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Già conoscete il dramma che stiamo vivendo in seguito alla dipartita di entrambe i nostri pesci rossi (bastardi
incapaci, manco buoni a sopravvivere ad un po' di nitrati velenosi nell'acqua...) dopo appena una settimana. Cioè, scoppiati proprio, ma vi racconto tutto nel prossimo post, che voi pensate che basta che ti compri una bagnarola con quattro sassi e due piantine di polipropilene e hai fatto.
Poveri dementi.
Allevare pesci rossi è roba da bio ingegneria.
Parliamo di altro.
Allora, una mattina, due settimane fa, mi sveglio con un mal di testa che mi faceva lacrimare gli occhi. Avete presente quel dolore che in una scala da 'zero' ad 'amputazione delle gambe senza anestesia' spacca il muro del suono?
Ecco, quello.
Un attimo dopo era passato.
Sollievo.
Unico problema, mi guardo allo specchio il giorno seguente e noto che mi è venuto l'occhio come Cesara Buonamici.
Anzi, come Malocchio Moody di Harry Potter. Uno normale, il sinistro sbarrato.
Panico.

Corro a vedere il mio medico curante (che io non sopporto, in quanto parigino al 150% e con un atteggiamento 'laissez faire' che poco si confà al mio bisogno di esser tranquillizzato) che mi dice:
"Guardi, potrebbe trattarsi di tiroide (Sindrome di Graves), di paralisi facciale (splendido!) o di qualcosa a livello neurologico. Vada a farsi fare una TAC. Subito."
COMECOSACHIIII? 'Qualcosa' cosa?
"Perché una TAC? Cosa ho?" scatto io
"Nulla che sappiamo per certo. Con la TAC sfateremo qualsiasi ipotesi preoccupante. Ma vedrà che non è nulla. Intanto si faccia controllare dall'oculista sperando trovi qualcosa."
Visita oculistica senza esito negativo o problemi di sorta a livello oculare. L'unico problema è che io non so le lettere dell'alfabeto in francese e, pure se le vedo bene le letterine sullo schermo, faccio un casino di Crishto perché mi escono in inglese ed in francese la 'E' è appunto 'E' e non 'I' come la dico io, e quell'imbecille adesso pensa che io sono cieco, analfabeta o forse cieco ed analfabeta. Con l'occhio di Cesara come aggravante.
Non ridete deficienti. È roba seria.
Poi stamattina arriva il fatidico appuntamento all'ospedale per la TAC. È una settimana che cago mattoni per 'sta cosa... Un'ansia che manco Nicole Kidman in The Others.
Ci siamo alzati presto perché dovevo esser lí alle 8.00. Daddy ha portato il Tappo a scuola (accanto all'ospedale...) e poi mi ha raggiunto in sala di attesa.
Eravamo seduti lí, in quella saletta dello stesso verde del latte andato a male. Senza parlare. Ovvero, maritone cercava di distrarmi, ma io ero refrattario a qualsiasi intervento e continuavo a sfogliare Marie Claire senza neppure guardare le pagine.
Continuavo a pensare "Oddio, e se trovano qualcosa? E se ho un tumore? E se mi dicono che ho poco da vivere? Ammazza Angelina Jolie quant'è secca..."
Cioè, psicosi, ma credo sia comprensibile. Io poi me ne sono sempre fregato di certe cose. Voglio dire, non mi piace il dramma ed ho sempre mantenuto un approccio 'fai quello che devi fare e se va bene ok, sennò pace, era destino', ma da quando sono padre non ho più nemmeno il lusso di poter schiattare come capita.
No cazzo.
Non posso morire prima dei Macchia Nera Awards. Quel completino di Chanel lo voglio indossare sul palco, non nella bara.
Uno spreco di couture di questa magnitudine apre le porte dell'Inferno a cannone. Vabbè, per me sono già spalancate, quindi diciamo che uno spreco del genere mi dà la corsia preferenziale del club Mille Miglia e l'accesso in Business Lounge.
"Ha bisogno di un supporto psicologico dopo la visita?" mi chiede l'infermiera
