Seguimi Via Mail!

Sotto alla Corona

My photo
Se avete voglia di parlare o se sentite che qualcosa che scrivo vi tocca da vicino, non siate timidi e mandatemi due righe... Scrivete a thequeenfather@me.com Mi fa sempre piacere!

Blog Archive

Archivio Reale


Grazie a mesi di osservazione antropologica eseguita ai cancelli della scuola del Tappo ed al parchetto dopo le lezioni, sono giunto a questa classificazione dei genitori, cosí come li vedo io. Poi vabbè, che sono stronzo lo sappiamo tutti, quindi è un po' un divertissement e non ha nessun valore sociologico.
Per forza di cose, sono più mamme che papà, anche se qualcuno c'è.

- I fighi: dotati ancora di bella presenza, non necessariamente impeccabili nel vestiario, ma quando sei figo, che te frega. Pure con una giacca di poliestere, un paio di jeans sfondati e delle trainers buone solo per fare il brodo, fai la tua porca figura.
Tamponatevi la bava. Sono tutti sposati.
Con altri fighi.

- I brutti ma ricchissimi: e ridete e perculate pure che c'hanno il doppio mento, il culone, i capelli di saggina, il naso di cartapesta e la faccia di Donatella Versace quando si alza la mattina perché sono sempre da qualche parte al sole. Intanto loro vanno a Maui 4 volte l'anno e voi a Cecina a casa di vostra cognata.
Quando vi parlate.

- Gli sportivi/dinamici/arrivodecorsa/menevòdecorsa:
sempre in tuta, o shorts o pantacollant. Sempre a parlare di palestre, zumba, pilates, aquarobics ed i migliori posti per fare jogging fino a farsi scoppiare un'arteria polmonare.
Sí, esatto, 'fanculo.

No, ma voglio dire, questa mancava.
Un emerito scrittore, saggista, ultras della destra militante, grande pensatore, filosofo ed esponente dell'intelligentia tutta Rive Gauche francese, si è suicidato ieri pomeriggio nella cattedrale di Nôtre Dame, qui a Parigi.
Era proprio Dominique Venner.
Ecco, appunto.
Neanche io.
Il renegade di 78 anni, si fa saltare le capsule con una revolverata in bocca poco dopo le 16.00 di fronte ad un pubblico di 1500 persone, che, dopo una prima evacuazione del sacro edificio, sono ritornate come niente fosse a proseguire la visita turistica, mentre i paramedici cercavano di raccogliere gli schizzi di cervello con paletta e secchiello dal pavimento.
Alcuni di loro non si sono neppure resi conto di cosa fosse successo.
Benedetti giapponesi e la loro quiete zen. Vi siete persi l'unica cosa che valeva la pena di fotografare.
Da alcune lettere che aveva lasciato sull'altare dove spiegava il suo gesto (non avrà voluto passare per matto...), salta fuori che il poveretto era così indispettito per la nuova legge che permette ai gay di sposarsi ed era così amareggiato di fronte alla pesante immigrazione di nordafricani, magrebini ed islamici in generale, che ha deciso di farsi una pomiciata con una calibro 38.
Un gesto che, senza dubbio, mira a risvegliare le coscienze dei francesi ed a destarle di fronte al disfacimento morale della società e di fronte al pericolo di un'egemonia tutta islamica nel loro bel paese.
Poi vabbè, il fatto che il motto nazionale sia Liberté, Egalité, Fraternité e che la Francia vanti un glorioso passato di 'colonizzatrice' di paesi (o razze inferiori secondo Jules Ferry) anche islamici, sono dettagli.
Sí, insomma, a questo gli stanno sulle palle i froci e i maomettani, poi però decide di copiare quelli che fanno i risentiti perché hanno costruito un salumificio accanto alla moschea e si danno fuoco in piazza.
L'unica cosa che mi viene da dire è che se si fosse trattato di un ventenne nel fiore degli anni, uno avrebbe sicuramente lamentato lo spreco di gioventù in questo gesto efferato di estremismo di destra, ma si trattava di un 78enne.
Non che la sua vita valga meno della mia, per carità, rimettetevi le mutande e smettetela di sbraitare.
Deficienti.
Solo che lo stato si risparmia una pensione, la destra ha il suo martire da incensare, la sinistra ha il suo scandalo da vituperare, i froci hanno un rompipalle in meno con cui fare i conti, i musulmani pure, insomma, vinciamo tutti.
Vi pare poco?
Ovviamente Marine Le Pen, altra portabandiera della destra francese, nonché presidente del Front National, si è precipitata su twitter a mostrare il suo rispetto per un tale gesto "eminentemente politico, mirato a risvegliare la Francia".
Ma allora, signora Le Pen, perché non andare un po' oltre la retorica e suggerire a tutti gli oppositori di prendere esempio da quest'uomo?
Invece di scendere in piazza questa domenica 26 maggio, festa della mamma, per fare protesta contro una legge ORMAI IN VIGORE (primo matrimonio gay programmato per il 29 maggio a Montpellier!! Auguri e figli tolleranti!), che si facessero saltare le cervella in nome del loro ideale.
Dai.
Fatemi vedere quanto ci tenete a questa cosa! O siete buoni solo a parlare? Tutto io vi devo dire.
Il vecchio ha alzato gli standard. Adesso se non vi tirate una pistolettata tra gli occhi, chi volete vi prenda sul serio? Nient'altro fa marketing quanto un gesto di autentica e motivata disperazione.
Pensate a Britney che si rapa a zero...
Ho capito che c'è crisi, comperare un'arma e delle munizioni costa soldi. Senza parlare del porto d'armi.
Esistono però delle soluzioni purciaro-friendly.
Tipo buttarsi sotto ad un autobus.
Saltare giù da un cavalcavia.
Affogarsi nella Senna.
O, se siete a Parigi, morire di noia.
Se poi proprio non vi va nemmeno di uscire di casa, attaccatevi alla canna del gas, oppure fatevi la permanente col microonde.
Insomma, fate come volete, ma immolatevi. Dai che ne vale la pena.
Gretini.
Poi, se vi servisse un altro piccolo incentivo per premere quel grilletto, o per spingere il pulsante 'fast cook' del microonde, pensate a me, che me ne sto qui, in mutande rosa e boa di struzzo a pianificare la distruzione della civiltà occidentale, adottando un bambino alla volta, e ad organizzare la coalizione tra il Taliban e Stonewall.

