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Sotto alla Corona

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Ci sono attimi irripetibili nel corso di una giornata. Sono momenti, sensazioni, che trovano una spiegazione solo sulla pelle, solo dentro agli occhi.
La luce trasversale di settembre, un attimo d'ombra nella canicola di luglio, il profumo inaspettato dell'acacia durante una passeggiata notturna in pieno centro.
Sono tante piccole perle sparse intorno.
Ma cosa succede quando non si tratta di attimi, ma di luoghi?
Cosa succede quando non è più un fugace momento, ma un intero pomeriggio?
Cosa accade quando non è piú l'accenno ad una sensazione, ma un profondo e definito sentimento?
Se siete dei visionari come me avrete già capito cosa intendo e se, come me, subite il fascino del passato, vi ritroverete in questo mio piccolo viaggio all'interno del Petit Trianon, all'interno dei giardini della Reggia di Versailles.

Disegnato da Ange Jacques Gabriel e concepito come regalo da parte di Luigi XV alla sua favorita, Madame de Pompadour, (zoccola quanto volete, ma soprattutto una grandissima intellettuale a cui dobbiamo molteplici invenzioni, tra cui il filtrino del thé fino ad allora usato solo in foglie...), Petit Trianon è completato solo nel 1768, quattro anni dopo la morte della marchesa.
Viene in seguito occupato dalla successiva 'maitresse en titre' del re, Madame Du Barry (sí, quella stronzissima che vi ricordate in Lady Oscar, solo che in realtà non era così stronza, anzi, era molto generosa. Era di basse origini sí, piuttosto rozza nei modi, un po' oca, capricciosa e molto, molto bella... Pensate che aveva gli occhi viola come Liz Taylor!).