"Perché? Non sappiamo ancora se si tratta di qualcosa di brutto. Vero?" controbatto io
"Just in case..." mi responde la tipa poggiandomi una mano sul ginocchio.
Mi sono sentito sprofondare nel pavimento fino alle ginocchia.
'Non ci credo. Non sta succedendo. Non a me.'
Mi sono sdraiato su quel lettino sagomato come un corpo umano, come un futuristico sarcofago egizio. Mi hanno messo i tappi nelle orecchie (che il macchinario si chiamerà pure TAC, ma non fa TAC. Fa un casino che manco a Basra. Cioè ti senti i Sette Nani che smartellano tutto intorno), mi hanno bloccato la testa e mi hanno messo in mano un bottone antipanico in caso di claustrofobia.
Sí, perché la macchina è piuttosto angusta. Tipo bara, per restare in tema.
Poi non so cosa mi è preso. Mi è preso a pensare a tutte le cose più cretine dell'universo ed a ridere.
Del tipo che io ero infilato dentro a questo tunnel bianco e mi vedevo con il casco dei bigodini in testa che uscivo tutto riccio, come Cocciante. Ma più alto. Pensavo a Keira Knightley e a quanto cazzo è brutta quando ride. Ultimamente ci penso parecchio.
E ridevo. Un mentecatto.
Il frastuono assordante della macchina era cosparso di immagini. Chiudo gli occhi a trovare un buio
affollato di pezzi di vita passata, stralci di vissuto. No, gretini, non ho rivisto tutta la mia vita come in un film, ma quanto siete scemi perdíoh?
Pensavo a mio figlio, pensavo a mio marito, pensavo ai miei genitori. Pensavo a come avrei mai potuto lasciare tutti. Pensavo alla LORO tristezza.
E adesso statemi a dire "Eh madonna quanto la fai lunga... Ti sei fatto un film che era una trilogia.."
però mettetevi nei miei panni, stronzetti smidollati. Mi sono controllato anche troppo.
Non ho neppure scritto un ultimo post di addio per voi, per consolarvi della grande perdita.
Voglio dire, il mio self control è a dir poco regale.
Dentro quel macchinario il cervello vola via. Mi sono ritrovato a pensare anche che Parigi in fondo non è cosí male. Che forse mi mancherà. Che in fondo la mia vita è mia e ne faccio quel che voglio. Che invece di piangermi addosso posso reinventarmi quando voglio e come voglio. Che ho ancora tanta strada da fare e tante cose da dire.
Che ho un bambino da crescere ed una battaglia da vincere.
Ecco. Il vero succo. Ho una battaglia da vincere che si chiama vita.
E poi devo dimagrire, che non esiste che muoio con tre chili di sovrappeso. Cioè, uno non si presenta in Paradiso e chiede la toga in XL. Figura di merda subito.
In un quarto d'ora era tutto finito.
Maritone col viso spaccato in due dalla preoccupazione, io che ero in apnea aspettando i risultati.
Entra la dottoressa.
Una stambecca alta e bionda con degli stivali di pelle nera da paura.
"Everything is fine Mr. Platti!"

Il resto non ricordo. Il resto non ha importanza. Ho pianto. Non sono riuscito a tenere il coperchio sulle emozioni. Ho avuto davvero paura.
Ma era finita.
Sapete, cazzate a parte, ci preoccupa guardare in faccia ciò che ci fa più paura, come la morte, ma la cosa che dovrebbe spaventarci di più la guardiamo in faccia tutte le mattine mentre ci laviamo i denti.
Siamo noi. Noi che abbiamo paura di morire e non ci rendiamo conto che forse non abbiamo mai vissuto e che l'unica cosa che ci farà più male della morte saranno i rimpianti. Che la vita è uno stato labile e delicato, eppure ci tiene ancorati per terra e ci aggrappiamo con tutte le nostre forze, per non sparire, per non perdersi.
Che è una, che si rovina, ma si ricostruisce pure.
Che è tutto, che è niente.
Che il meglio deve ancora venire, che tutto non può finire, che io ho ancora fame.
Pensata über profonda.

