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Mi butto di faccia sulla polemica del momento, come faccio davanti ad un bel piatto di bucatini.
Guido Barilla.
Sapete il resto.
Se mi seguite sui social, saprete anche che io NON boicotterò la pasta Barilla, che continuo ad usare, insieme a tante altre marche anche più buone, se vogliamo dirla tutta.
Non mi interessa la diatriba legata alla presunta tossicità degli spaghetti, o alla presunta bassa qualità del grano usato (dicono che venga coltivato nelle favelas brasiliane e concimato con pezzi di cadavere...).
Il signor Barilla ha esercitato il proprio diritto (ancora supportato dalla legge italiana peraltro) di ribadire che l'immagine del suo brand è inestricabilmente legata all'immagine della famiglia tradizionale, di quella famiglia che tutti ricorderete.
Quella dove la bambina deficiente perde l'autobus e, invece di aspettare il papà all'uscita di scuola o chiedere di fare una telefonata, se ne torna a casa saltellando sotto al diluvio universale e fa tardi.
In tutto ciò nessuno la va a cercare.
I genitori, a casa, si limitano a guardare l'orologio (il papà realisticamente rientra a casa dal lavoro per pranzo. Che lavoro fa? Il portiere del palazzo?), ma nessuno si azzarda ad uscir di casa con un ombrello per vedere se 'sta poraccia sia stata spianata da una macchina o rapita dai pedofili.
Alla fine (quando il minestrone è pronto) 'sta piccola infame si presenta a casa tutta fradicia con in più un gattino randagio. Che io ce la avrei presa a sberle col gatto. E vissero felici e contenti.
Perché dove c'è Barilla c'è casa.
Le favole del marketing.
Abituatevici.

Non credo nel boicottaggio perché penso che il signor Barilla si sia dato da solo la zappa sui piedi per due motivi.
Il primo è che, anche se in Italia si tratta sempre di guerra tra poveri quando si parla di lotta per i diritti LGBT, nel mondo (per  il quale Barilla resta leader dell'industria della pasta) l'omofobia non genera business, ma lo danneggia. E non parlo di boicottaggio del prodotto, parlo di qualcosa che andrà ancora più sotto pelle a tanti. Il boicottaggio avviene a livello culturale (vedi Silvio e l'esportazione dell'immagine dello sborone italiano e i conseguenti danni) e ne soffriamo tutti.
Secondo, con la sua dichiarazione Guido Barilla non ha fatto altro che sottolineare il fatto che l'immagine di famiglia da lui cosí alacremente difesa non esiste. Non esiste da decenni e pure quando esisteva era un miraggio. Ma abbiamo voluto crederci in tanti.  Questo è il vero potere dell'advertising che fa leva sul nostro voyeurismo ed insicurezze.
Guardare da fuori dentro alla finestra su una perfetta vita coniugale e familiare, dove tutti sono felici, soddisfatti e realizzati nel loro ruolo: la mamma in grembiule che serve a tavola, il papà ancora in completo blu, ed il resto della famiglia seduto, composto e sorridente. L'illusione del nido perfetto e preconfezionato che funziona quasi da solo.
Stiamo parlando di Stepford Family.
Immagine arcaica, ma soprattutto falsa.
Falsa perché non rappresenta tutte le famiglie che comprano la pasta Barilla.
Di conseguenza, quando il signor Barilla esorta chi è offeso dalle sue dichiarazioni a comprare un'altra marca, non sta invitando solamente i gay, ma, indirettamente, chiunque non si ritrovi a far parte del suo target.
Sí, insomma, lui è una volpe.
Per questa serie di motivi io non boicotterò la pasta Barilla. Non mi serve. Perché il danno maggiore all'immagine del brand lo ha già fatto lui, esercitando il sacrosanto diritto di dire "Il nostro prodotto si rivolge a questo tipo di famiglia. E basta, fatevene una ragione!" e io non ci vedo nulla di male.
È una decisione del cazzo, per carità, ma è roba sua. Mi dispiace di più per i lavoratori ed impiegati della Barilla (tra cui sicuramente tantissimi omosessuali) che potrebbero soffrire in seguito al tanto auspicato crollo delle vendite.
In fondo non prendiamoci in giro, nessuno di noi è esente dal bombardamento dell'advertising, che è un macchinario spietato, brutale e di un cinismo quasi patologico in cui l'essere umano non esiste nelle sue sfumature di colore, ma assume i toni solidi e piatti del target, del soggetto per cui un prodotto viene pensato e creato.
Dai, con tutta la pubblicità che avete in TV non avete ancora capito quali sono i prodotti per le mamme frustrate, per i bimbiminkia, per le lolite aspiranti veline, per i maschi con la sindrome del pisello piccolo, per le zitelle sulla cinquantina malate di sesso e via dicendo?
Solo che mica possono dirvelo in faccia. Aspettano che siate VOI a riconoscervi nel loro prodotto.
Il gioco del mercato è subdolo e sarebbe dovuto rimanere tale anche per la Barilla, perché tutti hanno diritto di alimentare a colpi di carboidrati l'illusione di vivere in una famiglia perfetta.
Purtroppo però i soldi, l'esperienza ed un grosso nome sulle spalle non esentano nessuno dall'imbecillità.
Intanto io scolo la pasta e rido.

