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Sotto alla Corona

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Ci siamo ritrovati lí sulla porta, come tante mattine.
Io col Tappo in braccio che sbraita per tuffarsi su daddy e daddy che cerca di uscire di casa senza macchie di marmellata sulla giacca.
"Hai preso tutto?"
"Sí, ti chiamo quando sono all'aeroporto."
Un bacio ed in due secondi era sparito dentro l'ascensore.
Una mattina come tante, un altro lunedì.
Mi barcameno tra commissioni da sbrigare, telefonate da fare ed il piccolo che deve essere intrattenuto, dato che fuori fa un freddo porco e non è il caso che si vada al parco.
Arriva la sera. La routine di bagno, cena, cartoni e nanna. Per tutti e due.
Maritone arriva a Riyadh, in Arabia Saudita e mi chiama come tante volte
"Hey! Sono arrivato! Fa un caldo della madonna! Non vedo l'ora di arrivare in albergo per farmi una doccia!"
"Ok, sentiamoci fra un po' che devo mettere il mostro a nanna..."

Due ore dopo squilla il telefono.
Era lui. Irriconoscibile.
La voce spezzata dall'ansimare, debole, piena di panico.
"Sto...Sto male... Mi duole il petto... Mi fa male il braccio... Mi sa che sto avendo un... Un infarto..."
"ODDIOMIO... CHIAMA SUBITO QUALCUNO! SUBITO!"
La linea si interrompe mentre lo sento che compone il numero della concierge dell'hotel.
Silenzio.
Panico.

