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La Texana.
La conoscete già, una delle mamme con cui vado molto d'accordo, conosciuta a scuola del Tappo.
Quest'anno torna a Houston, suo marito ha terminato il suo work-assignment ed ora può rientrare negli States, dopo appena due anni di Purgatorio.
La mia invidia si è materializzata ed ha preso la forma di una piccola scimmia verde che mi sta sulla spalla.
È brutta, mezza cieca e sputa a tutti.
Mi mancherà tanto la Texana.
Che poi si chiama Karen.
"In Texas siamo tutte Karen... Da non credere. Una noia mortale..."
Mi racconta un giorno, il famoso giorno della gita scolastica.
Karen è altissima ed è bionda da far paura.
Karen è la classica donna che ferma il traffico per strada, solo con le tette.
Ve ne ho parlato vero?
Ha due zucche che sembrano quelle di Margot in Lupin III.
Sí signori maschietti! Proprio quelle protuberanze che vi hanno provocato i primi irrefrenabili gonfiori nel basso ventre.
A me no.
Per quelli c'era Anthony di Candy Candy... Brutta fine poraccio.
Insomma, Karen è tanta, ed ha una personalità altrettanto tanta. È solare, ride facilmente, ed ha i piedi per terra.
"Come se avessi scelta... Con queste dove vado? In aria?" dice lei guardandosi le bambine (le tette...).
"Ma sono vere o sono finte?" chiedo io, all'ombra di un gigantesco albero, mentre i bambini giocano sulle altalene e noi ci sbevazziamo una limonata 'macchiata' di tequila.
"Dai, che domande... Ovvio che sono finte!" mi risponde lei, con naturalezza
"Senti qua..." mi afferra le mani, ma prima fare la fine di San Tommaso, io scatto i piedi
"NONONONO! Ti credo!" e ridiamo come due adolescenti cretini.