Buon appetito Guido.

TQF xx





45 comments:

Elena said...

Pienamente d'accordo con te.
Tranne che per un particolare.
Io da bambina sognavo e speravo ardentemente tutte le volte di trovare un gattino sperduto come la bambina della pubblicità...e se quando tornavo a casa da scuola pioveva ero felice come una pasqua perché sarebbe stato ancora più simile allo spot!
Infanzia bruciata di una teledipendente. :P

Rouges said...

L'analisi più lucida ed intelligente che ci sia relativamente a questa faccenda. Come sempre...chapeau!

Anita said...

fantastico come sempre..e come sempre aspettavo il tuo post, sicura che non saresti sceso in basso, in fondo, che senso avrebbe, il sig. Guido si è già impantanato da solo! un bacino a Gabriel

mammafelice said...

Buon appetito. Sei un tesoro.

Nonsense said...

spero che sulla vostra pasta ci sia un ottimo ragù italiano (almeno quello, democratico e senza cadute di stile di stampo fobico)!

Valentina VK said...

io ricordo di aver invidiato tantissimo la bambina fradicia perche; mia madre ultraprotettiva non mi fece tornare a casa da scuola da sola fino alla fine delle medie e anche dopo se ci mettevo cinque minuti di piu perche mi fermavo a comprare la focaccina con le amiche e a chiaccherare poi mi faceva il culo che stava per chiamare la polizia che mi avessero rapito

Valentina VK said...

detto cio' a latere, condivido la tua analisi e aggiungo che certe persone non ce l hanno il senso della comunicazione e dell improvvisazione e se sono manager bravi a fare i manager ma non a parlare in pubblico (lo spero per i suoi impiegati che sia bravo a fare il suo lavoro) dovrebbero evitare di dare interviste che finiscono solo per danneggiare le vendite e quindi i suoi impiegati.

verdeacqua said...

concordo in pieno con tutto quello che scrivi. Io la barilla non la compro da sempre, hai ragione tu, ce ne sono semplicemente di più buone. Credo che la cosa più fastidiosa e per cui reputo davvero un povero coglione il signor barilla sia quello che ha detto in seconda battuta al vecchio e antipatico cruciani: che gli omosessuali possono fare quello che vogliono "basta che non diano fastidio, che stiano al loro posto".
E' con gente che la pensa così che vorrei tanto fare un falò. Ma temo che i fumi sarebbero troppo tossici.

Lunablu said...

Massì dai, chè Guido poverino ha chiarito che in fondo "voleva semplicemente sottolineare la centralità del ruolo della donna all'interno della famiglia"...che secondo lui quindi è centrale perchè mette su la pasta!!!:-( senza contare che evidentemente pensa che ci siano solo coppie di omosessuali maschi! Poveri noi....dalle mie parti in Veneto si dice "peso el tacon ch'el sbrego" :-)))

mafalda said...

E del fusillo in valigia, ne vogliamo parlare? E di quanti insetti avrà attirato, una volta dimenticato nel bagaglio dallo sventurato genitore di turno?
P.S. la penso come te.
Ci ha offeso tutti.

strega dei gatti said...

Io se fossi in Guido prenderei paro paro la vostra foto e la schiafferei su tutti i cartelloni... è FANTASTICA... anzi siete FANTASTICI... VI ABBRACCIO

Piperpenny Live from Hamburg said...

Sono d'accordo su molte cose che hai scritto. Soprattutto con la frase "...l'immagine di famiglia da lui cosí alacremente difesa non esiste. Non esiste da decenni e pure quando esisteva era un miraggio. Ma abbiamo voluto crederci in tanti. Questo è il vero potere dell'advertising...".
Ed è proprio per questo che io invece ho intenzione di boicottare Barilla: affinchè le cose cambino. Perché visto che l'advertising ha un'influenza enorme sulla gente, se un prodotto così famoso e venduto cercasse di far passare il messaggio che TUTTE le famiglie sono normali, forse si riuscirebbe a combattere un po' l'ottusità che c'è ancora in Italia (lo dico da etero che vive all'estero). Ovvio che, al momento, è utopia. Ovvio che queste operazioni dovrebbero arrivare da chi ci governa e non da chi produce pasta, ma da qualche parte dobbiamo pur cominciare, se vogliamo che le cose cambino. E visto che l'occasione si è presentata così, io dico di cogliere la palla al balzo.
PS: la foto è stupenda!

