Seguimi Via Mail!

Sotto alla Corona

My photo
Se avete voglia di parlare o se sentite che qualcosa che scrivo vi tocca da vicino, non siate timidi e mandatemi due righe... Scrivete a thequeenfather@me.com Mi fa sempre piacere!

Search

Loading...

Blog Archive

Archivio Reale



Non potevo esimermi dalla polemica legata all'ennesimo tentativo italiano di guardare in faccia la nuova società. Mi riferisco alla proposta della consigliera del Comune di Venezia Camilla Seibezzi, delegata ai Diritti Civili ed alle Politiche contro le Discriminazioni.
Proprio sua infatti è la proposta di eliminare dai formulari per le iscrizioni a scuola ed asilo le denominazioni 'padre' e 'madre' a favore, secondo i giornali, di un più democratico (anche se asettico) 'genitore 1' e 'genitore 2'.
A gettare benzina sul fuoco arriva Cécile 'Rimannatelaincongo' Kyenge, una donna che ha il difficile compito di essere nera in un paese cattolico la domenica e razzista/omofobo il resto della settimana, dichiarandosi favorevole alla proposta: "Mi sono sempre battuta per le pari opportunità, se questa è una proposta che le rafforza, mi trova d'accordo" sono le parole del Ministro.
Adesso, rimettete la Bibbia nel cassetto, perché "Rimannatelaincongo' è un nomignolo affettuoso che le ho dato sulla scia di tutte le cattiverie che leggo OVUNQUE nei commenti ai vari articoli che hanno il Ministro Kyenge come protagonista.
Siete voi a dovervi vergognare!

