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Mentre mi affanno a chiudere le valigie in una Parigi che, a causa del clima rovente, ha ormai poco a che fare col Purgatorio e molto con l'Inferno, vi propongo la versione integrale e 'non proprio politically correct' del mio ultimo articolo su Vanity. Perché certe cose le devo dire come le sento, sennò non vale. Eppoi a guera è guera.

Mi sono imbattuto in un vecchio articolo su Il Foglio, datato 2 luglio, in cui l’autrice si abbandona ad un vero e proprio attacco di diarrea verbale intrisa di filosofia da quarto liceo, per dimostrare che in Italia non serve una legge contro l’omofobia.
Perché si parla di ‘omofobia’ e non di ‘grassofobia’ o di ‘bruttofobia’?” si chiede lei, dal momento che anche i brutti ed i grassi vengono discriminati.
Verissimo. 
Io a ‘sto punto aggiungerei per giusta misura pure la ‘poverofobia’ e la ‘quattrocchifobia’, che pure queste sono categorie discriminate spesso nella vita di tutti i giorni.
Ah, anche la ‘poliesterefobia’, che certi tessuti dovrebbero essere davvero criminalizzati.
L’unica cosa che all’autrice sfugge è il fatto che ci sia più probabilità che qualcuno venga torturato o malmenato o arso vivo in quanto omosessuale, piuttosto che in quanto grasso, o brutto, o povero, o portatore di occhiali, o perché va in giro con una camicetta di plastica del cinese in pieno agosto.

Gli oppositori ad una legge per criminalizzare l’omofobia in Italia sono ovviamente persone che non hanno mai sofferto il peso della discriminazione vera: quella che ti impedisce di vivere.
Allora accantonano l’omofobia insieme alle discriminazioni di cui forse loro hanno sofferto da adolescenti, quando si sentivano inadeguati, insicuri e pieni di brufoli.
Ma non stiamo parlando del livello di discriminazione contro la ragazzina che voleva fare la velina, ma perché assomiglia ad un capybara è stata scartata, stiamo parlando di pericolo, di paura e di oppressione. Detto questo non voglio sminuire le sofferenze altrui, ma intendiamoci, sembrare un capybara non significa che per strada devi stare attenta a non tenere per mano il tuo ragazzo, pena una scarica di mazzate ed improperi.
In Italia la necessità di una legge contro l’omofobia esiste ed è ENORME.
Vuoi perché l’omofobia è il by-product di qualsiasi cultura maschilista del bacino del mediterraneo, vuoi perché in Italia si è arrivati anche a convalidarla pubblicamente grazie alle parole di un Premier che dichiarò senza problemi (né serie ripercussioni) che “È meglio essere donnaiolo che gay”, l’omofobia in Italia esiste ed ha radici profonde. Ignorarla o metterla da parte è un grave atto di negligenza da parte della classe politica italiana.
Esiste già la Legge Mancino (1975) contro le discriminazioni basate su differenze di razza, di credo, di condizioni economiche e sociali.

