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Sotto alla Corona

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Volevo descrivervi il weekend appena passato, che qui a Parigi è stato coperto di neve. Una meraviglia, ma ho altro da dire, quindi lascio la 'parola' alle foto.
Anzi, una cosa la devo sottolineare: la neve era farinosa e sottile, come l'antrace e non è stato possibile farci niente. Neanche un pupazzo decente. Mi sono accontentato di farne uno 'sui generis', lungo lungo e secco.
Ribattezzato La Cinese Snella delle Nevi.
Io ce l'ho e voi no.
Morale della favola: a Parigi pure la neve deve essere complicata.
E parlando di Parigi, sappiate che è una città piccolissima.
Pensate che in Europa è la trentacinquesima in grandezza. Cioè, città come Sarajevo e Skopje in Macedonia, sono metropoli a confronto.
Il problema è che però Parigi è la quarta in Europa a livello di densità di popolazione.
Siamo un sacco di gente.
Immaginate più di due milioni di abitanti schiacciati in un'area che entrerebbe tranquillamente nella Zona 1 di Londra. Non sei mai a più di dieci metri da un parigino (... a Londra dicono che non sei mai a più di dieci metri da un ratto. A 'sto punto beati loro.)
Il Purgatorio è un carnaio di gente con la erre moscia, le nasali, le baguettes sotto le ascelle ed una generale predisposizione a starti sui coglioni.
Mica solo a me eh.
Chiedete in giro.





"Il nostro percorso non sarà ultimato finché i nostri fratelli e le nostre sorelle gay non saranno trattati come gli altri di fronte alla legge. Perché se è vero che siamo creati tutti uguali, allora l'amore con cui decidiamo di legarci l'uno all'altro deve per forza essere lo stesso."

Queste le parole di Barack Obama durante il discorso di ieri per l'inaugurazione del secondo mandato.
Mi hanno riempito di gioia e sollievo.
Forse le cose si stanno davvero muovendo verso l'uguaglianza e la parità di diritti.
Il riconoscimento delle unioni omosessuali forse non riuscirà a cancellare l'omofobia, ma di sicuro aiuterà tante coppie e famiglie ad ottenere la cosa di cui più hanno bisogno: rispetto e protezione, ottime radici per un futuro di uguaglianza e condivisione sociale.
Non riesco ad evitare però un altro sentimento, che in questo caso cammina mano nella mano con la gioia.
È la frustrazione.
Sí, perché noi gay non siamo creature di questo secolo, non siamo il prodotto di un esperimento sfuggito di mano a qualcuno.
Noi gay, cosí come i nostri bisogni e le nostre aspirazioni, esistiamo da sempre.
Buon anno mamme, papà e ladri di bestiame!
Perdonatemi la lunga pausa, ma ci siamo sentiti tra Twitter, FB ed ora pure Ruzzle (sono una schiappa... Voi vi divertite a crocifiggere me e la mia ignoranza, ma vi amo lo stesso...)
Spero abbiate passato delle buonissime feste e che ora non siate troppo depressi di fronte a lavoro, bollette, stipendio bruciato già da fine dicembre e chili di troppo.
Noi siamo stati in piacevole compagnia di tutta la famiglia, quella italiana e quella inglese.
Un bordello che Malebolge in confronto è Bim Bum Bam.
Sí, era il mio programma preferito.
Ho una certa età, sputatemi.
La sera della vigilia di Natale il vicino di casa si è presentato, come promesso, vestito di tutto punto come Babbo Natale.
Un successone, soprattutto con Nonna Mimí che non la finiva più di abbracciarselo.
"Uh, quanto è alto 'sto Babbo Natale... Uh che occhi azzurri 'sto Babbo Natale.... Uh che spalle larghe 'sto Babbo Natale...."
"Vabbè, mamma tu il tuo Babbo Natale ce l'hai di là..."
"Seeee... Vuoi dire il panettone...."
Una renna invasata. Povero papà.

Bando a ciance comunque, stamattina ho mollato il Tappo all'asilo per la prima volta (escludendo il giorno di prova di tre settimane fa...).
Avevamo già testato il terreno a Londra, ricordate?
Solo che lí eravamo a casa, qui ancora no. Il che rende tutto più difficile. Per me, ovvio.
Certo, il Tappo sembra entusiasta della sua nuova casa, della sua nuova città, ed ha iniziato pure a ripetere il francese.
Quindi siamo a tre lingue alla tenera età di tre anni e mezzo. Non male.
Però siamo ancora in fase di adattamento qui a Parigi. Ogni minima cosa mi destabilizza. Le radici non sono ancora abbastanza profonde.
Chi tra di voi vive la vita di un expat come me, capirà al volo cosa voglio dire.