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Sotto alla Corona

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Per quanto riguarda le abitazioni, Parigi ‘intra muros’ è inaccessibile ai piú e la maggior parte della gente che viene a Parigi a lavorare, finisce con il fare il pendolare.
Quando dico 'intra muros' intendo la porzione di città racchiusa dalla périférique, la strada che racchiude la città ad anello, oltre la quale si dice si estenda una landa desolata, squallida ed inerte, popolata di esseri bipedi parlanti un idioma incomprensibile: la Banlieue. 
Dove Parigi è il mio purgatorio, la Banlieue è decisamente l'inferno dei parigini.
É cosa risaputa che in Banlieue non ci si va, o ci si va senza ammetterlo. Se proprio si deve attraversare, lo si fa in fretta e senza dare confidenza agli indigeni, oppure si evita, restando in centro, rinnegando il fatto che possa esserci civiltà, o anche forme di vita, oltre la periferique.
Nonostante l'atteggiamento del cazzo dei parigini nei confronti di tutti gli sfigati i meno abbienti che non possono vantare un indirizzo cittadino, molta gente vive fuori, ad appena mezz’ora di treno dal centro. 
Certo, non avranno la comodità di scendere a prendere un caffé nel bistrot fin de siècle sotto casa, forse dovranno correre come le gazzelle ogni mattina per evitare di venire sbranati dalla fauna locale alla fermata dell'autobus, ma almeno non vedono i tre quarti del loro stipendio succhiato via dall’affitto.
Per abitare in centro e vivere il sogno parigino che molti sognano anche a causa dei luoghi comuni di cui cinema e televisione ci abbuffano, uno deve raggiungere un certo livello economico. 

Recenti sondaggi hanno appurato che lo stipendio minimo per poter abitare intra muros è di €2000 al mese.
Netti.
Questo vi garantirebbe un sottoscala marcescente che in confronto quello di Harry Potter è Palazzo Chigi.
Poi non pensate che la qualità delle abitazioni sia da 'House and Garden' o che da ogni finestra di ogni casa si possa scorgere la Torre Eiffel come si vede in TV. 
Altra precisazione.
Non credete a quella faccia da facocero di Carrie Bradshaw ed alla sua avventura parigina.
Lei parte già come cazzarona dandovi ad intendere che uno può vivere a Manhattan, uscire ogni sera e bere Cosmopolitan come fosse acqua scrivendo una misera colonna settimanale sul giornale. 
Bastarda, truffatrice e nana. 
Lei arriva a Parigi ed inizia subito col far shopping da Dior. Va in pasticceria a prendersi l'albumina ed il diabete alla faccia vostra e si addormenta in un abito di Oscar de La Renta (adorrro!!).
Se non hai la fortuna di vivere al Plaza Athenée, Parigi è tutt’altra musica.
La maggioranza degli appartamenti in questa città cosí densamente costruita sono piccoli ed in ombra, se non proprio al buio, e per avere la luce a cui probabilmente sarete abituati vivendo vicino al mediterraneo dovrete abitare al sesto o settimo piano. Che è esattamente dove vogliono abitare tutti. 
Ma proprio tutti.
Sí, anche tu che stai leggendo. Non lo sai, ma è cosí.