Con l'avvento di Luigi XVI, Petit Trianon viene ceduto in regalo a Maria Antoinetta che, per sfuggire all'atmosfera soffocante dei cerimoniali e della gerarchia che vigeva a corte (e io 'sta poraccia la capisco adesso più che mai, visto che i parigini non sembrano esser cambiati tanto da allora...) ne fa un ritiro privato, personale e spirituale, dove può smettere di essere Regina di Francia (un ruolo che le viene imposto dalle circostanze) per diventare invece se stessa.
Capisco l'amarezza e le recriminazioni di quanti le imputano il fatto di essersi ritagliata via dalla vita reale e dalla politica, a favore di una vita parallela di piaceri e frivolezze (vero solo in parte), ma quanti tra di voi si sentono soffocare dai doveri di tutti i giorni?
Dalle vicende domestiche, noiose ma insindacabili ed inevitabili? Dalle situazioni che sembrano spingerci da una parte all'altra privandoci di quel senso di controllo che ci tiene a galla nella vita?
Da decisioni fatte per voi di cui dovete portare il fardello per tutta la vita?
Quante di voi vengono maritate a 15 anni ad un uomo mai visto prima e rinchiuse in una gabbia d'oro dove tutti, piú o meno apertamente, ti odiano per il semplice fatto di essere 'forestiera'?
Dove ogni tuo gesto viene analizzato e misurato e discusso? Dove ogni momento della tua giornata è di pubblico dominio (la poverina doveva anche partorire in pubblico, non dico altro), dove non conosci nessuno e l'unica persona di cui pensi di poterti fidare (il conte De Mercy-Argenteau) è in realtà un manipolatore, emissario di tua madre che, a migliaia di chilometri di distanza, non fa altro che romperti i coglioni e ricordarti quanto ordinaria, sbagliata e quanto impreparata tu sia ad essere regina di Francia?
La semplifico molto, è vero, ma il succo c'è.
Petit Trianon è un'oasi all'interno di un mondo spietato: la corte di Francia, un reame parallelo alla realtà dove nessuno poteva accedere, neanche il re, se non dietro invito della regina.
"Ma sei sicuro di volerci andare comunque? Guarda che tempo di merda oggi..." mi fa Maritone guardando dalla finestra, prima di uscir di casa.
"È l'unico modo di vederlo, per me..."
"Cosa intendi? Che vuol dire?"
"Voglio dire che Petit Trianon non è un luogo solare, almeno per me... È un luogo crepuscolare... Perfino gotico. Non si può scindere dalla storia personale della donna che lo ha creato e tanto amato... Va visto nell'ombra."
Lui mi guarda con gli occhi a mezz'asta. Non c'è niente da fare, sono troppo artistico per mio marito. Non mi capisce.
Ma va bene così, vedrà cosa intendo.
Siamo arrivati nel primo pomeriggio, sotto un cielo grigio-piombo che minacciava pioggia ad ogni istante.
L'aria immobile, caliginosa.
La giornata buia aveva assicurato una scarsa presenza di turisti ed aveva dato a me la sensazione di avere il parco a mia disposizione.
Il vero gioiello di Petit Trianon è il suo parco. Ettari di emozione, di natura piegata al vezzo dell'uomo, di attimi ricreati per essere goduti ripetutamente e senza timore dell'effimero.
C'è una luminescenza quasi ultraterrena nella vegetazione quando il cielo si avvicina al nero.
Era come se ci fosse elettricità nell'aria, un senso di attesa, di sottile minaccia. Una lunga vibrazione.
Un lungo sussurro. Avevo i peli dritti sul collo dall'eccitazione.
Le nuvole basse e pesanti. La pioggia imminente.
Forse.
Il parco è perfetto nel suo naturalismo artificiale. Viottoli e ruscelli si intersecano con romantica armonia ed ogni scorcio è un panorama da immortalare. Lo stile del giardino esula dalle schematiche rigide del giardino alla francese ritrovando la morbida naturalezza e l'abbandono di un paesaggio bucolico quasi incolto. Solo all'apparenza.
Gli occhi non bastano; passeggiare per 'le Hameau de la Reine' è una vera e propria esperienza sensoriale: i sentieri bianchi di polvere, disseminati di lillà, di mirto e lavanda, regalano un'esperienza olfattiva sbalorditiva.
Il sogno russoiano (o rousseauiano) di Maria Antonietta di vivere in un mondo ideale, dove la natura è al meglio ed è ripulita di ogni spiacevolezza, vive qui nel Petit Trianon. Ancora oggi, dopo quasi 250 anni.
I prati disseminati di bottoni d'oro e margherite, quasi fluorescenti nella mezza oscurità, i laghetti brulicanti di pesci, gli angolini rocciosi cosparsi di glicine e gli alberi di acacia che sono un tripudio di grappoli dal profumo indescrivibile.
Il tutto immerso nell'immobile grigiore di un pomeriggio senza sole.
Come una bella donna, truccata e vestita, ma senza un posto dove andare, Petit Trianon è il reame della malinconia ancor più che della bellezza.
La sento tutta.
"Mi date un quarto d'ora per fare delle foto? Ci vediamo al cancello..." chiedo a Maritone, che ha già capito che devo stare un po' da solo a crogiolarmi in questo limbo.
L'atmosfera immobile era resa ancora più irreale dall'assenza di suoni. Nessun cinguettío di uccelli. Solo il sommesso mormorío dell'acqua dei ruscelli ed il rumore dei miei passi sulla terra battuta.
Era come entrare in un sogno, in un incantesimo.
Continuo ad insistere sui profumi oleosi e barocchi nell'aria. Perdonatemi la ripetitività, ma se chiudo gli occhi li sento ancora. Sono dovunque ed animano l'immobile silenzio del parco.
Per un momento ho immaginato che le nuvole si squarciassero e, nell'abbagliante fugacità di un raggio di sole, la potessi rivedere, allegra, spensierata, giovane, cogliere fiori sul bordo del laghetto.
Prima che la rivoluzione ne reclamasse la testa.
Un fantasma antico, trasparente come la fiamma di una candela.
Nel mio girovagare da sonnambulo mi ritrovo di fronte alla 'Grotta della Regina', una piccola alcova all'interno di un muro di roccia dove si dice Maria Antonietta amasse sedersi a leggere.
La storia ci dice che lei fosse proprio seduta lí dentro, immersa in un libro, quando una guardia di palazzo arrivò, facendo a pezzi la quiete idilliaca del parco, urlando alla regina di fuggire.
Le donne di Francia erano infatti in marcia per Versailles.
Quella fu l'ultima volta che la regina vide Petit Trianon.
Tutto questo luogo mi parla di dolore e tristezza, ma anche di bellezza e di amore.
Grazie ad una meticolosa restaurazione che vede sia il palazzo che i giardini ricostruiti esattamente come apparivano 250 anni fa, questo luogo è tutt'ora sospeso in una dimensione extratemporale e, durante giornate cupe, invita alla visione, al miraggio, al sogno.
Petit Trianon è nato da un sogno e tutt'ora invita a sognare, invita ad abbandonarsi, a lasciarsi andare, a perdere di vista tutto, a dimenticare il reale.
Petit Trianon è un sogno infranto, una visione che finisce al cancello, quando ti scontri con la realtà, che sia questa una folla inferocita che reclama la tua testa, o un gruppo di turisti giapponesi che prendono d'assalto la biglietteria.
Sono uscito da un cancello laterale ed ho raggiunto Maritone e Tappo che mangiavano il gelato.
Il cielo finalmente si apre ed esce il sole.
Bello, perfetto, caldo. Guardo oltre il cancello e vedo che il parco si è riacceso dei colori abituali di un giardino in primavera.
"Ecco... Esci proprio adesso che abbiamo finito il giro?" recrimina Maritone.
Sorrido e non dico niente.

