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Sotto alla Corona

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Uno dice "Dai, manda il bimbo a scuola che così si confronta con i suoi coetanei.... È importante!", e tu lí ad annuire, posponendo in cuor tuo la fatidica data.
Quello che nessuno però evidenzia è l'altro confronto, non meno importante.
Quello che si fa tra genitori.
No perché io mi piango addosso e mi lamento perché il Tappo mi dà filo da torcere, o magari perché i parigini mi danno filo da torcere, o magari perché i vicini di casa mi danno filo da torcere.
Una filanda io proprio. 
Poi ti rendi conto di quanto comune la tua situazione possa essere, specialmente tra famiglie di expats che, tra le cose che devono fare ogni giorno, devono pure cercare di non affondare in questa città.
E ce la mettono tutta.
Come questa mamma texana con cui ho fatto amicizia, che non parla una parola intellegibile di francese manco a cavargliela a selciate, ma ci prova 
"No no! Ti prego, fammi parlare in francese che ne ho bisogno..." insiste
"Ho capito tesò, ma io dovrò pure capí cosa mi stai dicendo... Sennò parli da sola."
"Sai, il mio problema è la pronuncia... La mia insegnante mi ha detto che ho il palato molto profondo."
Ecco, scommetto che l'insegnante è parigina, ti schifa in quanto americana e culturalmente inferiore, e sostiene che il francese può esser parlato correttamente solo da chi annovera tra gli antenati almeno una vittima della ghigliottina ed è dotato del palato perfetto, nonché abitante 'intra muros', dal momento che la banlieue è tutta una favela.
"No" penso tra me e me, "il problema è che mi pronunci merçi beaucoup 'morsi biucap', che pure trovassi il parigino piú amichevole dell'umanità intera, non ti capirebbe."
"Il mio palato è profondo..." continua lei, seria.
E io lí che mi mordo le labbra per non ridere (cagna). Quanto profondo potrà mai essere un palato? Come il mare? Come l'amore? Come il senso di inadeguatezza che questa città ti vuol per forza mettere addosso?
"Guarda!"
E lí si mette di traverso per farmi vedere. È proprio texana. La adoro.
"Mio marito mi dice che sono acida, ma non sono acida, sono frustrata... Con tutti.... Sono sempre sola, non conosco nessuno e le altre mogli dell'ambasciata non le sopporto. Arrivano a Parigi in tuta e scarpe da ginnastica, si mettono il cappello di paglia in testa, le baguettes sotto le ascelle e pensano di essere Coco Chanel (???). Io cerco di socializzare, ma la verità è che qui a Parigi non ti caga nessuno e c'è uno snobismo incredibile. Pure nei negozi, i commessi non sono amichevoli. Per carità, dovessimo interpretare la loro amichevolezza come sottomissione! Ma che stronzi..."
"Guarda, non dirlo a me. Questa è una delle cose che mi fanno impazzire. Chiamami snob, ma quando entro in un negozio per spendere dei soldi, un po' di baciaculo me lo aspetto." dico io.
Che bello trovare un'altra disperata.
Poi arriva la domandona.
"E tua moglie cosa fa?" 
"Ehm... Mia moglie è in realtà un marito..."
Silenzio. Occhio sgranato. Viso che si tinge di porpora.
"Oddio... Scusami... Mi dispiace..."
"E perché ti dispiace? Guarda che è bellino eh..."
Mi guarda con la palpebra a mezz'asta. Non ha afferrato l'ironia. 
Poi invece ride di cuore.
"Beh mi pare il minimo! Sei bellino pure tu e vostro figlio è adorabile!"

Ed è finita lí. 
In realtà mi aspetto sempre la domanda imbarazzante o la perplessità dell'interlocutore di fronte a certe mie risposte, mi ci sono dovuto abituare.
Cerco anche di mettermi nei loro panni: sappiamo tutti cosa sia l'omogenitorialità, ma non si tratta di una realtà che capita sotto mano tutti i giorni.
Quando parli con qualcuno di un argomento del genere, riesci a capire il suo livello di condivisione da come gestisce la situazione
In molti si mostrano del tutto noncuranti della cosa, altri ne sono incuriositi, altri invece cercano in ogni modo di non metterti in imbarazzo (ma quale imbarazzo?) mostrando che in realtà il disagio è tutto loro.
Noi, come famiglia, fino ad ora abbiamo avuto solamente esperienze positive. Siamo stati accolti con entusiasmo ovunque.
Se devo essere sincero, l'unico imbarazzo che io abbia mai provato (e rabbia), fu all'aeroporto di Fiumicino, quando, arrivati per una vacanza con i nonni tre anni fa, facevamo la fila insieme al controllo passaporti, alternandoci a tenere in braccio il pupo.
La tipa in divisa allo sportello fece passare mio marito e mio figlio insieme, poi mi guarda, mi restituisce il passaporto e ridendo mi fa "E lei chi sarebbe? Lo zio?"
E lo chiamano Bel Paese.
In ogni caso a noi la scuola del Tappo piace tantissimo, ed a lui ancora di più. I progressi (soprattutto a livello linguistico) che ha fatto in meno di un mese sono spettacolari!
Vi ho detto che i genitori della classe di mio figlio stanno organizzando un piccolo benvenuto per noi? Poi dice, come fai a non amare gli americani? 
"Ma dimmi tu..." mi confida ridendo la mia nuova amica mentre usciamo dal cancello principale 
"... e pensare che  ogni volta che noi mamme ti vedevamo arrivare di mattina ci sistemavamo i capelli..."
"Tesoro, dí alle tue amiche che da oggi ai capelli ci penso io..."