Ma suppongo che 'vergogna' è qualcosa che si prova da soli, al buio, quando non vi vede nessuno e quando non potete nascondere il vostro veleno dietro ad un avatar, solitamente più imbecille di voi.
Scusate eh, certe invettive mi fanno girare le palle come il maglio rotante di Gig Robot d'Acciaio.
Ovvio che non ce l'ho con 'voi', amati lettori.
Per tornare alla proposta, seppure mi gratifichi e commuova il goffo tentativo di guardare in faccia una realtà che è nuova e che avanza ogni giorno, in cui la famiglia 'tradizionale' è solo una delle versioni della famiglia in generale, non posso negare l'inutilità del gesto.
Inutile in un paese che non riconosce le unioni tra omosessuali, che non riconosce nuclei familiari 'atipici' e 'non omologati' e che quindi che non ha ancora gettato le basi perché una proposta come quella della Seibezzi possa avere senso e sperare di trovare più comprensione nella società.
In un momento 'delicato' come questo, in cui tutti i quotidiani traboccano di notizie sui 'diritti arcobaleno', si rischia di alienare quelli che dovrebbero invece supportare il cambiamento.
Sí perché eliminare le denominazioni 'padre' e 'madre' da un modulo, viene vissuto da qualcuno come un vero e proprio sopruso. Un furto di identità. Un attentato allo 'status quo'.
E lo capisco.
Tanta gente là fuori ha bisogno di essere rassicurata e tranquillizzata che non c'è in atto un'invasione planetaria di Mini Ponies e che nessuno vuol cancellare dalla faccia della terra le coppie eterosessuali, i loro figli ed i loro diritti.
Sembra deficienza allo stato puro anche pensarlo, ma se vi immedesimaste in questi genitori, capireste perché certe cose vanno fatte col cervello, un passo alla volta, ma nel giusto ordine.
Ovvio, io dico 'ste cose perché cerco SEMPRE di dare il beneficio del dubbio a tutti, anche se in pratica non ho capito che cazzo vi cambierebbe se invece di 'mamma e papà'  doveste firmare accanto a 'genitore 1 e genitore 2'.
Forse l'ordine numerico potrebbe dare adito a conflitti tra coniugi del tipo "Ah bello, me lo só portato in panza 9 mesi e adesso sembro una pera con le smagliature... 'Genitore 1' sono decisamente io!".
Ma se tutto ciò che siamo capaci di fare è della polemica, allora basta. E se non è la proposta in sé che vi fa venire le fantiole, sarà il fatto che la Kyenge la supporta, e "come osa 'sta negra venire a dettare legge" nel vostro illuminatissimo paese? Insomma dai, bisogna cambiare un po' l'atteggiamento generale.
Nel frattempo, nel regno di Francia, dove la legge per il matrimonio omosessuale è già passata mesi fa ed i formulari stanno pian piano cambiando per riflettere questa nuova realtà, io mi trovo a fare i conti con i moduli scolastici di mio figlio, dove 'madre' e 'padre' sono presenti. In neretto.
Ma a me non dà cosí fastidio.
Prendo la penna, scarabocchio sopra a 'madre' (cercando di scacciare dalla mia mente la faccia di mia madre impiastricciata di biro...) e ci scrivo 'PAPÀ' a caratteri cubitali con accanto il mio nome e
cognome.
Scelgo di rimpiazzare il ruolo di 'madre' su un formulario perché, sapete meglio di me, io sono quello che è operativo 24 ore su 24. Rintracciabile 365 giorni all'anno. Sono quello che ha tutti i numeri in tasca: pediatra, oculista, dentista, chirurgo plastico e ferramenta. Sono quello che corre, che si ricorda, che guida, che prende e porta, sono quello che lava/stira/cucina/coccola/rimprovera/spera.
Suppongo che sí, in molti mi chiamerebbero 'madre'. Quindi ok. Usurpo quello di posto.
Per ora mi sta bene così. Anche se devo confessarlo, ogni volta che devo compilare un modulo, è come se facessi coming-out.
Qualche giorno fa mio figlio è tornato a casa con un lavoretto da fare.
Un foglio A4 con su disegnato il contorno di una mano. Dietro al foglio c'era la storia letta in classe.
Era la storia di un piccolo porcospino che va a scuola per la prima volta e si sente spaesato e perso. Allora la mamma gli dà un bacio sul palmo della mano e gli dice "Ogni volta che ti sentirai triste e spaesato, appoggia la mano sulla guancia e sentirai il mio bacio, così ti ricorderai che non sei solo..." Carino no? Sulla scia di questa bella storia, la maestra di mio figlio (una donna fighissima!) sul foglio pre-stampato chiedeva che un membro della famiglia desse un bacio sulla sagoma della mano con del rossetto. Ogni bambino avrebbe poi portato a scuola il suo foglio con cui decorare una parete dell'aula.
Ecco.
Rossetto.
Ammetto che nel modulo non c'era riferimento a 'madre' o 'mamma'. Sicuramente perché le realtà familiari presenti in una scuola internazionale come quella di mio figlio sono cosí varie da necessitare qualche oculata 'generalizzazione'.
Però cazzo! Il rossetto?
Ci ho pensato su un po'... Ci ho riso come un matto, ed alla fine mi sono detto: "Perché no?"
Cosí, il giorno dopo, ho cercato qualcosa che potessi usare come rossetto (perché NO, imbecilli, non lo uso il rossetto...).
Ho trovato un burro di cacao 'tinto' della linea 'Monsieur' di Jean Paul Gaultier (a proposito, signori uomini, etero e non, fateci un giro... È una linea spettacolare!) che avevo comprato secoli fa a Londra e, dopo averne messo su un paio di chili, ho lasciato una bella impronta beige al centro della sagoma.
Cioè, un bacio che manco Angelina perdíoh.
Avrei potuto chiedere a mia cognata?
Avrei potuto chiedere a mia madre?
Avrei potuto sporgere denuncia per discriminazione nei confronti dei genitori che non usano rossetto?
E perché mai?
Se c'è un bacio che consola MIO figlio è SOLO il mio.
E se devo mettere il rossetto per dimostrarlo STICAZZI. Lo faccio.
Perché io sono un genitore OLTRE i formulari da scarabocchiare. Sono padre e madre, leone e leonessa al di là delle nomenclature.
Vado avanti con quello che la società mi mette a disposizione, perché devo. Intanto immagino il giorno in cui potrò compilare un modulo con la vostra stessa disinvoltura. Ma vivo lo stesso.
Non mi tiro indietro.
Non tiratevi mai indietro.
Imparate a valere come genitori nelle vostre azioni, malgrado l'opinione pubblica e le leggi che stentano a cambiare per accogliervi.
Concentratevi sui vostri figli e su quello che volete che loro abbiano da voi.
Per certe cose non esistono moduli.
Certi spauracchi, certe polemiche, certe paure, prima o poi appariranno per quello che sono realmente: due nomi su di un pezzo di carta.


TQF xx




30 comments:

Anonymous said...