Mamma Che Paura! said...

Infatti la cosa più singolare di tutta la vicenda è che i più hanno considerato le unioni gay come le sole opposte al concetto di famiglia tradizionale, che mi pare molto superficiale. La famiglia del Mulino bianco, sempre se sia mai esistita, oggi è un retaggio culturale. Forse sarebbe ora che ci si concentrasse sul fatto che esistono tanti tipi di famiglia (unigenitoriale, allargata, attempata, non sposata) in cui le unioni gay sono solo una tipologia. Renderebbe il tutto più semplice da spiegare ed accettare...

Anonymous said...

Io invece mi sento in colpa con me stessa a dare i soldi a 'sto deficiente ed arrichirlo. Quindi comprerò altra pasta, con la speranza che non tutti i produttori di pasta italiani abbiano questa caratura intellettuale. Francesca.

Alice - Operazione fritto misto said...

Posso dire che questa cosa non mi ha sconvolta?
Insomma, sappiamo che è pieno di ignoranti ovunque. Sappiamo che, in quanto tali, non si fermano neppure se hanno visibilità.
Sappiamo anche che non sono dotati di tasto RESET; nè che possiamo raggrupparli in una grotta scavata nella montagna ai confini del mondo, dove lasciare che si scannino a suon di sparate.

Perciò non mi sconvolgo. Catalogo queste perle in un archivio mentale sotto la C di "Cazzate epiche", e cerco di far capire a chi posso (sorella, amico, cugina piccola...) quali siano le cose davvero importanti.

Per noi "tradizione" va spesso a braccetto con "preservare".
Il signor Barilla vuole preservare quello schema della donna casalinga/uomo lavoratore che esiste sempre meno.

E poi la questione di marketing mi fa un po' ridere.
A parte che oramai sappiamo tutti come funziona, e mi chiedo se ci sia ancora qualcuno che venga spinto a comprare per la famiglia bella e sorridente dello spot; più che altro vorrei tanto dire al caro Guido che se in una pubblicità, con la casa da catalogo illuminata dalle luci calde dell'intimità della sera, ci piazzasse Daniel Nilssan e Raoul Bova che danno da mangiare alla loro bimba bionda e boccolosa le penne Barilla, si fidi, le vendite forse aumenterebbero più che con la famiglia felice.
D'altronde, se è convinto che sia la donna a mandare avanti la cucina, gli converrebbe pure.

Alice

Beatrix Kiddo said...

Analisi lucida, logica ed intelligente. Il signor Barilla si è tirato la zappa sui piedi da solo (non compro la sua pasta da anni semplicemente perchè è venduta a prezzi troppo alti e non è neppure migliore di tante altre), e le scuse fanno ancora più ridere.
La foto è bellissima.

Misantrophia said...

La DOLCEZZA di quella foto....

Claudia said...

"Guardare da fuori dentro alla finestra su una perfetta vita coniugale e familiare, dove tutti sono felici, soddisfatti e realizzati nel loro ruolo: la mamma in grembiule che serve a tavola, il papà ancora in completo blu, ed il resto della famiglia seduto, composto e sorridente. L'illusione del nido perfetto e preconfezionato che funziona quasi da solo."
Guarda io ti darei il nobel :)

enjoycoffeeandmore said...

Una vera Regina inside
sopra a ogni cosa
sopra tutti
senza peli sulla lingua
ma con Classe

MadreCreativa said...

"Da noi c'è casa anche quando la pasta è finita!"...tutto quello che conta è racchiuso in questa frase! Mitico!

Anonymous said...

fa da se che non serve boicottare nulla...ha gia' fatto da solo...un genio!
PS ammappete Gabriel e' sempre piu' la fotocopia del maritone!!!
siete belli belli belli,
Marty

Anonymous said...

Analisi azzeccatissima e come sempre lucida e precisa. Mi spaventa che il Guido fa un discorso che non si discosta da altri già sentiti, e gli esempi si sprecano.Il sonno della ragione ha generato dei mostri con cui dobbiamo ancora fare i conti, e la Storia ce lo ricorda spesso.La vostra foto bellissima vale più di mille parole, belli de zia! Boicottare la sua pasta?Lo faccio da anni, ma a modo mio: infatti mò vado a farmi un piatto di fettuccine con la ricetta de nonna: rigorosamente fatte in casa, quelle sì tradizionali e autentiche ;) Cris

Graziella SeaSunStories said...