Nella sua forma originale includeva anche la discriminazione motivata dall’orientamento sessuale dell’individuo, ma purtroppo questo aspetto è stato eliminato nella stesura finale.
Oggi non c’è verso di ottenere che l’omofobia come movente possa essere considerata un’aggravante, né che in sé possa essere un crimine.
Io vi ricordo che John Galliano, a causa di una tirata antisemitica causata senza dubbio da uno stato di ebbrezza spaventoso ( e dal suo risentimento personale contro gli ebrei, ovvio...), è stato licenziato in tronco da Dior. Un’azione questa che ha avuto risonanza internazionale.
Eppure in Italia io vedo personaggi, politici e non, darsi del ‘frocio’ in diretta TV senza che nessuno debba almeno chiedere scusa.
Normale amministrazione.
Stiamo ancora a guardarci i piedi ed a fare semantica sul significato di ‘orientamento sessuale’, arrivando a delle perle di arrogante ignoranza come quella che l’autrice del sopracitato articolo ci regala quando afferma che l’orientamento sessuale ”come è noto, raccoglie al suo interno diversi ambiti, come l’incesto, la pedofilia, il sadismo, la poligamia e altro ancora” ed in una sola frase priva i gay della loro dignità buttandoli nello stesso serraglio con tutti i pervertiti da manuale. 
Un individuo può essere attratto solo dal sesso opposto, dallo stesso sesso o da entrambe. Il resto è una serie di ‘deformazioni’ più o meno legali, più o meno punibili, che non hanno NULLA a che fare con l’omosessualità, l’eterosessualità o la bisessualità.
Chiamare qualcuno ‘omofobo’ sembra quasi un’offesa punibile a norma di legge , tanta è l’indignazione che tale termine suscita.
Eppure nessuno si scandalizza di fronte al termine ‘frocio’.
“Sí perché si può essere contro le nozze gay senza per forza dover essere omofobi”
“Sí perché si può essere contro gli uguali diritti per i gay senza dover essere omofobi”
Invece no. 
Manco per il cavolo. 
Ragliate la vostra opposizione, in quanto è un vostro diritto, ma poi vi offendete se vi chiamano asini.
“Eh ma io ho tanti amici gay!”
E poveri loro.
Non mi stupiscono alcune delle argomentazioni di chi è contro un tale progetto di legge.
Se approvata, la nuova normativa contro l’omofobia metterebbe in pericolo la libertà
di espressione, di ricerca scientifica e di religione: e questo perché qualsiasi giudizio critico che qualifichi come innaturali tutte le pratiche non eterosessuali potrebbe essere qualificato come omofobo e diventare l’occasione per aggredire penalmente chi lo avesse formulato. Si tratta di un’obiezione particolarmente pesante, perché mette in gioco né più né meno che il rispetto dei valori fondanti di una società libera come la nostra. [...] Non ho il diritto di incitare chi mi ascolta a far perire tra le fiamme chi vive da libertino, ma ho l’assoluto diritto di criticare il libertinismo sessuale, anche con le parole più dure, senza essere accusato di «sessuofobia». Tutto qui.
Insomma, uno ha il sacrosanto diritto di dire, scrivere, pubblicizzare che l’omosessualità è il male senza correre il rischio di essere portato in tribunale. Perché condannare un qualche politico per essere un vecchio porco, corrotto e lussurioso è sacrosanto quanto condannare Luca e Mario che vanno in giro mano nella mano...
Non fa una piega.
Senza contare, poi, che la responsabilità degli atti che fanno da triste seguito ad una tale propaganda di libero pensiero è sempre di qualcun altro. 
Si ignora tutta quella gentaglia che non aspetta altro che la convalidazione ‘dall’alto’ delle proprie torbide idee. Da un leader religioso, da un personaggio pubblico, da un giornalista provocatore.
Il risultato ‘concreto’ diventa un altro fatto di cronaca, di fronte a cui tutti si scandalizzano, in cui la vittima è stata quasi ammazzata a sprangate. 
E non lo hanno aggredito per rubargli il portafogli. 
Lo hanno aggredito perché è un frocio.
E lo sanno tutti, ma chiudono gli occhi.
Cosí facendo rifiutano di estirpare la radice di un male sociale che diventa sempre più un ‘male culturale’.
Preferiscono nascondere l’omofobia dietro alla bandiera della libertà di pensiero. 
La libertà di pensiero delle reti televisive e delle testate giornalistiche monopolizzate da un singolo individuo. 
O quella delle leggi ad personam. 
La libertà di pensiero del maschilismo e della discutibile condotta sessuale di alcuni uomini applaudita come segno di verace maschiezza mediterranea. 
O forse quella delle donne stuprate che sicuramente se la sono cercata vestendosi come mignotte. 
Un pensiero marcio che andrebbe curato prima di esser messo in libertà.
Là fuori, dove può fare tutte le vittime che vuole, impunemente.

Ecco, adesso sto meglio, e perdonatemi se non riesco a parlare di omofobia senza scadere nel trito e ritrito. Motivo in più per farla finita una volta per tutte. 
No, deficienti, non con i gay, con l'omofobia.

Ma allora ci fate.


TQF xx


28 comments:

Fra said...