Se ci fossero più persone come te, il mondo sarebbe un posto migliore. Patrizia

Anonymous said...

venerdì mio figlio grande mi ha detto "babbo è fortunato ad avere te, sei una donna coraggiosa e fortissima". Stavo discutendo animatamente, come al solito, per la mia alimentazione vegetariana in procinto di diventare vegan. Sono 25 anni che mi rompono i coglioni con sta storia, quando io avevo 15 anni (25 anni fa) essere vegetariani era una roba da scriteriati pazzi, oggi se uno ha voglia di aprire gli occhi c'è The China Study. Per dire che i bambini davvero respirano tutto quello che succede intorno a loro e che sono sempre molto più avanti degli adulti dementi che li circondano. Non avevo il papà così a scuola (gli adulti) mi guardavano con la pietà pelosa negli occhi e ci rimanevano male per come li sfanculavo e andavo fiera della mia mamma leone/ leonessa, che sapeva sostenere tutti i ruoli che mi servivano per crescere bene. Il tuo bacio beige è la migliore consolazione per quella meraviglia di bambino che stai crescendo. Anche io ti lascio il mio bacio di sostegno per la tua battaglia di civiltà. Valeria

delfina said...

grazie del post ma vorrei specificare che camilla seibezzi ha proposto solo di cambiare i formulari inserendo la parola "genitore" senza alcun numero. I numeri sono invenzioni giornalistiche a cui in tanti si sono appigliati.
Ho seguito la cosa direttamente da lei e ne sono sicura. Buon anno scolastico Delfina

Valentina VK said...

hai ragione: da genitori non dobbiamo tirarci mai indietro anche quando certe cose ci sembrano assurde o imbarazzanti...e questo discorso, come ogni discorso di buon senso, trascende ruoli, genere, orientamenti sessuali etc. Ps io sono una donna, sono etero, mi sono pure sposata in Chiesa e le figlie le ho fatte dopo il matrimonio: nonostante questo nemmeno io ce l'avrei un cazzo di rossetto in casa e ora dopo aver letto il tuo post mi tengo buona nel caso la soluzione di spalmarmi di due kg di labello rosa

Mammagiramondo. said...

Io ti adoro!

Claudia Pierantoni said...

io l'avrei comprato apposta, il rossetto, magari. ma poco cambia, in fondo. (per la cronaca, non credo di avere rossetti in casa nemmeno io. ma forse nemmeno burrocacao... ops)
per la storia del genitore 1-2 non saprei, invece... mi viene da pensare che altre cose sono cambiate a partire da piccole cose, che poi si sono sommate portando alla'ccettazione che solo dopo è stata riconosciuta dalla legge. tipo i figli legittimi e naturali, prima sono stati accettati uguali dalla società, poi, e solo poi, da qualche sentenza e solo molto dopo è arrivata la legge che ha detto che sono tutti uguali (roba recente). magari può essere così anche per questo? magari si inizia da genitore 1 e 2 e poi andando avanti si arriva all'accettazione?

Claudia Pierantoni said...

ma che poi, chi cazzo ha da sentirsi sminuito ad essere chiamato genitore su un modulo? che una volta c'era scritto "firma del genitore o di chi ne fa le veci", che sarebbe pure più corretto (penso a chi i genitori non ce li ha, magari). no, vabbè, più ci penso e più mi sale la carogna e le cose mi vengono in mente a rate...

Anonymous said...

ciao queen, ti seguo da tanto ormai... i ruoi post mi rubano sempre un sorriso e li aspetto con ansia!
in questo però condivido alcune cose e altre no... la proposta di camilla è molto importante pur se legalmente ovviamente non ha grande valore. è importante il gesto del cambiamento e lo sai bene.... da un lato i gesti non portano nella pratica grandi diritti ma forse a volte possono portare considerazione o possono portare confronto e visibilità. Io e mia moglie aspettiamo una bambina e certo anche io cancellerò il termine papà dal modulo e poco mi cambierà, ma vedere genitore e non per forza madre o padre mi darebbe una speranza in più.
con affetto
simona

Robin said...

Oh Queen, troppo bella l'immagine della stampata di rossetto, ops, burro cacao sul foglio! :)))
Ho sentito parlare di questa proposta dal mio Capo lo scorso weekend, mentre eravamo insieme a Londra. Non ti dico come me l'ha presentato, perchè notoriamente lui non è l'uomo dalle vedute più aperte del mondo... Sai che mi sei venuto in mente proprio tu? M'interessava sapere cosa ne pensavi e sono molto felice di vedere che anche tu, come me, trovi che non sia cambiando dettagli simili che si spiani la strada alla tolleranza.
E mi chiedevo... Ok, una curiosità banale ma la vita è fatta di gesti quotidiani molto terra-terra... Il Tappo ha entrambi i vostri cognomi o ne avete scelto solo uno?