Siamo infatti un bel po' cretini quando siamo insieme, e ci guardano sempre male quando schiamazziamo, ma io di questa imbecillità ne ho tanto bisogno.
E anche lei.
Le nostre situazioni sono molto simili: mariti impegnatissimi col lavoro, noia mortale di vivere a Parigi e odio profondo verso la mentalità parigina.
"Hai fatto caso a come mi guardano le altre mamme?" chiede lei
"Beh... Forse sarà per come ti vesti... Poi sei alta e bionda... Sei decisamente appariscente no?"
"Sí... Sarò pure appariscente, ma sai quante volte vengo messa da parte quando organizzano i piccoli pranzi, o i coffee mornings, o anche per i weekends di Zumba e Pilates nella palestra della scuola? Anche tutte quelle stronze dell'ambasciata..."
"Maddai... Secondo me si troppo sensibile a 'sta cosa..." minimizzo io
"No! La verità è che non sono come loro... Sono madre, sí, ma non so cucinare un granché, non faccio né biscotti né cupcakes come quelle lí (indicando il gruppetto delle PTO che, sedute sull'erba, ciarlano poco lontano), però non giudico nemmeno nessuno. Io invece mi sento costantemente giudicata... Come donna."
Karen mi parla della volta in cui avrebbe dovuto portare a scuola un 'dolce fatto in casa' per il meeting del PTO (Parent Teacher Organisation) e si è invece presentata con un vassoio di viennoiseries comperate dal boulanger. Karen ha dovuto riportare tutto a casa perché le signore del PTO si erano rifiutate di mettere il suo contributo in mostra con gli altri.
"'Non sarebbe giusto nei confronti di chi ha investito un po' del suo tempo per preparare un dolce a mano...' mi sono sentita spiegare da una di loro... Puoi crederci?"
"Ma che ti frega..." le intimo io
"Invece mi frega eccome... Ma che stronze. Sembrano avere tutte un'idea ben precisa di me... Ho la
domestica fissa a casa, la babysitter, un solo figlio, mi piace far shopping, mi vesto come piace a me, ho le tette finte, sono alta, bionda e mi piace ridere. Però non so cucinare e non mi frega neanche imparare... Hai visto il film 'The Help'?"
"Sí... Effettivamente mi ricordi molto la bionda... Come si chiamava?"
"Celia Foote... Solo che io non imparerò mai neanche a friggere un uovo al tegamino..."
Poi mi mette una mano sul ginocchio
"Pensano io sia la classica bionda deficiente col marito ricco e la carta di credito senza limiti... Basta un paio di tette di plastica e sei Barbie. Ma non conoscono né me, né la mia storia... Sai, il Texas è uno degli stati con la maggior presenza di cancro uterino negli States... Saranno le centrali elettriche... saranno le falde acquifere contaminate... Non lo so, Erin Brockovich ha davvero aperto gli occhi a tanta gente, ma ho subito l'isterectomia totale ad appena 19 anni..."
Ero senza parole.
"Mio dio..." mi è riuscito solamente di dire
"Sai, la cosa peggiore è la sensazione di vuoto che ti lascia... Dicono che un albero resti un albero anche senza le foglie, ma io non la vedo così. Guardi un albero senza le foglie ed immagini a quanto sarà bello quando sarà verde. Guardi un albero caduto, morto, e ti dici che è un peccato. Io l'ho vissuta così. Mi son sentita derubata di me stessa, della mia essenza di donna. Cazzo, ero anche vergine."
Non sapevo cosa dire.
"Poi a 23 anni è arrivata l'altra botta del tumore al seno. E il mondo ora pensa che Angelina abbia inventato la prevenzione? Mi sono ritrovata piatta come un pancake a 25 anni e senza i mezzi di ricostruirmele. Purtroppo la legge che obbliga l'ente assicurativo a coprire le spese per la ricostruzione del seno entrò in vigore negli States solo nel '98... Ero a pezzi."
Karen mi aveva scioccato.
"Dai, non guardarmi così... Il peggio è passato... Adesso sono di nuovo donna."
"Ma... La femminilità va oltre gli attributi no? Voglio dire, rimani donna anche senza possibilità di portare in grembo un bambino..."
"Marco, per favore... Non farmi questi discorsi da femminista del cazzo... Mi sono ritrovata senza utero e senza seni a 23 anni! Ammiro chi riesce ad accettare questa condizione, io non ci sono mai riuscita e mi sono sempre opposta a chi volesse trasformarmi in una martire, in un simbolo della lotta.... 'Fanculo i simboli, 'fanculo le lotte. Rivoglio la mia identità. Rivoglio le mie tette. In America il cancro ce l'abbiamo tutti, è ridicolo."
Non osai controbattere.
"Anche il support-group con cui mi incontravo settimanalmente mirava a farmi accettare la mia condizione, a farmi dimenticare chi ero, a farmi abbracciare quel nuovo corpo che io rigettavo. Parlare di chirurgia ricostruttiva era quasi un anatema... La capogruppo era una di quelle femministe modello Giovanna d'Arco... Sai, perdere utero e seni per lei era come essere più vicina a Dio, o giú di lí... Allora vidi il gruppo per quello che era veramente: un gruppo di gente che ha bisogno di esser convinta nel loro dolore. Io invece volevo solo che il dolore sparisse. Mi hanno chiesto di non tornare perché con le mie idee offendevo le altre partecipanti. Apparentemente io evitavo il problema, andavo contro il raggiungimento dell'accettazione. Contro la rassegnazione. Hai bisogno di due tette così per sentirti di nuovo femmina? E allora vai! Questo gruppo non fa per te." continuò Karen
"Poi incontrai mio marito... L'incontro classico, ad una festa e mi sono sentita una persona nuova. Ci siamo innamorati subito, io della sua dolcezza, lui delle mie insicurezze e del relitto della mia femminilità. Queste (le tette) sono arrivate solo anni più tardi. Ed è stata una sorpresa."
"Immagino..."
"È stata una sorpresa perché io ormai non ci pensavo neanche più... Mi sentivo completa grazie a lui, non sentivo di aver bisogno di ricostruire il mio corpo per essere di nuovo felice. Non credere poi che Robert avesse già tutti i soldi che ha adesso... Era agli inizi della sua carriera, abbiamo fatto sacrifici, non devi smettere di essere te stessa perché hai trovato me, non devi smettere di volere delle cose...' mi disse. Ed il mio corpo tornò pian piano a fiorire.
Il giorno i cui mi propose di sottopormi al percorso di ricostruzione del seno è stata una grossa sorpresa."
"Percorso di ricostruzione?" chiedo io
"Beh, si tratta di un percorso a fasi. Arrivano a ricreare tutto... Anche i capezzoli! Incredibile no? Per arrivare alla fine dei lavori, per così dire, c'è voluto un anno e mezzo..."
"Gran bel lavoro...." aggiungo io
"Belle vero? Adesso puoi biasimarmi se le porto a spasso con orgoglio?" mi fa lei versandosi un altro po' di limonata.
"E tuo figlio?" chiedo io
"Mio figlio è stato adottato. Ti risparmio i dettagli, ma puoi immaginare la discriminazione dei servizi sociali nei confronti di una donna che ha già sofferto isterectomia e mastectomia e che ovviamente attrae il cancro come la calamita... Non è stato facile. Alex aveva 10 mesi quando lo portammo a casa. Sai qual è stata la sua prima parola? 'Thanks'... La prima cosa che gli ho sentito dire è stata 'grazie'. Non è meraviglioso? Ringraziava me, quando ero io a doverlo ringraziare, ogni giorno della mia vita, di quanto fosse, di quanto sia stupendo... Non riesco a pensarci senza commuovermi."
Ed io con lei.
Karen mi mancherà tantissimo. Mi mancherà la sua franchezza, la sua ilarità, la sua onestà.
Karen mi ha fatto vedere che esistono delle storie di profonda umanità anche dietro ad un paio di tette finte, mi ha mostrato come a volte ci si salvi a vicenda, mi ha fatto capire che tutto ciò che ci tiene in piedi di fronte alla discriminazione è chi siamo, dove siamo stati e chi ci ama.
Incondizionatamente.
Con o senza tette.