Quell'articolo che citi è proprio il motivo per cui ci vorrebbe una legge. Ti condivido dappertutto!!
:)

claudia-cipi said...

più che una legge ci vorrebbe l'intelligenza delle persone, che le leggi vengono fatte ma poi la gente le infrange lo stesso, soprattutto in italia dove chi commette una rapina viene scagionato e chi spara per difendersi finisce in galera.
purtroppo è la mentalità della gente che deve evolversi ed aprirsi, altrimenti le leggi non possono essere fatte (perchè le fanno delle persone, anzi, dei vecchi che sono cresciuti con delle idee ben inculcate in testa, e a una certa età non è che cambi tanto facilmente) e se anche venissero fatte poi le persone ci metterebbero meno di niente a fregarsene bellamente o a trovare la scappatoia. com'è che si dice? fatta la legge, trovato l'inganno. se non cambia la testa degli idioti, la vedo dura.

Lorenzo Gasparrini said...

Dàje sempre così, TQF.

Ale [Tredici] said...

Standing ovation, come al solito. Quoto anche le virgole.

@claudia-cipi
Non sono d'accordo. Una legge serve, e non solo per prevenire i casi di violenza omofoba - magari verrà davvero trovata una scappatoia, ma anche se di poco le violenze diminuiranno per forza.
Ma una legge serve perché significa che lo Stato dà un messaggio, e cioè l'omofobia è sbagliata. È un segnale importante, secondo me: l'Italia si schiera contro l'omofobia pubblicamente, legalmente e con la più forte arma che possiede. E visto che viviamo in una Nazione dove sembra invece che le istituzioni perseguano gli ideali del machismo, come ha ricordato Queen Father, anche un segnale di questo tipo sarebbe importante.

Chiara Di Loreto said...

Quello che dici è giusto, giustissimo, e io credo anche che la nostra società sia proiettata verso la riduzione quasi totale dell'omofobia: lo credo davvero. Il mondo sarà sempre caratterizzato da degli imbecilli che vogliono sterminare gli ebrei, menare i meridionali, dire a una donna africana che sembra un'orango, e picchiare un'omosessuale. Ma c'è un sacco di gente che non è così, e che sta pacificamente, lentamente ma irreversibilmente educando le generazioni seguenti alla familiarità dell'omosessualità. Solo dovrebbero darsi tutti una mossa, per permettere anche a noi di vederlo, permetterlo a te soprattutto, che ti meriti di vedere una società cambiata perché stai mettendo la faccia e tutte le tue energie per questo sacrosanto cambiamento.

Alicia said...

Sembra incredibile che quello per cui ti batti non sia gia' nel cuore di tutti. Sono parole vere, sincere e del tutto comprensibili eppure la societa' italiana e' ancora cosi lontana dal aprire la propria mente e il proprio istinto a qualcosa di cosi "normale". Perche' amiamo catalogare, mettere etichette su quello che e' giusto e sbagliato senza lasciarci andare a tutte le meravigliose vie di mezzo, eccezioni...che poi come vediamo sanno comunque donare tanto amore, vera soluzione di tutto. (mi sono spiegata? sto scrivendo di getto...)

Mammachetesta said...

Hai talmente ragione che non credo ci sia nulla da aggiungere.

verdeacqua said...

condivido tutto, come sempre viene difficile aggiungere altro, ma questa volta te lo devo dire: MA CHE BONAZZO SEI???!!!! (mi piace assai il pantalone panna!)

nuvola »» said...

Come scrive Ale [tredici] sono d'accordo e condivido anche le virgole. Di recente ho avuto un'accesa discussione con un'omofoba... che rabbia. E' convinta che essere gay dipenda da un'anomalia del sangue. Sostiene che il feto nel grembo materno a causa di questa anomalia, si sia formato male. Assurdo!!

martilarossa said...

@ nuvola: Oddio. Dici che, riguardo alla tizia di cui parli, la madre avesse un'anomalia del sangue per cui il suo cervello, nel grembo materno, si sia formato male?! Ma certa gente da dove le tira fuori???

darling said...

bella questa versione piu' verace dell'articolo.. :)
concordo in pieno..
comunque 2 insulti ma giusto 2 a chi va in giro con la camicia di plastica cinese al 15 d'agosto mi sembrano il minimo.. ;)
bravo
e mo' ti voto pure per il blog award :)
darling

ero Lucy said...

Non ho nulla da aggiungere, sei ineccepibile. Mi chiedo solo quante di quelle che sbandierano le loro amicizie gay siano davvero, veramente, interessate a perorare la causa. Ma questo e' un altro discorso.

Cristina said...
This comment has been removed by the author.
Cristina said...