TQF xx







26 comments:

Anita said...

:) bellissimo, io porto la mia nipotina all'asilo ma non si riesce a socializzare con nessuno.. sono sempre tutti di fretta e scontrosi....sarò mica a Parigi senza essermene accorta?

Silvia gc said...

ma che carina sta donna!

Anonymous said...

C'era un'amica che una volta mi disse: "Ma hai notato? I migliori o sono sposati o gay"
E io di getto: "Quando non entrambe le cose."
"Cavolo, hai ragione!"
È stata la replica.

Anni fa... non dirò mai di CHI stavamo spettegolando! No, non eri tu, ma ci saresti potuto benissimo essere, ti avessi conosciuto. :-D

Mara

topomaga said...

Io pagherei oro per avere un vicino come te ;)

robedibimbi said...

E' il primo post che leggo di questo blog. Devo ancora decidere se l'ho trovato più poetico, più scanzonato, più superiore ai pregiudizi.
Di certo è divertente, ironico e ci ho letto una grande sensibilità.
Comunque adesso vado a leggere gli altri perché sono curiosa!! Yu

Fra said...

Morsi biucap!! :) mi hai fatto morire!!
Anyway, secondo me hai trovato un'amica e magari le insegni pure un po' meglio il francese, così la smettono di snobbarla 'sti parigini.
Un abbraccio

Robin said...

Che carina proprio!
Comunque fossi in loro mi sistemerei i capelli più adesso di prima: un uomo etero di prima mattina quando mai nota i capelli delle donne???

sononera said...

Io non conosco coppie omogenitoriali.Questa è una cosa grave. Quando succederà anche qui? Chi lo sa, chi lo sa. Ti abbraccio

Moky said...

;)

Marina said...

simpatica la texana... lo sa che hai un blog seguitissimo?

divinaringhio said...

...ecco sì...lo sa che sei un staaaaaaaaar?

bellissimo, come sempre!

morsi biucap è impagabile....darei oro per sentirla mentre lo pronuncia! non è che me la registri???

Bacio al Tappo che fa progressi, amore lui!

Aspirantemamma said...

daaai, vedi che qualche persona simpatica e amichevole alla fine c'è?

Anonymous said...

Non sai come ti invidio... Un bacio al tappo.

sternflammende said...

Santa Marinella, io odiavo andare all'asilo e il fatto che fosse di lingua Germanica lo rendeva una specie di campo militare molto severo :(
Ma il tappo va ad un asilo anglofono?

BeepBeepMommy said...

Caruccia l'amica texana, la voglio anch'io!!

Millyray said...

"Dì alle amiche ai capelli da oggi ci penso io" ahahaha quanto mi sono sganasciata.. be' forte sta Texana, tientela stretta va' ^^
E bravo il Tappo : ) un abbraccione a te, a lui e al maritone : )

patama' said...

L'unica davvero in imbarazzo a questo punto temo sia Coco Chanel

Wannabe Figa said...

ahahahah ti adoro!

Ale [Tredici] said...

Hihihihi :)
Bel finale (ma anche bell'inizio e bello svolgimento eh!)

Comfort_noise said...

Come capisco chi si è all'estero e si sente l'indifferenza degli autoctoni addosso!
Comunque stranamente pochi giorni fa ho conosciuto dei francesi simpaticissimi, non sul suolo francese però!

Elegraf said...

Appunto ma gliel'hai detto che sei pure famoso??? NO perché cosi magari continuano comunque a sistemarsi i capelli:-)

Ostuni Magazine said...

E' proprio fastidioso quando entri in un negozio e manco mezzo sorriso ti fanno.....come ti capisco sembra che quasi gli fai un torto

Moky said...

Mi hai fatto sorridere.. e di lunedi' mattina, con una figlia col febbrone da ieri, non e' facile. Ma tu sei magico, dai!! XXOO

penelope said...

venezia like paris:anche qui certi commessi et similia vendono a muso duro. e io, punizione, esco senza comprare. almeno un sorriso me lo devi fare, se vuoi i miei piccioli

Mycakeisluka said...

Vabbé ma a Londra sarebbe stato pure mejo ;-)

kosenrufu mama said...

commento solo ora per la prima volta, ma non resisto a dire che sei fantastico, e la texana pure lei!
e soprattutto concordo con te sul fatto che se fai acquisti minimo minimo ci vuole un pò di gentilezza, che se no esco dal negozio e non becchi un soldo!!!! ;)
buona e splendida giornata