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Sotto alla Corona

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Poi ditemi che non sono democratico che mi tolgo la corona e vi ci prendo a sberle.
Esistono dei motivi validissimi che meritano di essere presi in considerazione, no perché alla fine non è nemmeno divertente starsene sul balcone a declamare una cosa senza prestare attenzione ai suoi detrattori.
Cioè, pure loro sono esseri pensanti, non è che improvvisamente siete intelligenti solo voi.
Omosimpatizzanti e superbi (all'inferno voi c'avete pure l'armadietto col nome...).
No cari, anche gli omofo quelli contro l'uguaglianza hanno il loro pensiero.
Anche loro hanno dei motivi.
Quindi, per amor di prendere per il c correttezza, vi espongo qui sotto i 10 motivi principali per cui non è solo umano e giusto, ma LOGICO opporsi al matrimonio gay.
Pronti?

1 - Essere gay non è naturale. Una società integra e moralmente ineccepibile rifiuta sempre cose innaturali, come gli occhiali da vista, le lenti a contatto, il poliestere e l'aria condizionata.

2 - Il matrimonio gay incoraggerebbe la gente ad essere gay, soprattutto i bambini. Allo stesso modo in cui frequentare gente alta 2 metri vi renderebbe più alti. Voglio dire, siete cretini.

3 - Legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso porterebbe ad ogni tipo di comportamento bizzarro, tipo sposare il proprio cane, che, è risaputo, ha dei diritti legali e può firmare il contratto di matrimonio di sua spontanea volontà. (Potete sempre insegnarglielo o corromperlo con un ossobuco).

4 - Il matrimonio tradizionale come istituzione esiste da sempre e non è mai cambiato. Così come tanti dei principi su cui il nostro mondo occidentale fu fondato: le donne sono ancora proprietà del marito, i neri non possono sposare i bianchi ed il divorzio è ancora illegale (l'amica vostra, quella che si è sposata il marocchino... Denunciatela!).

5 - Il matrimonio tradizionale perderebbe di significato e di valore se i gay fossero autorizzati a sposarsi. La santità dei matrimoni di Britney Spears, Berlusconi e Kim Kardashian sarebbe distrutta.

6 - Gli unici matrimoni validi sono quelli che producono bambini. Coppie gay, coppie sterili e coppie anziane non dovrebbero essere autorizzate a sposarsi, perché gli orfanotrofi non sono ancora pieni ed il mondo ha bisogno di altri bambini soli.

7 - Ovviamente, genitori gay crescerebbero figli gay, cosí come i genitori etero crescono figli etero. Ma qui ci arrivate da soli si spera.

8 - Il matrimonio gay non è supportato dalla religione. In una società teocratica come la nostra, i valori di una sola religione sono imposti a tappeto su ogni aspetto della vita quotidiana. Ecco perché esiste solo una religione al mondo. Un solo dogma. Una sola verità. No, non è la vostra. Cretini e supponenti.

9 - I bambini non riuscirebbero mai a crescere in maniera sana ed equilibrata senza una figura maschile ed una femminile come genitori. Ecco perché noi, come società, proibiamo espressamente che genitori single possano allevare figli.

10 - Il matrimonio gay cambierebbe le fondamenta della società in maniera irreparabile. Non riusciremmo mai ad adattarci alle nuove norme sociali. Così come non siamo riusciti ad adattarci alla presenza di automobili, telecomunicazioni e all'allungamento della vita media.



TQF xx


P.S.
Grazie di cuore a Monica che ha ispirato questo post e che da oltreoceano mi abbraccia spesso e mi tiene al corrente dei passi avanti che siamo facendo negli USA in termini di uguaglianza per tante coppie omosessuali e grazie a tutti voi che state diventando sempre più numerosi.

Prima vennero per i neri e io non dissi nulla, perché non sono nero...
Poi vennero per gli ebrei e io non dissi nulla perché non sono ebreo...
Tornarono per gli omosessuali e io non dissi nulla perché non sono omosessuale...
Alla fine vennero per me e non era rimasto nessuno che dicesse qualcosa.


Ma voi ci siete, e non sapete quanto ve ne sono grato. 





