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Sotto alla Corona

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Se avete voglia di parlare o se sentite che qualcosa che scrivo vi tocca da vicino, non siate timidi e mandatemi due righe... Scrivete a thequeenfather@me.com Mi fa sempre piacere!

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No, per dire, io sono ancora in vacanza... Cioè, ero in vacanza fino a due giorni fa, adesso sono di
nuovo in Purgatoire.
Scrivo questo post di corsa perché oggi pomeriggio scappiamo al Musée Rodin visto che fuori sembra novembre.
Do' vai a Parigi quando piove? Al museo.
Sì, esatto, dopo un anno due palle così.
L'Italia è stata un balsamo per l'anima, ho ancora il rumore delle cicale nelle orecchie ed i piedi abbronzati.
Dio mio, il trauma più grande è sicuramente infilarsi delle scarpe chiuse dopo due mesi di infradito e sandali.
Una profonda ingiustizia.
Ricordo con commozione le serate Tappo-free che mi hanno visto con un Mojito in mano partendo da 'rilassato' e 'allegro', poi passare a 'briaco' e 'iperattivo', e poi attraversare con orgoglio 'sfranto', 'allucinato' ed in fine approdare a 'in braccio a Cristo'.
Ma oggi non è tutta merda, pioggia, lamentele ed alcolismo, che io i piagnoni alcolizzati li ammazzerei di botte. Ci sono delle buone nuove!
Grazie al vostro indefesso e sconsiderato supporto, completamente ai danni della società e del naturale ordine dell'universo, The Queen Father è stato nominato come miglior blog per Genitori e Bambini
(categoria n.17) ai Macchianera Italian Awards 2013, anche descritti come gli Oscar del mondo bloggarolo.
E sí, io sarei sicuramente Meryl Streep, che tutti battono le mani e dicono 'Meryl quanto sei brava!' poi non vince quasi mai un cazzo.
(3 Oscars per 17 nominations... Poraccia.)
Trovate in alto a destra le due immagini con i links per continuare a votare.
Ci pensate? Un papà gay potrebbe vincere come miglior blog per genitori e bambini in Italia... E magari il premio verrebbe consegnato da Papa Francesco.
Adesso, per amor di onestà, lo devo ammettere, come blog per Genitori e Bambini sono un po' atipico, dal momento che non sto a cercare di vendervi pannolini ecologici fatti di foglie di fico o creme per i capezzoli alla cera d'api, e neanche cerco di darvi consigli su come far addormentare il piccolo rompipalle che gira da 26 ore senza sosta e vi spinge all'alcolismo.
Di consigli da darvi ne ho sempre avuti pochi, forse perché sono io ad averne più bisogno, o forse perché lo scopo di questo blog non è quello di condividere chissà quale conoscenza.
Scrivo di me, di noi, della mia famiglia. Con onestà, con fierezza. Dico un sacco di parolacce, impreco, mi incazzo.  Lo sapete no?
Magari leggendomi non saprete mai se è meglio cantare una ninnananna per far addormentare vostro figlio o mettergli la Vodka nel biberon, ma, si spera, avrete meno paura.
Meno paura del diverso, meno paura di essere diversi, di fare le cose in maniera diversa, di essere una famiglia a modo vostro, di non rientrare negli schemi, di cercare la VOSTRA felicità.
Forse avrete meno paura di ammettere che non esistono schemi e sicurezze, che siamo tutti delle anomalie che si fanno strada nel mondo e che sono i numeri che definiscono la normalità delle cose.
La crema per i capezzoli che minacciano di cascare a terra non la troverete qui e neanche il miglior corso di mandarino per i neonati genialoidi.
Però credo troverete altro da insegnare ai vostri figli.
E non è poco.

TQF xx


P.S.
Grazie a tutti! Essere nominato accanto a dei veri e propri giganti della blogosfera è stata una grossa soddisfazione, e la devo a voi! Adesso cercatemi un Minipony rosa da cavalcare sul palco durante le premiazioni.







Perdonate il titolo ed il tono, ma oggi mi rode il culo.

Mi rode e me lo gratterei volentieri con la faccia di tutti gli oppositori alla legge anti-omofobia. Un altro ragazzo è morto. Un quattordicenne. "Mi uccido perché sono gay e nessuno capisce il mio dramma..." o giù di lí. Il contenuto delle due lettere (una cartacea ed una su un pen drive) lasciate alla famiglia resta avvolto nel riserbo.
E meno male.
Rimane comunque il fatto che qualcuno, con tutta la vita davanti, ha deciso di farla finita perché gay.
Che faccio? Strumentalizzo questa nuova tragedia per fare un po' di lobby?
No.
Però ne devo parlare, ancora. E se volete chiamarla lobby, cazzi vostri. Mi basta che leggiate, che diffondiate, che ne parliate. Mi basta che vi guardiate intorno, soffermandovi su quel ragazzino effeminato, o solo più delicato degli altri maschietti del quartiere. Sí, quello di cui tutti sanno qualcosa nel palazzo. Mi basta che ci parliate, che gli apriate un po' il cuore, perché sentirsi soli e disperati a 14 anni non è solo un grande spreco di vita. È una vergogna per tutti noi.
Porca troia aprite gli occhi!
Poteva essere uno dei nostri figli e si chiamava Roberto.
Squillo di telefono.

"...buongiorno caro!" la voce ancora impastata di sonno del mio migliore amico nonché pseudo-fratello di secoli e secoli fa.
"Buongiorno un cazzo... Sono le cinque e mezza del pomeriggio! Che fine hai fatto oggi?"
"Ah... Sí... Sai ieri sera ho fatto un po' tardi... Ho conosciuto una... Un culo della madonn..."
"Ecco, bravo, risparmiami i soliti dettagli, mi fido"
"AHAHAHAH! Sei geloso? Lo sai che per me sei sempre l'unica... Straordinaria, normalissima. Che fai stasera? Vogliamo fare una cosa tranquilla? Come ai vecchi tempi?"
"'Cosa tranquilla' e 'vecchi tempi' sono due cose diverse. Che hai in mente?"
"Ma niente... Vediamoci per un gelato, ti presento altra gente e poi vediamo..."
"No...Devo sapere cosa hai intenzione di fare... Perché 'poi vediamo' significa sempre 'poi vediamo se riusciamo a tornare a casa'... Tengo prole io."
"E che palle! Sei diventato mia madre perdío! Mettiti carina e basta. Ti fidi di me?"
"Ovvio. NO! E non chiamarmi carina."
"Bravo... Ti passo a prendere alle 22.00... Anzi, no, mi passi a prendere tu che non voglio guidare stasera... Dai, ti faccio pure fare il cavaliere."