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"C'era una volta, tanto tempo fa, un cavaliere. Era un cavaliere speciale. Era il cavaliere più coraggioso che sia mai esistito. Si chiamava Cedric. Cedric crebbe in una povera fattoria, in mezzo ad una grossa piantagione di zucche e quando da bambino giocava a far finta di essere qualcuno, si vestiva di un'armatura di zucche e fingeva di essere un cavaliere. Un giorno, dall'alto di un albero su cui si era arrampicato, Cedric assistette alla rapina di una carrozza che passava. Il coraggioso bambino iniziò a gettare ghiande sul tetto della carrozza ed i banditi, spaventati dall'inspiegabile rumore, se la dettero a gambe levate. Come ricompensa quindi, un famoso cavaliere, decise di aiutare Cedric a trasformare il suo gioco in realtà, allenandolo ed insegnandogli tutto. Dopo qualche anno Cedric, ormai adulto, ricevette l'investitura del titolo di cavaliere e partí alla ricerca di avventure. Dopo un lungo girovagare arrivò ad un castello occupato da uno spaventoso drago. Invece di combattere il drago, Cedric gli dette da mangiare delle zucche piene d'acqua. Il drago ne mangiò così tante che, quando provò a sbuffare fiamme contro Cedric, l'acqua nelle zucche che aveva mangiato aveva spento tutto il fuoco nella pancia!! Cedric quindi liberò i prigionieri: una principessa ed un principe che il drago aveva catturato e li aiutò a ritornare nel loro regno. Durante il viaggio Cedric strinse una profonda amicizia col principe e, una volta tornati a casa, la principessa disse a Cedric che avrebbe voluto sposarlo. Cedric però dichiarò di essersi innamorato del principe e di voler invece sposare lui.
                                                                                                                                         

Il principe era molto felice, ma il re non era molto entusiasta di questa cosa. Dopo aver visto e compreso la felicità dei due giovani comunque, il re accettò di organizzare un matrimonio reale! Cedric ed il principe si sposarono e anche loro vissero felici e contenti."

