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Sotto alla Corona

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C'era una volta una scuola.

Una scuola come ce ne sono tante, una di quelle con le figurine di carta, ritagliate ed attaccate ai vetri delle finestre, con il cortile impiastricciato di disegni fatti con gessi colorati, con i tricicli lasciati all'ombra dei vecchi alberi, pronti per la ricreazione.
Una scuola con un giardinetto curato e pieno di fiori e con un grande cancello che si apre solo la mattina ed il pomeriggio, ed il suo guardiano, un omino piccolo così, che dice buongiorno a tutti e conosce i nomi di tutti i bambini che entrano.
Una scuola piena di storie e di voci.
Un bel giorno in questa scuola arrivò un bambino. Un bambino come gli altri, né più alto, né più basso, né più rumoroso degli altri. Negli occhi aveva la stessa luce, la stessa speranza, lo stesso timore e le stesse insicurezze di iniziare una scuola nuova.
C'era una differenza però.
Mentre tutti gli altri bambini portavano a scuola una copertina rossa, lui ne aveva una verde.
Dovete sapere che tutti i bambini portavano a scuola una copertina. In realtà, portavano una copertina dovunque andassero: a scuola, in biblioteca, al parco, a casa dell'amichetto del cuore ed in vacanza.
Ed era rossa.
Non gialla, non blu.
Rossa.
Certo, non tutte le copertine erano uguali: alcune erano più piccole di altre, alcune erano vecchie, sdrucite, sporche. Altre erano bucate, rammendate e scolorite.
Ma erano tutte rosse.

Allora quelli con le copertine rosse troppo leggere e consunte avevano sempre freddo, quelli con le copertine rosse troppo pesanti ed infeltrite avevano sempre caldo. Quelli con le copertine rosse sporche
o rattoppate se ne vergognavano, quelli con le copertine rosse troppo piccole avevano sempre i piedi di fuori ad infreddolirsi.
Invece il bambino con l'unica copertina verde della scuola dava solo un po' nell'occhio.
Un po' tanto.
La sua era una copertina morbida morbida, profumata di fresco, calda abbastanza durante l'inverno, leggera abbastanza durante l'estate.
Era della dimensione giusta, anzi, sembrava addirittura ingrandirsi quando il bambino ne aveva più bisogno, tipo quando, dopo il pranzo, voleva fare un pisolino con il suo orsacchiotto preferito.
Ma era verde.
Era sempre e solo verde.
Verde come le foglie in cima agli alberi.
Verde come il muschio che cresce nel bosco.
A lui piaceva il verde. La copertina verde era l'unica copertina che lui avesse mai avuto, l'unica che conoscesse e che gli desse conforto, calore e sicurezza.
"Perché la tua copertina è verde? È strana..." chiedevano i suoi compagni di scuola
"Non lo so... Perché la tua invece è rossa?" rispondeva lui, sorridendo
"Perché è normale!!" rispondevano i compagni di ritorno.
Poi un giorno uno dei suoi compagni di classe non venne a scuola. Neanche il giorno dopo, e neanche il seguente.
Era uno di quei bambini timidi timidi che, a non starci bene attenti, uno avrebbe potuto dimenticare che fosse lí.
Anche lui aveva una copertina rossa e se la teneva stretta stretta, era nuova, né troppo piccola, né troppo grande.
Dopo una settimana il bambino tornò a scuola, accompagnato dalla mamma. Una signora pallida e triste, che continuava a spostarsi i capelli scuri dal viso mentre aggiustava il grembiulino al suo piccolo.
Tutti e due erano tristi a dire il vero, avevano gli occhi rossi di chi ha pianto molto e si salutarono con il labbro tremante.
C'era qualcosa di diverso quella mattina. Le maestre sembravano turbate, tristi ed il bambino non aveva la sua copertina.
Le maestre bisbigliavano qualcosa a proposito di perdere il papà così presto.
Il bambino dalla copertina verde vedeva il suo compagno di classe avvilito, isolato, come imbambolato.
Quando arrivò il momento del pisolino, tutti i bambini e le loro copertine erano distesi sui loro lettini colorati, ognuno al suo posto. Chi con un orsacchiotto, chi con una macchinina.
Ma il bambino senza la copertina era nel corridoio, inconsolabile.
Nessuna delle maestre riusciva a calmarlo.
Allora il bambino dalla copertina verde uscí dall'aula e lo prese per mano.
"La mia copertina verde è grande abbastanza per tutti e due!" disse sorridendo alle maestre, che prontamente unirono i due lettini togliendo le scarpe ai due bambini.
Il bambino dalla copertina verde aprì la sua copertina, che sembrava essere più grande del solito e, con loro grande sorpresa, le maestre riuscirono a coprire tutti e due comodamente.
Non c'erano buchi, non c'erano piedi che sbucavano da sotto a prendere freddo.
Certo, era una cosa strana avere una copertina verde, ma in quel momento di sconforto, quella copertina dava ciò di cui avevano bisogno: calore, conforto, sicurezza.
La mamma, di ritorno per portarlo a casa, lo trovò proprio così, ancora addormentato insieme a questo bambino sconosciuto, tutti e due sotto alla copertina verde.
Ringraziò le maestre, pensando fosse stata una loro idea.
"In realtà è stato lui a voler condividere la sua copertina!" le maestre informarono la mamma.
Questa, commossa, baciò il bambino dalla copertina verde sulla fronte, senza svegliarlo.
"Grazie..."
La donna aveva dimenticato di mettere la copertina del suo piccolo nello zainetto quella mattina ed era mortificata, ma era contenta di trovarlo al sicuro.
La copertina rossa era adesso più piccola e sbiadita di prima, ma era piegata e stirata con cura.
Il bambino dalla copertina verde era l'unico bambino della scuola con una copertina di quel colore, ma da quel giorno nessuno ne fece più un problema, perché aveva dimostrato generosità nel condividere quella sicurezza e quel calore che la sua copertina verde, nella sua diversità, gli dava.
Aveva insegnato a tutti che una coperta va giudicata solo in base al calore che sa dare ed una persona solo in base a quanto sa amare.