La Texana, una gran signora.


TQF xx

60 comments:

Giulia said...

:')

Giulia said...

:')

Cappuccino e Baguette said...

Adesso capisco perché la ami tanto e perché ti mancherà. ;-)

La Campagnola said...

GRANDISSIMA KAREN! Salutala ti prego anche da parte mia e dille che ha ragione a pensare che quelle del PTO sono delle stronze stitiche, che merde, ma hai ragione anche tu a dirle di fregarsene, una come lei, che se ne fa di quelle?!?!
Un abbraccio
P.S. Anthony?!? quel molliccio di Anthony?!?

niky_la_bi said...

una tipa veramente tosta!w Karen
:')

Nicoletta said...

mi. hai. lasciato. senza. parole.

SuPeRaNa said...

Bellissima karen!! Quelle del PTO non valgono nulla! Mi spiace che perderai una valida amica. Viva le tette finte se le portano portano persone vere!

Anonymous said...

O mamma, che storia! Gio

Giuseppe Maria Carola said...

Un po' mi fa tristezza il fatto di poter solo leggere di una persona così interessante senza poterla mai incontrare...

Tu comunque preparati a viaggiare in Texas, no? )

Anonymous said...

solo tu potevi raccontarla così: splendidamente!
Ciao Vale

Sheireen said...

:°°)

Beatrix Kiddo said...

Grandissima donna. Davvero.

Radicalchoco said...

Che Donna Karen! Ci mancherà.

El_Gae said...

Antony? Ma vuoi mettere Terence? :D :D :D

Lele said...

Grand donna, Karen. E tu sei speciale, per come riesci a entrare dentro alle cose e a farci entrare chi ti legge. Sigh...sniff... :')

p.s. Terence tutta la vita.

Elena Jane said...

:)

Aurora said...

Grazie a te che ci racconti questa storia, grazie a Karen che te l'ha raccontata, anzi Thanks!

strega dei gatti said...

Io la amo già.... mi è sempre stata simpatica sentivo che c'era qualcosa in più dietro questa signora... Bellissima storia e logicamente scioccante quello che deve aver passato alla sua tenera età... aveva ragione ad essere incavolata nera.

anna said...

mi inchino davanti a questa Donna.

Emigrante said...

:-) Vorrei davvero conoscerla Karen. Io vivo a Austin, TX. Mi ha colpito moltissimo quel che ha detto a proposito dei texani e del cancro. E mi vengono i brividi, perche' io ci vivo e ci cresco un figlio.

Rouges said...

Milioni di baci a Karen da parte mia!

