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Sapete quando dicono che tutti i bambini sono belli? Ecco, è come dire che la cacca dei bambini non fa schifo perché è appunto dei bambini.
Stronzate.
Esistono bambini brutti da toglierti il sonno e l’appetito, cosí come da che mondo è mondo la cacca è cacca. È un concetto assoluto.
Premesso questo, fatemi sottolineare che sicuramente un aspetto dell’avere bambini che non mi ha mai preoccupato è il cambio del pannolino. Non sono mai stato preda dell’illusione che dal sederino di mio figlio potesse uscire dell’olio essenziale di tuberosa o una spruzzata di gelsomino, ma ho abbracciato la paternità con gusto e senza storcere il naso.
Ho anche avuto subito le idee chiare in materia di pannolini: non avrei mai usato i lavabili “...avrai una lavatrice che manteca cacca come il Bimby per i primi due anni...” mi diceva mia cugina.
Pannolino classico. Grazie.
“Uh, pensa che io non riuscivo a cambiare un pannolino senza avere i conati di vomito” mi rassicurava invece mia cognata, madre di una ormai 17 enne “ e spesso dovevo chiedere a mio marito di farlo, giusto per evitare di vomitare sulla bambina...”
Seguivano lunghe discussioni sulle varie fasi della produzione fecale del bambino, ed il passaggio dal meconio delle prime ore di vita, alle ‘uova strapazzate’ inodori dei primi giorni e poi il subentrare della cacca vera e propria col suo odore e tutte le gradazioni di marrone/verde/aranciomarcio che tutti conosciamo bene.
Non mi sono mai fatto intimorire dai resoconti delle tragicomiche esperienze altrui perché, dopo tre anni di tentativi passati a sognare un figlio ed il successo ottenuto grazie alla maternità surrogata, ero diventato Mazinga.
Nulla mi spaventava.
Anche l’infermiera in ospedale si squagliò in complimenti vedendomi cambiare il bambino da subito, senza nessun aiuto. Ero una macina.
“Sei un naturale!” mi disse, dandomi una pacca sulla spalla. 
Conoscevo già pure i trucchi e gli accorgimenti utili per evitare complicazioni quando si cambia un maschietto. Tipo coprire il pisellino con un paio di salviettine perché, ci puoi scommettere che lui farà pipì proprio mentre gli sfili il pannolino da sotto al sedere e finirà tutta in faccia. La sua o la tua.
Ma anche i fuoriclasse prima o poi fanno i conti col karma, e il mio mi aspettava a diecimila metri di altezza sopra l’Atlantico.
A questo proposito vi racconto della volta in cui, una volta nato, portammo Gabriel a casa in Inghilterra dopo tre settimane in California passate a sistemare le legalità dell’espatrio. Forse la mia più grossa preoccupazione era proprio un volo transoceanico di quasi 12 ore con un neonato, ma anche questa paranoia si rivelò poi infondata. Il mio piccolino di appena 3 settimane era un angelo, si svegliava ad intervalli di 3 ore per fare la poppata ed avere il pannolino cambiato e basta. Non un fiato, nessun problema con la pressione di cabina o con la secchezza dell’aria.
Prima e seconda poppata con relativo cambio a bordo gentilmente offerti da Maritone (noi siamo sempre stati una squadra). Discreto successo, a parte una piccola strisciatina di pipí sulla gamba del pantalone dovuta all’emozione (Maritone si era infatti dimenticato di coprire il pisellino durante il cambio, come più volte illustratogli da me, campione indiscusso dello spannolinamento).
Terza ed ultima poppata e cambio eseguiti invece da me, e con insistenza. Sapevo infatti che non mi sarebbe più capitato di cambiarlo in volo sulla rotta verso casa, verso le nostre famiglie in attesa, di cambiarlo col cuore gonfio di emozione.
Mi reco col cuccioletto nel bagno della cabina Business Class.
Avevo con me il tappetino per coprire il fasciatoio, il beauty case pieno di cremine, salviettine umidificate e sacchetti profumati.
Dopo essermi meravigliato all’esiguità dello spazio messo a disposizione dalla compagnia aerea per effettuare il cambio di un neonato, distendo Gabriel e ripeto gli stessi gesti ormai familiari.
Senonché, a metà cambio, succede l’imprevisto e l’aereo si imbatte in una pozzanghera di turbolenza. Abbastanza severa da costringere i passeggeri a sedersi e l’assistente di volo a bussare alla porta intimandomi di uscire e riprendere il mio posto.
“Per favore, lasci tutto e vada a sedersi. Recupererà dopo le sue cose...”
Panico. 
Io odio volare. Sono del Toro, sono un bovino, una grassa vacca inchiodata per terra. Sputatemi.
Istintivamente prendo in braccio il pupetto, cosí, senza pannolino (deficiente!) e apro la porta del bagno per tornare a sedermi.
Poi mi rendo conto di quello che stava succedendo. Una lunga striscia nocciola che dal petto mi arrivava fin sul ginocchio e continuava ad avanzare fin oltre l’orlo dei miei shorts, gocciolandomi sulle dita dei piedi e sulle infradito.
La piú fine produzione di cagarella liquida mai vista a bordo di un Boeing747. 
Il ballonzolare pauroso dell’aereo passa subito in secondo piano.
Nel giro di cinque secondi pulisco il sederino, applico la cremina e metto il nuovo pannolino, cercando di ignorare lo strisciare che ho giú per la gamba destra e le intimazioni sempre più minacciose del personale di bordo.
“SIGNORE, INSOMMA! DEVE TORNARE A SEDERSI!”
“MA NON VEDETE CHE SONO COPERTO DI MERDA?” rispondo io.
Mi giro con gli occhi iniettati di sangue verso le assistenti di volo già sedute. Una si porta una mano sulla bocca dallo shock mentre l’altra allunga una mano tremante per passarmi una salviettina da cocktail.
Questo sí che è servizio.
Niente da fare comunque. Mi devo andare a sedere.
Mi armo di nonchalance e torno in cabina. Una lunga dolorosa Via Crucis sotto gli sguardi inorriditi degli altri passeggeri.
‘Non è la mia, deficienti. È di mio figlio ok?’ mi ritrovo a pensare.
Maritone mi guarda sgranando gli occhi “Oh shit!”
“Precisamente.” 
Mi siedo.
I venti minuti di turbolenza più lunghi della mia vita.