Richiamo di corsa, cercando segnale in giro per l'appartamento. Niente.
Riprovo fino ad intasare la linea. Giuro che questa cazzo di linea Orange la strappo a morsi dai muri.
Niente.
Quello che segue è il momento più angosciante della mia vita. Seduto sul divano, con la testa tra le mani tremanti. Cerco di ricordare il nome dell'albergo dove alloggia. Non ho nessun contatto dei suoi colleghi di lavoro.
"Signore ti prego proteggilo!" mi ritrovo a dire ad alta voce. Io, l'ultimo dei peccatori. Io che parlo con Dio solo per chiedergli qualcosa o per litigarci.
"Non portarcelo via adesso, non così... Giuro che faccio un casino..."
Segue il silenzio.
Il ridicolo delle mie parole mi fa pena.
La rabbia insensata che nasce dall'impotenza.
La mente si affolla di immagini passate di vacanze, il nostro matrimonio, la nascita di nostro figlio, la nostra casa a Londra, le nostre famiglie, le risate, le vittorie....
"NO! BASTA! Non è finita! Cazzo, basta!"
Non resisto a quel silenzio opprimente.
Poi, dopo quello che è sembrato un anno, il mio cellulare squilla. Il suo nome che lampeggia sullo schermo.
"Amore! Stai bene? CHE SUCCEDE?"
Non era lui.
Era il medico di emergenza che lo stava scortando all'ospedale.
"Il signore sta avendo un infarto, è sotto controllo per ora, ma stiamo andando all'ospedale. Non si preoccupi... Qualcuno la contatterà al più presto..."
"LA PREGO! Posso parlarci?"
Marito biascica qualcosa al telefono. Mi dice di avvertire la sorella... Di non dire nulla al padre... Di stare tranquillo... Dice che ci ama. Io continuo a dirgli di stare calmo, che tutto andrà bene... Gli dico quanto lo amiamo. Quanto lo amo.
Lo dico urlando giù per il telefono, come se avessi paura che non potesse più sentire quelle parole.
Mettere giù il telefono è come tagliarsi via un braccio.
Mi lancio in ricerche di numeri telefonici di ambasciate, consolati, compagnie aeree.
Isteria pura. Non so neppure io cosa stessi facendo. A Riyadh non si può andare senza esser stati invitati. Per ottenere il visto serve tempo. È lunedì sera, ogni ufficio è chiuso e l'ultima volta che ho chiamato un numero di emergenza ho chiesto se parlassero l'inglese e mi hanno attaccato il telefono in faccia.
Sono in trappola.
Io voglio essere lí ora.
A tenergli la mano.
So quanto sia nervoso con ospedali e dottori. Conosco bene la paura che di sicuro ha negli occhi in questo momento. So che non è invincibile come lui vuol far credere.
L'uomo della mia vita è nelle mani di perfetti sconosciuti.
Ditemi se come nozione non sia abbastanza per far impazzire chiunque.
In fondo al cervello la paura continua ad avanzare fino a mostrarmi il suo orribile viso.
"Forse non lo vedrò mai piú... Forse questa è la fine."
Tutte le cose che non avevamo ancora fatto, le cose che non gli avevo ancora detto, o che non gli avevo detto abbastanza. I nostri progetti, la nostra vita.
E soprattutto la paura di dover crescere nostro figlio con solo un vago ricordo di quanto straordinario fosse il suo Daddy.
Ha solo tre anni, dorme beato nel lettone, di là, ignaro della tragedia che si sta consumando nella stanza a fianco.
È stato tutto troppo. Il pianto ancora mi sfugge, non so perché. Credo sia adrenalina allo stato puro.
"Stai calmo... Devi restare calmo..."
Ed il corpo si ribella.
Allora ho vomitato.
"Perché sta succedendo a noi?"
La serata continua in un turbinío di telefonate. Dopo aver avvisato mia cognata e mia madre, il resto è un assedio telefonico al mio panico.
"Cosa posso fare?"
"Come posso aiutarti?"
"Come ti senti?"
"Cosa ti serve?"
Quello che ha bisogno di aiuto non sono io. Non stasera. Stasera tutto l'aiuto del mondo serve ad un muscolo, grande quanto un pugno, a migliaia di chilometri di distanza, che minaccia di smettere di battere, portandosi via la mia vita e la mia felicità.
Perché raramente si muore da soli.
Chi resta indietro vive una vita rotta, una vita surreale dove niente è più come una volta e la realtà, per sussistere, inizia a nutrirsi pericolosamente della virtualità dei ricordi.
Incredibile quanto graviti attorno ad un pezzo di carne di appena 300 grammi e che devastazione possa originare dalla sua estinzione.
L'orologio segna le una e venti del mattino.
Ho percorso e ripercorso tutti gli scenari possibili della mia vita che va a rotoli.
Sono esausto.
Finalmente cedo ed arrivano le lacrime. Silenziose, lente, dense come sciroppo.
Mi ritrovo a pregare, con tutto me stesso.
Preghiere che sono minacce, minacce che sono disperazione, disperazione che è, più di ogni altra cosa, amore.
"Daddy torna a casa domenica!"
Ore due e quindici.
Squilla il telefono di casa. Non riconosco il numero. Un'altra persona allarmata che vuole delucidazioni sull'accaduto senza dubbio.

Invece era lui.

Parla con un filo di voce e io cerco di calmarmi per ascoltare attentamente ogni sua parola
"Tutto... Tutto bene... Sono ancora dei vostri... Domani... Angiografia... Va tutto bene."
E poi "Ti amo."
Resto a bocca aperta
"TI AMO ANCH'IO MI SENTI? TI AMO ANCH'IO! TI ASPETTIAMO A CASA!"
Vengo rassicurato dal personale medico, si è trattato di un infarto, ma è tutto sotto controllo. Ora bisogna riparare il danno.
"Grazie a Dio... Grazie a Dio..."
Sul monitor vedo il Tappo che si gira nel letto e fa una risatina delle sue, gesticolando mentre dorme.
Mi lascio andare alla spossatezza e mi addormento col telefono in mano sul divano.

Il resto lo conoscete, e vi ringrazio per le belle parole, per il supporto, per quanti mi abbiano detto "Non ti conosciamo di persona, ma è come se fossi di famiglia ormai...".
Grazie di cuore a tutti.
Ora sono qui, è sabato pomeriggio e aspetto domattina per vederlo entrare dalla porta di casa. Torna con la scorta medica e non vedo l'ora di abbracciarlo, forse meno forte di quanto vorrei e di riempirgli la faccia di baci.
Amore mio.