Misantrophia said...

Questo vuol dire essere genitori. Indipendentemente dall'orientamento sessuale. Immaginarti lì col burro di cacao colorato a baciare una manina disegnata è LA DOLCEZZA.

PAT said...

Ti seguo sempre, mi fai ridere e pensare (ti sembra poco???).
Penso che la mamma non sia quella vaginamunita ma quella persona che con un bacio o una carezza ti fa sentire "invincibile". Un bacio (senza rossetto ovviamente!!)

El_Gae said...

Ah, ma dici che non è vero che si aboliranno le coppie etero? Perchè la zia di mia moglie la settimana scorsa era terrorizzata da sta cosa del gen 1 e gen 2. "Ti pensi, non ci saranno più mamma e papà". Io ho pensato ad un discorso così sentito da un bimbo... in confronto Cenerentola ha un incipit da commedia brillante.

Cappuccino e Baguette said...

Il tuo post dimostra come alcune discussioni cercano di risolvere problemi non poi così rilevanti (E con genitore 1 e 2 magari chi ha un solo genitore si sentirà discriminato?), probabilmente anche perché sollevati da chi non li vive tutti i giorni. Ed è forse questo il motivo per cui non si discute mai delle questioni che invece sarebbe il caso di affrontare perché sono un vero ostacolo per molti.

Un po' come dover spalare una montagna di letame e discutere animatamente sul colore della paletta da usare...Mah!

Susibita said...

Peccato.
Per i miniponies, dico.
Quasi quasi ci contavo.
;)

Un bellissimo post. Poi mi piace troppo questa cosa che riesci a essere incisivo e mai carogna. Me mi scapperebbero grosse grosse, mi si ritorcerebbero budella rancorosissime di fronte a certe frasi.
Invece tu diciamocelo, sei proprio superiore, 'na reggina.

Susibita

Susibita said...

Volevo aggiungere che se lo avessero chiesto a me avrei avuto grosse, enormi difficoltà a trovare in casa un rossetto.
Mi sento terribilmente emarginata per questo.

susibita

Beatrix Kiddo said...

Standing Ovation!!!Ti farei leggere alla nonna va...

ogginientedinuovo said...

Non ce n'è! E' un piacere leggerti.
E comunque io un rossetto non ce l'ho: anche se ci scrivi "madre" non è detto che sia una madre come se la immaginano loro. A me piace di più genitore, così come mi piace di più coniuge invece di moglie e marito.

Claire said...

L'idea del genitore 1 e 2 sinceramente non mi convince..sembra quasi che si voglia stabilire una gerarchia tra i due genitori. Come suggerito da qualcuno, secondo me sui moduli dovrebbe esserci scritto "firma dei genitori o di chi ne fa le veci", perchè potrebbero esserci bambini che magari non hanno neanche un genitore e vengono seguiti dai nonni, famiglie affidatarie ecc. In ogni caso, la cosa importante sarebbe quella di considerare che le famiglie stanno cambiando e che a tutte deve essere garantita la stessa dignità e serenità..anche nella compilazione di un semplice modulo. Auguriamoci che presto le cose cambino.

Elena said...

Sei davvero una persona speciale. <3
Condivido ogni singola parola.

rosi mamma said...

Bel post, davvero. Io, per esempio, sono cresciuta in una famiglia "atipica"...nel senso che non ho avuto la mamma, ma la nonna. La cosa non ha mai creato in me nessuno patema, ma ho dovuto spesso vivere l'imbarazzo stupido dei formulari (imbarazzo degli altri, mica il mio!). E pure mia nonna ci faceva su una bella riga e ci scriveva NONNA al posto di mamma. Che sarà mai, voglio dire. A volte ci si ingarbuglia in modo imbarazzante per problemi (quasi) inesistenti...

Anita said...