Finché, un bel giorno, arrivò al cancello della scuola una bambina nuova. Una bambina come le altre, né più alta, né più bassa, né più rumorosa delle altre. Negli occhi aveva la stessa luce, la stessa speranza, lo stesso timore e le stesse insicurezze di iniziare una scuola nuova.
E portava con sé una copertina.

Una copertina azzurra.


TQF xx



P.S.
La famiglia è una coperta calda e confortevole che ci portiamo appresso tutta la vita, e, sebbene a volte ci avventuriamo nel mondo senza portarcela dietro e ci illudiamo di poter star bene anche senza, ci dà conforto pensare che, da qualche parte, c'è ed aspetta di scaldarci.
Indipendentemente da quale sia il suo colore.

Una famiglia che dà amore, insegna soprattutto ad amare.







45 comments:

Anonymous said...

Commovente e bellissimo.

Francesca said...

Grazie per la tua sensibilità. Grazie, perché ci rendi partecipi di una parte del tuo mondo. Così bello. Spero di avere la fortuna di conoscerti, un giorno.

quid76 said...

vero!

Francesca Taio said...

Chissa' come sta il bimbo che non ha piu' il papa'...
Grazie perche' anche per quello che provi a fare per i bimbi che non hanno piu' le copertine...
un abbraccio a te e alla tua famiglia ma anche al bimbo sconosciuto e alla sua mamma...

Nonsense said...

ecco, ho le lacrime.
stupendo te.

strega dei gatti said...

E' bellissima questa favola.... mi sono quasi commossa.... parli sempre di quel bimbo che ha perso il papà in classe con tuo figlio.... ti è rimasto nel cuore...
Che bello aprire la coperta e farci entrare qualcun'altro che soffre... è un bel gesto.

Anonymous said...

Grazie di cuore!

Why said...

The queen blanket.

Federica said...

Io piango.
Tu sei un pianista del cuore.

Mamma Che Paura! said...

sarò che sono un genitore, ma mi commuove sempre il conforto, la serenità, l'amore che la famiglia rappresenta per i propri piccoli. Un abbraccio a voi, al bimbo senza il papà e alla nuova bimba dalla coperta azzurra.

Anonymous said...

Hai mai pensato di scrivere dei racconti per bambini? Se un giorno avessi un figlio vorrei che ci fossero tante storie e favole e racconti come questo da leggergli per insegnargli e spiegargli meglio la tolleranza, la diversità... Insomma l'Amore.
Francesca

fishlady said...

Piango. Grazie.

