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Sotto alla Corona

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Per quanto riguarda le abitazioni, Parigi ‘intra muros’ è inaccessibile ai piú e la maggior parte della gente che viene a Parigi a lavorare, finisce con il fare il pendolare.
Quando dico 'intra muros' intendo la porzione di città racchiusa dalla périférique, la strada che racchiude la città ad anello, oltre la quale si dice si estenda una landa desolata, squallida ed inerte, popolata di esseri bipedi parlanti un idioma incomprensibile: la Banlieue. 
Dove Parigi è il mio purgatorio, la Banlieue è decisamente l'inferno dei parigini.
É cosa risaputa che in Banlieue non ci si va, o ci si va senza ammetterlo. Se proprio si deve attraversare, lo si fa in fretta e senza dare confidenza agli indigeni, oppure si evita, restando in centro, rinnegando il fatto che possa esserci civiltà, o anche forme di vita, oltre la periferique.
Nonostante l'atteggiamento del cazzo dei parigini nei confronti di tutti gli sfigati i meno abbienti che non possono vantare un indirizzo cittadino, molta gente vive fuori, ad appena mezz’ora di treno dal centro. 
Certo, non avranno la comodità di scendere a prendere un caffé nel bistrot fin de siècle sotto casa, forse dovranno correre come le gazzelle ogni mattina per evitare di venire sbranati dalla fauna locale alla fermata dell'autobus, ma almeno non vedono i tre quarti del loro stipendio succhiato via dall’affitto.
Per abitare in centro e vivere il sogno parigino che molti sognano anche a causa dei luoghi comuni di cui cinema e televisione ci abbuffano, uno deve raggiungere un certo livello economico. 


Carissimi amici, complici ed amanti,
lo so che vi aspettate un post sul trionfo dell'uguaglianza con la cronaca di tutti i festeggiamenti qui a corte. La verità è che ne ho le palle piene di questa legge sul matrimonio gay, ne ho le palle piene di scriverne e di pensarci. Sono spossato. Diciamo che di fronte all'esito positivo della votazione è come se mi fossi tolto un callo. 
Anzi, un'unghia incarnita. 
Adesso sto da dio. Mi sento leggero.
Giustizia è fatta e ciccia. Era ora. Poi non riuscirei a tornare sull'argomento senza fare della retorica, quindi, andate ad annoiarvi altrove.
Una cosetta la devo dire però.
Sono qui a Roma da ieri e tutti i notiziari della RAI hanno appena toccato l'avvenimento storico. 
Tipo:
CATTURATI I RESPONSABILI DEL MASSACRO DI BOSTON
(coffcoffadessoinfranciasisposanopureifrocicoffcoff)
SCOPPIA UNA TETTA A BELEN
PAPA FRANCESCO SCIOGLIE LA CELLULITE CON L'IMPOSIZIONE DELLE MANI
Ma vabbè, anche loro d'altronde non vogliono che vi mettiate strane idee in testa, tipo che l'uguaglianza sia per tutti.
Gretini.
Questo però vuol essere un post di servizio.
Siete disillusi ed amareggiati dal circo politico italiano? Avete fatto il giro di tutte le vecchie del paese e adesso non sapete più chi scippare per arrivare a fine mese? Volete trasferirvi qui a Parigi e tentare fortuna? Davvero?
Facciamo un gioco!

Pulizie primaverili.
 Mica come le fate voi. Voi vi rimboccate le maniche, vi ciucciate mezzo cartone di Tavernello e iniziate a passare l'aspirapolvere cantando a squarciagola "QUEST'AMOOORE È UNA CAAAMERA A GAAAAS...." per poi smettere a metà perché siete ubriache cieche ed avete la protezione civile alla porta.
Io no. Ovvio.
Io sò Regina.
Io le pulizie le faccio a livello astrale.
Altra idea del cazzo.
Grazie alla mia amica texana, quella con le tette a Venus di Mazinga ed il palato profondo, ho conosciuto una vera Shamana indiana.
Voglio dire, sarete fighe voi che conoscete lo Yogi del paese e la perpetua, nonché la moglie del sindaco. Qui se non hai almeno una Shamana tra le conoscenze non sei nessuno.
Ho rimediato subito.
"Mi ha aiutato ad eliminare tutte le energie negative di casa.... Ultimamente ne soffrivo tantissimo.."
Mi dice la mia amica davanti ad una tazza di acquazzozza che qui rifilano come café au lait.
"Avevo sempre l'emicrania, l'ansia, le paranoie..."
"Vabbè, per l'ansia e le paranoie basta che ti sfasci di alcohol..." rispondo io sfottendola
"No no! Lo shamanesimo è una parte molto importante della mia cultura... Io sono mezza pellerossa.."

Ah! La caccia alle uova di cioccolato organizzata (da me alla fine...) per la classe del Tappo è stata un
successone!
Mi sono presentato come promesso la mattina di giovedì scorso con un quarto della produzione mondiale di uova della Kinder (cortesia di Maritone, megalomane nella sua generosità come al solito... Alla fine qualcuno ci dovrà pensare a fa' magnà 'ste creature...).
Ero l'unico presente.
Vigliacche bastarde delle altre mamme si erano date alla macchia.
Vabbè.
"Ciao! Meno male che sei qui!" mi fa l'insegnante
"Queste sono le uova... Ah... E anche queste.... Abbiamo deciso di utilizzare l'area giochi con gli scivoli e le altalene per la caccia alle uova. Puoi iniziare a nasconderle ora... Noi tra 15 minuti siamo pronti ad uscire."
"No... Vuoi che mi metto a nascondere le uova in un parcheggio deserto? Tipo, le poso per terra qui e lí a mucchietti, come se una gallina avesse avuto un improvviso attacco di ovodiarrea ed avesse lasciato uova ovunque a caso? Che caccia è? Sono treenni, mica deficienti..."
"AHAHAHAH! You are funny!" responde lei.
"Ok. Vado..." mi rassegno
"Adesso dove cazzo li nascondo 6 quintali di ovetti kinder? Non c'è un filo d'erba, non c'è un cespuglio...
Allora, mezza busta dietro la panchina, una manciata ad ogni angolo del parchegg dell'area giochi.
Aspetta! Anche sulle altalene, poi vabbè, se tira vento sticazzi... Vorrà dire che rincorreranno le uova in giro per il parche  il cortile.
Qualcuna la metto pure sugli scivoli, giusto per rendere la cosa un po' più difficile. Ecco, pure qui sotto va..."