Potreste pensare che questo sia il risultato dei miei vaneggiamenti, magari ispirati dal troppo tempo passato a logorarmi la retina davanti al Disney Channel col Tappo. Invece no.
La realtà è più bella ed interessante.
Quella che avete appena letto è infatti la sinossi dell'ultimo libro di Daniel Errico, un prolifico autore statunitense di e-books per bambini.
Si intitola "The bravest knight who ever lived" (Il cavaliere più coraggioso che sia mai esistito) ed è stato 'lanciato' il primo ottobre negli USA.
Sono stato contattato dal press-agent di Daniel con la richiesta di dare un'occhiata al pacchetto stampa. Sapete, mi arrivano ogni sorta di 'richieste di dare un'occhiata' per tesi di laurea, brevi racconti, pure la sceneggiatura di un cortometraggio, manco fossi Arnoldo Mondadori o Spielberg… Regà, scrivo solo un blog. Per quanto io possa esservi simpatico, non sarei mai in grado di darvi un'opinione professionale circa il vostro operato. Posso solo darvi la mia personale opinione.
Comunque, per non divagare, la richiesta di James mi aveva colpito perché non chiedeva opinioni, né supporto mediatico (Daniel è già un autore molto famoso in America ed ha venduto oltre 100.000
ebooks dal 2011). Alla luce della situazione italiana riguardo i diritti LGBT e la vergognosa lentezza grazie alla quale certe leggi, ormai assodate e consolidate in altri paesi dell'EU, appartengono ancora alla fantascienza in Italia,  James mi chiedeva di dare un'occhiata e di rallegrarmi del fatto che le cose si stiano invece muovendo altrove.
Daniel infatti, nel suo nuovo libro, offre al suo pubblico il primo eroe omosessuale.
"Quando si tratta di bambini e delle tematiche a cui li esponiamo, c'è una chiara ed accettata mancanza di equilibrio tra  relazioni eterosessuali e relazioni omosessuali, fino al punto da raggiungere la disinformazione e la distorsione della realtà. Credo sia il dovere di ogni autore per l'infanzia presentare il mondo ai propri giovani lettori in modo sicuro, divertente ed educativo e, in questo caso, normalizzare qualcosa che è una parte fondamentale della vita di tante persone" dice Daniel stesso "Ho voluto utilizzare la struttura di una favola classica e sostituire solamente un finale con la possibilità di un altro. Cedric è un eroe come gli altri che ha la sua idea di cosa la felicità dovrebbe essere. Per lui."
Daniel lavora a stretto contatto con i bambini, attraverso letture gratuite delle sue storie nelle scuole in America ed in altri paesi, per aiutarli a sviluppare un solido senso di morale e di autostima. Il suo recente concentrarsi sull'orientamento sessuale e sull'uguaglianza del matrimonio per la comunità
LGBT, è solo un'estensione del suo consolidato lavoro su temi come comprensione, accettazione e celebrazione di tutte le diversità.
"I bambini sono mentalmente aperti per natura. Credo sia mio dovere, come adulto, oltreché come autore, inquadrare le cose a dovere per loro. Mi auguro che i genitori e gli insegnanti usino la loro discrezione quando decideranno se condividere questa storia con i loro bambini o meno, e che la vedano per quello che è: un racconto che parla di crescita, avventura ed amore."
Indomito sostenitore della letteratura accessibile a tutti i bambini, a prescindere dalle possibilità economiche, Daniel ha creato freechildrenstories.com, un sito di scambio di storie con bambini di tutto il mondo che potrebbero non aver accesso a libri tradizionali.
A me 'sto Daniel piace tanto, il che non mi impedisce di mettermi una mano sul cuore (ultimamente lo faccio più spesso di Santa Maria Goretti) e di chiedermi quanti di voi si sentirebbero a loro agio leggendo una favola del genere ai propri figli e ad affrontare le domande che ne scaturirebbero.
Perché i bambini crescono anche a pane e risposte.
Capisco pure tutta l'opposizione a certe tematiche introdotte ai bambini. Da genitori vorremmo sempre preservare l'innocenza dei nostri cuccioli e, finché non sapremo guardare l'omosessualità come una variante del comportamento sessuale di un essere umano e non come una perversione, forse non riusciremo mai ad 'affrontare' certi discorsi con la dovuta serenità.
Mi piacerebbe pensare che i nostri figli non dovranno soffrire delle nostre limitazioni, mi piacerebbe pensare che un giorno saranno loro a mostrarci l'errore e l'orrore di tante delle nostre mancanze.
La verità invece è che le rivoluzioni più importanti si mettono in moto intorno al tavolo della cucina. In famiglia.
Se vogliamo che i nostri figli siano dei pionieri nell'età nuova della tolleranza, siamo noi a doverli infettare col germe della comprensione. Comprensione che passa attraverso un linguaggio a loro consono.
Non parlo del fantomatico 'lavaggio del cervello' operato dalla lobby gay che Putin sta cercando di arginare con conseguenze disastrose a livello umanitario, ma di offrire ai nostri piccoli la possibilità di crescere senza paraocchi, che è l'unico vero lusso, l'unico privilegio che potete offrir loro in un mondo ancora così pieno di campanili e di pregiudizi.
Forse i bambini, a differenza di noi che ne facciamo le veci, sono pronti per dei nuovi modelli, per delle nuove possibilità, dei nuovi personaggi con cui identificarsi o a cui ispirarsi.
Mostrare lo scenario in cui l'eroe si innamora del principe invece che della principessa è uno scorcio sul mondo che in tanti si rifiutano di guardare: un mondo di variabili, di percorsi, di diversità. Un mondo fatto di scelte, di situazioni e di possibilità.
Possibilità aperte a tutti e raggiungibili da una solida piattaforma di moralità e rispetto di sé che esuli da
nozioni prefabbricate dalla consuetudine, dalla religione, dalla politica e dalla pigrizia mentale di cui in molti soffriamo.
La strada più battuta è di sicuro la più facile da seguire, ma ormai non conduce più dove abbiamo bisogno di andare. Il mondo non è più un paese.
La stradina sicura e diritta che portava fino in piazza è ancora lí, le mura storiche che racchiudono tutto il paese sono ancora lí, soltanto che ormai non sono più il centro di nulla, sono solo una parte di ciò che c'è da vedere, da scoprire, da capire. C'è una metropoli fuori da quelle mura antiche, c'è una realtà ricca, complessa e straordinaria.
Non cresciamo dei figli paesani in una metropoli. Non cresciamo dei figli ciechi.
Per chi volesse sapere di più su Daniel Errico ed il suo lavoro, vi invito a visitare www.pajamapublishing.com.
E no, questa non è una marchetta, è informazione gratuita che conta.
Spero ne siate entusiasti quanto me e che vi faccia pensare.

TQF xx


P.S.
Ovviamente l'ebook è in inglese, quindi capisco la perplessità di quanti non lo parlino, ma chi lo sa? Forse tra breve sarò in grado di offrirvi la versione tradotta… Un abbraccio!





18 comments:

strega dei gatti said...

Troppo forte... io lo leggerei volentieri ai miei figli.. già gliene parlo molto liberamente sopratutto perchè la tv ormai dà tantissimi spunti ed io colgo sempre l'occasione per spiegare ai miei figli che è normale.
Quindi ben venga... vado subito a leggere la sua pagina.

proferina said...

mi fai sapere non appena c'è la versione italiana???lo so mi riprometto di seguire un bel corso d'inglese online per rispolverare quel pò che avevo imparato alle medie e disimparato al liceo....comunque grazie per la segnalazione.
p.s. per me l'omosessualità non è una variante, ma un modo di essere, non si sceglie, come non si sceglie di avere gli occhi azzurri, poi ovviamente dal di fuori è tutta un'altra storia

Anonymous said...