Anonymous said...

Oddio, mi hai fatto piangere in ufficio! Bellissima similitudine <3

Annalisa

londonse4 said...

<3

Anonymous said...

:_) stupendissima storia e stupenda verità!
Grazie come sempre per farci riflettere Marco!

Bacio

Ali

Susibita said...

E' bellissima Marco.
Un piccolo racconto bellissimo che mi fa piangere, ma di gioia, di amore.
Grazie davvero. No sul serio, grazie.

Susibita

Starsdancer said...

Bellissima :) la leggerò al mio ometto stasera :)

Anonymous said...

ho conosciuto il tuo blog per caso, ancora non sono mamma...forse un giorno. Tu intanto mi fai riflettere, mi fai ridere tantissimo e mi emozioni...questa favola è semplicemente stupenda!
Paola

Sheireen said...

Che meraviglia! :)

Bimbo cercasi said...

Lacrimuccia...

mel said...

Bellissima!!!!

divinaringhio said...

commossa ti mando un bacio. Rimbocco la copertina bianca a mio figlio addormentato accanto a me e spero che gli tenga semore caldo, gli dia conforto e serenità.
grazie

Simona Morachioli said...

E quando la copertina si taglia a meta', e ci si puo coprire o con una parte o con l#altra, ma mai piu' con la coperta intera- fa male anche a 28 anni.

Alicia said...

Bellissima storia...

Maria Cibella said...

Stasera la leggo ai miei tre bambini!

Anonymous said...

ho linkato questo post via mail a tutta la mia famiglia.
una famiglia grande, matriarcale, tradizionale, che si ama tanto, ma che ora ha difficoltà a capire e accettare perché mia cugina voglia sposare e aver figli con la sua amata.
Credo che questo post sia più efficace di tutte le parole e i ragionamenti e le incazzature di questi ultimi mesi.
grazie Marco.

una tua lettrice

Vivvie said...

Bravo Marco, semplice e diretta. Vera!
E, spero, che un giorno le copertine abbiano il colore dell'arcobaleno!

Castagna said...

Eccheccazzo Marco. Mi si bagna la tastiera. Sei una bella persona e mi sa che te l'ho già scritto.

Elena Valli said...

Ecavolo...ho finito i fazzoletti che li ho usati tutti per l'allergia e ora con cosa mi asciugo gli occhi??

Fenice said...

La leggo sola ora, questa fiaba. Un racconto bello. Come siete belli voi. Un abbraccio. Sara

Anonymous said...

Ti conosco da poco ma già ti amo e ti adoro!!
Quello che scrivi arriva dritto al cuore e commuove veramente.
Sei una GRAN BELLA persona.
Anto

alice555 said...

La vostra copertina verde è meravigliosa e il bambino che la possiede molto fortunato. Se un giorno dovessi spiegare ad Alice qualcosa riguardo la diversità, la "stranezza" e l'intolleranza, userò sicuramente la tua storia. Un bacio grande.

Mammagiramondo. said...

Meraviglioso...

Anonymous said...

Bella davvero, se tutti avessero questa profondità di pensiero e di sentimenti il mondo sarebbe diverso.
Valentina

Moky said...

Grazie....

mamma, che emozione! said...

Meraviglia.
Fiaba lievissima, grazie

Fioly said...

pare di vederli: bambini e copertine colorati.
sono bellissimi, grazie

L'Apprendista said...

E' bellissima grazie!

francesca rossi said...

:-D bellissima. la racconterò a mio figlio.

Francesca said...

Semplicemente meravigliosa.....

MammaInOriente said...

Quanta delicatezza in questo racconto...

Anonymous said...

Ma porcalamiseria mi hai fatto piangere al bar!
Cmq se ne fai un libro io lo compro. Anzi, ne ordino già almeno tre copie. Ti prego, pubblicalo
Crinico

L. said...

Mi sono commossa moltissimo. Grazie, l'unica cosa che chiedo, come mamma, è di essere sempre una coperta calda e confortevole per mia figlia, una di quelle che se ne sta composta e ordinata ai piedi del letto quando senti di non averne bisogno, ma che si apre prontamente al primo freddo, liberando quell'odore di "casa" che scalda piedi e cuore.
Sei un bravo papà, una brava persona, una vera regina.
:*

Per le vie di Milano... said...

Grazie...

Enrica said...

<3