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Sotto alla Corona

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"Aspettatevi un periodo di transizione.... Sapete, trasferirsi in una nuova città, in un paese che non è il vostro, comporta una certa flessibilità ed un periodo di assestamento che puó essere piú o meno lungo..."

La scoperta dell'acqua calda.
Tutte le persone con cui stiamo lavorando al momento, dalla relocation agency all'agenzia immobiliare, dalla fioraia al ragazzotto del negozio di elettrodomestici, sembrano essere d'accordo su questo punto.
Flessibilità.
Io peró, che non sono una cannuccia, né tantomeno riesco più a toccarmi la punta dei piedi dal 1982, ho un limite e ieri sera lo ho superato abbondantemente.
Come vi dicevo nel mio post precedente, per ora viviamo in un appartamento temporaneo appena fuori dagli Champs Elysées. Sembra quasi impossibile che un tale carnaio sia appena dietro l'angolo, con il suo continuo andirivieni di gente, quando la nostra strada è cosí tranquilla....
L'appartamento si trova in un bellissimo palazzetto della metà dell'800 con cortile a sampietrini e cancello in ferro battuto, è tranquillo, pieno di luce e dotato di ogni comfort ( anche l'acqua calda, basta accendere lo scaldabagno.....).
L'unico problema è che siamo capitati proprio sotto all'appartamento di un figlio di papà ( i genitori sono i proprietari del palazzo...), che si sta dando alla pazza gioia da ieri sera a colpi di techno/house sparata a cannone da due speakers sicuramente poggiati sul pavimento immediatamente sopra ad una delle nostre camere da letto.
Primo: chi cazzo la ascolta piú la techno/house?
Secondo: adesso salgo, ti strappo le carotidi a morsi e ti ci frusto.
Terzo: vedi secondo.
Dopo aver tentato invano di bussare sul soffitto con il manico della scopa, quasi fino al punto di farci il buco, siamo stati costretti a spostare i letti nella seconda camera che, fortunatamente, è una tomba.
Il tutto alle una del mattino (si dice così? 'Le una' del mattino? Boh....)