Nonsense said...

gran voglia di abbracciarvi entrambi!
io, che so di non poter avere figli nonostante sia ancora intera, posso capire per metà questo discorso sull'accettazione del dolore, e mi inchino profondamente di fronte alla sua adozione.
che palle deve avere Karen. più grosse di quelle di sopra.

Nonsense said...

ps: anche io ero innamorata di Anthony. gran figo!

Federica said...

Mi piaceva già prima, la Texana. Ora che ha anche un'anima, e che anima, la adoro. :)
Vi abbraccio, entrambi.

leobanja said...

Grande Karen! E sempre più bravo tu a raccontare storie così belle...ma la grande texana non potrebbe fare un suo blog?? Abbiamo tanto bisogno di chi riesce a ridere degli stronzi e a godersi delle gran tette...

Why said...

Altro che tette..questa c'ha due palle d'acciaio. C'è da imparare.

Mamma Che Paura! said...

ma infatti, questa è una con i contro cavoli... cojone le PTO, come le perfettine della classe ovviamente...

Me stessa - Bimbo cercasi said...

Uh, caspita! :(

Serena said...

Io sono italiana e in Texas ci vivo da 4 anni...In effetti qui e' pieno di donne col seno rifatto e devo ammettere in alcuni casi di aver pensato giudizi affrettarti...

Ho appena scoperto il tuo blog e mi piace moltissimo :)

Francesca Taioli said...

Riesci sempre a rendere speciale i 5 minuti che mi prendo per leggere i tuoi post. Grazie.
Fra

Silbietta said...

Cazzarola mi son commossa.

MammaInSE said...

Vorrei avere il fegato di questa donna, almeno la meta', per riuscire ad essere fedele me stessa nonostante i gruppi di sostegno del cazzo che si incontrano nella vita

Anonymous said...

Sei veramente bravo a scrivere, mi sembra di vedervi!! Che donna! Fortunato te ad averla incontrata e lei ad aver trovato chi ha saputo ascoltarla e accoglierla davvero. Ciao, Giudi

claudia-cipi said...

senza parole. ammiro quella donna solo a sentirne raccontare da te.

sophie said...

bellissimo raconto, valeva la pena di scriverlo. Una donna di questo calibro è un regalo incontrarle.

Francesca said...

E' proprio vero: a volte ci si salva a vicenda.
Che bella storia, insegna ancora una volta a non fermarsi mai davanti alle apparenze.

hounareginaedueprincipesse said...

scrivi bene, non v'è dubbio, ma quello che qui hai fatto di speciale è mettere la foto "dell'ombrello uggioso" e poi le altre due foto piene di raggi di sole.
un abbraccio alla texana, appena posso me faccio 'na limonata alla tequila alla sua salute (e a quella delle sue tette, ovviamente)

Unknown said...
This comment has been removed by the author.
ziskucciola said...

Grande Karen! Grande donna. Questa storia mi ha commossa. E' proprio vero che nei comandamenti del Signore manca l'11esimo e più importante. Fatti i cazzi tuoi. Che poi sta a dire "non giudicare". Ecco. Noi, come specie, giudichiamo sempre.
Giudichiamo le altre donne perchè sono TROPPO donne o NON ABBASTAMZA donne, giudichiamo il prossimo per chi ama, giudichiamo le altre mamme perché non sono mamme come diciamo noi...

Noi non sappiamo un cazzo, e il più delle volte pretendiamo di sapere tutto.

Mi spiace che tu rimanga solo in purgatorio. Purtroppo la Francia benpensante (non poi tanto diversa dall'Italia benpensante) è pesante.

Ma qui in Italia non è tanto diverso. Lo vedo adesso che sono incinta e osservo le altre madri o future tali accanirsi come delle cagne su un osso quando vedono qualcuna che non rientra nei canoni di "mammità" imposti dall'immaginario comune. Una donna che non allatta, che vuole l'epidurale, che decide di avere del tempo da dedicare a se stessa, oltre che alla famiglia... non è mamma. Soprattutto una donna che vuole rimanere se stessa invece di immolare ogni cosa di sé, sogni, desideri, aspirazioni, amicizie, sull'altare della maternità non è una madre.
Essere madre (o padre) non è allattare, preparare torte, fare il pane la domenica a mattina. Essere genitore è un compito ben più gravoso.