Condivido tutto. E penso sempre a quella frase di Morgan freeman: "Odio la parola omofobia. Non è una fobia. Non sei spaventato. Sei solo un coglione." La paura non spiega perchè due gay vengano massacrati di botte solo perchè si teneva per mano. No, quella non è paura. E' solo cattiveria

Debbie Elepiccolecose said...

ogni volta che penso all'omofobia, mi chiedo perché. Che cazzo frega alla gente se un uomo ama un altro uomo o se una donna ama un'altra donna? cosa li turba? li offende? li incattivisce? li infastidisce? è la loro vita privata, punto. Sembra una domanda scema, ma non trovo una risposta accettabile.

Sonsierey said...

In questi giorni sto organizzando insieme ad altri ragazzi una manifestazione davanti a montecitorio a favore della legge anti omofobia. L'idea è nata in origine per contrastare una manifestazione contro la stessa legge. Abbiamo anche creato questa petizione che chiediamo di firmare, grazie :) https://secure.avaaz.org/it/petition/Raccolta_firme_per_dire_Si_alla_legge_contro_lomofobia_in_Italia/launch/

Erika said...

Ma come lo dici tu non lo sa dire nessuno!
E i tuoi argomenti li faccio miei e li uso per stendere le mandrie gretini che pensano di essere intelligenti perchè hanno un'opinione...

@Ale [Tredici] ti straquoto la tua risposta a Claudia, che mi si drizzano i peli nel sentir certi discorsi

Rabb-it said...

A Claudia che dice che la legge non serve, dicevano così anche delle cinture di sicurezza, eppure... una volta diventato obbligatorio allacciarle lo fanno e sono molti meno quello che non lo fanno.

Chiaro ci sta sempre qualcuno che si crede più furbo o più fico a non allacciarle, ma non si può dire che la legge non sia servita solo perché ci sono quelli che si credono furbi.

Uhm... non sono sicura che l'esempio sia proprio corretto, ma quello mi è uscito.

Buone vacanze TQF!

francesca rossi said...

un articolo fantastico. come al solito mi tocca condividere riga per riga (stai quasi diventando noioso, ad avere sempre ragione!! ;-P)

clotilde de meo said...

Ciao, ti ho trovato per caso e devo dirti che il tuo blog mi piace molto. E mi è piaciuto molto anche questo post. Io non mi sono mai sentita discriminata, ma qualche difficoltà mi capita di incontrarla. Sono stata una madre single e oggi ho una bella famiglia allargata: per molti che vivono ancorati al concetto di famiglia del mulino bianco certi meccanismi sono facili da criticare o giudicare. Per comprendere ci vuole cervello e questo purtroppo non è un dono che tutti hanno ricevuto!

Scrivo anch'io :http://ilnasorosso.blogspot.it/

ti seguo!

Castagna said...

Sicuramente te l'ho già scritto da qualche parte, io faccio la prof alle medie da dieci anni e ti posso assicurare che sempre rimanendo seppellita nelle campagne del Piemonte (dove, per esempio, certe cose come considerare una donna alla stregua di un uomo quando parla devono ancora arrivare) sto già notando da diverso tempo che la qualità delle osservazioni, delle battute e anche delle domande dei dodicenni (attraverso cui si vede perfettamente la qualità dell'educazione che ricevono) è cambiata. Poi io non faccio particolari tirate a favore dei diritti dei gay (mi spreco molto di più sulle questioni che riguardano le donne) perchè ho scoperto che effettivamente ce n'è meno bisogno di quanto credessi. Per esempio mi capita di sentire un ragazzino dare a un altro degli epiteti e di censurare la parola frocio perchè è sentita come offensiva, ma se sento dire "lui è un gay" di solito rispondo "guarda che gay non è un insulto, perchè dovresti insultare qualcuno per le sue preferenze che non ti danno alcun fastidio?, se lo vuoi insultare dagli dello stronzo". E ormai basta questo, mentre qualche anno fa per frasi del genere stavo ferma tre quarti d'ora sul punto con metà classe che si sgolava a difendere i diritti e l'altra metà che urlava alla distruzione di Sodoma e Gomorra. Io credo che la cultura stia cambiando. Poi che in Italia a fare il politico ci vada gente di cultura purtroppo è molto raro. Ahimè.

Deshna Francesca said...

