Seguimi Via Mail!

Sotto alla Corona

My photo
Se avete voglia di parlare o se sentite che qualcosa che scrivo vi tocca da vicino, non siate timidi e mandatemi due righe... Scrivete a thequeenfather@me.com Mi fa sempre piacere!

Search

Loading...

Blog Archive

Archivio Reale


Non so bene cosa sia successo là fuori. Non so se la mia comparsa televisiva abbia destato la curiosità
della gente o se semplicemente qualcuno abbia fatto volantinaggio promozionale per questo blog. Una cosa è certa però, c'è un sacco di movimento ultimamente.
Immaginate la mia sorpresa quando ho ricevuto per posta un bel pacchetto dalla Nintendo.
Pensavo ai soliti press-kit fatti di packaging + stickers colorati + depliant informativo, sí insomma, monnezza.
Invece col cavolo!
Ho squartato il pacchetto con gusto e dentro ci ho trovato la nuova console Nintendo 2DS, che è appena stata lanciata in Italia.
Io sono piuttosto nuovo qui in giro, nel senso che non ho mai fatto marchette.
Che poi a chiamarle marchette uno pensa male, però poi mi sono detto che in 4 anni di scrittura, forse qualche sponsorizzazione non mi ucciderebbe ogni tanto, eppoi è Nintendo, mica Giocattoleria F.lli Schiattacani.

Sapete quando dicono che tutti i bambini sono belli? Ecco, è come dire che la cacca dei bambini non fa schifo perché è appunto dei bambini.
Stronzate.
Esistono bambini brutti da toglierti il sonno e l’appetito, cosí come da che mondo è mondo la cacca è cacca. È un concetto assoluto.
Premesso questo, fatemi sottolineare che sicuramente un aspetto dell’avere bambini che non mi ha mai preoccupato è il cambio del pannolino. Non sono mai stato preda dell’illusione che dal sederino di mio figlio potesse uscire dell’olio essenziale di tuberosa o una spruzzata di gelsomino, ma ho abbracciato la paternità con gusto e senza storcere il naso.
Ho anche avuto subito le idee chiare in materia di pannolini: non avrei mai usato i lavabili “...avrai una lavatrice che manteca cacca come il Bimby per i primi due anni...” mi diceva mia cugina.
Pannolino classico. Grazie.
“Uh, pensa che io non riuscivo a cambiare un pannolino senza avere i conati di vomito” mi rassicurava invece mia cognata, madre di una ormai 17 enne “ e spesso dovevo chiedere a mio marito di farlo, giusto per evitare di vomitare sulla bambina...”

Giorni fa ho accompagnato il Tappo in gita... Oddio, 'gita' mi sembra una parolona, diciamo che si è trattato più di una passeggiata 'fuori porta'.
Siamo andati a Gailly, vicino Versailles, in una fattoria dove i bambini possono fare la 'cueillette' e raccogliere dei prodotti agricoli che variano a secondo della stagione: dalle mele, ai pomodori, alle prugne, agli agrumi.
A noi son toccate le mele.
Delle melette piccole e brutte come la fame, ma taaanto dolci e, soprattutto, biologiche.
Dovevate vederle le parigine in preda allo scompiscio da campagna, manco non avessero mai colto delle mele dall'albero. Poi prendono per il culo l'amica mia sciagurata, Maria Antonietta, che giocava a fare la pastorella al Petit Trianon.
Dementi porcoddue.
"Oh, Marie! Regarde! C'est directement du pommier! Ça fait du bien!" cioè "Maria guarda! (cogliamo le mele) Direttamente dall'albero!  È tutta salute!".
Sí insomma, magari Marie pensava che le mele crescessero sotto terra come le patate, e forse non si rendeva conto che coglierle dall'albero è di sicuro più salutare. Toccava dirglielo.
Poi ho ascoltato la stessa cosa diecimila volte:
"Ça fait du bien!" parlando dell'aria opprimente di un campo fangoso di mele a dieci metri dall'autostrada
"Ça fait du bien!" indicando le patate in una cassetta, ancora sporche di terra.
"Ça fait du bien!" inalando a pieni polmoni l'odore dello stabbio.
"Ça fait du bien!" chiudendo gli occhi e facendosi bagnare il viso dall'irrigatore a spruzzo poco distante.
Ma 'ste scoppiate stanno tutte sotto litio perdío?
Io ero un po' meno che entusiasta e procedevo a 'due passi e otto bestemmie' col fango fin sotto alle ascelle, e queste invece facevano le hippy quasi abbracciando gli alberi.
Ma vabbè, ad ognuno il suo paradiso.