Seguimi Via Mail!

Sotto alla Corona

My photo
Se avete voglia di parlare o se sentite che qualcosa che scrivo vi tocca da vicino, non siate timidi e mandatemi due righe... Scrivete a thequeenfather@me.com Mi fa sempre piacere!

Search

Loading...

Blog Archive

Archivio Reale


Ci sono giornate in cui la pelle è sensibile a tutto. Diventa elettrica. Solitamente dopo un periodo passato a denti stretti, a raccontarsi balle ed a crederci. A far finta che niente è cambiato, che tutto continua per il meglio, che tutto è esattamente come te lo aspettavi, un periodo passato a voler essere accomodante quando in realtà vorresti prendere il mondo a pugni in faccia.
E non è colpa di nessuno.
Un sabato pomeriggio iniziato con le migliori intenzioni e finito a camminare sotto la pioggia, con un Nano che continua a calciar via la cappottina antipioggia del passeggino ed a strillare.
Un pomeriggio di girovagare senza sapere dove andare, litigando, rimpiangendo, accusando le nostre reciproche mancanze.
Strade sconosciute.
Strade deserte.
Parigi durante il weekend è un cimitero.
Incredibile, ma è cosí.
Lo scenario ideale per girovagare a piedi senza meta ed esplorare.
Invece ci fa sentire ancora più isolati.
Fuggiti da una casa che non ci accoglie per gettarci nelle strade di una città ancora estranea.
Anche l'albergo dove alloggiavamo regolarmente un tempo, durante il nostro amoreggiare spensierato, ci rifiuta un tavolo per un caffè, giusto per uscire dalla pioggia.
"Spiacenti, non c'è posto per un passeggino..."
Ogni locale chiuso per i festeggiamenti del 14 luglio e noi imperterriti a cercare un posto decente dove passare un paio d'ore entriamo in uno Starbucks.
Scalcagnato, disordinato ma accogliente.
Poi, dopo due macchiati ed un muffin alla banana ci rimettiamo per strada a camminare. A familiarizzare con la zona.