Ciao, ti volevo raccontare di una maestra nella scuola materna in cui era mia figlia, proprio qui in Francia, che ai bambini del secondo anno (quelli di 4 anni cioè) ha spiegato che un maschio puo' amare un altro maschio e una femmina un'altra femmina. Questo in modo naturale e aperto, tanto che il figlio du una nostra amica è tornato a casa dicendo che aveva tre innamorate e un innamorato (della poligamia se ne parlerà un'altra volta) !
Questo è anche quello che abbiamo da sempre spiegato noi, genitori irrimediabilmente etero, a nostra figlia che ora ha 8 anni e che ha militato attivamente presso i suoi coetanei a favore del 'mariage pour tous'. I bambini sono aperti a tutte le risposte, siamo noi adulti che a volte siamo in difficoltà davanti alle loro domande... quindi bello questo racconto che puo' aiutare a trovare le parole per parlare ai piccoli e crescere una nuova generazione aperta e tollerante.
Bisous
Malouine

Anonymous said...

Ciao! Stamattina su Radiotre l'ultimo commento di un'ascoltatrice a 'Tutta la citta ne parla' era dedicato guarda caso alle favole con protagonisti omosessuali (intervento inserito secondo me in modo abbastanza infelice nell'argomento odierno: i casi di baby prostituzione a Roma http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-e82833a3-7eb2-4bea-93ad-db4143f4b839.html). La signora si e' detta abbastanza contrariata all'idea di leggere alle sue figlie (o nipoti) queste storie. Peccato mancassero pochi secondi alla fine. Il conduttore (che non ha condiviso a mio parere il pensiero della sua intelocutrice) ha parlato di un possibile approfondimento in futuro. Sarebbe bello se ne parlasse davvero e non solo nel forum della trasmissione, dove probabilmente ora sara' in corso un dibattito pro e contro. Grazia

PAT said...

Parlo di tutto con mio figlio (8 anni) perchè credo che paure e razzismo nascano solo dall'ignoranza (ok certe persone sono stronze e basta!). Sono cresciuta in una famiglia in cui è tabù parlare di certe cose e per questo non voglio che a mio figlio accada lo stesso. Quindi tutto c'ho che è naturale glielo spiego naturalmente, dai gay al fare l'amore e via dicendo.
Hai ragione, la rivoluzione comincia dai genitori.

Anonymous said...

Mi è capitato di guardare su sky una commedia con Adam Sandler dove si fingevano Gay (erano due pompiri) per questioni assicurative.... mia filgia ne ha visto qualche scena e mi ha chiesto spiegazioni.... la mia risposta di getto è stata "l'amore è amore" ma lei cresciuta a pane e principesse disney ha detto che non ce lo vede ben un uomo con il vestito da principessa!!!
beata innocenza.. come dici tu siamo noi responsabili della loro crescita e apertura mentale...spero vivamente di fare un buon lavoro come in tempi non sospetti sono riusciti a fare i miei genitori. Barbara

Angela Catrani said...

Sarei felice di poter leggere una storia con questo finale e altri possibili. I miei figli crescono già con l'idea che ci si può innamorare indifferentemente di una persona del sesso opposto o del proprio sesso, io indico sempre queste due possibilità. Tanto è vero che Matteo, 5 anni, è fidanzato con Lea e con... Federico, il fratello gemello di Lea! E questo in famiglia non crea nessun imbarazzo, solo un certo qual divertimento a pensare a questi due gemellini che non si separano mai, nemmeno in presenza di un futuro spasimante!

Anonymous said...

E' qualcosa di meraviglioso vedere due persone che si amano, non importa di che sesso sono. E' quello che sto insegnando ai miei figli. Non è facile qui in Italia, nel Veneto, far passare certi valori, ma io e mia moglie ci proviamo. Grazie per quello che scrivi, ci dà coraggio! Francesco

penelope said...