In molti desiderano vivere in un appartamento Haussmaniano (da Baron Haussmann, il responsabile della riconfigurazione urbanistica di Parigi in avenues e boulevards e della soppressione della Parigi congestionata e medioevale), con i soffitti alti, gli specchi e gli stucchi alle pareti. Sí, bello, ma con ogni probabilità avrete l’impianto idraulico risalente al primo impero (vedi voce 'fontana di merda' in un mio post precedente...), quello elettrico ancora piú antico e delle finestre che lasciano entrare anche la pioggia. Senza contare i pavimenti in parquet che, sebbene stupendi, se non propriamente insonorizzati vi lasceranno ascoltare ogni dettaglio della vita sessuale dei vostri vicini. Quelli sopra e quelli sotto.
Poi se capitate sotto ad una professionista zoccola che organizza i buffet dove il piatto principale è la sua vulva, vi saluto. 
Benvenuti alla sagra del gemito.
A Parigi non si paga la qualità di una casa, si paga la location e la luce naturale, ed in una città dove tutti vogliono abitare, che è la 35ma in Europa per grandezza (entrerebbe comodamente nella Zona 1 di Londra) ma appena la quarta per densità di popolazione, location e luce sono tutto.
Lo sanno bene gli imprenditori ed i proprietari di immobili che dividono in 4 un appartamento di 50mq a St Germain e affittano tutto in due giorni.
Incredibile dite? Chiedetelo alla mia amica californiana che pur di abitare nel Marais, uno dei quartieri piú belli, suggestivi e costosi della vecchia Parigi, vive in un monolocale di 20 mq con dentro tutto. Persino il piatto-doccia vicino al lavandino della cucina.
Un buco? Eh ma dalla finestra si vede il Musée Carnavalet. Volete mettere?
Ha dodici miliardi di followers su Instagram grazie alle foto che fa dall'oblò del cesso-con-vista-museo.
Chi racconta in giro che Parigi sia una città chic, ovviamente non c’è mai stato, o non conosce il significato di ‘chic’. 
Parigi ha un innegabile fascino, come Roma, come Venezia, come Dubrovnic.
Ma non è da cagarsi sotto dall'eccitazione perdío.
Ricomponetevi.
Parigi ha ‘sfondato il mercato americano’ in senso metaforico. Gli americani amano Parigi, la considerano l’epicentro di quella cultura europea verso la quale provano tanta deferenza e sono arrivati a frotte dagli inizi del ‘900 acquistando bellissimi immobili nelle zone più esclusive della città, forti di un'economia in crescita quando l'Europa invece era già preda del primo conflitto mondiale.
Parigi offrì ai magnate americani (nouveaux riches) con tanti soldi ma poca cultura o credibilità sociale, la possibilità di mescolarsi alla nobiltà decaduta europea. Quella col titolo, lo stemma, i debiti ed il castello pieno di sorci
Un matrimonio perfetto da cui tutti escono vincitori. Parigi per prima. Diventa la città dei sogni, della Belle Epoque, della cultura, dell'arte, e sono gli americani a crearne il mito, anche hollywoodiano.
Ovvio quindi che la fama di questa città superi la realtà.
Parigi vive tutt'ora di rendita grazie ad un turismo incredibile e ad un flusso di
‘passanti’ che arrivano ogni giorno, si innamorano delle bellezze architettoniche e tornano a casa a dipingere una città idealizzata che non ha niente a che vedere con la realtà.
Anche il mito della Parigi frizzante, divertente, sempre eccitante è un’invenzione di chi non ci vive o di chi la ricorda com'era 50 anni fa. Se aveste modo di vivere un po’ la notte parigina, vi rendereste conto di cosa voglio dire. Mettendo da parte le bettole popolate da gentaglia con cui non vorreste dividere nemmeno un ascensore, locali di un certo livello sono animati da una folla sempre  meno parigina e sempre piú turistica. 
La gioventú ‘professionale’ parigina opta sempre di piú per l’esodo del weekend (con meno di €100 si vola a Marrakesh o Barcellona, e lí sí che si fa festa...) evitando tutte le norme e le regolamentazioni che da qualche anno qui a Parigi hanno visto chiudere il fior fiore di clubs e discoteche.
La Ville Lumière perde decisamente colpi.

Comunque, se siete pronti a fare i conti con la burocrazia carolingia, i costi di vita esorbitanti, gli spazi angusti e la sanità sfuggente, preparatevi per l’ostacolo piú grosso:
i parigini.
Il mio medico dice che tutti i parigini soffrono di diversi livelli di depressione e che sono tutti stressati perché hanno grosse aspettative nei confronti di una città e di un'economia che permette loro a mala pena di pagare le tasse ogni anno.
I parigini sono una razza a parte di francesi che diffida degli stranieri. No, aspettate, che ODIA gli stranieri.
E per stranieri intendo chiunque provenga dall’altra parte della Périférique.
Non fanno un mistero del fatto che gli stai sulle palle, anzi, te lo ricordano quando possono. Il loro metodo preferito è quello di renderti le cose difficili ogni giorno, come far finta di non capire cosa gli stai dicendo, anche se parli in francese o di rivoltare gli occhi ogni volta che chiedi loro di ripetere qualcosa.
Conversazione tipo tra me ed un negoziante parigino:

Io: "Ça fait combien?"
Negoziante: "Quoi?"
Io: "Ça fait combien?" 
Negoziante: "Quoi?"
Io: "Tua madre fa i bocchini..."

Insomma avete un’idea del mio mondo.
Alla base c'è una grossa differenza culturale che li divide dal resto del mondo civile: la cortesia, l'affabilità e la gentilezza sono mere componenti di un cerimoniale che non ha nulla di genuino, ma che fanno parte di quella che è la facciata 'chic' di questa città.
Parigi è una donna stronzissima e costipata.
Scherzi a parte, in tutta onestà vi dico, venite a Parigi, godetevela per un paio di settimane, ridete della scortesia dei camerieri, della ridicola complessità del sistema e fatene tante storielle da raccontare agli amici una volta tornati a casa ricordando che, se viveste qui, dovreste farne una battaglia ogni giorno. Parigi dà il meglio di sé a chi non ci vive.