Lette la notizia sono corsa sul tuo blog per vedere cosa ne pensavi. Interessante punto di vista, é un piacere leggerti ti trovo sempre molto costruttivo e poco propenso alla polemica sterile. Ps. Fantastica la replica della Garofalo, non trovate ??

Anna A said...

io non vedo bene il senso di tutto sto vespaio, da anni e decenni vediamo le pubblicità zuccherose della barilla, del mulino bianco con le loro famigliole irreali, non per niente "famiglia del mulino bianco" è una locuzione che ormai è entrata nel linguaggio comune, poi un giorno barilla esplicita ciò che da decenni le sue pubblicità ci hanno mostrato, che la famiglia che gli interessa rappresentare nei loro spot è quella con donna casalinga uomo in carriera e uno - due figli, e tutti a scandalizzarci?
ma di che?
ha solo esplicitato quello che vediamo da decenni nei suoi spot, o qualcuno li aveva interpretati in modo diverso? non credo è impossibile.... se non vi piace il modello di famiglia veicolato dagli spot barilla, scusate ma ve ne accorgete ora?

perché solo ora è stato esplicitato quello che fino a ieri era visibile a chiunque?

boh mi sembra un po' ipocrita.

quid76 said...

Una cosetta dal passato: http://nlj9.qr.ai

Il tipo puo' liberamente scegliere che tipo di pubblicita' fare, ma non puo' offendere e discriminare altrettanto liberamente. Lo disturbiamo se esistiamo? Tutti presi da pub si/pub no. Ma e' il sessismo e conseguente omofobia il punto.

Belli, voi! :-)

Patalice said...

guarda...
sono dell'opinione che non ci sia nulla da battagliare...
sono anche dell'opinione che l'opinione pubblica debba scandalizzarsi, ma non fare troppo rumore su questa cosa, che le cose per le quali fare rumore sono altre.
banalmente io, sclgo De Cecco.

Anna A said...

bè quello certo anche io mangio solo de cecco da anni, la barilla non la compro mai ;-)

continuo a nn capire il problema dove sia, ognuno ha il diritto di preferire e appoggiare il tipo di famiglia che vuole, penso che sia questa la vera liberta'. non vedo dove siano le offese perdonatemi.

io sono la prima che pensa che i gay dovrebbero potersi sposare e adottare figli e fare ricorso alla fecondazione assistita, ma non mi sento offesa se un altro non la pensa come me, il mondo va così non siamo mica tutti uguali, non pensiamo tutti allo stesso modo, non abbiamo tutti le stesse aspirazioni ecc.

perdonatemi io davvero l'offesa in quell'intervista non riesco a vederla, non vedo l'omofobia né il sessismo. vedo solo una persona che ha espresso una propria opinione, una preferenza per un tipo di famiglia anziché un'altra. il problema dove sta? ora dobbiamo tutti pensarla allo stesso modo per non essere tacciati di discriminazione? scusate io non ci sto.

poi che sia stata una mossa cretina dal punto di vista del marketing è un altro discorso eh.

Anonymous said...

Ma solo io mi chiedo se sia necessario che una ditta che fa pasta debba avere fra i valori della sua azienda il tipo di famiglia che gli pare? No, dico, i valori della sua azienda... non la qualità delle materie prime, la sicurezza degli impianti di lavoro, le condizioni contrattuali per i dipendenti e tante altre cose, no, si preccupano di promuovere un tipo di famiglia. Magari per distrarci proprio da altre cose, no? Certo, se l'azienda rifiutasse di assumere omosessuali la boicotterei immediatamente, ma sono d'accordo che in questo caso il tipo si è dato la zappa sui piedi da solo, ha fatto una pessima figura e adesso la gente più arrabbiata gli dà addosso, quelli più tranquilli ridono di lui. Anche perchè quel tipo di famiglia che dice lui fa solo ridere, per non piangere, ripensando ai nostri di pranzi, alle mattine, alle serate...

Robin said...

Oh beh io la pasta Barilla non l'ho mai comprata comunque, quindi continuero con questa specie di boicottaggio indiretto ;)
Però non mi toccare la pubblicità della bimba fradicia col gattino! Se la rivedessi mi commuoverebbe ancora! ^^'

Irina VonP said...

L'unica lettura che meritasse di essere letta sulla polemica Barilla! Finalmente chi dice le cose come stanno! :)

Nunzia Cillo said...