Nell’album delle foto, tra le primissime scattate a Gabriel, ce ne è una che mi ritrae in aeroporto a Heathrow, in fila per recuperare i bagagli con indosso un pigiama.
Indosso una maglia grigia di ciniglia XXXL ed un paio di pantaloni XXXL dello stesso colore con lo stemmino della compagnia aerea.
Sembro una pantegana. 
Questo è stato il mio ingresso trionfale nel mondo della paternità.


TQF xx










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48 comments:

barbara zanella said...

BUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH...
AHAHAHAHAHAHAHAHHAHA....
AHAHAHAHAHAHAHAH...

scusa... non riesco a smettereeeeaAHAHAHAHAHAHHAHAH...

eh ehm...
bruf...

strega dei gatti said...

E' però non è valido potevi mettercela quella foto che ritraeva il bellissimo momento... a me mio figlio me la fece a schizzo durante il cambio su tutto il vestito... mio marito rideva beato facendomi una foto quindi non sei l'unico ad essere stato battezzato dalla cacca.. ahahaha
p.s. anche io del toro.. più piantata di me chi c'è.. però adoro viaggiare quindi anche l'aereo non mi fà paura se mi stà portando in un bel posto. ;-)

Agnes P said...

Fantastico!!!

mafalda said...

Non riesco a smettere di ridere, che meraviglia :D

Diana (Apple Pie) said...

Beh dai...diciamo che ti ha portato fortuna! ;)

Francesca said...

dov'è la foto??? ti voglio vedere con il pigiama da pantegana!!! :)

Starsdancer said...

ahahahahahahahahahah ahahahhahahha mio marito la chiamava 5 più uno, non ho mai capito perchè, comunque è successo pure a me, ma non in volo purtroppo, dentro la macchina in un viaggio di due ore senza cambio per me :( vabbè passiamo ad altro eh

robchinaski said...

