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Sotto alla Corona

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Il mio post della scorsa settimana (sí, quello sulla grondaia...), oltre che a diventare il più letto e commentato (al momento ha raggiunto quasi 3000 visualizzazioni, il che mi fa pensare che forse avrei dovuto impostare tutto il blog in chiave ginecologico/ostetrica e ora forse avrei il mio divanetto rosa su Canale 5), mi ha aperto gli occhi su una cosa.
Accanto a molte delle lettrici che si sono divertite leggendo (e questo era l'unico scopo del post) ed hanno saputo apprezzare la componente informativa del contenuto (perché accanto all'umorismo c'è anche informazione), ci sono state diverse signore che si son fatte rodere l'utero di fronte a quello che è stato definito maschilismo.
Un maschilismo ostentato nel voler trattare di un così delicato argomento, in chiave umoristica, pur essendo uomo.
Adesso, prima che chiunque si riconosca in queste parole si faccia venire di nuovo gli sturbi, lasciate che vi tranquillizzi: so che si trattava di parole scherzose senza malizia, non mi sono offeso un granché, ma le posizioni prese da alcune sono reali ed eccole qui.
"Questo è territorio femminile".
"Questo non è uno spazio in cui la tua presenza è opportuna".
"Non hai la vagina, quindi taci".
(Ma io mica parlo con la vagina.... Perché voi sí?)
Al di là della mia opinione riguardo la libertà di parola ed il sacrosanto diritto di poter scrivere quel che mi pare (senza deliberatamente offendere o sminuire nessuno e sempre cercando di supportare i miei sproloqui con un minimo di documentazione), queste considerazioni, oltre che a lasciarmi un vago sapore amarognolo in bocca, hanno innescato un processo mentale.
C'è un confine ben preciso tra l'uomo e la donna, un confine da cui non possiamo prescindere.
Sconvolti dalla mia scoperta? Ci credo.
Dovevate esserci quando ho scoperto l'acqua calda.
Grande festa.
No dai, sul serio.