TQF xx


P.S.
Per come mi sento in questo momento, mi sa che domani una pomiciata la becca pure il dottore!







62 comments:

mammafelice said...

Non vedo l'ora che torni a casa, poi tutto si risolve.

divinaringhio said...

Marco!!!
Cercavo di leggere tra i post, intuivo che fosse successo qualcosa, ma non sapevo tutto. Ed odio essere indiscreta. In ritardo ti mandò il mio abbraccio come fossi un fratello. Sono felice che l'emergenza sua rientrata. So cosa vuol dire amare in modo così totalizzante. Capisco il terrore puro. Darei la vita subito per mio marito. Ora è senza pensarci mezzo secondo. Ora goditi tuo marito. Un grande e forte in bocca al lupo da me e Mirti.

Clo said...

Nooooo, il dottore no! Sarà un settantenne con problemi di prostata, il parrucchino e l'alito al kukident. Tieni tutte le tue energie per Daddy.
Un abbraccio a tutti e tre gli uomini del regno.

Bimbo cercasi said...

Mammasaura che spavento! Sono cose a cui non ci si pensa fino a quando non accadono e quando accadono deve essere davvero devastante! E poi la lontananza, il non potergli essere accanto peggiorano solo il tutto!

Fenice said...

Vorrei scriverti mille cose, ma non mi esce fuori nulla.
Quando le cose mi arrivano dentro, è così.
Sappi solo, e spero mi crederai, che dopo il tuo post "scaduto" su FB, non ho fatto che pensare a te. Anche se non ci conosciamo, anche se hai una vita così lontana dalla mia... Eppure ero lì. Come lo sono oggi e lo sarò domani (però non pomiciarmi, grazie. Mio marito non gradirebbe =0)
Saretta

cristina lui said...
This comment has been removed by the author.
mafalda said...

Avevo solo intuito quello che era successo ma ho pregato per voi, non Dio ma mia Nonna Pina, che so per certo che ti avrebbe voluto bene.
Ti abbraccio, anche se non ci si conosce è come se ti frequentassi da anni.

Diletta said...

So cosa vuol dire perdere la persona che si ama in modo così forte perché mio marito è morto tre anni fa ed è una cosa che non si supera anche se la vita continua...
Sono contenta che tutto sia andato per il meglio e che finalmente domani potrete riabbracciarvi!
Un abbraccio
Dile

cristina lui said...

So cosa vuol dire perdere la persona che si ama in modo così forte perché mio marito è morto tre anni fa ed è una cosa che non si supera anche se la vita continua...
Sono contenta che tutto sia andato per il meglio e che finalmente domani potrete riabbracciarvi!
Un abbraccio
Dile

Anonymous said...

un abbraccio... dai che domani arriva presto...
Cate

Viola said...

siete una splendida famiglia <3

Elettrica Neri said...

questo post è la descrizione del mio peggiore incubo...
Il peggio è passato... In bocca la lupo!

Rouges said...

Un abbraccio collettivo voi e noi che ti leggiamo sempre!

Anonymous said...

Io lo vivo tutti i giorni ma dal lato del dottore: ce ne sarebbero di cose da dire...incrocio le dita per voi! Noi rimuoviamo la disperazione di quei momenti ma ti assicuro che non é negligenza : é sopravvivenza. Un abbraccio forte! Ps sappi che dovrà fare un bel pò di convalescenza... Poi non lamentarti che ti starà fra le balle a casa! Ancora un bacione!
@cristina_g

Anonymous said...

Io lo vivo tutti i giorni ma dal lato del dottore: ce ne sarebbero di cose da dire...incrocio le dita per voi! Noi rimuoviamo la disperazione di quei momenti ma ti assicuro che non é negligenza : é sopravvivenza. Un abbraccio forte! Ps sappi che dovrà fare un bel pò di convalescenza... Poi non lamentarti che ti starà fra le balle a casa! Ancora un bacione!
@cristina_g

Anonymous said...