Coriandoli.


TQF xx









Ci sono attimi irripetibili nel corso di una giornata. Sono momenti, sensazioni, che trovano una spiegazione solo sulla pelle, solo dentro agli occhi.
La luce trasversale di settembre, un attimo d'ombra nella canicola di luglio, il profumo inaspettato dell'acacia durante una passeggiata notturna in pieno centro.
Sono tante piccole perle sparse intorno.
Ma cosa succede quando non si tratta di attimi, ma di luoghi?
Cosa succede quando non è più un fugace momento, ma un intero pomeriggio?
Cosa accade quando non è piú l'accenno ad una sensazione, ma un profondo e definito sentimento?
Se siete dei visionari come me avrete già capito cosa intendo e se, come me, subite il fascino del passato, vi ritroverete in questo mio piccolo viaggio all'interno del Petit Trianon, all'interno dei giardini della Reggia di Versailles.

Disegnato da Ange Jacques Gabriel e concepito come regalo da parte di Luigi XV alla sua favorita, Madame de Pompadour, (zoccola quanto volete, ma soprattutto una grandissima intellettuale a cui dobbiamo molteplici invenzioni, tra cui il filtrino del thé fino ad allora usato solo in foglie...), Petit Trianon è completato solo nel 1768, quattro anni dopo la morte della marchesa.
Viene in seguito occupato dalla successiva 'maitresse en titre' del re, Madame Du Barry (sí, quella stronzissima che vi ricordate in Lady Oscar, solo che in realtà non era così stronza, anzi, era molto generosa. Era di basse origini sí, piuttosto rozza nei modi, un po' oca, capricciosa e molto, molto bella... Pensate che aveva gli occhi viola come Liz Taylor!).

Ho appena finito di stirare quelle quattro cosette che mi son portato dietro per questa vacanza romana e tra breve inizierò a riempire le valige.
In questa famiglia vengono utilizzate un po' troppe camicie.
Fuori dalla finestra, Maggio, il mese delle rose, sta riscoprendo la sua adolescenziale vena goth e si è travestito da Novembre, mese dei morti.
Piove ininterrottamente da ieri mattina, il cielo è grigio-Mordor e Nonna Mimí va in giro per casa vestita da Saruman, borbottando improperi.
No dai.
Non borbotta improperi.
Però che sfiga imperiale! Ho visto solo tre e dico TRE giornate di sole decenti in due settimane.
Comunque, negatività a parte, questo mio piccolo break italiano è stato piacevolissimo e rilassatissimo.
Ho passato il tempo con tutte le persone che amo e non ho fatto altro.
No, non è vero.
Ho pure magnato a quattro palmenti.
Ieri al secondo compleanno di un cuginetto del Tappo sono praticamente rimasto davanti al buffet, svergognato, spudorato, senza fondo, avevo sempre la bocca troppo piena per fare conversazione con chicchessia.
"Hey! Chi si vede! Quando sei arrivato da Parigi?"
"MGHHFmGHGH... OFGHOGHOGni... Bbonestepizzette...."
Vi fate un'idea.
Eppoi la cucina di mamma, signore iddio, non mi basta mai. Mi ha pure fatto fare la confettura di fragole da portarmi a Parigi che il Maritone se la mette nello yogurt a colazione e la carbonara con la salsiccia nostrana, che per i puristi è blasfema, invece per gli sprocedati come me è semplicemente BBONA.
Quella invece è stata consumata sur place.
Ovviamente riparto con un trolley extra che è praticamente una pizzicheria a rotelle, ma non posso andarmene senza l'olio di oliva di mio zio.
Cioè, è succo di frutta. Delizioso, un profumo delizioso ed un sapore spettacolare.
5 litri.
L'immancabile blocco di Grana Padano (2 chili) e qualche decina di metri di salsicce.