É ovvio che ci sono moltissimi aspetti positivi in questa città, non li elenco solo perché li conoscete già tutti e, si spera, sapete già che fanno parte della mitologia e dell'iconografia parigina e che non giustificano l'espatrio.
Ma non lasciatevi scoraggiare dalla mia personalissima opinione, chiedete in giro a quanti sono arrivati qui, hanno trovato la Mecca e non se ne sono piú andati.
Io purtroppo non ne conosco nessuno.



TQF xx



P.S.

Permettetemi di ribadire che il mio discorso è per forza di cose generalizzato e personale e che le mie sono le considerazioni di chi ha vissuto per 15 anni a Londra, capitale d'Europa, dove  puoi far tutto per telefono in 10 minuti. 
Sono viziato, lo so.
È ovvio che se arrivaste a Parigi domattina non vi accoglierebbero a sassate.
I rompipalle qui preferiscono ignorarli del tutto.

23 comments:

Why said...

Tutto vero...ma il mio anno di scambio universitario alla Sorbonne con studio a St. Michel di 10 meravigliosi metri quadri inclusa vasca da bagno e (incredibilmente!) bidet resta un picco insuperato della mia esistenza.
Convengo comunque, certamente, che la vita da studente è un'altra storia. E le tue descrizioni sempre gustosissime!

Sheireen said...

Sei sempre fantastico nelle tue descrizioni! ^.^
Parigi l'ho sempre vista da turista, ma ho amici che ci abitano e concordano con te! :)

Cappuccino e Baguette said...

Sono d'accordo con molte cose che hai descritto, anche perché alcune sono molto simili anche qui in Costa Azzurra (le case e gli studio quanti ne ho visti. Un incubo! Per le finestre, ho scoperto perché se ne trova una per sbaglio per ogni appartamento, pare ci fosse una tassa sulle finestre fino a qualche tempo fa, quindi ne costruivano il meno possibile!).

Della gentilezza di facciata è un cancro di questo Paese. Ho visto dei voltafaccia così repentini da rabbrividire.

Qui non ci sono gli americani, ma abbiamo la categoria russa "parvenu". Per il resto, a vita difficile, siamo più o meno lì.

Il costo delle case è considerato caro, ma per me che vengo da Roma, non così diverso (sarà per questo che i Castelli Romani sono stati invasi dai romani?). E comunque i costi di Londra, quanto a case in città, non si distanziano poi molto dal discorso parigino. ;-P

Ale [Tredici] said...

Dopo la mia breve vacanzina ad inizio mese, non posso che concordare. Soprattutto sul punto "parigini".

Comunque, Disneyland vale una visita ♥

fishlady said...
This comment has been removed by the author.
fishlady said...

Al dialogo col negoziante ho avuto le convulsioni. Ti adoro.

Bimbo cercasi said...

Sai che a me non ispira proprio vivere a Parigi? È una bella città, ma viverci?? No, non credo proprio sia per me e dopo questo post direi che ne sono ancora più convinta!

Mikimiki said...

Ma tu sei un genio ahahah!!!Ho vissuto due anni nella banlieue per antonomasia (nel 93, ti ho detto tutto!) e mi hai fatto morire con la tua descrizione...È proprio vero, per quelli che abitano su Parigi andare a la campagne o ad un km oltre il périphérique è esattamente la stessa cosa ahahah!! E non so se hai mai avuto il piacere di conoscere i parigini che per un motivo o per l'altro (nascita del terzo/quarto/quinto figlio per lo più) si sono dovuti trasferire fuori dalla cerchia cittadina...sono stronz...ehm cattivissimi e incattiviti che la metà basta! Comunque non ci credo che tu non subisca neanche un pochino il fascino di Parigi...io l'ho odiata con tutto il cuore,conosco i suoi difetti, eppure mi resta dentro un amore viscerale che è come una malattia. È vero però, è come se succhiasse via la positività dei suoi abitanti...puoi capire da quanto tempo uno viva a Parigi in base al suo cinismo. Pensavo fosse un difetto di tutte le grandi città, non è così Londra?

M di MS said...

Anche io in gioventù ho frequentato molto Parigi ed i francesi, sì, hai ragione: Parigi però è un mondo assolutamente a parte.
A propos, ho avuto la meravigliosa idea di fare la turista italiana a Parigi il prossimo luglio...mi daresti qualche suggerimento per vivere la città con due bambini di 5 e 7 anni appresso? Grazie.

Mariella said...

Condivido ogni singola frase, sillaba, lettera, punteggiatura.
Del tuo post.
Parigini di m...

Sweets by Sonia said...