Mezz'ora più tardi ero fuori dalla porta dell'aula del Tappo. Ho dovuto abbracciarlo forte.
"Papà, andiamo già a casa?"
"No amore, papà voleva solo salutarti perché stamattina mi sono sbrigato..."
"Uhm... E adesso vai via?"
"Sí amore. Però poi ritorno."

Ritorno.




TQF xx





31 comments:

Lilyum said...

Hai ragione, sulle cose della vita. Su noi stessi. E su tutto quello che ti passa davanti quando hai paura.
Poi dopo, quando la paura è passata in un attimo, giusto il tempo di dire: "E' tutto ok, niente di grave", ti si solleva l'anima e capisci, sempre in quell'attimo, quali siano le cose veramente importanti.
Sembra retorica ma è la verità.

silvia lanfranchi said...

Che è una, che purtroppo è corta e non sappiamo quanto lo sarà. Ed è per questo che è bella, che ogni giorno va vissuto sorridendo e senza rimpianti.

Grazie. Ho riso come una Gretina pensando alla Keira e ai suoi denti...ma ho pianto pensando a chi incontro ogni mattina davanti allo specchio del bagno. (e devo dire che me, appena sveglia e senza copriocchiaie non è un bel vedere)

Anonymous said...

a marzo abbiamo scoperto che il mio papà (perchè io ho 30 anni, ma lui resta il mio papà) ha un tumore, che stiamo combattendo con cattiveria, rabbia, ottimismo e decisione.
e quello che descrivi lo conosco bene... il "perchè a me", il panico, l'attesa dei risultati. e anche l'aspetto tragicomico, perchè in ospedale ci sono anche scene che fanno ridere =)

sono molto contenta di aver letto che non è nulla, obbliga il tuo occhio a rimettersi a posto, e che faccia poco i capricci!

ciao,
Monica

ps: però wow, riconosciamolo ai francesi: sapere il risultato di una tac subito è tanta roba! i giorni di attesa che spettano a noi io li passo con la nausea perenne...

limoncino said...

Mitico post!

Pensieri sparsi a caso:

"Uno normale, il sinistro sbarrato.": dimmi che ti sei fatto una foto perché sarebbe fantastica!

"Non ridete deficienti. È roba seria.": mi stavo realmente rotolando sul pavimento con le lacrime... good catch!

"con tre chili di sovrappeso.": sei tornato subito ottimista, però!

"Maritone col viso spaccato in due dalla preoccupazione": che belli che siete!

Salutoni,
S

Semplicemente Mamma said...

Io l ho vissuta in differita la paura,la mamma della mia migliore amica se n e andata 2 settimane dopo un piccolo dolorino al fianco...tac...e diagnosi di tumore allo stadio terminale!vista sparire letteralmente in 2 settimane...ti fa capire che qui siamo di passaggio e che dobbiamo tenermi strette le cose davvero importanti e lasciar andare le sciocchezze,lasciar correre quelle stupidate che ci appesantiscono...comunque tornando a te sono felice sia tutto ok...hai ancora da fare qui,non è ora di andar via...

dabogirl said...

ma la descrizione che fai è della risonanza magnetica, non della tac... che fanno i francesi?

la tac è tipo un cerchio aperto dove entri e però vedi tutta la stanza, la RM invece è il tubone che fa casino (...fatte entrambe, al cervello! Checculo. La TAC al cervello l'ha fatta pure Mustela, arichecculo)

E comunque. è vero. Ritorni. Bravo.

