve a qualunque ora (Abita sopra all'ambulatorio!) ed è davvero tanto tanto carina e disponibile.
Ha questi capelli sale e pepe lunghi lunghi, le collane di perline e la faccia buona.
Una sciamana.
"Ha mica del peyote da darmi per quando mi annoio?"
No dai, gretini.
Per fortuna anche qui niente di grave, Sua Tappità ha preso giusto una gran botta. Niente trauma cranico (quello lo ha avuto il marito dopo che ho finito di spiegargli che certi giochi del cavolo sarebbe bene non farli... "FATE DEI CAZZO DI PUZZLE!!").
Insomma, nelle piccole tragedie di tutti i giorni sto riscoprendo la mia nuova città, i suoi servizi e le sue regole.
Sono più ottimista, più sereno, almeno fino alla prossima lampada da comprare.
Prima di andare vorrei tornare un attimo sul mio post precedente, quello sull'omofobia.
Ho ricevuto un paio di email poco lusinghiere a riguardo, dove mi si fa notare che il ragazzo non era neanche omosessuale e che noi gay stiamo semplicemente strumentalizzando questa tragedia per farne politica.
Non abbiamo il diritto di esprimere indignazione dal momento che Andrea 'non era uno dei nostri'.
Io voglio solo dire questo.
La gente è scema, vabbé, si sa.
Non era gay? Ok, meglio per lui di sicuro.
O forse no, considerando che era comunque preso in giro per il suo amore dello smalto per unghie e degli abiti rosa. Era comunque un diverso (a meno che non andasse al Liceo Scientifico delle Bratz...).
Vi dà così fastidio che la comunità gay si sia mobilitata per mostrare la propria indignazione?
Vogliamo pure litigarci i morti adesso?
Per quanto mi riguarda, gay o no, il suicidio di un ragazzo di 15 anni vittima di una qualsiasi pressione sociale è una cosa per cui indignarsi.
Non lo chiamo bullismo perché apparentemente sia gli studenti del liceo frequentato da Andrea, sia gli insegnanti, si sono prodigati con delle smentite, offrendo l'immagine di un ragazzo quasi popolare a scuola!!
Però è ovvio che chi la 'pressione sociale' istituzionalizzata e la discriminazione la vive ogni giorno, scende in piazza per primo.
Meglio scendere in piazza per manifestare contro vicende del genere, piuttosto che contro la sospensione delle partite di calcio.
Imbecilli.
In definitiva poi, non rompetemi i coglioni. Se mi pensate così meschino, andatevi a leggere il blog di Frate Indovino.
(E fa pure rima. Sono un genio.)
Ecco vedete? Inizio a scrivere di foglie dorate, luci romantiche e malinconia e finisco che mi rode di nuovo il culo.
Mi vado a fare una tisana al tiglio. Alla faccia loro.



TQF xx










19 comments:

laura75 said...

baci :)

Kate Wheat said...

Finalmente un post positivo e distensivo su questa città. Beh dai, tutto sommato hai anche ricevuto una mia mail in cui ti esprimevo tutta la mia gratitudine per il messaggio che mandi. Per fortuna non solo gente negativa ;-) @katewheat

Mammamsterdam said...

Ti amo, ti amo, compatisco tappo, te e maritone monolingue e adesso capisco quella roba di qualche giorno fa del tipo amore fai sta cazzo di pipì che torniamo a casa. E mi fai troppo ridere quando parli di cose tragiche e mi piace troppo quando ti incazzi sul blog, sembri me, solo che io gretina non l' avrei mai potuto coniare. Mi sa che ti mando il gioco dei lombrichi che si fa tranquilli seduti al tavolo e pure tappognoppolo lo capisce e ci si diverte.

franci mammacanta said...

rido perche`al posto tuo, avrei fatto lo stesso, e mi vedo in crisi al pronto soccorso e pronta a fare a pezzi il maritino incosciente, come ti capisco...

Why said...

E per fortuna ti sei riconciliato con Paris nel frattempo...se no con sti due weekend di paura ti ritrovavamo alla foce della Senna!!
Sulla chiosa del post mi chiedo solo una cosa: ma possibile sia sempre necessario ridire e ribadire le cose più sensate, che meriterebbero giusto rispetto e silenzio, solo per colpa di qualche povera mente miserrima!??! Tu hai troppa pazienza, altro che Frate Indovino...!

Rabb-it said...