Ah, che saggezza!!! Anche se ci sono stata solo da turista, al pensiero di viverci mi venivano dubbi... e infatti concordo su tutto! Mi ricordo un fantastico dialogo in un chiosco di baguette: "je voudrais ces deux baguettes, merci" indicandole. Al che la gentil signora mi porge le baguette belle fredde di frigo. Data la presenza di due tostiere, chiedo educatamente se poteva scaldarle. "Pourquoi?". Ma non so, vedi tu!! Ma perchè devo magna' la roba fredda?? E dopo le mie insistenze, borbotta un "ces Italiens, ils sont tous égaux". Inutile dire che le ho risposto a tono e sono rimasta a fare la guardia, casomai avesse deciso di sputare nelle baguette.... magari potevo rifarmi al tuo dialogo ahahahh!!

Rouges said...

"Parigi è una donna stronzissima e costipata" cit. SEMPLICEMENTE PERFETTO!

paolo said...

Cavoli ! Abbiamo avuto la stessa intuizione ! Anch'io dico sempre che Parigi e' una gnocca trentenne stronzissima e Roma una vecchia signora non piu' bellissima, ma saggia e piena di umanita'.

Elisa said...

Io adoro Parigi e ci vivrei, riesco a fare amicizia anche con qualche parigino (marpione, per lo più, ma è già un inizio). Speravo di incrociarti in questi giorni (cercavo il Tappo nei parchetti!) ma ora che sei a Roma rimango ufficialmente vittima di neri alti un metro e novanta che cercano di fotografarmi sostenendo che lavorano da Chanel. Sentiti in colpa, perché non ho nemmeno vent'anni!

andrea said...

Ma smettetela. Vivo a parigi da 7 anni e sto da dio.......gente difficile e' vero, ma credete che sia meglio la gente di Roma di Londra o di qualunque altra citta'?
La mamma degli stupidi e' sempre incinta, ovunque!

FrancescaV said...

completamente d'accordo :-)

NotreAnne said...

Sono a Parigi da 5 anni, per quanto non ci volessi venire, e mentre sono d'accordo sul discorso immobiliare, sulle persone boh, direi che gli stronzi sono forse più in centro, nel mio quartiere (12) per fortuna non ne vedo. Altra cosa da dire su Parigi é che è una grande città dove comunque si vive bene con bimbi piccoli, cosa non sempre vera altrove...

Anonymous said...

Ci ho vissuto quattro anni, ci ho lavorato, fatto una figlia, lavorato, e me la sono goduta parecchio!! Aspetta abbiamo comprato,persino un appartamento (non nei quartieri chic, ma intra muros. Io venivo dalla provincia italiana e mi si è aperto un mondo. Concordo sul fatto che sia cara per la qualità della vita che offre, ma rimane secondo me ancora una città che offre molto e vivibilissima. Adesso per motivi di lavoro vivo fuori Europa, ma Parigi rimane per mr un punto di riferimento, comunque!!
Elinda

betta said...

Ma perché non ti ho conosciuto quando vivevo lì?? romana anch'io, expat a Parigi da un anno(hai ragionissimo in tuttoooooooooooooooooooooooo) e a Madrid da una vita. Ti aspetto qui quando vuoi, ti ho appena scoperto e già sono F A N

Anonymous said...

Ma quante cavolate hai scritto? Io vivevo in Italia, proprio a Roma.Poi sono venuta a Parigi in vacanza e me ne sono perdutamente innamorata, tanto da venire a vivere lì con mio marito,medico. Ha chiesto il trasferimento e si trova benissimo.Abbiamo 2 figli viviamo a Parigi da 8 anni...è la città più bella del mondo!!!! Per me tu Parigi non l'hai mai vista ahahahah!

The Queen Father said...

Eh ma tu vieni da Roma. Io da Londra, che è 40 anni più avanti di Parigi e 2450 anni più avanti di Roma. Son contento per te che 'lí' ti trovi bene. Dovunque lí sia.

Anonymous said...

Ciao.Cosa intendi,per sanità sfuggente?

Anonymous said...

si come no....preferire roma è da masochisti...da pazzi scatenati, da folli insani...
ah dimenticavo, io amo roma, ma bisogna ammetterlo: come ormai tutta l'italia è da fuga estrema! scappiamo tutti, "famola morì" che forse rinascerà un giorno e come per magia il senso civico, gli antichi splendori, la visione sapiente del futuro, la tutela dell'individuo, si imposseseranno nuovamente di lei....forse...non ne son sicura.
Una vola un amico che c'ha vissuto 3 anni a parigi e vuole tornarci, mi disse che per fortuna che di parigini assolutamente insopportabili ,parigini doc per intenderci, ce ne son pochi. sono molti di piu gli immigrati! menomale!
Buona notte PARIS....comunque tu sia, sarai meglio di questo nostro paese violentato nel profondo.