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20.6.12
Bang! Bang!
Ecco, vedete?
Ma che difficile ambientarsi in una nuova città.... Avoglia a farsi seccare la lingua con la erre francese.
La mia prof mi diceva "Devi cantare Rien de Rien fino a esserne stufo per imparare a muovere la lingua correttamente ed evitar che ti si secchi la bocca..."
Professoré, io qua canto fino a farmi venire il sangue dal naso e le emorroidi, ma dopo 5 minuti sputo sabbia.
Che palle.
Parigi è meravigliosa, ma ancora non è casa. Sarà che l'appartamento per ora è una di quelle sistemazioni temporanee super-comfort per famiglie in espatrio, già arredato, completo di posate e lenzuola in cotone egiziano, accappatoi in morbida spugna, wi-fi, TV ultrapiatta ed il tostapane finto retro super tecnologico.
Sarà il servizio di piatti e bicchieri senza personalità e l'odore di parete imbiancata di fresco, sarà che andiamo avanti a DVD e fra un po' Dumbo ce lo bruciamo perché gira a manetta anche tre volte al giorno e ci manca tanto la nostra bella TV britannica, insomma, per ora mi sento ancora ospite.
Uno di quegli ospiti che, a dispetto di quanto vi prodighiate per farlo sentire a casa, soffre ancora di nostalgia.
Se poi aggiungete il fatto che maritone è a 4000 per il nuovo lavoro ed è occupatissimo (adesso quando lo chiamo mi risponde direttamente la sua nuova assistente che già mi sta sul cazzo quando dice "Je vais controler s'il peut prendere le telephone..." e io che in Italiano le ringhio "A stronza, per me la telefonata la prende SEMPRE sennò vengo giú e faccio un casino che al confronto la presa della Bastiglia è la fiera della porchetta di Ariccia!!!" tra i denti, ovvio...), vi fate un'idea.
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