Gli spaventi che fanno prendere i tappetti!
Fortuna che è andato tutto bene.

ahem ho appena scoperto il blog e magari dovrei leggere un po' prima di sparare tavanate, ma ho notato che solo una volta usi il nome di tuo figlio e le altre volte in cui ti riferisci a lui lo chiami Tappo e sua Tappita, che va benissimo, ma se il nome ti è sfuggito per sbaglio correggi.
Se invece è stato voluto... ignora il papiro.

Ops avvertimento tardivo.
^_^

Cappuccino e Baguette said...

Insomma voi stressati ed il Tappo sereno e con il lecca lecca. Tutto come al solito, no? ;-P

Dai che Parigi ti sta seducendo con il ginko. Nizza mi ha fregato con il mare e la tarte tropezienne. Parigi è troppo bella per non cedere. Era solo questione di tempo. ;-)

P.S.= La scena dell'ospedale, è successa uguale a me, in un mercato. In effetti dovevo insospettirmi dalle bancarelle (voglio dire chi può vendere corani al mercato!?!) e dal fatto che ero l'unica senza velo. Mi sono resa conto che non li capivo. Perché non era francese la lingua che parlavano, ma arabo. =.='

Ale [Tredici] said...

Oddio quanto mi ci volevano 'ste risate :)

E sull'appunto finale riguardante il tuo post precedente concordo pienamente. Ho ricevuto anche io commenti, mail e tweet con scritte le solite cose (magari è pure da parte della stessa gente) e ho risposto come te. Ti farei leggere le risposte che mi sono arrivate, la fiera dell'intelligenza.

penelope said...

Che bello!Mi metti sempre di buon umore, anche oggi, col cielo grigio e l'acqua alta in vista. Quanto a quel povero ragazzo, proprio oggi legge vo un articolo su "La repubblica" e mi è venuto spontaneo pensare a quante sono le faine sempre pronte ad attaccare il più debole.Bisogna mettere in guardia i nostri figli dalle faine e dir loro che sono solo bestie, alla fine.

Cristina said...

Mi piace un sacco il tuo modo di scrivere: è divertente, accattivante e profondo al tempo stesso. Le foto poi sono proprio belle, più tardi le mostrerò alla mia bimba fotografa :) Sospiro di sollievo perchè le varie disavventure si sono risolte con un lecca lecca e nessun commento aggiuntivo sull'umana stupidità.. Il punto su cui porre l'attenzione è proprio quello che dici tu: un quindicenne è morto suicida.

Diana (Apple Pie) said...

E niente..che devo fa?! Ti adoro..

patama' said...

Troppi argomenti in un solo post! E mo' che commento!? Visto che ormai la storia del bernoccolo l'ho presa a cuore sottolineo che il teak è un legno morbido....e meno male ;-) ....ah, e la pediatra sciamana la voglio anch'io!

Bimbo cercasi said...

Ecco, un post fantastico e poi questa stoccata finale...ma sta gente imbecille non può farsi semplicemente i fatti suoi??

mammafelice said...

Non posso più leggerti dall'ufficio: mi viene da ridere mentre faccio finta di lavorare, e poi Nex mi scopre. Tacci tua :)

Giorgia Percosasiamonati said...

sei sempre irresistibile, Sapresti descrivere con ironia qualsiasi sfiga possa avverarsi nell'universo :)

barbara zanella said...

Bene!
Ti eleggo ufficialmente a MITO!
E mi faccio fare una maglietta con la tua faccia sopra!
PERCHE' TE LO MERITI!
OOOH.. LA!
te lo meriti per la prima parte del post!
e te lo strameriti per la seconda!

p.s. è tipico: i king sono fatti per i giochi del menga, mentre le queen sono fatte per brontolare e sbroccare!
e i tappi ne approfittano, naturalmente...

mafalda said...

Mi piaci tantissimo :)

divinaringhio said...

L'autunno, le grasse risate (che alla fine coi bernoccoli e i megatesticoli se mastica amaro...) e l'accusa di strumentalizzazione, leggerti è un saliscendi bellissimo.

Che la smettano di rompere i coglioni. Gay o no gli hanno messo la corda al collo perché era un "diverso" dal branco di stronzi con cui andava a scuola.

C'è da piangere, altro che palle.

Baci.
Siete meravigliosi!
Chicchi e mirti

marimeri said...

bene, sai a chi rivolgerti e ora non succederà più niente. :) adoro le tue foto