Concordo sulla linea, la vendeva la mia mamma. . fantastica! Eh donne... un rossetto abbiatelo, lui è un uomo e ha ogni diritto... ma intanto crema per le mani libera tutti e borsa super fashion (non hai mai detto di chi era) ce l ha.. fa anche sentire che ci prendiamo cura di noi stesse.. va bene anche un burro di cacao... per il post che dire..Marco, sei Genitore da pochi anni, ma il percorso e la scelta fatta sono talmente profonde che ti rendono una persona speciale, che tu sia Padre o Genitore poco cambia, sei un esempio per Gabriel oltre che il suo rifugio, quindi in fondo ti chiamaresti anche Casa.

Silvia Magrì said...

L'idea di genitore1 e genitore2 mi sembra ridicola, ma sicuramente è un passo avanti in questo paese bigotto. Io, "regolarmente" sposata con un uomo, almeno smetterei di compilare la parte dedicata al papà (io compilo sempre prima con i miei dati, dopotutto sono io la prima persona di riferimento per mia figlia... Ma in molti moduli la prima parte è dedicata al papà e non ci faccio mai caso... E quindi mi ritrovo sempre a dover correggere il modulo).
Questa è ovviqmente una stupidata, ma a me fa sempre sorridere... Mettere prima la parte relativa ai dati del padre, quando poi la persona a chi far riferimento e contattare in caso di necessità è la mamma!!!
Secondo me la nomenclatura genitore1 e genitore2 farebbe gran comodo anche alle coppie etero

strega dei gatti said...

Uaoooo che post... e vedii proprio stamattina ho compilato i moduli per i miei figli e non ci avevo fatto caso a questo dettaglio ma il mio comune scrive cosi:
I sottoscritti..... genitori del bimbo.....
quindi niente papa mamma... però ci ricade quando è il momento di mettere i numeri telefonici importanti numero padre numero madre aihaaa.... potevano solamente mettere numeri emergenza da contattare e fine ma molto spesso cercano di essere chiari perchè ci sono dei genitori veramente ignoranti che non sanno manco compilare un foglio come questo. Quindi immagino che se gli mettono genitore1 e genitore2... direbbero oddioooo chi è il numero 1 e chi è il numero 2???ahahahahah beata ignoranza... e tu non farti abbattere da queste cose pian piano si sistemeranno già negli anni si sono fatti tanti cambiamenti ci vuole tempo. Mi immagino sempre se avessi una coppia come voi nella mia scuola materna con tutte quelle mamme sceme che ci sono ahahah

Vita di mamma said...

Nei formulari scolastici in Portogallo, prima dei dati del padre e della madre, sono richiesti i dati dell'"encarregado de educação" ossia di chi si fa carico dell'educazione dell'alunno, che puó non essere la madre o il padre (nonni, zii etc.). La trovo una gran cosa, perché in caso di comunicazioni, emergenze etc. il primo contatto é quello dell'"encarregado". Niente genitore 1 e 2, ma un "encarregado". Certo per il resto ti chiedono sempre prima i dati del padre e poi quelli della madre e magari ci sono padri o madri che lo sono solo sulla carta e in pratica non sanno neanche che scuola frequentino i figli, ma che ci vuoi fare.

Sonsierey said...