Chapeau!

quid76 said...

Intanto insistono a "fare errori di comunicazione"
http://parma.repubblica.it/cronaca/2013/09/28/news/luca_barilla_per_noi_questi_giorni_sono_stati_drammatici-67452994/

"consumatori appartenenti ad altri mondi"

Di grazia, quali?

Calenda Maia said...

Arrivo qui su segnalazione di un'amica. Caro QueenFather, sei molto sobrio ed elegante nel pensare che il boicottaggio si farà spontaneamente senza particolari scelte consapevoli da parte delle persone. Ma personalmente sono d'accordo con Piperpenny: Barilla va boicottata per rispondere sia a Guido Barilla e alle sue parole sui gay che non devono dare fastidio, sia alle barzellette di CasaPound su Laura Boldrini, sia Andrea Scanzi, insomma a tutti quelli che si sono allineati alla difesa della famiglia del Mulino Bianco - ormai il nome ha un significato preciso.
Prova a guardarla in questo modo: sono 30 anni che ce la menano con bambine sceme e cinesine adottate, poi scopriamo che era cinico marketing, Guido Barilla pensava veramente di difendere un suo modello di famiglia, in cui credeva e che ha propagato...a conti fatti, ha forse provocato più danni lui del Vaticano,

Beat said...

la stessa cosa che ho pensato io! E comunque
http://www.youtube.com/watch?v=DqF_3-xNFdk&feature=share ahahaha no vabbè....per chi ha 5 minuti per riderci su :D
complimenti per il post ma anche per la foto!

eli puccioni said...

concordo a pieno..e che bella la vostra foto!!

Gian Franco Kum said...

completamente fuori dall'argomento
per un papà appassionato di Peppa Pig: http://www.youtube.com/watch?v=vXPzG22TwW8
spero possa piacere

Cappuccino e Baguette said...

Ognuno è libero di reagire come vuole. Così come Guido Barilla è libero di esprimere la sua opinione, sono d'accordo. Che poi non sappia scegliere tempo, modo e luogo e scateni un casino, beh, quello può capitare e sono tutti problemi suoi.

Anche se in effetti perfino a me dà fastidio l'idea di "famiglia tradizionale" visto che ormai ce ne sono ben poche, anche in Italia. E poi chi lo dice che zia peppina e una colonia di gatti non rappresentino una famiglia numerosa? Vabbè è un discorso lungo...

Comunque, divagazioni a parte, condivido e apprezzo la linea del "sticazzi" in questo caso particolare e più in generale come filosofia di vita, specialmente per chi è abituato ad essere giudicato. Perché se uno dovesse aspettare che gli altri gli dicano ok, lo puoi fare. Oppure ok, vai bene. Allora faremmo prima a incatenarci al termosifone a casa ed aspettare che qualcuno decida che sia il caso di venirci a liberare.

Che poi il boicottaggio a che dovrebbe servire? Che il povero manager sa di aver fatto una minchiata, ma non è che se non mangiate più i suoi fusilli cambia idea, eh...

P.S.= Io comunque la pubblicità della pupa e del gattino la adoravo. E tuttora mi commuovo. Ecco.

Anonymous said...

Ti ho visto ieri sera su RealTime. La vostra casa e' davvero magnifica e tuo marito veramente gnocco!
Ma tu la Dukan non l'avevi ancora fatta,vero?

Sarà

Kite said...

Quanto siete belli :)

Fioly said...

e quante saranno le famiglie contemplate nel target di riferimento (mamma che serve a tavola, papi sorridente forchetta in mano, bambini COMPOSTI)?... diciamo 7 o 8 in tutta Italia per un paio di giorni l'anno? auguri, signor Barilla

Anonymous said...

Ho trovato questo sito che offre app davvero carine per i bimbi http://littlesmilingminds.com/ Finalmente un app diversa dai soliti giochini e almeno giocando imparano qualcosa.

Elena Donà said...

Oh! Qui c'è un cane che ha scritto una cosa dopo aver ripensato alla stessa pubblicità: http://www.pagina.to.it/index.php?method=section&action=zoom&id=12506

momma said...

Bellissima famiglia che siete, Marco!
Però la proposta Déco era la piú stupenda...

Sabrina G. said...

io ho trovato le esternazioni di Barilla fuori luogo. Cosa gliene importa di che tipo di famiglia esiste in Italia e all'estero? Perché erigersi a paladini del modello "famigli tradizionale"? Chi gliel'ha chiesto? Epic fail.

Sara L'arcobaleno di Sara said...

siete meravigliosi! <3
ciao
Sara