Grazie come al solito di questi tuoi bellissimi post. Hai il dono di saper raccontare storie, tue o altrui, con una vividezza e una delicatezza senza pari.

Comunque io preferivo Terence. :P

ps.: ho riscritto il commento nel tentativo di poterlo inserire con una ID, santa paletta, invece di unknown. Vediamo se gliela faccio eh.
Francesca

Giuana said...

Bellissima storia, grazie di averla raccontata.
Bacia la texana anche per noi, ormai le siamo affezionate!

Wannabe Figa said...

Non avrei mai pensato di trovare una storia così dietro una bella donna. Abbraccia la texana. Mi piace, nonostante sia alta e gnocca :)

elisabetta carrara said...

Un abbraccio alla texana da una che la capisce.... grazie a te x aver parlato di cotale argomento con la leggerezza e delicatezza di chi ha la sensibilità di andare oltre le parole.....

elisabetta carrara said...

Un abbraccio alla texana da una che la capisce.... grazie a te x aver parlato di cotale argomento con la leggerezza e delicatezza di chi ha la sensibilità di andare oltre le parole.....

Fra said...

quindi Karen è alta e bionda con tette mozzafiato... non so perché ma, a parte le tette, me l'ero immaginata l'opposto!
mi dispiace che l'amica ti abbandonerà in purgatorio... :)
e comunque, terence è più figo!

Sidera said...

bellissimo. senza parole.

Ema said...

Grande Donna!!!

Mariella said...

Io non ce la faccio Marco. Che grandissima donna Karen e che lezione.
Fottute parigine di merda.
Hai una grande amica, ti mancherà, le mancherai, vi auguro davvero non vi perdiate.
Ti abbraccio.

Libellulina Sono Io said...

mancherà anche a me sentirti raccontare di lei... che Donna!!

la mamma di zanna bianca e piedi neri said...

Ma Karen non legge la tua pagina Marco??? me lo son sempre chiesto..merita di leggere ciò che pensi ..sei sempre pungente e sensibile !!

luci said...

La tua sensibilità è unica. Ti abbraccio. Mamma Lu

Deshna Francesca said...

grande donna la texana :-)

serendipity said...

Bello vedere cosa c'è dietro ... mi domando se le avrei dato lo spazio per mostrarmelo se l'avessi incontrata io ... spero di si ... spero proprio di si

Castagna said...

Prima che parta, puoi dire a Karen la tettona texana che in Italia c'è una Anna che le vuole bene?

Francesca said...

Mò però non è che perché una ha le tette finte per un motivo, allora può far finta di aver preparato lei una torta che ha comprato. Ora, neanche io ho intenzione di partecipare alla gara delle torte di staminchia, però lo dico: "guardate, sono una schiappa a cucinare, facciamocene una ragione". No?

Anonymous said...

Sono capitata qui per caso. Sono circondata da persone che criticano e giudicano senza conoscere cosa c'è dietro e questa storia è l'ennesima dimostrazione che l'ignoranza e l'invidia della gente è senza fondo! Mal comune mezzo gaudio a sapere che succede ovunque...ma dovremmo imparare a guardare oltre le apparenze. Ci riuscirem mai? Tornerò a leggerti!

Piper C said...

Tanta ammirazione per questa donna. Credo tu sia fortunato ad averla conosciuta :) dille che ci vorrebbero più donne come lei, avrà perso i suoi veri attributi, ma ne ha altri con cui nemmeno tutti gli uomini nascono

Parvula Scrivens said...

Ecco. Mi hai fatta commuovere. e vergognare, anche. perchè in fondo, chi più chi meno, qualche pregiudizio - oppure chiamiamolo col suo nome: invidia (alta, bionda, ricca e belle tette? sono già verde!) - ce l'abbiamo tutti, purtroppo.
Grazie, Marco. E grazie Karen.

Sara L'arcobaleno di Sara said...

<3 <3 uno per Karen uno per te!
Sara

Pillow said...

che meraviglia di racconto...

fiocchifiocchi said...

ciao! compliemnti per il blog!
io ho appena rinnovato il mio,
passate a trovarmi
WWW.FIOCCHIFIOCCHI.COM
e lasciate un commento!
<3