Non mi ricordo quando ho parlato per la prima volta a mia figlia di omosessualità. Mi ricordo solo che era molto piccola, che faceva tante domande, che non ho usato il termine omosessualità perchè non l'avrebbe capito, ma che per me è stata la cosa più naturale del mondo spiegarle che ci si ama per la maggior parte delle volte tra uomo e donna, ma succede anche che ci si ami tra donna e donna o tra uomo e uomo. Che l'amore, incredibile a dirsi, non ha sesso. Non è stato difficile parlarne, perchè per me non è difficile. Credo che il problema siano i genitori , più che i figli. Come sempre, d'altra parte. Non credo neppure di essere un raro esempio di genitore illuminato. Siamo tanti e saremo sempre di più. E poi, la serie tv "Modern Family" , piuttosto apprezzata in casa mia, ha consolidato le teorizzazioni... ;)

Vivian Celestino said...

sono mamma di due gemelli di quasi 4 anni. parlando di famiglie di tutti i tipi e leggendo Il grande grosso libro delle famiglie
uno dei due, gianluca, ha affrontato così la questione posta ovvero che ci possano essere famiglie con due mamme o due papà: certo mamma ma anche i bimbi devono essere due!
come dire:conta l'altro. chiuque sia, ma che ci sia per favore!

Starsdancer said...

Grazie, bellissima recensione :) mio figlio mi ha giusto chiesto un libro in inglese ;)

Anonymous said...

sono sempre stata una lettrice assidua ma nascosta. Oggi vorrei intervenire su questo argomento perchè sono davvero preoccupata dal fatto che ho sempre dato a mia figlia un'educazione basata sul totale rispetto per le persone che ci circondano siano esse verdi, nere, omo etero e quant'altro! Finchè c'è rispetto reciproco è l'amore che vince! Proprio una madre peace and love. A oggi però mi ritrovo una figlia 13enne che un po' per ridere un po' seriamente è razzista e non capisco se lo fa per venirmi contro o perchè davvero lo pensi. Lei ha delle idee e assolutamente non si smuove. Pur avendo avuto un filarino con un ragazzo di colore (che ho conosciuto e che avevo in simpatia) è razzista verso i meridionali, concetto anacronistico e assurdo che mai ha sentito uscire dalla mia bocca! Non concepisce 2 persone dello stesso sesso che si amino benchè io ne abbia sempre parlato con serenità e il suo idolo sia Freddy Mercury che è sempre stata un'icona dalla sessualità molto ambigua. Un mostro o una ribelle a tutti i costi???? Vi prego aiutatemi a capire: smetterà di ribellarsi andando contro a quanto cerco di spiegarle o la devo internare subito?

The Queen Father said...

Ciao Anonimo… Ti rispondo sulla mia pagina di Facebook così do la possibilità anche agli altri lettori di intervenire più facilmente… Spero non ti dispiaccia… Ci vediamo di là!
TQF xx

The Queen Father said...

In caso non trovassi la paginetta ti copio/incollo la risposta pure qui… Poi dite che non sono servizievole…!

"Premesso che a 13 anni attraversiamo TUTTI una fase di cretineria stupefacente in cui non si è più né bambini né tantomeno si è ancora adulti, io cercherei di investigare sulle amicizie di tua figlia. Purtroppo è molto facile invalidare il duro lavoro di ogni genitore dall'esterno. Un giro sbagliato, delle amicizie che influenzano il tuo modo di pensare, un carattere tendenzialmente 'contro', sono tutte componenti dell'adolescenza. Io credo che, come pensi tu, tua figlia stia solamente cercando di 'andar contro' per il gusto dell'apparente individualismo che crede di conquistare. Credo sia importante per lei sapere che, al di là di quelle che sono le sue opinioni personali, può contare sulla libertà di essere chi vuole e sul tuo supporto incondizionato. A 13 anni è una bambina che si riscopre donna ogni giorno di più. Nel cervello un casino, nel corpo gli ormoni che vanno sulle macchinette a scontro e tutto è amplificato: i drammi, gli amori, le stupidaggini e le cose più serie. Io non mi stresserei troppo e soprattutto non mostrerei troppa indignazione di fronte a delle frasi che potrebbero essere buttate giù per effetto. Però deve sicuramente capire che la sua ottusità, finta o meno, potrebbe avere seri effetti e tristi ripercussioni su come la gente potrebbe mettersi in relazione con lei. Omofobi e razzisti saranno presto i nuovi emarginati. Ricordale pure che io vivo a Parigi. Da quassù TUTTA l'Italia è a sud. È davvero troppo facile puntare il dito quando si tratta solo di geografia. Si preoccupasse di studiarla bene prima e ricordale che l'unica cosa di fronte a cui vale la pena storcere il naso è la stupidità. Ma anche lí bisogna poterselo permettere. Ti abbraccio e grazie! xxx"

Luciana said...

Le illustrazioni però non mi piacciono, mi sembrano un pò povere!!!

Aurora said...

Quando sarò mamma leggerò queste favole ai pargoli sicuramente!!!!

Mammadesign said...

Ti hanno appena linkato sul mio blog ed ho appena affrontato la fatidica domanda...con la mia cinquenne!
A domanda semplice risposta semplice.
Chissa', il libro potrebbe essere un bel mezzo per comprendere la realta' fin da piccoli... Grazie della dritta.

Anonymous said...

www.tomcil.com