È inutile, io ti adoro!!!

Beatrix Kiddo said...

Oddio...debbo smettere di leggerti in ufficio, sto contorcendomi dietro il computer....:-)!!!(p.s. ma quanto sono belle quelle foto....)

Alice - Operazione fritto misto said...

Favoloso. Non ci sono altre parole per definire questo racconto.

Le case editrici sanno che se ti facessero scrivere un libro li faresti guadagnare più dei libri di Moccia (che, ahimè, hanno comprato in tanti)?
Perchè a parte gioie e dolori della paternità, tu fai ridere di gusto, permettendo di scordare i problemi che si hanno (e te lo dice una con una lunga serie che la tormenta quotidianamente).
Nei tuoi racconti il climax di divertimento sale man mano che procedi con la lettura; e mai una volta mi lasci indifferente!
Al contempo ti ammiro perchè io, se mai avrò un figlio, non credo accoglierò bene come te la maternità; sarei più della serie "cambialo tu che mi fa schifo".
Buona giornata...

Alice
Ps: ma le foto sono vostre? Sono bellissime.

Madness said...

Stupendo, un racconto esilarante! Un racconto da vero padre con il senso dell' humor!!

Kiki said...

Foto Foto Foto!!! jijijij
Kiki

Valentina VK said...

mondieuuuuuuuuu!!!!
a me la turbolenza nel mezzo del cambio da pannolino e' successa sul pechino - francoforte, il problema nel caso fu che bea aveva gia' sei mesi e si rotolava indefessa quindi cambiarla era davvero complesso gia' in condizioni normali...comunque siccome l avevo pulita ma dovevo ancora finire di mettrle il pannolo nuovo, me ne tornai al posto con lei a chiappe nude pregando ti prego non pisciarmi e finii il cambio seduta. dopodiche' mi cagai addosso io (quasi) perche' ho una fifa nera di volare nonostante il fatto che lo faccia spessissimo, lei si riaddormento' invece subito!

Licia said...

Ho le lacrime ahahahahhahahahahahahh

Elena said...

Muoio !!!!!!!!! AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!!!!!

francesca rossi said...

uahahauhauahu!!! benvenuta pantegana!! :-D

Federica said...

Civuolel'avvertenzaperipostdaridereedapiangere!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Mica posso fà sempre ste figure in ufficio, dai! :-D

Me stessa - Bimbo cercasi said...

Ecco, io in aereo sempre mandato il marito!! Però uso i lavabili e la mia lavatrice non ne soffre per niente ;)

CappelloABombetta said...

E' proprio vero che la cacca ci rende tutti gioiosamente simili, W la cacca!
Serena

Anna A said...

oddio mi sto uccidendo dal ridere ti prego non puoi postare la foto?? :-D
grazie davvero per questo momento di ilarità

robchinaski said...

Foto foto foto fotooooo

Bietolina said...

ahahahah bellissimo, cioè non ti invidio, ma bellissimo!

Spora said...

Ammore sei un genio! (e viva il pigiamone business dell'American, se non erro? Mi sta sempre enorme, ma perché?)

Francesco Uccello said...
This comment has been removed by the author.
Francesco Uccello said...

Non sarei mai voluto stare al tuo posto. Veramente 'na figur' e merd' :)

Dario Chemello said...

Come ti capisco...di ritorno da Roma, destinazione Milano, il mio Elia (che all'epoca dei fatti se non sbaglio aveva tre anni) non ha resistito a rimpinzarsi di fragole. Per farla breve, durante l'atterraggio c'é stata una bella turbolenza, seguita da um momento di pianto e... dalla piú grande vomitata rossa della storia. Ovviamente non sono stato risparmiato. Mi sono alzato, avvolto da un buonissimo...ehr... profumo di fragola, ricevendo istantaneamente una sonora cazziata. "Ma io... veramente..." "Stia seduto!" "Ma si metta nei miei panni... sono campione di Tagadá..." "SEDUTOOOO".