Guarda non mi parlare degli italiani e della Kyenge che mi parte l'embolo. Innanzitutto, voglio dirti che secondo me, invece, questa proposta è utile. A volte penso che se il cambiamento dei termini sui moduli fosse passato in sordina, nessuno si sarebbe accorto di niente. Tanto più che sono decenni che sulle pagelle è scritto "firma del genitore o di chi ne fa le veci" e nessuno ha mai fatto un plissé. Se tu leggessi alcuni commenti e alcuni articoli di "giornale" non sapresti veramente se ridere o piangere perché si va da chi suppone che la Kyenge abbia proposto questa modifica per "importare" in Italia le famiglie poligame fino a chi vaticina sconsolato che ai bambini sarà proibito dire "mamma" e "papà". Per non parlare di chi poi si lancia nella difesa di questi due termini con trattati patriottici di nove pagine copiati pari pari dal Libro Cuore, che più o meno iniziano così "mamma e papà sono i termini cardine su cui si regge l'identità italiana" e poi via fino al ricordo dei propri avi che combattevano a fianco a Garibaldi e alla tristezza di vedere in veste di Ministro una "diversamente pigmentata". Perchè ahimè la maggioranza degli italiani è razzista. Non sono tutti razzisti del tipo "prendiamo i forconi", ma una patina di razzismo c'è troppa gente. Persone che pensano che il ne(g)ro che è arrivato in Italia possa restare là per una loro magnanima concessione, non perchè ha un lavoro, il permesso di soggiorno e paga le tasse al loro stesso modo, e che quindi non abbia il diritto di lamentarsi o esprimere il suo punto di vista. "Pari diritti, pari opportunità? Ci siamo bevuti il cervello? Chi se ne frega se il marocchino sotto casa mia paga le tasse i miei trisavoli hanno fatto la guerra con Garibaldi nel 1875... Ah era 1861, vabbè i stess'" "I concorsi pubblici aperti anche agli immigrati? Che scempio! Vuoi mica dirmi che un negro può essere assunto in un posto di lavoro prima di me che sono il pronipote di Mameli?". Quindi poco importa che la Kyenge abbia studiato, che sia competente, che sia una Ministra, che sia fondamentalmente il suo compito dire che cosa non va bene in Italia per poterlo cambiare e migliorare. C'è ancora questa mentalità secondo cui il ne(g)ro (e l'extracomunitario in generale) può solo fare le pulizie, al massimo può fare il magazziniere (il commesso già meglio di no che poi i clienti lo vedono e fa brutta figura) o raccogliere i pomodori nei campi, ma se magari diventa medico, avvocato o Ministra allora no, non va più bene. "Chi ha permesso a un negro di avere un lavoro prestigioso e ben retribuito, quando ci sono moltissimi italiani che soffrono la fame? Chi ha permesso a un negro di avere un lavoro migliore di un italiano!? Bisogna prima fare diventare medici tutti gli italiani che hanno studiato medicina, anche quelli che hanno fatto solo il test e sono stati bocciati e poi dopo forse pensare al negro." Finché non estirperemo questa mentalità dell'extracomunitario che deve stare sempre un gradino in basso all'italiano, allora l'Italia sarà sempre razzista!
Claudia

Gianbumbi said...

Sono andata a controllare i moduli dell'iscrizione al nido di mio figlio, compilati a giugno. C'è scritto "Richiedente" e poi devi crocettare "padre" o "madre" o "tutore" o "affidatario" o "curatore". Io sono certa che se ci fosse scritto solo "genitore", non ci avrei trovato proprio nulla di anomalo, anzi. Così, forse concordo con Sonsierey, che forse queste piccole novità conviene inserirle in silenzio...
però è vero che c'è da aspettarsi le peggiori performances dagli italiani. Ad esempio, raccontavo ad una conoscente di aver presentato la domanda al nido e lei mi chiede: "ai nidi pubblici?" - e poi incalza - "tanto non ti prenderanno mai, danno tutti i posti agli extracomunitari, non hai visto quanti ce n'erano in coda?". Io credo che questa Tizia proporrebbe volentieri di inserire la differeziazione tra "mamma italiana" e "mamma extracomuntiaria" e non solo tra mamma e papà...
all'orrore non c'è mai fine...

francesca rossi said...

bellissimo, come al solito. e avrei proprio voluto vederlo, il bacio di un leone e leonessa insieme sulla mano del tuo bambino... :-)

meruccia said...

l'Italia ne ha di strada da fare, e anche parecchia prima di rompera la "convenzione" Io sono una mamma adottiva che sente quotidianamente dirsi "a ma non sei la vera mamma!" "ma allora non è proprio tuo" e la più bella....sapete dovè la sua VERA mamma???
Io a sto punto sul modulo cosa dovrei far mettere...mamma vera mamma finta?' genitore vero o genitore finto?? Tentativi ridicoli di aprirsi al mondo, potranno cambiare moduli, ma le teste??

Anonymous said...

Che bel compito che ha dato la maestra, che cosa carina, e que c'est chic le beige à lèvres!!! io il bacio l'avrei dato con il mio miglior color bronzo o con un bel rosa perlato, ma in effetti quando c'è da tirar fuori le unghie (o da stampare una bella sberla five fingers alla nostra tremenda e magnifica sedicenne) s'è già capito che tocca a me, mentre spesso papà Uomo spupazza, carezza e consola, quindi lui (che tra l'altro è un incallito consumatore di Labello) avrebbe potuto di certo firmarsi un bel bacione al burro di cacao e sarebbe stato appropriato.

Meruccia: noi siamo genitori affidatari, o meglio, non lo siamo neanche ancora, lo stiamo diventando. Come ti capisco.

Castagna unlogged

Sara L'arcobaleno di Sara said...

<3