Ciao Marco,
sai qual è la cosa che più mi rode? Allora, io vivo in Spagna e conosco tanti, troppi ragazzi e ragazze italiane che solo qua hanno fatto outing tra cui un mio ex compagno di banco per tutte le superiori che solo qua mi ha detto la sua verità, ora che vive qua a Valencia, tagliando spesso i ponti con le famiglie originarie e gli amici. Triste, molto.

Insomma quello che mi rode è che poi si faccia finta di niente: che uno debba migrare (come poi per la fecondazione eterologa, la Ryanair si sta sfondando con sti voli) e queste persone semplicemente non esistono, perché se ne vanno, anche per paura e per rompimento di palle.

Tutte noi "minoranze" (sic, che brutto dirlo!) portiamo il peso della discriminazione sottile e spesso davvero involontaria da parte della "maggioranza" che alcuni quasi mi fanno tenerezza per la loro ignoranza.

Dall'essere discriminata in cassa al supermercato per essere di colore e dovermi quasi giustificare dicendo "No, ma mia mamma è bianca, è mio padre quello nero" sentendomi in colpa per dire una cosa del genere (scusa papà!) poi ci penso e mi dico "poveretta la cassiera, è così sfortunata"

Tutto mi fa rabbia, queste discriminazioni verbali quando leggo i giornali, quando si specifica apertamente, anche se non aggiunge niente alla descrizione dei fatti, che uno sia nero, giallo, gay, grasso.... ma perché? Per incitare ancora di più all'odio? Come se non ce ne fosse mai abbastanza?

Vedi, magari questa legge sull'omofobia è davvero inutile perché la gente magari sta zitta sotto minaccia della punizione, ma continua ad odiarti e se solo non fosse sotto minaccia....

Quello che vorrei è invece che tutti fossimo considerati apertamente uguali, come in effetti siamo, che non ci fosse bisogno di leggi così, ma chissà sogno...che mio figlio che ha due anni e che fa parte della generazione del futuro un giorno possa ridere di tutto questo....

Abrazos

Deshna Francesca said...

perché vedi, io sono politicamente e socialmente anarchica, la gente si spaventa di questo termine ma ti dò una definizione che non puoi non condividere


"L'Anarchia è l'ordine senza il potere"

Significa quindi che un popolo si autoregola e non ha bisogno di una autorità superiore che guidi il cammino sotto le minacce.

Mica per niente siamo parte di una Associazione di genitori anarchici e libertari e mandiamo i nostri figli ad una scuola libertaria, per crescerli così, nel rispetto di sé stessi e dell'altro, senza autorità, senza compiti, senza maestri...senza regole imposte, ma autoimposte secondo coscienza.

ariciao.

Tiziana said...

Sono passati due anni da questo post, ma mi sento di commentare lo stesso. Non sono gay ma sono grassa.
Sempre stata, con mia grande sofferenza, Se uno scrive: "Ma non stiamo parlando del livello di discriminazione contro la ragazzina che voleva fare la velina, ma perché assomiglia ad un capybara è stata scartata", dimostra di essere insensibile e intollerante tanto quanto gli omofobi che, in quanto gay, chiaramente condanna. C'è gente che ha subito bullismo per anni e ancora oggi ne porta le conseguenze: le vittime del bullismo vengono isolate, mortificate, spesso hanno paura anche ad uscire di casa. hanno paura di chiedere aiuto, perchè sanno benissimo che nella maggior parte dei casi non verranno prese in considerazione, sanno benissimo che se si rivolgeranno a qualche adulto, avranno il 50% di probabilità che questi gli risponda con le stesse parole dell'autore del post, se non peggio....chi scrive ciò se ne rende forse conto? non credo, vista la superficialità con cui tratta questo tipo di argomento. Nei due anni passati ci sono stati alcuni casi di ragazzini portati sull'orlo del suicidio da bulli che li avevano presi di mira perchè grassi; non se n'è quasi parlato. perchè? l'unico caso che ha fatto scalpore è quello dell'anno scorso del ragazzino napoletano violentato (perchè, per quello che gli hanno fatto, quello è stato!) con un compressore, per scherzo, per il fato di essere grasso. Ecco, siccome l' ci è quasi scappato il morto (che comunque rimarrà invalido a vita) c'è stata un po' di polemica ma poi tutto è tornato alla normalità: prendere in giro un grasso è ancora sinonimo di simpatia e ilarità. Qundo ci lamentiamo, quando facciamo notare che anche noi avremmo diritto a rispetto e dignità, è tutto un "bè ,a se tu sei così non è mica colpa nostra!",oppure "e allora se ti dà tanto fastidio perchè non dimagrisci?" o meglio ancora "smettila di fare la vittima!" e altre amenità.
No capisco in base a quale presupposto chi è gay deve per forza essere considerato più importante di me; io i gay li cnsidero come tutti gli altri ma per davvero, quindi non li considero più importanti a prescindere!
"sembrare un capybara non significa che per strada devi stare attenta a non tenere per mano il tuo ragazzo, pena una scarica di mazzate ed improperi": caro mio, quando ero alle medie due compagni di scuola per strada mi prendevano a calci dicendo che "tanto con tutto il grasso che hai non senti nulla!"; se per te tutto ciò è perfettamente normale e giusto (come sicuramente, da come parli della questione ti sembrerà normale e giusto non trovare vestiti da mettere perchè nei negozi non ci sono le taglie, o non dare lavoro a una persona perchè grassa- e non sto parlando di fare la modella o la velina!- come successo qualche mese fa ad una ragazza di Latina) mi sa che quello intollerante e razzista sei tu. solo che , siccome sei intollerante e razzista contro una categoria che tu ritieni meno importante rispetto ai gay, allora tutto va bene.
Del resto...critichi chi usa il termine frocio, ma poi tu per riferirti a quelli come me usi il termine (a mò di sfottò) "capybara", ch sicuramente non è un complimento, visto che è un orrendo animale.