Ci sono luoghi dove un cuore sogna e si slancia.
Il mio era lí, prima che uscisse il sole.



TQF xx

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23 comments:

Anita said...

bellissimo, anche io l'avevo visto con un tempo simile, e nonostante non sia capace di esprimermi a parole bene come te, ho provato tutto quello che hai detto..:)

Ramy51 said...

Un posto magico e raccontato da te in modo appassionato. Foto magnifiche. Mi sono ripromessa di visitarlo in Settembre.
Grazie di questo anticipo.

mammamsterdam.net said...

eh, fijo, come ti capisco, io ci convivo 300 gg. l' anno col cielo nero e il raggio di sole che spunta a illuminare, adoro questo contrasto di luce come pochissime altre cose. Però guarda, anche un bel prozacchino fa tanto ;-)

Ostuni Magazine said...

Che meraviglia di luogo e bellissime foto!
Ciao

Mariella said...

Sono quadri non sono foto vero?

Mamma Che Paura! said...

Che bello è stato fare questo viaggio con te. Lui mi porta a Parigi per il nostro anniversario tra poco, mi sa che ci ritagliamo del tempo per andare anche qui. A proposito so che ti ha scritto per chiederti consiglio... mi hai fatto morire con le tue risposte! Ciao!

niky_la_bi said...

che foto splendide *____*

Diana (Apple Pie) said...

Splendido, mi è sembrato di sentirla quella malinconia...
Grazie (lo so che ti dico sempre grazie, ma non posso farne a meno..quando vengo qui esco sempre più ricca)

Diana

Ale [Tredici] said...

Bello!

Mammachetesta said...

Tu devi fare due cose: fare della fotografia un mestiere.
Scrivere unna guida romanzata di Parigi e una di Londra.
Romanzata perché con il tuo stile tutto diventa romanzo.

silvia lanfranchi said...

Grazie. Mi hai portata per un attimo lì accanto a te.

Starsdancer said...

Sogno anch'io grazie :)

Lele said...

Grazie per avermi fatto conoscere questo luogo magico. E complimenti per le immagini....sono dei quadri, carichi di emozioni.
<3

strega dei gatti said...

Adoro la storia dei reali francesi ho letto tanti libri per saziare la mia curiosità. E tu arrivi con questo racconto ... adorabile.
Hai mai pensato di scrivere seriamente un libro?
Scrivi molto bene.
Bacio

LaRobi said...

Avevo sbirciato già qualche fotina si Instagram che mi avevano lasciato la voglia di qualcosa in più! Davvero bellissimo e magico questo post(o)!
Fantastiche le foto! :)

Anonymous said...

Wow!

Anonymous said...

One of the most interesting stories from the Petit Trianon involve a group of people that went into the building at the turn of last century for a tour. The building, which had once been crowded with people, suddenly became very empty. The silence was uncanny and the group wandered for what seemed like forever trying to figure out what had happened. Finally, a lovely lady appeared seated on a terrace. As they approached the lady, a footman came and drove them out off the terrace into a crowd of people. As they left, they realized that not only had no time passed since their arrival and their departure, but the woman they had seen on the terrace matched the picture of Marie Antoinette perfectly.

Anonymous said...

Come tuo primo post in cui sono 'atterrato'...direi che oggi è un giorno fortunato.
Alcune foto in particolare, poi, davvero suggestive.

Michela
^_^

Cristina said...

Mi hai fatto venire in mente qualche immagine di un film che mi piace un sacco: Marie Antoniette della Coppola.
Detto ciò, passavo di qua per semplicemente per dirti che approvo al 100% il tuo intervento da Chiara (machedavvero "Non c'è bisogno di crescere"), qualcuno dovrebbe stamparlo e appenderselo in fronte!
:)

Alice - Operazione fritto misto said...

Io ti capisco, e se mi sentissi all'altezza della frase direi anch'io "sono troppo artistica per il mio ragazzo".

Comunque porca miseria, questo post me lo salvo tra i preferiti; non scherzo, mi servirà rileggerlo quando proporrò qualcosa che crea facce dubbiose manco volessi propormi con il mio metro e 65 per Victoria's Secret!

Alice

pavlò said...

mi hai catapultato indietro nel tempo, quando ho passeggiato per gli stessi luoghi e condiviso le stesse sensazioni.
grazie

Martina said...

sinestetico..
grazie

Martina said...

sinestetico..
grazie