...ricordo ancora la gentile signora che inorridita mi ha offerto una (1) salvietta imbevuta.

Ma tutto é bene quel che finisce bene: vuoi mettere all'uscita la gioia di annunciare al simpatico stuart di poche righe sopra che "...forse c'é un po' da pulire...laggiú..." XD

eli puccioni said...

Holy shit! (come dicono da queste parti)

Mode in Italy said...

Sto morendo. Scusa, ma me la sto proprio facendo sotto dal ridere. Sei un grande, comunque.

Marta said...

Sei geniale.
Punto e stop! :D
A prosito di lavabili, io non ci ho nemmeno provato dopo aver letto: "Bisogna lasciarli in ammollo con il bicarbonato..." una zuppa di cacca, insomma.
Mi dispiace di non essere ecologica ma proprio non ci riesco :(

caris said...

ahahahaha! fantastica! però hanno ragione sopra: la foto in pigiama!!!!

Anonymous said...

voglio vedere la foto!! :) p.s sono toro pure io!ecco da dove ti viene l'amore per la cucina e la tradizione..però secondo me, dato che sei una Quenn , devi avere qualcosa in leone..forse l'ascendente?baci!fede

Ema said...

Hiii hiii hiiii hiiii

MAURO GHIRLANDA said...

ti adoro, posta la foto in pigiama

Erika said...

siiiiiiii', i tuoi fan vogliono la foto!!! Non puoi mica deluderli

Drusilla Galelli said...

Ho le lacrime agli occhi, non riesco a smettere di ridere!!!
Sei un grande!

Cappuccino e Baguette said...

Ho appena capito 3 cose:

1)io la madre, non la potrò mai fare (rincoglionita come sono mi ritroverei ricoperta di escrementi e vomito, ogni giorno)
2) Non sono l'unica expat che è costretta a prendere l'aereo ma ODIA volare.
3) MAI sedersi su un aereo vicino ad un bambino!

Girandola Precaria said...

Spettacolare!!!

Maggie said...

Ahahahah sei troppo forte...e davvero da ammirare...sei proprio un papà spettacolare.

Questo episodio mi ha fatto venire in mente quella volta con mio nipote di 40 giorni che ha fatto quello che ha fatto tuo figlio sul pavimento mentre lo portavo in bagno...della sua casa almeno...a me è andata meglio :)

diana said...

non hai messo la foto :( ....me fai morììì!!!!

Misantrophia said...

Fantastico! Sono morta dalle risate! Gabriel doveva essersi emozionato troppo! :D

ero Lucy said...

Sei un grande :D Queen, ormai ogni tuo post al finale mi strappa la lacrima, sai?

Annetta said...

E ancora una volta, a gran voce: foto, foto,foto!!!

annina said...

HO LE LACRIME, sei un mito, non ce la faccio, sto piangendo..ahahahahhaaaaaaaaaaaaaaaaajajajjaajhahaajahajhahahahah

Clelia said...

S-T-U-P-E-N-D-O. Non ho altro da aggiungere!!!!

Marcela Martinas said...

meraviglioso! TQF sei un tesoro grandissimo! mmm, meglio senza le foto, lascia spazio all'immaginazione
Cela

Anonymous said...

questo post mi ha fatto troppo ridere!!!! Sei un grande! Cinzia

roby0089 said...

HAHAHAHAHAHAHAH! è la prima volta che leggo i tuoi post, ma ti posso assicurare che sono fenomenali!! complimenti!! da quello che ho letto, ho visto che tu e il tuo compagno avete fatto molti sacrifici per poter stringere finalmente quel piccolo pargolo tra le braccia. per questo ci vuole dedizione pazienza ma tanto amore! veramente ammirevoli! :)

roby0089 said...

HAHAHAHAHAHAHAH! è la prima volta che leggo i tuoi post, ma ti posso assicurare che sono fenomenali!! complimenti!! da quello che ho letto, ho visto che tu e il tuo compagno avete fatto molti sacrifici per poter stringere finalmente quel piccolo pargolo tra le braccia. per questo ci vuole dedizione pazienza ma tanto amore! veramente ammirevoli! :)