Tiziana said...

Peccato che sicuramente il mio commento non verrà nè letto nè, probabilmente, pubblicato. Continua pure a dire "io sono gay QUINDI più importante di tutti gli altri" o "le discriminazioni vanno bene ma solo su certe categorie", o a dire " si ok, hai subito bllismo perchè sei grasso ma non fa nulla dai, chi se ne frega. Non è importante,puoi anche arrangiarti perchè l'unico bullismo importante che deve essere combattuto e che merita attenzione è SOLO ED ESCLUSIVAMENTE quello contro i gay!"(il senso del tuo post è questo): se credi con questo di giovare alla tua causa, sappi però che non è affatto così E sinceramente leggendo che sei anche padre, mi preoccupa molto questa cosa: mi auguro che tuo figlio/a non rimanga mai vittima di bullismo lipofobico, altrimenti non saprebbe a chi rivolgersi (a meno che non sia gay, chiaro).

Tiziana said...

Sono passati due anni da questo post, ma mi sento di commentare lo stesso. Non sono gay ma sono grassa.
Sempre stata, con mia grande sofferenza, Se uno scrive: "Ma non stiamo parlando del livello di discriminazione contro la ragazzina che voleva fare la velina, ma perché assomiglia ad un capybara è stata scartata", dimostra di essere insensibile e intollerante tanto quanto gli omofobi che, in quanto gay, chiaramente condanna. C'è gente che ha subito bullismo per anni e ancora oggi ne porta le conseguenze: le vittime del bullismo vengono isolate, mortificate, spesso hanno paura anche ad uscire di casa. hanno paura di chiedere aiuto, perchè sanno benissimo che nella maggior parte dei casi non verranno prese in considerazione, sanno benissimo che se si rivolgeranno a qualche adulto, avranno il 50% di probabilità che questi gli risponda con le stesse parole dell'autore del post, se non peggio....chi scrive ciò se ne rende forse conto? non credo, vista la superficialità con cui tratta questo tipo di argomento. Nei due anni passati ci sono stati alcuni casi di ragazzini portati sull'orlo del suicidio da bulli che li avevano presi di mira perchè grassi; non se n'è quasi parlato. perchè? l'unico caso che ha fatto scalpore è quello dell'anno scorso del ragazzino napoletano violentato (perchè, per quello che gli hanno fatto, quello è stato!) con un compressore, per scherzo, per il fato di essere grasso. Ecco, siccome l' ci è quasi scappato il morto (che comunque rimarrà invalido a vita) c'è stata un po' di polemica ma poi tutto è tornato alla normalità: prendere in giro un grasso è ancora sinonimo di simpatia e ilarità. Qundo ci lamentiamo, quando facciamo notare che anche noi avremmo diritto a rispetto e dignità, è tutto un "bè ,a se tu sei così non è mica colpa nostra!",oppure "e allora se ti dà tanto fastidio perchè non dimagrisci?" o meglio ancora "smettila di fare la vittima!" e altre amenità.
No capisco in base a quale presupposto chi è gay deve per forza essere considerato più importante di me; io i gay li cnsidero come tutti gli altri ma per davvero, quindi non li considero più importanti a prescindere!
"sembrare un capybara non significa che per strada devi stare attenta a non tenere per mano il tuo ragazzo, pena una scarica di mazzate ed improperi": caro mio, quando ero alle medie due compagni di scuola per strada mi prendevano a calci dicendo che "tanto con tutto il grasso che hai non senti nulla!"; se per te tutto ciò è perfettamente normale e giusto (come sicuramente, da come parli della questione ti sembrerà normale e giusto non trovare vestiti da mettere perchè nei negozi non ci sono le taglie, o non dare lavoro a una persona perchè grassa- e non sto parlando di fare la modella o la velina!- come successo qualche mese fa ad una ragazza di Latina) mi sa che quello intollerante e razzista sei tu. solo che , siccome sei intollerante e razzista contro una categoria che tu ritieni meno importante rispetto ai gay, allora tutto va bene.
Del resto...critichi chi usa il termine frocio, ma poi tu per riferirti a quelli come me usi il termine (a mò di sfottò) "capybara", ch sicuramente non è un complimento, visto che è un orrendo animale.