Mamma Che Paura! said...

cavolo, mi hai messo una strizza che mezza basta. Pensa tu... cmq il pezzo di cocciante mi ha fatto morire. Sei un mito Mr Platti!

dabogirl said...

in tutto ciò: l'occhio da Cesara che d'è? da che dipende? che mi devo preoccupare...

Misantrophia said...

Che dolcezza il tuo Tappo :)
Anch'io sono come te. Non so quando (perchè rimando sempre per la mia folle paura degli aghi) devo andare a fare le analisi e penso già a cosa potrebbero scoprire!
Vah che è brutta forte sta cosa!

Pentapata said...

manda un cv con FOTO a canale5

El_Gae said...

La butti a ridere e fai bene. Ma descrivi benissimo le ansie di un padre. E penso ad un amico, con una bimba di un anno, che è tornato da una tac con uno spirito diverso...
Ma basta... non volevo ammorbare il tuo blog di pensieri funesti. MEno male che è andato tutto bene.

serendipity said...

ritorno ... e io lacrima facile

Me stessa - Bimbo cercasi said...

Proprio stamattina pensavo,aver lasciato i nani alla creche, che se mi fosse successo qualcosa in quel momento, l'ultima cosa che avrebbero ricordato è che li avevo lasciati soli. E mi si è stretto il cuore e poi mi sono detta: E che cazzo, ma proprio adesso mi deve succedere qualcosa?!?! Pensiamo ad altro và!! ;)

Mimma Zizzo said...

Mr platti sei stupendo e non vedo l'ora di vederti con il completino chanel a ritirare il premio. Perchè te lo meriti proprio, perchè qs cosa chiamata vita a me pare che te la stai giocando proprio bene...e perchè per fortuna che ci sono persone come te. Che ci fanno ridire, anche quando vorrebbero piangere o stare in ansia.

Ale [Tredici] said...

Oddio, mi hai emozionato.

(per carità, poi mi hai anche fatto incazzare quando hai citato Ligabue, ma insomma...)

:* !

Diana (Apple Pie) said...

Thank you Mr Platti, thank you!

Bietolina said...

sono paro paro ansiogena come te :P
mi hai fatto venire l'ansia ! :P

Silvana - Una mamma green said...

"Ma da quando sono padre non ho più nemmeno il lusso di poter schiattare come capita".
Io non ho mai pensato alla mia morte, non ne ho mai avuto paura. Ma da quando sono madre convivo con insopportabili presagi di dipartita. Ho pure approntato una memory box per mio figlio, con tanto di cimeli per ricordarsi di sua madre. Roba che il supporto psicologico servirebbe a me.
Ad ogni modo, coraggio Mr Platti (ma Mister o Monsieur?), anche questa è passata!

Fioly said...

Mi è capitata la stessa roba, solo che era una polmonite travestita da spavento, proprio una settimana fa. Non potrei capirti meglio. Subito ho visto le facce dei miei pupi, però non ho pensato alle loro paure, ho sentito che io, li voglio vedere crescere. egoista?
l'attimo dopo sono corsa in bagno. ma corsa proprio.
diciamo grazie a 'sta vitaccia che a quanto pare ha deciso di restarci appiccicata addosso ancora per un po'.

Fenice said...

Io quella paura la conosco, Marco.
L'ho conosciuta a vent'anni e purtroppo l'esito del mio esame non fu quello sperato, ma quello temuto.
Sono stati mesi duri. Mesi brutti. Mesi in cui la tua vita va a puttane e no, nonostante tutto l'insegnamento che quell'esperienza mi ha fornito, non la ripeterei.
Però è verissimo: abbiamo sempre una battaglia da vincere ed è la vita stessa, che può sempre ripartire.
Io sono stata fortunata. Ho superato i 10 anni di rischio recidiva, oggi sono mamma ed ho appena iniziato un'altra nuova vita con un nuovo lavoro.
Sono tornata. Come te. Con te.
Grazie, come sempre, per le tue parole.
Leggerti è sempre pura gioia.