Mi hai fatto piangere. Sono felice per te, per voi. Vi abbraccio forte. Laura

Paola said...

Un abbraccio!! Mamma mia che angoscia... spero di non doverla sperimentare mai che non sarei così forte!

MammaInSE said...

Ecco scema, ti seguo sempre e tutto questo mi e' sfuggito! Mi e' successa uma situazione simile con mio padre tanto tempo fa quando mi sono trasferita in inghilterra e l'italia sembrava cosi lontana. E' orribile, la lintananza, l'impotenza! Adesdo lui torna a casa e tutto andra' immensamente meglio! Vi penso!

La Princess S. said...

Ti leggo sempre e ti abbraccio forte. Domani è già oggi. Tieni duro. Il tuo Cuore c'è :)

Franci Mumtrioska said...

aspetto con te! Domani arriva prestissimo :)

patama' said...

Il completino da paramedico sexi è nel terzo cassetto, ma aspetta a tirarlo fuori almeno un paio di giorni. Porca vacca, un bacio!

Encrenoire said...

Quando ti leggo ti invidio un po', di quell'invidia "buona", che mi fa sperare di incontrare un amore così, di avere una famiglia così.
Ti abbraccio tantissimo, anzi, VI abbraccio tutti e tre.

DilettaIntheMiddle said...

Mamma mia che incubo, che angoscia! Sono davvero felice che tutto sia andato per il meglio! Un abbraccio a tutti e tre!

laura75 said...

l'amore è una cosa meravigliosa e dobbiamo ricordare sempre che ogni giorno è un giorno regalato..

Bietolina said...

mamma santa che ansia...! mi vien solo da dire..un'abbraccio! :) e fatevi coccolare da quel bel tipino li!

Chiara said...

Ti confesso che martedì una preghierina l'ho fatta pure io, che faccio così fatica a credere. Non riesco a immaginare l'angoscia dopo quella telefonata e per tutto il resto... Mi hai permesso di relativizzare di brutto il periodo nero che stiamo vivendo qua... Un abbraccio fortissimo a tutti e tre, dai che domani è a casa!

Marina - La mia vita semplice said...

mio marito viaggia spesso per lavoro e a volte mi accorgo che è partito senza dirmi il nome dell'albergo, voglio che non succeda mai più. Dev'essere orribile sapere che la persona che ami ha bisogno di te e tu sei lontano.
Sono felice per te, per voi, che stia tornando a casa.

ugainthesky said...

Non ho parole...
Avevo capito che non fosse il tuo periodo migliore ma non pensavo fosse così seria la situazione..
Conosco la paura di cui parli e non l'augurerei a nessuno...l'impotenza della lontananza..
Non so come hai fatto..
Ti stringo forte...
Ps. St'estate vacanzina a Lourdes ??

Mariella S. said...

Vi abbraccio forte, tutti e tre.
Domani è già qui.

Anonymous said...

oh mamma ! vi abbraccio tutti e tre !
LaAle

Pixel, Monsters&Co. said...

tanti tanti tanti in bocca al lupo!

L'Albicocca said...

Mi hai messo i brividi! Un grande abbraccio!

francesca r. said...

mamma mia!!! un abbraccio tardivo per tutto quello che hai passato. credimi, posso capire in parte la tua paura e la tua angoscia.
e sono felice, felice, felice per te che tutto sia finito bene.

SemplicementeBlu said...

mamma mia che brutta esperienza, fortuna che tutto si è concluso per il meglio! ...e domani sarete di nuovo insieme tutti e tre!
un abbraccio ^^

mammamsterdam.net said...

siccome ti voglio bene, se merita, mi offro di pomiciarlo io il dottore. Un abbraccio per tutto.

Ale [Tredici] said...

:*

ero Lucy said...