The Queen Father said...

Tiziana, ti sorprenderà sapere che il tuo commento e stato pubblicato e letto.
Non capisco perché non dovrei pubblicarlo.
In realtà secondo me, visto la cocente sofferenza legata alla tua situazione, hai un po' travisato il senso del mio post.
La mia è una riflessione su quanti equiparano (come te) la discriminazione inflitta agli omosessuali a discriminazioni come la 'lipofobia' (termine per me nuovissimo tra l'altro...). Ho sottolineato il fatto che io non intendo sminuire le sofferenze altrui.
Soffriamo tutti per gli sfottó e l'insensibilità del prossimo ed ogni sofferenza è penosa, non ne esiste una più meritoria di compassione di un'altra, cosí come non esistono discriminazioni peggiori di altre.
Infatti nel post non parlo di questo.
Rispondo a chi sostiene che una legge che prevede l'omofobia come aggravante di un delitto non sia necessaria, paragonando l'omofobia alla grassofobia (altro termine arcano).
Per quanto il tuo passato ti faccia soffrire, è innegabile che oggi le possibilità che un gay ha di essere ammazzato perché gay sono di gran lunga superiori a quelle che hai tu di essere ammazzata perché grassa.
(per non parlare delle istanze in cui l'omosessualutà è punita dalla legge o è motivo di esclusione da istituzioni e diritti civili, come il matrimonio)
La legge purtroppo non protegge nessuno dallo scherno e dall'imbecillità del mondo, ma c'è del pericolo VERO in giro per gente come noi, un pericolo che va oltre lo sfottó, il bullismo e la distruzione dell'autostima.
C'è gente che ancora viene ammazzata come i cani perché è gay.

Ai grassi per fortuna non succede.

La differenza nell'approccio ad una legislazione adeguata sta tutta qui.
Mi auguro che ora sia chiaro.

TQF

P.S.
'Capybara' non è sinonimo di grassa, ma di cozza.
Non se ne vogliano a male le cozze, ma purtroppo il periodo delle veline cozze deve ancora venire e non è certo colpa mia per averlo sottolineato.


Tiziana said...

Anche omofobia era un termine sconosciuto prima che venisse imposta come nuova moda quella di dare dell'omofobo a chiunque, da quello che dice "i gay sono tutti pedofili" a quello che dice "sono contrario all'utero in affitto" o addirittura "non mi piace Elton John". se cerca su internt scoprirà che i termini grassofobia e lipofobia esistono da tempo. e sinceramente gli unici paesi in cui i gay sono in pericolo in quanto tali mi sembrano quelli islamici, non certo quelli occidentali dove mi risulta che un omicidio sia considerato alla stessa stregua dalla legge, sia che la vittima sia gay che sia etero o altro. grazie comunque per aver pubblicato il mio commento.