Un abbraccio,
Sara/fenice

Livia said...

Sono sicura che mio padre ha provato lo stesso ieri... gli è venuto un infarto da mia sorella a Tolone, e chissà se ha trovato una stambecca alta e bionda anche lui?
Pure io ho sempre presagi di dipartita quando vado in scooter. Mi sa che è il bagaglio emotivo di ogni genitore che si rispetti!

Anonymous said...

IO.VOGLIO.CONOSCERTI.Punto
Un abbraccio virtuale.
Francescazpl

Marisaoltre said...

Il giusto "senso della vita"! Sei un grande!

Sweets by Sonia said...

... Non ridete deficienti??? Aahahhahh, io avevo un ghigno che sembravo il Joker!!! Comunque, per fortuna è andato tutto bene. E grazie per le riflessioni che faccio ogni volta che leggo i tuoi post. A bientot

francesca rossi said...

Tutta la mia solidarietà. Questi pensieri, dal primo all'ultimo (tranne i bigodini e Cocciante, lo ammetto!) io li ho fatti questo inverno. E ancora sono grata di esserne uscita.
E' bello poterci ridere, dopo, quando tutto è andato bene. :-)

Anonymous said...

Se pensi che la scorsa settimana non ho preso neanche l'ascensore per salire a casa tua preferendo fare le scale a piedi, immagina cosa posso aver provato quando, anche io, quando ho dovuto fare una risonanza magnetica!!Dentro a quella cavolo di campana mi sembrava di morire! Hai voglia a fare la respirazione yoga! Quel quarto d'ora è stato il più lungo e brutto della mia vita! Siamo felici di sapere che tutto sia andato bene, ma già il tuo aspetto lo diceva. Non ti vedevo così in forma da quando??...Ma da Agosto no? Un abbraccissimo e baciotti al super Tappo e Maritone. Lu

P.S: VOTA MARCO VOTA MARCO - Fatto!

Beat said...

post stu-pen-do. Nuova follower con molto piacere, mi sono spaccata dalle risate ma apprezzo anche la parte seria della storia, le tue riflessioni. Complimenti.

Phiiiibi. said...

Oltre al fatto che sei straautoironico e già questo è un punto a favore, mi piace anche come scrivi.
Credo di essermi espressa alla cacchio, ma.. sei un grande! <3

zetapunto said...

anch'io da quando sono mamma penso che non posso assolutamente permettermi di morire! già un colpo della strega è una tragedia per l'organizzazione di tutta la famiglia (prendi i pargoli da scuola, accompagnali in piscina, passa dal pediatra, prepara qcosa per cena etc etc), figurarsi tirare le cuoia definitivamente! e non è nemmeno il "non vederli crescere" che mi spaventa perchè dentro di me sono convinta che in qualche modo riuscirei a sbirciare quello che combinano dopo di me...gli incasinerei la vita e sarebbe terreibile! non c'è niente da fare: quando si è genitori il punto di vista cambia....

zetapunto said...

anch'io da quando sono mamma penso che non posso assolutamente permettermi di morire! già un colpo della strega è una tragedia per l'organizzazione di tutta la famiglia (prendi i pargoli da scuola, accompagnali in piscina, passa dal pediatra, prepara qcosa per cena etc etc), figurarsi tirare le cuoia definitivamente! e non è nemmeno il "non vederli crescere" che mi spaventa perchè dentro di me sono convinta che in qualche modo riuscirei a sbirciare quello che combinano dopo di me...gli incasinerei la vita e sarebbe terreibile! non c'è niente da fare: quando si è genitori il punto di vista cambia....

Sara L'arcobaleno di Sara said...

i tuoi post portano dipendenza e da ieri sera che leggo...leggo..leggo (ovviamente c'è stata la pausa sonnellino).questo post mi ha emozionata molto.
sono felice che sia andato tutto bene.
io avrei sclerato
ciao
Sara