Cavoli. E' il peggiore dei miei incubi. Sono felice che tutto sia andato bene. Ti abbraccio.

La solita said...

Ormai è domenica, quindi starai solo contando i minuti...
Un abbraccio forte, non so cosa avrei fatto al tuo posto...

Mammachetesta said...

MI sento una merda Marco. Sono stata mezzo fuori dal mondo in questo periodo e non mi ero resa conto.
Tu lo sai: sono cattolica, e ti posso dire una cosa: l'anno scorso ero quasi nelle tue condizioni (ho avuto culo: ero lì con lui) e la rabbia era la stessa.
Ero incazzata nera e Dio si è preso il 90% di questa incazzatura.
Quando è passata, quando me lo sono riportato a casa (siamo tosti ragazzo: noi li si riporta a casa ricordalo sempre! mai dubitarne!) ho riflettuto su questo prendermela con Dio e mi è venuto in mente quello che diceva sempre il nostro diacono quando eravamo ragazzi: Dio è Padre. E chi non si arrabbia mai con suo padre? I genitori sono lì anche per questo.
Ora pensa solo a lui che torna a casa. Alla vostra vita che va avanti.
E a dargli due sberle perchè si strapazza troppo (anche a questo abituati: è parte del nostro ruolo da ora in poi...sgrunt!).

barbara zanella said...

Tanti cari auguri!!!
Ora riposateVi e coccolateVi.
Tanto!
Al limite del vergongnoso!
Anzi, di più!
:)
Un grosso abbraccio a tutti e tre
Barbarba

Il Grillo Artista said...

Avevo intuito che era successo qualcosa a Steven, non volevo chiedere ma ero in pensiero, anche se la foto di G mi aveva giá fatto capire che il peggio era passato.
Ci hai fatto entrare nella tua vita e innamorare del tuo mondo, Steven è quello che fa di te la regina che amiamo, é un circolo e un rigirar di amore, una spirale che ci unisce, soffri tu e soffriamo anche noi, ridi tu e ridiamo noi.
Un abbraccio sincero, spero si rimetta presto.
Con affetto
Simo

Il Grillo Artista said...

Avevo intuito che era successo qualcosa a Steven, non volevo chiedere ma ero in pensiero, anche se la foto di G mi aveva giá fatto capire che il peggio era passato.
Ci hai fatto entrare nella tua vita e innamorare del tuo mondo, Steven è quello che fa di te la regina che amiamo, é un circolo e un rigirar di amore, una spirale che ci unisce, soffri tu e soffriamo anche noi, ridi tu e ridiamo noi.
Un abbraccio sincero, spero si rimetta presto.
Con affetto
Simo

Anonymous said...

Un abbraccio da Palermo
Simo

Pier(ef)fect said...

mi son un attimo inpanicato e rattristito ma l'importante è che sia finita bene! un abbraccio

Sheireen said...

Mi hai tolto il fiato! Sono felicissima che sia tutto ok.. un abbraccio a tutti e tre! :)

Mamma Che Paura! said...

Mio Dio, sono così contenta per voi... Vi abbraccio forte.

thebrunette said...

Seguo il tuo blog da poco...
Ci sono venuta la prima volta per vedere "chi" era che avrebbe fatto le scarpe...di Spora!
Non me ne sono più andata!^^
Mi piace seguire le tue avventure con Parigi,col Tappo...con Daddy...
Ieri sera, poco prima di cena ho letto questo post e non ho potuto trattenere le lacrime...
Un abbraccio <3

Livia said...

Porca vacca! Ti abbraccio per lo spavento che avete preso, dacci notizie sul rientro a casa.
Oddio quant'è bello il Tappo!!!

Robin said...

Leggo solo ora... Che incubo dev'essere stato! E' bello sapere che oggi daddy torni a casa :)

Anonymous said...

Marco ti adoro, e adoro la vostra famiglia! Non saprei dire nient'altro! Siete splendidi e l'amore che hai regalato al Cuore di Daddy lo ha fatto restare con voi due..ora goditelo, il tuo maritone!