Freddo porco qui a Parigi, capitale del Purgatorio.
Stamattina sono arrivato a scuola col pupo che sembravo truccato da regina delle nevi, invece era il risultato delle lacrime e del moccolo spalmati dal vento gelido e cristallizzati sulla mia faccia paralizzata.
Provate anche voi il look! Andate in giro col glitter che esce dagli angoli degli occhi e dal naso, con un'espressione stupita, come se aveste trovato il cervello di Flavia Vento.
Stavo ripensando alla grossa manifestazione di domenica, quella contro il matrimonio gay. Ne avrete sicuramente letto sui giornali o visto dei clip sui notiziari.
Non mi capacito come in tanti decidano di manifestare affinché dei diritti NON vengano concessi.
Ma non si manifestava per ottenerli i diritti?
Sconvolti dal fatto che la legge a favore delle unioni omosessuali sia passata in senato, dove verrà valutata a partire dal 4 aprile, quelli contro hanno deciso di riapparire 'en masse' per le strade per far di nuovo sentire il loro NO conciso.
Solo che, per assicurarsi un seguito importante, hanno pensato bene di andare off topic invitando alla manifestazione tutti i mali che affliggono la Francia di oggi: crisi economica (....zzzzz....), disoccupazione, riforma della sanità.
Insomma, avete qualcosa di cui lamentarvi? Qualcosa che proprio non vi va giù? Unitevi al coro, noi neanche a farlo apposta oggi si va a protestare contro i froci. Dai, io porto il bazooka.


Primo caffè ufficiale con le altre ien... ehm... mamme dell'asilo del Tappo.
Stamattina.
"'Azzo mi metto?"
"Vacci come vai di solito...." dice Maritone, ovviamente molto più interessato al nodo della sua cravatta.
"Vieni qui dai... Hai fatto un nodo vergognoso che sembra che hai perso una scommessa..."
"Dai, sul serio.... Che mi metto?"
"Ti dico, vai come al solito... Sii te stesso..."
"Ecco vedi? Mi sei inutile in una crisi. Questi son parigini... Come minimo si presentano con Coco Chanel morta a tracolla e due levrieri grigio cenere al guinzaglio...."
"Dai che faccio tardi, ti ameranno comunque tu vada. Bacio..."
Ok. Ce la posso fare.
Alla fine opto per il classico 'guarda che ho un figlio e non ho tempo, ma sono sempre di uno chic che te saluto, e spostatevi grazie".
Scarpa nera stringata.
Pantalone skinny nero.
Maglioncino a V testa di moro, camicia bianca.
Cappotto nero di 13 anni fa che tiene l'anima coi denti. Anzi con le gengive. Ma è Gucci di Tom Ford. Quelle sono signore gengive.
Borsa marrone, quella intrecciata che vi piace tanto.
Scafandri alle orecchie. Quelli sono la mia signature.
"Che dici amore? Vado bene così? Sembro un genitore perbene?" chiedo al Führer
"I want daddy.."
"Ok, ciao pure a te."

Ieri sera abbiamo cenato davanti alla TV, perché io, in preda a non so che tipo di euforia, non volevo perdermi l'apparizione sul balcone del nuovo papa.
Ho pure scotto la pasta, perché tra salone e cucina ci sono 15 minuti a piedi (2 in motorino, ma cerco di essere verde) e non mi sono staccato dalla diretta in tempo.
Non mi sono perso nulla però e quando Papa Francesco è apparso ero lí davanti, che mi ciucciavo gli spaghetti al sugo con mio figlio e mio marito, i nostri visi illuminati dalla luce bluastra della televisione.
"He seems nicer than the previous one..." sottolinea Maritone, "do you think he is going to make changes?"
"Non lo so."
Sono solo riuscito a dire "Non lo so".
La mia espressione seria, quasi grave (mi ero precipitato a leggere su Wikipedia chi fosse il nuovo prescelto, da notare l'enorme differenza tra la quantità ed accuratezza delle informazioni contenute in Wiki in italiano e Wiki in inglese...).
Poi la valanga di tweets e messaggi e emails di tutti voi lettori e lettrici, che in qualche modo avete capito che la mia relazione col papato e la chiesa in generale è piuttosto conflittuale.
"Non illuderti..."
"Questo è peggio del precedente..."
"Odia i gay ed il matrimonio tra persone dello stesso sesso..."
"È invischiato in faccende poco chiare, tipo il supporto del regime dittatoriale in Argentina ecc ecc..."
"Ha chiuso un occhio di fronte al rapimento e tortura di due gesuiti..."
Insomma, nell'arco di un quarto d'ora avete fatto di un Papa, un altro Torquemada (Cit. Pentapata).
"Papà, who's that man?"chiede mio figlio
"Amore, quello è il nuovo papa.."
"Papa... You are papa..." mi risponde ridendo, il viso impiastricciato di sugo.
"Sí, amore, ma è questione di accenti... È il nuovo pontefice... Il nuovo pastore..."
"Pastore.... Shepherd!"
"Bravo amore! Shepherd!"
"So... He has sheeps?"
"Sí... Ha tante tante pecore..."
"Where are they?"
"Amore, le pecore siamo noi."
"I AM NOT A SHEEP! I AM A BOY!" protesta lui alzando la voce. Un caratterino.
"Ecco, non dimenticartelo mai amore..." gli dico, baciandogli il capo.

E se solo tutti si rendessero conto che non siamo pecore, ma esseri umani, forse le cose potrebbero davvero iniziare a cambiare.
Ma dall'esterno, perché la chiesa, non dimentichiamocelo, siamo noi.

TQF xx


Sono sopravvissuto. Ho ancora la fedina penale pulita e delle ottime credenziali da genitore.
Le vacanze scolastiche del Tappo sono finite e ora capisco perché entrate tutti nel panico quando sapete che vi ritroverete la prole a casa ogni giorno, tutto il giorno per due settimane.
Dio quanto si fa presto l'abitudine ad un po' di tranquillità, ad un po' di televisione, ad un po' di tempo da dedicare alla lettura.
Gli orecchi si abituano subito all'assenza di urla e fracasso di giocattoli che franano. La mente si abitua subito ad un pranzo che è 'piacere' oltre che 'alimentazione', un pranzo privo di esercizi di convinzione "Dai che i broccoli sono esattamente come le patatine... No, il gelato te lo do dopo.... No il sugo non ha pezzettini dentro, te lo ho passato alla centrifuga molecolare della CERN stamattina. Magna!".
Genitore degenere che sono.
Invece di strapparmi i capelli come facevo all'inizio dell'asilo, in preda alla sindrome da nido vuoto, adesso lo porto a scuola per il primo giorno dopo le vacanze, con la bottiglia di champagne in borsa da ciucciarmi in autobus sulla via del ritorno ed un sacchetto di coriandoli.
Ragazzi, con tutto l'amore del mondo, ultimamente la paternità mi ha sdraiato.
In queste due settimane abbiamo fatto i conti con due infezioni all'orecchio, diverse svomitazzate in ordine sparso, un attacco di gastrite da campionati mondiali del Conato (è ufficiale, io vomito come i gatti: faccio le palle di pelo, un male assurdo), una fontana di merda apparsa nel lavandino del bagno degli ospiti ed ora il mio cimurro.
Buongiorno cari!

Vi lascio qui i links alla mia intervista su Radiocittà Fujiko, una radio indipendente di Bologna che ha voluto ospitare la mia storia ed il mio punto di vista.
È divisa in Parte Prima e Parte Seconda, come ogni saga che si rispetti. Volevo fare la trilogia, ma purtroppo per la parte Terza son finiti i soldi, ma vissero tutti felici e contenti.
Fidatevi.
Ringrazio Annalisa di Sabatino per l'ospitalità e tutti voi per il supporto e l'ascolto che prestate alla mia voce.
Soprattutto perché lo sapete che, risate a parte, sono una persona seria, pure quando c'ho i bigodini in testa.

TQFxx
Oddio, da dove comincio?
Allora, lasciando da parte le famose elezioni ed il loro esito a dir poco risibile (e non vi offendete, ma l'Italia sarà pure bella, avrà pure un bel clima e del buon cibo, ma è un circo ed ora lo sanno davvero tutti...) vi racconto la mia giornata di ieri.
Mi auguro voi siate a stomaco vuoto, altrimenti lo sarete tra breve.
Ieri mattina mi alzo come al solito con i calci in faccia di mio figlio che, sebbene ormai dorma nel suo letto, trova sempre il modo di materializzarsi nel mio al mattino.
"Ok, ok... Mi alzo! Cavolo sei in vacanza e mi tiri giú alle sette...."
Parcheggio il Tappo, Dumbo e Monkey (i suoi amichetti della nanna) sul divano e mi dirigo verso la cucina per preparare la colazione (solo per lui, io purtroppo son quattro giorni che ho una gastrite che le si può dar del lei... Non riesco a mangiar nulla.)
Passando davanti al bagno degli ospiti avverto un certo odorino di latrina di Stazione Termini in agosto e mi si gela il sangue.
"Che cacchio è successo adesso..."