Un mega abbraccio

Alice

Owl said...

Non sapevo nulla. Mi dispiace non esserci stata, ma felice che sia lia con voi!

SuPeRaNa said...

ecco non sapevo bene cosa fosse accaduto.. ora con una attimo di tempo ho letto questo post. Marco come mi dispiace posso solo immaginare il tuo stato d'animo. sono felice che tutto si sia risolto.. fai sapere come va la convalescenze di Daddy!! lo sai anche qui voi tre siete di famiglia. baci a tutti e tre!!

Milady V. said...

Oh, mamma - mi viene da piangere! Quanto è vero tutto quello che dici - un abbraccio grande a tutti e tre!

lauretta said...

ho letto solo tutto quello che è successo e so già che è andato tutto bene, ma ho brividi lo stesso pensando a quello che avete/hai passato... ti abbraccio forte forte

kikka said...

ho letto solo ora!! mamma santa!
sono contenta che sia andato tutto bene...
un abbraccio

Anonymous said...

Senza parole! non so come hai trovato la forza di raccontarlo...
Coraggio. Coraggio a tutti e due. E bacini a Sua Tappezza Reale.

Castagna unlogged

Soleil / Mamma Oggi Lavora said...

capito qui dal blog di castagna, e la scena m'ha fatto gelare il sangue. Il mio compagno viaggia per lavoro, mi immedesimo facilmente nel panico della circostanza.
Per fortuna è tutto sotto controllo
un abbraccio a te QueenFather, al tuo compagno e al vostro meraviglioso bimbo.

lanoisette said...

è successa la stessa cosa a mio padre. ti capisco alemno un po'.
un abbraccio e buona guarigione.

pattibum said...

Ti ho scoperto ora. Con questo post.
Hai descritto la mia più grande paura, che ormai mi accompagna quotidianamente. Mio marito è assistente di volo. Ciò che è accaduto a voi... vabbè, inutile dire altro.
Un abbraccio da una neofollower!

Lele said...

Sono qui a piangere come una cretina dopo aver letto questo...Mio marito ha avuto un infarto quasi 4 mesi fa. Abbiamo 2 figli di 9 anni e 3 e mezzo. Non so dirti quanto quello che hai scritto mi abbia colpita dritta al cuore, appunto. L'incredulità, la rabbia, la preghiera, la speranza, il sollievo...un turbine di emozioni e di sensazioni fortissime. Per me il momento peggiore era quando lui era in ospedale (a 50 km da casa, che io mi facevo tutti i giorni, anche più volte al giorno) e la sera, nel lettone in mezzo ai miei figli, li abbracciavo e spegnevo la luce: lì tutti i pensieracci più brutti venivano a terrorizzarmi. E allora cercavo di pensare positivo, alla fortuna che lui fosse ancora qui, ma era davvero dura. Ora io ho ancora tremila paure che lui invece sembra fortunatamente non avere. Anche se non vi conosco personalmente, mi permetto di abbracciarvi forte.

Sara L'arcobaleno di Sara said...

ho pianto... non riesco neanche ad immaginare come potrei sentirmi se succedesse al mio Amore. Spero non dobbiate mai più provare una cosa così
((((___))))
Sara

Marina said...

Leggo questo per la prima volta dopo anni che è stato scritto e piango. Piango perché rivivo una notte di 11 anni fa, mia figlia dormiva nel letto e aveva tre anni e mezzo, e quando l'ambulanza ha portato via il suo papà avevo la convinzione che non sarebbe mai più tornato, come in effetti è stato. Solo chi vive un momento del genere può sapere come sia quella paura che ti toglie il fiato mentre l'adrenalina ti offusca la mente e il senso di impotenza sopraggiunge. Anche se il peggio è passato sappi che ancora a distanza di anni ti sono in qualche modo vicina in questa che probabilmente è stata la notte peggiore di tutta la tua vita.